Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TRAC_002
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TRAC_002, 12.2018.112
Entscheidungsdatum
09.01.2019
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Incarto n. 12.2018.112

Lugano 9 gennaio 2019/jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il presidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello

quale giudice unico ai sensi dell’art. 48b cpv. 1 lett. b cfr. 2 LOG

visto l’appello 6 settembre 2018 con domanda di conferimento di effetto sospensivo rispettivamente adozione di misure cautelari presentato da

AP 1 rappr. dall’avv. PA 1

contro la decisione 22 agosto 2018 del Pretore aggiunto del Distretto di Lugano,

sezione 1, nella causa CA.2017.455/456, da lei promossa con istanza 28 dicembre

2017 nei confronti di

  1. AO 1

rappr. dall’avv. PA 2 2. AO 2

volta ad ottenere in via supercautelare e cautelare il blocco di averi depositati presso il

notaio AO 2 (fr. 75'000.-);

richiamata la decisione 21 settembre 2018 del presidente di questa Camera, che ha

accolto in via provvisionale la richiesta di misure cautelari di seconda istanza formulata

dall’appellante;

viste le rispettive osservazioni 4 ottobre 2018 delle parti appellate;

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto:

A. Con “Contratto di cessione quote della spettabile AP 1, __________ CHE-”, stipulato in data 12 luglio 2017, AO 1 ha venduto a T __________ __________ il 50% del capitale azionario di AP 1 al prezzo di fr. 590'000.- (doc. C).

B. Il contratto prevedeva il deposito dell’importo di fr. 75'000.- sul conto clienti del notaio AO 2, quale trattenuta sul prezzo di compravendita, a titolo di garanzia della situazione patrimoniale della AP 1 così come esposta al punto 7 del contratto medesimo (doc. C e relativo allegato G). In caso di violazione di quanto previsto al summenzionato punto 7, la somma avrebbe dovuto essere liberata in favore di AP 1 fino a concorrenza degli eventuali importi mancanti (doc. C, punto 8).

C. Mediante istanza di conciliazione 28 dicembre 2017 (doc. N), AP 1 ha avviato una procedura giudiziaria nei confronti di AO 1, chiedendo alla Pretura del Distretto di Lugano che questi fosse condannato a versarle la somma complessiva di fr. 241'754.30 oltre accessori.

D. Contemporaneamente, con istanza 28 dicembre 2017, AP 1 si è rivolta alla medesima Pretura per richiedere, in via supercautelare e cautelare, di fare ordine al notaio AO 2 di non disporre la liberazione, in favore di AO 1, della somma di fr. 75'000.-, sostenendo di avere riscontrato diverse irregolarità costituenti una violazione delle predette clausole contrattuali, e in particolare di avere scoperto ingenti debiti fiscali a carico della società, relativi agli anni 2012-2016, a suo dire indebitamente sottaciuti al momento della sottoscrizione del contratto di cessione quote.

E. Con decisione supercautelare 28 dicembre 2017 il Pretore aggiunto ha accolto l’istanza, per poi raccogliere le osservazioni 23 gennaio 2018 delle parti convenute. Con decisione 22 agosto 2018, egli ha infine respinto l’istanza cautelare e ha dichiarato decaduto il provvedimento supercautelare, ritenendo palesemente non realizzate le condizioni per lo svincolo della summenzionata trattenuta in favore di AP 1 di cui ai punti 6, 7 e 8 del contratto 12 luglio 2017, e ritenendo pertanto non adempiuto il requisito della parvenza di buon fondamento della causa di merito, ponendo le spese processuali di fr. 450.- a carico dell’istante e condannandola altresì a versare a AO 1 fr. 1'500.- a titolo di ripetibili.

F. Con appello 6 settembre 2018 l’istante è insorta contro tale decisione, postulando in via preliminare la concessione dell’effetto sospensivo al gravame e conseguentemente di fare ordine al notaio AO 2 di non liberare la trattenuta di fr. 75'000.- in favore di AO 1. In via principale, l’appellante ha postulato l’accoglimento integrale dell’istanza cautelare, eventualmente dopo l’assunzione di prove già invano offerte in primo grado, e subordinatamente l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio dell’incarto al primo giudice per nuova decisione, previa assunzione dei citati mezzi di prova offerti, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.

G. AO 1, con osservazioni 20 settembre 2018, si è opposto alla richiesta di concessione dell’effetto sospensivo. Il notaio AO 2, con osservazioni di pari data, ha confermato che l’importo di cui trattasi è ancora depositato sul proprio conto clienti, rimettendosi al prudente giudizio del giudice per valutare l’opportunità della richiesta dell’appellante.

H. Con decisione 21 settembre 2018 il Presidente di questa Camera ha accolto in via provvisionale la richiesta di effetto sospensivo (misure cautelari di seconda istanza) formulata dall’appellante.

I. Con osservazioni 4 ottobre 2018 AO 1 ha postulato di respingere l’appello con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito. Con osservazioni di pari data il notaio AO 2 ha contestato la propria qualità di parte (legittimazione passiva), ritenendosi una persona terza ai sensi dell’art. 262 lett. c CPC.

E considerato

in diritto:

L’art. 308 CPC prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari (cpv. 1 lett. b), posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie tale valore (fr. 75'000.-) supera ampiamente la soglia testé menzionata. I termini di impugnazione e risposta sono di 10 giorni, essendo la procedura di adozione di provvedimenti cautelari di natura sommaria (art. 314 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie sia l’appello sia le rispettive osservazioni delle parti appellate sono tempestivi.

Con la sentenza qui impugnata, il Pretore aggiunto ha negato il requisito della parvenza di buon fondamento della causa di merito, siccome le condizioni per lo svincolo della trattenuta di cui ai punti 6, 7 e 8 del contratto 12 luglio 2017 in favore di AP 1 palesemente non erano realizzate, per cui non ha nemmeno ritenuto necessaria l’assunzione degli ulteriori mezzi di prova richiesti dall’istante. Più precisamente, ha concluso che gli oneri fiscali gravanti la società relativi agli anni 2012-2016 non potevano essere considerati degli impegni assunti da AO 1 quale organo della medesima, bensì piuttosto obbligazioni sorgenti dalla Legge tributaria, e che essi, anche qualora fossero stati riconosciuti da AO 1, rientravano in ogni caso nell’ordinaria amministrazione della società. Per tali motivi, non vi era stata una violazione del punto 7 del contratto di cessione azioni.

L’appellante contesta detto accertamento, ritenendo che il primo giudice abbia interpretato erroneamente il testo della convenzione. A suo dire, gli oneri fiscali sarebbero stati compresi nella garanzia fornita da AO 1 rispettivamente sarebbero stati da questi indebitamente sottaciuti. Il Pretore aggiunto si sarebbe pure erroneamente concentrato solamente sulla questione degli oneri fiscali, senza considerare le altre irregolarità segnalate nell’istanza cautelare, che comporterebbero ulteriori violazioni della clausola 7 e un obbligo di risarcimento, da parte del convenuto, molto maggiore ai fr. 75'000.- oggetto della trattenuta (ovvero i fr. 241'754.30 pretesi con l’istanza di conciliazione doc. N). L’appellante critica pure il Pretore per non avere ammesso numerose prove da lei notificate (interrogatorio/deposizione delle parti, audizioni testimoniali, richiamo incarti e perizia contabile) e ne chiede, a livello subordinato, l’assunzione in questa sede. Produce altresì, oltre alla decisione impugnata e al relativo estratto “Track and Trace”, i doc. C, D, E e F.

Giusta l’art. 261 cpv. 1 CPC, il giudice ordina i necessari provvedimenti cautelari quando l’istante rende verosimile che un suo diritto è leso o minacciato di esserlo (lett. a) e la lesione è tale da arrecargli un pregiudizio difficilmente riparabile (lett. b). La dottrina ne ha dedotto che l’adozione di un provvedimento cautelare è subordinata all’esistenza cumulativa dei seguenti presupposti: la parvenza di buon fondamento della richiesta di tutela giurisdizionale di merito, l’esistenza di una lesione o di una minaccia di lesione del diritto dell’istante, il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile, l’urgenza e la proporzionalità (Trezzini in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, IIa ed., Vol. 2, n. 1 seg. ad art. 261 CPC).

  1. Le parti possono chiedere all’autorità di appello di assumere nuove prove in due determinati casi: da una parte si tratta dei nuovi mezzi di prova ex art. 317 cpv. 1 CPC, che contemplano tanto quelli venuti in essere dopo la decisione (cosiddetti “nova”), quanto quelli preesistenti se, facendo uso della diligenza ragionevolmente esigibile nelle circostanze concrete, non li si poteva già produrre in primo grado (ossia “pseudo nova”), dall’altra, giusta l’art. 316 cpv. 3 CPC, è pure data la possibilità di riassumere prove già acquisite dal Pretore, nonché di assumere prove ritualmente offerte ma da questi respinte (Verda Chiocchetti in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, IIa ed., Vol. 2, n. 58 seg. ad art. 317 CPC, n. 32 seg. ad art. 316 CPC; Reetz/ Hilber, in: Sutter-Somm/Hasenböhler /Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung [ZPO], 3a ed., 2016, n. 47 ad art. 316 CPC). In ogni caso è però necessario che i nuovi mezzi di prova offerti possano essere considerati rilevanti, ritenuto che sia il primo giudice, sia l’autorità di appello possono rinunciare a esperire mezzi istruttori il cui presumibile risultato non porterebbe con ogni verosimiglianza elementi di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”). La procedura sommaria prevede peraltro una limitazione dei mezzi di prova ammissibili, nell’ottica dell’esigenza di celerità del procedimento (art. 254 CPC).

  2. Nella presente fattispecie l’appellante, per giustificare l’ammissione di prove in appello (interrogatorio, audizioni, richiamo incarti e perizia), sostiene che “la loro assunzione avrebbe consentito indubbiamente di raccogliere informazioni e delucidazioni sulla situazione contabile di AP 1, prevedendo l’assunzione quali testimoni delle persone preposte alla sua tenuta e a diretta conoscenza dei fatti di causa” (appello, p. 11). Tuttavia, l’appellante non spiega nel dettaglio perché l’apprezzamento anticipato delle prove operato dal Pretore sarebbe stato errato, rispettivamente perché questa Camera non possa fondare il proprio convincimento sulle risultanze processuali già agli atti, non argomentando sufficientemente la rilevanza di tali mezzi di prova. In particolare, non indica con precisione, con riferimento a ciascuna delle prove offerte, quali informazioni aggiuntive esse avrebbero potuto apportare e perché esse sarebbero state utili, senza peraltro esprimersi sulla loro ammissibilità alla luce dell’art. 254 CPC e delle esigenze di celerità del procedimento. La sua domanda, non sufficientemente motivata e non ossequiosa dell’art. 254 CPC, è quindi irricevibile (art. 310 e 311 cpv.1 CPC), rispettivamente non è atta a rimettere in discussione l’apprezzamento anticipato delle prove operato del Pretore, che va quindi confermato in questa sede. Dei doc. C-F prodotti con l’appello si dirà in seguito.

  3. L’appellante, nel ribadire la parvenza di buon fondamento della causa, critica il Pretore aggiunto per avere erroneamente escluso gli oneri fiscali dalla garanzia contenuta al punto 7 del contratto di cessione azioni, e sostiene che AO 1, sottacendoli illecitamente, abbia violato tale clausola. Quest’ultimo, da parte sua, si oppone all’interpretazione del contratto operata dall’istante, sottolineando che per gli oneri fiscali non vi era garanzia alcuna, essendo questioni attinenti all’amministrazione ordinaria della società e costituendo peraltro importi non ancora definitivi. Il convenuto afferma pure che T__________ __________, sua unica controparte contrattuale, era consapevole di ciò, avendo previamente esaminato la contabilità societaria e preteso una riduzione del prezzo di acquisto delle azioni proprio a fronte di sue perplessità in merito ai dati esaminati.

7.1 Accertato come le opinioni delle parti in causa sul senso e sullo scopo della clausola 7 siano divergenti, si impone pertanto un’interpretazione oggettiva della stessa.

7.2 Il punto 7 recita: “Il Signor AO 1 dichiara che la situazione patrimoniale provvisoria, doc. G, è conforme alla reale situazione debitoria della AP 1 alla data del 24.05.2017. Pertanto, egli dichiara e conferma espressamente che, in qualità di Presidente e azionista della Società AP 1, non ha assunto qualsivoglia altro impegno, prestito, obbligazioni di alcun genere e natura, ecc. a carico della Società AP 1, che non rientrino nell’ordinaria amministrazione e gestione della stessa (obbligazioni fiscali comprese)”. Il punto 8 invece prevede: “Il Signor AO 1 riconosce sin d’ora di dover rispondere direttamente, a titolo personale ed esclusivo, per ogni obbligazione non risultante dalla situazione patrimoniale provvisoria, rispettivamente assunta in epoca successiva al 24.05.2017, che ecceda l’ordinaria amministrazione e gestione della Società…Qualora si dovesse verificare una delle ipotesi descritte al punto 7, la garanzia di cui al precedente punto 6. verrà liberata a favore della Società AP 1, fino a concorrenza delle somme per le quali ha complessivamente impegnato la Società, sottacendo, o di cui ha personalmente usufruito mediante prelevamenti e/o bonifici…”.

7.3 L’appellante sostiene innanzitutto che AO 1, sottacendo l’esistenza di oneri fiscali non ancora corrisposti (anni 2012-2016), abbia violato la prima parte della clausola 7, giacché la reale situazione debitoria della società non corrispondeva a quanto contenuto nel doc. G. L’appellante afferma pure che, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, gli oneri fiscali possono essere ritenuti degli impegni assunti da AO 1, e meglio dei debiti sorti a causa della sua decisione di non pagare le imposte, e dunque assimilabili a un “prestito” contratto nei confronti del fisco. Inoltre, l’appellante sostiene che la puntualizzazione “obbligazioni fiscali comprese” fosse riferita alla prima parte del capoverso e mirasse a includere le stesse nella garanzia (“…non ha assunto qualsivoglia altro impegno…obbligazioni fiscali comprese”). Dette argomentazioni non convincono.

7.4 Posto che dalla formulazione della clausola 7 non è chiaro se essa garantisse la situazione patrimoniale della società unicamente in relazione a eventuali operazioni o impegni presi da AO 1, oppure fosse più generalmente estesa agli attivi e passivi di cui al doc. G, tale dubbio può rimanere irrisolto. Difatti, anche volendo ammettere la seconda ipotesi, dalla documentazione agli atti non emerge con verosimiglianza una violazione di detta clausola. Nel doc. G era infatti stato esplicitamente indicato, mediante un accantonamento di fr. 15'000.-, che vi erano degli oneri fiscali ancora scoperti. Era dunque chiaro che essi erano stati quantificati mediante una cifra provvisoria (seppure troppo bassa), e difatti le decisioni di tassazione dall’anno 2012 in avanti sono state emanate solo nell’ottobre 2017, ovvero dopo la sottoscrizione del contratto del 12 luglio 2017. Inoltre, risulta dagli atti che T__________ __________, prima di sottoscrivere il contratto doc. C, ha potuto visionare la contabilità della società (doc. 2 prodotto dall’AO 2, doc. 3, 6 e 7 prodotti da AO 1) e dunque verificare i dati contenuti nel doc. G. È pure emerso che la medesima, avendo riscontrato delle presunte irregolarità, ha notevolmente abbassato il prezzo inizialmente proposto per l’acquisto delle azioni (da fr. 810'000.- a fr. 590'000.-) proprio in funzione di tali incertezze (doc. 4, 5 e 7).

7.5 Nemmeno la qualifica degli oneri fiscali quali impegni inclusi nella garanzia è convincente. Come già rilevato dal Pretore aggiunto, l’assunzione di un impegno presuppone di regola un comportamento attivo, in casu non dimostrato, e non una mera inattività; le obbligazioni fiscali rientrano del resto nell’ordinaria amministrazione della società. Come appena detto è pure emerso che T__________ , previa verifica della contabilità societaria e scoperta di asserite irregolarità, ha abbassato il prezzo di acquisto offerto e acconsentito alla sottoscrizione del contratto purché AO 1 non commettesse “atti a detrimento della società, in particolare prelevamenti dal conto affitti della società e/o l’assoggettamento a nuovi vincoli di qualsivoglia natura” (doc. 9), rispettivamente “a condizione che i conti non siano stati ulteriormente toccati in questi giorni” (doc. 7). Da queste risultanze emerge dunque che le rassicurazioni rispettivamente le condizioni volute da T __________ per la conclusione dell’accordo non si estendevano anche alle questioni fiscali.

7.6 Alla luce di queste circostanze, come pure della natura e provvisorietà degli oneri fiscali indicati nel doc. G (relativi a periodi già trascorsi ma non ancora quantificati dall’autorità fiscale) vi è pertanto motivo di ritenere che l’aggiunta “obbligazioni fiscali comprese” sia stata inserita a titolo esemplificativo di questioni di ordinaria amministrazione escluse dalla garanzia, per cui la relativa conclusione pretorile è condivisibile e merita conferma.

  1. L’appellante critica altresì il primo giudice per avere erroneamente trascurato, nel valutare il buon fondamento della causa di merito, altre irregolarità riscontrate nella situazione contabile della società e già menzionate nell’istanza cautelare, che giustificherebbero un risarcimento invero maggiore ai fr. 75'000.- oggetto della trattenuta.

8.1 In effetti, nella decisione qui impugnata non si trovano accenni a dette ulteriori irregolarità. Tuttavia, ritenuto che la procedura d’appello è un procedimento indipendente (DTF 142 III 413, consid. 2.2.1) e non è la semplice prosecuzione di quello innanzi al Pretore, le allegazioni delle parti e le risultanze istruttorie che non risultano già dalla decisione pretorile, per poter essere se del caso considerate in seconda sede, devono esservi riproposte dalle parti, per cui in assenza di questi elementi un giudizio da parte di questa Camera non è possibile (IICCA del 10 ottobre 2018, inc. 12.2017.86, consid. 6; DTF 142 III 413, consid. 2.2.4). Ora l’attrice, in questa sede (appello p. 10 seg.), non elenca né specifica dette contestazioni e irregolarità, né spiega in che modo esse costituirebbero una violazione contrattuale, bensì si limita a citare un paragrafo generico dell’istanza cautelare (senza nemmeno indicare il relativo numero di pagina), e per il resto rinvia alle contestazioni ivi contenute e ad alcuni documenti (doc. E e F), ancora una volta tuttavia senza alcun riferimento concreto a eventuali passaggi rilevanti. Ne consegue che, alla luce delle esigenze di motivazione imposte dall’art. 311 cpv. 1 CPC, il semplice rinvio agli atti di prima istanza come quello formulato dall’attrice, generico e per nulla concreto, non è sufficiente (cfr. Verda Chiocchetti, in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, IIa ed., Vol. 2, n. 27 ad art. 311 CPC; cfr. pure DTF 5A_751/2014 del 28 maggio 2015, consid. 2.2 e 2.6). La censura è pertanto irricevibile.

8.2 Del resto, nemmeno nell’istanza cautelare l’appellante ha sufficientemente specificato queste ulteriori irregolarità, limitandosi a vaghi e generici accenni e a un rinvio ai doc. E e F (cfr. p. 5 dell’istanza), né ha validamente rinviato all’istanza di conciliazione nella parallela procedura di merito (di cui in prima sede ha peraltro prodotto, quale doc. N, solamente la prima pagina senza richiamare il relativo incarto, per cui la produzione in questa sede dell’istanza integrale rispettivamente la richiesta di ammettere in seconda sede il suddetto richiamo sono senz’altro tardive), ciò che costituisce una carente allegazione. È dunque a giusta ragione che il primo giudice non ha considerato tali elementi.

  1. Ne consegue che la decisione del primo giudice di non ritenere adempiuto il presupposto della parvenza di buon fondamento della causa di merito resiste alla critica e merita conferma, per cui detto presupposto non necessita di essere esaminato anche dal punto di vista della legittimazione attiva dell’istante. È dunque solo a titolo abbondanziale che si evidenzia la relativa problematica, e meglio che l’istante, pur indicando, per quanto riguarda il merito, pretese risarcitorie maggiori a fr. 75'000.-, e meglio fr. 241'754.30 (cfr. doc. N), a fronte di un’asserita responsabilità di AO 1 per violazione di quanto previsto nel contratto doc. C, non sostanzia il suo asserito diritto di pretendere direttamente l’adempimento del contratto e la conseguente liberazione della trattenuta, né la titolarità di ulteriori derivanti pretese risarcitorie, e ciò nonostante il doc. C indichi unicamente AO 1 e T__________ __________ quali parti contrattuali.

  2. Non essendo adempiuto il requisito della parvenza di buon fondamento della pretesa di merito, non vi è motivo di esaminare l’adempimento degli ulteriori presupposti per l’emanazione del provvedimento cautelare richiesto. Di conseguenza, appare superfluo valutare la proponibilità in questa sede dei doc. C (e-mail del controllo abitanti del Comune di __________ confermante la partenza all’estero di AO 1), E e F (citazione rispettivamente verbale dell’udienza di conciliazione), in quanto irrilevanti ai fini del giudizio.

  3. Stante il respingimento dell’appello, non è nemmeno necessario esaminare la censura sollevata dall’AO 2 riguardante la sua legittimazione passiva, ritenuto in ogni caso che, in effetti, la parte convenuta nel procedimento cautelare è colei che causa o partecipa a causare la lesione o la minaccia di lesione del diritto dell’istante; il semplice destinatario della misura, ad esempio la persona fisica o giuridica alla quale va trasmesso un ordine di blocco, resta invece un terzo e non assume il ruolo di parte, fermo restando che egli ha diritto a prendere parte al procedimento (Trezzini, op. cit., n. 130 seg. alle Osservazioni preliminari agli art. 261-269 CPC). Nella fattispecie, è invero AO 1 che, a dire dell’istante cautelare, metterebbe in pericolo le sue pretese risarcitorie. L’AO 2 da parte sua ha sottoscritto il contratto in qualità di notaio in segno di accettazione degli incarichi ivi contenuti, in particolare in relazione al deposito e al successivo svincolo della trattenuta, ma non è indicato quale parte contrattuale. Pertanto, malgrado il suo coinvolgimento negli accordi summenzionati, egli sarebbe da considerare non tanto come parte convenuta, quanto piuttosto come terzo destinatario della misura richiesta.

  4. Alla luce di quanto precede, l’appello di AP 1 deve essere respinto, con conseguente conferma del giudizio pretorile. Le spese processuali e le ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 75'000.-, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). All’AO 2, che ha agito personalmente in giudizio e non ha motivato una richiesta d’indennità d’inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), non vanno riconosciute né ripetibili né indennità.

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

decide:

  1. L’appello 6 settembre 2018 di AP 1 è respinto.

  2. Le spese processuali di fr. 500.- sono a carico

dell’appellante, che rifonderà a AO 1

fr. 2’000.- per ripetibili. All’AO 2 non

vengono assegnate ripetibili.

  1. Notificazione:
  • avv.

  • avv.

  • avv.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1

Il presidente della seconda Camera civile

A. Fiscalini

Rimedi giuridici (pagina seguente)

Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni in materia di misure cautelari il ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).

Zitate

Gesetze

26

CPC

  • art. 95 CPC
  • art. 106 CPC
  • art. 254 CPC
  • art. 261 CPC
  • art. 262 CPC
  • art. 263 CPC
  • art. 264 CPC
  • art. 265 CPC
  • art. 266 CPC
  • art. 267 CPC
  • art. 268 CPC
  • art. 269 CPC
  • art. 308 CPC
  • art. 311 CPC
  • art. 314 CPC
  • art. 316 CPC
  • art. 317 CPC

LTF

  • art. 74 LTF
  • art. 90 LTF
  • art. 91 LTF
  • art. 92 LTF
  • art. 93 LTF
  • art. 98 LTF
  • art. 100 LTF
  • art. 113 LTF
  • art. 119 LTF

Gerichtsentscheide

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