Bank account seizure partly annulled for vagueness

15.2005.115Autre juridiction26 janv. 2006Partially Granted

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

A bank appealed against the execution of a seizure order addressed to it as third debtor. The supervisory chamber held that the bank had standing because it faced direct practical and legal risks and could not force the customer to litigate without undermining bank secrecy. On the merits, it confirmed that objections concerning the material prerequisites of seizure and the identification of assets belong to the opposition judge, not the surveillance authority. It nevertheless followed federal case law holding that a seizure of bank assets held in the name of a non-debtor is unenforceable if the account holder is not named. The appeal was therefore partially upheld, and the execution order was amended accordingly.

Regeste Omnilex

Art. 17, 22, 275 and 278 SchKG; seizure of bank assets held in the debtor’s name and/or on his behalf; standing of the third debtor and division of competence between surveillance authority and opposition judge. A bank has standing to appeal against a seizure execution order when it is directly exposed to legal and practical disadvantages and possible liability. Since the 1997 reform, the surveillance authority reviews only formal regularity and execution measures; objections to the substantive prerequisites of seizure and to ownership/title generally fall within opposition proceedings. A seizure directed at assets held in a third party’s name is unenforceable if the account holder is not identified on the seizure order; such defect entails nullity. A generic seizure is admissible only insofar as the attached assets are sufficiently identifiable.

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.2005.115

Data decisione, Autorità: 26.01.2006, CEF

Titolo: Sequestro di conti bancari di cui il debitore è avente diritto economico. Incompetenza territoriale dell'ufficio di esecuzione. Sequestro generico. Competenza dell'autorità di vigilanza.

Incarto n. 15.2005.115

Lugano 26 gennaio 2006 CJ/sc/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretario:

Jaques

statuendo sul ricorso 21 settembre 2005 di

RI 1, __________ rappr. dal RA 3 __________,

contro

l’operato dell’CO 1, e meglio contro il sequestro n° __________ eseguito su istanza di

PI 1 (I) rappr. dall’ RA 1

nei confronti di

PI 2, __________ (I) rappr. dall’__________. RA 2, __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto

in fatto:

A. L’8 settembre 2005, il Pretore __________, su istanza di PI 1, ha ordinato nei confronti di PI 2 il sequestro ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF di “ogni avere patrimoniale di qualsiasi natura, compresi crediti, titoli azionari ed obbligazioni e simili, depositati a nome e/o per conto del debitore” presso __________, il tutto a concorrenza di fr. 4'999'945.--.

B. Il 9 settembre 2005, l’CO 1 ha proceduto all’esecuzione del sequestro di quanto ordinato dal Pretore, ingiungendo a “__________”, nonché a tutte le sue succursali, di non disporre dei beni sequestrati.

C. Con ricorso 21 settembre 2005, la banca ha chiesto l’annullamento del provvedimento, allegando che l’indicazione “ogni avere ... [omissis] depositati a nome e/o per conto del debitore” sera troppo vaga.

D. Delle osservazioni delle parti alla procedura esecutiva e dell’Ufficio si dirà, per quanto necessario ai fini del giudizio, nei seguenti considerandi.

considerando

in diritto:

  1. Il credito del debitore sequestrato domiciliato all'estero è considerato localizzato al domicilio o alla sede in Svizzera del terzo debitore (cfr. DTF 128 III 474, cons. 3.1, 109 III 90, cons. 1; 107 III 147, cons. 4; BlSchK 2000, 144, cons. 6; CEF 23 agosto 2004 [15.04.88]; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. III, Losanna 2001, n. 39 ad art. 272). Il Tribunale federale ammette d’altronde che il sequestro di un credito relativo ad affari trattati con la succursale della società terza debitrice possa essere ordinato ed eseguito alla sede (svizzera) della succursale (cfr. DTF 128 III 475, cons. 3.1, con rif.; 112 III 118, c. 3a i.f.; 107 III 147 ss.; CEF 12 novembre 2004 [15.04.153], c. 2.2). Nel caso di specie, l’unica succursale di __________ nel Sopraceneri la sede a __________. L’CO 1 non era pertanto territorialmente competente per eseguire il sequestro (né la Pretura __________ per ordinarlo). Tuttavia, ove il debitore sequestrato – come nella fattispecie – sia domiciliato all'estero, il sequestro di un suo credito presso il terzo debitore domiciliato in Svizzera a cura di un ufficio territorialmente incompetente non è nullo ma solo annullabile, siccome non sono in gioco interessi di terzi (in assenza di un foro esecutivo generale in Svizzera) (cfr. DTF 63 III 44 s.; CEF 12 novembre 2004 [15.04.153], cons. 2.1). A questo stadio della procedura, la competenza territoriale dell’CO 1, per quanto riguarda “tutte le succursali” di RI 1, deve pertanto essere ammessa, poiché nessuna parte in questa procedura l’ha contestata.

  2. Legittimata a ricorrere giusta l’art. 17 LEF è quella parte che ha un interesse proprio, attuale, pratico e degno di protezione nell’ambito di un’esecuzione o di un fallimento (Cometta, BAKO, n. 38 ad art. 17; Cometta, Commentario, n. 3.3.1 ad art. 7 p. 122; Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ss. ad art. 17; Lorandi, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, n. 168 ad art. 17).

2.1. Secondo la giurisprudenza federale (DTF 112 III 1 cons. 1d e implicitamente anche DTF 125 III 391), il terzo debitore è legittimato a ricorrere contro il sequestro per salvaguardare i diritti che la legge gli accorda. La sua legittimazione non è quindi sempre data (cfr. DTF 79 III 3), ma egli deve rendere verosimile che il sequestro pregiudica in modo rilevante i propri interessi di fatto (arrecando importanti disturbi alla sua attività economica, cfr. DTF 80 III 124 s., cons. 2, 96 III 109 cons. 1) o lede i propri diritti (carente indicazione dell’importo massimo da sequestrare, cfr. DTF 103 III 37 s., cons. 1).

2.2. Nel caso concreto, la banca ricorrente allega di essere lesa nei suoi interessi giuridicamente protetti, nella misura in cui il provvedimento impugnato, a causa della sua formulazione poco chiara, potrebbe colpire beni di proprietà di terzi e ingenerare così un pregiudizio. Invero, il danno è in tale ipotesi subìto in modo diretto dai terzi e non dalla banca. Quest’ultima si espone però a una possibile azione di responsabilità da parte del terzo qualora prescinda dall’opporsi a un sequestro illegittimo dei valori affidatile, dal momento che in virtù del suo dovere di diligenza è tenuta a custodire detti valori con la stessa cura dedicata ai propri beni (cfr. Guggenheim, Les contrats de la pratique bancaire suisse, 4a. ed., Ginevra 2000, p. 146 ad c). La banca non può infatti validamente esigere dal cliente che interponga il ricorso a nome proprio, poiché tale esigenza dovrebbe essere considerata quale violazione indiretta del segreto bancario (cfr. art. 47 LB), che la banca è obbligata a preservare fintanto che il sequestro non è definitivo (cfr. DTF 125 III 397, cons. 2e). La ricorrente ha quindi un interesse personale, concreto ed attuale ad impugnare il sequestro, donde la sua legittimazione.

2.3. Il ricorso è d’altronde tempestivo.

  1. La ricorrente sostiene che il sequestro impugnato, a causa della sua formulazione troppo vaga, sarebbe contrario alla legge, abusivo e ineseguibile. Esso configurerebbe un cosiddetto “Sucharrest”, ossia la ricerca indiscriminata e sproporzionata di eventuali averi di pertinenza del debitore. Per quanto concerne gli averi depositati a nome del debitore sarebbe necessaria la menzione della relazione bancaria o perlomeno la sua individuazione specifica, mentre in merito agli averi “detenuti per conto” del debitore si esigerebbe almeno l’indicazione del nome del terzo detentore.

3.1. A partire dalla riforma del diritto esecutivo entrata in vigore il 1° gennaio 1997, le competenze delle autorità di esecuzione forzata sono state limitate al solo controllo della regolarità formale del decreto di sequestro e alle misure d’esecuzione del sequestro propriamente dette, previste dagli art. 91 a 109 LEF (richiamati dall’art. 275 LEF). Per contro, le censure che si riferiscono ai presupposti materiali del sequestro, in particolare quelle che concernono la proprietà o la titolarità dei beni da sequestrare, così come l’eccezione di abuso di diritto, rientrano nella competenza del giudice dell’opposizione (art. 278), sicché una decisione dell'autorità di vigilanza su tali questioni è da considerare nulla (DTF 129 III 203 cons. 2, p. 205 ss. e cons. 3, p. 208; cfr. pure cfr. CEF 2 febbraio 2004 [15.03.210]; 30 gennaio 2003 [15.2003.13]; 22 novembre 2001 [15.2001.286]; 6 marzo 2001 [15.2001.18], cons. 2.1; 3 agosto 1999 [15.1998.117], cons. 2.4 e 3; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 12 s. e 44 ad art. 275; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 50 i.f. ad § 51; Stoffel/Chabloz, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 42 s. ad art. 275). Contro l’esecuzione di un sequestro da parte dell’ufficio di esecuzione è dato ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF unicamente per controllare se le condizioni legali imposte per l’esecuzione del sequestro siano state rispettate oppure quando il decreto (o parte di esso) si rivela manifestamente nullo (art. 22 LEF; Amonn/Walther, op. cit., n. 49 ad § 51 con rif.; Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. III, n. 13 ad art. 275). Anche la questione della designazione dei beni sequestrati è ora di esclusiva competenza del giudice dell'opposizione ai sensi dell’art. 278 LEF (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 44 ad art. 275), riservati i casi in cui un'eventuale carenza impedisce oggettivamente l'esecuzione del sequestro, nel senso che il debitore o il terzo non è in grado di determinare cosa sia stato sequestrato.

3.2. Il sequestro in esame si caratterizza quale sequestro generico ("Gattungsarrest"), il quale è oggi ammesso, purché il luogo di deposito degli attivi, rispettivamente l'identità del terzo debitore siano indicati (cfr. DTF 100 III 28; 103 III 86 e 91; Stoffel, op. cit., n. 29-30 ad art. 272; Reiser, op. cit., n. 45 ad art. 275; Gilliéron, op. cit., n. 53 ad art. 272; troppo restrittivi: Amonn/Walther, op. cit., n. 35 ad § 51), ciò che risulta essere il caso nella fattispecie. Per evitare il rischio di un sequestro puramente esplorativo (cosiddetto "Sucharrest"), il sequestrante deve rendere verosimile, mediante documenti, l’esistenza di almeno una relazione del debitore presso la banca indicata (cfr. CEF 25 luglio 2000 [15.00.75], cons. 4.3; 10 aprile 2000 [14.99.80], cons. 5). Tuttavia, come detto (cons. 3.1), l'esame di questo presupposto è di esclusiva competenza delle autorità giudiziarie di sequestro. La censura non può quindi essere sollevata nell’ambito di un ricorso (giusta l’art. 17 LEF) all’autorità di vigilanza. Di conseguenza, giova in concreto confermare l’esecuzione del sequestro nella misura in cui verte su “ogni avere patrimoniale di qualsiasi natura, compresi crediti, titoli azionari ed obbligazioni e simili depositati a nome del debitore”.

3.3. Il sequestro di beni formalmente intestati a terzi è possibile a determinate condizioni, il cui esame spetta tuttavia esclusivamente al giudice del sequestro (cfr. DTF 125 III 396, cons. 2d/cc; CEF 5 luglio 1999 [14.99.3/6], cons. 4.7). Questa Camera, nella sua veste di autorità di vigilanza, non sarebbe quindi competente per costringere un ufficio esecuzione a non eseguire un decreto di sequestro vertente su averi patrimoniali depositati “per conto del debitore”. In una recente sentenza (DTF 130 III 579 ss.), il Tribunale federale ha però considerato ineseguibile il sequestro di averi bancari depositati su conti non intestati al debitore (sebbene egli risulti esserne l’avente diritto economico) se il nome del titolare della relazione non è indicato sul decreto di sequestro. L’esecuzione di un simile sequestro sarebbe pertanto nulla (art. 22 LEF). A prescindere dai dubbi che si possono avere sull’asserita inattuabilità del sequestro in queste condizioni (posto che le banche sono tenute per legge a far compilare ai propri cliente il formulario “A” relativo alla determinazione dell’avente diritto economico del conto), questa giurisprudenza vincola le autorità cantonali di vigilanza. Il provvedimento impugnato va quindi annullato laddove si riferisce al sequestro degli averi depositati presso la ricorrente “per conto” del debitore.

3.4. Visto quanto precede, le misure d’istruzione richieste dalla sequestrante nelle sue osservazioni sono da considerare irrilevanti. Le censure, modifiche o precisazioni riferite al decreto di sequestro devono infatti essere proposte esclusivamente nell’ambito della procedura di opposizione al sequestro (art. 278 LEF).

  1. Il ricorso va pertanto parzialmente accolto.

Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

richiamati gli art. 17, 20a, 22, 275, 278 LEF, 61 e 62 OTLEF;

pronuncia:

  1. Il ricorso 21 settembre 2005 di RI 1, __________, è parzialmente accolto.

1.1. Di conseguenza il provvedimento 9 settembre 2005 dell’CO 1 riferito all’esecuzione del sequestro n° __________ è così modificato:

“Più precisamente sono da sequestrare presso il __________ (ed in tutte le succursali secondo la sentenza BlSchK 2000, p. 142): ogni avere patrimoniale di qualsiasi natura, compresi crediti, titoli azionari ed obbligazioni e simili depositati a nome del debitore, il tutto fino a concorrenza di fr. 5'005'000.--”.

  1. Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

  2. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

  3. Intimazione a: – RA 3, __________, __________;

– avv. RA 1, __________;

– avv. RA 2, __________.

Comunicazione all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

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Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the bank had standing to challenge the seizure execution

Solution extraite

Yes. The bank had a concrete, current and legally protected interest because it risked liability and had to safeguard the assets under its custody.

Motifs extraits

A third debtor may appeal to protect rights granted by law; the bank cannot require the customer to litigate because that would indirectly breach banking secrecy.

Question juridique clé

Whether the enforcement office lacked territorial competence to execute the seizure

Solution extraite

The office was territorially incompetent for part of the seizure, but the defect did not render the execution void in this context; the issue was not a basis for broader annulment.

Motifs extraits

For a debtor domiciled abroad, a seizure of claims at a Swiss third debtor is linked to the third debtor's Swiss domicile/branch; lack of territorial competence is only annulable, not null, where no third-party interests are involved.

Question juridique clé

Whether the seizure was an impermissible exploratory or overly vague general seizure

Solution extraite

The challenge was only partly admissible at surveillance level. The seizure of assets deposited in the debtor's name could be maintained, but the wording covering assets held 'on behalf of' the debtor had to be annulled because bank accounts not in the debtor's name are unenforceable unless the holder is identified.

Motifs extraits

After the 1997 reform, objections to the material prerequisites and to ownership/title issues fall within the opposition judge's competence, not the surveillance authority's. However, current federal case law treats seizure of unnamed third-party accounts as unenforceable and void.

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