AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.2000.41
Data decisione, Autorità:
18.05.2000, IICCA
Incarto n.
12.2000.00041
Lugano
18 maggio
2000/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La
seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente
Chiesa e Zali
segretario:
Petrini
sedente per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.95.797
della Pretura del distretto di Lugano, sezione 2, promossa con petizione 22
marzo 1990 da
e ora, a seguito di
cessione ex art. 260 LEF
__________ rappr.
dall'avv. __________
contro
rappr.
dall'avv. __________
con cui l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento
di fr. 100'520.85 oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatrice;
Domanda avversata dal convenuto, che ha postulato la reiezione della
petizione, e che il Pretore con sentenza 14 febbraio 2000 ha accolto per fr.
47'119.30 oltre interessi;
Appellante il convenuto, che con atto di appello del 6 marzo 2000
chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione,
ed appellanti adesivamente i resistenti;
Gravami
avversati dalle rispettive osservazioni delle parti appellate;
Letti
ed esaminati gli atti e i documenti prodotti,
posti
a giudizio i seguenti punti di questione
-
- se deve essere accolto l’appello
- se deve essere accolto l’appello adesivo
- tassa di giustizia e ripetibili
ritenuto
in fatto:
A. L’attrice ha affermato che il convenuto nel 1980 le avrebbe
appaltato l'edificazione della parte grezza di un capannone destinato ad uso
commerciale sul fondo n. __________ di __________.
La
liquidazione finale, allestita il 31 dicembre 1984, ammonterebbe a fr.
491'227.50 e il convenuto, dopo pagamento di vari acconti, rimarrebbe debitore
di fr. 100'520.85 oltre interessi, somma oggetto della causa.
B. Il convenuto si è opposto alla petizione sostenendo che il rapporto
contabile di dare e avere tra le parti, dopo rettifica di determinate posizioni
e tenuto conto di tutti gli acconti, sarebbe semmai di soli fr. 25'789.45,
importo che, ritenuti i difetti dell'opera mai eliminati dall'attrice e lo
sconto spettante al committente, non le sarebbe comunque dovuto.
C. Il 1° febbraio 1997 il Pretore ha decretato il subingresso in causa
di __________ e della __________ a seguito del fallimento della ditta attrice e
della cessione in favore delle subentranti della pretesa da parte della massa
fallimentare.
D. Nel giudizio qui impugnato il Pretore, riassunti i fatti rilevanti e
posta l'esistenza tra le parti di un contratto di appalto, ha accertato che il
convenuto avrebbe sostanzialmente ammesso le fatture dell'attrice per
complessivi fr. 448'561.80 con riserva di alcune contestazioni.
Deducendo
da tale importo gli incontestati acconti versati di complessivi fr. 374'866.65,
risolte in favore del convenuto parte delle predette contestazioni di alcune
posizioni delle fatture, dedotti fr. 9'687.-- di un ulteriore acconto di cui
l'attrice ha contestato la ricezione, e tolto uno sconto contrattuale del 4%
sugli importi già pagati, rimarrebbe in favore dell'attrice un saldo di fr.
47'119.30 oltre interessi, somma per la quale il Pretore ha ammesso la
petizione.
E. Con l’appello la convenuta, rammentato l'onere della prova gravante
l'attrice, ritiene di non avere mai ammesso la fatturazione dell'appaltatrice,
il che basterebbe a determinare la reiezione della petizione, stante l'esito
negativo della perizia giudiziaria volta ad accertare il valore dell'opera.
In
ogni caso, il Pretore sarebbe incorso in un errore di calcolo omettendo al
considerando 4.3 di dedurre dal credito dell'attrice fr. 36'637.03 per le
contestazioni delle fatture di cui aveva riconosciuto il fondamento al
precedente considerando 4.2.
Delle
altre argomentazioni, concernenti singole poste della ricostruzione effettuata
dal Pretore, si dirà nei considerandi successivi.
F. Anche dell'appello adesivo di parte attrice e delle osservazioni
delle parti ai gravami avversari si dirà, per quanto necessario, nei successivi
considerandi di diritto.
Considerato
in diritto:
- In ossequio al principio generale di cui all'art. 8 CC,
l'appaltatore che procede per l'incasso della propria mercede è tenuto a
dimostrare sia il conferimento in proprio favore dell'incarico dell'esecuzione
dell'opera di cui reclama il pagamento, che l'esistenza e l'ammontare della
propria pretesa sulla scorta dei criteri di cui agli art, 373 e 374 CO (per
tante: II CCA 3 maggio 2000 in re P. SA/K. e llcc.). Tale prova può
essere fornita con uno qualsiasi dei mezzi di prova previsti dal codice di
rito, o anche per mezzo dell'ammissione totale o parziale della pretesa da
parte del committente nel corso della causa, oppure nella fase preprocessuale.
A
questo proposito, la giurisprudenza di questa Camera, in applicazione del
principio dell'affidamento (art. 2 CC), attribuisce valore probatorio -nel
senso di un'implicita, sostanziale ammissione della pretesa per mercedi- al
comportamento di quel committente che nella fase preprocessuale non adduce
sostanziali contestazioni della fatturazione dell'artigiano, o addirittura ne
utilizza i conteggi quale base per le sue limitate rettifiche, salvo poi
esigere durante la causa che egli dimostri il compimento e il valore di ogni e
qualsiasi sua prestazione.
Proprio
la preminenza del principio dell'affidamento, valido anche in ambito
processuale, preclude infatti al committente la possibilità di revocare in
dubbio senza motivazione oggettiva, ovvero con finalità unicamente
defatigatorie, circostanze attinenti la quantificazione della mercede
dell'appaltatore che risultavano acquisite prima dell'avvio della causa (da
ultimo: II CCA 23 luglio 1999 in re T. SA/F.).
- Nel caso di specie, il convenuto con il circostanziato scritto del
12 marzo 1985 (doc. M) ha compiutamente preso posizione sulla liquidazione
finale 31 dicembre 1984 dell'attrice. Questo esposto consente di determinare
con assoluta chiarezza i termini della vertenza, e perciò sia la misura in cui
egli accettava la fatturazione dell'attrice, che quella invece in cui adduceva
precise contestazioni, comprensive di quantificate domande di riduzione.
In
simili condizioni, data in particolare l'assenza di giustificate motivazioni
oggettive (che non sono state addotte), la semplice invocazione dell'onere
probatorio gravante l'appaltatrice non può far ritenere infondata la di lei
pretesa, dovendosi opporre al committente le precise ammissioni fatte in sede
di discussione della liquidazione finale.
Ne
consegue che, come fa del resto esplicitamente lo stesso appellante a partire
dal punto 3 del proprio gravame (pag. 8 e segg., in particolare punto 4, pag.
9), nel computo delle reciproche posizioni di dare e avere si deve partire
dall'importo di fr. 448'561.80 giustamente ritenuto dal Pretore (consid.
4.1, pag. 4).
- Al considerando 4.2, il Pretore ha esaminato le contestazioni del
convenuto alla fattura 4 febbraio 1982 di fr. 137'884.65 (doc. M2), somma
inclusa nel predetto importo complessivo di fr. 448'561.80, ritenendo dette
contestazioni giustificate per fr. 6'665.58 + fr. 3'092.20 + fr. 26'886.25,
ossia per complessivi fr. 36'644.03 (consid. 4.2, pag. 5).
Ciò
nonostante, questo importo non risulta essere stato realmente dedotto dal
Pretore nei propri conteggi, prova ne è il fatto che nel successivo
considerando 4.3 egli riprende nuovamente l'importo iniziale di fr. 448'561.80
per dedurvi i pagamenti del convenuto e lo sconto contrattuale.
E'
perciò provvista di buon diritto la censura di cui al punto 3 del gravame (pag.
8), secondo cui il Pretore nei propri conteggi ha dimenticato di effettuare la
deduzione da lui riconosciuta al considerando 4.2.
Ne
consegue che il computo degli acconti e dello sconto andava fatto, secondo la
sistematica del giudizio pretorile, su fr. 411'917'77 (ossia fr.
448'561.80 ./. fr. 36'644.03) e non su fr. 448'561.80.
- Non vi è disputa sul fatto che quelli che il Pretore definisce
"acconti e pagamenti parziali non contestati" ammontano a complessivi
fr. 374'866.65 (consid. 4.3, pag. 5), importo che difatti l'appellante
fa suo nel proprio computo (punto 5, pag. 9 e 10), e che vada altresì computata
una riduzione concessa dall'attrice di fr. 2'301.35.
Ne
discende che il credito dell'attrice si riduce a fr. 34'749.77 (pari a
fr. 411'917.77 ./. fr. 374'866.65 ./. 2'301.35).
- Di due acconti contestati, ovvero acconti che il convenuto afferma
di avere pagato e la convenuta nega di avere ricevuto, il Pretore ha
riconosciuto quello di fr. 9'687.-- (sul quale era perciò inutile che il
convenuto si dilungasse al punto 6.1 del gravame), negando invece l'avvenuto
pagamento di quello di fr. 9'000.-- (consid. 4.4, pag. 6), accertamento contro
cui l'appellante insorge (punto 6.2, pag. 11 e 12).
La
decisione merita tuttavia di essere confermata.
Il
convenuto ammette infatti di non avere alcun documento giustificativo del
preteso versamento, né -contrariamente al caso dell'altro acconto contestato
(cfr. consid. 4.4, pag. 6)- sussistono rilevanti elementi indiziari a sostegno
della tesi dell'avvenuto pagamento.
Contrariamente
all'opinione del ricorrente, il riconoscimento dell'altro acconto contestato
non può costituire di per sé prova o indizio di altri pagamenti, e visto che
per il resto egli si limita ad invocare la risposta n. 7 dell'interrogatorio
formale __________, che ancorché "non perentoria" non lascia spazio
alla tesi dell'avvenuto pagamento, non può che seguirne la conferma su questo
punto del giudizio impugnato.
- L'appellante insorge poi contro la fatturazione di fr. 12'220.95 per
il titolo di "aiuti e lavori diversi lift + montacarico", contestando
la motivazione del giudizio pretorile, che ha rimproverato al convenuto di non
avere dimostrato l'asserito minor valore dell'opera (consid. 4.2, pag. 5).
Formalmente
la censura è giustificata: non è infatti in discussione un minor valore
dell'opera, ma la congruità della fatturazione di una prestazione supplementare
da parte dell'attrice. Stante la contestazione, sollevata in questo caso a
tempo debito (doc. M) e puntualmente presentata anche in sede di causa
(risposta, pag. 7), spettava pertanto all'attrice, in ossequio ai principi
evocati al considerando 1, l'onere di dimostrare il fondamento della pretesa.
Dalla
sua replica (punto 5, pag. 9), risulta invece l'ammissione del fatto che la
prestazione fatturata è frutto di errori commessi, laddove, secondo l'attrice,
la causa di questi errori "va ricercata nel fatto che la ditta __________
in __________ mai fornì alla ditta attrice i piani di dettaglio per
l'esecuzione delle opere murarie per il lift ed il montacarico".
Questa
tesi sulla paternità degli errori commessi è però chiaramente smentita dagli
atti: già il 9 luglio 1982 la __________ dimostrava l'esistenza dei piani in
questione e affermava di averli tempestivamente trasmessi all'arch. __________,
direttore dei lavori (doc. 18), che ha per sua parte ammesso di averli ricevuti
(doc. 17).
Essendo
acquisita la consegna dei piani nelle mani della direzione lavori, incaricata
dal convenuto (risposta, punto 2, pag. 2), l'errore fino a prova del contrario
risulta ascrivibile proprio al direttore dei lavori, che ha omesso di dare loro
puntuale esecuzione. La giustificazione del direttore dei lavori è stata quella
per cui "il capo cantiere fu sostituito inopportunamente proprio durante
l'esecuzione di questa parte della costruzione" (doc. 17), il che però -oltre
a non essere provato- non significa ancora che al precedente capo cantiere sia
stato consegnato il piano in questione, e comunque non esimeva l'arch.
__________ dalla puntuale sorveglianza del cantiere, anzi, rendeva necessaria
una maggiore attenzione.
In
definitiva, non vi è prova o indizio di una manchevolezza dell'attrice, ma solo
di carenze ascrivibili al direttore dei lavori, ragione per cui va confermata
la decisione di non accordare al convenuto la richiesta riduzione della
mercede.
Un
risultato diverso non si giustifica nemmeno per il motivo che l'attrice,
correggendo la presa di posizione del convenuto sulla liquidazione finale doc.
M, non avrebbe eccepito su questa deduzione da lui effettuata.
Siffatto
atteggiamento non può infatti essere equiparato ad una definitiva rinuncia al
credito, puntualmente fatto valere in petizione, ma semmai ad una mera
disponibilità ad agire in tal senso nel limitato contesto di una trattativa
volta al conseguimento di un'intesa globale sull'ammontare della mercede,
accordo che non è però stato raggiunto, sicché per l'attrice, contrariamente
all'opinione del convenuto, non vi è impegno alcuno.
- Il convenuto ripropone infine anche la pretesa di fr. 13'490.50 per
gli asseriti difetti dell'opera (punto 9.2, pag. 17): pur ammettendo che
"dalle tavole processuali non emerge la prova apodittica dei
difetti", i documenti agli atti dimostrerebbero che egli ha dovuto
effettuare diversi interventi per porre rimedio a detti difetti.
L'argomentazione
non è sufficiente ad avvalorare il preteso diritto.
Anche
se, per denegata ipotesi, si volesse ammettere l'avvenuta prova dell'esistenza
di vizi di costruzione, nulla risulterebbe circa i termini e le modalità della
loro notifica all'appaltatrice, questione che è invece inclusa nell'onere della
prova a carico del committente, dipendendo da essa la sussistenza del preteso
diritto.
- Dal predetto importo di fr. 34'749.77 (consid. 4 di questo
giudizio), il Pretore ha dedotto ancora fr. 9'687.-- di un acconto contestato (consid.
4.4) e fr. 14'587.50 di sconto (consid. 5), deduzioni che vanno ovviamente
mantenute anche in questa sede.
Il
credito dell'attrice si riduce perciò a fr. 10'475.27 oltre interessi,
misura in cui l'appello principale si rivela provvisto di buon diritto.
- La domanda di giudizio relativa all'appello adesivo (petitum 3, pag.
12 dell'allegato) è la seguente:
"L'appello adesivo della spettabile
__________ e della __________ è accolto.
§. Di
conseguenza la sentenza del 14.02.2000 del pretore del distretto di Lugano, è
così riformata:
- La
petizione è parzialmente accolta.
Di
conseguenza __________, è condannato a pagare a __________ ed a __________, in
solido, l'importo di fr. …………, oltre interessi al 5% a far tempo dal 25 ottobre
1986.
-
Invariato.
-
Invariato."
L'art.
309 cpv. 2 lit. e CPC impone all'appellante, sotto pena di nullità (art. 309
cpv. 5 CPC) la formulazione di una concreta domanda, ovvero di un petitum
contenente la proposta di riforma dei dispositivi impugnati.
Per
costante giurisprudenza, la domanda di condanna al pagamento di una somma non
determinata non adempie a questo requisito (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art.
309, m. 8, 9 e 10).
Ne
consegue la declaratoria di nullità del gravame, non potendosi ammettere un
minor rigore formale in presenza di una parte patrocinata da un legale (II
CCA 16 luglio 1992 in re Z./G. SA) e senza che ciò costituisca eccesso di
formalismo, essendovi un manifesto interesse nella precisa formulazione delle
domande, in quanto esse delimitano la portata dell'appello e vincolano così
l'autorità giudicante (Cocchi/Trezzini, opera citata, ad art. 309, m.
7).
E'
perciò solo a titolo abbondanziale che si rileva che un ulteriore motivo di irricevibilità
potrebbe essere ravvisato nel fatto che il sintetico gravame, formalmente
relegato alla sola pag. 11 nella sistematica del promiscuo allegato di
"risposta con appello adesivo", in pratica non contiene motivazioni
autonome, per le quali rinvia costantemente a quanto esposto nelle osservazioni
all'appello, ossia ad allegato scritto diverso da quello con cui si impugna il
giudizio pretorile, il che non è però ammissibile (Cocchi/Trezzini,
opera citata, ad art. 309, m. 21).
Ne
discende, ai sensi dei considerandi, il parziale accoglimento del gravame principale
e la declaratoria di nullità di quello adesivo.
Tassa
di giustizia, spese e ripetibili, seguono la soccombenza delle parti (art. 148
CPC), ritenuto tuttavia che alle attrici, che di fatto non hanno presentato
osservazioni all'appello adesivo, non essendo tali le poche righe di cui allo
scritto 5 maggio 2000, non si attribuiscono ripetibili per l'appello adesivo.
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 148 CPC e la TG
DICHIARA E PRONUNCIA
I. L’appello
6 marzo 2000 di __________ è parzialmente accolto.
Di
conseguenza la sentenza 14 febbraio 2000 della Pretura del distretto di Lugano,
sezione 2, è riformata nel modo seguente:
- La
petizione è parzialmente accolta.
__________, è condannato a pagare a
__________ e a __________, fr. 10'475.27 oltre interessi al 5% dal 25 ottobre
1986.
- La
tassa di giustizia di fr. 4'500.-- e le spese, da anticipare dalla parte
attrice, restano a carico delle attrici in solido per 9/10 e per 1/10 sono a
carico del convenuto, al quale le attrici in solido rifonderanno complessivi
fr. 6'400.-- per parte di ripetibili.
II. Le
spese della procedura d’appello consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 950.--
b)
spese fr. 50.--
T
o t a l e fr. 1'000.--
già
anticipati dall'appellante, restano a suo carico per 1/4, mentre che per 3/4
sono a carico delle attrici in solido che, sempre in solido, rifonderanno al
convenuto complessivi fr. 1’500.-- per ripetibili parziali di appello.
III. L'appello
adesivo 11 aprile 2000 di __________ e __________ è dichiarato nullo.
IV. Le
spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 480.--
b)
spese fr. 20.--
T
o t a l e fr. 500.--
già
anticipati dagli appellanti, restano a loro carico.
V. Intimazione: -
Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 2.
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster