- Sentenza. 1° ottobre 1916
nellacausa ditta Fratelli Bauma.nn Stiefenhofer
contro Eerna.sconi.
L'esperimento delle istanze cantonali non e requisito di
proponibilita deI rieorso per violazione delI'art. 59 CF. -
Interpretazione della cIausola di un contratto tra le FFS
ed un impresario secondo la quale questi e tenuto a sotto-
porre le controversie (' relative aI contratto al giudiee deI
Iuogo
dove sono da eseguirsi i lavori e ad ivi eleggere domi-
eilio. -Applicabilita della proroga deI foro anche alle
azioni
di terzi.-Limite della validita dei disposti di diritto
cantonale sul foro nei rapporti intereantonali.
A. -Mediante contratto 19 dicembre 1913 la Ditta
Fratelli Baumalln Stiefenhofer in Altdorf appaltava
dalla Direzione deI Vo Circondario delle Ferrovie federali
svizzere in Lucerna i lavori di
sottostruttura deI secondo
binario lungo
il percorso stazione di Melide fino aHa galle-
ria
aI Paradiso ) presso Lugano. L'art. 4 di detto COll-
tratto dispone ehe non si tollera l'impiego di materiale
estero se non a certe condizioni e l' art. 7 contielle delle
clausole in favore degli
operai ) deU'impresa assuntrice
(assicurazione contro gli illfortuni e
le malattie, garanzia
per iI pagamento deI salario, per la somministrazione dei
viveri ecc.).
L'art. 12 poi dice : ( Le controyersie relative
al presente contratto, che s.econdo le cOlldizioni generaH
non devono essere giudicate da arbitro e per le quali a
termine den' art. 12 della legge sul riscatto deI 15 ottobre
1897 non e previsto il Tribunale federale come unica
istallza, devono essere sottoposte al giudizio dei com-
) petente Tribunale dei Cantone Ticino. A questo scopo
l'impresa elegge il suo domicilio presso il signor Attilio
Pedrazzini, avvocato in Bellinzona ...
Fra l'impresa Fratelli Baumann Stiefenhofer e
Ermenegildo Bernasconi
in Melide corsero in seguito
trattative per la conclusione di un contratto per deter-
minati lavori di
muratura, di sterro, di inghiaiamento ece.
Gerichtsstand. N° 39.
ehe Bernaseoni avrebbe dovuto assumere a cottimo. Tale
contratto n:on maturo a perfezione per discordanza sul
prezzo deI
cottimo; ci6 malgrado Ermenegildo Ber?,as-
coni col figlio Giuseppe prestavano la 10ro o ra alllm
presa nella speranza, com'essi allegano, he 1 mpresa SI
sarebbe poi lasciata indurre aregolare la sltuazIOne accet
tando condizioni phI eque. L'impresa lascio lavorare 1
Bernasconi, ma quando, nel giugno 1914, avvellne la
liquidazione dei conti, sorse issidi? tra .Ie part.i, E. : G.
Bernasconi
trovando insuffiCIente Ilreslduo dl 128:: r.
eol quale l'impresa voleva tacitare le .10ro pretese e ehl:-
delldo essi (per i servizi prestati da Gmseppe Bernascol1l)
un compenso di 1200 fr. per 4 mesi di opera di ansistenz
sui Iavori, spese e servizi per il reclutamento degb operal,
. lavori di
paga di tenuta di libri ecc. : e 400 fr. per spene
1 egal i. Giuseppe Bernasconi calcolava la sua mercede III
300 rr. al mese.
n dissidio non essendosi potuto comporre bonalmente,
Ermenegildo e Giuseppe Bernascoiü,
COll petizio:le 16 lug-
Ho 1914 citavano l'impresa Baumann StIefellhofer
davanti il pretore di Lugano-Campagna pe il ?agnmento
di detta somma. Nella petiziolle i lavon dl Gmseppe
Bernasconi vengono
qualiflcati nel modo suesposto e
l'azione vien poggiata sugli art.
319, 320 e seg., 330 e
relativi e, subordinatamente, sugli
art. 62 e seg. CO. .
B. Trascorso infruttuosamente il termine perelltorIO
coneesso dal giudice
aHa ditta cOllvellut er l'i.ntnoduzio-.
He delI'atto di risposta, questa, con petInIOne lllClnentale
25 novembre 1914, basandosi sull'art. :: 9 CF, ch.ledeva
ehe
il Pretore di Lugano-Campagna si dichiarasse mco.
petente comecche la convenuta nOl: avense il. suo .domlCl-
Ho in Lugano, ma in Altdorf. Respmta m pflna lstanz ,
l'impresa deferiva la questione al Tribunale dl Ap?ello d
quale, con sentenza 24 marzo 1915, confermava l'.lmpug
nato giudizio. Esso ritiene anzitutto ehe l'elezlOne dl
domicilio dell'art.
12 deI contratto traBaumann StIefen-
hofer e le Ferrovie federali debba valere allehe per le
1 1
AS 41 I -1915
contestaziolli tra Baumann Stiefenhofer ed il loro operai
(tra i quali sono da annoverarsi, a meute dell'istanza eall-
tonale, in sen so lato, anehe gli attori). Il Tribunale di
Appello poi
ammette 1a eompetellza dei tribullaJi ticinesi
anehe
per il riflesso ehe l'impresa Baumann Stiefenhofer
assllmendo i lavori suddetti nel Cantoue Ticino, vi ha
creato una sede seeondaria 0 filiale costitutiva di foro
a
stregua deHa giurisprudellza deI Tribunale federale.
Basandosi su
questa sentenza in cui la sua competellza
veniva confermata, il Pretore di Lugano, cou giudizio
contumaciale 23 giugno
1915, dichiarava la COilYl'lluta
preclusa dal diritto di insinuare Ia propria risposta e Ia
condannava al pagamento di 1160 fr. agli attori Bernas-
coni, Ie spese a carieo deHa parte soccombente.
C. Con ricorso di diritto pubbJico 27 luglio 1913 la
Ditta Baumann Stiefenhofer si aggraya presso il Tri-
bunale federale per vlo1azione dell'art 59 CF e domallda
l' anllullazione dena sentenza 24 marzo (intimata it 31 mag-
gio 1915) deI Tribunale di Appello
e 23 g'iugllo 1915 deI
Pretore di Lugallo-Campagna. Essa allega in sostallza :
Non e controverso ehe la Ditta Buumanll Stiefcnhofer
e
solvente, ehe essa ha il suo domicilio ,in Altdorf e ehe si
tratta di una pretesa personale: jl giudiee naturate gm'all-
tito aHa Ditta ricorrellte dalla CostituziollC federale,
art. 59, e dunque quello di AitdorL A lorto il giudice
cantonale ha ammesso ehe stipulalldo eolle Ferrovie fede-
rali svizzere
I'art. 12 essa abbia rinunziato auche nei
rapporti degli attori al foro dei suo domicilio ; qnel eOIl-
tratto e nei confronti degli attori res inter alios e la COIl-
testazione ehe verte tra le pmti nOll puo neppur vcnil'
considerata come cOlltroversia relativa al eOlltratto
19 dieembre 1913. Se quel cOl1tratto regola eerte condi-
zioni dei
futuri rapporti tra l'impresa ed i suoi operai
(art. 7), gli attori non sono eertamente degli operai nel
senso di quel disposto ed
il rapporto giuridico ehe essi
aceampano non
e nemmeno queUo di un operaio verso H
Gerichtsstand, N° 39.
suo padrone (art. 319 e seg. CO), ma quello di appaltatore
verso il committente (art. 363 CO).
L'interpretazione den'art. 12 nel senso ammesso dalle
istanze eantonali
non e sostenibile anche perche la legis-
Iaziol1e eantonale ha gia provveduto ad assicurare agli
operai la competenza deI giudice Ioeale.'N.on
pUD poi
ammettersi ehe Ia rieorrente, assumendo dl fronte alle
ferrovie federali svizzere i Iavori
in questione nel Can-
tone Tieino, vi abbia ereato una filiale 0 sueeursale,
poiehe
si tratta di lavori isolati e transnunti, completa-
mente dipendenti dall'azienda .eentrale l A.lt? rf non
costituiscono quindi, nel 101'0 lllsieme, I athvlta dl una
succursale 0 filiale. .
D. -Nella loro risposta al rieorso E. e G. Bernascol1l
dichiarano
anzitutto il mezzo irrieevibile, non avel1do la
ricorrente esperite le istanze calltonali, pokhe la sentel1za
contumaciale 23 giugno
915 deI Pretore sarebbe stata
suseettibile di appello. Nel merito i resistenti al rieorso
domandano
il regetto deI rkorso perehe infondato.
Considerando in diritto:
- on oeeorre ricercare se a ragione la parte resis-
tente pretenda che il giudizio eontumaciale deI Pretore
era suseettibile di appello. A mente infatti della costante
pratiea di questo Tribunale (vedi, ad esemnio, R,U 24 .1
p. 219) l'esperimento delle istanze e.an nah non e. reqUl
sito di proponibilita deI gravame dl dmtto pubnhno pel
violazione
dell'art. 59 CF. D'altro canto, se pure 1I ncorso
non fosse ricevibile se non nei confronti della. sentenlna
deI Tribunale di Appello 24 marzo 1915, anche l glUdlZIO
contumaciale cadrebbe senz'altro e dovrebb ve:llr , come
quella,
annullato perche pronunciato da gmdlee llleom-
petente.
20 -Nel caso Stussy-Aebli c. Obwalden (RU 41 I
p. 94 e seg.) ehe,
contrariamente a qnant 'pnetende Ia
parte ricorrente, presenta, nei suoi punt! declslvl ed essen-
ziali, perfetta analogia colla fattispecie, il Tribunale fede-
rale ebbe a
diehim'are ehe l'impresario il quale, nelle
cIausoie di
uu contratto di appalto eon uua pubbliea
amministrazione el egge domieilio
in un Cantone, accetta
il foro di quel Cantone per tutte le eontestaziolli ehe pos-
so no sorgere in relazione all'eseeuzione dei lavori assunti
anehe nei
rapporti eon terzi. Il eoneetto informatore di
questo giudizio
e ehe ad un ente pubblieo non spetta sola-
mente Ia
tutela dei propri interessi come parte privata :
esso
puo eonsiderarsi, nella sua qualita di pubbliea ammi-
nistrazione, eome ehiamato a
tutelare uel modo opportuno
anehe gli interessi di quelle persone ehe
entrano in rap-
porti di affari eoll'impresa sul territorio dove essa spiega
Ia
sna attivita contrattuale. Che nel caso attuale le ferrovie
federali svizzere -alle quali, eome
parte dell'amminis-
trazione statale, compete illdubbiamente
il carattere di
ammiuistrazione pubblica, -nel
cOlltratto pattuito colla
Ditta Baumalln Stiefenhofer abbia iuteso salvaguar-
dare, non solamente i propri interessi fiscali,
ma altresi
quelli di terzi, emerge in modo indubbio da diversi dis-
posti
deI cOlltratto e specialmellte da quelli menzionati
degli
art. 4 e 7. In queste eOlldizioni le istallze cantonali
hanno rettamente iü.terpretato la clausola prorogatoria di
foro delI'art.
12 ammettendo ehe essa eontempli non solo
le contestazioni
tra le palti coutraellti ma anehe quelle ehe
possono sorgere
tra l'impresa e"le persone ehe, in generale,
eontribuiseono
eoUe 101'0 prestaziolli all' esecuzione dei
lavori dell'impresa nel Ticino.
La dicitura di quella clau-
sola
(l eontroversie r e I a t i v e al presente eontratto I
e I'illtento manifesto deI enntratto di regolare certi rap-
porti di diritto tra l'impresa e dei terzi -neU 'interesse
di questi ultimi -rende afTatto ammissibile la tesi ehe
le
Ferrovie federali svizzere, stipulando quella clausola.
abbiano inteso
garantire a quei terzi il bellefieio di poter
chiamare la rieorrente davallti al giudiee deI luogo dei
lavori
anziehe al foro piü remoto deI suo domieilio. Ne
GE'richtsstand. N° 39.
vale l'obiettare ehe i rapporti di E. G. Bemasconi COll
la rieorrente non rivestono l'indole di un eontratto di
servizio.
ma di un contratto di appalto, eehe quindi i
Bernaseoni non possono venir considerati eome
operai ,
eioe appartenenti a quelle persone di eui il eontratt?
(art. 7) intendeva specia:mente curare gli interessi. E
eerto ehe stipulando quella clausola assai
genericn era
affatto indifferente alle parti quale poi fosse per essere J I
natlu'a giuridica dei rapporti ehe l'impresa avrebbe COIl-
tratto eon terze persone per l'esecuzione dei Iavori da
essa assunti. on oecorre dunque ricercare, li fini di
questo
giudizio. se iI rapporto giuridieo tm i Bernascoll i
e In rieorrente sia quello di UB contratto di appalto 0 di
servizio, poiche e fuor di dubbio ehe questo cOlltraUo
coneerne dei lavori ehe stallno in diretto rapporto co 1-
I'appalto assunto dall'impresa e ehe sono pereio da eonsi-
derarsi
co me ( relativi al eOlltratto nel sen SO dell'art. 12.
E poi afTatto eonciliabile eolla tendenza deI contratto e
speeialmente eollo seopo dell'art. 12
l'interpretare l'es-
pressione ( operai dell'art. 7 Hon nel suo senso stretto
(e neanche usuaIe nel lillguaggio corrente) di persone ehe
prestano puro lavoro materiale (manovali, sterratori pr '.) :
e se pure si vuol limitare il senso di quell'espressione alle
persone sottomesse ad un contratto di lavoro, nOIl si
ravvede per qual motivo i resistellti al ricorso (ehe pres-
tarono insomma opera di assistenza e di eontrollo
dei
lavori) non potrebbero venir eOllsiderati eome lavofntori
e dovrebbero vellir esclusi dal beneflcio deI foro ticinese.
Che questa interpretazione dell'art. 12 sia erronea perehe
Ia legislaziolle eantonale ha gUl provveduto a garantire agli
opera i il foro eantonale (art. 29 cif. 2 PCT), e illazione
inammissibile, poiehe le disposizioni di
diritto eantonali
coneernenti il foro non sono validi nei
rap p 0 r t i in te r-
e a n
ton a I i (di cui si tratta nel caso in esame) se non
nei limiti coneessi
dall'art.59 CF. Astabilire dunque un
foro speciale nei eonfronti della rieorrente, domieiliata
in aItro cantone, oceorreva, Hel easo in esame, uua spe-
ciale pattuizione di proroga di foro : (' eiD fu appunto
l'intento dell'art. 12.
Il Tribunale federak'
pronull('ia
II ricorso e respinlo.
40. Urteil vom 23. September 1915
i. S. Meier-Ma.urer gegen La.bhart und Obergericht Luzern.
Der Anspruch auf Errichtung cines Bauhundwerkel'pfund-
rechts im Sinne des Art. 8: 7 Z i f. : ZGB gehört nie 11 t
zu den persönlichen Ansprachen" des Art. 5 1 SV. Die
GdtendmachuIIg dieses Anspruchs, und in Yerbilldung da-
mit auch der zu sichernden Werklohnfordel'Ullg gegenüber
dem Eigentümer des Baugrundes, ist zulässig helm Richter
des Liegenschafts-und Bauortes.
!. -Im Frühjahr 191:1 übemahm der rekursbe-
klagte Baumeister Labbart in Luzern um den Pauschal-
betrag VOll 34,000 Fr. den teilweisen Umbau der dor-
tigen Hotelliegenschaft Haldenhof die von dem in
Zürich:wohnhaften Rekurrenten Meier-Maurer auf Kon-
kurssteigerung"'zu Eigentum erworben und für den Be-
trieb der c umgebauten Anlage dem Hotelier Häcki ill
Luzern
verpachtet wordeIf war. Das Bauyertragsver-
hältllis ist insofern nicht völlig klar, als der Eigell-
tümer dem Baumeister den Pächter als den Bauherrn
bezeichnete, dem er lediglich eine bestünmte Summe
für den Umbau zur Verfügung steHe, während der
Pächter seinerseits dem Baumeister gegenüber erklärte,
er übernehme zwar die Garantie für die Bausumme
von 34,000 Fr., erteile jedoch keinerlei persönliche Be-
fehle, die nicht im Budget enthalten sein könnten, und
weise jede Verantwortung für nicht VOll ihm erteilte
Aufträge zurück.
Gerichtsstand. N° 10.
Die Arbeiten waren, laut Bescheinigung des bau-
leitenden Architekten, am 4. Juli 1914 vollständig aus-
geführt, und die Gesamtforderung Labhal't (Pauschal-
preis
nebst Entschädigung :ür MenrarbeIten . 'wurde
vom Architekten am 16. Juh 1914 lJl der Hohe von
35,350 Fr. anerkannt. Da Labhart auf diese Summe
nur eine Abschlagszahlung von 6000 Fr. erlangen konnte,
erwirkte er für den Restbetrag VOll 29,350 Fr. durch
Verfügung des Amtsgerichtsviceprüsidenten von Lnzern
Stadt, vom 23. September 1913, die yorläufige Emtra-
gung eines Handwerkerpfandrechts, mnt der Auflage,
seine .Ansprüche
innert zwei Monaten elnzuklagen,. an-
SOllst die Eintragnng zu löschen wäre. Auf Grund dIesel.'
richterlichen Verfügung erricht ete die Hypothekarkanzlm
des Stadtrates VOll Luzel'll am 13 Oktober 1914 als
VOll Meier-Maurer veran1asst zu Gunsten Labharts auf
der Hotelliegenschaft Haldenhof ) eine Grundpfand-
verschreibung für den Betrag von 29,350 Fr. an 1 Hi.
PfandsteIle, im Xachgang VOll 117 Kapitalpost n im Ge-
samtbetrage von 32,0000 Fr.
B. -Iunert der ihm gesetzten Frist reichte Labhart
am :20. Xowmber 1914 gegen Meier-Maurer beim Amts-
gericht VOll J .uzerIl-Stadt K lag e ein mit folgenden
Heehtsbegehrut :
,1 1. Der Beldagte schulde ihm 29,350 Fr. und habe
ihm diesen Betrag, zuzüglich 51 Fr. Errichtungskosten
;) des Bauhalldwerkerpfalldrechts, zu bezahlen, nebst
') Yerzugszins zu 3 % seit dem 23. Sept:mber 1914 ...
,):2. Das für diesen Betrag vOll 29,350 Fr. gemass
)) YerfügUlla des Amtsaerichtsvicepräsidenten von Luzern-
o b
Stadt unterm 23. September 1914 vorläufig emge-
,) tragene Bauh31tdwerkerpfandrecht auf Liegenschaft
Haldenhof . . sei als definitiv erklärt.
I) 3. Es sei die auf Grund dieses Bauhandwerker-
.. pfandrechts für den Betrag von 29,350 Fr. unterm
23. September / 13. Oktober 1914 auf em Haldenhoh
" ..... errichtete Gruudpfandverschrelbung zu Gunsten