Quelldetails
Diese Fassung ist in der gewunschten Sprache nicht verfugbar. Es wird die beste verfugbare Sprachversion angezeigt.
Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TRAP_002
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TRAP_002, 60.2024.194
Entscheidungsdatum
30.09.2024
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Incarto n. 60.2024.194

Lugano 30 settembre 2024/dp

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Nicola Respini, presidente, Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

cancelliera:

Alessandra Mondada

sedente per statuire sul reclamo 9.7.2024 presentato da

RE 2, , RE 1, , entrambi patr. da: avv. PR 1, ,

contro

il decreto 2.7.2024 emanato dal procuratore pubblico Caterina Jaquinta Defilippi con cui non ha riconosciuto loro la veste di accusatori privati nel procedimento penale inc. MP 2024.3761 dipendente da loro esposto 26.4.2024 nei confronti di __________, __________, e ignoti per amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e carente diligenza in operazioni finanziarie;

richiamato lo scritto 18.7.2024 del magistrato inquirente, che – senza osservazioni – si è rimesso al giudizio della Corte;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto

a. Nel corso del 2023 è stato promosso un procedimento penale (inc. MP 2023.3500, AI 5) nei confronti di , avente diritto di firma su conti presso __________ detenuti da società riconducibili a __________ () ed a __________, per l’ipotesi accusatoria di amministrazione infedele giusta l’art. 158 CP.

Il procuratore pubblico ha sequestrato detti conti bancari. Ha inoltre sequestrato i conti intestati ai fratelli RE 2, RE 1 e __________.

b. Con decreto 1090/2023 del 17.7.2023 il magistrato inquirente ha abbandonato il procedimento promosso a carico di __________. Ha contestualmente disposto il dissequestro dei conti bancari.

Il decreto di abbandono è cresciuto in giudicato senza impugnazione.

c. 1.

Con istanza 9.8.2023 __________, __________ e __________, trustees di __________ e di __________, hanno domandato l’accesso agli atti del procedimento penale. Il loro interesse ad esaminare gli atti sarebbe stato pacifico, ritenuto che i conti bancari riconducibili ai citati trust erano stati sequestrati.

In data 11.8.2023 RE 2 e RE 1 hanno chiesto nuovamente (dopo una prima istanza respinta) l’accesso agli atti del procedimento penale.

Con istanza 11.8.2023 __________ ha parimenti postulato l’accesso agli atti del procedimento penale, ritenuto il suo oggettivo interesse anche in considerazione che il conto a lei intestato era stato sequestrato e successivamente dissequestrato.

Con decreto 29.8.2023 il pubblico ministero ha respinto le istanze di accesso agli atti del procedimento inc. MP 2023.3500.

Il magistrato inquirente, ricordati l’art. 14b cpv. 2 LEPM e la relativa giurisprudenza, ha indicato che l’interesse degli istanti a compulsare gli atti dell’incarto non era più attuale, considerato come nel frattempo tutti i conti sequestrati erano stati dissequestrati.

Con gravame 7/8.9.2023 (inc. 60.2023.224) RE 2 e RE 1 hanno domandato che fosse accertato il loro diritto all’accesso agli atti del procedimento inc. MP 2023.3500 e che fosse annullato il decreto 29.8.2023.

I reclamanti hanno addotto che __________, il cui procedimento penale era sfociato in un decreto di abbandono, sarebbe stato l’unico avente diritto di firma sui conti detenuti dalle società riconducibili a __________ ed a __________, istituiti da __________, loro padre. Essi sarebbero stati i suoi eredi.

Il tema della segnalazione in applicazione dell’art. 9 LRD, che avrebbe cagionato l’apertura del procedimento penale, sarebbe stato il trasferimento di Euro 1 mio a ciascun figlio su relazioni a loro intestate, sequestrate nell’ambito del procedimento penale.

I reclamanti hanno rilevato, segnatamente, che il loro interesse all’accesso agli atti sarebbe stato da considerare legittimo. Avrebbero visto le loro relazioni bancarie sequestrate, subendo pregiudizio diretto ed immediato. Sarebbe stato vero che esse erano state dissequestrate. Agli atti sarebbero tuttavia state presenti informazioni inerenti a tali conti. Inoltre, sarebbe stata acquisita anche tutta la documentazione riguardante i conti delle società riconducibili ai trust istituiti dal loro padre e da cui sarebbero stati effettuati i bonifici oggetto della segnalazione. Tutti gli atti del procedimento penale avrebbero contenuto informazioni strettamente connesse e riconducibili ai fratelli __________, eredi di __________, oggi titolari del patrimonio residuo. Patrimonio che da anni avrebbero tentato di recuperare al cospetto di professionisti che l’avrebbero consumato con costi e spese pretestuose ed esorbitanti, bastando sapere che all’origine il patrimonio sarebbe stato di oltre Euro 100 mio. I reclamanti avrebbero pertanto avuto una stretta connessione con il procedimento penale, peraltro confermata anche dalla circostanza per la quale sarebbe stato accertato che avrebbero avuto diritto di percepire le somme che in verità avrebbero costituito mero anticipo sulla sostanza residua. Essi non avrebbero inoltre escluso provvedimenti nei confronti di chiunque avesse perseverato nel trattenere a fini strumentali la successiva distribuzione del patrimonio, a loro in ogni caso destinato, anche sulla base delle informazioni contenute agli atti. Essi avrebbero dovuto avere accesso agli atti del procedimento perché sarebbe stato per loro indispensabile capire cosa fosse stato oggetto di indagini e cosa fosse stato detto da __________. Le strutture di comodo non sarebbero state loro opponibili.

Il loro interesse all’accesso agli atti sarebbe stato attuale perché i trust, i conti e le società oggetto del procedimento sarebbero state ancora esistenti. __________ sarebbe stato organo di società soltanto formalmente detentrici del patrimonio. Essi avrebbero avuto un interesse attuale e legittimo a prendere conoscenza degli atti nel loro insieme perché avrebbero voluto sapere quali informazioni erano state raccolte durante il procedimento, per poter eventualmente agire su questa base. Quale conseguenza del procedimento la banca depositaria avrebbe indicato di intendere rescindere i rapporti contrattuali bancari, per cui avrebbe potuto esistere pure un interesse a conoscere come questo procedimento avrebbe potuto aver influito in tale ambito, producendo decisione molto grave e lesiva della loro personalità. Tutto sommato, si sarebbe trattato del patrimonio riconducibile al loro defunto padre, ciò che sarebbe stato ammesso anche dall’imputato, con provvisorio inserimento in strutture giuridiche destinate a mantenerlo discreto.

Le informazioni contenute negli atti sarebbero state personali e sensibili. Essi avrebbero avuto diritto di prenderne visione.

Il procuratore pubblico non avrebbe spiegato quale fosse l’interesse che si sarebbe opposto al riconoscimento dell’accesso agli atti.

Con gravame 11/13.9.2023 (inc. 60.2023.229) __________, __________ e __________ hanno chiesto che, in suo accoglimento, il decreto 29.8.2023 fosse annullato e che pertanto fosse loro concesso l’accesso agli atti dell’inc. MP 2023.3500.

Con giudizio CRP 60.2023.224/229 del 15.5.2024 questa Corte si è pronunciata sui predetti reclami, dichiarandoli irricevibili.

Per quanto riguardava l’istanza di accesso agli atti dei fratelli __________, questa Corte – ricordato il diritto applicabile – ha indicato che nel corso del 2023 era stato promosso un procedimento penale nei confronti di __________, avente diritto di firma su conti presso __________ detenuti da società riconducibili a __________ ed a __________, per titolo di amministrazione infedele. Il procuratore pubblico aveva sequestrato detti conti. Aveva inoltre sequestrato i conti intestati ai fratelli RE 2, RE 1 e __________. Il procedimento penale era sfociato nel decreto di abbandono 1090/2023 del 17.7.2023, con cui erano stati contestualmente dissequestrati i conti bancari bloccati delle società e dei fratelli __________. Il citato decreto di abbandono era cresciuto in giudicato.

RE 2 e RE 1, nel procedimento penale a carico di __________, erano stati terzi aggravati da atti procedurali giusta l’art. 105 cpv. 1 lit. f CPP, i loro conti bancari essendo stati sequestrati. Con l’abbandono del procedimento le relazioni bancarie erano state dissequestrate, venendo meno la loro qualità di altri partecipanti al procedimento. Quali terzi, per avere accesso agli atti del procedimento penale, dovevano dimostrare di avere effettivamente personalmente un interesse degno di protezione all’esame degli atti dell’incarto. Il fatto che agli atti del procedimento sarebbe stata acquisita anche tutta la documentazione riguardante i conti delle società riconducibili ai trust istituiti dal loro padre e da cui sarebbero stati effettuati i bonifici oggetto della segnalazione non fondava alcun particolare interesse giustificante l’accesso agli atti del procedimento.

Per trust si intendeva infatti un rapporto giuridico secondo cui un disponente (settlor) conferiva beni patrimoniali ad un trustee affinché li amministrasse nell’interesse di un beneficiario o per uno scopo determinato, secondo quanto prevedeva il trust. Il trust, per sua natura, prevedeva quindi che un patrimonio fosse conferito a terzi, che veniva allontanato e celato dallo/allo stesso settlor. __________, padre dei reclamanti, facendo allestire una complessa struttura di trust e di società, aveva in tal maniera deliberatamente e scientemente scelto di celare il suo patrimonio, allontanandolo da sé stesso e, di riflesso, anche dai figli, suoi eredi. Non sarebbe peraltro sembrato che questi ultimi fossero beneficiari dei trust. Dal giudizio 20.4.2020 della __________ risultava infatti che la Corte aveva ritenuto la Lettera di Intenti di __________ “(…) un documento lungo e sconclusionato di cinque pagine dattiloscritte, contenente ambiguità e incongruenze.” (p. 2), in particolare con riferimento alla distribuzione di denaro ai figli. Detta Corte aveva ritenuto che (p. 5): “5.2. Per quanto riguarda la richiesta di “fare tutto il necessario per garantire che i fondi messi a disposizione dal Trustee del __________” vadano il più possibile a beneficio di coloro che erano nelle intenzioni del Disponente quando scrisse la sua ultima Lettera di Intenti, ciò non è di competenza della Corte: è di competenza dei Trustee e dei Guardiani del __________ che devono trovare un accordo nell’esercizio dei loro poteri. Le leggi flessibili in materia di trust di alcune giurisdizioni potrebbero consentire di mantenere la riservatezza e l’assenza di problemi come previsto dalle volontà del Disponente. 5.3. Tali questioni, tuttavia, sono a discrezione dei Trustee e del Guardiano del __________, che non hanno l’obbligo legale di attuare le volontà del Disponente, ma che hanno un forte obbligo morale di rispettare le ultime volontà del Disponente defunto e che si trovano in una posizione indipendente per attuare tali volontà in misura maggiore o minore, tenendo conto degli eventi successivi alla data della Lettera di Intenti. Tuttavia, come si evince dal precedente paragrafo 4.4., il Trustee e i Guardiani del __________ hanno il dovere legale di esercitare pressioni sui Trustee del __________ e sul Guardiano, per quanto possibile, affinché questi attuino le volontà del Disponente, nella misura in cui queste possono essere desunte dalla Lettera di Intenti poco chiara.” Sarebbe dunque parso che i figli del settlor __________ fossero beneficiari del trust soltanto indirettamente e nella misura in cui i trustees si fossero attivati in tal senso.

Per questa Corte, non si poteva perciò evidentemente riconoscere ai reclamanti un interesse giuridico legittimo giusta l’art. 14b cpv. 3 LEPM all’accesso agli atti del procedimento in cui erano stati acquisiti atti riguardanti una complessa struttura di trust e società all’origine fatta allestire dal loro padre. L’eventuale loro interesse di fatto non era sufficiente. Non si poteva, in altre parole, utilizzare il procedimento penale per tentare di recuperare, più velocemente, averi ritenuti di proprietà propria quali eredi del settlor, appellandosi ad atti – acquisiti in un procedimento penale – riguardanti strutture a loro estranee. Settlor che aveva per una sua precisa scelta deciso di schermare il proprio patrimonio. Decisione, questa, che si ripercuoteva inevitabilmente sui suoi figli.

Anche in base alla LPD essi non potevano avere accesso agli atti. In concreto era più che manifesto che i reclamanti volessero accedere all’incarto del procedimento allo scopo di conoscere gli atti riferiti ai trust __________ ed __________, non già gli atti inerenti ai loro conti bancari sequestrati (a loro noti e semmai esigibili dai loro istituti bancari), come peraltro esplicitamente da loro indicato: “Tutti gli atti oggetto del procedimento penale contengono informazioni strettamente connesse e riconducibili ai fratelli __________, eredi del dispendente, oggi titolari del patrimonio residuo, che da anni tentano di recuperare al cospetto di professionisti che lo consumano con costi e spese pretestuose ed esorbitanti, (…).” (reclamo, p. 5). In ragione del giudizio 20.4.2020 della __________ sarebbe sembrato che i reclamanti fossero beneficiari del trust solo indirettamente e unicamente nella misura in cui i trustees si fossero attivati nel senso indicato nel giudizio. Di modo che la richiesta di accedere agli atti in base alla LPD, oltre a concernere dati che non riguardavano RE 2 e RE 1, ma entità terze, appariva finalizzata non già allo scopo di far valere i propri diritti nell’ambito della protezione dei dati, ma ad una fishing expedition, come ben risultava da quanto addotto dagli stessi reclamanti: “(…) i fratelli __________ non escludono provvedimenti nei confronti di chiunque perseverasse nel trattenere a fini strumentali la successiva distribuzione del patrimonio, a loro in ogni caso destinato, anche sulla base delle informazioni contenute agli atti.” (reclamo, p. 5); “(…) vogliono sapere quali informazioni sono state raccolte durante il procedimento penale per poter eventualmente agire su questa base.” (reclamo, p. 6). Per questa Corte, il richiamo da parte dei reclamanti alla LPD, la cui applicabilità era peraltro dubbia, era pertanto abusivo.

d. Il 26.4.2024 (AI 1) RE 2 e RE 1 hanno denunciato __________ e ignoti correi e complici per segnatamente amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e carente diligenza in operazioni finanziarie.

I denuncianti hanno anzitutto ricordato l’inc. MP 2023.3500, sfociato nel decreto di abbandono 1090/2023, a carico di __________. In quel procedimento, su segnalazione di __________ giusta l’art. 9 LRD, il sospetto sarebbe stato originato dal duplice trasferimento di denaro a favore dei tre figli di __________ per Euro 1 mio ciascuno. In ragione delle spiegazioni rese da __________ con riferimento ai trasferimenti di denaro, il procuratore pubblico aveva emanato a suo favore un decreto di abbandono.

I denuncianti sarebbero stati consapevoli che una denuncia della sorella __________ sarebbe stata archiviata con il NLP 339/2023 perché i reati ipotizzati avrebbero danneggiato i presunti trust di famiglia e non la denunciante. Per i denuncianti, i trust sarebbero nondimeno stati simulati, inesistenti, fasulli, a suo tempo interposti al solo scopo e con la strategia di __________, così consigliato da __________, di mimetizzare il patrimonio di famiglia mediante l’allestimento di documenti falsi, accertamenti di aventi diritto eseguiti senza diligenza, atti di disposizione in favore di fiduciari e consulenti della famiglia, riciclaggio dei proventi di tali infedeli attività, atti costitutivi di amministrazione infedele aggravata ed appropriazione indebita. I trust sarebbero stati retrodatati.

Essi sarebbero figli ed eredi (con la sorella __________) di __________, deceduto nel 2018. Il padre avrebbe ritenuto un patrimonio rilevante anche presso , per il tramite di società proprie. Tali società sarebbero poi state apportate a vari trust ( ed __________), di cui sarebbe stato settlor.

Gli interessi ed il patrimonio delle società titolari delle relazioni bancarie sarebbero stati e sarebbero curati dal fiduciario __________, dapprima per conto di __________ e poi dei trust. Le relazioni tra __________, __________ e __________ sarebbero risalite ad oltre dieci anni prima; la documentazione d’origine sarebbe stata rilevante per il procedimento penale perché – per tutta una serie di ragioni pretestuose – ai denuncianti sarebbe stato impedito, dalla banca, da __________ e dai trustees, di riprendere il controllo del patrimonio di famiglia (a meno che essi avessero accettato di soggiacere a richieste milionarie).

I denuncianti hanno addotto che, in corrispondenza con l’apertura nel 2011 di procedimenti giudiziari ed amministrativi in Italia nei confronti di __________ per manipolazione di mercato su titoli, il di lui patrimonio (di oltre Euro 100 mio) sarebbe stato ricondotto – per condivisi fini strumentali, oggi inopponibili agli eredi – a due trust. I trust avrebbero avuto un simulato, falso, indefinito scopo benefico (che mai sarebbe stato concretizzato ed attuato), facendo così sparire artificiosamente il nome del presunto settlor (__________) quale avente diritto economico. Circostanza che oggi sarebbe stata opposta in malafede agli eredi.

I tribunali italiani si sarebbero occupati della trasparenza dei trust, che sarebbero stati riconducibili a __________.

Il denaro riferito al secondo versamento di Euro 3 mio non sarebbe stato accreditato sui conti dei fratelli __________, malgrado il decreto di abbandono 1090/2023, per ragioni ignote riconducibili ad irregolarità documentali: __________ non avrebbe implementato l’aggiornamento del formulario T, come sarebbe stato preteso dalla banca; quest’ultima sarebbe stata consapevole di aver permesso per molti anni atti di disposizione milionari in favore dei fiduciari di __________, senza l’approvazione sua e dei suoi eredi.

Il procedimento penale in Italia avrebbe portato alla condanna in primo grado di __________, del trustee dei trust e di __________. In seguito la procedura si sarebbe estinta per i primi in seguito al loro decesso; __________ avrebbe patteggiato.

I denuncianti sarebbero stati tenuti all’oscuro delle vicende riguardanti il patrimonio famigliare presso __________ ed altri istituti.

Dal 2013 essi sarebbero stati coinvolti in una serie di procedure giudiziarie complesse, al termine delle quali sarebbero stati assolti.

Essi, ormai da tempo, avrebbero tentato di acquisire da __________ documentazione completa e dettagliata sul destino del patrimonio famigliare. Avrebbero avuto la consapevolezza che il patrimonio fosse stato consumato in maniera importante dai professionisti incaricati di tutelarlo. Esso sarebbe oggi sottratto ai legittimi eredi e destinatari, che si sarebbero visti illecitamente opporre queste strutture giuridiche simulate, oltre ad illecite richieste di denaro milionarie per poterlo recuperare. __________, dopo aver autorizzato ed eseguito il primo trasferimento di denaro di Euro 1 mio a ciascun erede, non avrebbe dato seguito all’ulteriore trasferimento di denaro. Sarebbe sembrato che l’istituto bancario aderisse al tentativo di perpetuare la simulazione organizzata a suo tempo, di fatto avvallando la sottrazione del patrimonio agli eredi.

I denuncianti avrebbero ritenuto che parte del patrimonio fosse stato amministrato in difformità del mandato a suo tempo ricevuto da __________, già soltanto per il fatto che sarebbe rimasto un residuo irrisorio. Non sarebbe inoltre mai stato reso un rendiconto completo. Molte operazioni sarebbero rimaste nebulose.

L’esposto è stato registrato come inc. MP 2024.3761.

e. Il 2.7.2024 (AI 5) il procuratore pubblico ha acquisito nel procedimento penale l’inc. MP 2023.3500 (ABB 1090/2023).

f. Con decreto 2.7.2024 (AI 6) il magistrato inquirente ha negato a RE 2 e RE 1 la veste di accusatori privati nel procedimento in difetto di danno diretto.

Il pubblico ministero, ricordato il diritto applicabile, ha indicato che le ipotesi di reato oggetto della denuncia erano da leggere in relazione all’amministrazione dei beni confluiti nei trust __________ ed __________ e quindi di (esclusiva) pertinenza dei trust.

I figli di __________ non erano beneficiari dei trust. Ciò emergeva in modo inequivocabile dai documenti di costituzione dei trust, in cui quali beneficiari venivano indicati gli istituti caritatevoli di __________, dai formulari T allestiti e aggiornati in banca e anche – e soprattutto – dalla sentenza 20.4.2020 della __________, prodotta nell’inc. MP 2023.3500, che concludeva decretando che “i figli di __________ non sono mai stati annoverati tra i beneficiari del The __________ Trust e solamente a discrezione dei trustees è nella loro facoltà, entro certi limiti, procedere ad elargizioni a favore degli eredi di __________.” Situazione, questa, di natura eccezionale verificatasi nella fattispecie alla base dell’inc. MP 2023.3500.

Per il procuratore pubblico, dunque, eventualmente e direttamente danneggiati dalle ipotesi di reato menzionate in denuncia erano unicamente i trustees detentori dei patrimoni confluiti nei trust, i quali erano di loro esclusiva pertinenza, o i reali beneficiari indicati nei trust, ovvero gli istituti caritatevoli di __________.

RE 2 e RE 1 non potevano quindi essere considerati direttamente danneggiati dagli eventuali reati commessi a danno dei trust, per cui non potevano avere il ruolo di accusatori privati ed essere parti al procedimento.

g. Con scritto 4.7.2024 (AI 7) al pubblico ministero RE 2 e RE 1, con riferimento al citato decreto, gli hanno rimproverato di non essersi confrontato con il tema della trasparenza dei trust, come addotto in denuncia.

Ci sarebbero stati seri indizi della simulazione e falsità dei trust.

Le autorità amministrative (consob) e penali (tribunale di __________) italiane avrebbero sostanzialmente ignorato la rilevanza dei trust, ritenendo che __________ avesse mantenuto il controllo sostanziale sui trust e continuato ad operare nel suo esclusivo interesse, con il concorso – anche – di __________. Quest’ultimo e altri avrebbero impartito nel corso degli anni una moltitudine di istruzioni che avrebbero portato al trasferimento di importi milionari a favore di __________, di società a lui facenti capo e di terzi. La fantomatica procedura di __________ non avrebbe avuto alcun senso se si fosse stati in presenza di trust discrezionali e revocabili, i cui formali ed asseriti beneficiari avrebbero dovuto realmente essere i veri destinatari dei fondi controllati dai trustees. Tale procedura avrebbe potuto essere spiegata solo ed esclusivamente se, indipendentemente dalle indicazioni formali, i fondi fossero stati destinati, fin dall’inizio, ai figli di __________. Non ci sarebbe stata nel corso di oltre un decennio alcuna devoluzione sostanziale a favore degli asseriti beneficiari formali. L’unica devoluzione sostanziale sarebbe avvenuta nel mese di dicembre 2022 a favore dei figli di __________.

I denuncianti hanno chiesto di assumere prove a comprova della trasparenza dei trust. I trustees, dopo il decesso di __________, avrebbero manifestato più volte la disponibilità a restituire le somme agli eredi, ma soltanto dietro il riconoscimento in loro favore di cifre milionarie, in adempimento del reato di estorsione.

h. Con gravame 9.7.2024 RE 2 e RE 1 postulano l’annullamento del decreto 2.7.2024 con cui è stata loro negata la veste di parti.

I reclamanti, rammentati la loro denuncia 26.4.2024, la decisione impugnata ed il loro scritto 4.7.2024 al procuratore pubblico, adducono che il decreto censurato sarebbe lesivo del diritto e contrario all’accertamento dei fatti. Gli argomenti indicati nella denuncia, e ripresi nello scritto 4.7.2024, avrebbero dovuto indurre il pubblico ministero a motivare l’apodittica affermazione secondo cui il danno diretto sarebbe semmai stato patito dai trust medesimi o dai beneficiari formali. Questa premessa sarebbe in aperto contrasto con gli atti, perché il patrimonio sarebbe stato costantemente utilizzato a fini diversi, in parte conformi alle reali volontà di __________. Per tacere del fatto che i presunti trust avrebbero addirittura avviato una costosa procedura arbitrale, perlomeno fantasiosa, per affrancarsi dalle premesse fasulle che li avevano indotti ad esistere quali meri, inutili, spaventapasseri.

I reclamanti affermano che, ad onore del vero, il procuratore pubblico starebbe in effetti operando per verificare la loro tesi, nonché per constatare eventuali difformità di quanto effettuato dal denunciato rispetto a quanto previsto dalle simulate strutture.

Una decisione come quella impugnata avrebbe dovuto essere preceduta da accertamenti concreti (a sostegno o contrari) in merito alla reale intenzione di __________ e dei mandatari che lo avrebbero coadiuvato in questa manovra rispettivamente alla pretesa ed alla (fortemente indiziata) simulazione dei trust.

Delle ulteriori argomentazioni si dirà, se necessario, in seguito.

i. Il 16.7.2024 (AI 11) è stata interrogata RE 2.

in diritto

  1. 1.1.

In applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa.

Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione.

Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

1.2.

Il reclamo 9.7.2024, presentato contro il decreto 2.7.2024, è tempestivo (perché introdotto nel termine di dieci giorni in applicazione dell’art. 396 cpv. 1 CPP) e proponibile (art. 393 cpv. 1 lit. a CPP) [ZK StPO – A.J. KELLER, 3. ed., art. 393 CPP n. 16].

1.3.

1.3.1.

In applicazione dell’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento oppure alla modifica della pronuncia (sentenza TF 7B_851/2023 del 9.7.2024 consid. 2.5.1.).

L’interesse giuridicamente protetto ex art. 382 cpv. 1 CPP implica che il ricorrente sia personalmente, direttamente (DTF 145 IV 161 consid. 3.1.; 142 IV 82 consid. 2.3.2.; decisione TF 7B_51/2024 del 25.4.2024 consid. 2.2.1.) e (di principio: decisione TF 1B_55/2021 del 25.8.2021 consid. 4.1.; BSK StPO – J. BÄHLER, 3. ed., art. 382 CPP n. 7) attualmente (DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1.) leso dalla decisione che impugna (StPO Praxiskommentar – D. JOSITSCH / N. SCHMID, 4. ed., art. 382 CPP n. 2).

Un mero interesse di fatto non è sufficiente giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP (decisione TF 7B_851/2023 del 9.7.2024 consid. 2.5.1.).

L’Alta Corte ha esplicitamente approvato un interesse giuridicamente protetto ex art. 382 cpv. 1 CPP se un interessato al procedimento si vede negare oppure togliere la qualità di accusatore privato (decisione TF 1B_438/2016 del 14.3.2017 consid. 2.2.).

1.3.2.

RE 2 e RE 1, a cui non è stata riconosciuta la veste di parti quali accusatori privati nel procedimento penale inc. MP 2024.3761, siccome non direttamente danneggiati, hanno un interesse giusta i combinati art. 105 cpv. 1 lit. a / cpv. 2 e 382 cpv. 1 CPP all’annullamento oppure alla modifica del decreto 2.7.2024 del procuratore pubblico.

1.4.

Le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

L’impugnativa è perciò, in queste circostanze, ricevibile in ordine.

  1. 2.1.

Sono parti, in applicazione dell’art. 104 cpv. 1 CPP, l’imputato (lit. a), l’accusatore privato (lit. b) e, ancora, il pubblico ministero nella procedura dibattimentale e nella procedura di ricorso (lit. c).

2.2.

Ai sensi dell’art. 115 cpv. 1 CPP il danneggiato è la persona i cui diritti sono stati direttamente, personalmente e attualmente lesi dal reato invocato (decisione TF 7B_3/2023 del 31.8.2023 consid. 4.2.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 18 ss.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 1 ss.; StPO Praxiskommentar – D. JOSITSCH / N. SCHMID, op. cit., art. 115 CPP n. 1 ss.; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 115 CPP n. 1 ss.), ossia il titolare del bene giuridico tutelato dalla norma pretesa lesa (DTF 148 IV 256 consid. 3.1.; 146 IV 76 consid. 2.2.1.; 145 IV 491 consid. 2.3.; decisione TF 6B_588/2022 dell’8.5.2023 consid. 2.1.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 21; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 2).

L’aspetto centrale è la lesione diretta degli interessi giuridicamente protetti dell’interessato (messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, in FF 2006 p. 1076). Secondo la giurisprudenza è infatti ininfluente l’esistenza di un pregiudizio ai sensi del diritto civile (DTF 145 IV 491 consid. 2.4.2.; decisioni TF 1B_261/2017 del 17.10.2017 consid. 3.; 6B_496/2015 del 6.4.2016 consid. 1.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 22; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 2b). La riparazione di un eventuale danno è irrilevante per la veste di danneggiato (BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 23; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 2b).

Se il bene giuridico tutelato dalla legge è di natura individuale (per es. vita e integrità personale, patrimonio, onore), leso è il titolare del bene giuridico protetto dalla norma. In caso di violazione di norme penali che proteggono interessi collettivi, è da considerare leso colui che è tutelato dal reato anche solo in via secondaria. Se però interessi privati sono pregiudicati soltanto indirettamente da reati che proteggono solo interessi collettivi, l’interessato non può essere reputato danneggiato (DTF 145 IV 491 consid. 2.3.1.; decisione TF 7B_376/2023 del 22.4.2024 consid. 3.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 21).

2.3.

Nei reati contro il patrimonio (art. 137 ss. CP) leso è, di regola, il titolare (persona fisica o giuridica) dei beni giuridici tutelati (BSK Strafrecht II – M.A. NIGGLI / C. RIEDO, 4. ed., vor art. 137 CP n. 19 ss.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 56), ovvero il proprietario dei valori patrimoniali (DTF 140 IV 155 consid. 3.3.1.; decisione TF 1B_62/2018 del 21.6.2018 consid. 2.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 56). Se il reato è commesso a pregiudizio del patrimonio di una persona giuridica, soltanto essa subisce un danno e può dunque essere ammessa quale danneggiata (decisione TF 7B_3/2023 del 31.8.2023 consid. 4.2.1.).

2.4.

Gli azionisti (DTF 140 IV 155 consid. 3.3.1.; decisione TF 7B_3/2023 del 31.8.2023 consid. 4.2.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 28/56; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 5; D. JOSITSCH / N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 4. ed., n. 685; Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 7), l’avente diritto economico ed i creditori (decisione TF 7B_3/2023 del 31.8.2023 consid. 4.2.1.) di una società a danno della quale è commesso il reato non sono lesi direttamente. Il suo amministratore non è leso dai reati a di lei pregiudizio (BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 31).

2.5.

Per trust si intende un rapporto giuridico secondo cui un disponente (settlor) conferisce beni patrimoniali ad un trustee affinché li amministri nell’interesse di un beneficiario o per uno scopo determinato, secondo quanto prevede il trust (DTF 143 II 350 consid. 4.2.; decisioni TF 7B_167/2023 del 28.7.2023 consid. 4.3.2.; 1B_43/2021 del 28.7.2021 consid. 3.1.; 6B_1051/2018 del 19.12.2018 consid. 1.2.2.; decisione TPF BB.2017.206 del 30.5.2018 consid. 3.3.2.; A.M. GARBARSKI, Le lésé et la partie plaignante dans la jurisprudence récente du Tribunal fédéral, in SJ 2017 II p. 128) [cfr. art. 2 cpv. 1 della Convenzione relativa alla legge applicabile ai trust ed al loro riconoscimento (conclusa all’Aia in data 1.7.1985, in vigore dall’1.7.2007), RS 0.221.371].

Il trust non ha personalità giuridica e, dunque, non ha qualità di parte in giudizio (decisioni TF 7B_167/2023 del 28.7.2023 consid. 4.3.2.; 1B_43/2021 del 28.7.2021 consid. 3.1.; 6B_1051/2018 del 19.12.2018 consid. 1.2.2.; A.M. GARBARSKI, op. cit., p. 128). I beni del trust sono di proprietà del trustee, anche se essi costituiscono un patrimonio distinto dagli averi del trustee (DTF 143 II 350 consid. 4.2./4.3.; decisioni TF 7B_167/2023 del 28.7.2023 consid. 4.3.2.; 1B_43/2021 del 28.7.2021 consid. 3.1.; 6B_1051/2018 del 19.12.2018 consid. 1.2.2.; 5A_436/2011 del 12.4.2012 consid. 9.3.1.; A.M. GARBARSKI, op. cit., p. 128), riservata l’ipotesi di un sham trust (DTF 143 II 350 consid. 4.2.).

Secondo la giurisprudenza il trustee, proprietario dei beni attribuiti al trust e titolare del conto bancario inerente agli averi, è legittimato a ricorrere contro il sequestro del conto (decisioni TF 6B_1051/2018 del 19.12.2018 consid. 1.2.2.; 1B_21/2010 del 25.3.2010 consid. 2.2.). Non sono invece legittimati i beneficiari del trust (decisione TF 1B_21/2010 del 25.3.2010 consid. 2.2.).

Il trustee deve essere reputato leso (art. 115 CPP) nel caso di reati interessanti gli averi conferiti al trust (decisioni TF 1B_43/2021 del 28.7.2021 consid. 3.1.; 6B_306/2019 del 22.5.2019 consid. 3.2.; 6B_1051/2018 del 19.12.2018 consid. 1.2.2.; A.M. GARBARSKI, op. cit., p. 128 s.). Se il trustee è implicato nei reati concernenti il patrimonio attribuito al trust, si possono considerare danneggiati i beneficiari medesimi del trust (decisione TF 1B_43/2021 del 28.7.2021 consid. 3.1.; A.M. GARBARSKI, op. cit., p. 129).

2.6.

Il danneggiato (art. 115 CPP) che dichiara espressamente di partecipare al procedimento con un’azione penale oppure civile è considerato accusatore privato giusta l’art. 118 cpv. 1 CPP (BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 7 e art. 118 CPP n. 2 ss.), che ex art. 104 cpv. 1 lit. b CPP è parte al procedimento (decisione TF 6B_496/2015 del 6.4.2016 consid. 1.1.; BSK StPO – H. KÜFFER, op. cit., art. 104 CPP n. 14 ss.).

2.7.

La qualità di danneggiato di una persona, e di riflesso la sua legittimazione a partecipare al procedimento quale accusatore privato, è – di regola – determinata all’inizio della procedura, sulla base degli ancora esigui elementi a disposizione, segnatamente delle allegazioni di chi si pretende leso, che deve rendere verosimile il pregiudizio ed il nesso di causalità tra il danno ed il reato (decisioni TF 1B_62/2018 del 21.6.2018 consid. 2.1.; 1B_438/2016 del 14.3.2017 consid. 2.2.2.; 1B_190/2016 dell’1.9.2016 consid. 2.1.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 2c). Se esiste un dubbio in merito alla realizzazione dei presupposti del reato, si deve riconoscere la qualità di accusatore privato (decisione TF 1B_62/2018 del 21.6.2018 consid. 2.1.). Lo statuto di danneggiato può essere riesaminato nel corso del procedimento su iniziativa del magistrato inquirente o di un’altra parte, con l’avanzare dell’istruzione (DTF 141 IV 1 consid. 3.1.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 20).

  1. 3.1.

Con decreto 2.7.2024 – sufficientemente motivato perché indicante le ragioni che hanno indotto il magistrato inquirente a tale pronuncia – quest’ultimo non ha riconosciuto a RE 2 e RE 1 la veste di accusatori privati nel procedimento penale in difetto di un danno diretto.

3.2.

I reclamanti contestano la conclusione del procuratore pubblico.

3.3.

Si è detto al consid. d. che il 26.4.2024 (AI 1) RE 2 e RE 1 hanno denunciato __________ e ignoti correi e complici per segnatamente amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e carente diligenza in operazioni finanziarie. I reati sono stati ipotizzati come commessi a danno dei trust __________ ed __________.

3.3.1.

In considerazione della struttura del trust (consid. 2.5.) i beni del trust, che non ha personalità giuridica, sono di proprietà del trustee. E’ quindi il trustee ad essere reputato leso giusta l’art. 115 cpv. 1 CPP nel caso di reati interessanti gli averi conferiti al trust.

Nel caso di specie sarebbero pertanto i trustees dei trust __________ ed __________ – ovvero __________, __________ e __________ – ad essere semmai parte al procedimento penale quali accusatori privati qualora il patrimonio dei trust di proprietà dei trustees fosse stato direttamente danneggiato.

3.3.2.

Come esposto (consid. 2.5.), se il trustee è implicato nei reati concernenti il patrimonio attribuito al trust, si possono tuttavia considerare danneggiati i beneficiari medesimi del trust.

Nella fattispecie i reclamanti, nella denuncia, sostengono in particolare che avrebbero la consapevolezza che il patrimonio conferito ai trust dal padre sarebbe stato consumato in maniera importante dai professionisti incaricati di tutelarlo. Esso sarebbe oggi sottratto ai legittimi eredi e destinatari, che si sarebbero visti illegittimamente opporre i trust, ovvero strutture giuridiche simulate.

Ora, nel giudizio CRP 60.2023.224/229 del 15.5.2024 (consid. 5.3.2.) questa Corte aveva evidenziato che il trust, per sua natura, prevede che un patrimonio sia attribuito a terzi, venendo allontanato e celato dallo/allo stesso settlor. __________, padre dei reclamanti, facendo allestire una complessa struttura di trust e di società, aveva in tal maniera deliberatamente e scientemente scelto di celare il suo patrimonio, allontanandolo da sé stesso e, di riflesso, anche dai figli, suoi eredi. Sempre secondo il citato giudizio, non sarebbe sembrato che questi ultimi fossero beneficiari dei trust. Dalla pronuncia 20.4.2020 della __________ risultava infatti che la Corte aveva ritenuto la Lettera di Intenti di __________ “(…) un documento lungo e sconclusionato di cinque pagine dattiloscritte, contenente ambiguità e incongruenze.” (p. 2), in particolare con riferimento alla distribuzione di denaro ai figli. La Corte aveva ritenuto che (p. 5): “5.2. Per quanto riguarda la richiesta di “fare tutto il necessario per garantire che i fondi messi a disposizione dal Trustee del __________” vadano il più possibile a beneficio di coloro che erano nelle intenzioni del Disponente quando scrisse la sua ultima Lettera di Intenti, ciò non è di competenza della Corte: è di competenza dei Trustee e dei Guardiani del __________ che devono trovare un accordo nell’esercizio dei loro poteri. Le leggi flessibili in materia di trust di alcune giurisdizioni potrebbero consentire di mantenere la riservatezza e l’assenza di problemi come previsto dalle volontà del Disponente. 5.3. Tali questioni, tuttavia, sono a discrezione dei Trustee e del Guardiano del __________, che non hanno l’obbligo legale di attuare le volontà del Disponente, ma che hanno un forte obbligo morale di rispettare le ultime volontà del Disponente defunto e che si trovano in una posizione indipendente per attuare tali volontà in misura maggiore o minore, tenendo conto degli eventi successivi alla data della Lettera di Intenti. Tuttavia, come si evince dal precedente paragrafo 4.4., il Trustee e i Guardiani del __________ hanno il dovere legale di esercitare pressioni sui Trustee del __________ e sul Guardiano, per quanto possibile, affinché questi attuino le volontà del Disponente, nella misura in cui queste possono essere desunte dalla Lettera di Intenti poco chiara.” Sarebbe dunque sembrato che i figli del settlor __________ fossero beneficiari del trust solo indirettamente e nella misura in cui i trustees si fossero attivati nel senso indicato.

Di modo che, anche qualora i trustees fossero implicati nei reati concernenti il patrimonio attribuito ai trust, i reclamanti – beneficiari solo indirettamente e nella misura in cui i trustees si fossero attivati – non potrebbero essere considerati danneggiati.

3.3.3.

I reclamanti affermano invero che, essendo i trust simulati, in applicazione del principio della trasparenza essi dovrebbero essere reputati direttamente danneggiati dagli eventuali reati.

Essi adducono (denuncia, p. 5 s.) che la giustizia italiana si sarebbe ampiamente occupata della trasparenza dei trust.

Dagli stralci delle sentenze italiane riprodotte nella denuncia si evince però unicamente che i trust – __________ e __________ – occultavano gli interessi della famiglia __________ rispettivamente che essi erano riconducibili a __________. Da questi passaggi non si può in particolare dedurre, come vorrebbero i reclamanti, che i trust non siano opponibili agli eredi di __________. I reclamanti non hanno peraltro prodotto alcuna sentenza in cui si accerti chiaramente che i trust sono simulati, ossia privi di effetti.

3.3.4.

In queste circostanze, ricordato – come già detto – che __________, padre dei reclamanti, facendo allestire una complessa struttura di trust e di società, ha in tal maniera deliberatamente e scientemente scelto di celare il suo patrimonio, allontanandolo da sé stesso e, di riflesso, anche dai figli, suoi eredi, e preso atto che – ad oggi – non è stato inequivocabilmente accertato che i trust, in considerazione del principio della trasparenza, dovrebbero essere reputati come non esistenti, si deve negare la qualità di parti a RE 2 ed a RE 1.

Il fatto che non sia ammessa la veste di parte non osta a che in futuro, in presenza di nuove circostanze, ai reclamanti possa essere riconosciuta la qualità di accusatori privati nel procedimento.

Sulla veste di parte dei denuncianti per il reato di estorsione, ipotesi di reato che pure essi hanno invocato, sembra peraltro che il procuratore pubblico non si sia ancora pronunciato.

3.3.5.

Si ricorda in ogni caso che è abusivo, perché contrario al principio della buona fede, utilizzare un procedimento penale per ottenere più velocemente, senza adire le competenti sedi civili, informazioni rispettivamente denaro. Nel giudizio CRP 60.2023.224/229 del 15.5.2024 (consid. 5.3.2.) questa Corte aveva del resto ritenuto che la richiesta di accedere agli atti in base alla LPD appariva finalizzata non già allo scopo di far valere i propri diritti nell’ambito della protezione dei dati, ma ad una fishing expedition, come ben risultava da quanto addotto dagli stessi reclamanti: “(…) i fratelli __________ non escludono provvedimenti nei confronti di chiunque perseverasse nel trattenere a fini strumentali la successiva distribuzione del patrimonio, a loro in ogni caso destinato, anche sulla base delle informazioni contenute agli atti.” (reclamo, p. 5); “(…) vogliono sapere quali informazioni sono state raccolte durante il procedimento penale per poter eventualmente agire su questa base.” (reclamo, p. 6). Per questa Corte, il richiamo alla LPD, la cui applicabilità era peraltro dubbia, era pertanto abusivo.

3.4.

RE 2 e RE 1 non possono dunque essere ritenuti danneggiati giusta l’art. 115 cpv. 1 CPP, di modo che non possono costituirsi accusatori privati ed essere parti in applicazione dell’art. 104 cpv. 1 lit. b CPP.

  1. Il gravame è respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste, in solido (art. 418 cpv. 2 CPP), a carico dei reclamanti, soccombenti (art. 428 cpv. 1 CPP).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss. CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

  1. Il reclamo è respinto.

  2. La tassa di giustizia di CHF 1'500.-- e le spese di CHF 100.--, per complessivi CHF 1'600.-- (milleseicento), sono poste – in solido – a carico di RE 2, __________, e di RE 1, __________.

  3. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

  1. Intimazione:

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La cancelliera

Zitate

Gesetze

22

Gerichtsentscheide

24