BGE 41 III 377
BGE 41 III 377Bge19 oct. 1915Ouvrir la source →
376 Entscheidungen der Scbuldbetrellmngs- la police d'assurance a ete declaree insaisissable et le prepose aux faillites a He invite a statuer dans l'el at de collocation sur la validite du droit de gage revendique. Or, ces decisions sont l'une et l'autre erronees et impli- quent la mecollnaissance evidente des dispositions expresses de l'ordonnance du Tribunal federal du 10 mai 1910 concernant la saisie, le sequestre et la realisation des droits decoulant d'assurances. En effet, l'instance cantonale constate que la masse ne conteste pas aux hoirs Mack la qualite de beneficiaires des droits resultant de la police, et en outre iI est cons- tant que le gage a ete constitue par le failli. Les condi- tions d'application de l'art. 12 de l'ordonnance citee ci-dessus sont donc reunies, c' est-a-dire que Je droit de gage ne doit pas etre realise dans la faillite et qu'il doit etre imparti au creancier gagiste un. delai pour intenter la poursuite en realisation de gage. Du moment que, par suite de la reconnaissance de la qualite de beneftciaires. les droits resultant de la police cessaient de faire partie de la masse, l'autorite de surveillance n'avait pas a se prononcer sur la saisissabilite de la police et l'Offtce n'a pas davantage a statuer, dans l'etat de·collocation, sur la validite du droit de gage; les contestations qui peuvent s'elever a ce sujet entre le creancier gagiste et les bene- ftciaires doivent etre liquidees en dehors de la faillite. Le recourant ayant remis la police en mains de l'Offtce dans !'idee qu'elle etait comprise dans la masse, et cette idee s'etant reveIee erronee par suite de la reconnaissance de Ja clause beneftciaire de la part de la masse, iI est fonde a exiger la restitution de la police, et la masse qui, vu la dite reconnaissance, n'a plus a s'occuper de la police, ne saurait etre admise a fixer au creancier un delai pour la revendiquer contre les hoirs Mack. Elle doit simplement, conformement a l'ordonnance, lui fixer un deIai pour 'intenter la poursuite en realisation de gage, de maniere a ce qu'elle ne soit pas obligee de garder und Konkurskammer. N"S2. 377 indefiniment le dividende afferent a la creance, qu'elle est tenue de colloquer, abstraction faite du gage. n resulte de ce. qui precMe que I'autorite cantonale aurait du entrer en matiere sur le recours:' on ne saurait en effet pretendre que le recourant u'eut pas d'inter6t a demander l'annulation de la decision de l'autorite infe- rieure de surveillance, puisqu'au contraire ses droits, tels qu'ils se trouvent consacres par l'ordonnance federale, ont ete manifestement meconnus et violes par cette deci- sion. Il y a lieu, par consequent, d'annuler tant ce pro- nonce que celui de l'instance superieure, et d'inviter J'Office: 1 ° A restituer au recourant la police, soit le montant de l'assurance s'ill'a deja encaisse; 20 A lui fixer un delai convenable pour intenter contre les hoirs Mack la poursuite en realisation de gage; 30 A statuer dans l'etat de collocation sur l'admission de la creance, abstraction faite du gage;' 40 A garder le dividende afferent a cette creance auss longtemps que le gage n' aura pas ete realise en dehors de la faillite et a ne le distribuer que dans la mesure OU il doit servir a combler un deftcit eventuel. Par ces motifs, La Chambre des Poursuites et des Faillites prononce: Le recours est admis dans le sens des motifs. 82. Sentenza 5 novembre 1915 in causa Kangili. Anche l'esercizio di una osteria pue) costituire, in determinate condizioni,l'esercizio di una professione a mente den'art.92 cU. 3 L. E. F. In un'esecuzione promossa contro Luigi Mangili, eser- ~ente la trattoria «Degli Amici e A vvenire» in Lugano. AS 41 111 -1915 '1.7
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Entscheidungen· der Scbuldbetreibungs-
rUfficio di Lugano pignorava, tra altro, gli oggetti se-
guenti :
Avendo il debitore chiesto all' Autorita di Vigilanza
di escludere questi oggetti dal pignoramento in forza
dell'art. 92 eif. 3
LEF., il ricorso venne respinto colla
querelata
decisbne 22 settembre 1915 sulla scorta dei
seguenti motivi : Il ricorso
e anzitutto tardivo perehe
interposto il 16 agosto 1915, mentre l'ultimo giomo utile
era
il 15 dello stesso mese. Ma esso e iilfondato anche
nel merito. Un oste non e un professionista nel senso
della
legge; la sua attivita consiste, non nell'esercizio
di determinate capaeita,
ma nella compera e vendita di
merce. Gli oggetti pignorati non
eervono dlluque all'eser-
eizio di llna professione a
mente delI'art. 92 eil. 3, ma
di un eommercio, e non cadono quindi sotto la prote-
zione di quel disposto;
Considerando in diritto :
1
0
L' eccezione di tardivita sollevata dalla parte resi-
stente al ricorso ed ammessa dal giudice cantonale e ih-
fondata. L'ultimo giomo utile era il 15 agosto : ma
qUl'sto era giorno festivo ed il termine a ricorrere non
spirava quindi ehe il
giomo. seguente. Ora, il ricorso fu
. messo alla posta il 16 agosto prima delle 4 pom.
2
0
Nel merito si osserva : Lo scopo delI' art. 92 eif. 3,
e di permettere al debitore di guadagnare il suo sosten-
tamento e quello della sua famiglia, continu:mdo a spie-
gare quella forma di attivita ehe ha esercitata fino al
pignoramento,
purehe cio sia possibile senza il coneorso
di elementi capitalistici di
una eerta importanza. Par-
tendo da questo concetto, la giurisprudenza deI Tribunale
federale
ha ammesso ehe, in via generica, il termine di
(I professione» significa ogni attivita economiea ehe non
riveste
i caratteri di un'impresa industriale 0 commer-
l
und Konkurskammer • N° 82.
male : vale a rure ogni attivita economica ehe eonsiste
essenzialmente nel lavoro deI debitore e dei membri della
Bua famiglia senza ehe vi eoncorrano impianti meeeaniei
od altri e:ementi capitalistici di
tele importanza da dare
a
quest'attivita l'indole di un'impresa commerciale od
industriale.
Ond'e ehe l'esercizio di un piccolo commercio
o
d'nna modesta industria pud avere il carattere di una
« professione» nel senso della legge ogni qualvolta esso
consiste essenzialmente nel lavoro deI debitore e dei
membri della sua
famiglia e ehe i mezzi meeeallici 0 gli
altri elementi capitalistici. ehe vi concorrono, sono di
cosi pieeola importanza ehe
si appalesano piuttosto come
mezzi neeessari al debitore
per trar profitto delle sue
attitudini commerciali od industriali, anziehe eome
fattori economici ehe eostituirebbero, eol lavoro
deI rle-
bitore, un'azienda industriale 0 commerciale.
Cio posto, non e dubbio ehe, eome l'esereizio di una
modesta pensione (RU ed. sep. 15 p. 4 e seg. ), anehe quello di una piccola osteria 0 trattoria possa rivestirt, il earattere di una (i professione » nel Sf'nso della legge: poiehe anehe nell'esercizio di una pieeola osteria l'ele- mente principale dell'aziepda si eompendia nel lavoro deU'esereente. Donde risulta ehe ad escludere ehe il debitore MangiIi esereiti una professione ncl senso della legge non basta 10 stabilire che esso tiene una trattoria: bisognera inoltre esaminare le condizioni spedali dell'esereizio. Se, come sembra risultare dagl i atti. esso consiste essenzialmente nel lavoro deI debitore e dei membri della sua famiglia e nell'uso de modesto mo- biglio necessario a quest'uopo, ed il provvento deU'azienda non e presumibilmente tale da produrre guadagni, ma da bastare solo al sostentamento deI debitore edella 5ua famiglia, quest'esercizio dovra venir considerato come l'esereizio di una professione a mente delI'art. 92 eil. 3 LEF. L'incarto non offrendo gli elf'menti necessari aftlnche Ed. gen. 38 I p. 189 e seg.
380 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- il Tribunale federale possa decidere questa questione direttamente, la sentenza querelata deve venir annullata e la causa rinvia1 a all'istanza cantonale per complemento d'istruzione nel senso dei considerandi e nuovo giudizio ; pronuncia: II ricorso e ammesso nel senso dei considerandi. 83. Entscheid vom 5. November 1915 i. S. Schlesinger. Art. 144 SchKG. Vertt'ilungdcsvom Drittschuldnereiner gepfändeten Forderung bezahlten Betrages ohne Begehren des betreibenden Gläubigers. -Unzulässigkeit der Vertei- lung der von Miet-urld PachtzinsschuldlH'rn bezahlten Bt träge, wenn die Miet-oder Pachtzillsforderungen nur als Akzessorium einer Liegenschaft gepfündet sind und die Be- treibung in Bezh'hung auf dit, Liegenschaft d:)hingefaIJ,'u ist. 4. --In einer Reihe von Betreibungen gegen deli Re- kurrenten Max Schlesinger, Kaufmanll in Zürich 6, wur- den unter anderem dessen Liegenschaften in Altstettell und Zürich 2 gepfändet. Die'se Liegenschaften waren verpachtet. Dip Pachtzinsen für die Jahre 1911-1913 im Bdrage von 521 Fr. 70 Cts. und 426 Fr. 40 Cts. wurden (lern Betreibungsamt Züricb 6 abgeliefert. Dieses stellte am 29. Juli 1915 einen Verteilungsplan auf, worin es den Reinerlös aus den Pachtzinsen verschiedenen Pfändungs- gläubigern zuteilte, obscholl diese nie die Verwertung der SChOll im Jahre 1909 gepfändeten Liegenschaften verlangt hatten. B. --Hiegegt:Jl erhob der Rekurrent Beschwerde mit dem Begehren, der Vertdlungsplan sei aufzuheben und die vorhandene Barschaft ihm herauszugeben. Er machte geltend : Die Gläubiger hätten innert der gesetzlichen Frist von zweiJahrcll seit der Pfändung die Verwertung der Liegenschaften nicht verlangt. Infolge- und KonKurSKammer. N"ljiS. dessen seien ihre Betreibungen erloschen und eine Ver- teilung unzulässig. Auch für diE Verteilung von barem Geld sei ein Verwertungsbegehren nötig, weil nach dem Betreibungsgesetze das Betreibungsamt jeweilen nicht von Amteswegen, sondern nur auf Antrag des Gläubigers handle. Zudem seien die Pachtzinsen (t Teil der Liegen., schaftspfändung )}, so dass zu ihrer Verteilung ein Be- gehren um Verwertung der Liegenschaft erforderlich gewesen wäre (vergl. BGE 36 I N° 81 *). Die obere Aufsichtsbehörde des Kantons Zürich wies die Beschwerde durch Entscheid vom 9. Oktober 1915 mit folgender Begründung ab : Bei einer Pfändung von barem Gelde habe das Betreibungsamt die Verteilung VOll Amtes wegen, ohne ein Verwertungsbegehren abzuwarten, vor- zunehmen. Bei einer solchen Pfändung komme eine Ver- wertung nicht in Frage und für die Verteilung sei ein Begehren nicht erforderlich. e. -Diesen ihm am 19. Oktober 1915 zugestellten Entscheid hat der Rekurreut am 29. Oktobt;r 1915 recht- zeitig unter Erneuerung seines Begehrens an das Bundes- gericht weitergezogen Die Schuldbetreibungs-und Konkurskammer zieht in Erwägung: \Tenu eine gepfändete Forderung vom Drittschuldner dem Betreibungsamt bezahlt wird, so ist damit allerdings die Forderung ohne weiteres verwertet. Das Betreibungs- arnt hat ;n einem solchen Falle ohne ein besonderes Begehren des Gläubigers die Verteilung vorzunehmen, wenn die Teilnahmefrist abgelaufen ist. Ein Verwertungs-: begehren hätte in einem derartigen Falle keinen Sinn und für die Verteilung bedarf es eines besonderen Begehrens nicht, wie die Vorinstanz zutreffend ausgeführt hat. Allerdings hat das Betreibungsamt in einer Betreibung in der Regel die einzelnen Haupthandlungen nur auf ein besonderes Begehren des Gläubigers zu vollziehen. Dieser • Sep.-ADsg. 13 No 41.
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