No analogy to second creditors' meeting in asset surrender concordat

BGE 82 III 90Recueil officiel du Tribunal fédéral (ATF) / Volume III28 avr. 1956Dismissed

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

Intervisa SA appealed against the Ticino supervisory authority's refusal to annul measures in the liquidation of Visa SA under an asset surrender concordat. It argued that a second creditors' meeting should be convened by analogy to bankruptcy and that its complaint against the liquidator and creditors' delegation should be heard. The Federal Tribunal rejected both arguments, holding that Art. 252 SchKG does not apply by analogy in this procedure and that asset realization measures must first be challenged before the creditors' delegation, with only its decisions then appealable to the supervisory authority. The appeal was dismissed.

Regeste Omnilex

Art. 252 LEF; art. 316 b n. 2 and art. 316 e LEF; concordat with surrender of assets and second creditors' meeting: no analogy. The creditors' meeting in the concordat with surrender of assets has a different function from that in bankruptcy, namely essentially the appointment of the liquidators and the creditors' delegation. The protection of creditors does not require a further creditors' meeting before distribution absent an express statutory rule. Measures taken by the liquidators in realizing the assets must be attacked before the creditors' delegation; only the latter's decisions are then subject to complaint to the supervisory authority within the statutory time limit (consid. 2-3).

Texte intégral

Urteilskopf

82 III 90

  1. Sentenza 28 aprile 1956 nella causa Intervisa SA

Sachverhalt

ab Seite 90

A.- Con lettera del 9 febbraio 1956, il liquidatore della ditta Visa SA, al beneficio di un concordato con abbandono dell'attivo, informava la creditrice Intervisa SA che lo stato di riparto di questa liquidazione era depositato fino al 2 marzo 1956 e che i reclami contro il medesimo dovevano essere presentati, entro questo termine, all'autorità di vigilanza. La creditrice veniva nel contempo avvertita che in assenza di ricorso il dividendo sarebbe stato pagato nel termine di dieci giorni. In concreto, questo dividendo veniva indicato in 173 fr. 95, pari al 2,45% dei crediti insinuati e ammessi, di 7100 fr.

Un reclamo della Intervisa SA, rappresentata dal suo amministratore Federico Henzi, contro l'operato del liquidatore e della delegazione dei creditori veniva respinto in ordine e nel merito dall'autorità ticinese di vigilanza, con decisione del 9 aprile 1956.

B.- La ditta Intervisa SA ha interposto in tempo utile un ricorso al Tribunale federale, chiedendo che la causa sia rinviata all'autorità cantonale di vigilanza per nuovo giudizio e che sia ordinata la convocazione della seconda assemblea dei creditori in base all'art. 252 LEF.

Erwägungen

Considerando in diritto:

1......

  1. All'autorità cantonale la Intervisa SA rimprovera avantutto di aver escluso l'applicazione per analogia, in materia di concordato con abbandono dell'attivo, dell'art. 252 LEF relativo alla convocazione di una seconda adunanza dei creditori. Essa pretende a questo riguardo che, opponendosi alla convocazione di una seconda adunanza, l'autorità cantonale ha violato il diritto federale ed è incorsa in diniego di giustizia.

Ora, è bensì vero che la procedura di concordato con abbandono dell'attivo corrisponde nelle sue grandi linee a quella di fallimento (RU 81 II 474). Altrettanto esatto è che la giurisprudenza del Tribunale federale ha dichiarato applicabili per analogia al concordato con abbandono dell'attivo determinate prescrizioni legali disciplinanti la procedura di fallimento (RU 56 I 289). In concreto, nessun motivo giustifica tuttavia l'opinione della ricorrente secondo cui una nuova adunanza dei creditori dovrebbe essere convocata anche in caso di concordato con abbandono dell'attivo. Già la funzione diversa che l'adunanza dei creditori deve svolgere nel fallimento e nella procedura di concordato con abbandono dell'attivo si oppone a una deduzione di questa natura. Nel fallimento, l'assemblea dei creditori è infatti un organo vero e proprio chiamato a prendere decisioni di grande importanza (art. 237 e 253 LEF); nel concordato con abbandono dell'attivo, compito essenziale e nel contempo necessario di quest'assemblea è invece la nomina dei liquidatori e della delegazione dei creditori (art. 316 b, Num. 2 LEF). Aggiungasi che i creditori rimangono liberi, nella procedura di concordato con abbandono dell'attivo, di dare o meno il loro consenso scritto al concordato medesimo e che contro l'attività dei liquidatori e della delegazione dei creditori essi possono far valere i rimedi dati dalla legge.

Ma se compito essenziale dell'adunanza dei creditori convocata nella procedura di concordato con abbandono dell'attivo è la nomina dei liquidatori e della delegazione dei creditori e se la liquidazione spetta per il rimanente a questi due organi, la salvaguardia dei diritti dei creditori non esige certo l'applicazione in via analogetica dell'art. 252 LEF. Occorre al contrario ammettere, con l'autorità cantonale, che se avesse ritenuto necessaria la convocazione d'una nuova assemblea dei creditori prima della ripartizione, il legislatore l'avrebbe espressamente prevista.

  1. Per ciò che riguarda le altre censure mosse all'autorità cantonale, la ricorrente osserva nel suo gravame che esse non sono dirette "contro il deposito dello stato di ripartizione, il cui conteggio matematicamente può essere giusto", bensì contro l'operato del liquidatore e della delegazione dei creditori che non avrebbero preso tutte le misure necessarie per tutelare gli interessi di tutti i creditori.

Secondo la ricorrente, a torto l'autorità cantonale avrebbe dichiarato irricevibile il reclamo su questo punto, in applicazione dell'art. 316 e LEF giusta il quale i liquidatori soggiacciono alla vigilanza e al controllo della delegazione dei creditori e solo le decisioni di questa commissione possono essere deferite all'autorità di vigilanza; poichè essa intendeva reclamare contro l'operato non solo del liquidatore bensì anche della delegazione dei creditori, sarebbe stato paradossale dover presentare il reclamo alla commissione stessa.

Questo modo di vedere della ricorrente non può essere condiviso. Infatti, gli atti e le omissioni che essa rimprovera in modo generico al liquidatore e alla delegazione dei creditori concernono indiscutibilmente la procedura di realizzazione dell'attivo. Ora, a questo riguardo l'art. 316 e LEF è esplicito: i provvedimenti dei liquidatori in materia di realizzazione dell'attivo devono essere impugnati avanti la delegazione dei creditori e solo le decisioni di questa commissione possono essere deferite all'autorità di vigilanza entro 10 giorni dalla comunicazione (cf. anche RU 77 III 135). Ne segue che nessun rimprovero può essere fatto all'autorità cantonale per non essere entrata nel merito di un reclamo che non ossequiava un preciso disposto di legge.

Dispositiv

La Camera di esecuzione e dei fallimenti pronuncia:

Il ricorso è respinto.

Mots-clés

debt enforcementasset surrender concordatcreditors' meetinganalogyliquidationasset realizationsupervisory complaint

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether Art. 252 SchKG applies by analogy to an asset surrender concordat liquidation so as to require a second creditors' meeting before distribution.

Solution extraite

No. The court held that the second creditors' meeting in bankruptcy cannot be extended by analogy to an asset surrender concordat liquidation, because the meeting serves a different function there and the legislature did not provide for it.

Motifs extraits

Bankruptcy and asset surrender concordat have similar outlines, and some bankruptcy provisions may apply by analogy, but the creditors' meeting in the concordat mainly serves to appoint liquidators and the creditors' delegation. The creditors remain free to consent in writing and can challenge the liquidators' and delegation's acts by the remedies provided by law. If a further meeting before distribution were necessary, the legislature would have stated so expressly.

Question juridique clé

Whether the complaint against the liquidator's and creditors' delegation's conduct in realizing assets was admissible before the supervisory authority.

Solution extraite

No. Acts and omissions relating to asset realization must first be challenged before the creditors' delegation, and only its decisions may then be brought to the supervisory authority within 10 days.

Motifs extraits

Art. 316e SchKG expressly governs the challenge route for liquidation measures. A generic complaint directly to the supervisory authority does not comply with the statutory procedure, so the cantonal authority correctly declined to enter into the merits.

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