Art. 132 SchKG; seizure of an undivided inheritance share and determination of its realization method. An undivided inheritance share is amenable to seizure even where its concrete composition, value, or classification as movable or immovable property has not yet been established. The enforcement authority may not reject the seizure on the ground that the share is not materially individualized. Where such a share is seized, the competent supervisory authority must determine ex officio the manner of realization; it cannot leave the creditor without a realizable object merely because the share is not yet itemized. The seizure concerns a right in a share, not a physically identified asset, and the law entrusts the authority with shaping realization accordingly (consid. 1-2).
Entscheidungen der SChuldbetreibungs- genommen, für weld)e tein lRetenttonßred)t Beftene. :i:la au ent. fd)eiben fet aber nid)t bie I!tufitd)t oeljörbe auftänbtg, fonbem e aoe gemä I!trt. 155, oeaw. 106 ff. be .?SetreiOuttgngefene b(t tnfprud) ;i.lerfaljren ftatt3uj1nben, ttlerd)e i.lom .?Setretoung (Unt, ci.lentueU burd) I!tnjej?ung i.lon g;rtjten aur gerid)tlid)en Stlage, burd)aufüljren fei. :i:lemgemäfj wurbe mit ntfd)eib Mm 29. o. i.lemoer 1898 b(l .?SetretBungnamt angettltefen, b(l genannte merfaljren etnauleiten. IIL egen biefen ntid)eib erljoB namen be ( ;. q3recour Dr. ?ffiinig lRefur Beim unbe ;gertd)t. r mad)t geHenb, ba in. f'Prud) berfaljren jei fd)on aBgewid'eIt ttlorben, unb eß ljaBe teinen Sinn, e 3u wieberljolen. 3m runbe Bel)au'Pte benn aud) bie :i:lrittanjpred)erin Ugung ber g;orberung; iljre inrebe fei alfo bte niimUd)e, bte gegeBenen g;aU bem Sd)ulbner nad) Illrt. 85 be !8etreiBungßgefetne auftel)e. , n ba g;orberung ;lJerljiiltni ottlifd)en (iiuBtger unb 6d)ulbner aBer rönne ftd) bie :i:lrittan. fpred)erin nid)t einmifd)en. IV. ;vie fantonale llluffid)t Beljörbe entgegnet ljterauf, ber streit brelje fid) um ben Umfang eine ; an fid) nid)t Befttittenen q3fanb. Beattl. lRete tion reel)t , b. lj. gerabc um ben q3unft, ber feiner ßeit in bem .)om 1ll:p:peUatton gertd)te gefh'id)eneu Bufane 3um erftinftanaUd)en Urtei1 geregelt ttlar unb ber uunmeljr einer Befon bem gertd)t1id)en lHege(ung Bebürfe, Me im merfanren ber Illrt. 106 ff. 3U erfolgen ljaBe. :i:las .?SetreiBung amt aBe benn (md) bereit ; bas inl:Prud) ;tlerfaljren eingeleitet, unb es a6e in folge beffen bie I.maria 6d)neiber, nad)bem iE. jßrecour i9re Illn f:prüd)e ueftritteu, Strage ernoben. :i:liefe iei aUerbing nod) nid)t 6eurteilt; immerlj!n fei burd) biefe morgänge bie !8eid)ttlerbe gegenftanb lo geworben. :i:lie Sd)u b6etrei6ung unb Stonfursfammer 3ieljt in rwngung:
:i:la bits gemii% bem angcfod)tenen ntfd)eibe eingefettete inf:prud) lJerfanren nod) nid)t 3um IllBfd)Iu% gelangt tft, tann nid)t gefagt ttlerbcu, af3 bcr lJMur bes iE. !J5recour, mit bem geHenb gemad)t ttltrb, baß bie :i:lurd)füljrung btefes merfanrenß gegen ba:.3 efe bcrftofle, gcgenftanb Io geworben fei. und Konkurskammer. No 26.
streitig tft I 1,)ie bie fantona(e lllufftd)tsBeljörbe rid)tig ClU gefüljrt 9itt, nid)t bie %rage, oB bie BetrieBene g;orberung getilgt fei, unb es tann be a 6 teine lRebe batlon fein, baß nitd) Illrt. 85 bes !8etreioung geiene ntte tlorgegangen werben foUen. mteImc9r fragt e fid), oB bie retinierten egenftänbe ber I.mariit 6d)neiber aud) für Me jßro3efjfoftenforberung be Iäu6igers aften. :i:lteje eBmfaUß c i.lHred)tnd)e g;rage aoer tft mit lReel)t .)on ber morinfh'tn o in ba infpruO)soerfllljren nad) Illrt. 106 ff. bes .?Setrei6ung gefene i.lemtefen norben. s fann aud) ntO)t gefagt ttlerben, baß ber 6treit fd)on entfd)ieben jei, benn mit bel' 15rage be igentum war bie be ffi:etentionnred)t ntd)t gelöft, Ientere war 6i jent nid)t gefteIIt unb ttlurbe nid)t Beurteilt, offenBar be ljaf6 nid)t, ttleit bie W(aria Sd)netber nid)t 6ertritt, bClU für bie 'lmetain forberung ein lRetentionnred)t bC (i.u6igcr an ilj ren egenjtänben 6eftelje. :nad)bem nun aoer ba Retentionsred)t in ttleiterem i)Raue aud) für eine g;orberung geltenb gemad)t wero ben ttliU, für bte e nael) Illnftd)t ber igentümertn nid)t Befteljt, muute nael) Illufeltung i.lon Illrt. 155 ba merfaljren gemn% Illrt. 106 ff. angeorbnet ttlerben. :i:lemnad) 9at bie 6d)u(bbetreiBun9 unb Stonfurßfitmmer erfannt: :i:ler lRerur wirb aBgewtefen.
Sentcnza del, 7 marzo 1899 nella cattsa Lessi Zefferino. Art. 88 Legge Esecuzione e Fallimento; termine per chiedere il pignoramento. Art. 145 e 1119 eod. n tribunale deve osservare ex officio la regoh. dell'art. 88 1. c.
Il 10 maggio 1897 Lessi Zefferino, di Camerino, per se e eredi fu Pietro, procedeva ad esecuzione in odio di Lessi Giu- seppe per un credito di fr. 3260.85 ed accessori. Anteceden- temente a tale esecuzione era stato spiccato da Lessi Zeffe- rino contro 10 stesso debitore altro p1'ecetto esecutivo N° 3341, in continuazione deI quale vennero pignorati il 19 maggio 1897 t1'e decimi di alcuni stabili formanti parte della successiolle
50 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- deI padre deI debitore, Stefano Lessi. I detti stabili avevano, in data deI 25 maggio 1895 formato oggetto di un istrumento di compera fra il ereditore procedente e gli eredi di Stefano Lessi. .M:a il curatore di uno dei eoeredi, e precisamente deI prefato Lessi Giuseppe, avendo negato Ia propria ratifiea al contratto, il compratore Lessi Zefferino dichiarava, in data 3 aprile 1897, di riconoscere l'invalidita della vendita per cio ehe riguardava Ia quota parte indivisa spettante al Lessi Giu- seppe. Ora nell'eseeuzione dipendente dal preeetto eseeutivo N° 3341 essendosi realizzata un'eeeedenz3, Ia stessa venne pignorata con atto deI 9 agosto 1897, unitamente ad altre eeeedenze e erediti deI debitore, a favore dell'eseeuzione ini ziata posteriormente il 9 maggio 1897. Cib nondimeno Ia liqui- dazione di queste eeeedenze e erediti Iasciava il creditore aHo seo perto per una somma di fr. 2085.11. Il ereditore, in- formato verso Ia fine di novembre 1897 ehe il debitore dispo- neva aneora di aIcuni altri beni pignorabili (aleuni mobili e la meta di una seiva), rinuneiava pel momento ad un pignoramento suppletorio, in vista dell'esiguita deI valore che ne avrebbe potuto ricavare. Se non ehe piu tardi, avendogli il curatore di Lessi Giuseppe promosso un'azione di rivendicazione per gli intieri beni formanti oggetto deI contratto 25 maggio 1895, e nel eorso della causa essendosi il eonvenuto persuaso, a quanta afferma egli stesso, ehe Ia quota parte spettante a Lessi Giuseppe era superiore ai tre deeimi pignorati e reaIiz- zati nell'eseeuzione N° 3341, esso ehiese, con istanza dei 3 ottobre 1898, ehe fosse pignorata, oltre ai pochi mobili ed alla selva di cui sopra, anche Ia parte indivisa ed indetermi- nata che potesse ancora spettare al debitore sugli stabili rivendicati. Tale istanza venne ammessa perb dall'Ufficio solo per cio che eoncerne i mobili e Ia selva. Per cib che riguarda invece l'interessenza deI debitore sugli stabili in questione, l'Uffieio si rifiuto di procedere al pignoramento, allegando che i beni suddetti si trovavano inseritti all'estimo non a nome deI debitore, ma dei creditori preeedenti. Questo modo di ve:lere venne confirmato anehe dal Presidente deI Tribunale di Bellinzona, quale Autorita inferiore di vigilanza. Dalla quale risoluzione avendo il creditore ricorso aH' Autorita ean- und Konkurskammer N° 26.
tonale superiore di vigilanza, questa con decreto deI 21 di- cembre 1898 mantenne Ia soluzione accettata dall'Ufficio per le ragioni segllenti: La domanda dell'istante tende a far pignorare delle ragioni indivise, senza specificare quanta e quali esse siano. Ora non e ammissibile tale modo di procedere, inquantoebe per far consumare un atto di pignoramento occorre stabilire speeifi- camente quanto e quali siano i beni da pignorare. Cib e asso- lutamente intuitivo, dal momento ehe il pignoramento non deve portare sopra una quantita di beni superiore a cio che e sufficiente per tacitare i1 credito per il quale si procede, e dal momento ehe deve essere fatta una stima dei beui appresi. L'art. 132 della legge designa bensl l' Autorita incaricata per determinare il modo della realizzazione di una quota di ere- dita indivisa, ma non esclude punto ehe il creditore e, nelle sulle sue indicazioni, l'Ufficio abbia l'obbligo di determinare quale sia l'interessenza che intendesi pignorare. L'istanza deI ereditore e poi strana per un altro rifiesso. Sta un atto di vendita a favore deI creditore, atto quereiato, e vero, ma che non fu per anco annullato dalla competente Autorita giudi- ziaria. Pel momento i beni oggetto della vendita sono dunque in proprieta deI creditore, il quale vuole che su di essi si pro- ceda a pignoramento, senza modificare tuttavia Ia posizione da lui acquisita nelIa causa vertente, vale a dire senza am- mettm'e ne ne gare i diritti di proprieta vantati dal debitore. Sono due posizioni in antitesi l'una coll'altra quelle che in- tende aqnistare il signor Lessi Zefferino: Ia prima di proprieta degli enti da escutere, Ia seconda di ereditore avente un di- ritto di pegno sugli stessi. Ne e detto dall'istante cosa intenda ehe sia per accadere della causa gia in corso allorquando il pignoramento fosse eseguito. Vorrassi far Iuogo ad nna nnova azione in base agli art. 106 e seguenti, 0 devesi continnare Ia causa gia intrapresa? I beni da escutere essendo in possesso, non deI debitore, ma deI creditore, I'Ufficio dovrebbe asse- gnare a Lessi Zefferino un termine di dieci giorni per agire giudizialmente contro .... se stesso aHo scopo di far dichiarare Ia sua proprieta. 2. Contro tale decisione Lessi Zefferino, per Se e coeredi,
Entscheidungen der Schuldbetreibungs- rieorre attuaimente al Tribunale federale, domandando: int via principale, ehe venga ordinato all'Uffieio di procedere ab pignoramento in eonformita dell'istanza, salvo, se ne e il easo, adeterminare Ia quota parte indivisa appresa, in qual modo credera migliore; e in via suom'dinata, ehe vengano pigno-- rati i due deeimi indivisi dei beni indicati. In diritto: Le istanze cantonali hanno respinto la domanda deI rieor- rente, tendente ad ottenere il pignoramento dei diritti spettanti ancora al debitore sugli immobili in questione, per due mo- tivi: l'istanza inferiore, perehe i detti stabili figurano inscritti all'estimo a nome deI ereditore proeedente, e non deI debi- tore; l' Autorita superiore, perehe si tratta di ragioni indeter- minate, litigiose, di eui non si puo precisare il valore e ehe quindi non si possono staggire in un importo corrispondente all'ammontare deI eredito. Si puo essere in dubbio sulI'atten- dibilita si deIl'una ehe dell'altra opinione. Dato pero anche ehe Ie stesse non fossero aecettabili, iI ricorso dovrebbesi respingere egualmente per un altro motivo : - Il creditore e, eioe, in ogni easo, perento nel diritto di ehie- dere un pignoramento suppletorio. L'art. 88 della Legge Esecuzione e Fallimento eoncede a1 creditore un termine di un anno, apartire dalla llotificazione deI precetto esecutivo, per chiedere il pignoramento. Questo termine vale tanto pel prima pignoramento quanta per i pigno- ramenti posteriori, quando gli oggetti pignorati non sono suf- ficienti ed e necessario percio di staggirne degli altri. UDa eccezione a tale principio non si da ehe in clue casi: nel caso delI'art. 145, iI quale permette all'Ufficio, a realizzazione av- venuta, di eompletare il pignoramento qualora la somma rica- vata non basti a coprire l'ammontare deI credito ; ed nel easo- dell'art. 149, neI quaIe, entro sei mesi dopo che venne rua- seiato l'attestato di earenza de beni, l'esecuzione puo essere eontinuata senza bisogno di un nuovo preeetto. a) Il ricorrente ha fondato infatti Ia propria istanza sopra il disposto dell'art. 145 della Legge Esecuzione e Fallimento; ma gli estremi di questo articolo non si riseontrano nel cas!)- und Konkurskammer. N° 26.
presente. L'art. 145 dispone che l'Ufficio abbia a completare
incontanente l'avvenuto pignoramento e ehe abbia a ven-
dere i relativi oggetti a breve distanza, dopo averli staggiti.
Nel caso eonereto l'Ufficio
di Bellinzona si e offerto di osse-
quiare
al disposto dell'art. 145 per i beni ehe a quell'epoca
sapeva
di proprieta deI debitore, e se il pignoramento sup-
pletorio non
e avvenuto, 10 si ueve esclusivamente all'inter-
vento deI ereditore, il quale riconosce egli tesso di avere
rinunciato provvisoriamente a tale eompietazione.
Ora non e
leeito al ereditore di prolungare in tal modo i termini stabiliti
dalla Iegge per procedere
al pignoramento suppietorio, ritar-
tando neUo stesso tempo Ia chiusma dell'esecuzione. Come
risulta ehiaramente dall'art. 88, Ia Legge Eseeuzione e Falli-
mento vuoIe ehe le operazioni di pignoramento siano ultimate
entro
il termine di un anno, 0 almenD ehe entro detto termine
siano presentate le relative domande.
Se l'art. 145 permette
un'eecezione nel easo ehe, in seguito
al risultato della ven-
dita, si abbia dovuto eonstatare l'insufficienza dei pignoramenti
operati, esso
10 fa all'esplicita condizione che il pignorament r
suppletorio debba venire imrnantinente dopo Ia vendita e non,
eorne si yorrebbe nel easo eoncreto, un anno dopo. Lessi non
era dunque
piiI in tempo per chiedere l'applicazione del-
l'art. 145, e cio tanto meno ehe i termini piiI sopra menzio-
nati avendo iscopo di proteggere anche i diritti di terzi,
eostitniseono una regola di stretto diritto, ehe non puo modi-
fiearsi secondo Ia volonta deI debitore 0 ereditore. Da tale
earattere vincolante scaturisce anche Ia faeolta per
iI Tribunale
federale
di occuparsi ex officio della questione di perenzione,
malgrado ehe la stessa non sia stata sollevata dalle
palti.
(Vedasi Ia sentenza nella causa Legler, race. uif., vol. XXIII,
sul quale e esclusivamente fondato, non sarebbe piiI neees-
sario di esaminare se rieorrono i eriteri dell'art.149,
il eui
disposto
non venne invocato. Anche a tale riguardo ebene
pero di osservare: Da quanta rilevasi dagli atti, nessun
attestato di earenza di beni venne eomunicato finora
al rieor-
Entscheidungen der Schuldbetreibungs- rente, ad eccezione della lettera 20 ottobre 1897, che non ne riveste i caratteri Iegali. La ragione di tale procedere de- vesi cercare evidentemente neUa sospensione degli atti ese- cutivi concessa erroneamente daU'Ufficio. Il ricorrente sapeva pero, apartire dal 20 ottobre, quale fosse il risultato dell'ese- cuzione. Cio nondimeno avendo egli col proprio intervento impedito allUfficio di procedere in tempo debito al pignora- mento suppletorio e, a realizzazione avvenuta, di rilasciargli regolarmente l'attestato di carenza dei beni, non puo piu essere ammesso ora, dopo il tempo trascorso, al beneficio delI 'art. 149, nel senso che possa domandare semplicemente il proseguimento dell'esecuzione entro sei mesi dopo ehe avra ricevuto l'attestato suddetto. Se cio si ammettesse, si avrebbe anche qui una prolungazione dei termini Iegali per piu di un anno per opera esclusiva deI creditore, nel mentre l'inten- zione delI'art. 149 e di esigere esso pure che l'attestato di carenza di beni venga rilasciato subito dopo chiusa la proce- dura di realizzazione, od a breve distanza dalla medesima. Per questi motivi, La Camera di Esecuzione e Fallimento pronuncia: Il ricorso di Lessi Zefferino e respinto. 27. Sentenza del 23 mano 1899 nella ca'usa Banca Popolare Ticinese. Pignorabilita di beni indivisi, non ancora accertati. Obbligo delle Autorita cantonali di vigilanza di stabilire illoro roodo di rea- lizzazione (art. 132 della L. E. e F.)