Causation and personality rights in moral-damages claim

16.1997.10Autre juridiction21 avr. 1998Dismissed

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Résumé

The Civil Cassation Chamber of the Ticino Court of Appeal dismissed a cassation complaint against a Lugano pretorial judgment that had rejected a CHF 5,000 moral-damages claim based on an allegedly defamatory newspaper article. The court held that, although a person may in principle incur liability by facilitating a personality violation, the claimant still had to prove adequate causation under Art. 49 CO. On the evidence, the offensive headline, images, and value judgments were attributable to the newspaper’s editorial treatment, not to the respondent; therefore, the lower court was not arbitrary in refusing liability. Costs were placed on the appellant.

Regest

Art. 28 CC; Art. 28a cpv. 3 CC; Art. 49 CO; causation and personality injury through participation of a third party; Art. 327 lett. g CPC; arbitrariness review in cassation. A person may be liable for a personality infringement not only as direct author but also through conduct that causes, enables, or facilitates the unlawful act, including secondary participation. For moral damages, however, the injured party must still establish all prerequisites of Art. 49 CO, in particular adequate causation between the proven contribution and the harm. Where the injurious effect is substantially determined by independent editorial choices or other intervening factors, the appellate court may deny arbitrariness in the lower court’s refusal to ascribe liability (consid. 5-7).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1997.10

Data decisione, Autorità: 21.04.1998, CCC

Incarto n. 16.97.00010

Lugano 21 aprile 1998/kc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Giani ed Epiney-Colombo, quest’ultima in sostituzione del giudice Cocchi, escluso

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 30 gennaio 1997 presentato da


contro

la sentenza 15 gennaio 1997 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2, nella causa civile inappellabile promossa con istanza 2 novembre 1994 nei confronti di


patr. dall’avv.


con la quale l’istante ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 5’000.– a titolo di risarcimento per torto morale nonché la pubblicazione del dispositivo di condanna sui quotidiani __________;

domande respinte dal primo giudice;

considerato che la ricusa dell'intera Camera di cassazione civile, presentata da __________ contestualmente con il presente ricorso, è stata respinta con sentenza 16 giugno 1997 da una Camera di cassazione civile ad hoc, per quanto riguarda i giudici _________ e __________;

letti ed esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Con istanza 2 novembre 1994 il __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 5’000.– a titolo di risarcimento per il torto morale subito a dipendenza della pubblicazione sul settimanale “__________” del __________ di un articolo intitolato “In Ticino abbiamo scoperto altre braccia rubate all’agricoltura. Torna nella stalla, somaro”, articolo ritenuto offensivo e gravemente lesivo della sua persona e delle sue capacità professionali di cui il convenuto, pur non essendo formalmente l’autore, sarebbe stato ispiratore e istigatore.

A mente dell’istante, __________ avrebbe infatti ispirato ed istigato __________ alla pubblicazione del menzionato articolo, fornendogli tutte le informazioni e la documentazione necessaria, in particolare numerose lettere da lui indirizzate a vari uffici dello Stato nelle quali contestava l’esito di un suo ricorso presentato contro una risoluzione dell’assemblea comunale di __________ in relazione a due mozioni inerenti la revisione del piano regolatore (doc. 4), respinto con decisione 16 marzo 1994 dal Consiglio di Stato.

Il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestando di essere responsabile dell’articolo incriminato. Osserva infatti di aver semplicemente informato il “__________” sulla vicenda che lo opponeva al Servizio dei ricorsi, mentre nega di essere responsabile del contenuto dell’articolo poiché la decisione di scriverlo e pubblicarlo, con il contenuto e la forma che sappiamo, è stata presa esclusivamente da __________. Contesta inoltre che siano dati i presupposti per l’applicazione dell’art. 49 CO.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice ha concluso alla reiezione dell’istanza non ritenendo comprovati i requisiti di cui all’art. 49 CO, in particolare non potendosi considerare il convenuto autore dell’offesa subita dall’istante a dipendenza dell’arti-colo apparso su “__________” del __________, articolo redatto da __________ e non dal convenuto.

  2. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro la sentenza pretorile, postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove in particolare relativamente alla responsabilità del convenuto quale ispiratore e istigatore dell’articolo incriminato.

Con osservazioni 22 settembre 1997 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).

  1. La sentenza impugnata, dopo aver correttamente indicato i limiti posti dall'istante agli interventi del convenuto nei suoi confronti, afferma che, per giudicare il ruolo svolto da __________ in relazione alla stesura e alla pubblicazione dell'articolo incriminato, non vi sarebbero altre prove all'infuori degli interrogatori –avvenuti nella sede penale– dello stesso __________ e di . Sulla base degli stessi, secondo il primo giudice, non vi sarebbero elementi per provare che il convenuto volesse veder pubblicato sul " " un articolo come quello in esame, né che l'abbia preventivamente approvato, facendosi in ciò "complice" di __________: mancherebbe così l'elemento della colpa dell'agente, presupposto all'applicazione dell'art. 49 CO.

Siffatta valutazione delle prove, oltre a essere incompleta poiché non tiene conto delle risultanze istruttorie nel loro complesso, effettivamente corrisponde a un concetto riduttivo di lesione della personalità, così come voluto dall'art. 28 CC e nell'ambito del quale si collocano i rimproveri espressi in termini sufficientemente chiari dall'istante riguardo al tipo di partecipazione avuta dal convenuto nella fattispecie.

In realtà, una diversa e più approfondita lettura delle prove conferma la tesi di fatto del ricorrente. Gli stessi interrogatori che si trovano negli incarti penali richiamati hanno ben altra portata di quella riferita dalla sentenza impugnata. Infatti, da una parte __________ –nel procedimento penale che l'ha riguardato personalmente– afferma che le informazioni per la stesura del primo articolo –quello in esame– gli sono state fornite dal convenuto e di averle assunte tali e quali, senza verificarle. Dall'altra, il convenuto –di fronte alla domanda se avesse fornito a __________ le informazioni utilizzate per redigere l'articolo– ha risposto che è compito della stampa di sollevare argomenti di interesse pubblico e di denunciare situazioni intollerabili: per questa ragione egli ha informato "__________" sulla vicenda.

Così facendo egli ha inteso senza dubbio che il settimanale di __________ desse risalto al tema che gli stava a cuore, indicando (a torto) l'attore come responsabile delle decisioni a lui sfavorevoli.

Ma __________ ha fatto di più: infatti, oltre a una pubblicazione di __________ di cui si dirà nel seguito, ha consegnato al giornale una serie di scritti da lui indirizzati all'autorità amministrativa in cui tra l'altro commenta quelle che considera le caratteristiche professionali negative di __________, usando termini come "funzionario incapace", da trasferire al "demanio di __________ a occuparsi dei fagiani ...o a ripulire i terreni insozzati dagli zingari" (doc. E), rispettivamente "raccomandato" e "protetto" (doc. F), rispettivamente insinuando il sospetto che "il superprotetto burocrate" corrisponda a quel "signore che per ben due volte non ha superato l'esame di capacità ecc." (doc. G).

È quindi del tutto sostenibile la tesi dell'istante, secondo cui v'è prova sufficiente che anche l'attività di _________ può costituire una lesione della personalità, conforme all'art. 28 CC. Al proposito è opportuno ricordare che dottrina e giurisprudenza sono unanimi nel considerare estensivamente il concetto di azione illecita: in particolare la formula scelta del nuovo art. 28 cpv. 1 CC dev'essere intesa nel senso più ampio, ossia concerne qualsiasi persona la cui attività o collaborazione causa, permette o favorisce una lesione della personalità altrui (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité, Zurigo 1984, N. 842); ciò che può comportare che la tutela del leso riguardi una persona che –nell'am-bito dell'illecito– abbia svolto soltanto una funzione secondaria: un ausiliario, il venditore di un libro, ecc., anche senza rendersi conto della gravità del proprio agire (Tercier, op. cit., N. 847 e 853).

  1. Ciò nonostante, la sentenza impugnata non ha motivo d'essere annullata poiché il credito dell'istante dev'essere verificato alla luce di tutti i presupposti di legge, quindi anche del nesso causale adeguato fra il pregiudizio lamentato da __________ e la descritta attività del convenuto. Infatti, l'art. 28a cpv. 3 CC, in base al quale la parte lesa ha diritto di chiedere al giudice un risarcimento per torto morale, rinvia all'art. 49 CO. E le condizioni materiali d'applicazione di questa norma sono quelle correnti: che la vittima abbia subito un torto morale, che il pregiudizio sia in un rapporto di causalità adeguata con l'atto lesivo, che l'atto sia illecito e che il responsabile abbia agito con colpa o sia titolare di una responsabilità oggettiva (Tercier, op. cit., N. 2011 e segg.).

A questo punto vanno ricordate le caratteristiche dell'articolo di stampa in questione (in parte già descritte) che già di primo acchito appare particolarmente violento nei confronti dell'onore personale e professionale dell'istante: esso è apparso in prima pagina dell'edizione del 2 ottobre 1994 con il titolo in inchiostro rosso "Torna nella stalla, somaro", titolo sotto il quale campeggiano le fotografie di due animali, un asino appunto e una zebra con __________; sopra il titolo, in stampa nera, "In Ticino abbiamo scoperto altre braccia rubate all'agricoltura". Nel testo vengono posti a confronto due fatti salienti: la presunta e pretesa negligente attività professionale dell'istante in relazione al PR di __________ e il suo preteso basso profilo come giurista a dipendenza dell'esito di determinate prove d'esame per il conseguimento del brevetto d'avvocatura. In questo testo si leggono alcuni giudizi di valore come: "inetto rampollo", "assoluta inettitudine del lic. iur." Oggettivamente non appaiono tanto lesivi della personalità dell'istante i fatti descritti nell'articolo di : né le procedure amministrative in cui avrebbe avuto parte __________ (questione peraltro tempestivamente chiarita da parte dello stesso Consiglio di Stato), né l'insuccesso in determinate prove d'esame (circostanza sufficientemente pubblicizzata un paio d'anni prima con la stampa di quello che il "" definisce un libercolo: cfr. __________, La Giustizia ticinese? Tranquilli, è in buone mani !, __________). Determinanti per il carattere gravemente lesivo della personalità dell'istante sono per contro i titoli, le illustrazioni e gli arbitrari giudizi di valore formulati nei suoi confronti.

Orbene, non essendoci prove che questi elementi siano stati voluti, o ideati o suggeriti dal convenuto, non gliene si può caricare la responsabilità: è d'altra parte lo stesso istante ad ammettere che il giornale ha presentato l'articolo a modo suo.

Si volesse però anche considerare l'esito editoriale come la collaborazione di __________ con il giornale, alla luce di quanto testé rilevato, non è certamente arbitrario considerare che ciò che dev'essere ascritto alla redazione del giornale o all'autore dell'articolo sia tanto grave da interrompere il nesso di causalità adeguata fra la provata attività di __________ in vista della pubblicazione e il pregiudizio patito da _________ (Tercier, op. cit., N. 1862).

Non è pertanto arbitraria nemmeno la conclusione del Pretore laddove, per altra strada, giunge alla medesima conclusione.

  1. Il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve così essere respinto.

Tasse, spese e ripetibili seguono la soccombenza del ricorrente (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG

pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 30 gennaio 1997 del __________ è respinto.

  1. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 200.–

b) spese fr. 50.–

fr. 250.–

già anticipate dal ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 250.– a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:


Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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