Legal aid before guardianship supervisory authority

11.2007.29Autre juridiction6 mars 2007Dismissed

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

AP 1 appealed against the supervisory authority’s refusal of legal aid in proceedings concerning supervised visitation with her child. The appellate court held the appeal timely but unfounded. It considered that the underlying challenge had no reasonable prospect of success and that the case was not so complex that AP 1 could not have filed the appeal herself. The request for legal aid in the appellate proceedings was also refused. No court fees or costs were charged.

Regeste Omnilex

Art. 35 cpv. 4 Lag; Art. 14 cpv. 1 lett. a Lag; legal aid may be refused when the intended remedy has no reasonable prospects of success, and the authority may also consider whether the party could reasonably act pro se. A case that is emotionally burdensome but procedurally simple does not justify appointed counsel merely because the party has limited schooling. For legal-aid purposes, the decisive question is whether the submission can be made in a simple, comprehensible manner and whether the appeal is prima facie destined to fail (consid. 2-5).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2007.29

Data decisione, Autorità: 06.03.2007, ICCA

Titolo: Assistenza giudiziaria davanti all'Autorità di vigilanza sulle tutele

Incarto n. 11.2007.29

Lugano, 6 marzo 2007/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

segretaria:

Verda, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa n. 512.2003/R.92.2006 (protezione del figlio: provvedi­menti cautelari) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone

AP 1, (patrocinata dall'avv. PA 1, )

alla

,

(patrocinato dall'avv. PA 2 ),

giudicando ora sulla decisione del 31 gennaio 2007 con cui l'Autorità di vigilanza ha respinto una richiesta di assistenza giudiziaria presentata da AP 1;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 15 febbraio 2007 presentato da AP 1 contro la decisione emessa il 31 gennaio 2007 dalla Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele;

  1. Se dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

  2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. Con decisione provvisionale del 2 ottobre 2006 la Commissione tutoria regionale 12 ha privato AP 1 (1978) della custodia parentale sul figlio E__________ (1998), ha affidato provvisoriamente il bambino al nonno materno __________ (1954), ha designato l'Ufficio delle famiglie e dei minorenni a __________ quale organo “di controllo e di informazione conformemente all'art. 307 CC” e ha conferito a AP 1 un diritto di visita al figlio

ogni domenica dalle ore 14.00 alle 18.00. Tale decisione è stata confermata dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, su ricorso di AP 1, il 15 novembre 2006. Adita da AP 1, con sentenza del 31 gennaio 2007 questa Camera ha riformato la decisione predetta e ha dichiarato il ricorso all'Autorità di vigilanza irricevibile, la Commissione tutoria regionale avendo statuito sulla base di un contraddittorio incompleto (inc. 11.2006.153).

B. Con una nuova decisione provvisionale del 4 dicembre 2006 la Commissione tutoria regionale 12 ha disciplinato il diritto di visita di AP 1, senza modificarne la frequenza né la durata, ma disponendone l'esercizio sotto sorveglianza al Punto d'incontro __________ di __________. L'Ufficio delle famiglie e dei minorenni è stato incaricato di organizzare le relazioni tra madre e figlio, verificando l'andamento delle visite. AP 1 è insorta il 15 dicembre 2006 contro tale decisione all'Autorità di vigilanza, che statuendo il 31 gennaio 2007 ha respinto il ricorso e le ha rifiutato il beneficio dell'assistenza giudiziaria, senza prelevare tasse né spese.

C. Contro il diniego dell'assistenza giudiziaria AP 1 ha ricorso il 15 febbraio 2007 a questa Camera, chiedendo di riformare la decisione dell'Autorità di vigilanza nel senso di concederle il beneficio litigioso. Analoga richiesta essa formula per la procedura in appello. Il ricorso non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando

in diritto: 1. Contro il rifiuto dell'assistenza giudiziaria il richiedente può adire entro 15 giorni (art. 35 cpv. 4 Lag) “l'autorità di seconda istanza”, ovvero l'autorità gerarchicamente superiore (messaggio del Con­siglio di Stato n. 5123, del 22 maggio 2001, commento all'art. 35 in fine). Tempestivo, sotto questo profilo il ricorso in esa­me è pertanto ricevibile.

  1. Nella fattispecie l'Autorità di vigilanza ha rifiutato alla richiedente il beneficio in questione con l'argomento che il ricorso appariva sprovvisto fin dall'inizio di esito favorevole (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). Essa ha ricordato che la decisione di sottoporre il diritto di visita a sorveglianza è stata presa dalla Commissione tutoria regionale perché nelle settimane precedenti l'emanazione del prov­vedimento il figlio aveva accusato un netto aggravarsi di problemi psichici, dovuti al timore – da lui medesimo espresso – di essere rapito o maltrattato dalla madre. Ciò rendeva impensabile mantenere relazioni personali prive di sorveglianza. Inoltre, secondo l'Autorità di vigilanza, il beneficio dell'assistenza giudiziaria andava respinto anche perché AP 1 avrebbe potuto procedere in lite lei medesima (art. 14 cpv. 2 Lag), redigendo personalmente il ricorso, il che avrebbe reso superflua l'opera di un patrocinatore (decisione impugnata, consid. 11).

  2. La ricorrente esordisce dolendosi di motivazioni “intimidatorie”, invocando il principio di uguaglianza e lamentando scarsa sensibilità nei suoi confronti. Alle ragioni addotte dall'Autorità di vigilanza essa oppone che, come ricorrente, mirava a continuare l'esercizio del diritto di visita seguendo l'assetto regolato nella decisione provvisionale del 2 ottobre 2006, intenzione che a suo avviso “era senza dubbio legittima e con buone probabilità di essere accolta”. Per il resto essa afferma che la sua formazione educativa, limitata alle scuole dell'obbligo, non le permetteva “di destreggiarsi in simili contesti”, onde la comprensibile preoccupazione di far capo a un legale, tanto più in “un procedimento dalla particolare componente emotiva e con implicazioni strettamente personali” che le impediva “il necessario distacco per una gestione corretta della causa”.

  3. Alla prima motivazione addotta dall'Autorità di vigilanza l'interessata sostanzialmente non risponde. Asserisce che “scopo del ricorso non era ottenere un diritto di visita libero, bensì ripristinare le relazioni madre-figlio nella misura e nei modi decisi dalla CTR il 2 ottobre precedente” attraverso l'elaborazione di “un program­ma di riavvicinamento graduale fra lei ed E__________”. Così argomentando, però, essa non spiega lontanamente in che dovesse consistere siffatto pro­gramma. Le visite sotto sorveglianza sono state disposte dalla Commissione tutoria regionale proprio perché il figlio rifiutava di incontrare la madre. Grazie alla rassicurante presenza di operatori delegati dall'Ufficio delle famiglie e dei minorenni e grazie all'esercizio delle visite in un luogo “neutro” e tranquillo la Commissione tutoria regionale si propone appunto di ricostituire progressivamente la fiducia del ragazzo verso la madre, fugandone le paure. Come ciò potesse attuarsi con l'assetto delle visite precedente e “con luogo di scambio presso la nonna materna” la ricorrente non illustra. Su questo punto il ricorso manca, già a un primo esame, di consistenza.

  4. Per quanto riguarda la pretesa incapacità di stendere essa medesi­ma il ricorso all'Autorità di vigilanza, la ricorrente evoca – come detto – la sua educazione limitata alle scuole dell'obbligo e la sua emotività, ma non pretende che le sarebbe stato impossibile descrivere con parole proprie, anche in termini semplici, perché il diritto di visita sotto sorveglianza al Punto d'incontro __________ a __________ fosse contrario all'interesse del figlio. Che poi l'esposto sarebbe potuto risultare emozionale o partecipe poco importa, giacché di ciò l'Autorità di vigilanza avrebbe tenuto conto. Certo, il caso era delicato e non mancava di implicazioni a livello personale. Non poteva dirsi tuttavia proceduralmente complesso, né la misura – provvisoria – risultava particolar­mente incisiva (come sarebbe stata, ad esempio, la privazione definitiva della custodia parentale: DTF 130 I 180). Anche al proposito la decisione impugnata resiste dunque alla critica. Se ne conclu­de che, destituito di fondamento, il ricorso è destinato all'insuccesso.

  5. La procedura per il conferimento dell'assistenza giudiziaria è gratuita (salvo ipotesi di temerarietà, estranee alla fattispecie: art. 4 cpv. 2 Lag) e in concreto non v'è ragione di scostarsi da tale precetto. Quanto alla richiesta di assistenza giudiziaria in appello, essa non può trovare accoglimento, ove appena si consideri che – come il ricorso all'Autorità di vigilanza – anche il ricorso in questa sede appariva privo di buon diritto fin dall'inizio (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). Non si pone per converso problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato oggetto di intimazione.

  6. Per quanto riguarda i possibili rimedi giuridici contro l'attuale sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (onorario dell'avvocato per il patrocinio davanti all'Autorità di vigilanza, consistente per l'essenziale nella stesura di un allegato di sei pagine) non raggiunge manifestamente la soglia dei fr. 30 000.– per il ricorso in materia civile.

Per questi motivi,

pronuncia: 1. Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

  1. Non si riscuotono tasse né spese.

  2. La richiesta di assistenza giudiziaria in appello è respinta.

  3. Intimazione:

– ; – .

Comunicazione:

– , ;

– , ;

– .

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

legal aidchild protectionsupervised visitationprospects of successself-representationappeal admissibilitycourt fees

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the appeal against the refusal of legal aid was timely and admissible.

Solution extraite

The appeal was filed within 15 days and was admissible.

Motifs extraits

Art. 35(4) Lag allows an appeal to the higher authority within 15 days; that condition was met.

Question juridique clé

Whether legal aid should be granted because the underlying appeal had sufficient prospects of success.

Solution extraite

No. The underlying appeal was manifestly unlikely to succeed.

Motifs extraits

The court found the request did not address the authority's reasons and failed to show how the supervised-visitation regime was contrary to the child’s interests.

Question juridique clé

Whether legal aid should be granted because AP 1 could not draft the appeal herself.

Solution extraite

No. The case was not procedurally complex and AP 1 had not shown she could not express the grounds herself.

Motifs extraits

The matter was emotionally difficult but legally simple; the authority could take into account a simple, personally written submission.

Question juridique clé

Whether legal aid should be granted for the appellate proceedings.

Solution extraite

No, because the appeal itself lacked prospects from the outset.

Motifs extraits

The same reasons that defeated legal aid before the supervisory authority also defeated legal aid on appeal.

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