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Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2004.84
Data decisione, Autorità:
01.08.2004, CEF
Incarto n.
15.2004.84
Lugano
- agosto 2004 /FP/fp/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, vicepresidente,
Chiesa e Walser
segretario:
Piccirilli
statuendo sul ricorso 28 aprile 2004 di
RI1
Contro
l’operato dell’
CO1
nell’esecuzione n.
__________ promossa dalla ricorrente nei confronti di
PI1
viste le
osservazioni 13 maggio 2004 CO1
esaminati
atti e documenti
ritenuto
in fatto e considerando in diritto:
che RI1
procede nei confronti di PI1 per l’incasso del proprio credito;
che
il 19 aprile 2004 CO1
emetteva
un attestato di carenza beni nell’esecuzione n. __________, promossa da RI1 nei
confronti di PI1, non essendo stati rinvenuti beni o redditi pignorabili;
che con
ricorso 28 aprile 2004 RI1 si è aggravata contro l’emissione dell’attestato di
carenza di beni a carico di PI1, sostenendo che CO1 non avrebbe eseguito i
necessari accertamenti atti a determinare il reale reddito dell’escusso;
che
nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di
esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al
momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12;
106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà
essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III
13);
che il
debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare sino a concorrenza di
quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni,
compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti
verso terzi (cfr. art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF;
che
l’ufficio di esecuzione deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal
debitore e non è tenuto ad effettuare ricerche atte ad individuare altre
entrate o beni pignorabili ove non vi siano indizi concreti in tale senso, ma
unicamente asserzioni da parte del creditore in merito a presunti redditi
dell’escusso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 12 e 13 ad art. 91LEF);
che nel
caso di specie CO1 ha emesso l’attestato di carenza di beni sulla base delle
dichiarazioni rese dall’escussa in data 19 aprile 2004;
che la
debitrice ha dichiarato di essere vedova e di percepire unicamente la rendita
AVS;
che tale
rendita è impignorabile giusta l’art. 92 cpv.1 n. 9a LEF;
che di
conseguenza CO1 ha agito correttamente, emettendo l’attestato di carenza di
beni nell’esecuzione n. __________ che entro sei mesi
dal ricevimento dell’attestato di carenza di beni la creditrice _RI1 può
proseguire l’esecuzione nei confronti di PI1 senza la necessità di spiccare un
nuovo PE (art. 149 cpv. 3 LEF);
che il
ricorso va pertanto respinto;
che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati
gli art. 17, 20a, 91, 92, 149 LEF; 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
-
Il
ricorso 28 aprile 2004 di RI1, __________ è respinto.
-
Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione
a: – RI1,
– PI1,
Comunicazione
CO1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il vicepresidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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