Incarto n. 15.2012.4
Lugano 1° febbraio 2012 CJ/fp/fb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente, Walser e Bozzini
segretario:
Jaques
statuendo sul ricorso 23 dicembre 2011 di
RI 1 patrocinata dalla lic.iur. __________, PA 1
contro
l’operato dell’CO 1, e meglio contro la decisione 15 dicembre 2011, con cui è stata considerata infruttuosa l’esecuzione del sequestro n. __________ decretato l’11 gennaio 2011 a richiesta della ricorrente nei confronti dell’ex marito
PI 1 patrocinato dall’ PA 2
procedura che concerne anche
PI 2, __________
e
PI 3, __________
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto
in fatto:
A. Con decisione 11 gennaio 2011, il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato il sequestro della “polizza di previdenza no. __________ presso la B__________, ” e della “polizza di previdenza vincolata 3° pilastro no. __________ presso la S__________, Lugano”. Il sequestro è stato eseguito dall’UEF di Bellinzona il giorno successivo (procedura n. __________).
B. Accogliendo parzialmente il ricorso interposto dal debitore sequestrato, con cui egli contestava la competenza territoriale del giudice del sequestro, e di conseguenza anche quella dell’UEF di Bellinzona, facendo valere che i beni sequestrati sono situati fuori dalla loro giurisdizione, e meglio a “Lugano, Zurigo e Roveredo”, questa Camera, con sentenza del 30 marzo 2011 (inc. 15.11.25), ha annullato il verbale di sequestro n. 653'394 e ordinato la trasmissione del decreto di sequestro all’CO 1 perché lo eseguisse.
C. L’__________ ha notificato il sequestro di entrambe le polizze d’assicurazione il 29 aprile 2011.
D. Con scritto 14 ottobre 2011, PI 2 ha informato l’Ufficio di aver sciolto, a richiesta della PI 3, nella sua qualità di creditrice pignoratizia, il contratto di assicurazione relativo alla polizza sequestrata e di averne versato il valore di riscatto, pari a fr. 6'611,50, alla stessa. Dopo un nutrito scambio di corrispondenza tra le parti, l’assicurazione, il 23 novembre 2011, ha comunicato all’Ufficio di ritenere valido il contratto di costituzione del pegno a favore della PI 3 e che, in ogni caso, al momento dell’esecuzione del sequestro le prestazioni previdenziali non erano esigibili, essendolo diventato solo successivamente, ovvero il 5 ottobre 2011, quando la PI 3 ha chiesto la realizzazione del suo pegno.
E. Il 15 dicembre 2011, l’CO 1 ha comunicato alla procedente di ritenere infruttuoso il sequestro eseguito presso PI 2.
F. Con ricorso 23 dicembre 2011, RI 1 contesta il provvedimento, chiedendone l’annullamento e il ripristino sia del sequestro che della polizza d’assicurazione, nonché la retrocessione dell’importo del riscatto versato alla PI 3. La ricorrente chiede inoltre la concessione dell’assistenza giudiziaria, con il gratuito patrocinio dello studio legale dell’PA 1. La ricorrente fonda la richiesta d’annullamento anzitutto sul fatto che il provvedimento impugnato non sarebbe sufficientemente motivato. Nel merito, la ricorrente ritiene che l’appartamento, per il cui finanziamento PI 1 ha costituito in pegno la polizza d’assicurazione (PPP __________ del fondo base __________ RFD di __________), non sarebbe potuto essere considerato un’abitazione ad uso proprio giusta gli art. 331d cpv. 1 CO e 4 cpv. 1 OPPA (Ordinanza del 3 ottobre 1994 sulla promozione della proprietà d’abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale, RS 831.411), dal momento ch’egli è del tutto sconosciuto ai servizi dell’Ufficio controllo abitanti del Comune di __________, sicché la polizza non sarebbe potuta essere costituita in pegno. D’altronde, la ricorrente sostiene, in contrapposizione con l’assicurazione, che il valore di riscatto sarebbe stato esigibile già al momento del sequestro, siccome il debitore a questa data aveva lasciato definitivamente la Svizzera (art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP).
G. Nelle sue osservazioni del 13 gennaio 2012, PI 1 si oppone al ricorso, facendo valere di “figurare domiciliato” a __________, ma, non detenendo in tale luogo alcun bene immobile abitabile, la sua residenza non potrebbe “che essere presso l’appartamento di __________”. Non avrebbe quindi lasciato la Svizzera.
H. L’CO 1 ritiene corretto il proprio operato, siccome la polizza in oggetto era stata costituita in pegno e di conseguenza non sarebbe stata esigibile al momento del sequestro.
considerando
in diritto:
La garanzia del diritto di essere sentito riconosciuta all'art. 29 cpv. 2 Cost. vale anche in ambito esecutivo, con il rilievo che la portata di siffatto diritto va determinata di caso in caso secondo le circostanze concrete della fattispecie. Il diritto di essere sentito comprende il diritto di ottenere una decisione motivata (CEF 4 dicembre 2003, inc. 15.03.191, con rif.). Tale esigenza dev’essere adempiuta in modo tale che il destinatario possa capire la decisione e se del caso contestarla con cognizione di causa, e che l’autorità di ricorso possa esercitare il proprio controllo. I motivi, sia fattuali che giuridici, alla base della decisione devono essere esposti almeno brevemente, senza che sia necessario esporre e discutere tutti gli argomenti invocati dalle parti (STF 4 settembre 2006, 5P.334/2006, cons. 2.1). Nel caso concreto, l’UE di Lugano ha motivato il provvedimento impugnato rinviando allo scritto 23 novembre 2011 di PI 2, in cui l’assicurazione ha preso dettagliatamente posizione sulle censure sollevate in precedenza dalla ricorrente. La motivazione appare sufficiente, tant’è che RI 1, nel ricorso, è manifestamente stata in grado di esprimersi diffusamente sulla decisione contestata. La censura va pertanto respinta.
Contro l’esecuzione di un sequestro da parte dell’ufficio di esecuzione è dato ricorso giusta l’art. 17 LEF all’autorità di vigilanza unicamente per controllare se le condizioni legali imposte per l’esecuzione del sequestro siano state rispettate, in particolare per quanto riguarda la pignorabilità dei beni sequestrati (l’art. 275 rinvia agli art. 92 e 93 LEF; Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, 2a ed., Basilea 2010, n. 13 e 16 ad art. 275).
3.Giusta l’art. 92 cpv. 1 n. 10 LEF, sono assolutamente impignorabili i diritti non ancora esigibili a prestazioni previdenziali e al libero passaggio nei confronti di fondi di previdenza professionale. Questa norma si applica alle prestazioni sia del secondo pilastro (previdenza obbligatoria ai sensi della LPP) sia del terzo pilastro A (previdenza detta “vincolata”, costituita mediante contratti d’assicurazione di capitale e di rendita o convenzioni di risparmio, esclusivamente e irrevocabilmente finalizzati alla previdenza professionale, cfr. art. 82 LPP e 1 OPP3 [Ordinanza sulla legittimazione alle deduzioni fiscali per i contributi a forme di previdenza riconosciute, RS 831.461.3]) (DTF 121 III 288; vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2a ed., Basilea 2010, n. 42 ad art. 92; Ochsner, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 166-167 ad art. 92).
3.1. Nel caso di specie, non è contestato – ed è evidente – che la “polizza di previdenza vincolata 3° pilastro no. __________ presso la PI 2, Lugano” rientra nel terzo pilastro A (cfr. scritto 23 dicembre 2011 di PI 2) e quindi nel campo d’applicazione dell’art. 92 cpv. 1 n. 10 LEF.
3.2. In linea di massima, le prestazioni previdenziali diventano esigibili quando si verifica un evento assicurato (invalidità, morte o pensionamento, art. 1 e 3 OPP3), ciò che nella fattispecie non è stato allegato né risulta dagli atti. Vi sono però ipotesi particolari, in cui l’esigibilità può essere anticipata. Ad esempio, nell’ambito della previdenza obbligatoria, l’assicurato può, in virtù dell’art. 5 cpv. 1 lett. a della legge federale sul libero passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LFLP, RS 831.42), esigere il pagamento in contanti della prestazione d’uscita se lascia definitivamente la Svizzera, tranne se è affiliato obbligatoriamente a un’assicurazione contro i rischi di vecchiaia, morte e invalidità secondo le disposizioni legali di uno Stato membro della Comunione europea, dell’Islanda o della Norvegia, o se risiede nel Liechtenstein (art. 25f LFLP). Come rilevato dalla stessa ricorrente, il Tribunale federale considera che fintanto che non è stata presentata un'esplicita domanda di pagamento in contanti, la prestazione di libero passaggio dell'assicurato, che ha definitivamente lasciato la Svizzera, non diventa esigibile e quindi rimane impignorabile (DTF 119 III 18 segg.). Invero, il campo d’applicazione della LFLP è limitato alle pretese dell’assicurato in caso di libero passaggio nell’ambito della previdenza professionale gestita da istituti di previdenza (art. 1 LFLP) e non si estende ai contratti d’assicurazione, nemmeno se sono stati conclusi con un istituto di previdenza (cfr. Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, Zurigo 2009, n. 2 ad art. 1 FZG, p. 399). L’art. 5 LFLP non è quindi applicabile nella fattispecie. Ma anche lo fosse, non risulta comunque dagli atti che PI 1 abbia chiesto il pagamento della polizza in contanti prima dell’esecuzione del sequestro, sicché andava correttamente considerata inesigibile e pertanto impignorabile.
3.3. In realtà, la questione di un eventuale versamento anticipato del valore di riscatto di una polizza del terzo pilastro A è disciplinata all’art. 3 OPP3. Tutte le ipotesi contemplate da questa norma presuppongono una richiesta dell’assicurato. Ora, come visto, non risulta che PI 1 ne abbia formulato una. In analogia con quanto statuito dal Tribunale federale per l’ipotesi contemplata all’art. 5 LFLP, occorre considerare che la pretesa di versamento del riscatto della polizza in oggetto non era esigibile al momento dell’esecuzione del sequestro (il 29 aprile 2011) ed era impignorabile. La decisione impugnata va di conseguenza confermata.
3.4. Poco importa a tal riguardo che PI 3 abbia poi ottenuto il versamento del valore di riscatto, perché l’ha comunque chiesto dopo l’esecuzione del sequestro, ovvero il 5 ottobre 2011. Soprattutto, la realizzazione del pegno gravante prestazioni previdenziali non è vincolata – limitatamente all’importo della prestazione di libero passaggio spettante all’assicurato al momento della realizzazione del pegno (art. 30b LPP e 8 cpv. 1 OPPA) – all’esigibilità di queste ultime, bensì soltanto all’esigibilità del credito garantito (cfr. art. 331d cpv. 6 CO). La realizzazione del pegno, come il rimborso di un versamento anticipato, può quindi aver luogo in ogni tempo, fatti salvi i limiti di cui agli art. 30d cpv. 3 e 30f LPP (art. 30d cpv. 2 LPP, per il rinvio dell’art. 331d cpv. 6 CO; Stauffer, Commentaire LPP et LFLP, Berna 2010, n. 42 ad art. 30b LPP; Vetter-Schreiber, op. cit., n. 5 ad art. 30b BVG, p. 101). In virtù del rinvio dell’art. 4 cpv. 2 OPP3, lo stesso principio vale per analogia in caso di costituzione in pegno delle prestazioni del terzo pilastro A, essendo l’importo del libero passaggio sostituito con quello del valore di riscatto della polizza. In altre parole: la realizzazione del pegno, che può anche aver luogo in forma privata con il consenso dell’assicurato (Vetter-Schreiber, op. cit., n. 7 ad art. 30b BVG, p. 101), non significa che le prestazioni previdenziali siano esigibili.
Visto quanto precede, risulta inutile esaminare se il diritto di pegno di PI 3 era valido, perché anche se non lo fosse stato il valore di riscatto non sarebbe comunque diventato esigibile – né pertanto pignorabile – prima che si fosse verificata una delle ipotesi di cui all’art. 3 OPP3. A futura memoria, occorre ricordare che il fatto che l’esistenza o l’importo del credito pignorato o sequestrato siano controversi non ne ostacola il pignoramento o il sequestro, ma esso va realizzato quale credito contestato (CEF 17 gennaio 2005, inc. 15.04.195, cons. 3, RtiD II-2005 786 seg. n. 84 c).
Il ricorso va pertanto respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20a, 92 cpv. 1 n. 10, 275 LEF; 5 cpv. 1 LFLP; 13 LAG; 117 CPC, 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
2.Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
La domanda di concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria è respinta.
Intimazione a:
– St. leg. PA 1, __________;
– avv. PA 2, __________;
– PI 2, __________;
– PI 3, __________.
Comunicazione all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.