Incarto n. 15.2024.67
Lugano 3 dicembre 2024
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Jaques, presidente Walser e Grisanti
cancelliere:
Ferrari
sull’istanza presentata il 18 giugno 2024 dall’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, con cui chiede di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a
fu PI 3 († 2018), già in DE – __________
nella comunione ereditaria della zia PI 2 († 2010), composta, oltreché dell’escusso, per quanto noto alla Camera, anche di
PI 6, DE – __________ PI 5, DE – __________ PI 21, nata __________, DE – __________ PI 4, nata __________, DE – __________ (anche in rappresentanza della sorella PI 21)
nelle sette esecuzioni formanti i gruppi n. da 1 a 4 promosse nei confronti di PI 3 da
Stato del Cantone Ticino, Bellinzona Confederazione Svizzera, Berna (rappresentati dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona)
ritenuto
in fatto: A. Alla morte di PI 23, gli sono succeduti in comunione ereditaria (CE) i figli PI 24, coniugata __________, PI 25, PI 12, PI 18, coniugata __________, PI 26, PI 17, coniugata __________, PI 13, PI 14, coniugata __________, e PI 15.
PI 26 è deceduto il 7 giugno 2005; gli sono succeduti in CE 1) la vedova PI 2, nata __________, 2) i nipoti PI 7, PI 8 ed PI 16, in luogo della premorta madre e sorella del defunto, PI 24, 3) i nipoti PI 9, PI 10, coniugata __________, ed PI 11, in luogo del premorto padre e fratello del defunto, PI 25, nonché 4) i fratelli e sorelle del defunto PI 12, PI 18, PI 17, PI 13, PI 14 e PI 15.
Al decesso di PI 2, avvenuto il 4 luglio 2010, le sono succeduti in CE 1) il nipote PI 6, in luogo del premorto padre e fratello della defunta PI 29, 2) il nipote PI 5, in luogo della premorta madre e sorella della defunta PI 30, coniugata __________, 3) la sorella della defunta PI 1, nonché 4) il nipote PI 3, in luogo del premorto padre e fratello della defunta PI 31.
PI 12 è spirato l’8 luglio 2012 lasciando quali eredi i figli PI 27, coniugata __________, e PI 28.
PI 26 era comproprietario per metà con la moglie PI 2 di tre unità di proprietà per piani (PPP) n. __________, __________ e __________ della particella n. __________ RFD di __________. Dopo il loro decesso, la quota “B” di lei è stata intestata a registro fondiario ai suoi eredi PI 6, PI 5, PI 1 e PI 3, e la quota “A” di lui agli eredi della moglie appena citati, nonché agli altri suoi eredi PI 7, PI 8 ed PI 16, PI 10, PI 9 ed PI 11, PI 18, PI 17, PI 14, PI 15 e PI 13, PI 28 e PI 27.
B. Il 4 giugno 2018 la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha eseguito a favore dello Stato del Cantone Ticino il sequestro (n. __________) decretato dal Giudice di pace del Circolo di Paradiso nei confronti di PI 3 dell’“interessenza derivante dai diritti ereditari del debitore nella successione fu PI 2, Paradiso, nonché il prodotto derivante dalla liquidazione della Comunione ereditaria a lui spettante. In particolare i diritti o le spettanze PPP 2491, PPP 2484 e PPP 2475 sit[e] nel comune di __________”. L’UE ha poi eseguito altri sei sequestri del medesimo bene decretati dallo stesso giudice sempre contro PI 3, il secondo e il terzo il 27 settembre 2019 a favore rispettivamente della Confederazione Svizzera (n. __________) e dello Stato del Cantone Ticino (n. __________), il quarto e il quinto l’11 giugno 2021 a favore del Cantone (n. __________) e della Confederazione (n. __________) e il sesto e il settimo il 10 febbraio 2023 a favore ancora del Cantone (n. __________) e della Confederazione (n. __________), il tutto fino a concorrenza di otto crediti fiscali ammontanti complessivamente a fr. 8'229.85 oltre agl’interessi.
C. A convalida dei sette sequestri, lo Stato del Cantone Ticino e la Confederazione Svizzera hanno promosso contro PI 3, nell’ordine, le esecuzioni n. __________ il 2 luglio 2018, n. __________ e __________ il 2 ottobre 2019, n. __________ e __________ il 16 giugno 2021 e n. __________ e __________ il 14 febbraio 2023 presso il medesimo UE.
D. A richiesta degli escutenti, il 7 febbraio 2019, 22 ottobre 2020, 28 ottobre 2022 e 23 ottobre 2023, l’Ufficio ha proceduto a pignorare quanto aveva già sequestrato a suo tempo, dando luogo alla formazione di quattro gruppi, composti, il primo della prima esecuzione (n. __________), il secondo della seconda e terza esecuzione (n. __________ e __________), il terzo dalla quarta e quinta esecuzione (n. __________ e __________) e il quarto della sesta e settima esecuzione (n. __________ e __________).
E. Intorno alla metà di febbraio 2023, l’UE ha scoperto che il 23 aprile 2010 PI 2 aveva concesso in locazione una delle tre note PPP a tale PI 35 e che ancora al 17 dicembre 2013 era in vigore un ordine permanente di pagamento della pigione su un conto presso l’PI 36, intestato agli eredi della locatrice. Il 16 febbraio 2023, l’Ufficio ha chiesto alla banca di fornirgli un estratto del conto, ma con lettera del 16 marzo essa vi si è rifiutata.
F. Poiché lo Stato e Cantone Ticino e la Confederazione Svizzera avevano chiesto la realizzazione dell’interessenza pignorata, il 1° settembre 2023 l’UE ha convocato loro, i figli superstiti di PI 23, i figli di PI 24, di PI 25 e di PI 12, come pure gli eredi di PI 2 a un’udienza a norma dell’art. 9 dell’Ordinanza concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC, RS 281.41), da tenersi il 7 novembre 2023.
In occasione dell’udienza, nessuna conciliazione ha potuto essere raggiunta, giacché erano assenti, prima di tutto, gli escutenti. Durante l’udienza, l’UE ha peraltro scoperto che a PI 1 erano succedute (perlomeno) le figlie PI 21, coniugata __________, e PI 4, coniugata __________. Da una lettera dell’avv. PI 38, con studio ad __________, del 29 agosto 2023, è venuto a sapere che PI 3 era spirato tra il 23 e il 26 gennaio 2023, che gli era succeduta la figlia, PI 32, la quale aveva però rinunciato all’eredità, tanto per sé, quanto per sua figlia (e abiatica dell’escusso), PI 33; aveva pure rinunciato all’eredità la madre dell’escusso, PI 37, con atto pubblico accettato dalla Pretura (Amtsgericht) di __________ il 7 marzo 2023. L’UE è inoltre venuto a sapere che presso il Tribunale delle successioni (Nachlassgericht) di __________ era pendente un procedimento volto a stabilire se fosse stata efficace la rinuncia di PI 32 per PI 33.
Il verbale dell’udienza riporta i valori di stima ufficiali (o fiscali) delle tre PPP __________, __________ e __________ RFD __________ (di fr. 28'254.–, fr. 109'877.60 e fr. 125'574.40) così come quelli attribuiti dall’UE (fr. 85'000, fr. 330'000 e fr. 377'000.–), l’ammontare degli aggravi ipotecari sulle PPP __________ (una cartella ipotecaria [CI] a garanzia di un credito di fr. 18'000.–), __________ (una CI a garanzia di un credito di fr. 110'000.–) e __________ (tre CI a garanzia di crediti di fr. 70'000.–, fr. 30'000.– e fr. 20'000.–), come pure, di conseguenza, il valore dell’asse ereditario secondo il valore dei fondi attribuito dall’UE (fr. 792'000.–) al netto degli oneri complessivi (fr. 248'000.–), pari a fr. 544'000.–. Posta una frazione ereditaria di 1⁄17 del totale, determinata “sulla scorta degli eredi conosciuti”, il valore dell’interessenza di PI 3 nell’eredità è stato stimato in fr. 32'000.–, “ridott[o] cautelativamente” a fr. 15'000.–.
G. Il 13 dicembre 2023, l’Ufficio ha pignorato presso l’PI 36 (in seguito: PI 36), nella misura di fr. 14'454.–, i diritti spettanti a PI 3 nella comunione ereditaria fu PI 2 e ha chiesto alla banca di comunicargli se il pignoramento fosse risultato fruttuoso. Il 4 gennaio 2024, la banca vi si è rifiutata.
H. Poiché la conciliazione era fallita, l’8 maggio 2024 l’UE ha assegnato alle stesse persone citate all’udienza, salvo PI 3, e alle figlie di PI 1 un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria.
I. Il 29 maggio 2024, PI 4 ha comunicato all’UE che avrebbe voluto evitare la vendita agl’incanti dell’interessenza spettante a PI 3 nella CE della madre e gli ha proposto di tacitare i creditori mediante il pignoramento degli averi sul conto presso l’PI 36. L’Ufficio ha risposto che non si poteva far capo a tali (ipotetici) averi giacché la banca si rifiutava di comunicargli se il pignoramento era risultato fruttuoso. PI 4 ha replicato che avrebbe cercato un’altra solu-zione con gli altri comunisti, ma ha poi scritto all’UE di non essere riuscita a trovarne alcuna.
L. Il 18 giugno 2024, l’Ufficio ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a PI 3 nella comunione ereditaria fu PI 2. Ha ribadito di aver attribuito all’asse ereditario un valore netto di fr. 544'000.– e alla quota dell’escusso un valore di fr. 15'000.–.
M. Con commissione rogatoria del 22 luglio 2024, il Presidente della Camera ha chiesto al Tribunale delle successioni di __________ chi fossero gli eredi di PI 3. Il 6 agosto, esso ha risposto che PI 32 aveva efficacemente rinunciato alla di lui eredità, sia per sé, sia per la figlia PI 33, e che non gli erano stati comunicati altri eredi, sicché il procedimento era stato archiviato (“Weitere Erben […] sind dem Nachlassgericht nicht bekannt geworden. Das Verfahren wurde eingestellt”).
N. In parziale adempimento dell’ordinanza emessa dal presidente il 9 ottobre 2024, trasmessa anche in lingua tedesca agli eredi, il 21 novembre 2024 l’PI 36 ha trasmesso l’estratto del conto intestato ora a nome degli eredi fu PI 2 dal 1° gennaio 2023 al 21 novembre 2024, il cui saldo è aumentato da fr. 8'767.13 a fr. 14'418.39.
Considerando
in diritto: 1. Un sequestro pronunciato nei confronti di una persona fisica o giuridica inesistente – per esempio perché deceduta – è nullo (DTF 149 III 34 consid. 3.5.5); lo stesso vale per l’esecuzione avviata o continuata da, oppure nei confronti di, un soggetto inesistente (DTF 140 III 175 consid. 4.1). L’ufficio d’esecuzione deve rilevare d’ufficio un simile vizio e pertanto rifiutarsi di eseguire un sequestro pronunciato nei confronti di un soggetto inesistente (DTF 120 III 39 consid. 1/a).
1.1 Nella fattispecie, poiché PI 3 è deceduto tra il 23 e il 26 gennaio 2023 (lettera dell’avv. PI 38 del 29 agosto 2023), ovvero anteriormente agli ultimi due decreti di sequestro (__________ e __________), pronunciati nei suoi confronti il 9 febbraio 2023, tali sequestri sono nulli; per lo stesso motivo, sono nulle anche le relative esecuzioni a convalida dei sequestri (n. __________ e __________). La Camera non può che prenderne atto d’ufficio (art. 22 cpv. 1 LEF) e ordinare all’UE di radiare le esecuzioni dal suo registro.
1.2 Stante la nullità degli atti esecutivi pregressi, è inutile determinare il modo di realizzazione dell’interessenza sequestrata con i due predetti decreti, sicché, in tale misura, l’istanza risulta senza oggetto. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, in una simile ipotesi il creditore deve dirigere contro gli eredi sia l’istanza di sequestro degli attivi della comunione ereditaria sia l’esecuzione a convalida del sequestro (citata DTF 149 III 34 consid. 3.5.5).
Nei casi in cui il valore della quota è determinato, l’art. 10 cpv. 3 ODiC ammette sia la soluzione dello scioglimento della comunione sia la vendita all’asta della quota, mentre in linea di massima esclude quest’ultima se il valore della quota non è sufficientemente determinato. In altre parole, la norma limita unicamente a scapito della seconda soluzione la scelta tra i due modi di realizzazione, la quale per il resto è questione di opportunità che rientra nel potere d’apprezzamento dell’autorità di vigilanza (DTF 96 III 10, consid. 2; Bettschart in: Commentaire romand de la LP, 2005, n. 13 ad art. 132 LEF). L’art. 10 cpv. 3 ODiC tende a evitare una vendita a vil prezzo della quota pignorata (DTF 96 III 10, consid. 3; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 32 ad art. 132 LEF). Orbene, un simile rischio esiste in particolare quando il valore di stima della quota supera ampiamente il valore dei crediti posti in esecuzione. In siffatta ipotesi, in effetti, in sede di asta i creditori non hanno alcun interesse a rilanciare quando l’offerta ha superato l’importo dei loro crediti. Sussiste quindi il rischio concreto che la quota venga aggiudicata a un prezzo ampiamente inferiore al suo valore reale. La soluzione dello scioglimento garantisce invece che l’ufficio, dopo aver estinto i crediti, possa riversare un’eventuale eccedenza all’escusso (sentenza della CEF 15.2023.116 del 9 febbraio 2024, consid. 1).
3.1 Nel caso in esame, i discendenti di primo e secondo grado di PI 23 non partecipano alla comunione fu PI 2 (sua nuora) e non avrebbero quindi dovuto essere invitati all’udienza. Gli unici membri della comunione di lei sono infatti attualmente PI 6, PI 5, PI 21 e PI 4. Ad ogni modo, la partecipazione dei discendenti di primo e secondo grado di PI 23 è in definitiva ininfluente, siccome una conciliazione non è stata raggiunta.
3.2 PI 32 e PI 33 hanno validamente rinunciato all’eredità del padre e nonno, PI 3 (risposta 6 agosto 2024 del Tribunale delle successioni di __________), e non partecipano pertanto alla CE fu PI 2. Di conseguenza non era necessario coinvolgerle nella procedura in esame.
3.3 Dalla risposta appena menzionata, si evince che al Tribunale delle successioni di __________ non sono noti altri eredi di PI 3. Dai suoi atti si evince in particolare che la madre, PI 37, ha pure lei rinunciato alla successione (scritto 29 agosto 2023 dell’avv. PI 38) e non risulta avere altri discendenti, oltre all’escusso, da considerare eredi legali di secondo grado giusta il § 1925 cpv. 3 del Codice civile tedesco (Bürgerliches Gesetzbuch [BGB]), cui rinviano i combinati art. 30a LEF, 91 cpv. 1 e 92 cpv. 1 LDIP, 3 n. 1 lett. e della Legge d’introduzione del BGB e 1 § 1, 1° periodo, 3 § 1 lett. a, 3 n. 1 lett. e cum 1 e 21 § 1 del Regolamento del Parlamento europeo n. 650/2012), tenuto conto che PI 3 aveva sia il domicilio sia la residenza abituale in Germania, a __________, al momento del suo decesso.
3.4 Per lo stesso motivo si può presumere che anche altri potenziali eredi vi hanno rinunciato, in particolare gli eredi legali di terzo grado (§ 1953 cpv. 2, 1° periodo cum 1926 cpv. 1 BGB), nel caso concreto i discendenti di PI 2, sorella del defunto padre di PI 3 (PI 31), ovvero PI 6, PI 5, PI 21 e PI 4 (§ 1926 cpv. 4 cum 1924 cpv. 2 BGB). Dal profilo del diritto di essere sentiti, nulla cambierebbe anche se i discendenti appena nominati non avessero rinunciato all’eredità di PI 3, poiché sono stati comunque coinvolti nella procedura di realizzazione come membri della CE fu PI 2.
3.5 Come in Svizzera (cfr. art. 466 CC), anche in Germania l’erede di ultimo grado è lo Stato, ossia il Land, se accertabile, del suo ultimo domicilio, altrimenti, della sua dimora abituale, sussidiariamente il Bund (§ 1936 BGB). Dal momento che lo Stato tedesco è già stato informato della procedura in esame tramite la commissione rogatoria trasmessa al Tribunale delle successioni di __________, non si ritiene necessario assegnargli formalmente un termine per formulare un’eventuale proposta di realizzazione. Non risulta d’altronde sussistere in Germania alcuna procedura d’insolvenza dell’eredità, men che meno fatta riconoscere in Svizzera, e non appaiono dati i presupposti per una sua liquidazione in via di fallimento nel senso dell’art. 193 LEF, giacché sia il domicilio sia la residenza abituale di PI 3 era in Germania al momento del suo decesso (sopra consid. 3.3). Le esecuzioni iniziate contro di lui in Svizzera prima della morte possono pertanto essere quivi proseguite contro la sua eredità (art. 59 cpv. 2 LEF).
3.6 L’UE ha correttamente fissato il termine per determinarsi sul modo di realizzazione dell’interessenza (giusta l’art. 10 cpv. 1 ODiC) anche alla Confederazione nel quadro dell’ultima esecuzione, in cui il diritto di chiedere la realizzazione era sorto dopo l’udienza (citata 15.2023.116, consid. 2). In realtà, siccome tale esecuzione è nulla (sopra consid. 1.1) e la creditrice era già stata coinvolta per altre precedenti esecuzioni, la questione è irrilevante.
4.1 “Sulla scorta degli eredi conosciuti”, l’UE, ha stabilito che l’interessenza di PI 3 è di 1⁄17 della CE fu PI 2.
4.1.1 Giusta l’art. 90 LDIP, se al momento della morte il de cuius era domiciliato in Svizzera, la sua successione è disciplinata dal diritto svizzero (cpv. 1), a prescindere dalla sua nazionalità. Tuttavia, se non è cittadino svizzero, il de cuius può stabilire, per testamento o contratto successorio, che la sua successione sia regolata dal diritto di uno Stato di cui è cittadino (cpv. 2, 1° periodo).
4.1.2 Nel caso in esame, le PPP __________, __________ e __________ RFD __________, su cui PI 3 vantava il diritto ereditario pignorato, in origine appartenevano in proprietà individuale a PI 22 (istanza dell’avv. PI 39 dell’8 giugno 2011, intesa a modificare la titolarità delle PPP nel Registro fondiario). Per quanto noto alla Camera, que-st’ultimo non ha lasciato un testamento o un contratto successorio e, ad ogni modo, era cittadino svizzero. Ora, visto che al momento della morte egli era pacificamente domiciliato in Svizzera, a __________ (secondo una consultazione della banca dati sui movimenti della popolazione [MovPop]), alla sua successione si applica il diritto svizzero. Visto, poi, che il defunto non aveva discendenti e che gli sono succeduti la vedova PI 2, vari fratelli e sorelle, nonché vari nipoti, in luogo di altri fratelli e sorelle premorti (certificato ereditario del 5 marzo 2007), la quota ereditaria della vedova ammonta ai ¾ degli attivi del marito (art. 462 n. 2 CC), dedotta la parte di lei della liquidazione del regime matrimoniale.
4.1.3 Ciò detto, per quanto noto alla Camera, neppure PI 2 ha lasciato un testamento o un contratto successorio e, ad ogni modo, pure lei era cittadina svizzera e al momento della morte era domiciliata a __________ (MovPop), sicché anche alla sua successione si applica il diritto svizzero. Ricordato un’altra volta che le sono succeduti la sorella PI 1 (poi sostituita al suo decesso dalle figlie PI 21 e PI 4), nonché i nipoti PI 6, PI 5 e PI 3, in luogo di altri fratelli e sorelle premorti (certificato ereditario del 18 giugno 2013), la quota ereditaria dell’escusso ammonta a ¼ dell’eredità della zia (art. 457 cpv. 1 e 3 cum 2 CC), che come precisato si estende almeno ai ¾ degli attivi che appartenevano allo zio PI 22 (sopra consid. 4.1.2). Per approssimazione si può considerare che la quota spettante all’escusso è almeno dei 7⁄32 ([¼ x ½] + [¼ x ¾ x ½]) del valore intero delle PPP (quote “B”della defunta e “A” del marito, di metà ciascuna).
4.2 L’UE ha determinato che l’asse ereditario è composto delle tre PPP, cui ha assegnato un valore netto di fr. 544'000.–. Nessuno ha contestato tali accertamenti. Il valore di stima della quota dell’escusso risulta pertanto essere di fr. 119'000.– (pari ai 7⁄32 di fr. 544'000.–). Giacché tale valore supera ampiamente la somma dei debiti posti in esecuzione (sotto consid. 4.3.1), non è necessario accertare precisamente a quanto ammontano, con gl’interessi di mora, le due ipoteche legali iscritte collettivamente sui fondi il 13 ottobre 2022 e il 14 agosto 2023 a garanzia di crediti di fr. 6'824.81 e fr. 22'624.60.
4.3 Poiché il valore dell’interessenza pignorata è sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 ODiC, quale modo di realizzazione entrano in considerazione sia lo scioglimento della comunione ereditaria, sia la vendita all’asta della relativa quota ereditaria dell’escusso.
4.3.1 Nella fattispecie, il secondo modo di realizzazione – la vendita all’asta della quota ereditaria – va escluso, perché l’importo totale dei crediti per cui è stato ottenuto il pignoramento dell’interessenza a favore dei gruppi n. da 1 a 3 (le esecuzioni del gruppo n. 4 sono invece nulle: sopra consid. 1.1), pari a fr. 9'074.20 (al 28 agosto 2024), è nettamente inferiore al valore della quota ereditaria spettante all’escusso nella comunione ereditaria fu PI 2, non inferiore a fr. 119'000.– (sopra consid. 4.2), e persino al saldo del conto presso l’PI 36, sicché, con la licitazione della quota, si rischierebbe una vendita a vil prezzo (sopra consid. 2).
4.3.2 La soluzione più semplice, e quindi anche più indicata dal profilo dell’art. 95 LEF, sarebbe il pignoramento diretto del conto presso l’PI 36, il cui saldo copre i crediti dei gruppi n. da 1 a 3. Sennonché pure i crediti collettivi devono essere pignorati secondo le norme dell’ODiC, sicché può essere pignorata solo la quota spettante all’escusso (come avvenuto nella fattispecie) e non il conto separatamente dagli altri beni comuni, fatto salvo il consenso degli eredi o di quelli di loro eventualmente abilitati secondo gli accordi con la banca a disporne singolarmente o collettivamente con determinati altri eredi (cfr. sentenza della CEF 15.2019.33 del 16 marzo 2020, RtiD 2020 II 941 n. 42c, consid. 4.2.2, 4.3.1 e 4.3.3).
4.3.3 Nel caso in esame, il conto presso l’PI 36 risulta intestato agli eredi di PI 2, ovvero, per quanto noto, a PI 6, PI 5 e alle figlie di PI 1, PI 21 e PI 4, mentre gli eredi di PI 3 hanno rinunciato ai diritti di lui in particolare sul conto. Poiché gli altri eredi (di PI 2) hanno verosimilmente interesse a evitare lo scioglimento (integrale) dell’eredità cui partecipano e la vendita dei fondi che ne costituiscono l’asse, quale altro provvedimento giusta l’art. 132 cpv. 3 LEF occorre dapprima ordinare all’UE d’interpellarli affinché acconsentano al pagamento dei crediti posti in esecuzione contro PI 3 attingendo al conto aperto presso l’PI 36, anche per la quota (almeno dei 25⁄32) che globalmente non gli spetta, con l’avvertenza che in caso di rifiuto o di silenzio la Camera ordinerà all’autorità preposta ai sensi dell’art. 609 CC – nel Ticino l’ufficiale delle esecuzioni (art. 96 cpv. 2 LAC) – d’intervenire, in rappresentanza degli eredi di PI 3 e nel loro interesse, così come in quello dei suoi creditori, in modo da ottenere lo scioglimento delle comunioni ereditarie di PI 22 e PI 2 e la divisione del patrimonio comune, chiedendo, qualora i coeredi dovessero opporvisi, la divisione delle successioni alla competente autorità giudiziaria (art. 12 e 13 cpv. 2 ODiC; sentenza della CEF 15.2023.122 del 25 set-tembre 2024 consid. 3.3, 4.1.2 e 4.3.1) in Svizzera (art. 86 cpv. 1 LDIP per il rinvio degli art. 1 lett. a e 2 CPC), poiché PI 2 era quivi domiciliata al momento del suo decesso ed era di nazionalità svizzera, come risulta dal MovPop.
Per questi motivi,
pronuncia: 1. Sono nulli i sequestri n. __________ e __________, come pure le esecuzioni n. __________ e __________ della sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione.
L’istanza è accolta nel senso che è fatto ordine all’Ufficio d’esecuzione di procedere come indicato nel soprastante considerando 4.3.3.
Non si prelevano spese né si assegnano indennità.
Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, e, per il suo tramite, agli eredi dell’escusso e agli escutenti.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente Il cancelliere
Rimedi giuridici
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.