Challenge to asset certificate dismissed in enforcement matter

15.1997.145Autre juridiction29 avr. 1998Dismissed

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Résumé

A creditor challenged an asset certificate issued by the Lugano enforcement office after an unsuccessful wage garnishment, arguing that the debtor had hidden income and assets. The supervisory court held that the office had sufficiently established the debtor's financial situation on the basis of the debtor's own statements and the file, and that suspected concealment could not be investigated coercively within enforcement proceedings. The debtor did not appear for the court's formal questioning. The complaint was dismissed, with no costs or indemnities.

Regest

Art. 17 and 93 LEF; ex officio ascertainment in wage garnishment and issuance of an asset certificate; scope of review in supervisory proceedings. The enforcement authority must investigate ex officio the debtor's income and family needs at the time of garnishment, but only within the limits of the parties' allegations and the objectively available record. If the debtor's declarations and the file do not reveal attachable assets, an asset certificate may be issued. Mere suspicion of hidden income or assets does not permit coercive evidentiary measures in enforcement proceedings; the creditor must resort to criminal remedies. Subsequent changes in circumstances are relevant only through reopening of the garnishment (consid. 1-2).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.1997.145

Data decisione, Autorità: 29.04.1998, CEF

Incarto n. 15.97.00145

Lugano 29 aprile 1998 B/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Cometta, presidente Pellegrini e Zali

segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 20 agosto 1997 di


patr. dall'avv. __________

contro

l’operato dell’ Ufficio esecuzione di Lugano e meglio contro il verbale di pignoramento e l’attestato di carenza di beni 8 agosto 1997 emesso nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente contro


viste le osservazioni 2 settembre 1997 dell’Ufficio esecuzione di Lugano;

ritenuto

in fatto:

A. __________ procede contro __________ per l’incasso di un credito di Fr. 15’524.-- interessi e spese compresi.

B. L’8 agosto 1997 l’UE di Lugano ha emesso un attestato di carenza di beni a carico di __________ non avendo potuto procedere ad un pignoramento di salario e non avendo accertato presso il debitore beni pignorabili.

Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento datato 8 agosto 1997 risulta che l’escusso ha dichiarato di essere coniugato e di avere un figlio nato nel 1989. Paga un canone di locazione di Fr. 1’200.-- e Fr. 480.-- al mese per la cassa malati. Il debitore è invalido al 70% e percepisce Fr. 1’004.-- al mese di AI. La moglie percepisce pure Fr. 1’004.-- al mese di AI. __________ ha poi dichiarato di lavorare saltuariamente quale autista per conto di terzi.

C. Contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni si è tempestivamente aggravato __________ argomentando che l’accertamento dei fatti è stato superficiale, il debitore avrebbe infatti sottaciuto i suoi guadagni da attività non dichiarate, che gli permettono introiti ben più elevati di quanto percepisce dall’AI e di condurre un alto tenore di vita. Negli ultimi quattro mesi si è recato due volte a __________. Egli starebbe pure tacitando le __________ per uno scoperto di Fr. 30’000.--.

D. Con le sue osservazioni l’UE di Lugano ha rilevato di avere convocato __________ per un completamento di interrogatorio, ma che questi non si è presentato. L’UE ha pertanto confermato il suo operato.

Considerato

in diritto:

  1. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

  2. Citato dalla scrivente Camera per essere interrogato formalmente __________ non è comparso.

Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento 8 agosto 1997, steso dall’UE di Lugano e sottoscritto dal debitore, di cui alla narrativa fattuale sub B, emerge che questi ha dichiarato di essere stato edotto che la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati e l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono è punibile secondo gli art. 164,169 e 323 n. 2 Codice penale. Egli ha poi dichiarato che le indicazioni contenute nel verbale sono esatte. Risultando pertanto dalle sue dichiarazioni un introito limitato alle prestazioni AI sia per l’escusso che per la moglie e non potendosi determinare beni patrimoniali pignorabili, l’UE di Lugano ha correttamente proceduto all’emissione dell’attestato di carenza di beni in oggetto.

L’accertamento d’ufficio dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e di quanto emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla veridicità di tali dichiarazioni e della documentazione prodotta dal debitore, il ricorrente deve adire le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso, pur dovendo dar atto al creditore che vi sono non pochi elementi di sospetto sulla situazione reddituale dell’escusso.

  1. Il ricorso 20 agosto 1997 di __________ va quindi respinto.

Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 17 e 93 LEF

pronuncia:

  1. Il ricorso 20 agosto 1997 di __________, è respinto.

  2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

  3. Contro questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

  4. Intimazione: -


Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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