AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2001.00018
Data decisione, Autorità:
06.03.2001, CEF
Incarto n.
15.2001.00018
Lugano
6 marzo 2001
CJ/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini, Rusca
segretario:
Jaques, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 11 gennaio 2001 di
__________.
Contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti
di Locarno, e meglio contro la diffida 21 dicembre 2000 emessa nei
confronti di __________ ed __________, in esecuzione dei decreti di sequestro
n. __________ e __________ emanati lo stesso 21 dicembre 2000 dal
visto
l’incarto relativo alla procedura ricorsuale,
ritenuto
in fatto: A. In
base ai decreti di sequestro (“Arrestbefehl”) n. __________ e __________
emanati contro __________ e __________ dal __________ il 21 dicembre 2000 per l’importo di fr.
15'501'629.-- (imposte cantonali 1998-1999), risp. di fr. 12'595'292.--
(imposte federali 1998-2000), l’UEF di Locarno ha proceduto, lo stesso giorno,
al sequestro, in particolare, del conto corrente della società ricorrente
__________ __________ (n. 68 del verbale di sequestro del 17 gennaio 2001) per
le imposte cantonali 1998-1999, risp. per le imposte federali 1998-2000, e ha
emesso la relativa diffida nei confronti di __________ nonché __________ (doc.
A).
B. Con
il ricorso in esame, __________ critica il provvedimento dell’UEF di Locarno,
in quanto la formulazione del pignoramento sarebbe troppo generica e sommaria e
non menzionerebbe in alcun modo in che misura il conto corrente della
__________ concerna i coniugi __________. La ricorrente afferma inoltre che il
sequestro del proprio conto corrente non andava eseguito in quanto sarebbe
evidente e risulterebbe comunque dalle stesse allegazioni del resistente che
l’oggetto sequestrato non apparterebbe ai debitori sequestrati bensì ad un
terzo – __________ – che svolgerebbe un‘attività economica indipendente dai
ricorrenti e sarebbe totalmente estranea alla società __________ di natura
offshore, i cui utili sono all’origine delle richieste di garanzia delle
autorità fiscali di __________
C. Il
provvedimento dell’UEF di Locarno è pure stato impugnato dai debitori
sequestrati, ossia __________ e __________ (cfr. inc. 15.2001.00017), per
motivi in parte diversi, di modo che la congiunzione delle due pratiche
ricorsuali, visto anche il loro rispettivo esito, non appare indicata.
D. Nelle
sue osservazioni 5 febbraio 2001, il resistente rileva che __________ sarebbe
azionista unico nonché beneficiario economico di __________. e che il conto
sequestrato sarebbe di sua spettanza. Inoltre, il resistente assevera che
“quale azionista unico il ricorrente dispone incontestabilmente di un conto
corrente nella contabilità aziendale. L’ordine di arresto riguardava
specificamente questo conto interno”. Qualora altri beni della società, in
particolare altri conti, fossero stati sequestrati, il resistente ammette che
il sequestro dovrebbe essere limitato al saldo del conto corrente al giorno
dell’esecuzione del sequestro.
E. L’UEF
di Locarno, nelle sue osservazioni 17 gennaio e 14 febbraio 2001, chiede che i
ricorsi vengano respinti.
Considerato
in diritto:
- Il
ricorso ex art. 17 LEF in materia di sequestro permette solo la contestazione
dei provvedimenti dell’ufficio di esecuzione. Il decreto di sequestro non può
pertanto essere impugnato con ricorso, bensì in via di opposizione ex art. 278
LEF o, per ciò che concerne il sequestrante in caso di reiezione totale
dell’istanza di sequestro, tramite appello. Soltanto l’esecuzione del sequestro
può essere oggetto di ricorso.
1.1. Ha
qualità per ricorrere contro l’esecuzione di un sequestro chiunque sia leso da
questa misura, segnatamente anche i terzi (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 6a ed., Berna 1997, n. 77 ad § 51).
1.2. In
casu, __________ che appare formalmente titolare del conto corrente oggetto del
sequestro, è legittimata a ricorrere contro il sequestro di questo conto.
- Di
principio, l’ufficio di esecuzione deve eseguire il decreto di sequestro senza
stare ad esaminarne la validità materiale. In particolare, non gli compete
verificare la verosimiglianza delle condizioni del sequestro ai sensi dell’art.
272 LEF. Soltanto quando il decreto (o parte di esso) si rivela
incontestabilmente nullo l’ufficio può rifiutarne l’esecuzione, la quale, in
ogni caso, sarebbe pure da considerare nulla ai sensi dell’art. 22 LEF (Amonn/Gasser, op. cit., n. 49 ad §
51 con rif.; Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. III, n. 13 ad art. 275). Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale anteriore alla revisione della LEF, è
segnatamente nullo il decreto di sequestro relativo ad un bene inesistente o
che incontestabilmente appartiene ad un terzo, oppure che designa
insufficientemente il bene da sequestrare (Amonn/Gasser, op. cit., n. 50 ad § 51, con rif.).
2.1. Con
l’introduzione dell’opposizione al sequestro (art. 278 LEF), il potere di
cognizione dell’ufficio di esecuzione si è ancora ridotto (cfr. Pierre-Robert
Gilliéron, Le séquestre dans
la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 140, lett. B; Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 28 ad art. 274;
apparentemente di opinione contraria, ma senza motivazione: Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de
poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 487-488). Infatti, potendo la questione
(materiale) dell’appartenenza dei beni da sequestrare essere riesaminata dal
giudice del sequestro (cfr. art. 278 cpv. 1 LEF) e sottoposta al Tribunale di
appello, a dipendenza del valore litigioso, con ricorso per cassazione o
appello (art. 278 cpv. 3 LEF e 22 LALEF), essa non deve mai (più) essere
esaminata dall’ufficio di esecuzione (cfr. CEF [15.1998.117] 3 agosto
1999, cons. 2.4 e 3; Stoffel, op. cit., n. 49 ad art. 271 e n. 29
ad art. 274; Reiser, op.
cit., n. 16 ad art. 275; contra ma non convincente: Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Vol. II, 4a
ed., Zurigo 1997/99, n. 4 ad art. 275).
L’ufficio non può nemmeno prendere spunto dal fatto che il decreto di sequestro
designi un terzo quale titolare o proprietario dei beni da sequestrare per
rifiutarne l’esecuzione. Il sequestro di beni di terzi è in effetti possibile a
determinate condizioni (cfr. FF 1991 III 119; Stoffel, op. cit., n. 26-27 ad art. 272; già citata CEF
[15.1998.117] 3 agosto 1999, cons. 3), la cui verifica spetta unicamente al
giudice del sequestro e non all’ufficio. Quest’ultimo non è di regola nemmeno
in grado di controllare se la questione è stata esaminata o meno dal giudice,
visto che in linea di massima non gli sono comunicate né l’istanza di sequestro
né la motivazione del decreto di sequestro.
2.2. Giusta
l’art. 170 cpv. 2 LIFD, non è ammessa l’opposizione ex art. 278 LEF contro la
decisione di richiesta di garanzie emanata dall’autorità cantonale fiscale e
parificata, in virtù dell’art. 170 cpv. 1 LIFD, al decreto di sequestro ex art.
274 LEF. I diritti fiscali cantonali prevedono la stessa regolamentazione in
materia di imposte dirette (cfr. art. 78 LAID, RS 642.14; art. 258 della legge
fiscale di __________ [Steuergesetz, StG] del 25 aprile 1982, RS 521.1; cfr.
pure art. 249 LT). La limitazione di potere di cognizione dell’ufficio di
esecuzione vale tuttavia pure rispetto a questi tipi di decreti di sequestro,
visto che possono essere contestati con ricorso di diritto amministrativo
davanti al Tribunale federale, entro trenta giorni dalla notificazione (cfr.
art. 169 cpv. 3 LIFD), il quale gode di un pieno potere di cognizione (cfr.
art. 104 lett. c OG) e potrebbe quindi esaminare anche la questione della
titolarità dei diritti sequestrati (cfr. FF 1991 III 123-124, ad n.
208.7 i.f.). Lo stesso vale per il diritto cantonale: infatti, il diritto
fiscale del __________ prevede un ricorso non sospensivo al Verwaltungsgericht
(art. 257 cpv. 3 StG; cfr. art. 248 cpv. 3 LT che istituisce un ricorso alla
Camera di diritto tributario del Tribunale di appello).
2.3. La
censura di __________ relativa alla nullità del sequestro del conto corrente in
quanto di sua spettanza è quindi irricevibile. Doveva essere fatta valere con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, rispettivamente con
ricorso dinanzi al Verwaltungsgericht di __________. Risulta del resto dalla
dichiarazione fiscale dei coniugi __________ (doc. 1 prodotto dal resistente
con le proprie osservazioni) che i medesimi siano proprietari di tutte le
azioni di __________ ciò che configura una delle condizioni poste dal Tribunale
federale per il sequestro di beni (formalmente) intestati a terzi (cfr. DTF
105 III 112-113, 102 III 165 ss.). D’altra parte, il __________ quand’anche non
nega che il conto sia intestato __________, invoca un’unità economica tra
questa società e i coniugi __________ atta a giustificarne il sequestro,
qualora detto fatto configurasse un abuso di diritto, questione che non compete
a questa Camera esaminare.
-
La
designazione dell’oggetto sequestrato in lite appare sufficientemente chiara e
delimitata. Contrariamente a quanto apparentemente esposto dal __________ nelle
sue osservazioni, solo il conto corrente –se del caso i conti correnti– di
__________. presso __________ risultano posti sotto sequestro. Eventuali “conti
interni” nella contabilità della società a favore dei coniugi __________ non
entrano ovviamente in linea di conto: sarebbero dovuti essere sequestrati
presso la società stessa. D’altra parte, altri conti, non correnti, __________
presso __________ non sono da considerare sequestrati, in mancanza di un ordine
in questo senso nei decreti di sequestro del __________.
-
Ne
consegue la reiezione del gravame.
Sulle
tasse occorre ricordare che ‑ benché la gratuità della procedura sia
contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso
secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de
la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art.
81, p. 804) ‑ siffatto principio è stato codificato per espressa volontà
del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62
cpv. 2 OTLEF).
Richiamati
gli art. 17, 274, 275, 278 LEF, 169, 170 LIFD, 257, 258 StG Nidwalden, nonché
62 OTLEF,
pronuncia:
-
Il
ricorso 11 gennaio 2000 __________, nella misura in cui è ricevibile, è
respinto.
-
Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione:
Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale
autorità di vigilanza
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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