Pension vested benefits seizure upheld despite planned self-employment

15.1995.129Autre juridiction20 juin 1996Dismissed

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Résumé

The debtor complained against the Mendrisio enforcement office's seizure of a vested benefits claim of CHF 163,124.45 plus interest, arguing that the funds were needed to finance a planned self-employed activity, namely the purchase of a bar or shop. The supervisory chamber held that the claim was payable and that the intended use did not make it exempt from seizure. Protection under debt enforcement law covers only indispensable tools for a profession in the strict sense, not capital for a change of profession or a commercial venture. The complaint was dismissed, with no costs and no indemnity.

Regest

Art. 92 no. 13 and no. 3 SchKG; seizure of vested benefits claim intended for self-employment. A vested benefits claim that has become due because the insured person starts an independent activity is not exempt from seizure merely because the debtor intends to use the proceeds as startup capital. The exemption under Art. 92 no. 3 SchKG is restricted to indispensable tools and implements for the exercise of a profession in the strict sense; it does not extend to capital for acquiring or financing a business or to a mere change of profession. The debtor must substantiate the necessity of the requested exemption; unproven investment plans and general entrepreneurial risk do not justify excluding the claim from execution (consid. 2).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.1995.129

Data decisione, Autorità: 20.06.1996, CEF

Incarto n. 15.95.00129

Lugano 20 giugno 1996/B/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Zali

segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sul reclamo 8 maggio 1995 di


patr. dall'avv. __________

Contro

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti di Mendrisio e meglio contro l’atto di pignoramento 4 aprile 1995 emesso nell’esecuzione n. __________ promossa contro il reclamante da


rappr. dal Servizio


viste le osservazioni: - 30 maggio 1995 dell’__________

  1. giugno 1995 dell’UEF di Mendrisio;

completata l’istruttoria;

ritenuto

in fatto:

A. L’__________ procede contro __________ per l’incasso di Fr. 22’555’089.35, interessi e spese compresi.

B. Con atto di pignoramento 4 aprile 1995 l’UEF di Mendrisio ha pignorato il credito vantato dal debitore di Fr. 163’124.45 oltre interessi a titolo di prestazione di libero passaggio, accreditato sul conto di libero passaggio n. __________ intestato alla Fondazione LPP dell’__________.

C. Contro tale provvedimento si è tempestivamente aggravato __________ chiedendo l’annullamento del pignoramento ed il riconoscimento dell’impignorabilità dell’importo pignorato. Il reclamante ha argomentato che dopo essere stato per molti anni dipendente dell’, è stato licenziato per le note vicende penali. Dalla scarcerazione ha usufruito di una modesta indennità di disoccupazione. __________ ha sostenuto di avere immediatamente cercato di intraprendere un’attività lucrativa per sopperire al sostentamento suo e della sua famiglia. Il processo subito e la pubblicità derivatane, gli precludono tuttavia di riprendere l’attività svolta in precedenza, di consulente alla clientela, e di trovare un impiego in una banca o in una finanziaria in Ticino quale dipendente. Da un responsabile del personale dell’ ha ricevuto garanzie verbali in merito al versamento della prestazione di libero passaggo LPP in caso di attività indipendente e trasferimento all’estero. Il reclamante ha poi affermato di avere avuto l’opportunità di acquistare un bar a __________ per intraprendere dall’inizio di febbraio 1995 una nuova attività. Confidando sulle garanzie ricevute aveva costituito una società in accomandita semplice e concluso il contratto di acquisto del bar. Del prezzo complessivo di Lit. 1’200’000’000.-- aveva versato una prima rata di Lit. 25’000’000.--, grazie ad un prestito, la seconda quota di Lit. 175’000’000.-- doveva essere versata entro il 31 gennaio 1995. Il resto di un miliardo di lire doveva venire soluto mensilmente, onorando delle cambiali. La prestazione di libero passaggio pignorata, ha sostenuto il debitore, gli serviva per finanziare la sua nuova attività quale gerente di un bar. I fondi pignorati sarebbero stati indispensabili per potersi procurare gli strumenti necessari. Secondo il reclamante il pignoramento sarebbe contrario alla buona fede e costituirebbe un abuso di diritto.

Interrogato formalmente __________ ha confermato le sue intenzioni di volere aprire un bar a __________ rilevandolo da __________. Quest’ultima, citata quale teste, ha chiesto il rinvio dell’interrogatorio, fissato per il 25 aprile 1995, per motivi di salute. L’interrogatorio è poi stato rinviato al 16 giugno 1995. In data 13 giugno 1995 il patrocinatore del debitore ha comunicato che l’acquisto del bar sarebbe stato probabilmente annullato in seguito al perdurare della procedura ed ha chiesto la sospensione dell’audizione della teste __________, prospettando di comunicare a questa Camera le intenzioni del reclamante in merito alla procedura in oggetto.

Con lettera 30 maggio 1996 il reclamante ha sostenuto la necessità di poter disporre della somma pignorata. Egli ha rilevato che solo sua moglie lavora, percependo un salario mensile di Fr. 3’500.--. Con ca. 150 milioni di lire avrebbe la possibilità di ritirare un bar o un negozio. Ciò gli permetterebbe di iniziare insieme a suo figlio un’attività in proprio e di sopperire così alle necessità della sua famiglia.

D. Delle osservazioni dell’__________ e dell’UEF di Mendrisio si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato

in diritto:

  1. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito, le autorità d’esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo e della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2, 108 III 12 cons. 3, 106 III 13 cons.2, 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento.

a) Ex art. 92 cifra 13 LEF sono escluse dal pignoramento le pretese non ancora esigibili concernenti prestazioni previdenziali contro un’istituzione di previdenza a favore del personale. Ex art. 30 cpv. 2 LPP e 331 c cpv. 4 lett. b CO il pagamento della prestazione di libero passaggio ha luogo, se così richiesto, tra l’altro allorquando l’assicurato inizia un’attività in proprio.

b) In casu è incontestato che la Fondazione collettiva LPP dell’__________, accertata la volontà del reclamante di iniziare un’attività lucrativa indipendente, ha riconosciuto il suo obbligo di versargli la prestazione di libero passaggio, che è divenuta pertanto esigibile (cfr. DTF 119 III 18 ss.).

c) Ex art. 92 cifra 3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi e gli strumenti in quanto necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della sua professione. Tuttavia non qualsiasi attività commerciale gode del beneficio dell’impignorabilità, ma solo la professione in senso stretto (cfr. Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, § 23 m. 16-21 p. 177/178; Pierre Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993 p. 177 e rif. ivi).

d) Protetta è inoltre - in linea di principio - l’attuale professione del debitore, il quale non ha diritto che gli venga assicurato un cambiamento della stessa (cfr. Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schw. Recht, vol. 1, Zurigo 1984, § 24 m. 24 p. 323 e rif. ivi).

e) La ratio degli art. 30 cpv. 2 LPP e 331 c cpv. 4 lett. b CO, che prevedono tra l’altro il pagamento della prestazione di libero passaggio allorquando un lavoratore inizia un’attività lucrativa indipendente, è quella di mettere a disposizione dell’assicurato l’importo che era destinato alla sua previdenza allo scopo di permettergli di iniziare la sua nuova attività.

In casu il reclamante, che ha esercitato per molti anni la professione di consulente alla clientela presso l’__________, chiede l’annullamento del pignoramento allo scopo di potere iniziare, con la somma pignorata, un’attività in proprio. Egli sostiene infatti che con circa 150 milioni di lire avrebbe la possibilità di ritirare un bar o un negozio.

Ora, contrariamente a quanto argomentato da __________, nel caso di specie non sussistono le stesse particolari premesse di cui al reclamo inc. VIG 146/94 del 18 ottobre 1994 da lui citato. Infatti il reclamante non ha dimostrato di dovere sostenere delle spese necessarie ad acquistare gli strumenti che gli permettano di svolgere la sua professione. In casu infatti il debitore intende rilevare un bar o un negozio e pertanto cambiare professione. Un cambiamento di professione non deve comportare tuttavia necessariamente un investimento, tra l’altro non documentato, di 150 milioni di lire, a scapito dei creditori. Infatti se il reclamante intende operare nel settore della ristorazione o della vendita al dettaglio, può cercare un lavoro quale dipendente,ritenuto che non è ragionevolmente sostenibile farsi finanziare dal creditore i rischi aziendali quando la prudenza consiglierebbe di entrare nel nuovo settore d'attività dapprima come dipendente per poter acquisire l'esperienza necessaria per poi mettersi, se del caso, in proprio.

A __________ non può pertanto essere riconosciuta l’impignorabilità della prestazione di libero passaggio, l’investimento previsto non essendo documentato e non essendo destinato a procurargli gli strumenti necessari all’esercizio della sua professione in senso stretto.

  1. Il reclamo 8 maggio 1995 __________ va di conseguenza respinto.

Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 17, 92 cifra 13 LEF, nonchè i disposti citati

PRONUNCIA

  1. Il reclamo 8 maggio 1995 __________ è respinto.

  2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

  3. Intimazione: - __________

per La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente: Il segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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