Fine for unauthorized private security activity reduced on appeal

30.2002.64Autre juridiction5 mai 2003Partially Granted

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

The appellant, president of an association, challenged a cantonal administrative fine for carrying out private security activity without authorization. The court held that a legal entity itself is not criminally punishable absent an express rule, but its organ can be responsible. It further found that the file did not show unauthorized conduct beyond the limited services exempted for personnel under the implementing regulation, so the personnel-related allegation fell away. The appeal was partially upheld: the fine was reduced from CHF 10,000 to CHF 1,000, the first-instance court fee was reduced to CHF 100, and no appellate costs were charged.

Regeste Omnilex

Art. 22 LAPIS; Art. 8b RLAPIS; responsibility of the organ of a legal entity for unlawful conduct committed in the association’s sphere; scope of the exemption for ancillary services of private-security personnel. A legal entity is not punishable unless a statute expressly so provides; in the absence of such a rule, liability for offenses committed within the entity rests with the natural persons acting as its organs (consid. 4). The exemption under Art. 8b RLAPIS applies only to personnel performing the listed ancillary tasks and does not exempt the agency as such from the authorization requirement (consid. 6). Where the record does not establish conduct exceeding the exempted activities, the related allegation must be dismissed; sanctions must then be adjusted to the remaining violation and proportionate to the duration, scope, and degree of fault (consid. 7).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 30.2002.64

Data decisione, Autorità: 05.05.2003, PRPEN

Incarto n. 30.2002.64/AMM 9/410

Bellinzona 5 maggio 2003

Sentenza

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con la segretaria Carmela Fiorini per statuire sul ricorso del 30 ottobre 2002 presentato da

_________ _________, -

contro

la decisione n. 9_________ /_________ del _________ _________ 2002 emessa dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona,

viste le osservazioni presentate dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione;

letti ed esaminati gli atti.

Ritenuto in fatto:

A. Nel mese di febbraio del 2002 la Polizia cantonale ha avviato indagini nei confronti di _________ _________ – in qualità di presidente dell'Associazione _________ con sede a _________ – volte ad accertare una possibile violazione della legge cantonale dell'8 novembre 1976 sulle attività private di _________ e di _________ (LAPIS, RL 1.4.3.1). Il 30 luglio 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha intimato all'interessato un rapporto di contravvenzione per esercizio abusivo dell'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, con impiego di circa 60 persone, per il periodo dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002.

B. In una lettera del 13 agosto 2002 il cassiere dell'associazione, in rappresentanza di _________ , ha riconosciuto di avere "effettivamente violato la legge riguardante la notifica del nostro operato", ma ha addotto che la società non svolgeva attività d' bensì di mera _________, la quale – a suo parere – non soggiaceva all'obbligo d'autorizzazione. Con decisione del 25 ottobre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha nondimeno inflitto a _________ _________ una multa di fr. 10 000.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 800.– e le spese di fr. 150.–, per i seguenti motivi:

"ha permesso di svolgere all'Associazione _________, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvista della necessaria autorizzazione.

Ha inoltre permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme, per conto dell'Associazione _________, l'attività di _________ di cui sopra, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvisti delle necessarie autorizzazioni.

C. _________ _________ è insorto contro la predetta decisione con un ricorso del 30 ottobre 2002 in cui postula in sostanza l'annullamento del querelato giudizio. Nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata.

Considerato in diritto:

  1. La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.

  2. La Sezione dei premessi e dell'immigrazione ha multato l'insorgente, come si è detto, per avere egli – quale presidente dell'Associazione _________ – permesso alla società di svolgere compiti di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, così come per avere permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme per conto della società nel medesimo periodo, il tutto senza le necessarie autorizzazioni. La risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 1, 3 e 22 LAPIS; 2 e 8b RLAPIS.

  3. Il ricorrente fa valere dal canto suo di non essere "unico responsabile", l'associazione essendo "composta di un comitato e da circa 60 membri" (ricorso, punto 1). Egli sottolinea inoltre come l'autorità inquirente non abbia ravvisato "violazioni gravi a livello di legge in merito all'operato" della società (punto 2). L'insorgente rinvia dipoi al contenuto delle osservazioni del 13 agosto 2002 in cui egli argomentava che la società non svolgeva attività d'_________ bensì di mera _________, non sottoposta – a suo parere – all'obbligo d'autorizzazione (punto 3). Il ricorrente rileva infine che l'associazione, la quale avrebbe terminato ogni attività nel mese di febbraio 2002 (punto 4), "non era a scopo lucrativo, quindi se al ricorso tale decreto di multa dovesse diventare effettiva, l'Associazione si troverebbe impossibilitata a saldarla" (ricorso, in fondo). Ne conclude, l'interessato, per l'accoglimento del ricorso e l'annullamento della decisione impugnata.

  4. Per quanto riguarda anzitutto la punibilità dell'insorgente, l'Associazione _________, come qualsiasi altra persona giuridica, manca della capacità delittuosa ("universitas delinquere non potest"; DTF 97 IV 203). Una persona giuridica è punibile solo qualora una legge federale (p. es. l'art. 7 DPA) o il diritto cantonale lo preveda espressamente, ciò che non è il caso nella specie. Quando un'infrazione è commessa nell'ambito di una persona giuridica sono punibili le persone fisiche che hanno agito – o omesso di agire – nella loro qualità di organi (DTF 105 IV 172, 97 IV 202; v. anche Killias, Précis de droit pénal général, 2ª edizione, pag. 82 n. 611). In concreto il ricorrente ammette di essere il presidente dell'associazione. Egli risponde dunque – come organo della società – delle eventuali infrazioni commesse da quest'ultima, e ciò a prescindere dal fatto che l'interessato non sia "l'unico responsabile" (ricorso, punto 1 e in fondo). Ne discende che il ricorso, sotto questo profilo, è destinato all'insuccesso.

  5. Quanto al reato rimproverato all'insorgente, l'art. 3 LAPIS prevede che chi intende esercitare le attività di cui all'art. 1 (_________, _________, trasporto valori, difesa e raccolta di informazioni inerenti le persone) deve chiedere l'autorizzazione al Dipartimento (cpv. 1). Il richiedente che si avvale di altri agenti, siano essi collaboratori o dipendenti, deve chiedere l'autorizzazione per ognuno di essi (cpv. 4). Chiunque viola le disposizioni della legge o del regolamento d'applicazione è punito con la multa sino a fr. 20 000.– (art. 22 cpv. 1 LAPIS).

  6. Nella fattispecie il ricorrente adduce di non avere "mai effettuato investigazioni, ma unicamente _________ e segnalazioni su territorio privato (parcheggi)", attività che – stando all'interessato – non soggiace all'obbligo d'autorizzazione. La Sezione dei permessi e dell'immigrazione, nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002, sostiene per converso che la legge "non è applicabile soltanto alle attività di _________, ma anche a quelle di _________". Ora, l'art. 8b cpv. 1 RLAPIS sancisce che il personale delle agenzie private di _________ che svolge unicamente il controllo delle entrate e delle uscite, il servizio cassa, il servizio d'ordine non armato per manifestazioni sportive e ricreative, le segnalazioni nei pressi di parcheggi, incroci o passaggi pedonali e servizi assimilabili a questi, non abbisogna dell'autorizzazione prevista dall'art. 3 della legge. Tali servizi devono, di regola, essere svolti in uniforme (cpv. 3). Ciò posto, dal fascicolo processuale non risulta nessun elemento atto a dimostrare – né l'autorità di primo grado pretende – che il ricorrente o i collaboratori dell'associazione abbiano svolto mansioni che esulino dalle attività annoverate all'art. 8b cpv. 1 RLAPIS. Il che non esimeva per vero l'associazione come tale – indipendentemente dall'asserita mancanza di uno scopo lucrativo – dall'obbligo d'autorizzazione a norma degli art. 1 e 3 LAPIS (la deroga di cui all'art. 8b RLAPIS applicandosi solo, per il chiaro tenore della norma, al "personale delle agenzie private di _________" e non all'agenzia medesima). L'infrazione commessa dalla società, e per essa dal ricorrente, si limita nondimeno a quest'ultima fattispecie, l'interessato dovendo essere prosciolto dall'addebito inerente alla mancata autorizzazione del personale impiegato.

  7. In simili evenienze, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente abbia perpetrato l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione solo in quanto egli ha "permesso di svolgere all'Associazione _________, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone sprovvista della necessaria autorizzazione" (decisione impugnata, in alto). Considerata la natura di siffatta violazione, la durata superiore a un anno (dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002 o, come preteso dal ricorrente, fino al mese di febbraio 2002: ricorso, punto 4), l'entità dell'attività esercitata senza autorizzazione e il grado di colpa del ricorrente, si giustifica – tutto ben ponderato – di infliggere a quest'ultimo una multa di fr. 1000.– e di ridurre la tassa di giustizia di primo grado a fr. 100.–. Il parziale accoglimento del gravame impone altresì di rinunciare al prelievo di tasse e spese dell'odierno giudizio.

Per questi motivi, visti gli art. 1, 3 e 22 LAPIS; 2 e 8b RLAPIS; 1 segg. LPContr;

pronuncia: 1. Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a _________ _________ è inflitta una multa di fr. 1000.–, oltre a una tassa di giustizia di fr. 100.– e alle spese di fr. 150.–.

  1. Non si prelevano né tasse né spese dell'attuale giudizio.

  2. Intimazione a:

_________ _________, -, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona.

Il giudice: La segretaria:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

administrative fineprivate securityauthorization requirementlegal entity liabilityorgan responsibilitycostsproportionality

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the association president could be held responsible for the association's unlawful conduct

Solution extraite

Yes. As an organ of the legal entity, he could be sanctioned for the association's violations.

Motifs extraits

A legal entity itself is not punishable unless expressly provided by law; therefore, when an offense is committed within it, the natural persons acting as organs are responsible.

Question juridique clé

Whether the authorized-activity requirement covered the personnel's parking/monitoring and similar services

Solution extraite

No, the record did not show that the services went beyond the exempted activities for private security personnel.

Motifs extraits

Article 8b RLAPIS exempts personnel performing only listed ancillary services, but that exemption applies to personnel, not to the agency itself. The personnel-related accusation had to be dismissed.

Question juridique clé

What sanction and costs should remain after review

Solution extraite

The fine and first-instance court fee were reduced; no fees or costs were charged for the appellate proceeding.

Motifs extraits

Given the nature and duration of the unauthorized activity, its extent, and the appellant's degree of fault, a lower fine was justified.

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