Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.03.2022 12.2021.128

Incarto n. 12.2021.128

Lugano 10 marzo 2022/jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Fiscalini, presidente, Bozzini e Stefani

vicecancelliere:

Bettelini

sedente per statuire nella causa - inc. n. OR.2016.185 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 3 ottobre 2016 da

AO 1 rappr. dall’avv. PA 2

contro

AP 1 rappr. dall’avv. PA 1

con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di EUR 186'208.59 oltre interessi al 5% dal 4 marzo 2016;

domanda avversata dalla controparte, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con decisione 15 luglio 2021 ha accolto;

appellante la convenuta con appello 14 settembre 2021, con cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione in ordine ed eventualmente nel merito, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

mentre l'attrice con risposta 29 ottobre 2021 ha postulato la reiezione del gravame, pure con protesta di spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto e in diritto:

  1. La società svedese J__________ __________ , a cui nel frattempo è subentrata l’altra società svedese AP 1, ha esercitato dal 2001 al 2012 per conto della società svizzera AO 1 l’attività di subagente nei Paesi scandinavi delle scarpe disegnate dalla società italiana F __________ (cfr. doc. A).

Tra il 2007 e il 2011 AP 1 ha ordinato diverse partite di scarpe presso i cinque calzaturifici italiani L__________ , __________ E , __________ C , __________ B __________ e S__________ __________ (cfr. doc. B, B1 e C-G). Essa non ha però provveduto a pagare il relativo prezzo di complessivi EUR 186'208.59.

  1. Con petizione 3 ottobre 2016 AO 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire, ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, per ottenerne la condanna al pagamento di EUR 186'208.59 oltre interessi al 5% dal 4 marzo 2016. Essa, rilevando di aver soluto il prezzo di compravendita delle partite di scarpe in questione, da lei concretamente compensato con delle pretese per provvigioni vantate nei confronti dei calzaturifici italiani interessati, e di essere con ciò divenuta creditrice dell’acquirente sulla base delle norme sulla surrogazione, ha preteso la corresponsione di quella somma.

La convenuta si è opposta alla petizione, eccependo l’incompetenza territoriale del giudice adito e l’esistenza di regiudicata, come pure contestando tra le altre cose l’esistenza delle condizioni per poter ammettere una surrogazione.

  1. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore, con decisione 15 luglio 2021, ha accolto la petizione, ponendo la tassa di giustizia e le spese, di complessivi CHF 10’800.-, a carico della convenuta, tenuta altresì a rifondere alla controparte CHF 12’500.- per ripetibili, con conseguente liberazione della cauzione di CHF 6'300.- versata dall’attrice.

  2. Con l’appello 14 settembre 2021 che qui ci occupa, avversato dall’attrice con risposta 29 ottobre 2021, la convenuta, ribadendo le contestazioni già sollevate in prima istanza, ha chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di respingere la petizione in ordine ed eventualmente nel merito, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.

  3. La convenuta ha innanzitutto rimproverato al giudice di prime cure di aver ammesso la sua competenza territoriale, nonostante la vertenza, di carattere internazionale, avrebbe dovuto essere decisa dove si trovava il foro dell’esecuzione (art. 5 n. 1 CLug), ossia in Italia o in Svezia, tanto più che il suo foro naturale si trovava pure in Svezia (art. 2 cpv. 1 CLug). A ragione.

5.1. Nonostante, per dottrina e giurisprudenza invalsa, il foro dell’art. 5 n. 1 CLug valga anche per e contro i successori a titolo singolare (Hofmann/Kunz, Basler Kommentar, n. 143 ad art. 5 CLug) ed anche in caso di surrogazione (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 146 ad art. 5 CLug), nel caso di specie si deve nondimeno rilevare che l’attrice non disponga di un valido foro in Svizzera. Visto che la pretesa in cui essa ha sostenuto di essere surrogata è una pretesa derivante da un contratto di compravendita di cose mobili e meglio quella relativa al pagamento del relativo prezzo, è in effetti incontestabile che il giudice competente a statuire sulla stessa in base all’art. 5 n. 1 lett. b CLug è quello del luogo di adempimento della prestazione caratteristica (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 175 e 212 segg. e in particolare n. 215 seg. ad art. 5 CLug; Oberhammer, Lugano-Übereinkommen, 3ª ed., n. 37 ad art. 5 CLug; DTF 140 III 418 consid. 3.2, 140 III 115 consid. 4), luogo questo che dev’essere determinato in maniera autonoma (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 172, 174, 218 e 223 ad art. 5 CLug; Oberhammer, op. cit., ibidem; DTF 140 III 418 consid. 3.2, 140 III 115 consid. 4; TF 4A_449/2021 del 27 gennaio 2022 consid. 4.1). Ciò posto e atteso che nel contratto di compravendita di cose mobili, secondo l’interpretazione autonoma della disposizione, la prestazione caratteristica è costituita dall’obbligazione della venditrice di fornire la merce (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 219 ad art. 5 CLug), è indubbio che il luogo di adempimento della stessa, che in quella tipologia di contratto corrisponde dunque a quello in cui la merce è stata o avrebbe dovuto essere consegnata (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 225 ad art. 5 CLug), debba in concreto essere individuato nel luogo italiano (doc. C: “F.co Sped. Italiano”; doc. D: “F.C.A.”; doc. E: “EXW - M__________ __________”; doc. G: “Franco Spedizioniere Italiano”) o svedese (doc. F: “Franco Destino”) di consegna delle partite di scarpe da parte dei cinque calzaturifici italiani (sul tema, cfr. Wittwer, Zehn Jahre neuer Erfüllungsortsgerichtsstand im Europäischen Prozessrecht, in: AJP 2012 p. 683 seg.), poco importando invece se l’attrice nel frattempo sia o meno surrogata nella pretesa relativa al pagamento del prezzo. Il giudice competente a decidere la vertenza è così quello italiano o svedese, ma non certo quello svizzero, per cui la petizione dev’essere respinta in ordine.

  1. È in ogni caso parzialmente a ragione che la convenuta ha sostenuto che la petizione avrebbe pure dovuto essere respinta in ordine siccome nella fattispecie non era dato il presupposto processuale dell’assenza di regiudicata (art. 59 cpv. 1 e 2 lett. e CPC), visto che la pretesa attorea era già stata respinta da un tribunale svedese con una sentenza passata in giudicato.

6.1. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, vi è regiudicata laddove una pretesa identica fondata sui medesimi fatti è già stata decisa tra le stesse parti con sentenza cresciuta in giudicato (TF 4A_306/2017 del 16 ottobre 2017 consid. 4.1). Nonostante sia a volte necessario determinarne la portata sulla base delle motivazioni del giudizio, solo il dispositivo beneficia della cosa giudicata (DTF 121 III 474 consid. 4a, 116 II 738 consid. 2a). L’identità della pretesa è determinata dalle conclusioni della domanda e dai fatti invocati a sostegno della stessa, poco importando la causa giuridica evocata (DTF 140 III 278 consid. 1.3.3, 139 III 126 consid. 3.2.2 e 3.2.3; TF 4A_306/2017 del 16 ottobre 2017 consid. 4.4) o ancora se nei due procedimenti la domanda sia stata formulata a titolo principale o solo a titolo pregiudiziale (DTF 140 III 278 consid. 1.3.3, 123 II 16 consid. 2a). L'autorità di cosa giudicata si estende a tutti i fatti già esistenti al momento della prima sentenza, compresi quelli di cui il giudice non ha potuto tenere conto, perché non sono stati allegati in maniera corretta e tempestiva, o poiché non erano ancora noti alle parti (DTF 142 III 210 consid. 2.1, 140 III 278 consid. 1.3.3, 139 III 126 consid. 3.1, 115 II 187 consid. 3). Non vi è tuttavia autorità di cosa giudicata se la pretesa è fondata su nuove circostanze intervenute dopo l’emanazione della prima sentenza (DTF 140 III 278 consid. 1.3.3, 139 III 126 consid. 3.2.1).

Nel caso poi in cui la prima sentenza respinge una pretesa posta in compensazione dalla controparte, l’autorità di cosa giudicata si estende anche a quest’ultima pretesa (TF 4A_611/2014 del 25 febbraio 2015 consid. 1.3.3).

6.2. Nel caso di specie si osserva che la qui convenuta aveva a suo tempo promosso nei confronti della qui attrice un procedimento giudiziario in Svezia per farsi attribuire EUR 270'558.99 oltre interessi a titolo di provvigioni residue derivanti dal contratto di subagenzia, a titolo di risarcimento danni a seguito della violazione del contratto e a titolo di buona uscita a seguito della cessazione dello stesso. Nell’ambito di quella causa, con sentenza interlocutoria 13 febbraio 2014 (annessa quale allegato A al doc. 1 [tradotta in italiano nel doc. 2]), il Tribunale di prima istanza “Attunda Tingsrätt” di Sollentuna aveva dichiarato che la qui attrice non aveva diritto a compensare i controcrediti addotti nella causa (e meglio quelli vantati per aver soluto il prezzo di compravendita di complessivi EUR 141'104.13 delle partite di scarpe acquistate dalla qui convenuta presso i tre calzaturifici italiani __________ E__________ , __________ C __________ e __________ B__________ , da lei compensato con delle pretese per provvigioni vantate nei confronti di quei calzaturifici) con i crediti di provvigione maturati della qui convenuta e in seguito, con sentenza 17 ottobre 2014 (annessa quale allegato B al doc. 1 [tradotta in italiano nel doc. 2]), aveva stabilito che la qui attrice doveva pertanto pagare alla qui convenuta gli EUR 270'558.99 oltre interessi da lei richiesti. Con decisione 11 novembre 2015 (doc. 1 [tradotta in italiano nel doc. 2]), la Corte d’Appello “Svea Hovrätt” di Stoccolma aveva poi confermato la sentenza interlocutoria 13 febbraio 2014 e aveva modificato la sentenza 17 ottobre 2014 solo in merito alla somma che la qui attrice era tenuta a pagare alla qui convenuta, allora ridotta, in considerazione del mancato riconoscimento della pretesa a titolo di buona uscita a seguito della cessazione del contratto di subagenzia, a EUR 233'558.99 oltre interessi. Per quanto qui interessa, i tribunali svedesi, le cui decisioni ed in particolare quella resa dalla Corte d’Appello “Svea Hovrätt” di Stoccolma sono poi state notoriamente riconosciute in Svizzera (con pronuncia 15 giugno 2016 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, poi confermata il 28 ottobre 2016 dalla scrivente Camera, a sua volta confermata il 17 agosto 2017 dal Tribunale federale) e possono così essere considerate alla stregua di vere e proprie decisioni svizzere (Oberhammer, op. cit., n. 8 ad art. 33 CLug; DTF 138 III 174 consid. 5.2), avevano in sostanza ritenuto che la qui attrice non avesse dimostrato di disporre nei confronti della qui convenuta di una contropretesa di EUR 141'104.13 e di poterla con ciò porre in compensazione, non avendo dimostrato che tra tutte le parti interessate, ossia lei stessa, la controparte e i tre calzaturifici italiani __________ E , __________ C __________ e __________ B__________ __________, fosse venuto in essere un “accordo di compensazione” nel senso che il prezzo di compravendita delle partite di scarpe acquistate dalla qui convenuta presso questi ultimi sarebbe stato soluto dalla qui attrice mediante compensazione delle pretese per provvigioni da lei vantate nei confronti di quei calzaturifici e che a sua volta la stessa avrebbe poi potuto compensare in tale misura le provvigioni derivanti dal contratto di subagenzia da lei dovute alla qui convenuta (cfr. allegato A al doc. 1 p. 10, rispettivamente doc. 1 p. 3 [entrambi con la relativa traduzione nel doc. 2]).

6.3. Alla luce dei principi giurisprudenziali evocati in precedenza, è incontestabile che con la petizione l’attrice non può nuovamente chiedere la condanna dalla convenuta al pagamento del prezzo di vendita delle partite di scarpe acquistate da quest’ultima presso i tre calzaturifici italiani __________ E__________ , __________ C __________ e __________ B__________ __________, pari a complessivi EUR 141'104.13 (doc. B, B1 e D-F), ostandovi l’eccezione di regiudicata. Quella pretesa è in effetti già stata respinta dalla sentenza interlocutoria 13 febbraio 2014 del Tribunale di prima istanza “Attunda Tingsrätt” di Sollentuna, confermata dalla Corte d’Appello “Svea Hovrätt” di Stoccolma con decisione 11 novembre 2015, resa tra le stesse parti e fondata sullo stesso complesso di fatti. Poco importa se nel procedimento svedese la domanda sia stata formulata dalla qui attrice a titolo pregiudiziale e meglio nell’ambito di un’eccezione di compensazione, mentre in quello pendente in Svizzera sia stata da lei formulata a titolo principale. E pure poco importa se il giudizio svedese sia fondato sull’esistenza o meno di un “accordo di compensazione” tra tutte le parti interessate in quanto la qui attrice non aveva allegato o comunque ignorava i fatti in base ai quali avrebbe potuto invocare una surrogazione, mentre quello svizzero sia fondato proprio sull’esistenza o meno di una surrogazione, non risultando che il cambiamento della causa giuridica ora invocata sia fondato su nuove circostanze intervenute dopo l’emanazione della prima sentenza.

La pretesa volta alla condanna dalla convenuta al pagamento del prezzo di vendita delle partite di scarpe acquistate presso i due calzaturifici italiani L__________ __________ e S__________ __________, pari a complessivi EUR 45'104.46 (doc. B, B1, C e G), non sarebbe invece stata da respingere in ordine in virtù dell’eccezione di regiudicata, trattandosi di una pretesa fondata su fatti diversi, che non aveva fatto oggetto dei menzionati giudizi svedesi.

  1. Ad ogni buon conto, la petizione sarebbe stata destinata all’insuccesso anche nel merito. In effetti, quand’anche si volesse seguire l’attrice e ammettere l’applicabilità del diritto svizzero (art. 145 seg. LDIP), resterebbe il fatto che, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, non erano date le condizioni per ammettere l’esistenza di una surrogazione da parte dell.ttrice, l’unica circostanza su cui essa aveva fondato la propria pretesa (avendo escluso la venuta in essere di un “accordo di compensazione” tra tutte le parti interessate [cfr. replica p. 3 e risposta all’appello p. 4] e non avendo sostenuto che vi fosse stato un accordo analogo tra lei e la convenuta).

7.1. Giusta l’art. 110 n. 2 CO, il terzo che soddisfa il creditore è per legge surrogato nei diritti di questo fino a concorrenza della somma pagata quando il debitore ha partecipato al creditore che il terzo, che paga, deve prendere il posto del creditore.

La dichiarazione di surrogazione può essere formulata dal debitore anche per atti concludenti (Weber/von Graffenried, Berner Kommentar, 2ª ed., n. 39 ad art. 110 CO). In assenza della relativa dichiarazione, la surrogazione non si produce né a fronte di un accordo tra il terzo e il creditore, né a fronte di accordo tra il terzo e il debitore (Weber/von Graffenried, op. cit., n. 40 ad art. 110 CO). Lo stesso vale nel caso in cui la relativa dichiarazione è stata comunicata solo al terzo (Weber/von Graffenried, op. cit., n. 41 ad art. 110 CO).

7.2. Nel caso di specie non è stato dimostrato che la convenuta avrebbe comunicato ai cinque calzaturifici italiani L__________ , __________ E , __________ C , __________ B __________ e S__________ __________ che il prezzo di compravendita delle partite di scarpe da lei acquistate sarebbe stato soluto dall’attrice e che quest’ultima sarebbe in tal modo diventata la sua nuova creditrice.

Innanzitutto nessun organo o dipendente di quei calzaturifici è stato sentito in qualità di teste e lo ha dunque potuto confermare.

Inoltre, l’attrice, pur avendo versato agli atti le fatture impagate di quei calzaturifici (doc. C, D, E, F e G), non ha tuttavia prodotto alcun documento da cui si potesse desumere l’esistenza di una comunicazione a costoro in tal senso da parte della convenuta: il plico doc. C1, che riguarda L__________ , è formato da un estratto conto riportante le provvigioni dovute da quest’ultima all’attrice al 31 dicembre 2007 e dalle fatture con cui le stesse sono poi state solute, nonché da un messaggio email in cui J , dopo aver osservato che il prezzo di alcune partite di scarpe fornite da L __________ e da __________ C__________ __________ non era stato ancora pagato dalla convenuta, comunicava al servizio contabilità di F__________ , società che però agiva quale ausiliario dell’attrice e non certo dei calzaturifici, che il prezzo poteva essere dedotto dalle provvigioni in suo favore (“provvigione 2008 = 91'836.46 EUR – C, L__________ = ca. 50'000 EUR favour to AP 1”), il che avrebbe comunque comportato un saldo a suo favore di cui auspicava il pagamento (“according to the commission list AP 1 has more to account then pay. Would you be so kind and give us the status and inform when you will pay the balance”); il doc. D1, che riguarda __________ E__________ , è formato da un messaggio email di quest’ultima all’attrice, in cui si conferma che “come da intese telefoniche intercorse” dalla fattura per provvigioni a favore dell’attrice essa avrebbe dedotto il prezzo di compravendita non ancora pagato dalla convenuta; il doc. E1, che riguarda __________ C , attesta che il prezzo di compravendita non ancora pagato dalla convenuta era stato soluto dall’attrice; con il doc. F1, che riguarda __________ B , il legale di quest’ultima aveva sollecitato alla convenuta il pagamento del prezzo di compravendita; e anche con il doc. G1, che riguarda S __________, il legale di quest’ultima aveva sollecitato alla convenuta il pagamento del prezzo di compravendita.

Infine, pur essendo vero che G__________ , amministratore unico dell’attrice (cfr. doc. H) aveva sostanzialmente riferito, nel suo interrogatorio, che il prezzo di compravendita non ancora pagato dalla convenuta era stato soluto dall’attrice mediante compensazione delle pretese per provvigioni da lei vantate nei confronti di quei calzaturifici e che di conseguenza l’attrice aveva poi trattenuto in tale misura le provvigioni derivanti dal contratto di subagenzia da lei dovute alla qui convenuta e pur essendo vero che ciò era stato confermato, nella sua testimonianza, anche da R , dipendente di F __________, il quale aveva pure aggiunto che dal già menzionato messaggio email allegato al doc. C1 si evinceva che la convenuta era stata d’accordo, è pero altrettanto vero che essi non avevano chiarito sulla base di quali comunicazioni o accordi (tra chi) era stato adottato quel modo di procedere. In definitiva, nemmeno costoro sono pertanto stati in grado di confermare se alla base dello stesso vi fosse stata una comunicazione della convenuta all’indirizzo dei cinque calzaturifici, anche solo per atti concludenti, oppure se lo stesso fosse stato adottato sulla base di altri accordi tra l’attrice e la convenuta, tra l’attrice e i calzaturifici, o ancora tra l’attrice, la convenuta e i calzaturifici.

  1. Ne discende che l’appello della convenuta dev’essere accolto già nella sua richiesta in via principale.

Le spese giudiziarie delle procedure di primo e secondo grado seguono la soccombenza delle parti (art. 106 cpv. 1 CPC).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 106 CPC, la LTG e il RTar,

decide:

I. L’appello 14 settembre 2021 di AP 1 è accolto.

Di conseguenza la decisione 15 luglio 2021 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, è così riformata:

La petizione è respinta in ordine.

La tassa di giustizia e le spese, di complessivi CHF 10’800.-, sono poste a carico dell’attrice, che rifonderà alla convenuta CHF 12’500.- a titolo di ripetibili.

II. Le spese processuali della procedura d’appello, di CHF 10’000.-, sono poste a carico dell’appellata, che rifonderà all’appellante CHF 8’000.- a titolo di ripetibili.

III. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il vicecancelliere

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a CHF 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

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