Bankruptcy compensation disputes belong to creditors' meeting, not office

15.2006.124Autre juridiction16 janv. 2007Granted

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

RI 1 appealed against the bankruptcy office's refusal to recognize set-off against balances on three bank accounts after PI 1's bankruptcy. The supervisory court held that the office was not competent to decide whether set-off should be admitted or refused, because this concerns an asset of the estate and falls to the second creditors' meeting, with any disputed claim to be pursued later in ordinary proceedings. The complaint was therefore upheld and the office's order of 27 October 2006 annulled. No fees or indemnities were imposed.

Regeste Omnilex

Art. 213-214 LEF; competence to decide on set-off in bankruptcy: the bankruptcy administration is not entitled to definitively admit or refuse a debtor's set-off declaration, since the issue concerns an estate asset and implies a waiver of a claim of the bankrupt. The assessment whether to contest set-off belongs to the second creditors' meeting; if the estate does not contest, the disputed claim may be ceded under Art. 260 LEF and then litigated in ordinary civil proceedings. The administration may not itself order the creditor to hold funds at the estate's disposal; such a measure must be annulled for lack of competence (consid. 2-3).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.2006.124

Data decisione, Autorità: 16.01.2007, CEF

Titolo: Compensazione di crediti nel fallimento. Competenza per decidere sulla compensazione.

Incarto n. 15.2006.124

Lugano 16 gennaio 2007 EC/sc/rgc

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretario:

Cassina, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 8 novembre 2006 di

RI 1 rappr. dall’ RA 1

contro

l’operato dell’CO 1 nell’ambito del fallimento di

PI 1

e meglio in tema di compensazione di crediti;

viste le osservazioni 15 novembre 2006 dell’CO 1;

esaminati atti e documenti;

ritenuto

in fatto:

A. Il 20 ottobre 2006 il Pretore del Distretto di __________ ha pronunciato il fallimento di PI 1, __________.

B. Con scritto 26 ottobre 2006 RI 1 ha notificato un credito nei confronti del fallito di fr. 103'742.65 riferito al mutuo ipotecario n. __________, di fr. 311'008.30 riferito al mutuo ipotecario n. __________ e di fr. 2'722.15 quale saldo avere sul conto n. __________.

RI 1RI 1 ha indicato l’esistenza del conto garanzia affitto n. __________ avente un saldo alla data del fallimento di fr. 13'356.25, del conto n. __________ avente un saldo alla data del fallimento di fr. 37'891.66 e del conto n. __________ e avente un saldo, sempre alla data di apertura del fallimento, di fr. 140'076.20. Su tali relazioni bancarie RI 1 ha fatto valere, richiamandosi all’art. 8 delle proprie condizioni generali e all’art. 120 del CO, sia un diritto di pegno che un diritto di compensazione.

C. Con provvedimento 27 ottobre 2006 l’CO 1 ha comunicato a RI 1 di non accettare la richiesta di compensazione, poiché contraria a quanto stabilito all’art. 214 LEF . Per questo motivo l’Ufficio ha invitato la banca a trattenere a favore della massa fallimentare l’importo complessivo di fr. 191’324.11.

D. Con tempestivo ricorso 8 novembre 2006 RI 1 ha postulato di annullare la decisione 27 ottobre 2006 e di riconoscerle il diritto di opporre in compensazione il proprio credito nei confronti del fallito con quanto si trova sulle tre relazioni bancarie menzionate.

A mente di RI 1 in concreto non sarebbero realizzati i presupposti dell’art. 214 LEF per impugnare la compensazione, ossia l’acquisto del credito prima del fallimento - dove agli effetti temporali della citata norma anziché la dichiarazione di fallimento farebbe stato la concessione della moratoria - la conoscenza dell’insolvenza del fallito e l’intenzione di danneggiare la massa.

I crediti della ricorrente nei confronti del fallito risalirebbero ad un credito di costruzione consolidato il 13 novembre 1984 e poi ripreso con due contratti di ipoteca fissa del novembre 2002 di fr. 100'000.-- e del dicembre 2002 / gennaio 2003 di fr. 313'200.--, entrambi garantiti da cartelle ipotecarie gravanti una particella di proprietà del fallito. Tali contratti di ipoteca fissa sarebbero stati rubricati sotto il conto n. __________, suddiviso nei sottoconti __________ e __________ per il mutuo ipotecario e nel sottoconto __________ per il servizio interessi e spese. Il credito vantato dalla ricorrente nei confronti del fallito e insinuato il 26 ottobre 2006 non sarebbe quindi stato acquisito per creare fittiziamente e fraudolentemente la compensazione a vantaggio di RI 1 e a pregiudizio della massa.

La ricorrente ha disdetto nel febbraio 2006 il suo credito ipotecario nei confronti del fallito che all’epoca era in mora solo per una rata nel pagamento degli interessi e quindi non era in stato d’insolvenza. Quando, nel novembre del 2005, ad PI 1 è stata concessa la moratoria concordataria, il conto corrente n. __________ presentava una tale movimentazione in entrata ed in uscita da escludere lo stato d’insolvenza dello stesso o perlomeno la riconoscibilità di un tale stato da parte di RI 1.

La ricorrente rileva che anche il conto garanzia affitto n. __________, il conto risparmio n. __________ e il conto corrente n. __________ sarebbero dei “conti storici”. Sebbene durante la moratoria siano stati operati da parte del commissario degli accrediti rispettivamente degli addebiti tra i sottoconti __________ e __________, tale movimentazione interna non può essere opposta al diritto di compensazione della ricorrente. RI 1 precisa che il conto garanzia affitto n. __________ sarebbe stato aperto nel maggio del 1998, che il conto risparmio n. __________ sarebbe stato estinto nel gennaio 2000 ma sarebbe stato riattivato su ordine del commissario l’11 aprile 2006 e che il conto corrente n. __________ sarebbe stato aperto nel gennaio 1998.

E. Con osservazioni 15 novembre 2006 l’ CO 1 ha postulato la reiezione del gravame con motivazioni che verranno, se del caso, riprese in seguito.

Considerato

in diritto:

  1. Per l’art. 213 LEF il creditore può compensare il suo credito con quello del fallito verso di lui. Questa norma riprende l'istituto di diritto privato della compensazione regolato nell'art. 120 e segg.CO (Stäubli/Dubacher, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 2 ad art. 213). La compensazione non ha luogo, di principio, quando un debitore del fallito diventi creditore di lui soltanto dopo la dichiarazione di fallimento o quando un creditore del fallito diventa debitore di lui o della massa solo dopo la dichiarazione di fallimento (art. 213 cpv. 2 LEF; Stäubli/Dubacher, op. cit., n. 2, 8 ad art. 213; Schüpbach, Compensation et exécution forcée, Festschrift Schuldbetreibung und Konkurs im Wandel, Basilea 2000, pag. 141).

La compensazione può essere impugnata quando un debitore del fallito, prima della dichiarazione di fallimento, conoscendo l’insolvenza di lui, abbia acquistato un credito verso il medesimo allo scopo di procurare mediante la compensazione un vantaggio a sé o ad altri in pregiudizio della massa (art. 214 LEF).

L’art. 213 LEF enuncia le fattispecie che escludono la possibilità di una compensazione: l’art. 214 LEF invece enuncia le fattispecie che non la escludono a propri ma che la rendono impugnabile (Stäubli/Dubacher, op. cit., n. 39 ad art. 213; Jeanneret, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/ Monaco 2005, n. 32 ad art. 213).

  1. La decisione sulla compensazione è una decisione che riguarda un attivo della massa fallimentare: per questo motivo riconoscere la compensazione - circostanza che in concreto significa rinunciare a far valere una pretesa del fallito - non compete all’amministrazione del fallimento ma, per confermata giurisprudenza del tribunale federale, alla seconda assemblea dei creditori (Stäubli/Dubacher, op. cit., n. 35 e 41 ad art. 213 e rif. ivi; Jeanneret, op. cit., n. 32 ad art. 213). Nell’ipotesi che la seconda assemblea dei creditori dovesse rinunciare a contestare la compensazione, questa pretesa litigiosa contro il debitore del fallito dovrebbe allora essere ceduta a creditori che ne facessero richiesta conformemente all’art. 260 LEF (Stäubli/Dubacher, op. cit., n. 41 ad art. 213; Jeanneret, op. cit., n. 32 ad art. 213). In ogni caso la decisione su tale pretesa verrà presa dal giudice competente in procedura giudiziaria ordinaria (Stäubli/Dubacher, op. cit., n. 41 ad art. 213). L’CO 1 nella sua qualità di amministrazione del fallimento non è quindi competente per decidere se riconoscere o meno a RI 1 il diritto di compensazione e neppure a ordinare alla ricorrente di tenere a disposizione della massa il saldo figurante sulle relazioni bancarie n. __________, n. __________ e n. __________ Il provvedimento 27 ottobre 2006 deve pertanto essere annullato.

  2. In tal senso, il ricorso 8 novembre 2006 di RI 1 dev’essere accolto.

Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 17, 213, 214 LEF; 120 ss. CO; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

pronuncia:

  1. Il ricorso 8 novembre 2006 di RI 1, è accolto.

1.1. Il provvedimento 27 ottobre 2006 dell’CO 1 nel fallimento di __________, __________, è annullato.

  1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

Intimazione a:

  • __________. RA 1, __________.

Comunicazione all’CO 1, __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il segretario

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 giorni dalla notificazione; il termine è di 5 giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

bankruptcyset-offcompetencecreditors' meetingestate assetssupervisory complaintannulmentcosts

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the bankruptcy office was competent to decide on RI 1's right of set-off against the bankrupt's claims

Solution extraite

No. Recognition or refusal of set-off in bankruptcy is not for the bankruptcy administration to decide; it belongs to the creditors' meeting, and any disputed claim is then litigated in ordinary proceedings if necessary.

Motifs extraits

The court held that deciding whether to accept set-off concerns an asset of the bankruptcy estate because it amounts to waiving a claim of the bankrupt. Established case law assigns that decision to the second creditors' meeting, not to the bankruptcy office.

Question juridique clé

Whether the office's order of 27 October 2006 had to be annulled

Solution extraite

Yes. Because the office lacked competence to issue the set-off determination and retention order, its decision had to be annulled.

Motifs extraits

Since the office could neither grant nor refuse the alleged set-off right nor order the bank to hold the account balances at the estate's disposal, the challenged act could not stand.

Question juridique clé

Whether court costs and indemnities should be charged

Solution extraite

No costs or indemnities were awarded.

Motifs extraits

The court expressly waived judicial fees and compensation under the applicable insolvency fee rules.

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