AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.1999.00003
Data decisione, Autorità:
05.07.1999, CEF
Incarto n.
14.99.00003
14.99.00006
Lugano
5 luglio 1999/MR/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta
dei giudici:
Cometta, presidente
Pellegrini e Zali
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo nelle cause a procedura sommaria di cui agli
inc.n.__________ e n.__________ della Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città
a dipendenza dell’istanza di sequestro __________ di
patr. dall’avv.
contro
e dell’opposizione, con contestuale istanza di
prestazione di garanzia, formulata il __________ da
al decreto di sequestro __________ __________
__________ emanato dal Segretario assessore della Pretura della Giurisdizione
di Locarno-Città ed eseguito il medesimo giorno dall’Ufficio di esecuzione e
fallimenti del Distretto di Locarno (sequestro n.__________);
opposizione ammessa dal Pretore di Locarno-Città che
con decisione del __________ __________ __________ ha cosi statuito:
“1. L’opposizione
__________ luglio __________ di __________ __________ è accolta.
§
Di conseguenza l’istanza di sequestro ____________________ __________
inoltrata da __________ __________ - __________ __________ - __________
__________ è respinta ed il sequestro ordinato __________ luglio 1998
(n.__________ UEF di Locarno) è revocato.
-
L’istanza di prestazione di garanzia presentata da
__________ __________ è respinta.
-
Le
spese e la tassa di giudizio per complessivi Fr. 2’000.-- sono poste a carico
della __________ per 4/5 e per 1/5 a carico di __________ __________.
La
__________ __________ - __________ __________ - __________ __________ rifonderà
a __________ __________ il montante di Fr. 10’000.-- a titolo di ripetibili
ridotte.
- omissis.”
decisione dedotta in appello, con atto di appello 31
dicembre 1998 (inc.n.________) da
chiedente sia giudicato:
“A. L’appello
di __________ __________, ha effetto sospensivo.
B. L’appello
di __________ __________, è dichiarato ricevibile e quindi accolto in ordine.
C. L’appello
di __________, è accolto nel merito, di conseguenza la sentenza 18 dicembre
1998 della Pretura della Giurisdizione di __________ di cui all’incarto n.______________è
annullata e riformata come segue:
L’istanza è respinta.
-
Le
spese e la tassa di giudizio, nonché l’indennità per ripetibili di prima
istanza sono integralmente a carico di, __________.
-
Le
tasse e spese giudiziarie, nonché le ripetibili di seconda istanza sono a
carico di __________.”
e
con atto di appello 5 gennaio 1999 (inc.n._____) da
chiedente a sua volta sia giudicato nel merito:
“1. L’appello
è accolto. Di conseguenza:
1.1. La
domanda di prestazione di garanzia del signor __________ __________ è accolta.
1.2. E’
fatto ordine alla __________ __________ di versare nel termine di 10 giorni un
deposito di garanzia di Fr. 25’000’000.-- oppure una fideiussione bancaria
solidale di pari importo emessa da primario istituto di credito svizzero al
Tribunale d’appello del Canton Ticino, pena la revoca del sequestro 13 luglio
1998.
1.3. Le
spese e la tassa di giustizia di fr. 2’000.-- è posta interamente a carico
della __________ __________ - __________ __________ -Gesellschaft GmbH, la
quale rifonderà al signor _________ il montante di Fr. 15’000.-- a titolo di
ripetibili.
- Protestate
tasse, spese e ripetibili.”
e in via
cautelare:
“1. La
domanda di cui al punto 1.2. è immediatamente esecutiva.
Di
conseguenza è fatto ordine alla __________ ____________________ __________
__________ -__________ __________ di versare nel termine di 10 giorni un
deposito di garanzia di Fr. 25’000’000.-- oppure una fideiussione bancaria
solidale di pari importo emessa da primario istituto di credito svizzero al
Tribunale d’appello del Canton Ticino, pena la revoca del sequestro 13 luglio
1998.
- Protestate
tasse, spese e ripetibili.”
Viste le osservazioni 8 febbraio 1999 di
_______all’appello 5 gennaio 1999 di __________ __________ (inc.n.________);
Viste le
osservazioni 11 febbraio 1999 di __________ __________ all’appello 31 dicembre
1998 di __________ (inc.n.__________);
Ritenuto
in fatto: A. Con
istanza 10 luglio 1998 contro __________ __________ , indicato come
domiciliato a __________ (), (in seguito __________), ha chiesto il
sequestro alla Pretura della Giurisdizione di __________ presso il __________
__________ a __________ di "beni di ogni genere, siano essi titoli, depositi,
conti, carte valori, somme in contanti, opzioni o altri diritti, crediti in
qualsiasi valuta, metalli o altri averi in deposito aperto o chiuso, crediti
risultanti da affari fiduciari, appartenenti al debitore, siano essi intestati
a suo nome o che la banca sa, pur essendo intestati a terzi, essere di
pertinenza del debitore, inoltre beni direttamente o indirettamente in nome
proprio del debitore o su conti cifrati, sotto rubrica convenzionale, in
cassette di sicurezza o in qualunque altro modo" fino a concorrenza di un
credito di Fr. 50'000'000.-- oltre accessori derivante da responsabilità
contrattuale e da atto illecito in relazione alla vendita della __________
__________. Quali cause del sequestro sono stati indicati l’art. 271 cpv.1.n.2
LEF (trafugamento di beni, latitanza o rischio di fuga del debitore) e l’art.
271 cpv.1 n.4 LEF (dimora all’estero del debitore).
B. Il
13 luglio 1998 il Segretario assessore ha ordinato - sulla base dell'art. 271
cpv. 1 n. 2 e 4 LEF e per un credito di Fr. 50'000'000.-- oltre accessori - il
sequestro di quanto indicato dalla __________, riprendendo alla lettera nel
decreto la descrizione dei beni da sequestrare proposta dalla creditrice. Il
medesimo giorno l'UEF di Locarno ha proceduto all'esecuzione del sequestro (n.
__________) presso il __________ __________ di __________, il quale pur non
pronunciandosi sull'esistenza dei beni indicati nel decreto di sequestro, ha
dichiarato di aver preso atto dell'avvenuto sequestro. Copia del verbale di
sequestro è stata spedita alle parti il 21 luglio 1998, al debitore per
rogatoria.
C. Con
atto 30 luglio 1998 __________ __________ ha formulato tempestiva opposizione
al sequestro, chiedendo di essere convocato per il contraddittorio.
D. Alle
udienze in contraddittorio del 9 ottobre 1999 e del 20 novembre1999, __________
__________ si è opposto al sequestro 13 luglio 1998, chiedendone in via
principale l’annullamento integrale, in via subordinata l’annullamento del
decreto di sequestro nella misura in cui si riferisce a beni “che la banca sa,
pur essendo intestati a terzi, essere di pertinenza del debitore”
rispettivamente a beni “indirettamente in nome proprio del debitore”.
Contestualmente all’opposizione, il debitore sequestrato ha postulato che sia
fatto obbligo alla __________ di prestare, entro dieci giorni dall’udienza, una
garanzia ex art. 273 LEF dell’importo di Fr. 25’000’000.-- pena la revoca del
sequestro, con protesta di tasse, spese e indennità.
Da
parte sua __________ ha integralmente confermato l’istanza di sequestro,
opponendosi a sua volta alla richiesta di garanzia della controparte.
E. Con
decisione unica 18 dicembre 1998 il Pretore ha ammesso l’opposizione 30 luglio
1998 di __________ __________ e annullato il sequestro 13 luglio 1998 ed ha
respinto l’istanza di prestazione di garanzia di __________ __________,
caricando le spese e la tassa di giustizia di complessivi Fr. 2000.-- per 1/5 a
__________ __________ e per 4/5 a __________, con l’obbligo per quest’ultima di
rifondere alla controparte Fr. 10’000.-- a titolo di “ripetibili ridotte”. In
sostanza il Pretore ha ritenuto innanzitutto come non data la causa di
sequestro ex art. 271 cpv. 1 n.1 LEF, il creditore non avendo reso verosimile
in particolare che il debitore sia intento a trafugare i suoi beni per
sottrarsi ai suoi obblighi, né che vi sia un rischio concreto per il futuro,
non bastando del resto l’ipotesi di (asserite) malversazioni operate dal
debitore negli anni precedenti a danno della stessa istante.
Quanto
alla causa dell’art. 271 cpv. 1 n.4 LEF, dopo aver richiamato la nozione di
domicilio del diritto civile di cui all’art. 23 CC, il primo giudice - sulla
base di un confronto tra gli elementi presentati da __________ quali indizi
sull’esistenza di un domicilio del debitore in un appartamento a __________ e
quelli di segno contrario addotti dalla sequestrante - ha ritenuto che
__________ non sia riuscita a rendere verosimile l’assenza (attuale) di un
domicilio in Svizzera del debitore sequestrato, condizione per ammettere la
causa ex art. 271 cpv.1 n.4 LEF.
Sulla
richiesta di garanzia ex art. 273 LEF, il Pretore - lasciando aperta la
questione se una garanzia possa essere imposta anche nel caso in cui il
sequestro venga revocato a seguito di opposizione - ha respinto l’istanza, non
avendo a suo dire il debitore fornito alcun elemento atto a giustificare la
prestazione di una garanzia di Fr. 25’000’000.--, né in punto alla natura e
all’ammontare dei beni sequestrati, né circa il danno che gli deriverebbe da un
sequestro ingiustificato.
F. Con
appello 31 dicembre 1998 __________ chiede la riforma dei dispositivi n.1
(opposizione al sequestro) e n.3 (tasse, spese e indennità) del giudizio
pretorile, nel senso di respingere l’opposizione al sequestro formulata da
__________ __________, con il carico delle tasse e delle spese di prima e
seconda sede al debitore sequestrato. In primo luogo la creditrice sequestrante
contesta la conclusione del primo giudice circa l’assenza della causa ex art.
271 cpv. 1 n.1 LEF, atteso che “emerge dalle tavole processuali come
l’appellato dimostri una notevole capacità in manovre tendenti a trafugare beni
sottoposti a crediti di terzi (...)”. A conferma di tale intento starebbe anche
il tentativo di simulare una donazione di propri beni a favore della convivente
__________ __________, che infatti li ha rivendicati nell’ambito di un
sequestro precedentemente ottenuto da __________ sempre nei confronti di
__________; donazione che tuttavia è stata ritenuta nulla siccome simulata,
conclusione questa confermata anche dal Tribunale federale con sentenza 11
giugno 1998.
Per
quanto riguarda la seconda causa di sequestro invocata, non solo gli elementi
addotti da __________ non costituirebbero indizi sufficienti di un domicilio
del debitore in Svizzera, ma la stessa ammissione del suo patrocinatore secondo
cui __________ viaggerebbe di frequente, soggiornando in ville di sua proprietà
site in più luoghi all’estero, renderebbe poco plausibile la tesi, accolta dal
Pretore, secondo cui il centro della vita del debitore si troverebbe in un
appartamento di pochi locali a __________, condiviso con la convivente.
__________ ritiene pertanto realizzata anche la causa dell’art. 271cpv.1 n.4
LEF, atteso che il legame sufficiente del credito del sequestro con la Svizzera
sarebbe dato dal fatto che il pagamento del prezzo di vendita della __________
__________ sarebbe avvenuto presso la ex __________ di __________.
G. Nelle
sue osservazioni 11 febbraio 1999 all’appello di __________, __________
__________ postula la reiezione del gravame, con protesta di spese e ripetibili
d’appello. In sostanza non solo le cause di sequestro non sarebbero date - così
come concluso dal Pretore - ma neppure sarebbero stati resi verosimili
l’esistenza e il legame sufficiente con la Svizzera del credito del sequestro
nonché l’appartenenza dei beni al debitore nella misura in cui l’istanza di
sequestro si riferisce a beni intestati a terzi.
H. Con
appello 5 gennaio 1999 __________ __________ postula a sua volta la riforma dei
dispositivi n. 2 (garanzia) e n.3 (tasse, spese e indennità), nel senso di
accogliere integralmente l’istanza di prestazione di garanzia, caricando tasse
e indennità di prima e seconda sede alla controparte. In via cautelare
__________ __________ chiede che sia fatto ordine alla __________ di versare
nel termine di 10 giorni un deposito di garanzia di Fr. 25’000’000.-- oppure
una fideiussione bancaria solidale di pari importo di primario istituto di
credito svizzero presso il Tribunale d’appello “pena la revoca del sequestro 13
luglio 1998”. Con il gravame __________ afferma che la garanzia ex art. 273 LEF
avrebbe il duplice scopo da un lato di assicurare il risarcimento del danno
derivante da un sequestro ingiustificato e dall’altro di “assicurare un
effetto preventivo e deterrente contro i sequestri abusivi”; in concreto
l’imposizione di una garanzia sarebbe stata senz’altro giustificata in quanto:
la stessa decisione del Pretore che ha revocato il sequestro ne proverebbe il
carattere abusivo; l’esistenza del credito del sequestro - per il quale non è
stato prodotto né un riconoscimento di debito, né una decisione definitiva ed
esecutiva - sarebbe dubbia, nella causa pendente da otto anni in __________ non
essendo stato ancora provato né quantificato il presunto danno; la __________ non
dispone di un foro esecutivo in Svizzera; vi sarebbero infine dubbi sulla
capacità finanziaria della controparte. Quanto all’ammontare della garanzia,
che oltre al danno diretto dovrebbe coprire anche le spese derivanti
dall’azione di convalida, esso dovrebbe considerare l’indisponibilità per
almeno altri 5 -7 anni dei beni sequestrati, tenuto conto della durata
prevedibile e della complessità della causa che __________ considera di
convalida pendente in __________; l’ammontare del credito del sequestro - che
in concreto ammonta a Fr. 50’000’000, per cui volendo fissare una garanzia
minima forfetaria del 10% si otterrebbe un importo di almeno Fr. 5’000’000.--;
la natura dei beni sequestrati quali averi depositati in banca, nonché la
situazione finanziaria delle parti (creditore, debitore e terzo colpito dal
sequestro).
I. Nelle
sue osservazioni 8 febbraio 1999 all’appello di __________ __________,
__________ propone in via principale l’integrale reiezione del gravame, in via
subordinata il parziale accoglimento dell’istanza di prestazione di garanzia
nel senso di fare ordine al __________ __________ di __________ di documentare
il genere e l’ammontare dei beni colpiti dal sequestro, nonché la forma attuale
del loro impiego o investimento, fissando un termine alle parti per inoltrare
le proprie conclusioni scritte alla luce dei documenti prodotti; in via più
subordinata l’accoglimento parziale dell’istanza di prestazione della garanzia
nella misura di Fr. 50’000.-- da prestarsi entro un termine di trenta giorni.
L.
Con atti 13 aprile 1999 e 2 giugno 1999 __________ ha presentato a questa
Camera istanza di restituzione in intero per produzione di nuove prove.
Considerando
in diritto:
- Congiunzione
degli incarti __________ e __________
L’appello
di __________ è diretto contro la sentenza 18 dicembre 1998 di primo grado di
non concessione del sequestro (dispositivi n.1 e 3); l’appello di __________ è
diretto contro la decisione 18 dicembre 1998 di non concessione della garanzia
ex art. 273 LEF riferita al sequestro chiesto da . I gravami sono
quindi sostanzialmente incentrati sul medesimo complesso fattuale - tanto più
che la garanzia va considerata accessoria al sequestro - di modo che anche per
ragioni di economia processuale le cause inc. e __________ possono
essere congiunte ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro
autonomia nel senso che i dispositivi (principali) restano separati e possono
essere impugnati anche singolarmente.
- Sull’istanza
cautelare 5 gennaio 1999 di __________ __________
Sulla
base dell’art. 377 cpv.2 CPC, e contestualmente all’appello 5 gennaio 1999
contro la reiezione della istanza di prestazione di una garanzia ex art. 273
LEF, __________ __________ chiede “in via cautelare” che “la domanda di cui al
punto 1.2.” (del petitum d’appello) sia “immediatamente esecutiva” e di
conseguenza che sia “fatto ordine alla __________ ____________________
__________ __________ -__________ __________ di versare nel termine di 10
giorni un deposito di garanzia di Fr. 25’000’000.-- oppure una fideiussione
bancaria solidale di pari importo emessa da primario istituto di credito
svizzero al Tribunale d’appello del Canton Ticino, pena la revoca del sequestro
13 luglio 1998”. Ora la misura chiesta configura all’evidenza un’anticipazione
- inammissibile - del giudizio sull’oggetto specifico dell’appello, che verte
appunto sull‘obbligo per la creditrice sequestrante di prestare una garanzia ex
art. 273 LEF, rispettivamente per quale ammontare. L’istanza cautelare, così
come formulata, risulta pertanto d’acchito irricevibile.
- Sulle
istanze di restituzione in intero per produzione di prove in appello 13 aprile
1999 e 2 giugno 1999 di __________
Per
diritto federale, in sede di ricorso contro la decisione di primo grado
sull’opposizione al sequestro le parti possono avvalersi di fatti nuovi (art.
278 cpv. 3 secondo periodo LEF, ripreso dall’art. 22 cpv. 4 LALEF). Per il
resto in tema di sequestro la procedura davanti all’autorità cantonale è retta
dal diritto cantonale (art. 25 n.2 lett.a LEF; cfr. Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
6. ed., Berna 1997, §51 n.74 p. 421), nel Cantone Ticino in particolare dagli
art. 19 ss. LALEF, atteso che per l ’art. 25 LALEF le disposizioni del Codice
di procedura civile valgono soltanto quale diritto suppletorio. Ora un’istanza
di restituzione in intero per produzione di nuove prove in sede di appello -
che per l’art. 140 CPC va trattata in conformità degli art. 92 e 93 CPC in modo
da garantire il diritto di essere sentite delle parti - risulta inammissibile
nell’ambito di una procedura sommaria in tema di esecuzione e fallimenti avuto
riguardo alla specificità della normativa LEF che impone di prescindere da
quanto è incompatibile con il principio di celerità. La facoltà di addurre
nuovi fatti e mezzi di prova, garantita dal diritto federale in caso di
sequestro, va quindi limitata temporalmente alla fase dello scambio degli
allegati, per la presentazione dei quali è stabilito il termine ridotto di
dieci giorni (art. 22 cpv.1 LALEF). Va tuttavia rilevato che da questa
limitazione procedurale non deriva un pregiudizio irreparabile alle creditrice
sequestrante, i nuovi elementi di fatto potendo essere fatti valere nell’ambito
di nuova procedura di sequestro.
Sull’appello
31 dicembre 1998 di __________ (inc.n. __________)
4.1. Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n.1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n.2 lett.a LEF), è retta
dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.
4.2. Prima
di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi
addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza
del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore
(art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per
valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni
appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro
fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del
creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e
della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di
convincersi - sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture
o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi
organi o persone ausiliarie - che in concreto le circostanze di fatto rilevanti
si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario. Giova
tuttavia ricordare che relativamente all’esistenza dei presupposti processuali
- il cui esame avviene d’ufficio e in ogni stadio di procedura - non basta
invece la sola verosimiglianza (cfr. Dominik
Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG,
in: ZBJV 1994, p.596 e 607s.).
4.3. Concesso il sequestro,
chi è toccato nei suoi diritti può fare opposizione al giudice del sequestro
entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF). In
tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art. 20ss.
LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la
possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv.2 LEF) rispettivamente di addurre
fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al sequestro, il giudice che lo
ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla domanda sequestro e
verificare - pur con il medesimo potere di cognizione esercitato in precedenza
(cfr. Betrand Reeb, Les mesures provisoires
dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.478; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in
BlSchK 1995, p.135) - se alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte
le condizioni del sequestro - contestate dall’opponente - risultano ancora
sufficientemente verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora
soddisfatto quel grado di verosimiglianza necessario per la sua concessione
(cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §51
n.71, p.420), atteso che resta onere del creditore sequestrante fornire al
giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III,
n.38 ad art.278 LEF).
4.4. La nuova decisione
(sull’opposizione) - sia essa di annullamento o di conferma del sequestro - può
essere a sua volta impugnata entro dieci giorni all’autorità giudiziaria
superiore (art. 278 cpv.3 primo periodo LEF) - nel Cantone Ticino alla Camera
di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF e art. 14
e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli 8’000.--
franchi, alla Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22
LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG). L’autorità superiore deve verificare -
sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti ed
eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono avvalere (art.
278 cpv.3 secondo periodo LEF) - se nel caso concreto in relazione al realizzarsi
delle condizioni del sequestro addotte dal creditore - e contestate dalle parti
- è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per la concessione
rispettivamente il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in
caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha
confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha
annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.74, p.421; Reeb, op.cit., p.482).
4.5. Il sequestro in esame
è stato chiesto sulla base dell’art. 271 cpv. 1 numeri 2 e 4 LEF, cause di
sequestro entrambe escluse dal Pretore dopo discussione sull’opposizione di
__________ __________ e riproposte dalla creditrice sequestrante in sede di
appello.
Per l’art. 271 cpv.1 n.2
LEF il sequestro può essere chiesto - anche per crediti non ancora scaduti -
quando il debitore, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue
obbligazioni, trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere
la fuga. In particolare per trafugamento di beni si devono intendere tutti
quegli atti del debitore sui propri beni - quali ad esempio l’occultamento, la
donazione, la svendita o il trasferimento all’estero - suscettibili di ridurre
o annullare il substrato esecutivo su cui il creditore potrebbe contare
procedendo in via esecutiva in Svizzera. Dal profilo soggettivo occorre
tuttavia che vi sia l’intenzione del debitore di sottrarsi mediante tali atti
all’adempimento delle sue obbligazioni (cfr. Amonn/Gasser,
op.cit., §51 n.13s. p.408s; Walter
Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, Vol.III,
n.61ss. ad art.271 LEF; DTF 119 III 93 cons.3b). Una misura urgente e incisiva
come è quella del sequestro si giustifica inoltre in linea di principio
soltanto quando la minaccia per i diritti del creditore derivante dal
comportamento del debitore risulta attuale e concreta.
In sostanza __________
ravvisa gli estremi dell’art.271 cpv.1 n.2 LEF da un lato nelle pretese
“malversazioni” che __________ avrebbe operato ai danni del __________
__________ prima della sua vendita alla stessa __________ (in particolare in
relazione a una transazione avvenuta tra __________ __________ e __________ nel
1986, con trasferimento di parte dell’importo incassato da __________
__________ __________ - ca. 15 milioni di marchi - su un conto di cui
__________ sarebbe il beneficiario, cfr. istanza di sequestro, pp.11 a 13) e
dall’altro lato nella simulazione di una donazione alla propria convivente
__________ __________ degli averi depositati su un conto presso la __________
di __________, a loro volta oggetto di un sequestro chiesto nel 1991 dalla
stessa __________ nei confronti di __________.
Per
quanto riguarda le asserite malversazioni operate da __________ ai danni del
__________ __________, giustamente il Pretore ha rilevato che le stesse -
quand’anche fossero verosimili - non potrebbero a priori configurare un
comportamento del debitore tale da giustificare la concessione del sequestro ex
art. 271 cpv.1 n.2 LEF; infatti gli atti del debitore suscettibili di ridurre o
azzerare il substrato esecutivo in Svizzera non devono già costituire l’atto
fraudolento all’origine della pretesa stessa (di risarcimento) del creditore,
bensì devono essere tali da metterne in pericolo l’esecuzione (forzata).
Tali atti non possono quindi che essere posteriori alla nascita del credito la
cui esecuzione si vuole da essi minacciata. Le “malversazioni” cui si riferisce
__________ sono invece gli stessi atti sui quali essa fonda il proprio credito
nei confronti di __________ (cfr. istanza di sequestro).
Quanto
invece al tentativo di trafugamento mediante simulazione di donazione, se da
una parte la (pretesa) donazione di __________ a __________ __________ è stata
compiuta nel 1990, dall’altra parte va tenuto conto che la tesi della donazione
è stata fatta valere nell’ambito di un sequestro chiesto dalla __________ a
garanzia del medesimo credito sotteso al sequestro qui in esame, che è stata
sostenuta fino al Tribunale federale e che è stata respinta definitivamente -
appunto perché l’atto in questione è stato ritenuto simulato - con sentenza 11
giugno 1998, quindi poco prima dell‘istanza di sequestro 10 luglio 1998. Alla
luce di questi elementi va quindi riconosciuta l’esistenza di un fondato
rischio che __________ __________ tenti nuovamente di trafugare i suoi beni in
Svizzera a danno della (stessa) creditrice sequestrante. In questo senso si
giustifica la concessione del sequestro sulla base dell’ art. 271 cpv.1 n.2 LEF
senza necessità di esaminare l’esistenza della seconda causa invocata.
4.6. Oltre
alla causa del sequestro, il creditore deve rendere verosimile l’esistenza del
credito a tutela del quale ha chiesto il sequestro (art. 272 cpv.1 n.1 LEF). Il
credito vantato da __________ nei confronti di __________ __________ trae
origine dalla pretesa inadempienza del debitore nell’esecuzione del contratto 6
aprile 1989 relativo alla vendita alla creditrice sequestrante (allora
__________ __________ , cfr. doc. -inc.) della
totalità delle quote della __________ , , per un prezzo di
complessivi DM 226’750’000.--, di cui DM 213’792’860.-- a favore di __________
(cfr. doc. -inc.). Nell’istanza di sequestro __________ precisa
che il credito sotteso al sequestro di Fr. 50’000’000.-- “costituisce (...)
solo una parte del credito vantato dall’istante e fatto valere in sede
giudiziale a titolo di risarcimento danni per grave inadempienza contrattuale,
rispettivamente per atto illecito” (istanza di sequestro 10 luglio 1998, p.3).
Con petizione unica 2 aprile 1990 __________ e __________ altre società hanno
infatti convenuto in giudizio, davanti al __________ di , __________
__________ unitamente ad altre __________ persone chiedendo in particolare la
condanna di __________ al pagamento di DM 131’989’926.98 oltre accessori quale
__________ ” (cfr. doc. -inc., in particolare pp.2 e 4).
Per siffatta causa - tuttora pendente - è stato versato da parte attrice un
anticipo spese processuali di DM 1’750’000.-- (doc.__________ e__________ -inc.__________).
Alla luce di questi elementi ben si può ammettere che in relazione
all’esistenza del credito vantato da __________ è stata raggiunta quella
verosimiglianza (minima) richiesta dall’art. 272 cpv.1 n.1 LEF.
4.7. L’appartenenza
al sequestrato dei beni designati costituisce il (terzo) presupposto per la
concessione del sequestro (cfr. art. 272 cpv.1 n.3 LEF), il quale può infatti
colpire soltanto beni di proprietà del debitore rispettivamente crediti di cui
egli è titolare (DTF 105 III 112), atteso che secondo la costante
giurisprudenza del Tribunale federale determinante è in linea di principio la
realtà giuridica, e non quella economica (DTF 107 III 104 cons. 1; Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.7 p.407):
sono quindi esclusi dal sequestro, in quanto considerati beni di terzi, tutti
quelli che secondo le regole del diritto civile appartengono a una persona
fisica o giuridica differente dal debitore sequestrato (DTF 106 III 89, 105 III
112). Soltanto in casi eccezionali si può tenere conto dell’identità economica
fra il debitore escusso e il terzo (DTF 105 III 112-113, 102 III 165 ss.).
Pertanto, nella misura in cui i beni di cui è chiesto il sequestro si trovino in
possesso di un terzo o figurino a nome di un terzo, il creditore sequestrante
deve rendere verosimile che quei beni appartengono in realtà al debitore
sequestrato (cfr. art. 272 cpv.1 n.3 LEF;
Messaggio concernente la revisione della LEF dell’8 maggio 1991, in: FF
1991 III p.119; Stoffel, op.cit.,
n.61ss. ad art.271 LEF, n.25 e 26 ad art.272 LEF).
In
concreto __________ ha chiesto il sequestro, presso il __________ __________ di
__________ e fino a concorrenza di un credito di Fr. 50'000'000.-- oltre accessori,
di "beni di ogni genere, siano essi titoli, depositi, conti, carte valori,
somme in contanti, opzioni o altri diritti, crediti in qualsiasi valuta,
metalli o altri averi in deposito aperto o chiuso, credito risultanti da affari
fiduciari, appartenenti al debitore, siano essi intestati a suo nome o che la
banca sa, pur essendo intestati a terzi, essere di pertinenza del debitore,
inoltre beni direttamente o indirettamente in nome proprio del debitore o su
conti cifrati, sotto rubrica convenzionale, in cassette di sicurezza o in
qualunque altro modo". Il decreto di sequestro 13 luglio 1998 ha ripreso
alla lettera la formulazione dell’istanza.
L’esistenza
di una relazione bancaria di __________ presso il __________ di __________ è
stata resa sufficientemente verosimile dall’avviso di accredito (doc.
__________ -inc.) relativo al pagamento di spese processuali (doc.
__________ -inc.), di modo che averi intestati a __________ che si
trovano presso quella banca possono senz’altro essere posti sotto sequestro.
Con la formulazione dell’istanza di sequestro - ripresa tale e quale dal primo
giudice - è chiesto tuttavia anche il sequestro di beni formalmente intestati a
terzi ma “che la banca sa (...) essere di pertinenza del debitore” rispettivamente
beni “indirettamente in nome proprio del debitore”. Come detto il sequestro di
beni che apparentemente non appartengono al debitore non è escluso a priori
quando il creditore renda verosimile che - malgrado l’apparenza - in realtà
quei beni sono di proprietà del sequestrato. Al riguardo ,
all’udienza di contraddittorio 9 ottobre 1998, si è limitata a precisare di non
aver “mai chiesto il sequestro di beni di terzi bensì esclusivamente il
sequestro di beni del debitore che si trovassero su relazioni bancarie che non
fossero necessariamente intestate a quest’ultimo, bensì a società di comodo o a
teste di legno” (verbale 9 ottobre 1998, p.4). Per il resto ha rinviato a
quanto esposto nelle osservazioni 13 agosto 1998 presentate al ricorso 21
luglio 1998 del __________ __________ contro l’esecuzione del sequestro (inc.n.)
e di cui ha prodotto copia (quale doc. __________ - inc.__________). In
quell’allegato __________ afferma in particolare che l’intestazione di un conto
bancario crea soltanto “la presunzione sulla proprietà dello stesso da parte
della persona che apre siffatta relazione bancaria”, che “la titolarità di un
conto viene spesso sfruttata per simulare la proprietà del titolare, quando
invece la proprietà è effettivamente di un terzo”, che la legislazione svizzera
ha quindi introdotto il concetto di avente diritto economico e in
particolare gli art. 305ter CP, art. 4 LRD nonché l’art. 9 dell’Ordinanza della
Commissione federale delle banche sulle borse e il commercio di valori
immobiliari del 25 giugno 1997 (OBVM-CFB) “prevedono di conseguenza l’obbligo
di dichiarare chi sia l’avente diritto economico al momento dell’apertura di
una relazione bancaria, della stipulazione di una transazione patrimoniale, di
una partecipazione a titoli borsistici”, che “sarebbe troppo semplice se il
debitore, facendo simulare la titolarità di un conto attraverso l’intestazione
ad un terzo (cosiddetto Strohmann) riuscisse a sviare i creditori,
eludendo nei loro confronti la possibilità di chiedere un sequestro”, che
infine “il principio dell’unitarietà del sistema legale svizzero implica che il
concetto di avente diritto economico valga egualmente per (tutto) il diritto
pubblico, come per quello amministrativo”. A sostegno della tesi secondo cui
presso il __________ di __________ vi siano conti intestati a terzi che fungono
da “Strohmänner” di __________ non è stato tuttavia portato - neppure in
appello - alcun elemento: non solo non è stato indicato alcun nome, ma neppure
è stato fornito un indizio che permetta di concludere - anche in termini di
sola verosimiglianza - che gli averi su un conto intestato a un terzo siano in
realtà di proprietà del debitore, né che eventualmente si realizzano i casi
eccezionali ipotizzati in DTF 105 III 113 (abuso di diritto del debitore che si
rifugia in modo evidente dietro il dualismo giuridico simulato al solo scopo di
sottrarre beni all’esecuzione forzata) e in DTF 102 III 172 cons.3 (perfetta
identità economica tra la persona fisica e la società anonima, di cui la
persona fisica è unico azionista e unico creditore, e assenza di qualsivoglia
potere autonomo della società distinto da quello del dominus che ne fa uso per
agire manifestamente in fraude legis allo scopo evidente di sottrarre
attivi ai suoi creditori). Si tratta di elementi che per l’art. 272 cpv.1 n.3
LEF spetta al creditore sequestrante fornire al giudice, perché questi possa
ordinare un sequestro su beni - apparentemente - non di proprietà del debitore.
Per lo stesso motivo la carenza probatoria del creditore non può essere
evidentemente sanata dall’indicazione nell’istanza di sequestro “che la banca
sa, pur essendo intestati a terzi, essere di pertinenza del debitore”: è il
creditore che deve indicare i beni del debitore da sequestrare, soprattutto se
invece che al debitore, sono intestati a terzi.
Ora
se è vero che il concetto di beneficiario economico è stato introdotto in varie
normative di natura penale ed amministrativa, nell’ambito del sequestro LEF
determinante è ed è rimasta in linea di principio, anche dopo la parziale
modifica introdotta nel 1997, soltanto la realtà giuridica. D’altra parte va
osservato che l’ipotesi di considerare beni di terzi nell’esecuzione diretta
contro un determinato debitore non è stata del tutto ignorata (cfr. art. 265a
LEF): non averla recepita nell’ambito del sequestro - dove per altro la
questione si era già posta più volte in precedenza, in particolare con
riferimento alle relazioni fiduciarie - configura una deliberata scelta del
legislatore, il quale, anzi, proprio in punto all’obbligo di rendere verosimile
anche l’appartenenza (giuridica) al debitore dei beni da sequestrare ha
codificato la prassi sviluppata dal Tribunale federale. ll sequestro in esame
può dunque essere ordinato limitatamente agli averi bancari di cui __________
__________ risulti essere proprietario (giuridico) rispettivamente ai crediti
di cui risulti essere il titolare.
Inoltre
con particolare riferimento ai “crediti risultanti da affari fiduciari” di cui
al decreto di sequestro 13 luglio 1998, va osservato che secondo la
giurisprudenza federale sopra ricordata in caso di rapporti fiduciari oggetto
di un sequestro nei confronti del fiduciante non possono essere i beni
acquisiti dal fiduciario (in quanto di proprietà del medesimo) bensì soltanto i
crediti del fiduciante (sequestrato) nei confronti del fiduciario (terzo
debitore), in particolare le pretese di restituzione dei beni acquisiti dal
fiduciario (DTF 107 III 103, 106 III 86; Amonn/
Gasser, op.cit., §51 n.7 p.407; contra Stoffel, op.cit., n.27. ad art.272 LEF). Ora trattandosi di
un sequestro chiesto nei confronti di __________ presso il __________
__________ di __________, e in assenza di indicazioni da parte della creditrice
circa l’identità di (veri o pretesi) fiduciari del debitore, la generica
formulazione “crediti risultanti da affari fiduciari” non può essere ammessa
mancando un elemento (l’identità del terzo debitore-fiduciario) essenziale per
la determinazione dell’oggetto specifico del sequestro (i crediti appunto derivanti
dagli “affari fiduciari”).
4.8. Essendo
dati tutti i presupposti di cui all’art. 272 cpv.1 LEF il sequestro ordinato il
13 luglio 1998 dalla Pretura della Giurisdizione di __________ va confermato
con la limitazione in punto alla descrizione dei beni da sequestrare di cui al
cons.4.7. Concesso il sequestro, occorre chinarsi sulla questione della
garanzia.
5.1. Per l’art. 273 cpv.1
LEF il creditore è responsabile nei confronti sia del debitore che di terzi dei
danni cagionati con un sequestro infondato e il giudice può obbligarlo a
prestare garanzia. La formulazione potestativa relativa all’imposizione della
garanzia è stata ripresa nel nuovo tenore della norma, lasciando al giudice del
sequestro su questo punto un (certo) margine di apprezzamento, per poter tenere
conto delle particolarità della fattispecie (cfr. Messaggio concernente la
revisione della LEF dell’8 maggio 1991, in: FF1991 III p.120). Infatti l’imposizione di una garanzia
dipende in modo essenziale dal grado di convincimento del giudice in merito
alla realizzazione dei presupposti del sequestro, atteso tuttavia che
l’imposizione di una garanzia non può supplire l’assenza di un presupposto del
sequestro (cfr. Michel Criblet,
La problématique des sûretés et de la responsabilité de l’Etat, in: Le séquestre
selon la nouvelle LP, Zurigo 1997, p.80; Reeb,
op.cit., p.467s.). Tanto più quindi si è vicini al grado minimo di
verosimiglianza necessario per ammettere il sequestro e tanto meno si potrà
prescindere dall’imposizione di una garanzia, maggiore essendo il rischio di un
sequestro infondato - segnatamente perché il credito o la causa del sequestro
resi (solo) verosimili dall’istante si rivelino in seguito inesistenti, o
perché il sequestro abbia colpito beni appartenenti in realtà a terzi - e
conseguentemente maggiore l’ipotesi di un danno (cfr. anche Jérome Piegai, La protection du débiteur
et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, Losanna 1997, p.306). Quanto
all’ammontare della garanzia, esso va determinato in linea di principio tenendo
conto dello scopo specifico della garanzia ex art. 273 LEF, che è quello di
assicurare il risarcimento dei possibili danni causati dal sequestro: occorre
in particolare considerare l’ammontare del credito per cui è chiesto il
sequestro, la natura dei beni da sequestrare e la loro importanza per il
debitore (o il terzo), così come la durata presumibile e la complessità
dell’ipotizzabile processo di convalida (DTF 113 III 100 ss.; cfr. Stoffel, op.cit., n.21s. ad art. 273
LEF; Criblet, op.cit., p.80). Tuttavia
l’imposizione di una garanzia non deve avere l’effetto di precludere di fatto
al creditore il diritto di ottenere un sequestro quando ne rende verosimili
tutti i presupposti (Stoffel, op.cit.,
n.23 ad art. 273 LEF).
5.2. La questione
dell’imposizione di una garanzia essendo strettamente connessa alla decisione
sul sequestro va esaminata d’ufficio già al momento della concessione
del sequestro, sulla base dei soli atti e allegazioni addotti dall’istante (Reeb, op.cit., p.466s; Stoffel, op.cit., n.33 ad art. 272 LEF
e n.18 ss. ad art. 273 LEF; Piegai,
op.cit., p.306); in particolare il giudice del sequestro non può di regola
rinunciare a priori ad esigere delle garanzie, rinviando l’esame della loro
eventuale imposizione a una fase successiva, segnatamente all’eventuale
procedura di opposizione (cfr. anche Criblet,
op.cit., p.80). In caso di imposizione ab initio, ossia già al momento
della concessione del sequestro, l’esecuzione del provvedimento esecutivo
dipenderà in linea di principio dalla prestazione della garanzia richiesta, ciò
che dovrà risultare in modo esplicito dal decreto di sequestro. Contro
l’imposizione di una garanzia eccessiva - nell’ipotesi che già non siano
pendenti procedure di opposizione al decreto di sequestro - dev’essere riconosciuta
al creditore la possibilità di far capo al rimedio dell’appello, analogamente
al caso di rifiuto (totale o parziale) dell’istanza di sequestro.
5.3. La
garanzia - o un suo aumento - può tuttavia essere chiesta anche
successivamente, segnatamente dal debitore o dal terzo colpito dal sequestro, e
meglio con l’opposizione ex art. 278 LEF (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.68 p.420). In tal caso dalla
prestazione della garanzia dipenderà il mantenimento del sequestro. Il
creditore - cui è preclusa la via dell’opposizione (cfr. Criblet, op.cit., p.83; Gasser, op.cit., p.605) - potrà
tuttavia postulare a sua volta, in occasione della discussione sull’opposizione
chiesta dal debitore o dal terzo, la riduzione o liberazione della garanzia già
prestata (cfr. Stoffel, op.cit.,
n.29 ad art. 273 LEF). Contro la decisione del Pretore sull’opposizione
(rispettivamente sulla garanzia) è dato a tutte le parti interessate - in
particolare quindi anche al creditore - il rimedio dell’appello ex art. 278
LEF, con possibilità di far valere fatti nuovi. Successive richieste di
adeguamento della garanzia (sia di aumento che di diminuzione) a nuove
circostanze potranno essere oggetto di separate procedure in contraddittorio,
che nel Cantone Ticino sono pure rette dall’art. 20 LALEF, atteso che l’assenza
in tale norma dell’indicazione esplicita dell’art. 273 LEF va considerata
lacuna in senso proprio della legge.
5.4. Nel
caso di specie il sequestro è stato decretato il 13 luglio 1998 senza
imposizione di alcuna garanzia. Il debitore sequestrato ha chiesto in occasione
della discussione del 9 ottobre 1998 sull’opposizione al sequestro, di fare
obbligo alla creditrice di prestare una garanzia di Fr. 25’000’000.--, pena la
revoca del sequestro, istanza respinta dal Pretore con sentenza 18 dicembre
1998. Nella sua richiesta 8 ottobre 1998 il debitore sequestrato si è limitato
a rilevare “la pochezza delle argomentazioni sollevate da __________ a sostegno
di un sequestro”, “l’altissima possibilità che la __________ non possa onorare
i propri debiti in un’eventuale azione di risarcimento” nonché “i tempi
prevedibilmente molto lunghi per portare a termine la causa in __________ ”,
senza tuttavia esprimersi sull’eventuale danno derivantegli dal sequestro (cfr.
motivazione dell’opposizione 8 ottobre 1998, punto 7 pag. 20s.). Nell’allegato
di replica 19 novembre 1998 il debitore osserva in proposito che “il danno, il
cui risarcimento deve essere assicurato dalla garanzia, comprende oltre al
danno diretto, anche le spese derivanti dall’azione in convalida del sequestro”
e che quindi in considerazione dei valori in gioco, la causa in __________ che
__________ indica essere di convalida “sta costando e costerà (...) dai 10 ai
15 milioni di DM (spese legali e tasse di giustizia)“. Inoltre a mente di
__________ nel fissare la garanzia si dovrebbe tenere conto anche di altri
criteri - oltre a quello all’ammontare dei beni sequestrati, che tuttavia non
indica - e meglio la durata dell’indisponibilità sui beni sequestrati (stimata
in almeno 5-7 anni, durata presumibile della causa pendente in __________),
l’ammontare del credito vantato dalla __________ di oltre 200’000’000.-- di DM,
rispettivamente di 50’000’000.-- DM nel sequestro, la natura dei beni (averi
bancari), nonché la situazione finanziaria della creditrice, a suo dire “in
situazione di insolvenza”. A ragione.
Infatti,
se è vero che per la fissazione della garanzia ex art. 273 LEF l’ammontare dei
beni sequestrati costituisce senz’altro uno dei criteri principali per valutare
l’ipotesi di danno eventuale derivante dal sequestro, tuttavia - come ricordato
al cons. 3.1. -per costante giurisprudenza federale, condivisa da buona parte
della recente dottrina, altri elementi concorrono nella determinazione del quantum,
quali appunto il grado di verosimiglianza raggiunto in punto all’esistenza dei
presupposti (dal quale dipende il rischio di un sequestro ingiustificato),
l’ammontare del credito fatto valere dal creditore nei confronti del debitore,
la durata e complessità della causa di convalida (dalle quali dipende in
particolare la durata presumibile dell’indisponibilità) così come il genere di
beni di cui è chiesto il sequestro, tutti elementi questi desumibili dalle
tavole processuali qui in esame: ne consegue che anche in assenza di dati sull’ammontare
dei beni sequestrati, in considerazione dell’elevato ammontare del credito
fatto valere da __________ nel sequestro (DM 50’000’000.--), dell’evidente
complessità della causa in , iniziata nel 1990 e tuttora pendente
(cfr. in particolare doc. __________ e __________ -inc., doc.
__________ -, doc. e 8 -inc.__________), nonché del genere
dei beni sequestrati (averi bancari), si giustifica imporre alla creditrice
sequestrante la prestazione entro trenta giorni dall’intimazione della presente
decisione di una garanzia ex art. 273 LEF di Fr. 5’000’000.--, pena la revoca
del sequestro.
5.5. La
decisione 18 dicembre 1998 del Pretore va conseguentemente riformata, sia in
punto al sequestro (confermato, pur con la limitazione in relazione ai beni da
sequestrare), che sulla garanzia. In questo senso l’appello di __________ è
solo parzialmente accolto (concessione - parziale - del sequestro, con
l’obbligo tuttavia di prestare una garanzia).
Sull’appello
5 gennaio 1999 di __________ (inc.n.__________)
- L’appello
5 gennaio 1999 di __________, con il quale è chiesta la riforma dei (soli)
dispositivi n.2 e 3 della sentenza pretorile 18 dicembre 1998, nel senso di
concedere una garanzia di Fr. 25’000’000.-- - e ciò malgrado la revoca (non
impugnata da __________) del sequestro, di cui la garanzia è solo un accessorio
- è da considerare privo d’oggetto nella misura in cui è chiesta una garanzia
di Fr. 5’000’000.--, il sequestro essendo già stato concesso con l’obbligo di
prestare una garanzia di tale ammontare. Va invece respinto nella misura in cui
chiede la prestazione di una garanzia maggiore, senza tuttavia fornire elementi
concreti sull’ammontare dei beni sequestrati, né sull’ammontare degli eventuali
danni conseguenti al sequestro 13 luglio 1998, tali da giustificare la
concessione di una garanzia di Fr. 25’000’000.--.
Sulle
tasse di giustizia e sulle indennità
7.1.
Tassa di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 48, 61
cpv. 1 e 62 cpv.1 OTLEF). Per i combinati art. 25 n.2 lett.a LEF, art. 20 cpv.1
LALEF e 62 cpv.1 OTLEF, nelle procedure sommarie in materia di sequestro il
giudice può, su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente
al pagamento di un’equa indennità come risarcimento delle spese. In DTF 113 III
110 cons.3b e 3c, il Tribunale federale ha rilevato che l’equa indennità può
essere assegnata per la perdita di tempo e per le spese sopportate e il suo
ammontare deve essere fissato nella decisione. Sulle modalità della sua
determinazione il Tribunale federale si è poi espresso in DTF 119 III 69,
statuendo che l’indennità - nelle procedure sommarie in materia di esecuzione -
può comprendere anche le spese derivanti dal patrocinio di un avvocato. La
valutazione dell’equa indennità ha luogo in applicazione del diritto federale
(art. 62 cpv.1 OTLEF), ritenuto che si può far capo alla Tariffa dell’Ordine
degli Avvocati solo in termini di semplice riferimento e avuto riguardo alle
peculiarità del caso di specie (DTF 119 III 69 cons.3b e rif.ivi). L’art. 18
cpv.1 TOA stabilisce che per le procedure sommarie previste dalla LEF
l’onorario va dal 10% al 50% dell’onorario normale calcolato giusta l’art.9
della tariffa, ritenuto un massimo di Fr. 20’000.--. Considerato che le
indennità da assegnare nelle procedure sommarie in materia di esecuzione sono
rette dalla normativa federale - in particolare dall’art. 62 cpv.1 OTLEF - e
che per il calcolo delle stesse la tariffa cantonale può servire in ogni caso
soltanto da semplice riferimento, questa Camera ritiene - in via pregiudiziale
- che per la determinazione di una “equa indennità” nel senso della citata
norma si possa e debba far capo all’art.18 della TOA, non giustificandosi un
diverso trattamento per le procedure in tema di sequestro rispetto alle altre
procedure sommarie, pure rette dagli art. 20 e segg. LALEF.
7.2. Con
l’appello 31 dicembre 1998 __________ ha chiesto la riforma della sentenza 18
dicembre 1998 nel senso di respingere l’opposizione 30 luglio 1998 del debitore
e confermare integralmente il sequestro così come ordinato il 13 luglio 1998.
Su questo punto il gravame di __________ è accolto quasi integralmente, salvo
che in punto ai beni da sequestrare, rispettivamente all’obbligo di prestare
una garanzia di Fr. 5’000’000.--, di modo che __________ __________ va ritenuto
soccombente sia in prima sede che in appello nella misura di 9/10.
Con
l’appello 5 gennaio 1999 __________ __________ ha chiesto la riforma della
sentenza 18 dicembre 1998 nel senso di accogliere integralmente la richiesta di
prestazione di garanzia di Fr. 25’000’000.--, e il suo gravame - in quanto non
divenuto privo di oggetto - è stato respinto, di modo che va considerato
integralmente soccombente. Visto l’esito dei gravami, tenuto conto del valore
del credito (Fr. 50’000’000.--), di quello della chiesta garanzia (Fr.
25’000’000.--), del limite indicativo di Fr. 20’000.-- (art.18 cpv.1 TOA)
nonché dell’art. 22 cpv.1 TOA, a __________ può essere riconosciuto l’importo
complessivo di Fr. 16’500.-- a titolo di parte di indennità di prima sede,
rispettivamente di Fr. 12’000.-- di seconda sede.
Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per
le spese, la vigente OTLEF,
pronuncia: I. L’istanza
cautelare 5 gennaio 1999 di __________ __________ e le istanze 13 aprile 1999 e
2 giugno 1999 di restituzione in intero per produzione di prove presentate da
__________ __________ (__________), sono irricevibili.
II.
A. L’appello
31 dicembre 1998 di __________ -__________ __________ __________ __________
__________ __________ , __________ () (inc.n. __________) è
parzialmente accolto.
B. L’appello
5 gennaio 1999 di __________ __________ __________ (inc.n.__________) è respinto,
nella misura in cui non è privo di oggetto.
III. La
sentenza 18 dicembre 1998 del Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città è
riformata come segue:
“1.
L’opposizione 30 luglio 1998 di __________ __________ è parzialmente
accolta.
1.1. Di
conseguenza è confermato il sequestro ordinato il 13 luglio 1998 su istanza di
, __________ () nei confronti di __________ nei termini
seguenti:
Credito:
Fr. 50’000’000.-- con interessi al 5% dal 6 aprile 1989
Titolo
del credito: contratto 6 aprile 1989 (doc.B)
Causa
del sequestro: art. 271 cpv.1 n.2 LEF
Oggetti
da sequestrare: presso la filiale di __________ del __________, beni di
ogni genere, siano essi titoli, depositi, conti, cartevalori, somme in
contanti, opzioni o altri diritti, crediti in qualsiasi valuta, metalli o altri
averi in deposito aperto o chiuso, appartenenti al debitore, intestati a suo
nome, inoltre beni del debitore direttamente in nome proprio o su conti
cifrati, sotto rubrica convenzionale, in cassette di sicurezza o in qualunque
altro modo.
- E’
fatto obbligo a __________ (__________), di prestare una garanzia di
primario istituto bancario con sede in Svizzera o altro titolo equivalente per
l’importo di Fr. 5’000’000.-- (cinque milioni) in favore di __________
__________ __________, per eventuali danni da questi subiti a dipendenza del
sequestro di cui al decreto 13 luglio 1998 della Pretura della Giurisdizione di
__________, confermato nei limiti del dispositivo n.1.1. dalla presente
sentenza, qualora detto sequestro risultasse ingiustificato.
2.1. La
garanzia dovrà essere prestata alla Pretura della Giurisdizione di __________ entro
trenta giorni dall’intimazione della presente sentenza, con la comminatoria
della decadenza del sequestro in caso di mancata tempestiva dazione della
garanzia.
2.2. La
garanzia dovrà valere per tutta la durata del sequestro e fino alla crescita in
giudicato della decisione finale di un’eventuale causa ex art. 273 cpv.2 LEF
promossa dal beneficiario. In caso di revoca o decadenza definitiva del
sequestro, la garanzia prestata rimarrà valida almeno fino ad un anno dalla
revoca rispettivamente dalla decadenza del sequestro, atteso che potrà essere
liberata prima della decorrenza di questo termine soltanto con il consenso
esplicito del beneficiario oppure su ordine del giudice.
- Le
spese e la tassa di giudizio per complessivi Fr. 2’000.-- sono poste a carico
di __________ __________ per Fr. 1’700.--, mentre per Fr. 300.-- sono a carico
di __________ -__________ __________ __________ rifonderà a __________
-__________ __________ __________ __________ - __________ __________ Fr.
16’500.-- a titolo di parte di indennità.”
IV. La
tassa di giustizia della presente decisione di complessivi Fr. 6’000.--,
anticipata per metà da __________ -__________ __________ __________ __________
__________ __________ __________ e per metà da __________ __________ è a carico
di __________ __________ nella misura di Fr. 5’700.-- mentre per Fr. 300.-- è a
carico di __________ __________ rifonderà a __________, Fr. 12'000.-- per
parte di indennità di appello.
V. Intimazione
a:
Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città e all’Ufficio esecuzione e
fallimenti del Distretto di Locarno.
Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster