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Numero d'incarto:
14.2003.1
Data decisione, Autorità:
05.02.2003, CEF
Incarto n.
14.2003.1
Lugano
5 febbraio
2003
/B/fc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Chiesa
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 31 ottobre 2002 presentata da
patr. da: __________
Contro
sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5, con sentenza 13 dicembre 2002 ha così deciso:
"1. È pronunciato il fallimento di __________, a
far tempo
da venerdì 13 dicembre 2002 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis."
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da __________ che con atto
23 dicembre 2002 ne
postula l'annullamento;
preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con
ordinanza presidenziale 7/8 gennaio 2003 all'appello è stato
concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Con istanza
31 ottobre 2002 __________ ha chiesto il fallimento di __________ per fr.
1'495.50 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All'udienza
di contraddittorio del 4 dicembre 2002 il debitore non è comparso.
C. Con
decisione 13 dicembre 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
pronunciato il fallimento di __________ a far tempo da venerdì 13 dicembre 2002
alle ore 14.00.
D. Con
atto d'appello 23 dicembre 2002 __________ ha postulato la declaratoria di
nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato il suo debito
oggetto dell'esecuzione in esame n. __________ direttamente all'UE di Lugano,
come si evince dalla ricevuta 20 dicembre 2002 (doc A). L'appellante ha
rilevato di avere saldato, sempre il 20 dicembre 2002, ulteriori debiti nei
confronti della __________, della __________ e un debito di fr. 52.-- nei
confronti dello __________ producendo le relative ricevute 20 dicembre dell'UE
di Lugano (doc. da B a T). Per le imposte cantonali e federali, ancora da
pagare, il debitore ha dichiarato di volere richiedere una dilazione. La
situazione finanziaria in cui si trova è dovuta alla difficoltà di incasso per
lavori già eseguiti.
Considerato
in diritto: 1.
a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità
giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il
debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova
per mezzo di documenti che nel frattempo
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può
considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento
(nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione
agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999)
n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta 20 dicembre 2002 dell'UE di
Lugano (doc. A) si evince che il debitore con il versamento di fr. 1'698.90 ha
saldato l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il
presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che
dall'estratto delle esecuzioni 3 febbraio 2003 dell'UE di Lugano risulta che
contro l'appellante sono ancora pendenti 15 esecuzioni. Per l'esecuzione n.
__________ promossa il 20 febbraio 2002 dalla __________ per fr. 10'581.65 è
già stato eseguito il pignoramento di mobili, mentre per l'esecuzione n.
__________ promossa il 19 settembre 2002 sempre dalla __________ per fr.
9'542.45 è stata inoltrata la domanda di proseguimento.
La
__________ risp. lo __________ hanno promosso contro l'appellante 3 ulteriori
esecuzioni per fr. 10'322.40 risp. fr. 12'866.40 risp. fr. 19'090.80, le quali
sono giunte allo stadio di opposizione totale risp. di notifica del PE al
debitore. Le altre 10 esecuzioni, per importi più modesti, sono state promosse
dalla __________ risp. dalla __________ e sono giunte allo stadio di
opposizione totale.
Orbene,
nonostante il debitore abbia dimostrato di avere saldato, oltre a quella in
oggetto, 17 ulteriori esecuzioni promosse dalla __________ risp. dalla
__________ (doc. da B a T), dal suddetto estratto delle esecuzioni emerge che
contro di lui sono ancora pendenti 15 procedure esecutive che egli non è stato
in grado di saldare. Va poi rilevato che le 15 esecuzioni ancora pendenti sono
state promosse nel 2001/2002, per cui non si può ritenere che si tratti di uno
stato d'illiquidità passeggera. D'altronde la dichiarazione dell'appellante di
voler chiedere una dilazione per i vari debiti per imposte cantonali e federali
è inconferente al fine della determinazione della solvibilità dell'appellante,
atteso che non vi è certezza alcuna che la dilazione verrà anche effettivamente
concessa. Il presupposto della solvibilità non appare pertanto come reso
sufficientemente verosimile, per cui l'art. 174 cpv. 2 LEF non è applicabile.
Il fallimento di __________ va quindi confermato.
- L'appello 23 dicembre 2002 __________ va
quindi respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
- L'appello 23 dicembre 2002
__________ è respinto.
1.1. Di conseguenza è dichiarato il
fallimento di __________ a far tempo da
mercoledì __________ alle ore 10.00.
-
La
tassa di giustizia in fr. 120.--, già anticipata dall'appellante resta a
carico di __________. Non si assegnano indennità.
-
Intimazione
a:
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano,
Sezione
5.
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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