AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
34.2001.22
Data decisione, Autorità:
30.01.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
34.2001.00022
fc
Lugano
30 gennaio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattrice:
Francesca
Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 8 febbraio
2001 di
__________,
nei confronti di
__________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato nel 1944, ha lavorato alle dipendenze della __________ dal 1. gennaio 1980
fino al 31 gennaio 1999. Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale
obbligatoria per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità a favore dei propri
dipendenti la datrice di lavoro era affiliata inizialmente al Fondo di
previdenza per il personale della __________ (doc. _), a far tempo dal 1.
gennaio 1996 alla __________.
Il rapporto
previdenziale tra la datrice di lavoro e la __________ è strutturato sulla base
di due contratti: il n. __________che per il caso di invalidità contempla
l'erogazione di una rendita d'invalidità e una rendita per figli oltre all'esonero
dal pagamento dei contributi (tale contratto è poi suddiviso in due polizze, A
e D, la seconda prevedente unicamente prestazioni sovraobbligatorie) e il n.
__________che in caso di incapacità al guadagno prevede unicamente l'esonero
dal pagamento dei contributi (cfr. doc. _).
1.2. L'11 luglio
1996 __________ ha subito un infarto miocardico. L'istituto di previdenza gli
ha riconosciuto un'incapacità lavorativa, con conseguente attribuzione di una
rendita parziale d'invalidità, del 33% dall'11 luglio 1997 al 30 giugno 1998,
del 50% dal 1. luglio 1998 al 12 gennaio 1999 (doc. _). In data 13 gennaio 1999
l'assicurato ha avuto un secondo infarto miocardico a seguito del quale
l'incapacità lavorativa è divenuta totale mediante riconoscimento da parte __________
di una rendita d'invalidità intera a far tempo dal 13 gennaio 1999 (doc. _;
cfr. anche XL).
1.3. In data 30
giugno 1998 __________ ha inoltrato domanda per prestazioni per adulti
all'Ufficio Assicurazione invalidità cantonale (UAI) (doc. _), il quale,
mediante decisioni del 4 agosto 1999, gli ha riconosciuto un grado d'invalidità
del 40% con conseguente concessione di un quarto di rendita d'invalidità (oltre
alle prestazioni complementari per la moglie e il figlio dell'assicurato) dal
- al 30 novembre 1998, una mezza rendita (corrispondente ad un'inabilità del
50%) dal 1. dicembre 1998 al 31 marzo 1999 e una rendita intera, per una grado
d'invalidità dell'80%, a far tempo dal 1. aprile 1999 (doc. _; atti AI).
1.4. A seguito di
uno scambio di corrispondenza tra l'assicurato e la __________, constatata la
mancata intesa tra le parti, con petizione datata 8 febbraio 2001 __________ ha
convenuto l’Istituto previdenziale dinanzi al TCA facendo valere:
" mi
permetto rivolgere la vostra attenzione alla vertenza attualmente in
corso fra la Fondazione di __________ e il sottoscritto,
nell'intento di ottenere nei fatti:
a) l'adeguamento
della rendita di invalidità al salario assicurato 1999 e non al salario 1996
come utilizzato dalla Fondazione per il passaggio dall'invalidità al 50% a una
invalidità al 100%;
b) per quanto
riguarda la liberazione dal pagamento dei premi, chiedo che venga applicata
l'aliquota del 26% del salario assicurato per la creazione del capitale
necessario per la rendita di vecchiaia.
(…)
Lo stipendio
assicurato per gli anni dal 1996 al 1999 era il seguente:
â anno 1996 CHF 100'750
â anno 1997 CHF 102'050
â anno 1998 CHF 103'766
â anno 1999 CHF 105'700
Prove: vedi certificati di previdenza 1996 (doc. _)
1997
(doc. _)
1998 (doc. _)
1999
(doc. _)
La Fondazione di Previdenza, nel corso degli anni succitati ha
adeguato lo stipendio secondo gli aumenti intervenuti, riducendolo in seguito
retroattivamente (effetto 01.01.1996) a CHF 100'750 (doc.
_ e doc. _).
II certificato 1999 mi è stato inviato solo dopo numerose
richieste telefoniche e per lettera, a comprova di ciò allego solo la
raccomandata 11.11.1999 (doc. _).
Inoltre la Fondazione di Previdenza applica l'aliquota del 23%
agli accrediti di vecchiaia, mentre io ritengo che, con effetto 01.01.1999
l'aliquota applicata debba essere del 26% (doc._, doc. _). Regolamento per la
previdenza professionale della __________ art. no. 8.2 (doc. _), ripreso poi
nel regolamento di previdenza della __________, valevole dal 01.01.1997, art.
5.1.2. (doc. _).
(…)
La Fondazione di Previdenza ritiene che l'aumento dell'incapacità
lavorativa sia dovuto alla stessa causa di malattia, mentre io ritengo che
l'aumento dell'incapacità lavorativa sia dovuto a malattie diverse e ben
distinte (2° infarto miocardico) - (doc. _- certificato medico dr. __________) e (depressione psichica) doc. _ rapporto medico della
dottoressa __________.
Infine, datato 13.12.2000, ho ricevuto un certificato della
rendita al 01.01.2001 (doc. _), in esso si tiene conto solo dell'aumento della
parte obbligatoria e inoltre si riferisce all'assicurazione no. __________ (doc.
_) mentre per l'assicurazione no. __________ (doc. _) manca la comunicazione.
Visto che l'importo trimestrale ricevuto è di franchi 10'148,75 ho
solo potuto dedurre che:
a) hanno
provveduto all'adeguamento al rincaro solo della parte obbligatoria,
b) non vi è traccia di quanto richiesto nel corso dell'anno 2000
Ecco perché, nonostante la pazienza e il tempo trascorso in attesa
fiduciosa, non ho altro mezzo per ottenere quanto a me spettante, che la
presente petizione.
Per quanto concerne la polizza complementare no. __________,
chiedo altresì che il salario assicurato sia considerato come per la rendita
del contratto principale no. __________.
(…)
Chiedo pertanto che la Fondazione di Previdenza venga obbligata
ad adeguare la rendita per il contratto di previdenza no. __________
visto che per il 50% di abilità lavorativa ho continuato a versare
contributi pari al:
10% su un salario assicurato di CHF 100'750 nel 1996 (doc. _),
10% su un salario assicurato di CHF 102'050
nel 1997 (doc. _)
10% su un salario assicurato di CHF 103'766
nel 1998 (doc. _)
13% su un salario assicurato di CHF 105'700
nel 1999 (doc. _.
e ciò con effetto dal 13.01.1999, data in cui sono
stato colpito dal secondo infarto (doc. _), a cui devono essere aggiunti gli
interessi di ritardo.
Confermo la richiesta della liberazione dal pagamento dei
contributi al 26% e non al 23% per il contratto no.__________
come già sopra indicato poiché la Fondazione di Previdenza applica l'aliquota
del 23% agli accrediti di vecchiaia, mentre ritengo che, con effetto 01.01.1999
l'aliquota applicata debba essere del 26% (doc. _, doc. _). Regolamento per la
previdenza professionale della __________ art. no. 8.2 (doc. _) e Regolamento
per la previdenza professionale della __________ valevole dal 01.01.1997, art.
no. 5.1.2. (doc. _).
E infine chiedo l'adeguamento del
salario assicurato anche per la polizza complementare no. __________" (cfr. I)
1.5. Con risposta
di causa del 4 aprile 2001 la __________ ha postulato la reiezione della
petizione facendo valere:
"
(…)
La pretesa dell'attore viene contestata in quanto
priva di fondamento sia in fatto che in diritto.
La pretesa dell'attore si basa sul presupposto che il secondo
infarto abbia dato luogo ad un nuova e diversa causa rispetto a quella che
aveva fatto sorgere la precedente invalidità e che, pertanto, il calcolo della
nuova prestazione dovrebbe basarsi sul salario percepito al momento dell'aggravio
dell'aumento del grado d'invalidità.
Nel caso de quo, invece,
trattandosi di un secondo infarto, è fin troppo evidente che l'aumento del
grado d'invalidità è dovuto alla medesima causa che ha provocato la precedente
incapacità parziale al guadagno. In questo caso trova, quindi, applicazione l'art. 4 comma 5 punto 2 lettera a) delle condizioni generali di contratto. Ai
sensi del predetto articolo, "le prestazioni d'incapacità al guadagno che
sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado
d'invalidità.............."
(…)
In base a tale articolo,
pertanto, il calcolo dell'aumento della prestazione deve essere effettuato
sulla base del salario percepito al tempo del primo infarto.
Invece, per quel che concerne
le aliquote per gli accrediti di vecchiaia, la scala applicabile nel caso
presente a partire dal 01.01.1999 é del 23%, e non del 26%."
(cfr. VII)
1.6. Con scritto
del 18 aprile 2001 l'attore si è riconfermato nelle proprie posizioni facendo
valere:
" non
posso far altro che respingere "in toto" la richiesta della
controparte, poiché non porta nessuna prova a conferma della loro
tesi; inoltre, citare le condizioni generali di contratto non mi pare corretto,
infatti, come assicurato dispongo soltanto del regolamento di previdenza e penso
che questo sia l'unico valido per affrontare i rapporti tra gli assicurati e il
fondo di previdenza.
Aggiungo inoltre, oltre al doc. _ della dr.ssa __________, anche
il rapporto medico presentato all'AI dal prof. dr.
__________ dell'8 giugno 1999, in cui, al punto 3 indica chiaramente un infarto
miocardico acuto posterolaterale in data 11.07.1996 e un infarto miocardico
acuto infero-laterale in data 13.01.1999; PTCA e posa di stent sul RIVA
prossimale in data 29.01.1999, aggiungendo poi al punto 4.1 che causa di
invalidità è anche la depressione psichica, come del resto indicato dalla
dr.ssa __________.
Pertanto, oltre all'infarto localizzato in due posti ben distinti,
tra il 1996 e il 1999 è rilevante anche la depressione psichica, di conseguenza
sono prive di fondamento le indicazioni della controparte e chiedo che vengano
respinte.
Ricordo che, comunque, tra il 1996 e il 1999 (periodo al 100%, al
50% e al 33% di inabilità) ho continuato a pagare premi sui nuovi
salari. Ritengo quindi che gli adeguamenti debbano essere fatti sull'ultimo
salario considerato nel gennaio del 1999 (doc. _). Anche per la parte risparmio
in busta-paga mi venne trattenuto il 13% e non più solo il 10%, pertanto la
liberazione, con conseguente costituzione dell'avere di vecchiaia, deve,
secondo me, essere effettuata sulla base di questa ultima percentuale.
In conclusione chiedo ancora una volta che siano respinte tutte le
richieste della controparte e che finalmente possa conoscere la mia situazione
previdenziale nel senso di quanto presentato nella petizione." (cfr. IX)
1.7. La
__________, con scritto dell'11 maggio 2001, ha nuovamente contestato le
allegazioni dell'attore rimandando all'allegato di risposta (XIV).
1.8. In seguito
il TCA ha provveduto ad acquisire agli atti l'incarto AI concernente
l'assicurato, dandone comunicazione alle parti (XVI, XVIII). Inoltre ha chiesto
all'Istituto di previdenza convenuto di produrre le disposizioni regolamentari
applicabili e il fascicolo concernente __________ (XXVII, XXIX, XXX) e di
fornire delle spiegazioni sulla base della relativa documentazione (XXX).
1.9. In data 15
marzo 2002, la __________, in risposta alle richieste della vicecancelliera, ha
prodotto una serie di documenti e precisato, tra l’altro, quanto segue:
"
(…)
- L'ammontare
delle rendite d'invalidità è di fr. 39'175.00 (polizza A)
risp. di fr. 1'420.00 (polizza D).
Questi
valori sono annuali e sono assicurati nel contratto __________. Per quel che
concerne il contratto __________ non è assicurata nessuna rendita d'invalidità
(alleghiamo in merito i rispettivi certificati personali dell'assicurato -
allegati n° 1, 2, 3).
L'ammontare annuo della rendita completa d'invalidità
dipende:
-
dalla
somma dell'avere di vecchiaia e dei rispettivi interessi, che è disponibile al
momento in cui viene a scadenza il diritto alle rendita, come pure
-
dalla
somma dei futuri accrediti di vecchiaia (senza interessi) per gli anni mancanti
fino all'età termine. Questi accrediti di vecchiaia vengono calcolati sul
salario assicurato all'inizio del diritto alla rendita, e dall'aliquota
utilizzata per la trasformazione nella rendita di vecchiaia.
Tuttavia,
la rendita d'invalidità ammonta almeno al 40% del salario base (secondo il
regolamento che Lei ha già ricevuto recentemente).
La parte
della rendita d'invalidità relativa alla previdenza professionale ammonta a fr. 8'502.00 annui. L'ultimo adeguamento al rincaro è stato
effettuato in data 1.01.2001. La rendita d'invalidità relativa alla previdenza
sovraprofessionale è di fr. 30'673.00 annui (polizza A) e
di fr. 1'420.00 (polizza D).
-
In
allegato Le inviamo un esemplare delle condizioni generali d'assicurazione
(allegato n°4). Il datore di lavoro dell'assicurato, __________ è in possesso
di un esemplare delle condizioni generali d'assicurazione.
-
Siccome
l'incapacità lavorativa dell'assicurato ha avuto inizio l'11.07.1996, abbiamo
fissato il suo salario annunciato per il 1996, cioè di fr. 100'750.00.
A partire dal 13.01.1999 l'incapacità al lavoro è passata dal 50% al 100%.
Secondo le nostre condizioni generali d'assicurazione (CGA; 4.5.2), in caso di
aumento del grado d'incapacità al guadagno di una persona già parzialmente
invalida la cui invalidità parziale è assicurata in base all'attuale contratto,
sono valevoli le seguenti disposizioni:
"Se
l'aumento del grado d'invalidità è dovuto alla medesima causa della precedente
incapacità parziale al guadagno, le prestazioni d'incapacità al guadagno che
sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità
senza un nuovo periodo d'attesa".
- L'aliquota
per i.contributi valevoli secondo la scala d'età di 55-65 anni
corrisponde al 23% dello stipendio assicurato.
(…)
- La parte
sovraobbligatoria della rendita d'invalidità non viene adeguata al rincaro ed è
rimasta invariata sin dall'inizio dell'erogazione della rendita d'invalidità.
In
effetti l'art. 36 LPP menziona tra l'altro che le rendite
d'invalidità vengono adattate all'evoluzione dei prezzi dopo tre anni di
decorrenza, fino all'età di 65 anni per gli uomini. Codesto articolo è
applicabile solo per la parte obbligatoria della rendita.
(…)."
(cfr. XXXIII)
Dette
informazioni sono state completate, su richiesta del TCA (XXXVII), da uno
scritto del 19 aprile 2002 del seguente tenore:
"
(…)
In allegato le trasmettiamo i conteggi di prestazione a decorrere
dal 11.07.97. A partire da questa data sono iniziate le prestazioni
d'invalidità, dopo un periodo d'attesa di 12 mesi. Come è visibile nei vari
conteggi di prestazione allegati, abbiamo emesso varie polizze assicurative.
Ciò è dovuto al fatto che il grado dell'inabilità al lavoro del signor
__________ è mutato a più riprese, ovvero 33,33% (dal 11.07.96 al 23.06.98),
poi 50% (dal 24.06.98 al 12.01.99) e 100% dal 13.01.99. (allegato n°1).
Le polizze tuttora valide sono
le seguenti:
per il contratto __________: polizza A + D
per il contratto __________: non ci sono polizze emesse siccome
non vengono versate rendite, ma viene solo cumulato l'avere di vecchiaia che
verrà versato all'assicurato con il raggiungimento dell'età termine.
Nell'ipotesi che l'aumento del grado d'invalidità fosse da
ricondurre ad una nuova causa, l'assicurato avrebbe diritto a decorrere dal
13.01.99 a due rendite d'invalidità diverse*, cioè:
rendita d'invalidità al 50% dovuta all'aumento per nuova causa*:
CHF 22'130.00 annui (la rendita d'invalidità
rappresenta il 40% del salario di base della parte attiva di CHF 55'325.00).
In caso che noi avessimo adottato la variante dell'aumento dovuto
ad una nuova causa d'incapacità lavorativa, avremmo iniziato a versare la nuova
rendita d'invalidità solamente a partire dal 13.01.00, dopo un periodo d'attesa
di 12 mesi. Quindi l'assicurato avrebbe percepito dal 13.1.99 al 13.1.00 solo
una mezza rendita d'invalidità. II primo adeguamento al rincaro per l'ipotetica
rendita d'invalidità di
CHF 22'130.00 sarebbe previsto solo per il
1.1.2004.
Nell'ipotesi che l'incapacità
lavorativa sia dovuta ad una medesima causa, come da noi sostenuto, il salario
della parte attiva viene adattato al salario fissato nel 1996, cioè a quello di
fr. 100'750.00 e le prestazioni d'incapacità al guadagno che sono
già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità senza
un nuovo periodo d'attesa.
L'avere di vecchia invece
continua ad aumentare (allegato n° 2+3: estratto del conto individuale secondo l'art. 11 OPP 2).
(…)."
(cfr. XL)
1.10. Dal canto
suo, __________, dopo aver chiesto una proroga del termine per presentare delle
osservazioni motivata dal fatto che in data 22 marzo 2002 aveva subito un nuovo
infarto (XXVIII), pronunciandosi sulle prese di posizione della controparte,
con lettera del 27 aprile 2002 si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie
posizioni (cfr. doc. _).
Il 2 e 10
maggio 2002 l'attore ha poi fatto pervenire al TCA copia di corrispondenza
intercorsa con la __________ così come di ulteriore documentazione (XLII).
L'Istituto di
previdenza, dal canto suo, in risposta allo scritto dell'assicurato, con presa
di posizione 23 maggio 2002 ha affermato:
" Ci
riferiamo alla Sua lettera del 14 maggio e in particolare alla copia
dello scritto dell'8 maggio 2002 del Sig. __________ concernente
il calcolo del capitale accumulato nel __________.
Dopo un'ulteriore verifica dell'assicurazione siamo disposti a
venire incontro alla richiesta dell'assicurato e a partire dal 01.01.1999
utilizziamo retroattivamente l'aliquota del 26% secondo il regolamento emesso
l'1.1.1997. Invieremo all'assicurato un nuovo estratto del conto individuale
così come i nuovi certificati personali assicurativi validi dalla data di
mutazione (1.1.1999). L'avere di vecchiaia accumulato subirà una modifica. I
nuovi valori annuali verranno calcolati in base all'aliquota fissata del 26%.
Non appena avremo eseguito le modifiche necessarie invieremo a Lei
e all'assicurato i nuovi documenti assicurativi." (cfr. XLV)
1.11. In proposito,
__________, in data 24 giugno 2002 ha rilevato:
"
(…)
Comunque sia, secondo i nuovi "certificati personali"
validi dal 01.01.2002, il capitale di vecchiaia proiettato al 31 agosto 2009
(65 anni d'età) risulta essere di complessivi 549'037 franchi (CHF 532'877; Polizza A + CHF 16'160;
Polizza D).
Secondo un mio controllo (vedi allegata tabella) il capitale di
vecchiaia proiettato alla fine d'agosto 2009 dovrebbe ammontare a CHF 548'689; ne consegue una differenza a
mio favore di 348 franchi, differenza per la quale rinuncio a chiedere lumi,
ipotizzando che si tratti di una qualche rettifica dei "bonus"
accreditati per gli anni dal 1999 al 2001.
Riallacciandomi quindi alla vostra richiesta del 28 maggio u.s.,
vi comunico la mia intenzione di ritirare dalla petizione dell'8 febbraio 2001,
la parte relativa all'adeguamento delle aliquote percentuali inerenti gli
accrediti di vecchiaia.
Intendo per contro mantenere in vigore la petizione per tutto
quanto non concerne l'adeguamento delle suddette aliquote, e questo dicasi per
entrambi i contratti assicurativi (Contratto n. __________ & Contratto n.
__________)." (cfr. LII)
1.12. Con
successivo scritto del 2 luglio 2002 l'attore ha ribadito la sua richiesta di
causa intesa all'adeguamento dei salari assicurati per la parte rimasta attiva
agli importi su cui sono stati pagati i contributi fino al momento del nuovo
caso di invalidità con conseguente obbligo per la __________ di adattare la rendita
di invalidità (LV).
Dal canto
suo, l'Istituto di previdenza convenuto ha ribadito che a suo avviso l'aumento
del grado d'invalidità dell'attore è da ascrivere alla medesima causa con la
conseguenza che il calcolo della rendita d'invalidità piena dovuta dal gennaio
1999 deve basarsi sul salario assicurato per il 1996, ovvero al momento
dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa (LVII).
__________,
con uno scritto del 29 luglio 2002, si è confermato nelle proprie posizioni
(LIX).
Su richiesta
della vicecancelliera (LXI), la __________ ha in seguito fatto pervenire le
condizioni generali d'assicurazione valevoli nel 1996 e nel 1999 (LXII, LXIII)
che sono state inviate in copia all'attore per osservazioni (LXIV).
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere, dopo l'istruttoria, e in particolare dopo la presentazione da parte
dell'istituto di previdenza convenuto della presa di posizione del 23 maggio
2002 (XLV), è l'ammontare della rendita intera del secondo pilastro -
incontestatamente - dovuta a __________ a far tempo dal mese di gennaio 1999 e
più precisamente l'ammontare del salario annuo assicurato (o di base) da porre
alla base del calcolo della prestazione. Litigioso è inoltre l'adeguamento al
rincaro della rendita.
La
__________, nel menzionato scritto del 23 maggio 2002 al TCA, ha infatti
aderito all'altra richiesta di __________ tendente all'applicazione, con
effetto dal 1. gennaio 1999, dell'aliquota del 26% del salario assicurato per
il calcolo degli accrediti di vecchiaia in luogo del 23% precedentemente
applicato (XLV). L'attore ha in proposito dichiarato di ritenere soddisfatta la
propria domanda e, quindi, di ritirare dalla petizione "la parte relativa
all'adeguamento delle aliquote percentuali inerenti agli accrediti di vecchiaia"
(LII). Su quest'ultimo punto la petizione è quindi divenuta priva d'oggetto.
2.2. __________ è
al beneficio di una rendita d'invalidità della previdenza professionale versata
dalla __________ a far tempo dal mese di luglio 1997 per un'inabilità parziale
(inizialmente del 33%, dal mese di luglio 1998 del 50%), a decorrere dal
gennaio 1999 per un'incapacità totale.
In
concreto non sono litigiosi né l'invalidità dell'assicurato, né il grado della
stessa né tantomeno la decorrenza della prestazione.
Controverse
sono unicamente le modalità di calcolo della rendita intera dovuta dal gennaio
1999.
Mentre
l'attore ritiene che per il calcolo della stessa debba far stato il salario
annuo nel 1999 (fr. 105'700), considerato come l'aumento dell'inabilità sia da
ricondurre ad una causa diversa da quella all'origine della precedente parziale
inabilità, l'Istituto di previdenza convenuto ritiene che l'aggravamento sia
invece da ascrivere ad un peggioramento delle medesime patologie che già
avevano occasionato l'incapacità lavorativa all’origine della rendita
d'invalidità parziale. Determinante per la prestazione intera dovuta dal
gennaio 1999 resterebbe di conseguenza il salario annuo di base nel 1996 (fr.
100'750), considerato come non ci si troverebbe confrontati con un nuovo evento
assicurato.
L'attore fa
inoltre valere che il salario annuo di base nel 1999 (fr. 105'700) deve altresì
essere determinante nel contesto delle prestazioni previste dal contratto
complementare 1/27599.
2.3. Secondo
l’art. 23 LPP hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che, nel
senso dell’AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento
in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato all’invalidità.
Il TFA ha già avuto modo di affermare che l'evento assicurato ai sensi
dell'art. 23 LPP è unicamente la sopravvenienza di un'incapacità lavorativa di
una certa importanza, indipendentemente dal tema di sapere da quando e in che
misura ne deriva un diritto a una prestazione d’invalidità. Di conseguenza
qualora esista un diritto ad una prestazione d'invalidità per un'incapacità
lavorativa intervenuta in costanza di assicurazione, l'istituto di previdenza è
tenuto a prestare anche se l'invalidità si modifica dopo la fine del rapporto
previdenziale (SZS 2002 p. 155 e 1995 p. 464 consid. 3b e 4a e p. 467; DTF 123
V 263 segg.; SVR 1998 BVG n. 14; SVR 1995 BVG n. 43 p. 128 consid. 2a; DTF 120
V 116 consid. 2b; DTF 118 V 35, 45 e 245; M. Moser, Bedeutung und Tragweite von
art. 23 BVG, SZS 1995, p. 403; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
Basilea 1994, p. 209).
Secondo
l'art. 26 LPP inoltre, per la nascita del diritto alle prestazioni
d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della
legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI). L’istituto di
previdenza può inoltre stabilire, nelle sue disposizioni regolamentari, che il
diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che l’assicurato riscuote il
salario completo (SZS 1995 p. 464 consid. 3b).
Secondo
l’art. 29 LAI:
" il
diritto alla rendita secondo l’art. 28 nasce il più presto nel momento in cui
l’assicurato:
a)
presenta un’incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40%, oppure
b) è
stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno
il 40 per cento in media”.
2.4. Per quanto
concerne l'ammontare delle rendita d'invalidità della previdenza professionale,
a titolo di disposizione minima (art. 6 e 49 LPP), l'art. 24 LPP prevede quanto
segue:
"
1
L'assicurato ha diritto alla rendita intera di invalidità se, nel senso
dell'AI, è invalido per almeno i due terzi e alla mezza rendita se è invalido
per almeno la metà.
2 La rendita
d'invalidità è calcolata secondo l'aliquota di conversione valida per la
rendita di vecchiaia. Il pertinente avere di vecchiaia consta:
a.
dell'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato
sino alla nascita del diritto alla rendita d'invalidità
b.
della somma degli accrediti di vecchiaia per gli
anni mancanti fino al raggiungimento dell'età che dà diritto alla rendita,
senza gli interessi.
3 Tali
accrediti di vecchiaia sono calcolati sul salario coordinato dell'assicurato
durante l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto di previdenza".
L'art. 18
OPP2, che stabilisce cosa si deve intendere con salario coordinato ai sensi
dell'art. 24 cpv. 3 LPP (cfr. Commento al progetto dell'OPP2, agosto 1983, p.
21; Le calcul des prestations assurées selon la LPP, RCC 1985 p. 200ss.),
prevede che:
" 1In
caso di decesso o d'invalidità, il salario coordinato durante l'ultimo anno
d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il
calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1).
2Se l'istituto di previdenza si discosta dal salario
annuo per determinare il salario coordinato (art. 3 cpv. 2), deve prendere in
considerazione il salario coordinato degli ultimi dodici mesi. Nel caso in cui
l'assicurato appartenesse all'istituto da meno tempo, il salario coordinato si
ottiene convertendo il salario relativo a questo periodo in salario annuo.
3Se durante l'anno precedente l'insorgenza dell'evento
assicurato, l'interessato non ha fruito completamente della sua capacità di
guadagno a causa di malattia, infortunio o per altri motivi analoghi, il
salario coordinato è calcolato in base a un salario corrispondente a una
capacità di guadagno completa."
La
rendita d'invalidità della previdenza professionale si calcola quindi sulla
base di un avere di vecchiaia teorico (J. Brühwiler, Die betriebliche
Personalvorsorge in der Schweiz, Berna 1989, p. 493; RCC 1985 p. 200).
Al
riguardo va ricordato che l’avere di vecchiaia consta degli accrediti di
vecchiaia, interessi compresi per il periodo in cui l’assicurato è stato
affiliato all’istituzione di previdenza, e delle prestazioni di libero
passaggio accreditate all’assicurato (art. 15 LPP). Gli accrediti di vecchiaia
sono calcolati annualmente in per cento del salario coordinato durante l'ultimo
anno prima del verificarsi dell'evento assicurato (art. 16 LPP).
I
capoversi 2 e 3 dell'art. 18 OPP2 appena citato si fondano sull'art. 34 cpv. 1
lett. a LPP, secondo cui il Consiglio federale disciplina il calcolo delle
prestazioni in casi speciali, segnatamente se l'anno di assicurazione
determinante secondo l'art. 24 cpv. 3 LPP è incompleto o durante questo periodo
l'assicurato non fruiva della sua completa capacità al guadagno (SZS 1997 p.
473 consid. 3a e riferimenti).
Anche gli art.
14 e 15 OPP2 , che disciplinano la tenuta del conto di vecchiaia di assicurati
invalidi totalmente o parzialmente, sono l'emanazione della delega concessa al
Consiglio federale dall'art. 34 cpv. 1 lett. b LPP di disciplinare il calcolo
delle prestazioni in casi speciali, segnatamente se l'assicurato, allorché si
verifica un nuovo evento assicurato, riceve già una rendita d'invalidità o ha
già ricevuto una prestazione d'invalidità in virtù della legge.
In particolare
per l'art. 14 OPP2 (Conti di vecchiaia di assicurati invalidi)
"
1 Nella prospettiva di un possibile
reinserimento nella vita attiva, l’istituto di previdenza deve continuare a
tenere il conto di vecchiaia di un invalido a cui versa una rendita, fino al
momento in cui questi ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di
vecchiaia.
2 L’avere di vecchiaia dell’invalido deve
fruttare interesse.
3 Il salario coordinato durante l’ultimo anno
d’assicurazione (art. 18) serve da base di calcolo degli accrediti di vecchiaia
durante l’invalidità.
4 Se il diritto alla rendita si estingue in
seguito a scomparsa dell’invalidità, l’assicurato ha diritto a una prestazione
di libero passaggio il cui importo corrisponde al suo avere di vecchiaia."
L'art. 15 OPP2
(Casi d'invalidità parziale) dispone a sua volta:
"
Se l'assicurato beneficia di una mezza rendita
d'invalidità, l'istituto di previdenza divide l'avere di vecchiaia in due parti
uguali. Una metà sarà trattata secondo l'art. 14. L'altra è assimilata
all'avere di vecchiaia di un assicurato che esercita un'attività lucrativa a
tempo completo e in caso di scioglimento del rapporto di lavoro è trattata
secondo gli art. 3-5 LFLP".
In una
vertenza concernente l'aumento del grado d'invalidità (da parziale a totale) di
un'assicurata beneficiaria di una mezza rendita d'invalidità della previdenza
professionale, il TCA dapprima e il TFA in seguito hanno avuto modo di statuire
la non applicabilità degli art. 14 e 15 OPP2 considerato come l'aumento del
grado d'invalidità non è un nuovo evento assicurato, ma è semplicemente
una modifica dell'evento previsto dagli art. 23segg. LPP (vale a dire la
sopravvenienza di un’incapacità lavorativa di una certa importanza; DTF 118 V
35; cfr. STFA non pubblicata del 1. marzo 1996 nella causa P., B 19/94 -
menzionata nel Bollettino della previdenza professionale n. 36 edito dall'UFAS
- che conferma la sentenza del TCA resa in data 14 febbraio 1994, CP 26/93).
Tale aumento del tasso d'inabilità dà di conseguenza luogo ad un aumento della
prestazione assicurativa. Ciò in analogia con le altre materie della sicurezza
sociale e, segnatamente, con l'art. 41 LAI, (cfr. Pratique VSI 2002 pag. 147 seg.)
che recita:
"
Se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una modificazione che incide in modo rilevante sul
diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in
misura corrispondente oppure soppressa.”
(cfr. anche
l'art. 22 cpv. 1 LAINF e l'art. 26 LAM).
L'art. 15 OPP2
non regola dunque la modifica del grado d'invalidità bensì soltanto e
unicamente i diritti dell'invalido in previsione di un nuovo e diverso
evento assicurato (cfr. STFA non pubblicata del 1. marzo 1996 nella causa P., B
19/94 - menzionata nel Bollettino della previdenza professionale n. 36 edito
dall'UFAS - che conferma la sentenza del TCA resa in data 14 febbraio 1994, CP
26/93; cfr. STCA non pubblicata del 15 marzo 2000 in re N., 34.1999.17; cfr.
anche M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG in: SZS 1995, p.
401segg., cfr. in particolare pag. 412segg; cfr. anche DTF 118 V 35segg.).
Il quesito
relativo alla revisione dell'invalidità di un assicurato beneficiario di una
prestazione parziale d’invalidità della previdenza professionale deve per
contro essere risolto sulla base di quanto previsto dall'art. 26 LPP. Di
conseguenza, in caso di peggioramento del grado d’inabilità l’istituto di
previdenza tenuto a corrispondere la rendita parziale dovrà adattare la
prestazione al mutato tasso d'incapacità a decorrere dal momento in cui l’UAI,
in via di revisione (art. 41 LAI e art. 88a OAI), riconosce il diritto alla
rendita più elevata (DTF 118 V 35segg. e Moser, op. cit. in SZS 1995 pag. 416).
Considerato
come per la giurisprudenza la modifica del grado d’invalidità (riconducibile
alla medesima causa) non costituisce di principio un nuovo evento assicurato ma
semplicemente la modifica dell’evento previsto all’art. 23 LPP, ossia la
revisione dell’invalidità, per la fissazione dell’ammontare della prestazione
dovuta in ragione dell’aumento del grado d’inabilità sono determinanti i
criteri stabiliti dagli art. 24 cpv. 2 e 3 LPP in relazione con l’art. 18 OPP2
e, quindi, le medesime basi di calcolo che furono determinanti per la
fissazione della rendita parziale erogata in precedenza.
La rendita
intera dovrà quindi essere calcolata sulla base dell’avere di vecchiaia
acquisito dall’assicurato nel momento del realizzarsi dell'evento previdenziale
"invalidità" (vale a dire nel momento dell'inizio della pretesa alla
rendita parziale) secondo l’art. 24 cpv. 2 lett. a LPP in relazione con gli
art. 15 LPP e 11 cpv. 3 OPP2, oltre che sulla somma degli accrediti di
vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell’età termine, senza
interessi (art. 24 cpv. 2 lett. b), calcolati sul salario coordinato durante
l’ultimo anno d’assicurazione in cui la capacità lavorativa era intatta (art.
24 cpv. 3 LPP, art. 18 cpv. 1 e 3 OPP2 in relazione con l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LPP) (cfr. Moser, op. cit. in SZS 1995 p. 416, 419-421). In caso di passaggio
da una mezza rendita a una intera quest’ultima corrisponderà quindi di regola
al doppio dell'importo nominale della prestazione parziale iniziale (vale a dire
non ancora soggetta all’adeguamento al rincaro) (cfr. Moser, op. cit. in SZS
1995 p. 420).
Ne discende
che ai fini del calcolo dell’ammontare delle rendita intera dovuta in
sostituzione della precedente rendita parziale non può venire considerata
l’eventuale evoluzione del guadagno assicurato a seguito di una successiva (al
realizzarsi dell’evento assicurato invalidità) utilizzazione della capacità
lavorativa residua (mentre è innegabile il suo influsso sull’ammontare dei
contributi iscritti sul conto vecchiaia individuale e, quindi, sull’avere di
vecchiaia determinante per la fissazione delle prestazioni al raggiungimento
dell’età di pensionamento) (cfr. Moser, op. cit. in SZS 1995 p. 421).
2.5 La LPP
prevede delle disposizioni minime (art. 6 LPP), a cui non si può derogare a
sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di previdenza può prevedere una
diversa modalità di calcolo, nel rispetto di queste disposizioni imperative.
Per
l'art. 49 LPP inoltre
" 1Nell'ambito
della presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare
liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione.
2Se un istituto di previdenza concede prestazioni
superiori a quelle minime, alla previdenza più estesa s'applicano soltanto le
disposizioni sull'amministrazione paritetica (art. 51), sulla responsabilità
(art. 52), sul controllo (art. 53), sul fondo di garanzia (art. 56 cpv. 1 lett.
c, cpv. 2‑5, art. 56a, art. 57 e 59), sulla vigilanza (art. 61, 62 e 64),
sulla sicurezza finanziaria (art. 65 cpv. 1, art. 67, 69 e 71 ), sul
contenzioso (art. 73 e 74) e sulle disposizioni penali (art. 75‑79)."
Secondo
l'art. 50 cpv. 1 lett. a LPP inoltre gli istituti di previdenza emanano, tra
l'altro, disposizioni sulle prestazioni.
Per
quanto concerne la Fondazione convenuta, secondo l'art. 3.5.1 del regolamento
relativo al contratto n. 1/27598 (in vigore dal 1. gennaio 1997; doc. _)
"Se il dipendente diventa incapace al
guadagno prima del raggiungimento dell'età termine, risp. prima di un eventuale
pensionamento anticipato, ha diritto ad una rendita d'invalidità (periodo
d'attesa di 12 mesi) e all'esonero dal pagamento dei contributi (periodo
d'attesa 3 mesi).
(…)
In linea di massima il periodo d'attesa
ricomincia dall'inizio per ogni caso di incapacità al guadagno.
(…)"
Per
l'art. 3.5.2 del Regolamento inoltre:
"L'ammontare annuo della rendita completa
d'invalidità dipende:
-
dalla somma dell'avere di vecchiaia e dei
rispettivi interessi, che è disponibile al momento in cui viene a scadenza il
diritto alla rendita, come pure
-
dalla somma dei futuri accrediti di vecchiaia
(senza gli interessi) per gli anni mancanti fino all'età termine. Questi
accrediti di vecchiaia vengono calcolati, in base alle aliquote indicate nella
cifra 5.1.2, sul salario assicurato all'inizio del diritto alla rendita, e
-
dall'aliquota utilizzata per la trasformazione
nella rendita di vecchiaia.
Secondo l'art.
3.5.3. la rendita d'invalidità ammonta comunque almeno al 40% del salario di
base.
Inoltre,
giusta l'art. 3.5.9.:
"L'ammontare delle prestazioni d'incapacità
al guadagno viene adeguato al grado d'invalidità. Se l'invalidità è uguale o
superiore a due terzi si ha diritto alla totalità delle prestazioni. (…)"
Per quanto
attiene al salario assicurato, conformemente al Regolamento relativo al
contratto n. __________ (doc. _) così come a quello valido per il contratto n.
__________ (doc. _), lo stesso è uguale al salario di base che, a sua volta,
viene stabilito anticipatamente in base all'ultimo salario annuo AVS e alle
modifiche già note che sono valevoli per l'anno in corso (art. 2.3.1 e 2.3.2).
In base al salario assicurato vengono calcolati i contributi e le prestazioni
(art. 2.3.2.). Per l'art. 2.3.3 se un dipendente diventa totalmente
invalido le sue prestazioni vengono calcolate in base all'ultimo salario
valevole prima dell'incapacità al guadagno. Se un dipendente diventa parzialmente
invalido, giusta l'art. 2.3.4.,
"
….la sua assicurazione viene suddivisa in una
parte (attiva) corrispondente al grado della sua capacità lavorativa e in una
parte (inattiva) corrispondente al grado dell'incapacità al guadagno. Per la
suddivisione del salario si prende in considerazione l'ultimo salario valevole
prima dell'incapacità al guadagno.
La parte "inattiva" del salario rimane
costante ed è determinante per il calcolo delle prestazioni d'incapacità al
guadagno.
La parte "attiva" viene adeguata alle
modifiche annuali del salario. I limiti di salario eventualmente stabiliti
dalla cifra 2.3.2 vengono adeguati al grado della capacità lavorativa."
Il piano
previdenziale in essere tra l'ex datrice di lavoro di __________ e la
Fondazione di previdenza della __________ viene completato anche da condizioni
generali d'assicurazione (CGA) che specificano ulteriormente le norme
regolamentari. Esse costituiscono parte integrante del contratto
d'assicurazione collettiva stipulato tra il contraente (il datore di lavoro) e
la __________).
Giusta gli
art. 4.2. e 4.4.1. di tali CGA si ha diritto al versamento della rendita
d'invalidità e all'esonero dal pagamento dei contributi quando la durata
dell'invalidità supera quella del periodo d'attesa.
Inoltre, per
l'art. 4.5.1. CGA le modifiche del grado d'invalidità provocano un nuovo esame
delle prestazioni e, se del caso, un adeguamento del diritto alle stesse.
Secondo l'art.
4.5.2.
"
In caso di aumento del grado d'invalidità di una
persona parzialmente invalida la cui invalidità parziale è assicurata in base
all'attuale contratto, sono valevoli le seguenti disposizioni:
a) se l'aumento del grado d'invalidità è dovuto
alla medesima causa della precedente incapacità parziale al guadagno, le
prestazioni d'incapacità al guadagno che sono già in corso di versamento
vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità senza un nuovo periodo d'attesa.
b) se l'aumento del grado d'invalidità è
imputabile a motivi diversi da quelli che hanno provocato la precedente
incapacità parziale al guadagno, dopo il periodo d'attesa si ha diritto alle
nuove prestazioni d'invalidità solo per quanto concerne l'aumento del grado
d'invalidità. Sono determinanti le prestazioni assicurate al momento della
modifica del grado d'invalidità." (cfr. LXII bis)
L'illustrata
normativa prevista dalla __________ ricalca sostanzialmente il disciplinamento
legale precedentemente enunciato risultando tuttavia favorevole per
l’assicurato. In effetti, per il calcolo della rendita d’invalidità fa
riferimento al salario annuo di base invece che al salario coordinato secondo
l’art. 24 LPP (che è d'ammontare inferiore). Inoltre l’art. 4.5.2 CGA prevede
in caso di aumento del grado d’invalidità l’adattamento immediato della
prestazione, senza un nuovo periodo d’attesa mentre che secondo la legge
l’aumento della prestazione è dato dal momento in cui l’UAI riconosce la
rendita d’invalidità aumentata e, quindi, di regola solo decorso il periodo di
tre mesi previsto dall’art. 88a cpv. 2 OAI in relazione con l’art. 41 LAI (cfr.
consid. 2.4).
Considerato
pertanto come tale disciplinamento, laddove prevede delle deroghe dalla legge,
risulti favorevole per l’assicurato, non meritano ulteriori approfondimenti le
allegazioni dell’attore con le quali censura implicitamente l’applicabilità
delle CGC (cfr. IX).
In
proposito val la pena ancora di precisare che secondo la giurisprudenza per la
fissazione delle prestazioni d'invalidità sono determinanti le norme
regolamentari in vigore nel momento della nascita del diritto alla prestazione
e non quelle valide nel momento in cui è iniziata l'incapacità lavorativa che
ha portato all'invalidità (DTF 121 V 97; SZS 1995 pag. 411).
2.6. Nella
fattispecie non è litigioso che le conseguenze del peggioramento dello stato di
salute dell'assicurato - che non è contestato e che giustifica il
riconoscimento di un'invalidità totale e di una rendita intera da parte dell'AI
a decorrere dal 1. aprile 1999 (provvedimento dell'UAI cresciuto in giudicato
del 4 agosto 1999; doc. _) - debbano essere assunte dalla convenuta, la quale
ha già peraltro pacificamente provveduto a erogare all'assicurato una rendita
intera della previdenza professionale a contare dal mese di gennaio 1999 (doc.
_).
Controverso
nella specie è, come detto, unicamente l'ammontare del guadagno assicurato da
porre alla base del calcolo della rendita intera d'invalidità cui __________ ha
diritto a dipendenza dell'aumentato grado d'invalidità. Mentre l'Istituto di
previdenza convenuto, richiamate le disposizioni regolamentari applicabili,
ritiene che determinante resti il guadagno assicurato posto alla base della
mezza rendita e quindi, il salario di base nel 1996 (fr. 100'750; cfr. doc. _),
l'attore ritiene che il guadagno assicurato determinante sia quello del 1999
(fr. 105’700).
Ora, alla
luce del disciplinamento legale e regolamentare citato sopra, per quanto
riguarda l'aumento del grado d'invalidità con effetto dal mese di gennaio 1999,
determinante per il calcolo della prestazione intera è quindi la questione di
sapere se l'aumento del grado d'invalidità sia da ricondurre ad un
peggioramento del danno alla salute già all'origine dell’incapacità parziale
che ha giustificato l'assegnazione della mezza rendita oppure se esso sia da
ascrivere ad un nuovo evento assicurato. Nella prima ipotesi - sostenuta dalla
convenuta - la rendita già in corso dovrà venir "semplicemente"
adeguata al nuovo grado d'invalidità, a parità di basi di calcolo e in
particolare restando determinante il reddito assicurato al momento della prima
insorgenza dell'invalidità. Nella seconda invece il calcolo della parte di
rendita relativo all'aumento del grado d'inabilità dovrebbe basarsi sullo stipendio
assicurato al momento del verificarsi del nuovo evento assicurato, fermo
restando tuttavia che l'erogazione della prestazione sarebbe allora
condizionata all'adempimento del periodo d'attesa regolamentare.
2.7. Dall'incarto
emerge che __________ è stato posto al beneficio di una rendita parziale di
invalidità della previdenza professionale (dal luglio 1997) così come dell'AI
(dal novembre 1998), per problemi di natura cardiologica (segnatamente
cardiopatia ischemico-ipertensiva e stato dopo infarto miocardico) oltre che
per altre patologie di natura internistica (tabagismo, ipertensione arteriosa,
ipercolesterolemia, emicrania, diabete mellito). Inoltre i suoi medici curanti
avevano evidenziato la presenza di problemi di natura depressiva (cfr. in particolare
il certificato del dott. __________ del 21 luglio 1998 attestante un'incapacità
lavorativa completa dall'11 luglio 1996, atti AI). L'assicurato medesimo, nel
formulario di richiesta di prestazioni all'assicurazione invalidità
sottoscritto il 30 giugno 1998, riferisce di essere stato in cura dal luglio
1996 anche per una depressione (doc. _) e nella petizione al TCA indica di
essere sofferente di una crisi depressiva dal dicembre 1996 (I). D'altra parte,
nel formulario del 21 luglio 1998 all'attenzione dell'UAI il suo medico curante
dott. __________ sottolinea espressamente come l'infarto miocardico
verificatosi l'11 luglio 1996 fosse "il punto saliente di uno sviluppo
verso una depressione e una sofferenza psicofisica graduale" sottolineando
come un futuro aumento della capacità lavorativa dipendesse da un miglioramento
"dei problemi salienti dello stato di salute attuale, soprattutto la
depressione" (cfr. atti AI) . L'esistenza di una cardiopatia
ischemico-ipertensiva (oltre alle altre già enunciate patologie internistiche
minori) viene confermata anche dai sanitari del Centro di riabilitazione di
__________ presso la quale l’assicurato era stato degente dal 24 settembre al
22 ottobre 1996 (certificato del 14 novembre 1996, atti AI). Dal canto suo, il
dott. __________, cardiologo, nel suo certificato 15 dicembre 1998 riferisce
pure dell'esistenza di una cardiopatia ischemico-ipertensiva associata ad uno
stato depressivo "da circa un anno" (atti AI).
Quanto al
decorso successivo al primo infarto, dalla documentazione agli atti risulta
come l'interessato continuasse ad essere sofferente di problemi depressivi
(attestato 21 luglio 1998 del dott. __________ e del 15 dicembre 1998 del dott.
__________, atti AI) e di cardiopatia. Nel suo certificato del 6 settembre 1997
(atti AI) il dott. __________ riferisce che nel luglio 1997 erano ripresi i
medesimi sintomi presenti prima del primo infarto (debolezza, astenia, dolori).
Per
quanto poi attiene al secondo infarto verificatosi il 13 gennaio 1999 ( a seguito
del quale all'assicurato è stata riconosciuta un'incapacità lavorativa intera),
le certificazioni mediche agli atti, per quanto riguarda appunto i problemi al
cuore, attestano l'esistenza della medesima patologia e meglio la
"cardiopatia ischemica ipertensiva". Il dott. __________, nel suo
certificato del 15 febbraio 1999 all'UAI, precisa che il danno esiste dall'11
luglio 1996 e che il 13 gennaio 1999 si è verificato un "reinfarto",
il tutto nel quadro di una cardiopatia ischemica ipertensiva con infarto il 11
luglio 1997 e reinfarto il 13 gennaio 1999. Sottolinea poi il perdurare delle
altre patologie, segnatamente della depressione di cui segnala tuttavia un
miglioramento (cfr. atti AI). Anche il dott. __________, riferendo di una
coronografia eseguita il 27 gennaio 1999, nella sua attestazione del 28 gennaio
1999 fa stato di una "cardiopatia ischemica ipertensiva "
sviluppatasi in un infarto nel 1996 e in un "piccolo infarto" il 13
gennaio 1999 (certificati del 28 gennaio 1999 e 15 aprile 1999, atti AI; cfr.
anche certificato dell'ospedale regionale di __________ del 22 gennaio 1999,
pure agli atti AI, che riferisce della degenza del paziente dal 13 al 20
gennaio 1999 attestando l'esistenza di "cardiopatia
ischemico-ipertensiva" con infarto il 13 gennaio 1999 e l'11 luglio 1996,
oltre che di uno stato depressivo).
L'esistenza
di un chiaro nesso tra i due infarti, nel senso che gli stessi sono stati la
manifestazione di una medesima patologia (segnatamente la cardiopatia
ischemico-ipertensiva cronica), si desume chiaramente anche dagli altri
certificati all'inserto (cfr. l'attestato del Centro di riabilitazione di
__________ del 21 maggio 1999 agli atti AI e quello del dott. __________ dell'8
giugno 1999, doc. _).
Per
quanto concerne la depressione di cui è affetto l'attore, emerge chiaramente
dagli atti che la stessa era già presente immediatamente dopo il verificarsi
del primo infarto (se non addirittura già in epoca precedente, cfr. in tal
senso, la già menzionata certificazione del 21 luglio 1998 del dott. __________
agli atti AI e quella del 6 giugno 1999 della psichiatra dott.ssa __________,
doc. _, che riferisce di un danno alla salute di natura psichica esistente dal
1996) ed è andata poi via via cronicizzandosi e peggiorando (certificato 15
dicembre 1998 del dott. __________, del 15 febbraio 1999 del dott. __________,
del 21 maggio 1999 del Centro di riabilitazione di , del 22 gennaio
1999 dell'; cfr. anche il già citato referto del 6 giugno 1999 della
dott.ssa __________, psichiatra, che dopo aver visitato __________ per la prima
volta nel marzo 1999 riferisce di “uno stato depressivo importante” già
presente “da molti anni", doc. _).
2.8. Secondo
questa Corte, in base alle certificazioni mediche all'inserto, risulta provato,
con il grado della verosimiglianza preponderante, valida nelle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2; SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr.
22 p. 263ss; DTF 121 V 47 consid. 2a e 208 consid. 6b; RAMI 1994 p. 210/211),
che all'origine dell'aumento del grado d'incapacità lavorativa dal gennaio 1999
e, quindi, dell'assegnazione di una rendita intera, vi è un aggravamento delle
condizioni di salute dell'assicurato nel quadro delle medesime patologie
(cardiopatia ischemico-ipertensiva e depressione) che già avevano originato
l'inabilità parziale a far tempo dal luglio 1996. Non ci si trova di
conseguenza di fronte ad un nuovo evento assicurato, ma alla modifica del
medesimo evento manifestatosi nel 1996.
Le
allegazioni dell'attore non possono al riguardo far concludere diversamente,
ritenuto come risulti evidente che il secondo infarto patito dall'interessato
non rappresenti un evento isolato ma una manifestazione della medesima
patologia cardiaca che affligge l'attore sin da prima del 1996 e che aveva già
originato il primo infarto. Ulteriore prova ne sia, tra l'altro, che il 22
marzo 2002 l'interessato ha subito un terzo infarto (cfr. XXVIII).
Per quel
che concerne la depressione, le certificazioni all'inserto dimostrano in modo incontrovertibile
che la stessa fosse già presente al momento in cui si è manifestata la parziale
incapacità lavorativa. Ma a prescindere da questa costatazione, non è superfluo
rilevare che dall’insieme degli atti medici all'inserto risulta che l’aumento del
grado d’invalidità sia da ascrivere già al solo peggioramento delle affezioni
cardiache (cfr. attestato del 27 novembre 2000 del dott. __________, doc. _).
Di conseguenza
correttamente la __________, in applicazione del disciplinamento regolamentare
(e legale) suesposto, accertato come l’aumento del grado d’invalidità non fosse
da ascrivere ad una nuova causa ma ad una modifica del medesimo evento
assicurato che aveva originato la precedente parziale invalidità, ha proceduto
ad adeguare la rendita già in corso al mutato grado d’inabilità, senza un nuovo
periodo d’attesa, riferendosi in particolare al salario assicurato di fr.
100'750 determinante al momento del primo verificarsi, nel 1996,
dell’incapacità lavorativa che affligge l’attore.
Questo Tribunale
non può pertanto che concludere per la correttezza del calcolo operato dalla
convenuta ai fini del calcolo della prestazione d’invalidità intera dovuta a
__________ dal gennaio 1999 e, quindi, respingere la domanda attorea
principale.
Sia detto a titolo
abbondanziale che la soluzione adottata dalla convenuta, oltre ad essere, come
visto, rispettosa della normativa legale e regolamentare applicabile, risulta
altresì vantaggiosa per __________ ove si rilevi che qualora l’aumento del
grado d’inabilità fosse stato da ricondurre ad una nuova causa, la prestazione
intera della previdenza sovraobbligatoria sarebbe stata riconosciuta solo dal
gennaio 2000, vale a dire alla scadenza del periodo d’attesa di un anno
stabilito dalla cifra 3.5.1. del Regolamento (cfr. XL).
2.9. Per le medesime suesposte
motivazioni deve pure essere disattesa la richiesta dell’attore intesa ad
ottenere l’adeguamento del salario assicurato al valore del 1999 (fr. 105'700)
anche con riferimento al contratto complementare n. __________. In effetti, le
disposizioni regolamentari relative a questo contratto prevedono un
disciplinamento identico a quello del contratto __________quanto alla
definizione del salario assicurato e al salario determinante per fissare le
prestazioni in caso di incapacità lavorativa (vale a dire l'esonero dal
pagamento dei contributi), segnatamente l’ultimo salario valevole prima
dell’insorgenza dell’incapacità al guadagno (cfr. consid. 2.5; art. 2.3.1-2.3.4
e 3.5. del Regolamento, doc. _).
2.10. L'attore
censura altresì il fatto che la rendita concessagli dalla convenuta sia stata
adeguata al rincaro, dal 1. gennaio 2001, solo nella misura della parte
obbligatoria (cfr. doc. _). La convenuta ammette tale circostanza (XXXIII, XL).
In
proposito si rileva che, secondo l’art. 36 LPP,
" Dopo
tre anni di decorrenza le rendite per i superstiti e quelle di invalidità
devono essere adattate all’evoluzione dei prezzi, secondo quanto disposto dal
Consiglio federale, fino all’età di 65 anni per gli uomini e fino all’età di 62
per le donne”.
" L’Istituto
di previdenza deve, nel limite delle sue possibilità finanziarie, emanare
disposizioni sull’adattamento delle altre rendite in corso”.
Con
riferimento all’art. 36 cpv. 2 LPP, l’art. 70 LPP (Misure speciali) dispone che
ogni istituto di previdenza deve devolvere l’uno per cento dei salari
coordinati di tutti gli assicurati tenuti a pagare contributi per le
prestazioni di vecchiaia al miglioramento delle prestazioni in favore della
generazione d’entrata, secondo gli art. 32 e 33, e all’adattamento delle
rendite in corso all’evoluzione dei prezzi, secondo l’art. 36 cpv. 2.
Inoltre,
per l’art. 1 dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e
invalidità all’evoluzione dei prezzi
" Le
rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni saranno adattate per
la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio dell’anno civile seguente”.
" Il
tasso d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al
consumo del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita
e il mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il
mese di settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio
federale delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento”.
Tale
normativa configura una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in
relazione con l'art. 49 LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione
obbligatoria in vigore dal 1 gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza
pre o sovraobbligatoria non vi è nessun obbligo di adeguamento (DTF 127 V 264
consid. 2 e riferimenti; DTF 117 V 166ss; SVR 2000 BVG n. 12 pag. 58; Stauffer,
Die berufliche Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherugsrecht, Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; cfr. AJP
2001 p. 1441).
Nella specie non è
contestato che la __________ abbia correttamente adeguato al rincaro la parte
obbligatoria della rendita d'invalidità erogata a __________ (doc. _).
A
ragione, conformemente alla giurisprudenza appena citata, la __________
sostiene che relativamente alla parte sovraobbligatoria non esiste un obbligo
legale di adeguamento. Rimane tuttavia in concreto da esaminare se un diritto
all’adeguamento al rincaro della parte di rendita relativa alla previdenza
sovraobbligatoria possa essere dedotto dal regolamento in virtù della
previdenza più estesa (art. 49 cpv. 2 LPP e 6 LPP).
In
proposito l’art. 4.1.3 del regolamento del contratto N. __________ prevede che:
"
Le rendite obbligatorie per i superstiti e le
rendite d'invalidità in vigore da più di tre anni vengono adeguate allo
sviluppo dell'indice dei prezzi in base alle disposizioni del Consiglio
federale, e più precisamente fino ai 65 anni per gli uomini e fino a 62 anni
per le donne." (doc. _)
Per
l'art. 4.1.4. l'adeguamento delle altre rendite in corso all'evoluzione dei
prezzi viene effettuato in base alle possibilità finanziarie dell'istituzione
di previdenza.
Ora, dal
tenore di tali disposizioni regolamentari (valide per il contratto N. __________,
polizze A e D) emerge l'obbligo per l'Istituto previdenziale interessato di
procedere all'adeguamento al rincaro anche delle rendite d'invalidità
sovraobbligatorie, il termine "obbligatorie" di cui all'art. 4.1.3.
non potendo che essere messo in relazione alle sole rendite per i superstiti.
Il fatto che tale formulazione sia da addebitare ad un errore di traduzione del
regolamento dal tedesco all'italiano (cfr. in tal senso lo scritto del 20
dicembre 2002 della __________, LXII; cfr. anche LXIII) non può evidentemente
essere determinante né tantomeno venir opposto all'assicurato.
Ne
discende che, in accoglimento della domanda attorea, la rendita d'invalidità
dovuta a __________ deve essere retroattivamente adeguata al rincaro
conformemente alla cifra 4.1.3. del Regolamento anche per quanto attiene alla
parte sovraobbligatoria.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Nella
misura in cui non è priva d'oggetto, la petizione é parzialmente accolta.
§ Di
conseguenza la __________, Fondazione per la
previdenza professionale, __________ è tenuta ad adeguare al rincaro la
rendita d’invalidità versata a __________ conformemente ai considerandi.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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