AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
10.2003.456
Data decisione, Autorità:
23.10.2003, PRPEN
Incarto
n.
10.2003.456/fc
DA
2404/2003
Bellinzona
23
ottobre 2003
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con il
cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario, per giudicare
__________ __________, __________.1980, di
__________ e __________ __________ n. __________, nata a __________,
cittadina italiana, domiciliata a __________, Via __________, coniugata,
casalinga
difesa da: Avv. __________, __________,
prevenuta colpevole di ripetuta infrazione alla LF sugli
stupefacenti,
per avere, senza essere
autorizzata in veste di operaia presso la ditta __________ AG, collaborato alla
cura e alla manutenzione della coltivazione di un ingente quantitativo di
piantine di canapa destinate alla produzione di sostanza stupefacente
(marijuana), percependo per tale mansione un salario mensile netto di fr.
3'000.--;
fatti avvenuti a __________ fra il 10 settembre
2002 e il mese di dicembre 2002;
reato previsto dall'art. 19 cifra 1 LStup.;
perseguita con decreto d’accusa n. DA
/ di data __________ 2003 del Procuratore pubblico Antonio
Perugini, __________, che propone
la condanna dell'accusata:
-
Alla pena di 45
(quarantacinque) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo
di prova di 2 (due) anni.
-
Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--.
-
Ordina la confisca della
vettura __________ targata __________ sequestratale dalla polizia il 18 giugno
vista l'opposizione interposta
tempestivamente in data 22 luglio 2003 dall'accusata;
indetto il dibattimento 23 ottobre 2003,
al quale sono comparsi l'accusata personalmente ed il suo difensore mentre il
Procuratore pubblico con lettera
1° ottobre 2003 ha rinunciato
ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la conferma
del decreto d'accusa impugnato;
accertate le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;
preso atto che nel frattempo la __________
targata __________ __________sequestrata dalla polizia il 18 giugno 2003 è
stata dissequestrata dal Procuratore pubblico;
sentito il difensore, il quale chiede il
proscioglimento;
sentita da ultimo l'accusata;
posti a giudizio i seguenti quesiti
-
Se __________ __________ è
autrice colpevole, eventualmente per negligenza, di ripetuta infrazione alla LF
sugli stupefacenti per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.
-
Sulle pene proposte e sulle
spese.
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
- __________ , nata nel 1980, ha
frequentato le scuole in Italia ed al termine della scuola media si è recata
ancora in una scuola di lingue.
Nel 1996, quando aveva 16 anni,
i genitori si sono separati e lei è rimasta con la madre, iniziando a lavorare
nella sua lavanderia.
Con la madre sono tuttavia
insorte grosse difficoltà e nel 1999 il padre, che nel frattempo si era
trasferito in Svizzera, ha fatto in modo che la figlia potesse venire a
lavorare nel nostro paese. Nel primo anno l'accusata ha lavorato come cameriera
presso il bar Iguana di __________. Dal 2000 al giugno 2002 si è poi
trasferita, sempre come cameriera al ristorante __________ di __________.
Questo ristorante non andava bene, tant'è che nel giugno 2002 tutti i camerieri
hanno dovuto andarsene e l'esercizio pubblico è poi stato chiuso e lo è
tuttora.
Il 23 giugno 2001 l'accusata
aveva sposato a __________ il cittadino svizzero __________ __________,
dipendente dello Stato presso il centro di manutenzione delle strade di
__________. Ai novelli sposi il padre di lei ha messo a disposizione una casa a
__________ di sua proprietà.
Nel corso del mese di settembre
2002, __________ __________, amministratore unico della __________ __________ e
amico del padre e, come tale, da tempo conosciuto dall'accusata, le ha chiesto
se voleva venire a lavorare per la ditta presso le serre di __________, dove
lavorava pure il padre.
Il 10 settembre 2002 __________
__________ ha iniziato il nuovo lavoro. Il suo compito consisteva
nell'estirpare le erbacce nelle serre dove veniva coltivata la canapa, nonché
togliere la muffa e gli insetti dalle piante. Per questo lavoro percepiva un
salario mensile di fr. 3'000.- netti.
Il lavoro è terminato alla fine
di dicembre 2002.
-
Con decreto d'accusa 14 luglio
2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ autrice colpevole di
ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti, per avere, senza essere
autorizzata in veste di operaia presso la ditta __________ __________,
collaborato alla cura e alla manutenzione della coltivazione di un ingente
quantitativo di piantine di canapa destinate alla produzione di sostanza
stupefacente (marijuana), percependo per tale mansione un salario mensile netto
di fr. 3'000.--.
-
Al dibattimento l'accusata ha
ammesso di sapere che la canapa può essere fumata. Ha tuttavia precisato di non
avere nemmeno lontanamente immaginato che la coltivazione di __________ fosse
destinata ad estrarre stupefacenti. Questo poiché sia __________ __________,
sia il padre, le avevano detto che la coltivazione serviva alla produzione di
olio. Lei stessa, pur non avendo mai visto siffatta produzione, ha potuto
constatare la presenza di bottiglie di olio presso la serra. Osserva altresì di
non avere mai assistito al raccolto, ma di avere semplicemente smesso di
lavorare quando le piante di canapa sono state tagliate. Da quel momento è
nuovamente disoccupata.
L'accusata ha infine affermato
che in quel periodo non aveva sentito di particolari problemi in Ticino con la
coltivazione di canapa.
- La difesa rileva che __________
__________ è una ragazza che già da giovane ha sempre lavorato e che anche in
questa occasione, quando ha avuto la possibilità di fare qualcosa non si è
tirata indietro. Purtroppo in questo caso è stata ingannata sulle finalità
della coltivazione in cui ha lavorato e questo proprio da persone con le quali
aveva un particolare rapporto di fiducia.
Osserva altresì che in quel
periodo la situazione concernente le coltivazioni di canapa era tutt'altro che
chiara, tant'è che la Sezione dell'agricoltura faceva consulenza e l'Ufficio
del lavoro inviava persone come operai nelle coltivazioni.
Chiede di conseguenza l'assoluzione.
- Per l'art. 19 cifra 1 cpv. 1 LStup.
Chiunque, senza essere autorizzato, coltiva canapa per produrre stupefacenti, è
punito, se ha agito intenzionalmente, con la detenzione o con la multa.
Dagli atti risulta che
l'accusata non sapeva che la canapa era destinata ad essere usata come
stupefacente. Neppure vi erano segnali tali per i quali si possa dire che ella,
pur non volendolo, si sia assunta il rischio che la canapa venisse usata a tale
scopo. Non le può quindi essere ascritta né intenzione, né dolo eventuale.
Resta da verificare se non le
sia imputabile una negligenza, dal momento che giusta l'art. 19 cifra 3 LStup.
è perseguito anche chi ha commesso il reato per negligenza.
- La negligenza è data quando
l'autore, per imprevidenza, non ha percepito le possibili conseguenze del suo
comportamento.
Nel caso di stupefacenti la
negligenza è data non solo quando l'accusato ha adottato per negligenza un
comportamento punibile, ma anche quando ha ignorato per negligenza che vi erano
in gioco stupefacenti (cfr. Corboz, Les infractions en droit Suisse, vol. II,
2002, nota 70 all'art. 19 LStup.).
Nel caso concreto si potrebbe
quindi dire che l'accusata, andando a lavorare per la prima volta in una
coltivazione di canapa e sapendo che dalla canapa si possono estrarre anche
stupefacenti, avrebbe dovuto assumere maggiori ragguagli in merito alla
destinazione della canapa coltivata a __________. Non avrebbe quindi fatto, pur
avendo avuto un ruolo del tutto marginale nella coltivazione, tutto quanto ci
si poteva da lei attendere per assicurarsi che la canapa non fosse destinata al
mondo degli stupefacenti.
Per poter essere ascrivibile
una negligenza è tuttavia necessario che vi sia un nesso causale adeguato tra
il comportamento dell'autore e il risultato finale. L'adeguatezza può essere
negata, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, solo in presenza di
circostanze del tutto particolari che fanno apparire completamente secondario il
comportamento dell'autore (cfr. per es. DTF 121 IV 10 cons. 3).
La dottrina più recente e
autorevole riprende e sviluppa il principio dell'adeguatezza, precisando che
obblighi di prudenza possono essere dati solo se riferiti a risultati
prevedibili, ritenuto che la prevedibilità deve essere individualizzata (cfr. Stratenwerth,
Schweizerisches Strafrecht, Allg. Teil I, 1996, § 16 N. 16; Trechsel, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, 2. ed., N. 28 all'art. 18 CP).
In concreto l'accusata era
stata informata dal padre che la canapa serviva alla produzione di olio. Lei
stessa, giovane ventiduenne, aveva una fiducia cieca nel genitore, che l'aveva
"salvata" dalla madre dandole la possibilità di venire in Svizzera e
di lavorare, l'aveva sempre aiutata e protetta e le aveva facilitato la vita
matrimoniale mettendole gratuitamente a disposizione una sua casa. Le medesime
informazioni le sono state date dall'amico del padre che l'ha assunta e che
conosceva da tempo.
Questo legame forte e
dipendente dal genitore, unito al fatto che nel periodo in cui ha lavorato se
vi erano state nei media notizie in merito ai canapai non ve n'erano invece
praticamente state sulle coltivazioni, hanno fatto sì che per __________ non
fosse assolutamente prevedibile che il padre la ingannasse e che il reale scopo
della coltivazione fosse l'estrazione di stupefacenti.
Non le può quindi essere
imputata una negligenza per non aver raccolto quelle informazioni, la cui
assunzione in altre circostanze si avrebbe da lei potuto pretendere.
L'accusata deve di conseguenza
essere prosciolta.
visti gli art. 19 cifra 1 e 3 LStup.;
9 e segg., 273 e segg CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie __________ __________,
dall'imputazione di ripetuta
infrazione alla LF sugli stupefacenti per i fatti descritti nel decreto di
accusa n. DA __________/__________del __________ 2003;
carica le spese allo Stato;
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
__________ __________, Via
__________ __________, __________,
Procuratore pubblico Antonio
Perugini, __________, __________,
Avv. __________ __________, Via
__________ __________, __________,
Ministero pubblico della
Confederazione, __________
e, alla crescita in giudicato della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale,
__________,
Ufficio dei giudici
dell'istruzione e dell'arresto, __________.
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster