AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2004.19
Data decisione, Autorità:
21.06.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2004.19
BS/gm
Lugano
21 giugno
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Gianluca
Menghetti
statuendo sul “ricorso” del 31 marzo 2004
di
RI1
contro
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI1 classe
1942 e separato da ___________ dal 1° novembre 1998 beneficia di una rendita
intera d’invalidità, nonché di due rendite per le figlie __________ ed
__________.
A seguito del decreto 28 agosto 2002 resa dal Pretore di __________ le due
bambine sono state collocate in un istituto, mentre l’esercizio dell’autorità
parentale è stato assegnato ad entrambi i genitori, i quali contribuiscono in
ragione del 50% alla retta dell’internato.
Con giudizio 12 novembre 2003 il Pretore ha confermato il collocamento delle
bambine ed ordinato nei loro confronti una curatela, assegnando inoltre la
custodia alla madre nei periodi liberi da impegni scolastici.
In data 21 gennaio 2004 la madre ha inoltrato un’istanza cautelare volta a
chiedere il riconoscimento esclusivo dell’autorità parentale su __________ ed
__________, nonché un contributo alimentare da parte di suo marito per se
stessa e per le sue figlie.
1.2. Con scritto
25 novembre 2003 __________ ha chiesto all’Ufficio assicurazione invalidità il
versamento diretto delle rendite completive per le figlie.
Conformemente alle direttive amministrative, il succitato ufficio ha sospeso
dal 1° gennaio 2004 l’erogazione delle rendite per figli, sottoponendo la fattispecie
all’esame all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) in quanto
entrambi i genitori esercitano l’autorità parentale.
Con lettera 13 maggio 2004 l’UFAS, costatato come il verbale 18 marzo 2004
reso durante la procedura cautelare non contenga alcuna indicazione sull’esito
delle richieste della moglie dell’assicurato, tantomeno sul versamento delle
rendite per figlie, ha concluso:
"
(…)
Tenuto conto che il pretore è stato sollecitato a
deliberare anche sul versamento delle rendite per figlio (si veda il verbale
d'udienza del 18 marzo 2004), in base al predetto art. 71ter OAVS
non possiamo far altro che attendere che quest'autorità renda una decisione
concernente il versamento tanto delle rendite future che di quelle il cui
versamento è stato temporaneamente sospeso. (…)"
1.3. Con lettera
31 marzo 2004 RI1 ha chiesto al TCA di ingiungere all’amministrazione di
versare immediatamente le rendite per figlie, facendo presente la sua precaria
situazione finanziaria.
1.4. Con allegato
responsivo l’Ufficio assicurazione invalidità ha chiesto la reiezione del
gravame, facendo presente:
"
Prima di entrare nel merito del reclamo del
Signor RI1 si precisa che nessuna decisione formale con possibilità d'essere
impugnata, è stata notificata all'assicurato.
L'ufficio AI ha infatti sospeso le rendite
completive per le figlie dopo la richiesta formale di pagamento delle stesse,
fatta dalla madre Signora __________ (scritto del 25 novembre 2003).
Nel caso specifico, i genitori separati
esercitano entrambi l'autorità parentale congiunta sulle figlie __________ e
__________. L'ufficio ha pertanto rispettato la procedura secondo le DR che
citano:
"L'incarto deve essere sottoposto all'UFAS
quando il genitore non titolare della rendita richiede il pagamento in sue mani
delle rendite per i figli e i genitori esercitano congiuntamente l'autorità
parentale sugli stessi".
In seguito, l'UFAS ha deciso, con scritto 13
maggio 2004 (documento agli atti), che: "…Tenuto conto che il pretore è
stato sollecitato a deliberare anche sul versamento delle rendite per figlio
(si veda il verbale d'udienza del 18 marzo 2004), in base al predetto art. 71ter
OAVS non possiamo far altro che attendere che quest'autorità renda una
decisione concernente il versamento tanto delle rendite future che di quelle il
cui versamento è stato temporaneamente sospeso." (…)" (doc. IV)
1.5. Il 16 giugno
2004 RI1 ha trasmesso ulteriore documentazione (VI).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Nel caso in
esame, volendo considerare lo scritto 31 marzo 2004 alla stregua di un ricorso
contro la sospensione del versamento delle rendite per figli, lo stesso deve
essere dichiarato irricevibile non essendo stata emessa dall’amministrazione al
riguardo una decisione impugnabile.
Al proposito va fatto presente che secondo l’art. 49 cpv. 1 della Legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS
830.1), nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con
l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia
di prestazioni, crediti e ingiunzioni. La procedura prescritta dall'art. 49
cpv. 1 LPGA esclude l'eventualità di cosiddette decisioni tacite (Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 49 nota 2, pag. 483), ritenuto
inoltre che la pronuncia, da parte di un assicuratore, di una decisione scritta
costituisce condizione materiale necessaria affinché possa essere reso un
giudizio di merito nell'ambito dell'ulteriore procedura d'opposizione o di una
procedura contenziosa dinanzi al competente Tribunale cantonale delle
assicurazioni ai sensi degli artt. 52, rispettivamente 56 LPGA (sul punto cfr.
SZS 100/2004, pag. 268s).
L’art. 49 cpv. 3 LPGA dispone che le decisioni sono accompagnate da un
avvertimento relativo ai rimedi giuridici e devono essere motivate se non
corrispondono interamente alle richieste delle parti. La notificazione
irregolare di una decisione non deve provocare pregiudizi per l’interessato.
Le decisioni prolate in virtù dell’art. 49 LPGA possono essere impugnate entro
trenta giorni mediante opposizione all’istanza che le ha notificate (art. 52
cpv. 1 LPGA). Ai sensi dell'art.
52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine
adeguato, devono essere motivate e contenere le indicazioni sui rimedi
giuridici.
Infine, l’assicurato ha la facoltà di ricorrere al Tribunale contro la
decisione su opposizione entro 30 giorni dalla relativa notifica (art. 60
LPGA).
Visto quanto sopra, questo TCA non può entrare nel merito della fattispecie
concreta. Gli atti sono comunque trasmessi all'Ufficio assicurazione invalidità
affinché, nell’ambito delle sue competenze, emetta al riguardo una decisione
formale.
Lo
scritto 31 marzo 2004 è invece da dichiarare ricevibile nella misura in cui è da
considerare quale ricorso per ritardata giustizia.
Nel
merito
2.3. Secondo
l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se
l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione
o una decisione su opposizione.
Tale
articolo include sia i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata
giustizia (Kieser, op. cit., art. 56 nota 10, pag. 55).
Prima
della LPGA, spettava all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS),
quale autorità di vigilanza, pronunciarsi in merito ai ricorsi inoltrati da
assicurati contro il rifiuto di statuire da parte dell’Ufficio AI o in merito
ad un ingiustificato ritardo da parte del medesimo ufficio (DTF 114 V 145; STFA
inedita 7 agosto 2002 nella causa B consid. 2, I 629/01).
Con
l’entrata in vigore della LPGA, secondo il già citato art. 56 cpv. 2 LPGA,
spetta ora al competente Tribunale cantonale delle assicurazioni statuire in
merito ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia (Kieser, op. cit., art.
56 nota 11 pag. 56; STFA inedita 23 ottobre 2003 nella causa D, proposta per la
pubblicazione, consid. 3, I 387/03).
2.4. Secondo il
TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria od
amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é
competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati; Kieser, op.,
cit, art. 56 nota, 10 pag. 55).
Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 consid.
3b e riferimenti ivi citati). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato
il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che
l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera
tempestiva (DTF 108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c);
Nel giudicare l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere
ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata
giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della
procedura, non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c
in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della procedura, la
difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188;
VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 pag. 483).
Il
principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a
LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF
110 V 61 consid. 4; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, pag. 243 n. 509).
2.5. Dottrina e
giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa
soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa
prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori
supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza
notevole ritardo, una violazione della costituzione può essere ammessa soltanto
se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer, Das
Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, pag. 78 e riferimenti
alla giurisprudenza federale).
In una
sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V
pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a
carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di
AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal
momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è
stata resa la sentenza impugnata).
Nella DTF
125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato,
trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal
momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora
proceduto ad emanare la decisione di sua competenza.
In RAMI
1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia
a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei
riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da
27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).
In questa
stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato
chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in
ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten,
Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994,
C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I
421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete
es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine
unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits
hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40
Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI
succitata)
In
dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella causa A.L.
del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è stata
riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che aveva
atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (cfr.
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri,
Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, pag. 92s.) oppure quella
datata 22 giugno 1998 del Tribunale amministrativo del Canton Nidwaldo, in cui
l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere
più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia
(Plädoyer 6/1998, pag. 67).
2.6. Il TFA ha poi stabilito, in
una sentenza pubblicata in SVR 2001
KV Nr. 38, pag. 109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata
giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il
tribunale non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni
assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di
questa procedura.
Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto l’imperio dell’art.
56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 12, pag. 56).
Da
ultimo va rilevato che, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o
denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di concludere
entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla
chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, nota 507 pag. 240; SVR 2001 KV
Nr. 38 consid. 2b pag. 110).
2.7. Per quel che
concerne le rendite per figli, va fatto presente che, secondo l'art. 35 cpv. 1
LAI, le persone legittimate alla rendita di invalidità hanno diritto ad una
rendita completiva per quei figli che, qualora esse fossero morte, avrebbero
diritto a una rendita per orfani dell'AVS.
Ai sensi dell'art. 25 cpv. 4 LAVS, applicabile in analogia alla LAI, il diritto
alla rendita si estingue quando l'orfano, rispettivamente il figlio, compie i
18 anni. Per i figli in formazione il diritto alla rendita dura sino al termine
della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti (art. 25 cpv. 5 LAVS).
Pertanto la rendita completiva per figli cessa quando questi compiono 18 anni
o, se ancora in formazione, fino al termine della stessa ma non oltre i 25 anni
di età.
Riguardo al versamento, l’art. 35 cpv. 4 LAI prescrive che la rendita
completiva per i figli è versata come la rendita cui è connessa. Sono salve le
disposizioni per un impiego appropriato della rendita (art. 20 LPGA) e le
disposizioni contrarie del giudice civile. In deroga all’articolo 20 LPGA, il
Consiglio federale può disciplinare il pagamento in casi speciali, segnatamente
per i figli di coppie separate o divorziate.
Tuttavia, l’art. 71 ter OAVS, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art.
82 OAI, dispone che se i genitori non sono o non sono più sposati o se
vivono separati, la rendita per i figli è versata su domanda al genitore che
non ha diritto alla rendita principale, sempre che sia titolare dell’autorità
parentale sul figlio e viva con quest’ultimo. Sono salve disposizioni diverse
imposte dal giudice civile o dall’autorità tutoria.
2.8. Nel caso in
esame, occorre quindi verificare se all’amministrazione può essere imputata una
ritardata giustizia riguardo al versamento delle rendite completive per le
figlie dell’assicurato, sospese dal 1° gennaio 2004.
A seguito della richiesta di versamento diretto delle rendite in questione da
parte della moglie separata dell’assicurato, ritenuto come l’autorità parentale
su __________ ed __________ è esercitata da entrambi i genitori,
l’amministrazione ha quindi trasmesso gli atti all’UFAS per una presa di
posizione in merito.
In tal senso il marginale no. 10010.1 delle direttive sulle rendite prevede
che:
"
l’incarto deve essere sottoposto all’UFAS se il
genitore non titolare della rendita esige il pagamento diretto delle rendite
per figli e l’autorità parentale è esercitata in comune.”
Contestualmente
essa ha sospeso l’erogazione delle due rendite per figli.
Considerato che, almeno sino al momento attuale, l’istanza 21 gennaio 2004
presentata dalla moglie dell’assicurato tendente ad ottenere l’esclusiva
autorità parentale non risulta essere stata evasa, l’UFAS ha rettamente fatto
presente di attendere il giudizio del giudice civile, il quale dovrà anche
statuire a chi versare le rendite per figli.
Vero che da sei mesi il ricorrente non riceve più le rendite completive, ma,
come visto, è altrettanto vero che all’amministrazione non può essere
rimproverato di non aver ancora concluso la procedura riguardante il versamento
delle prestazioni assicurative in oggetto. Né un simile lasso di tempo, vista
la succitata giurisprudenza, può essere qualificato particolarmente lungo.
In simili
circostanze, sulla scorta dei dettami giurisprudenziali e dottrinali
precedentemente evocati, questo Tribunale ritiene che l'autorità amministrativa
non si è resa colpevole di una ritardata giustizia nei confronti del
ricorrente.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Nella
misura in cui ricevibile, il ricorso è respinto.
2.- Gli atti
sono trasmessi all’Ufficio assicurazione invalidità conformemente al
considerando 2.2.
3.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Gianluca
Menghetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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