Civil court jurisdiction for encroachment over public land

16.1995.85Autre juridiction17 oct. 1995Granted

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

The Ticino Civil Cassation Chamber upheld the appellant’s cassation appeal against a judgment of the Lugano Pretore that had declined ratione materiae jurisdiction in a dispute about a small strip of consortial riverbank land occupied by a house encroachment. The court held that the mere public-law nature of the land did not exclude civil-law jurisdiction or the subsidiary application of Art. 674 CC, since the dispute was not already regulated by public law and concerned regularization of an existing property situation. The first-instance judgment was annulled and the case remitted for a merits decision. Costs were charged to the respondent.

Regeste Omnilex

Art. 674 cpv. 3 CC; civil jurisdiction over encroachment affecting public land; public property does not per se exclude civil-law remedies. Where the subject matter is not already governed by public law, the civil judge remains competent and private law applies subsidiarily. The decisive criterion is whether the public authority acts in an administrative capacity or whether public law provides a complete regulation; absent this, a property dispute concerning an encroaching construction may be decided under civil law (consid. in fact and law). A wrongful declination of competence must be annulled and the matter remitted for decision on the merits.

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1995.85

Data decisione, Autorità: 17.10.1995, CCC

Incarto n. 16.95.00085

Lugano 17 ottobre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 settembre 1994 presentato da


patr. dall’avv. __________

contro

la sentenza 16 agosto 1994 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2 nella causa a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 25 settembre 1992 nei confronti di


con la quale si chiedeva l’attribuzione in proprietà della parte del fondo no. __________ MC __________ di proprietà del convenuto occupato dalla casa di abitazione dell’istante e in via subordinata l’iscrizione di una servitù di sporgenza, domande sulle quali il primo giudice non si è pronunciato negando la sua compentenza ratione materiae,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:

che con istanza 25 settembre 1992 __________, proprietaria della particella no. __________ MC di __________ sulla quale è edificato dal 1937 un edificio che invade per circa un metro quadrato il fondo no. __________ di proprietà del __________, ha promosso nei confronti di quest’ultimo un’azione giudiziaria basata sull’art. 674 cpv. 3 CC con la quale chiede l’assegnazione in proprietà della parte di terreno occupata dalla sporgenza, in via subordinata la costituzione di una servitù di sporgenza a favore del suo mappale e a carico di quello del convenuto, in entrambi i casi previo pagamento di un’indennità;

che il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestan-do l’applicabilità delle norme di diritto privato ritenuto che, trattandosi di uso del demanio pubblico, la vertenza deve essere decisa in applicazione del Regolamento consortile a tenore del quale l’istante può solo chiedere un’autorizzazione per l’uso dello scorporo in questione per una durata determinata, eventualmente rinnovabile, e previo pagamento di una tassa;

che con il querelato giudizio il primo giudice - prima di affrontare il merito della lite - si è dichiarato incompente, sostenendo che la causa non può trovare soluzione nel diritto privato;

che con il presente tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto giudizio invocando il titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. b) CPC ossia perchè il pretore, a torto, ha negato la sua competenza;

che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;

che l’accertamento circa la determinazione della competenza giurisdizionale o meno del giudice civile, ha luogo d’ufficio e in ogni stadio di causa (art. 97 cifra 1 CPC);

che nella concreta fattispecie, come si dirà in seguito, il pretore ha negato a torto la propria competenza rationae materiae;

che contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, il solo fatto che lo scorporo di terreno occupato dalla costruzione dell’ istante appartenga al demanio consortile, non è sufficiente ad escludere l’applicabilità delle norme del diritto privato;

che infatti, anche l’azione che ha per oggetto un fondo appartenente al demanio pubblico, fatto salvo il caso ove l’ente pubblico abbia agito nell’esercizio delle sue mansioni di diritto amministrativo (Rep 1990 213), non è sottratta alla competenza del giudice civile, rispettivamente all’applicazione delle norme di diritto privato, qualora l’oggetto della diatriba non sia già stato regolato nel diritto pubblico; in questo caso l’applicazione del diritto privato avviene a titolo sussidiario (Moor, Droit administratif, Volume III, 1992, 256);

che - a titolo abbondanziale

  • si può rilevare come anche il trasferimento di beni di immobili del demanio pubblico soggiace, ad eccezione di alcuni casi (espropriazione) alle forme e alla modalità del diritto privato, indipendentemente dagli scopi di interesse pubblico perseguiti dall’operazione (DTF 112 II 109 segg.);

che nella concreta fattispecie, dove l’unica connotazione di diritto pubblico è data dalla natura del fondo litigioso trattandosi dello scorporo della riva di un fiume come tale appartenente al demanio pubblico, le norme di diritto pubbico invocate dal convenuto non forniscono una risposta adeguata alla vertenza che oppone le parti e il cui scopo è quello di regolarizzare una situazione preesistente avente per oggetto un diritto di proprietà sulla parte dell’abitazione dell’istante sporgente sul demanio consortile;

che non può essere pertanto esclusa per regolare i rapporti fra le parti sulla proprietà dello scorporo di terreno occupato dalla casa dell’istante, la via offerta dall’art. 674 CC;

che pertanto né la legge sui consorzi, né la legge sul demanio pubblico, nè il Regolamento del consorzio convenuto trovano applicazione alla fattispecie;

che di conseguenza, il giudizio pretorile che ha negato a torto la competenza del tribunale civile a dirimere la vertenza che oppone le parti, deve essere annullato e gli atti rinviati al giudice (art. 332 cpv. 2 CPC) perchè si esprima sul merito dell’azione;

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 147 CPC

pronuncia:

  1. Il ricorso per cassazione 7 settembre 1994 di __________ è accolto.

Di conseguenza la sentenza 16 agosto 1994 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2 è annullata e gli atti sono rinviati al primo giudice affinchè proceda ai sensi dei considerandi.

  1. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 100.-

b) spese fr. 50.-

T o t a l e fr. 150.-

già anticipate dalla ricorrente sono poste a carico della controparte la quale rifonderà a __________ fr. 200.- a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

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Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the civil court had jurisdiction over the dispute concerning encroachment on public-consortial land under Art. 674 CC.

Solution extraite

Yes. Public ownership of the strip did not by itself exclude civil-law rules; the dispute was not already regulated by public law and could be resolved subsidiarily under private law.

Motifs extraits

Civil jurisdiction is excluded only where the public entity acts in administrative capacity or where public law already regulates the matter. Here the dispute concerned regularizing a pre-existing property situation, so Art. 674 CC remained applicable.

Question juridique clé

Whether the pretore's judgment declining jurisdiction had to be annulled and remitted for decision on the merits.

Solution extraite

Yes. The first instance wrongly denied ratione materiae competence and the file had to be sent back for a merits decision.

Motifs extraits

Because the civil court was competent, the refusal of jurisdiction was erroneous; under the CPC the appellate court annulled the judgment and remitted the case.

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