Negative declaratory action dismissed for lack of legal interest

16.2006.52Autre juridiction31 mai 2006Dismissed

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

RI 1 appealed against a Lugano Justice of Peace decision declaring inadmissible her request to have an enforcement removed after she had paid the underlying debt to the enforcement office. The Civil Cassation Chamber held that she lacked a legally protected interest in a negative declaratory action because payment of the debt amounted to an implicit acknowledgment and no concrete uncertainty remained. It further held that debt enforcement remedies cited by the appellant were inapplicable because the enforcement was no longer ongoing and the law did not provide a separate judicial action merely to erase the record. The cassation appeal was dismissed and costs of CHF 100 were imposed on the appellant.

Regeste Omnilex

Art. 71 CPC; interest in a negative declaratory action and request to delete an enforcement entry after payment of the debt: a declaratory action requires a concrete, current and protected interest in the judicial clarification of an uncertain legal relationship. Such an interest is absent where the debtor has paid the debt unconditionally and thus implicitly acknowledged it. Art. 85 LEF presupposes an ongoing enforcement; Art. 85a LEF is likewise unavailable once the proceeding is closed, and Art. 149a(3) LEF concerns a different factual constellation. The mere aim of removing an enforcement from the office records for publicity purposes does not, in itself, create a statutory judicial claim (consid. 3-4).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.2006.52

Data decisione, Autorità: 31.05.2006, CCC

Titolo: azione di accertamento inesistenza debito - presupposti - interesse legittimo - non dato se il debitore ha pagato il suo debito - consultazione atti dell'ufficio esecuzioni

Incarto n. 16.2006.52

Lugano 31 maggio 2006/rgc

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli Zeni, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 5 maggio 2006 presentato da

RI 1

contro

la sentenza 24 marzo 2006 del Giudice di pace del circolo di Lugano nella procedura (inc. n. 07a/07/O) promossa con istanza 20 dicembre 2005 nei confronti

CO 1

con la quale l'istante ha chiesto l'accertamento dell'inesistenza del debito di cui al PE n.

__________ dell'UE di Lugano con conseguente cancellazione dell'esecuzione,

letti ed esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

che con istanza 20 dicembre 2005 RI 1 ha chiesto al Giudice di pace del Circolo di Lugano di pronunciare la cancellazione del PE n. __________ dell'UE di Lugano fattole notificare dalla CO 1 per l'incasso di premi scaduti ma in seguito pagati direttamente all'UE di Lugano, richiesta di cancellazione alla quale la cassa malati non aveva aderito;

che all'udienza di discussione del 22 febbraio 2006, assente la convenuta, l'istante ha precisato la sua domanda nel senso di ottenere l'accertamento dell'inesistenza del debito e solo conseguentemente la sua cancellazione all'UE;

che con sentenza 24 marzo 2006 il giudice di pace ha dichiarato irricevibile l'istanza, l'istante non potendo ottenere giudizialmente la cancellazione del PE vista l'opposizione della creditrice;

che con atto ricorsuale 5 maggio 2006 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento, il primo giudice avendo erroneamente respinto la sua istanza;

che, innanzi tutto, sia lo scritto 16 febbraio 2006 della convenuta sia quello del 3 marzo successivo dell'istante non possono essere considerati per il giudizio siccome prodotti in modo irrito, le parti non potendo esprimersi al di fuori delle vie espressamente previste dal CPC, ovvero mediante gli allegati di causa o durante le udienze;

che volendo trattare la domanda dell'istante quale azione di accertamento negativo del debito, come ella propone, l'art. 71 CPC permette a chiunque ha un interesse giuridico e immediato a che l'esistenza o l'inesistenza di un diritto (rispettivamente di un obbligo), l'autenticità o la falsità di un documento vengano accertate, di proporre azione di accertamento;

che quest'azione, ammessa dal diritto federale, ha come premessa l'esistenza di un interesse giuridico concreto e attuale della parte istante a un sollecito accertamento del rapporto giuridico controverso, ove sussiste incertezza circa il contenuto del medesimo (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 71 CPC, m. 1; sentenza del Tribunale federale 4C.192/2004 dell'11 agosto 2004);

che tale interesse, non necessariamente giuridico ma comunque degno di protezione (Cocchi/ Trezzini, op. cit., ibidem, N. 236), sussiste quando dal comportamento della controparte risulti una situazione di insicurezza relativamente al rapporto di diritto, quando tale incertezza costituisca per l'istante una minaccia suscettibile di pregiudizio attuale e concreto se non viene eliminata (DTF 120 II 20 consid. 3a), e ancora quando l'azione d'accertamento appaia il mezzo appropriato per rimediarvi (Cocchi/ Trezzini, op. cit., ibidem, m. 1);

che l'esistenza di un interesse legittimo è un presupposto processuale dell'azione di accertamento, senza il quale la stessa deve essere respinta dal giudice (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 71, m 5);

che, in concreto, con il pagamento incondizionato del debito l'istante ne ha implicitamente riconosciuto la sussistenza, tant'è che ella non aveva neppure interposto opposizione al PE, ragione per la quale non può giustificare alcun interesse all'accertamento dell'inesistenza del debito;

che, pertanto, l'azione promossa dalla ricorrente non può essere tutelata, mancando un interesse degno di protezione;

che l'azione di annullamento dell'esecuzione di cui all'art. 85 LEF, alla quale la ricorrente fa riferimento, presuppone un'esecuzione ancora in corso (FJS 980 pag. 3; D. Staehelin, Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, ad art. 85 LEF, n. 11 e 17), ciò che non è il caso in concreto, l'interessata avendo pagato il suo debito all'ufficio esecuzioni;

che dunque, l'azione risulta improponibile in quanto tale;

che in mancanza di un'esecuzione ancora in corso, pure improponibile risulterebbe un'azione basata sull'art. 85a LEF, alla quale peraltro la ricorrente non si è riferita;

che altrettanto improponibile è il richiamo all'art. 149a cpv. 3 LEF siccome riferito a tutt'altra fattispecie;

che a prescindere dalla sua qualifica la domanda dell'istante è chiaramente intesa alla cancellazione dell'esecuzione promossa dalla convenuta a seguito del pagamento integrale del proprio debito, e ciò con riferimento alla pubblicità dei registri degli Uffici esecuzione come mezzo di conoscenza del credito (Kreditwürdigkeit) di una persona (cfr. D. Staehelin, op. cit., ad art. 8a LEF, n. 1);

che a questo scopo il legislatore non ha previsto nessuna azione giudiziaria, ragione per la quale la conclusione del giudice di pace, che ha dichiarato l'istanza della ricorrente irricevibile per difetto di giurisdizione, è corretta;

che, invero, l'art. 8a LEF disciplina la consultazione di terzi dei verbali e dei registri degli uffici d'esecuzione e degli uffici dei fallimenti;

che nella fattispecie, non essendo in discussione la sussistenza del credito della convenuta né la validità del procedimento esecutivo in quanto tale (fattispecie che avrebbe permesso la cancellazione dell'esecuzione, cfr. DTF 119 III 97), l'art. 8a cpv. 4 LEF prevede l'estinzione del diritto di consultazione dei terzi cinque anni dopo la chiusura del procedimento sicché successivamente gli estratti sono rilasciati soltanto ad autorità giudiziarie o amministrative per procedimenti pendenti presso di loro;

che oltre alle esecuzioni sfociate in una realizzazione che ha permesso il pagamento integrale o parziale del credito, sono considerate chiuse ai sensi dell'art. 8a cpv. 4 LEF anche quelle estinte in seguito a pagamento del debitore all'Ufficio oppure per altro motivo, segnatamente a causa della cancellazione dal registro di commercio della società procedente (cfr. sentenza CEF inc. 15.2004.186 del 12 gennaio 1005);

che quindi, se, come in concreto, il debito è stato pagato senza che sia stata fatta una corrispettiva dichiarazione di ritiro dell'esecuzione da parte del creditore, la stessa resta oggetto di consultazione da parte di terzi per ulteriori cinque anni (cfr. circolare CEF 32/2005 del 6 dicembre 2005 sull'estinzione del diritto dei terzi alla consultazione degli atti degli uffici d'esecuzione);

che visto quanto precede, il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione, deve essere respinto;

che giusta l'art. 313bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione in virtù del rinvio di cui all'art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;

che le spese seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla parte convenuta, alla quale il ricorso non è nemmeno stato notificato;

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l'art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa

giudiziaria

pronuncia:

  1. Il ricorso per cassazione 5 maggio 2006 RI 1 è respinto.

  2. Tasse e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 100.-, sono poste a carico della ricorrente. Non si assegnano ripetibili.

  3. Intimazione:

  • ;
  • .

Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano.

terzi implicati

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

negative declaratory actionlegal interestdebt enforcementenforcement recordadmissibilitypayment of debtcosts

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the appellant had a legally protected interest to bring a negative declaratory action for non-existence of the debt.

Solution extraite

No. By paying the debt unconditionally, the appellant implicitly acknowledged it and therefore lacked a current, concrete interest in a declaration of non-existence.

Motifs extraits

Article 71 CPC requires a concrete and present protected interest. Payment of the debt and absence of opposition to the debt enforcement meant there was no sufficient uncertainty to remove by judgment.

Question juridique clé

Whether cancellation of the enforcement could be ordered under debt enforcement law after payment of the debt.

Solution extraite

No. The requested cancellation was not available in this situation because the creditor had not withdrawn the enforcement and the proceeding was already closed after payment to the office.

Motifs extraits

Art. 85 LEF presupposes an ongoing enforcement. Art. 85a LEF was likewise inapplicable, and Art. 149a(3) LEF concerned a different situation. The legislature provides no separate judicial action merely to erase enforcement records for publicity purposes.

Question juridique clé

Whether the lower court rightly held the application inadmissible for lack of jurisdiction/admissibility.

Solution extraite

Yes. The lower court correctly concluded that no judicial remedy was available for the requested cancellation and that the application was inadmissible.

Motifs extraits

The request was aimed at removing the enforcement entry from the office records, but that objective is not supported by any specific statutory action in the circumstances of a paid debt.

Question juridique clé

How the costs of the cassation proceedings should be allocated.

Solution extraite

Costs followed the outcome and were imposed on the appellant; no party compensation was awarded to the respondent because the appeal was not even served for observations.

Motifs extraits

Art. 148(1) CPC applies the losing-party principle.

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