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Numero d'incarto:
14.2004.5
Data decisione, Autorità:
30.03.2004, CEF
Incarto n.
14.2004.5
Lugano
30 marzo 2004
B/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Chiesa
Segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 3 novembre 2003 presentata da
rappr. da __________
contro
rappr. dall’ __________
sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di __________, con sentenza 12 gennaio
2004 ha così deciso:
"1. È pronunciato il
fallimento della __________, a far tempo da lunedì 12 gennaio 2004 alle ore
14.00.
2./3./4. Omissis."
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che con atto
20
gennaio 2004 ne postula l'annullamento;
ritenuto
che la parte appellata non ha presentatao osservazioni;
rilevato
che con ordinanza presidenziale 20/21 gennaio 2004 all'appello è
stato
concesso effetto sospensivo parziale;
preso
atto che il 18 marzo 2004 l'appellante ha inoltrato un'integrazione all'atto
d'appello;
ritenuto
In fatto:
A. Con istanza 3 novembre 2003 la __________ ha chiesto il
fallimento della __________ per fr. 5'749.35 oltre accessori e dedotti
eventuali acconti.
B. All'udienza di contraddittorio del 17 dicembre 2003 nessuno è
comparso.
C. Con decisione 12 gennaio 2004 la Pretore del Distretto di
__________ ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo dal 12
gennaio 2004 alle ore 14.00.
D. Con atto d'appello 20 gennaio 2004 la __________ ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto di fallimento asserendo di avere saldato il
suo debito nei confronti dell'appellata e producendo una ricevuta postale 14
gennaio 2004 relativa al versamento di fr. 4'809.35 (doc. ) così come uno
scritto datato 14 gennaio 2004 inviato alla Pretura (doc. ), con cui la
__________ ha confermato il pagamento del debito oggetto dell'esecuzione
n________ ed ha ritirato la domanda di fallimento. L'appellante ha rilevato che
dall'estratto 14 gennaio 2004 dell'UE di __________ (doc. _) emergono 29
procedure esecutive promosse tra il mese di giugno 1999 ed il dicembre 2003,
mentre non sussistono attestati di carenza di beni a suo carico. Le menzionate
esecuzioni concernono per la maggior parte procedimenti avviati dalla
__________ per contributi __________, dalla Cassa __________ e dall'Ufficio
__________ per importi abbastanza esegui. La __________ ha sostenuto che con
singoli accordi con i relativi creditori sarebbe possibile evitare il
proseguimento di procedure già avviate. Essa ha poi asserito che le prime
quattro esecuzioni, che appaiono sull'estratto, sono state saldate, lo stesso
vale per l'esecuzione n. __________. Inoltre il 16 gennaio 2004 sono stati
versati sul conto corrente del Tribunale d'appello fr. 1'500.-- a comprova
della propria disponibilità finanziaria (doc. _). L'escussa ha anche sostenuto
che, a proposito del debito IVA di fr. 5'011.45, il 16 gennaio 2004 la
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto le ha scritto di non
poter prendere in considerazione la domanda di rateizzazione, ma che esisteva
la possibilità di chiedere una dilazione di pagamento direttamente all'Ufficio
esecuzione, il che dimostra la piena comprensione di questa creditrice (doc.
_). Inoltre in merito alle imposte alla fonte scoperte ammontanti a fr.
3'241.10, l'ufficio competente le ha comunicato per il tramite del suo capo,
che le sarebbe stata inviata una proposta di pagamento dilazionata. Le
esecuzioni per fr. 3'340.60, fr. 3'390.60 e fr. 3'241.10 concernono d'altro
canto contributi che si ripetono per il loro ammontare trattandosi di un solo
oggetto per il quale si è proceduto più volte. L'appellante ha infine prodotto
due liste 15 gennaio 2004, estratte dalla sua contabilità (doc. _), indicanti
il numero dei clienti debitori per due mesi, la data di scadenza del credito e
i relativi importi, asserendo che per i mesi di gennaio e febbraio 2004
potrebbe incassare fr. 5'480.-- risp. fr. 14'905.--, complessivamente fr. 20'385.--,
senza prendere in considerazione i mesi successivi, che accrescerebbero il suo
incasso.
E. Con integrazione 18 marzo 2004 l'appellante ha prodotto un nuovo
estratto delle sue esecuzioni 12 marzo 2004 e il bilancio al 31 dicembre 2003,
rilevando che gli ultimi debiti risultanti si riferiscono esclusivamente a
imposte alla fonte e all'IVA e che con le relative autorità è stato raggiunto
un accordo di massima che prevede il pagamento rateale degli importi scoperti.
Considerato
In diritto:
1.a) Ex
art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
b) Con l'atto d'appello la __________ ha dichiarato che il decreto
di fallimento le è stato notificato il 13 gennaio 2004, per cui il termine per
appellare ha iniziato a decorrere il 14 gennaio 2004 - ex art. 131 cpv. 1 CPC
nel computo dei termini non essendo compreso il giorno dell'intimazione - per
scadere il 23 gennaio 2004. L'integrazione all'appello 18 marzo 2004, con i
relativi allegati, è pertanto ampiamente tardiva e va estromessa dall'incarto.
2.a) Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia
“unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art.
174 cpv. 2 n. 1 - 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma
è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti,
sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova
in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta postale 14 gennaio 2004 (doc. _) relativa al
versamento di fr. 4'809.35 alla __________ risp. dallo scritto di quest'ultima
14 gennaio 2004 inviato alla Pretura del Distretto di __________ (doc. _) si
evince che la __________ ha saldato l'esecuzione in oggetto n. __________, per
cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1
LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto
23 marzo 2004 dell'UE di __________ emerge che tuttora contro l'appellante sono
pendenti 16 esecuzioni, la prima promossa il 9 giugno 1999. Tra le più recenti
figurano 7 esecuzioni - inoltrate nel 2003 risp. nel 2004 - di cui 4 promosse
dalla Cassa cantonale di compensazione e 3 dalla Confederazione Svizzera per un
importo complessivo di fr. 34'356.75. Per 4 delle menzionate procedure il 20
gennaio 2004 sono già state presentate le domande di proseguimento risp. per
una il 7 agosto 2003 la domanda di realizzazione, mentre per altre 2 procedure
i precetti esecutivi sono stati notificati al debitore senza che sia stata
interposta opposizione. Sempre il 20 gennaio 2004 è stata inoltre presentata la
domanda di proseguimento da parte della Cassa cantonale di compensazione pure
in un'ulteriore procedura promossa nel 2002 per fr. 12'690.30. D'altro canto
gli asseriti crediti della __________, dipendenti dagli abbonamenti da
riscuotere per i mesi di gennaio e febbraio 2004 per complessivi fr. 20'385.--,
non solo non sarebbero sufficienti a coprire nemmeno i menzionati importi posti
in esecuzione negli anni 2003/2004 di complessivi fr. 34'356.75, ma non vi è
certezza alcuna che questi abbonamenti vengano anche effettivamente pagati.
Chiaramente insufficiente a coprire i debiti dell'appellante è pure l'importo
di fr. 1'500.-- depositato presso questo Tribunale. Sulla base delle precedenti
considerazioni si può quindi ritenere che la debitrice non riesce a far fronte
regolarmente ai suoi impegni e che questa situazione perdura già da anni, per
cui può essere ritenuto che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non
avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a
rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere
applicato. Il fallimento della __________ va quindi confermato.
- L'appello 20 gennaio 2004 della __________ va pertanto respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
L’importo
depositato da __________ presso il Tribunale d’appello verrà trasmesso
all’ufficio fallimenti di __________.
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
- L'appello 20 gennaio 2004 della __________ è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento della __________ a far tempo da
giovedì 1° aprile 2004 alle ore 10:00
-
La
tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico della __________. Non si assegnano indennità.
-
L’importo
di fr. 1'500.-- versato dalla fallita verrà trasmesso all’ufficio fallimenti di
__________ a favore della Massa fallimentare __________.
-
Intimazione a:
-
avv.
__________;
-
__________;
-
Ufficio
esecuzione di __________
-
Ufficio
fallimenti di __________;
-
Ufficio
dei registri di __________.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.
Terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
presidente La
segretaria
Tzi implicati
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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