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Numero d'incarto:
14.2002.00043
Data decisione, Autorità:
05.08.2002, CEF
Incarto n.
14.2002.00043
Lugano
5 agosto 2002
B/fc/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini, Rusca
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo
sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 29 agosto 2001 presentata da
contro
(patr. dall'avv. __________)
sulla quale istanza il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna
con sentenza
30 aprile 2002 ha così deciso:
"1. È
pronunciato il fallimento di __________ (ditta individuale), __________, a far
tempo dal giorno 30 aprile 2002 alle ore 15.00.
2./3./4. Omissis".
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto
10
maggio 2002 ne ha postulato l'annullamento;
preso
atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni:
rilevato
che con ordinanza presidenziale 14/15 maggio 2002 all'appello
è
stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Con
istanza 29 agosto 2001 la __________ ha chiesto il fallimento di __________ per
fr. 1'500.-- oltre interessi e spese.
B. All'udienza
di contraddittorio del 20 settembre 2001 nessuna delle parti è comparsa.
C. Con
pronunciato 30 aprile 2002 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna
ha pronunciato il fallimento __________ a far tempo dal 30 aprile 2002 alle ore
15.00.
D. Con
atto 10 maggio 2002 __________ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto
di fallimento, rilevando di avere versato all'UEF di Locarno un importo di fr.
2'000.-- per estinguere l'esecuzione in oggetto compresi interessi ed accessori
(doc. B). Per quel che riguarda la solvibilità l'appellante ha dichiarato di
dovere incassare ancora alcune fatture scoperte che gli permetteranno di
estinguere tutte o quasi le esecuzioni pendenti, per cui si riserva di produrre
la relativa documentazione. L'appellante ha affermato che le sue difficoltà
finanziarie sono anche riconducibili all'assunzione nel 1996 della ditta del
padre, la __________. Come risulta dagli estratti delle esecuzioni dell'UE di
Lugano prodotti (doc. D e E) non sono stati rilasciati attestati di carenza di
beni a suo carico. Il debitore ha poi dichiarato di contestare diverse esecuzioni
e ha rilevato che la quasi totalità delle procedure esecutive si trova allo
stadio di notifica del precetto esecutivo, il che oggettivamente non può far
concludere che egli versi in uno stato d'illiquidità. L'appellante ha poi
rilevato di essere proprietario di diversi fondi a ____________________ e a
__________ ed in comunione ereditaria ad __________ e in __________, come
risulta dalla perizia dell'arch. __________ (doc. E), che l'appellante si è
riservato di completare.
Considerato
in diritto: 1. a) Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici
non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente
far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile
allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene
pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di
esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione
sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta
dell'Ufficio esecuzione di Lugano 3 maggio 2002 (doc. B) emerge che __________
ha depositato presso l'UEF di Locarno fr. 2'000.--. Nel suo atto di appello il
debitore ha dichiarato che tale importo è destinato a estinguere l'esecuzione
in oggetto. Con questo deposito l'appellante ha adempiuto il presupposto di cui
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 risp. n. 2 LEF.
Per quel che concerne
il presupposto della solvibilità va rilevato che l'appellante ha prodotto due
estratti delle esecuzioni dell'UEF di Locarno, ambedue datati 8 maggio 2002,
uno concernente __________ (doc. C) e l'altro concernente la ditta __________.
(doc. D). A questo proposito va osservato che la ditta __________., società in
nome collettivo, è stata sciolta e radiata dal Registro di commercio il
__________ e che il socio __________ continua l'attività con la ditta individuale
__________, il cui status esecutivo risulta dal citato estratto doc. D.
Dall'esame dei predetti estratti risulta che tra il 1996 e il 2000 contro
l'appellante sono state promosse 8 esecuzioni giunte tutte solo allo stadio di
opposizione. Dal 18 giugno 2001 al 17 aprile 2002 a carico di __________ sono
state promosse 20 ulteriori procedure esecutive. Per l'esecuzione n. __________
della __________ è stata presentata la domanda di proseguire, mentre per le esecuzioni
n. __________ risp. __________ risp. __________ della Cassa cantonale di
compensazione per importi varianti tra fr. 930 .80 e fr. 2'497.10 e per le
esecuzioni n. __________ risp. n. __________ risp. n. __________ della Confederazione
Svizzera per importi varianti tra fr. 4'839.95 e fr. 12'963.-- è stato già
emesso l'avviso di pignoramento e il debitore è stato diffidato a presentarsi all'UEF
di Locarno. Inoltre l'11 gennaio 2002 nell'esecuzione n. __________ della
__________ per fr. 2'635.80 è stata emessa la comminatoria di fallimento, mentre
nell'esecuzione n. __________ della __________ il 7 maggio 2002 la domanda di
proseguire l'esecuzione è stata rifiutata, essendo già stato decretato il
fallimento che ci occupa.
Orbene sulla base dei
predetti documenti non può essere ritenuto che __________ sia in grado di far
fronte ai suoi impegni, ritenuto che le esecuzioni promosse riguardano anche
importi modesti.
L'appellante ha poi
prodotto una perizia dell'arch. __________ relativa a sue proprietà immobiliari
situate a __________ e a __________ e in comunione ereditaria ad __________ e
__________. Dalla perizia non risulta tuttavia se l'aggravio ipotecario è
aggiornato. Nonostante l'abbia prospettato, l'appellante non ha completato i
dati forniti, per cui per un fatto a lui imputabile non è data la possibilità
di constatare se vi è un attivo sufficiente. La perizia prodotta è pertanto
inconferente al fine della determinazione della sua solvibilità.
Sulla base delle
precedenti considerazioni il presupposto della solvibilità non appare come reso
sufficientemente verosimile. L'art. 174 cpv. 2 LEF non è quindi applicabile e
di conseguenza il fallimento di __________ non può essere annullato.
- L'appello
10 maggio 2002 __________ va quindi respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello
10 maggio 2002 __________, è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento __________, a far tempo da
giovedì
8 agosto 2002 alle ore 10.00
-
La
tassa di giustizia in fr. 60.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico
di __________. Non si assegnano indennità.
-
Intimazione:
–
Comunicazione alla Pretura
della Giurisdizione di Locarno-Campagna.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
Il
presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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