Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 04.11.2018 12.2017.102


Incarto n. 12.2017.102

Lugano 4 novembre 2018/jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Fiscalini, presidente, Bozzini e Lardelli

vicecancelliere:

Bettelini

sedente per statuire nella causa - inc. n. OR.2013.221 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 - promossa con petizione 20 novembre 2013 da

AP 1 rappr. da RA 1

contro

AO 1 rappr. da RA 2

con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di USD 351'537.43 oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e il rigetto in via definitiva, limitatamente a CHF 349'183.- oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e spese, dell’opposizione interposta al PE n. __________ (poi sostituito dal PE n. __________) dell’UE del Canton Nidwaldo, ritenuto che in sede conclusionale gli interessi su queste somme sono stati rivendicati dal 3 aprile 2013;

domanda avversata dalla convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con decisione 22 maggio 2017 ha respinto;

appellante l'attrice con appello 30 giugno 2017, con cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

mentre la convenuta con risposta 15 giugno 2018 ha postulato la reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

richiamata la decisione 12 marzo 2018 (inc. n. 12.2017.137) con cui questa Camera, in parziale accoglimento dell’istanza 8 settembre 2017 dell’attrice, l’ha esentata dal prestare gli anticipi e le spese processuali per la procedura d’appello;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto e in diritto:

  1. Nel corso del 2012 AP 1 e la società AO 1, rappresentata dal suo direttore R__________ __________, hanno concluso un contratto di agenzia della durata di almeno un anno, retto dal diritto svizzero, in base al quale la prima, in qualità di agente, s’impegnava a trattare affari di import / export di materie prime in Sudamerica a favore della seconda, in qualità di mandante.

  2. Con petizione 20 novembre 2013 AP 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire, ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, per ottenere la sua condanna al pagamento di USD 351'537.43 (recte: USD 349'005.57; l’importo di USD 351'537.43 è invece riferito alla sua precedente richiesta di cui al doc. AB) oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e il rigetto in via definitiva, limitatamente a CHF 349'183.- oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e spese, dell’opposizione interposta al PE n. __________ poi sostituito - in virtù di una mutazione dell’azione in seguito ammessa dal Pretore - dal PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo, ritenuto che in sede conclusionale gli interessi su queste somme sono stati rivendicati dal 3 aprile 2013. Essa, in estrema sintesi, ha rilevato che a fronte delle provvigioni da lei maturate in ragione di USD 442'897.38 per gli 8 contratti acquisiti (quelli di cui ai doc. L-S), la controparte le aveva a tutt’oggi corrisposto unicamente USD 93'891.81.

La convenuta si è integralmente opposta alla petizione.

  1. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore, con decisione 22 maggio 2017, ha respinto la petizione (dispositivo n. 1.1 [recte: n. 1]), ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi CHF 13’000.- a carico dell’attrice, tenuta altresì a rifondere alla controparte CHF 25’000.- a titolo di ripetibili (dispositivo n. 2). A suo giudizio, le provvigioni dovute all’attrice per i 3 soli contratti da lei acquisiti per la convenuta (quello di cui al doc. L e quelli di cui ai doc. R e S), al massimo di USD 44'655.01, erano inferiori alle somme, di USD 93'891.-, corrispostele fino ad oggi da quest’ultima.

  2. Con l’appello 30 giugno 2017 che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con risposta 15 giugno 2018, l'attrice ha chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.

Essa ha ribadito che le provvigioni che dovevano esserle riconosciute per gli 8 contratti da lei acquisiti ammontavano in realtà a USD 442'897.38.

  1. In base al diritto svizzero, per quanto qui interessa, l’agente ha diritto alla provvigione convenuta od usuale per tutti gli affari che ha trattato o conchiuso durante il periodo di validità del contratto (art. 418g cpv. 1 prima frase CO), ritenuto che, salvo convenzione contraria stipulata per iscritto, il diritto alla provvigione nasce allorché l’affare è stato validamente conchiuso col cliente (art. 418g cpv. 3 CO).

L’agente perde tuttavia il diritto alla provvigione nella misura in cui l’esecuzione di un affare conchiuso è impedita da una causa non imputabile al mandante (art. 418h cpv. 1 CO), ritenuto che detto diritto si estingue invece integralmente se la controprestazione corrispondente alla prestazione già eseguita dal mandante non è fornita o lo è in misura tanto esigua da non potersi pretendere che il mandante paghi una provvigione (art. 418h cpv. 2 CO): il primo capoverso presuppone che l’affare conchiuso o una sua parte non sia eseguito a seguito dell’impugnazione o dell’annullamento dello stesso, di fattori esterni, del comportamento dell’agente, di un’inadempienza del cliente o dell’inesecuzione del mandante (Bühler, Zürcher Kommentar, n. 9 ad art. 418h CO; Wettenschwiler, Basler Kommentar, 6ª ed., n. 1 ad art. 418h CO; Dreyer, Commentaire Romand, 2ª ed., n. 1 ad art. 418h CO; Badertscher/Spoerri, Handkommentar, n. 3 ad art. 418h CO) e che ciò non sia imputabile al mandante oppure risulti necessario nell’interesse della sua azienda (Bühler, op. cit., n. 12 ad art. 418h CO; Meister, Bundesgesetz über den Agenturvertrag, p. 36; ZR 1949 nr. 137), ritenuto che se l’affare è eseguito solo in parte la provvigione va ridotta proporzionalmente (Bühler, op. cit., n. 13 ad art. 418h CO; Wettenschwiler, op. cit., ibidem; Dreyer, op. cit., ibidem; Meister, op. cit., ibidem); il secondo capoverso presuppone che la controprestazione del cliente corrispondente alla prestazione già eseguita dal mandante non sia stata fornita e che quella circostanza non sia imputabile al mandante (Bühler, op. cit., n. 15 ad art. 418h CO; Badertscher/Spoerri, op. cit., n. 6 ad art. 418h CO).

In ogni caso la provvigione è esigibile, salvo patto od uso contrario, per la fine del semestre dell’anno civile in cui l’affare è stato conchiuso (art. 418i prima semifrase CO).

  1. A questo stadio della lite è ormai pacifico, sulla base degli accertamenti del Pretore, non censurati dalle parti, che la provvigione a favore dell’attrice, che in virtù degli accordi contrattuali ammontava “for imports: USD/MT 3 … for exports: USD/MT 0.50 for iron ore and USD/MT 1.00 for mill scale …” (cfr. doc. D p. 1 e H p. 1), nasceva già al momento della conclusione dell’affare tra il mandante e il suo cliente (art. 418g cpv. 3 CO) e non al momento in cui la merce oggetto del contratto veniva imbarcata, per cui era dovuta, a meno che beninteso fosse dato uno dei motivi elencati all’art. 418h CO, anche se la quantità imbarcata - riservate le usuali percentuali di tolleranza del +/- 10% - era inferiore a quella pattuita.

  2. Ciò premesso, si osserva che il Pretore ha innanzitutto riconosciuto all’attrice la provvigione per il contratto concluso l’8 agosto 2012 tra la convenuta e F__________ __________ (in seguito: F__________) (doc. L, avente per oggetto la compravendita di 5'000 [recte: 5’022] MT (= tonnellate), con una variazione consentita di +/- 10%, di “Hot Rolled Coils”), di USD 14'936.46 (pari a USD 3.- / MT per i 4'978.82 MT poi imbarcati).

In questa sede l’assunto pretorile non è stato censurato dalle parti e non può pertanto essere rimesso in discussione.

  1. Il Pretore, riferendosi agli altri due contratti con F__________, ossia quello del 24 agosto 2012 (doc. M, avente per oggetto la compravendita di 5'000 MT +/- 10% di “Wire Rods (vergella)”) e quello del 10 ottobre 2012 (doc. N, avente per oggetto la compravendita di 2'500 [recte: 2’542] MT +/- 10% di “Hot Rolled Coils”), al contratto con J__________ __________ (in seguito: J__________) del 20 agosto 2012 (doc. O, avente per oggetto la compravendita di 1’500 MT +/- 10% di “Cold Rolled Coils”) e ai due contratti con A__________ __________ (in seguito: A__________ ), ossia quello del 19 novembre 2012 (doc. P, avente per oggetto la compravendita di 4'000 MT +/- 10% di “Aluzinc Coils” rispettivamente di 3'000 MT +/- 10% di “Hot Rolled Coils”) e quello del 5 marzo 2013 (doc. Q, avente per oggetto la compravendita di 1’500 MT +/- 10% di “Aluzinc Coils”), ha osservato che gli stessi non erano stati conclusi dalla convenuta ma dalla società S , la quale, nonostante lo stretto legame di parentela dei loro rappresentanti, rappresentava un’entità giuridica distinta e indipendente. Rilevato da un lato che l’attrice era effettivamente a conoscenza del fatto che la convenuta avrebbe accettato soltanto pagamenti entro 120 giorni dalla lettera di carico, al contrario di S , che accettava il pagamento entro 180 giorni (cfr. doc. 3), e appurato dall’altro che la corrispondenza e-mail intercorsa tra l’attrice e R __________ in merito a questi contratti confermava soltanto che le trattative erano state condotte dall’attrice ma non il fatto che essi erano stati conclusi da S__________ __________ per scelta di R__________ __________ rispettivamente per motivi di strategia interna al gruppo, ha concluso che non era stato provato un abuso da parte della convenuta che giustificherebbe il sorgere di un diritto alla provvigione dell’attrice anche in capo a questi contratti.

8.1. In questa sede l’attrice ha ribadito che la convenuta abusava manifestamente del suo diritto nel non volerle riconoscere la provvigione per i cinque contratti di cui ai doc. M-Q.

8.1.1. Essa può senz’altro essere seguita laddove ha evidenziato che la convenuta e S__________ __________ facevano parte del medesimo gruppo societario, che tutte le trattative per questi contratti erano state portate avanti con l’accordo di R__________ __________ e che l’intestazione degli stessi a S__________ __________ era stata in seguito decisa da e con quest’ultimo per esigenze del gruppo.

Sul primo tema, si osserva che lo stesso giudice di prime cure ha evidenziato che tra i rappresentanti delle due società vi era uno stretto legame di parentela, il direttore della convenuta R__________ __________ essendo pacificamente il fratello del direttore di __________ B__________ . Da una pagina internet versata agli atti (doc. AO) risultava poi che B __________ si presentava quale organo delle società “AO 1 / S__________ ”. Ma soprattutto in due e-mail, il primo del 24 maggio 2012 (per altro denominato emblematicamente “EH limits of AO 1 and S __________ for Brazil”) e il secondo del 10 luglio 2012 (cfr. plico doc. AP p. 3 segg.), R__________ __________ aveva comunicato all’attrice “please see below (and in excel attached) the limits in place for Brazilian customers” rispettivamente “please see attached the list of our Brazilian customers we are holding credit limits for …” allegandovi poi due liste da cui si evinceva che per alcuni clienti brasiliani “insured” era la convenuta e per altri clienti brasiliani “insured” era “S__________”. Tutti quei contratti erano per altro stati gestiti dalle stesse persone (facenti tutte capo, com’era del resto il caso per R__________ , all’indirizzo e-mail “…@.com”, cfr. plico doc. AR p. 9 segg., plico doc. AQ e plico doc. AS) che già si occupavano dei contratti della convenuta. Tanto basta per far ritenere che quelle società facessero effettivamente parte di un medesimo gruppo.

Sulla seconda tematica, è nuovamente a ragione che l’attrice ha evidenziato che tutte le trattative per questi contratti erano state portate avanti dall’attrice con il pieno e incontestato accordo di R__________ . Tutti quei clienti erano stati prima visitati dall’attrice assieme a R __________ (teste __________ p. 2), che si era persino occupato di organizzare i viaggi (cfr. lo scambio di e-mail di cui ai plichi doc. U, AH, AR p. 0, AS). La corrispondenza e-mail relativa a quei contratti era oltretutto sempre inviata, almeno in copia, a R__________ __________ o alla convenuta (per quanto riguarda i contratti di cui al doc. M e N, cfr. doc. M p. 1, plico doc. AR p. 9 segg.; per quanto riguarda quello di cui al doc. O, cfr. doc. O p. 1, plico doc. AQ; per quanto riguarda quelli di cui al doc. P e Q, cfr. plico doc. AS).

Sul terzo aspetto, è anche qui a ragione che l’attrice ha rilevato che l’intestazione di questi contratti a S__________ __________ era stata decisa con l’accordo almeno tacito di R__________ , che - come detto - era perfettamente informato delle trattative con i clienti e del tenore dei loro contratti, tenendo conto anche delle coperture assicurative previste per i rispettivi clienti nei due già menzionati e-mail del 24 maggio 2012 e del 10 luglio 2012 (cfr. plico doc. AP p. 4 e 6 seg.), ritenuto che in un ulteriore e-mail del 6 agosto 2012 (cfr. plico doc. AQ p. 5) R __________ aveva persino giustificato l’intestazione a S__________ __________ di uno di quei contratti, in concreto quello con J__________ di cui al doc. O, proprio per il fatto che “S__________ __________ is the company having the credit limit for J__________”.

8.1.2. La circostanza, addotta dal Pretore sulla base del doc. 3, che la convenuta avrebbe accettato soltanto pagamenti entro 120 giorni dalla lettera di carico, diversamente da S__________ , che accettava pagamenti entro 180 giorni dalla lettera di carico, è invece irrilevante e comunque non sarebbe tale da modificare la situazione appena accertata. Da una parte l’istruttoria ha in effetti permesso di stabilire che la convenuta era a sua volta disposta ad accettare pagamenti entro 180 giorni dalla lettera di carico (cfr. plico doc. AP p. 4 e 7, con riferimento al cliente A ), tant’è che essa nel marzo 2013, con riferimento al contratto con T di cui al doc. L, aveva per finire accettato di prorogare di 60 giorni - confermando così la facilitazione di pagamento concessa per errore dall’attrice nel doc. 3 - il termine di pagamento entro 120 giorni dalla lettera di credito inizialmente concordato con quel cliente. Dall’altra è pure risultato che T__________, che aveva concluso i contratti di cui ai doc. M e N con S__________ , sarebbe stata senz’altro disposta a pagare entro 120 giorni dalla lettera di credito e con ciò a concludere con la convenuta (cfr. doc. L e AP p. 4 e 6). In tali circostanze nulla permette di ritenere che l’intestazione a S __________ piuttosto che alla convenuta dei contratti acquisiti dall’attrice, quand’anche per ipotesi fosse stata motivata dalla sola diversa modalità di pagamento (che per altro dipende anche, se non addirittura solo, dalla disponibilità e dalla bonità del relativo cliente), fosse di per sé tale da escludere il diritto dell’attrice alle sue provvigioni.

8.1.3. Si aggiunga, per completezza di motivazione, che nell’e-mail del 30 aprile 2013 (nel plico doc. AB) lo stesso R__________ , confrontato con le varie richieste di provvigione dell’attrice, da lui per altro contestate nel loro ammontare, non aveva tuttavia mai preteso che la convenuta non fosse di principio tenuta a corrisponderle le provvigioni derivanti dai contratti conclusi con S __________, ossia quelli di cui ai doc. M-Q. La convenuta appare dunque malvenuta a sostenere, per la prima volta solo in causa, che essa non ne era debitrice per quella ragione.

8.2. Dovendosi così ammettere che la conclusione dei contratti in parola da parte di S__________ __________, anziché da parte della convenuta, non era tale da impedire il riconoscimento di una provvigione all’attrice (cfr., per analogia, DTF 76 II 378 consid. 3; TF 24 aprile 2008 4A_155/2008 consid. 3.1, 26 luglio 2010 4A_200/2010 consid. 7.1; II CCA 14 luglio 2008 inc. n. 12.2007.160, 22 gennaio 2018 inc. n. 12.2016.91 secondo cui l’esistenza di un nesso giuridicamente rilevante per l’applicazione dell’art. 413 cpv. 1 CO, che di regola viene negata quando il contratto non viene concluso con la persona segnalata dal mediatore bensì con un terzo, deve ciononostante venir ammessa qualora fra il terzo e la persona indicata dal mediatore vi sia una relazione economica o personale così intensa da poterli considerare un tutt’uno), alla stessa vanno riconosciuti USD 15'561.29 (pari a USD 3.- / MT per i 5'187.098 MT di “Wire Rods (vergella)” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. M, USD 2'552.95 (pari a USD 1.- / MT per i 2'552.95 MT di “Hot Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. N, USD 4'338.15 (pari a USD 3.- / MT per i 1'446.05 MT di “Cold Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. O, USD 13'198.32 (pari a USD 3.- / MT per i 4'399.44 MT di “Aluzinc Coils” poi imbarcati) rispettivamente USD 9'229.89 (pari a USD 3.- / MT per i 3'076.631 MT di “Hot Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. P e USD 4'500.52 (pari a USD 3.- / MT per i 1'500.174 MT di “Aluzinc Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. Q; il tutto per USD 49'381.12.

  1. Il Pretore, con riferimento ai due contratti conclusi tra la convenuta e Su__________ __________ (in seguito: Su__________), ossia quello del 25 giugno 2012 (doc. R, avente per oggetto la compravendita di 60'000 [recte: 59'000 - 64'000] MT +/- 10% di “Iron Ore”) e quello del 3 aprile 2013 (doc. S, avente per oggetto la compravendita inizialmente di 840’000 MT +/- 10% di “Iron Ore”, quantitativo poi ridotto a 700'000 MT +/- 10% con il doc. 5), ha evidenziato che per gli stessi l’attrice aveva di principio maturato il diritto alla provvigione. Egli ha quindi esaminato se tale diritto si fosse estinto integralmente o parzialmente in virtù dell’art. 418h cpv. 1 e 2 CO.

Per quanto riguarda il contratto di cui al doc. R, il Pretore, in fatto, ha rilevato che lo stesso era stato eseguito solo parzialmente, visto che Su__________ aveva compiuto una sola spedizione (delle due previste) con 27'159.59 MT, per un valore di USD 287'097.60, a fronte dei USD 1'447'088.20 già versati dalla convenuta; ha osservato che la seconda spedizione non aveva invece potuto essere effettuata a causa della situazione venutasi a creare sul mercato dopo l’invio del primo vascello; e ha evidenziato che per questo motivo gli accordi contrattuali erano stati in seguito più volte modificati e che Su__________ aveva per finire riconosciuto un suo debito di USD 1'159'990.60 nei confronti della convenuta (cfr. doc. 4 addenda 3 e 5), sorto “in quanto la nave era in ritardo, ci sono stati 5 scioperi mentre stavano caricando la barca e il mercato è sceso, tra il momento in cui la barca è arrivata al porto, i 22 giorni di imbarco del vascello, e l’arrivo della merce in Cina. Questo ha creato questo debito di Su__________ nei confronti di AO 1. A questo momento il contratto 4 è chiuso per Su__________ in quanto c’è stato questo riconoscimento di debito. Quanto dovuto verrà pagato da Su__________ con della merce” (teste __________ p. 4). Preso così atto da una parte che Su__________, per ragioni di mercato non imputabili alla convenuta, aveva adempiuto il contratto solo parzialmente e risultava oggi debitrice della convenuta per USD 1'159'990.60, che dall’altra, considerata la difficile situazione societaria di Su__________ (cfr. doc. 15), il credito della convenuta appariva difficilmente recuperabile e che infine appariva evidente che le modifiche apportate al contratto originariamente trattato dall’attrice avevano come unico obiettivo quello di ridurre il danno che si sarebbe prospettato per la convenuta proprio a seguito dell’intervenuta impossibilità, per la cliente, di adempiere agli obblighi assunti, ne ha dedotto, in diritto, che, in base all’art. 418h cpv. 1 CO, andava quantomeno ammessa la parziale estinzione del diritto alla provvigione dell’attrice, che andava ridotta in considerazione del materiale effettivamente imbarcato, a una somma di USD 13'579.79 (pari a USD 0.50 / MT per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” poi imbarcati).

Quanto al contratto di cui al doc. S/5, il Pretore, in fatto, ha rilevato che Su__________ aveva effettuato un’unica spedizione con 32'277.488 MT, per un valore di USD 1'299'279.56, a fronte dei USD 4'950'265.60 già versati dalla convenuta; ha osservato che anche in questo caso gli accordi contrattuali erano stati in seguito più volte modificati, con conseguente prolungamento dei termini di consegna originariamente previsti entro agosto 2014, e che Su__________ il 6 febbraio 2014 aveva per finire riconosciuto un suo debito di USD 3'650'986.04 nei confronti della convenuta (doc. 13 pt. 2.1); e ha evidenziato che il teste __________ aveva dichiarato (a p. 4) che “è intenzione di Su__________ fornire la merce di cui al doc. 5 … Oggigiorno sono pronte 110'000 tonnellate. Confermo che abbiamo deciso di comune accordo con il sig. __________ di non spedire la merce al momento attuale in quanto se mandiamo la merce Su__________ avrebbe aumentato il debito. Anche AO 1 perderebbe soldi in quanto per questo contratto ci hanno già dato una lettera di credito e il trasporto della merce al momento attuale è più caro che il prezzo della merce stessa”, ma aveva in seguito però pure affermato, in uno scritto del 9 dicembre 2014 (doc. 15), di pochi giorni successivo alla sua deposizione testimoniale, che il tribunale aveva nominato un revisore per esaminare la situazione finanziaria, fiscale e operativa di Su__________ e che soltanto dopo tale revisione la società sarebbe stata in grado di stabilire come risarcire il suo debito nei confronti della convenuta, aggiungendo che le condizioni di mercato non permettevano alla società di esportare il materiale senza incorrere in ingenti perdite e quindi essa avrebbe ricominciato a spedire la merce soltanto quando e se le stesse sarebbero migliorate. A fronte di questa situazione e del fatto che l’ultima spedizione era stata effettuata nel dicembre 2013, ne ha dedotto, in diritto, che l’irrecuperabilità della merce non ancora spedita e del debito riconosciuto da Su__________ appariva sufficientemente certa per ritenere adempiuti i presupposti di cui all’art. 418h cpv. 2 CO, posto che anche in questo caso l’unico motivo per cui la convenuta aveva acconsentito ad apportare le successive modifiche contrattuali era quello di ridurre per quanto possibile il danno che le sarebbe derivato dall’inadempienza della sua cliente. Ad ogni modo, sempre a suo giudizio, anche una riduzione della provvigione dell’attrice in ragione della quantità effettivamente imbarcata, a un importo di USD 16'138.75 (pari a USD 0.50 / MT per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” poi imbarcati), non avrebbe cambiato l’esito finale della lite.

9.1. In questa sede l’attrice ha ribadito che i due contratti di cui ai doc. R e S/5 erano tuttora in essere, che la convenuta e Su__________ avevano concordato la sospensione delle forniture e che quest’ultima, le cui presunte difficoltà finanziarie per altro non erano state sufficientemente provate, aveva chiaramente espresso la sua volontà di fornire la merce oggetto di quegli accordi. Non essendo così stato dimostrato che Su__________ fosse stata definitivamente inadempiente, la convenuta, gravata dell’onere della prova, non poteva pretendere l’estinzione della provvigione in applicazione dell’art. 418h CO, la sua richiesta in tal senso risultando quanto meno prematura.

9.2. A questo stadio della lite è pacifico, in fatto, che i contratti di cui ai doc. R e S/5, a fronte dei quali la convenuta ha già corrisposto anticipi rilevanti, siano stati adempiuti da Su__________ solo in modo parziale, in misura del 20% circa il primo (per raffronto alle somme anticipate) rispettivamente del 26% circa il secondo (per raffronto alle somme anticipate), e che gli stessi, per l’evoluzione sfavorevole del mercato non imputabile alle parti contraenti, d’accordo la convenuta e Su__________ (per quanto riguarda il contratto di cui al doc. R, cfr. teste __________ p. 3 secondo cui “mi viene chiesto perché Su__________ non ha fornito tutta la merce di cui al doc. 4. Rispondo perché le condizioni di mercato non lo permettevano. Mi viene chiesto se ciò è stato fatto in accordo con AO 1, rispondo di sì. Il fatto che le condizioni di mercato non fossero favorevoli andava a svantaggio di tutti e due i contraenti, AO 1 e Su__________”; per quanto riguarda quello di cui al doc. S/5, cfr. teste __________ p. 4 secondo cui “è intenzione di Su__________ fornire la merce di cui al doc. 5 … Confermo che abbiamo deciso di comune accordo con il sig. __________ di non spedire la merce al momento attuale in quanto se mandiamo la merce Su__________ avrebbe aumentato il debito. Anche AO 1 perderebbe soldi in quanto per questo contratto ci hanno già dato una lettera di credito e il trasporto della merce al momento attuale è più caro che il prezzo della merce stessa”), siano in seguito stati più volte modificati finché Su__________ ha per finire riconosciuto, per entrambi i contratti, un suo debito nei confronti della convenuta (per quanto riguarda il contratto di cui al doc. R, cfr. doc. 4 addenda 3 e 5; per quanto riguarda quello di cui al doc. S/5, cfr. doc. 13 pt. 2.1).

Come rilevato dal Pretore, l’istruttoria di causa ha permesso di stabilire che il contratto di cui al doc. R è stato in seguito chiuso (cfr. teste __________ p. 4 secondo cui “il contratto 4 è chiuso per Su__________”) fermo restando che “quanto dovuto verrà pagato da Su__________ con della merce” (cfr. teste __________ p. 4), mentre quello di cui al doc. S/5 era ancora in essere (cfr. teste __________ p. 4 secondo cui “è intenzione di Su__________ fornire la merce di cui al doc. 5”), ritenuto che le forniture da parte di Su__________, quelle “sostitutive” del contratto di cui al doc. R e quelle del contratto di cui al doc. S/5, sarebbero avvenute non appena l’evoluzione del mercato lo avrebbe consentito (cfr. teste __________ p. 4 e doc. 15, quest’ultimo invero non allestito da quest’ultimo ma da ) e meglio non appena il prezzo sui mercati sarebbe stato tale da non comportare danni alle due parti contraenti. Per pacifica ammissione delle parti, la situazione, da allora, non risulta essere mutata, se non per il fatto che il 1° agosto 2017, dopo l’emanazione della decisione pretorile, la convenuta, allo scopo di recuperare gli anticipi corrisposti a quella società (doc. 2 e 3 allegati alla risposta all’appello), ha rilasciato delle procure a degli avvocati brasiliani, che tuttavia, a suo dire, non avrebbero ancora avviato alcuna procedura in tal senso. Per il resto, nulla, nemmeno il doc. 15, permette invece di concludere che Su si trovasse in una situazione finanziaria precaria o che la merce non ancora spedita non fosse recuperabile.

9.3. In diritto, alla luce di questi accertamenti, si può concludere quanto segue:

9.3.1. È innanzitutto incontestabile che l’attrice, a seguito dell’applicazione e contrario dell’art. 418h cpv. 1 CO (secondo cui il diritto alla provvigione decade solo nella misura in cui l’esecuzione dell’affare concluso è impedita), possa di principio pretendere (riservato quanto di dirà al consid. 9.3.3) le provvigioni per le merci che erano già state imbarcate, ossia per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. R e per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. S/5.

9.3.2. Le provvigioni per le merci che non erano ancora state imbarcate, ossia per i 30'000 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. R e per i 667'772.512 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. S/5, non possono invece essere riconosciute.

In merito alle merci non ancora imbarcate del contratto di cui al doc. S/5, si osserva in effetti che la mancata esecuzione sino ad oggi di quella parte dell’affare, sostanzialmente lasciato in sospeso dalle parti contraenti, era dovuta alla particolare e perdurante evoluzione sfavorevole del mercato e non era così imputabile alla convenuta, tanto più che quella mancata esecuzione risultava pure necessaria nell’interesse della sua azienda, non potendosi ragionevolmente pretendere da lei l’esecuzione di un contratto “in perdita” (art. 418h cpv. 1 CO); oltretutto Su__________, pur avendo già ricevuto ampi anticipi dalla convenuta, non aveva poi eseguito la sua controprestazione, senza che nemmeno quella situazione, causata a sua volta dalla volontà di Su__________ di non lavorare “in perdita” in considerazione della già menzionata situazione del mercato, potesse essere imputata alla convenuta (art. 418h cpv. 2 prima semifrase CO). Confrontata con una disposizione analoga (e meglio dell’art. 1749 cpv. 1 CC/It., nella formulazione, secondo cui “la provvigione spetta all’agente anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente”, in vigore prima dell’intervento della direttiva comunitaria del 18 dicembre 1986 sugli agenti di commercio indipendenti e delle due leggi italiane di attuazione, di cui ai decreti legge del 10 settembre 1991 n. 303 e 15 febbraio 1999 n. 65), anche la giurisprudenza italiana, condivisa dalla dottrina, ha avuto modo di rilevare che “non sussiste colpa nell’esecuzione dell’affare, ove il preponente non esegua l’affare per evitare un danno, ove s’accerti che l’esecuzione avrebbe comportato, per l’aumento dei costi, un danno certo al preponente (Cass. 2 giugno 1980, n. 3601)” (Pescatore/Ruperto, Codice civile annotato, 8ª ed., Vol. II, n. 3 ad art. 1749).

Per le merci non ancora imbarcate del contratto di cui al doc. R la soluzione è analoga, ritenuto che il fatto che le parti contraenti abbiano considerato chiuso il relativo contratto a seguito dell’impegno di Su__________ di ripagare il dovuto “con della merce”, ossia con altra e diversa merce che sarebbe stata oggetto di un contratto sostitutivo e “gratuito” nella misura dei maggiori anticipi da lei ricevuti, non toglie che sino ad oggi quell’impegno, a sua volta tenuto in sospeso per la già menzionata situazione sfavorevole del mercato, non sia in seguito stato adempiuto (art. 418h cpv. 1 e 2 prima semifrase CO).

9.3.3. Tornando alle provvigioni dovute per le merci che erano già state imbarcate, resta ancora da esaminare se, in virtù dell’art. 418h cpv. 2 seconda semifrase CO e contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore, all’attrice debba essere riconosciuto anche il diritto alle provvigioni per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. S/5, rispettivamente la convenuta non possa essere obbligata a corrispondere nemmeno le provvigioni per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” del contratto di cui al doc. R. Come si dirà, il quesito va risolto come proposto dall’attrice.

Il fatto che i contratti di cui ai doc. R e S/5 siano già stati adempiuti da Su__________ in misura del 20% circa (per raffronto alle somme anticipate dalla convenuta) il primo rispettivamente del 26% circa (per raffronto alle somme anticipate dalla convenuta) il secondo esclude in effetti a priori l’estinzione delle relative provvigioni, ciò essendo possibile in presenza non solo di una controprestazione esigua (cfr. Mirfakhraei, Les indemnités de fin de contrat dans le contrat d’agence et le contrat de distribution exclusive, p. 41), circostanza questa che nel caso concreto non risulta però essersi verificata, ma anzi laddove quella sua esiguità sia poi talmente importante da non potersi pretendere che il mandante abbia a pagare la provvigione (già ridotta), eventualità questa che a maggior ragione non risulta essersi avverata.

Il fatto, evocato dalla convenuta, che a seguito della limitata controprestazione di Su__________ le siano stati rilasciati due riconoscimenti di debito di complessivi USD 4’810'976.64, è invece del tutto irrilevante sul tema dell’esiguità della controprestazione, nulla permettendo in ogni caso di ritenere che Su__________, nei confronti della quale a tutt’oggi non è stata promossa alcuna procedura di recupero di quelle somme, si trovasse in una situazione finanziaria precaria e che dunque quei suoi riconoscimenti di debito dovessero essere considerati sostanzialmente irrecuperabili.

9.4. All’attrice possono così essere riconosciuti USD 13'579.79 (pari a USD 0.50 / MT per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” già imbarcati) per il contratto di cui al doc. R e USD 16'138.74 (pari a USD 0.50 / MT per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” già imbarcati) per il contratto di cui al doc. S/5; il tutto per USD 29'718.53.

  1. In definitiva l’attrice ha quindi maturato il diritto a provvigioni per complessivi USD 94'036.11 (USD 14'936.46 [consid. 7], USD 49'381.12 [consid. 8] e USD 29'718.53 [consid. 9]). Avendo a tutt’oggi già percepito dalla convenuta somme per USD 93'891.-, le spettano dunque ancora USD 145.11.

  2. In questa sede l’attrice ha infine chiesto che gli interessi sulle eventuali somme a suo favore siano dovuti dalla data di conclusione dei contratti con i clienti e meglio, per semplicità di calcolo, dal 3 aprile 2013, data di conclusione dell’ultimo e più importante contratto, quello di cui al doc. S. Il rilievo è infondato.

Come detto, giusta l’art. 418i prima semifrase CO, la provvigione è in effetti esigibile, salvo patto od uso contrario, qui non evocati né tanto meno provati, per la fine del semestre dell’anno civile in cui l’affare è stato conchiuso. In tali circostanze, ritenuto che l’esigibilità della provvigione per l’ultimo e più importante contratto è intervenuta solo il 30 giugno 2013, gli interessi di mora vanno fatti decorrere dal 23 settembre 2013, data della notificazione alla convenuta del PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo ([doc. AC] poi annullato e sostituito d’ufficio, a seguito dell’errata indicazione del creditore da parte dell’autorità esecutiva [cfr. doc. AV e AZ], dal PE n. __________ del medesimo UE [doc. BA]), prima valida interpellazione agli atti.

  1. In definitiva, in parziale accoglimento dell’appello dell’attrice, la convenuta dev’essere obbligata a pagare a quest’ultima USD 145.11 oltre interessi al 5% dal 23 settembre 2013, con conseguente rigetto in via definitiva, limitatamente al controvalore in CHF di quella somma (al tasso, non contestato, di CHF 0.985 per USD 1.-), dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo.

Le spese giudiziarie di entrambe le sedi, calcolate sulla base del valore litigioso di USD 349'005.57, seguono la pressoché totale soccombenza dell’attrice (art. 106 CPC), fermo restando che la stessa nel frattempo è però stata esentata dal prestare le spese processuali per la procedura d’appello.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 106 seg. CPC, la LTG e il RTar

decide:

I. L’appello 30 giugno 2017 di AP 1 è parzialmente accolto.

Di conseguenza la decisione 22 maggio 2017 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, invariati gli altri dispositivi, è così riformata:

  1. La petizione è parzialmente accolta.

1.1 AO 1 è condannata a versare a AP 1 l’importo di USD 145.11 oltre interessi al 5% dal 23 settembre 2013.

1.2 Limitatamente a CHF 142.93 oltre interessi al 5% dal 23 settembre 2013 è rigettata in via definitiva l’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo.

II. Le spese processuali della procedura di appello di CHF 13’000.- sono poste a carico dell’appellante e per essa, al beneficio del gratuito patrocinio, dello Stato. L’appellante rifonderà all’appellata CHF 12’000.- per ripetibili.

III. Notificazione:

  • , (in formato elettronico)

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il vicecancelliere

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a CHF 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

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