Incarto n. 15.2001.00240
Lugano 22 marzo 2002 LG/CJ/fc/dp
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca
segretario:
Jaques, vicecancelliere
statuendo sui ricorsi 20 e 24 luglio 2001 di
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di __________, e meglio contro la ritardata o denegata esecuzione di un pignoramento complementare nei confronti di
viste le osservazioni:
23 e 25 luglio 2001 dell'UEF di __________,
26 luglio e 2 ottobre 2001 di __________,
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Numerosi creditori procedono nei confronti di __________ per l'incasso di propri crediti; tra di essi figura la __________, che il 4 ottobre 2000 ha fatto spiccare dall'UEF di __________ il PE __________, da intimarsi al domicilio di __________ dell'escusso. L'escusso non ha interposto opposizione al PE.
B. La __________ ha presentato la domanda di proseguimento il 16 novembre 2000 allegando una copiosa documentazione su alcune società di cui l'escusso risultava da atti ufficiali membro del consiglio di amministrazione. L'Ufficio ha allestito il 17 novembre 2000 l'avviso di pignoramento, operazione prevista per il 27 novembre 2000 al domicilio dell'escusso a __________.
C. Il 27 novembre 2000 l'UEF ha effettuato un pignoramento di redditi dell'escusso, stabilendo in fr. 4'100.-- i redditi mensili e in fr. 3'100.-- il minimo vitale. Sul verbale interno di pignoramento l'escusso ha confermato di essere un commerciante in proprio presso la __________, dalla quale percepirebbe un mensile. Sul medesimo verbale il cursore dell'UEF di __________ ha indicato di procedere la pignoramento di un'autovettura __________ annotando che il veicolo sarebbe stato intestato alla __________ la settimana successiva. Il funzionario ha poi aggiunto che la medesima ditta era intestataria di un'altra autovettura __________ e di una motocicletta __________, e che una terza autovettura __________ __________ era intestata alla convivente dell'escusso.
Il verbale di pignoramento, firmato dal segretario __________ e dal caposervizio __________, presente nell'incarto reca la data del 27 novembre 2000, l'indicazione che la vendita poteva essere richiesta dal 27 dicembre 2000 al 27 novembre 2001, e il timbro di spedizione recante la data del 19 febbraio 2001. In tale verbale non sono tuttavia riportate le indicazioni relative agli autoveicoli.
D. Il 28 novembre 2000 __________ ha comunicato all'UEF di Locarno di aver interposto opposizione e che la pretesa del creditore non era di fr. 200'000.-- come indicato sul PE, ma soltanto di fr. 30'000.--; di conseguenza ha chiesto all'Ufficio di ridurre l'importo del PE in esame.
E. Il 13 dicembre 2000 l'escusso ha informato l'Ufficio di essersi avveduto di non aver interposto opposizione in tempo utile, di riconoscere il proprio debito per soli fr. 30'000.-- e di essere intenzionato a contestare giudizialmente la rimanenza. L'escusso ha inoltre prodotto all'Ufficio la copia di un ordine permanente di fr. 1'000.-- mensili da prelevarsi da un suo conto presso la banca __________ a favore dell'UEF.
F. Il 4 gennaio 2001 __________ sollecita per la prima volta l'UEF; il 16 febbraio 2001 la creditrice sollecita per la seconda volta l'UEF, che – come detto al punto C – trasmette il verbale di pignoramento solo il 19 febbraio 2001.
G. Il 22 febbraio 2001 la __________ richiede all'UEF di __________ un "pignoramento complementare" rilevando che il verbale di pignoramento di redditi 27 novembre 2000/19 febbraio 2001 palesa un'insufficienza e che la sua domanda di proseguimento indicava altri beni da sottoporre al pignoramento (in particolare le azioni possedute dall'escusso in alcune ditte). La __________ ha prodotto altra documentazione (estratti del Registro di Commercio), che confermavano tale evenienza.
H. Il 7 marzo 2001 l'UEF di __________ effettua un pignoramento complementare, allestendo un secondo verbale di pignoramento interno. Il segretario __________ verbalizza l'affermazione dell'escusso "di non possedere a suo nome o al portatore, nessuna azione delle società elencate, il quale dice di averle investite per la creazione delle Società iscritte a Registro Fondiario, in Svizzera Interna"; il funzionario procede tuttavia al pignoramento di 4 crediti, e segnatamente:
Il verbale di pignoramento – intimato direttamente alla creditrice e non al suo rappresentante – viene datato 7 marzo 2001 e spedito il 4 aprile 2001 con l'indicazione che la vendita può essere richiesta dal 7 aprile 2001 al 7 marzo 2002.
I. Il 6 marzo 2001 la __________, dopo aver ricevuto un primo acconto di fr. 995.-- sul proprio credito, chiede all'UEF di __________ di informarla immediatamente sullo stato della pratica.
L. Il 10 marzo 2001 la __________ accusa ricevuta del verbale di pignoramento 7 marzo 2001, chiedendo all'UEF di invitare l'escusso a produrre tutta la documentazione a sostegno dei crediti pignorati e invitandolo a pignorare anche i diritti che il debitore vanterebbe nei confronti delle società di cui è azionista, così come già richiesto il 16 novembre 2001.
M. Il 15 marzo 2001 l'UEF procede a notificare alle quattro ditte (di cui l'escusso è membro del consiglio di amministrazione) il pignoramento dei crediti dell'escusso nei loro confronti.
N. Il 10 maggio 2001 l'escusso viene diffidato a versare fr. 2'160.-- pari alla quota scaduta nel periodo dal 14 aprile al 14 maggio 2001.
O. Il 26 giugno 2001 __________ sollecita nuovamente l'Ufficio ad eseguire le proprie incombenze. Di tale scritto tuttavia non vi è più traccia nell'incarto dell'UEF di __________.
P. Il 20 luglio 2001 __________ presenta ricorso per ritardata/denegata giustizia da parte dell'UEF di __________ chiedendo di eseguire il pignoramento complementare richiesto il 16 novembre 2000, avente per oggetto le azioni, i crediti e i diritti di azionista dell'escusso nei confronti delle 4 ditte di cui è organo, e di completare il verbale di pignoramento 7 marzo 2001, facendosi consegnare dall'escusso la necessaria documentazione a suffragio dei crediti pignorati.
Q. Il 23 luglio 2001 l'UEF di __________ rileva di aver scoperto prima del maggio 2001 che l'escusso si era trasferito a Zurigo, producendo uno scritto datato 10 maggio 2001 ed inviato all'UE 4 di Zurigo con l'incarico rogatoriale di ottenere dall'escusso la documentazione richiesta dalla creditrice, nonché uno scritto datato 7 giugno 2001 dell'UE 4 di Zurigo secondo il quale l'escusso si sarebbe nuovamente trasferito alla volta di __________ (Italia). L'UEF ha pertanto emanato una decisione, con la quale conferma i verbali di pignoramento, accerta che un complemento di pignoramento è "infruttuoso in quanto il debitore si è trasferito all'estero", e annulla (sic!) il ricorso del 20 luglio 2001 della creditrice.
R. Il 24 luglio 2001 __________ presenta un secondo ricorso, contro la decisione 23 luglio 2001 di cui al punto Q, in cui rileva una manifesta negligenza da parte dell'UEF di __________, contesta la possibilità da parte di un UEF di "annullare" un ricorso e sostiene che il trasferimento all'estero del debitore è irrilevante ai fini della procedura esecutiva, dal momento che l'escusso si è trasferito dopo l'avviso di pignoramento e che secondo l'art. 53 LEF il pignoramento può continuare all'originario luogo di esecuzione.
S. Nelle sue osservazioni al ricorso 24 luglio 2001, trasmesse unitamente all'incarto esecutivo a questa Camera, che ne ha constatato un estremo disordine, ponendovi – in via del tutto eccezionale – rimedio, l’UEF di Locarno espone di non essere in grado di eseguire il pignoramento complementare richiesto, essendosi l’escusso trasferito a __________. Conferma pertanto la sua decisione del 23 luglio 2001.
T. Con scritto 26 luglio 2001, l’escusso ha trasmesso all’Ufficio documenti, poi ritrasmessi a questa Camera, dai quali risulta che i passivi delle società __________, __________ e __________ sono di lungo superiori agli attivi.
U. Il 13 settembre 2001, l’avv. __________ ha comunicato di aver assunto il patrocinio di __________. Il 2 ottobre 2001, l’avv. __________ ha prodotto la documentazione riguardante l’attività economica del proprio cliente (doc. 1-17) nonché la petizione 2 ottobre 2001 di accertamento dell’inesistenza parziale del credito vantato dalla ricorrente (ex art. 85a LEF) limitatamente all’importo di fr. 170'000.-- (doc. 18). Egli ha confermato che il suo cliente aveva trasferito il suo domicilio a __________ e informato che i suoi interi pacchetti azionari erano stati ceduti a terze persone.
V. All’udienza del 19 novembre 2001, __________ ha prodotto l’originale del contratto 23 agosto 2001 di cessione delle azioni delle società __________ e __________ a __________ domiciliato in Italia (registrato come doc. 18 per errore). Interrogato formalmente, l’escusso ha precisato che il prezzo di acquisto è regolato dal punto 4 del contratto e prevede la ripresa da parte di __________ dei debiti in conto corrente presso le società, fino a concorrenza del valore delle azioni. Al momento della firma del contratto il valore delle azioni era inferiore al totale dei debiti in conto corrente (come da doc. 11, stato 31 marzo 2001). Ha inoltre affermato di essere tuttora membro o presidente di tutte e quattro ditte, con un salario mensile di fr. 4'100.-- lordi, come prima della sottoscrizione del contratto di cessione, nonostante non detenga più nessuna azione, precisando comunque che non sono mai state stampate né azioni né certificati azionari e che il trapasso non è ancora stato iscritto nel libro delle azioni. __________ ha dichiarato di essere tuttora domiciliato a __________, in un appartamento affittato da __________ che ne paga il canone. Per quanto concerne il pignoramento del 7 marzo 2001, l’escusso ha rilevato che esso era errato in quanto i crediti pignorati non erano crediti bensì debiti suoi verso le quattro società, ciò che, perché la sua linguamadre è il tedesco, non sarebbe riuscito a far capire al capo servizio __________. Egli avrebbe anche spiegato a quest’ultimo di essere stato titolare delle azioni delle quattro società.
X. Il 19 novembre 2001, __________ ha prodotto alcuni documenti (da 19 a 21) richiesti dall’ispettore delegato all’udienza del 15 ottobre 2001.
considerando
in diritto:
Il ricorso ex art. 17 LEF all'Autorità di vigilanza cantonale ha per oggetto non l'accertamento con giudizio di merito di un diritto materiale posto a fondamento di un'esecuzione forzata, bensì il provvedimento di un organo amministrativo. Il ricorso LEF è un istituto di natura amministrativa, il cui scopo è quello di controllare la legalità e la proporzionalità di una misura esecutiva (Flavio Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 1 ss. ad art. 17; Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 3.c pag. 14 s.).
Anzitutto va accolto il ricorso 24 luglio 2001 di __________ __________ con il quale chiede l’annullamento della decisione 23 luglio 2001 dell’UEF di __________, decisione che “annulla” il ricorso 20 luglio 2001 di __________ a motivo che l’escusso ha trasferito il proprio domicilio a __________. Infatti, l’Ufficio non ha la competenza per stralciare i ricorsi interposti contro le proprie decisioni. In virtù dell'art. 24b cpv. 1 LPR, l'unica autorità cantonale legittimata a stralciare una procedura ricorsuale è la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'Appello (DTF 126 III 86 cons. 3; CEF 3 novembre 2000 [15.2000.142]; 7 novembre 2000 [15.2000.122/126], cons. 1; 6 marzo 2001 [15.2001.27], cons. 1.1; Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 1a ad art. 24b, p. 265 s.; Luca Guidicelli, Formalità dell'Ufficio di esecuzione forzata nell'evasione di un ricorso, in: Bollettino di esecuzione e fallimenti, n. 1/2001, p. 7). Il ricorso 20 luglio 2001 di __________, peraltro non privo di oggetto poiché la decisione 23 luglio 2001 dell’UEF di __________ respinge le domande ricorsuali, va quindi esaminato.
Con il ricorso 20 luglio 2001, la ricorrente chiede che l’Ufficio esegua il pignoramento complementare richiesto nel suo scritto 16 novembre 2000, avente per oggetto le azioni di proprietà dell’escusso nelle società __________, __________, __________ e __________, oppure, qualora le azioni non fossero constatate in un titolo cartaceo (azione, certificato azionario), i diritti dell’escusso quale azionista, nonché eventuali crediti dell’escusso contro queste medesime società. La ricorrente chiede inoltre che il pignoramento complementare dei crediti, come risulta dal verbale 7 marzo 2001, sia completato nel senso che l’Ufficio si faccia consegnare dall’escusso la necessaria documentazione probatoria.
3.1. Il fatto che l’escusso abbia trasferito il proprio domicilio __________ è indifferente, poiché ciò è avvenuto il 31 marzo 2001 (dato tratto dall’elenco anagrafici “Movpop”), ossia dopo la comunicazione del (primo) avviso di pignoramento del 17 novembre 2000 (cfr. art. 53 LEF; Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 5 ad art. 53; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 13 e 16 ad art. 53 a contrario). Il mantenimento del precedente foro consente all’escutente anche di chiedere pignoramenti complementari d’ufficio (ai sensi dell’art. 145 LEF) o no (ai sensi dell’art. 115 cpv. 3 LEF) (cfr. Ernst F. Schmid, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 9 ad art. 53; Gilliéron, op. cit., n. 21 ad art. 53).
3.2. Riguardo alla prima domanda, l’escusso allega che le azioni sono state cedute a __________, come risulterebbe dal contratto di cessione 23 agosto 2001 (doc. 18 prodotto all’udienza). Precisa comunque, alla presenza del proprio patrocinatore, che nessuna azione né certificato azionario è stato stampato.
a) Dal contratto di cessione, punto 4, risulta tuttavia che vi sono certificati azionari, depositati presso l’organo di revisione delle società, che l’escusso si è impegnato a consegnare al cessionario appena l’importo in contanti sarebbe stato definitivamente ed interamente pagato. Inoltre, nello stesso fascicolo contenente la convenzione di cessione, vi è una convenzione di medesima data, non segnalata all’udienza dall’escusso, che dà a quest’ultimo il diritto – e nello stesso tempo lo obbliga – a ricomperare le azioni entro 36 mesi alle identiche condizioni della cessione, ossia facendosi carico dei debiti assunti dal cessionario e pagando a contanti un’eventuale differenza positiva tra il capitale proprio delle società ed il loro passivo. Nel frattempo è vietato a __________ cedere, donare od investire le azioni, decidere la liquidazione delle società, modificare la struttura del capitale oppure incaricare dell’amministrazione una persona che non sia __________.
b) Ora, dal contenuto delle due convenzioni 23 agosto 2001 si evince che lo scopo perseguito da __________ con la loro sottoscrizione non poteva essere che quello di fare ostacolo al pignoramento delle azioni richiesta dalla procedente. Compiuto in tempi più che sospetti (la cessione è intervenuta dopo che l’escusso, durante il pignoramento del 7 marzo 2001, aveva dichiarato all’Ufficio “di non possedere a suo nome o al portatore nessuna azione delle società elencate” [dal contesto si presume che siano le società elencate dalla procedente nella sua lettera 16 novembre 2000, poi richiamata tre volte con scritti 4 gennaio, 16 e 22 febbraio 2001], dicendo di “averle investite per la creazione delle Società iscritte a Registro Fondiario [sic], in Svizzera Interna”), l’atto appare d’acchito revocabile ai sensi dell’art. 288 LEF, non potendo – ed in ogni caso, prestando la dovuta attenzione, non dovendo – __________ ignorare l’intenzione dolosa dell’escusso, manifesta viste le clausole insolite delle convenzioni 23 agosto 2001. La condizione oggettiva dell’esistenza di un attestato di carenza di beni definitivo o provvisorio è realizzata (cfr. art. 285 cpv. 2 n. 1 LEF e DTF 115 III 138 ss.). Ci si potrebbe invero chiedere se la cessione ha causato o no un danno all’escutente, visto che l’escusso allega che le società __________ e __________ sono deficitarie e che in caso di liquidazione vi sarebbe da aspettarsi una perdita di fr. 646'075.-- (cfr. scritto 26 luglio 2001). Allo stadio attuale della procedura, in cui i rapporti giuridici vanno valutati dal profilo della verosimiglianza, la stessa esistenza delle convenzioni 23 agosto 2001 induce a ritenere che le società in questione, almeno per le parti alla convenzione, abbiano un certo valore. Dalla documentazione – frammentaria ed inattuale (in particolare non è stato presentata la situazione contabile di __________ ed i bilanci delle altre società si riferiscono al solo anno 2000) – presentata dall’escusso non è d’altronde possibile stabilire la situazione finanziaria reale delle società. Va comunque notato che dai conti d’esercizio di __________ e __________ per l’anno 2000 (parziale in quanto le due società sono state fondate il 9 febbraio 2000) si evincono utili di fr. 165'287.27, risp. fr. 50'222.57, dopo deduzione di un importo di fr. 20'000.--, risp. fr. 6'100.--, contabilizzati per il pagamento delle imposte (cfr. doc. 1 e 3 prodotti dall’escusso); anche tenuto conto della perdita di fr. 36'424.85 subita da __________ (cfr. doc. 5), il risultato complessivo delle società appare quindi positivo, seppur gli utili, insieme al capitale (ciò che probabilmente costituisce una violazione dell’art. 680 cpv. 2 CO, cfr. rapporti dell’organo di revisione, doc. 1 e 3), appaiono essere stati prelevati da __________ (cfr. posta “Kto.Krt. B. __________ ” all’attivo del bilancio), per un uso non noto.
c) Pertanto, l’eccezione revocatoria appare fondata, ciò che giustifica l’assoggettamento delle azioni all’esecuzione (cfr. art. 285 cpv. 1 LEF), ossia il loro pignoramento, facendo astrazione dall’atto revocabile (cfr. DTF 81 III 98 ss.; Charles Jaques, Le “rang” des créances dans l’exécution forcée, le cas des subordinations de créance (postpositions), tesi Losanna 1999, nota 1 ad n. 1791; cfr. pure Adrian Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 28 ad art. 285; Henri-Robert Schüpbach, Droit et actions révocatoires, Basilea/Francoforte sul Meno 1997, n. 217 ad art. 290). Viste le dichiarazioni contraddittorie dell’escusso in punto all’esistenza o no di titoli cartacei relativi ai propri diritti azionari, vanno anche pignorati, indilatamente, i diritti di __________ quale azionista nei confronti di __________ __________ e __________. Sempre per lo stesso motivo l’Ufficio pignorerà inoltre, a titolo cautelare, il diritto di ricupera delle azioni spettante all’escusso. Una volta chiarita la situazione giuridica sui diritti azionari di __________, l’Ufficio provvederà ad annullare i pignoramenti che più non si giustificano.
d) L’Ufficio dovrà inoltre dare avvio alla procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 ss. LEF, considerando sin d’ora che i diritti di __________ sulle azioni, se del caso sui diritti azionari, annunciati dall’escusso sono contestati dall’escutente. Poiché la cessione delle azioni appare revocabile, e quindi discutibile, almeno sulla base delle allegazioni e dei documenti versati agli atti, il termine per inoltrare azione di rivendicazione va fissato a __________
3.3. Per quanto attiene al pignoramento complementare degli asseriti crediti di __________ contro le società __________, __________ e __________, si osserva che l’escusso non ha provato di esserne effettivamente debitore e non creditore. Dai conti per l’anno 2000 risulta sì che __________ era debitore di __________ e __________ per fr. 294'828.--, risp. 202'430,17 (doc. 1 e 3); egli vantava invece un credito di fr. 66'417.-- contro __________ (doc. 5). D’altra parte, non è stata dimostrata con i documenti prodotti l’affermazione dell’escusso fatta in sede di udienza, secondo la quale: “All’atto della costituzione delle ditte __________, __________ e __________, la __________ ha fornito garanzie per un totale di fr. 570'000.-- versati dal __________ a queste ditte. L’istituto di credito a sua volta ha concesso i crediti dietro garanzia di un conto corrente bloccato della __________ che ritengo essere tuttora bloccato. Tuttavia nel bilancio delle altre ditte il credito della __________ non è iscritto all’attivo a nome della __________ ma mio, in virtù del Faustpfandverschreibung (pto 6 di tutti contratti di credito). Infatti, dai contratti prodotti da __________ con il suo scritto 26 luglio 2001 si evince che __________ ha concesso ad __________, __________ e __________ prestiti dell’importo di fr. 200'000.--, risp. fr. 200'000.-- e fr. 170'000.--, solo all’inizio del 2001. Quali garanzie sono indicati tutti i valori delle mutuatarie in virtù del formulario “allgemeine Faustpfandverschreibung” nonché una polizza di assicurazione in caso di decesso della __________ per un importo di fr. 250'000.-- allestita a nome di __________. I contratti di pegno manuali generali per crediti lombard di cui al doc. 20, che recano la data del 26 giugno 2001, vincolano __________ ad __________, risp. __________ e __________. A prescindere dalle stranezze di ordine temporale, dall’incarto non si può quindi affermare che l’escusso sia personalmente debitore degli importi in questione. Per questo motivo appare opportuno richiamare dall’escusso l’intera ed attuale contabilità delle quattro società, in particolare il bilancio intermedio allestito dall’organo di revisione in vista della cessione delle azioni (cfr. pto 3a del contratto di cessione). Tali documenti serviranno anche a stimare il valore delle azioni per una corretta applicazione dell’art. 97 cpv. 2 LEF.
4.1. Il pignoramento di redditi di una persona fisica, formalmente dipendente di una persona giuridica e al contempo titolare della totalità del capitale sociale, andrebbe di principio eseguito secondo le regole del pignoramento dei dipendenti. Tuttavia, proprio per il fatto che l'escusso di fatto determina autonomamente i propri redditi, occorre considerarlo quale indipendente, ritenuto che determinante ai fini del giudizio non è tanto la percentuale di capitale sociale effettivamente detenuto quanto piuttosto il grado di autodeterminazione del proprio stipendio (BlSchK 2000 pag. 92 ss.; CEF 27 marzo 2001 [15.2000.201] cons. 3.1 e 3.2 in cui un dipendente di una SA titolare solo del 45% del capitale azionario è stato considerato indipendente per il fatto che era amministratore unico della società).
4.2. Nel caso in esame, il pignoramento dei redditi dell’escusso è stato eseguito quale pignoramento di salario. Nessuna delle parti ha contestato tale decisione, che rimane pertanto in vigore e che l’Ufficio è invitato a far eseguire (cfr. diffida di pagamento 10 maggio 2001).
pignoramento complementare delle azioni o certificati azionari di __________ nelle società __________ (98 azioni), __________ (98 azioni), __________ (1 azione) e __________ (98 azioni) mediante rogatoria all’Ufficio di esecuzione di __________, con l’invito a farle pignorare presso la società __________ 2) pignoramento complementare dei diritti azionari di __________ nelle società __________, __________, __________ (tutte e tre con indirizzo in __________) e __________, che va notificato ad ognuna delle società mediante il modulo n. 9 “Notificazione del pignoramento o del sequestro di un credito (art. 99 e 275 LEF)”;
pignoramento complementare del diritto di recupera (“Rückkaufsrecht”) che __________ vanta contro __________ in virtù del contratto 23 agosto 2001, che andrà notificato al debitore __________ mediante il modulo n. 9 “Notificazione del pignoramento o del sequestro di un credito (art. 99 e 275 LEF)”;
a proposito dei pignoramenti 1) e 2), apposizione sul verbale di pignoramento complementare dell’indicazione che secondo l’escusso, le azioni o i certificati azionari, risp. i diritti azionari pignorati, sono stati ceduti a __________, nonché la contestazione della rivendicazione da parte di __________; mediante il modulo n. 23 fissazione di un termine di 20 giorni a __________ per promuovere azione di rivendicazione delle azioni, risp. dei diritti azionari;
fissazione a __________, amministratore unico delle quattro società, di un termine di 20 giorni per produrre i bilanci e conti economici di __________, __________, __________ e __________ per l’anno 2001 o almeno fino al 1. settembre 2001.
Richiamati gli art. 17, 20a, 53, 93, 106 ss., 285 ss. LEF, art. 61 e 62 OTLEF,
pronuncia:
1.1. Di conseguenza l'incarto è retrocesso all'UEF di __________ affinché si determini indilatamente come al considerando 5 di questa sentenza.
Non si prelevano spese, né di assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, in conformità dell'art. 19 LEF.
Intimazione a: - __________
Comunicazione all'UEF __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente II segretario