giudicando sull'appello del 25 maggio 2020 presentato dal AP 1 contro la decisione incidentale del 24 aprile 2020 con cui il Pretore ha respinto un'eccezione d'arbitrato;

Ritenuto

in fatto: A. Il AP 1 è proprietario della particella n. 132 RFD di __________, un vasto appezzamento di 9829 m²

situato in località __________. Fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002 esso ha costituito su tale particella 12 diritti di superficie intavolati nel registro fondiario come diritti per sé stanti e permanenti (dal n. __________ al n. __________). In virtù di tali diritti sono state edificate sul fondo altrettante case unifamiliari.

Sotto le 12 case d'abitazione è stata costruita un'ampia autorimes­sa sotterranea con ingresso comune dalla pubblica via. Da tale autorimessa è possibile risalire, per mezzo di scale, alle varie abitazio­ni. Sopra l'autorimes­sa corre una strada carrozzabile, raccordata alla pubblica via, che consente di raggiungere le case a livello del terreno. L'accesso alle case è garantito da servitù “di passo veicolare al livello terra e sotterraneo” lungo l'autorimessa e la strada soprastante in favore dei singoli diritti di superficie per sé stanti e permanenti.

B. Ogni contratto stipulato fra il AP 1 e i 12 superficiari comprende disposizioni sul diritto di superficie per sé stante e permanente (clausole dalla n. 1 alla n. 13), sulla costituzione di una servitù prediale “di passo veicolare al livello terra e sotterraneo” (clausola n. 14) e “condizioni generali” (clausole dalla n. 15 alla n. 18). La clausola n. 14 precisa, in specie, che le spe­se di manutenzione relative alla servitù di pas­so sa-rebbero andate a carico dei superficiari in ragione di 1/12 ciascu­no. Alla clausola n. 15 figura infine quanto segue:

Controversie tra proprietario del fondo e superficiari relativamente all'interpretazione del presente atto verranno decise definitivamente da un tribunale arbitrale composto da tre membri con sede a __________.

Ogni parte nomina il proprio arbitro; questi nominano un terzo arbitro quale presidente. In caso di mancato accordo decide il presidente del Tribunale di appello del Cantone Ticino.

Il tribunale arbitrale decide da sé la procedura applicabile.

Un identico patto d'arbitrato figura al punto n. 10 di un “regolamento concernente l'edificazione di 12 case d'abitazione sulla particella 132 RFD di __________ a seguito della costituzione di 12 diritti di superficie”, accluso come inserto a ognuno dei 12 atti notarili. Quel regolamento prevede che ogni superficiario avrebbe corrisposto fr. 35 000.– al AP 1 per la costruzione del “passo veicolare al livel­lo terra e sotterraneo”. Non contiene disposizioni invece sui relativi costi di manutenzione.

C. Successivamente, il 29 gennaio 2009, il AP 1, rappresentato dal presidente e dal vicepresidente del Consiglio parrocchiale di __________, ha adottato, con l'approvazione dei superficiari, un “regolamento per l'uso e la manutenzione del mappale 132 RFD di __________”, che è stato menzionato nel registro fondiario. Riguardo all'autorimessa sotterranea tale regolamen­to pone a carico del Beneficio cappellanico “eventuali manchevolezze che dovessero sorgere con il tempo” (punto n. 9), così come le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria del “tunnel” e della strada soprastante (punti n. 10 e 17), oltre ai “lavori di manutenzione straordinaria sulle parti comuni” (punto n. 24). Il punto n. 43 (“modifiche del regolamento”) stabilisce:

(…) Il Beneficio cappellanico, rispettivamente il Consiglio parrocchiale, non hanno l'autorità di modificare il presente regolamento senza la convocazione di un'assemblea straordinaria (…). I superficiari possono rigettare una proposta di modifica da parte del Beneficio cappellanico. Eventuali controversie saranno regolate in modo amichevole nel corso di una seconda assemblea straordinaria, se del caso con l'ausilio di un mediatore che potrà essere designato di comune accordo. Nel caso non si dovesse raggiungere una soluzio­ne, è data la possibilità ad entrambe le parti di avviare una procedura legale, per la quale il foro è __________.

In seguito alla necessità di eseguire lavori di manutenzione straordinaria al manufatto sotterraneo (“tunnel”) e alla strada soprastante, nel 2017 sono sorti attriti fra il Beneficio cappellanico e i superficiari circa l'assunzione dei costi. Il AP 1 ha contestato anche, in tale circostanza, che il presidente e il vicepresidente del Consiglio parrocchiale di __________ potessero sottoscrivere nel 2009 un regolamento in suo nome senza l'avallo dell'intero Consiglio parrocchiale e della Curia vescovile.

D. Il 21 giugno 2018 i superficiari AO 1 (diritto per sé stante e permanente n. 819), AO 9 e AO 10 (n. 820), AO 3 e AO 2 (n. 821), AO 19 e AO 20 (n. 822), AO 13 (n. 823), AO 16

e AO 17 (n. 824), AO 6 e AO 7 (n. 825), AO 14 e AO 15 (n. 826), AO 4 e AO 5 (n. 827), PI 1 e AO 11 (n. 828), AO 18 (n. 829) e AO 8 (n. 830) hanno convenuto il AP 1 per un tentativo di conciliazione davanti al Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, con la richiesta di discutere “la manutenzione della galleria ad esclusiva competenza e onere” del Beneficio medesimo. Decaduto infruttuoso il tentativo di conciliazione, il Segretario assessore ha rilasciato agli istanti l'autorizzazione ad agire “che consente loro di inoltrare la causa”. Le spese di fr. 1800.– sono state poste a carico degli istanti, “ritenu­to che in caso d'inoltro della causa le stesse verranno rinviate al giudizio di merito” (inc. CM.2018.410).

E. Con petizione del 22 febbraio 2019 i superficiari citati hanno promosso causa dinanzi al Pretore perché il AP 1 fosse condannato a versar loro “per la manutenzione della galleria” l'importo di fr. 363 217.80 con interessi, riservata una diversa quantificazione della somma in corso di procedura. Nella sua risposta del 5 aprile 2019 il AP 1 ha proposto di respingere la petizione, contestando anzitutto la giurisdizione statale e invocando “la clausola d'arbitrato presente in tutti i rogiti di costituzione del diritto di superficie e di servitù prediale”, come pure nel regolamento annesso come inserto agli atti costitutivi dei diritti di superficie e di servitù di passo.

F. Preso atto di ciò, il Pretore ha deciso il giorno stesso di limitare in un primo tempo il processo all'esame dell'eccezione d'arbitra­to. Ha assegnato così agli attori un termine di 15 giorni per formulare osservazioni scritte. Gli attori hanno presentato il 9 maggio 2019 un memoriale in cui hanno chiesto di respingere l'eccezione e di accertare la competenza a decidere del giudice stata­le. Il AP 1 ha ribadito il 13 maggio 2019 la propria eccezione. I superficiari non hanno duplicato. Il Pretore ha interpellato le parti il 20 febbraio 2020 per sapere se desiderassero un dibattimento. Gli attori vi hanno rinunciato il 4 marzo 2020, mentre il AP 1 non ha reagito. Statuendo il 24 aprile 2020, il Pretore ha respinto l'eccezio­ne d'arbitrato e ha posto le spese processuali di fr. 1500.– a carico del AP 1, tenuto a rifondere agli attori fr. 3500.– complessivi per ripetibili.

G. Contro la decisione appena citata il AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 25 maggio 2020 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di accogliere l'eccezione d'arbitrato e di respingere in ordine la petizione dei superficiari. Constatato che AO 11 era deceduto il 31 maggio 2019 durante il processo di primo grado, con decreto del 29 maggio 2020 il presidente della Camera ha invitato il patrocinatore degli attori a documentare chi gli fosse subentrato nella causa. Il legale ha dato seguito all'invito il 2 luglio 2020, producendo copia di un certificato ereditario in cui figurano come eredi la vedova PI 1 insieme con i figli PI 2 e PI 3. Il 6 luglio 2020 l'appello è stato quindi intimato a tutti gli attori, che nelle loro osservazioni del 2 settembre 2020 propongono di respingerlo e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando

in diritto: 1. La decisione con cui un giudice, dopo avere limitato il procedimento a una singola questione (art. 125 lett. a CPC), statuisce al proposito è “incidentale” nel senso dell'art. 237 cpv. 1 CPC se un diverso giudizio dell'autorità giudiziaria superiore può portare im­mediatamente all'emanazione di una decisione finale e con ciò si può conseguire un importante risparmio di tempo o di spese (RtiD I-2016 pag. 717 n. 39c consid. 2). La decisione incidentale emanata nell'ambito di una procedura ordinaria è impugnabile a titolo indipendente (art. 237 cpv. 2 CPC) entro 30 giorni (art. 311 cpv. 1 CPC; RtiD I-2016 pag. 716 n. 39c consid. 1b), sempre che, ove si tratti di una controversia patrimoniale, il valore litigio­so raggiungesse fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie il valore litigioso è sicuramente dato, ove si pensi al­l'ammontare della pretesa avanzata dagli attori (fr. 363 217.80, riservata una maggiorazione della somma). L'accoglimento del-

l'eccezione d'arbitrato inoltre mettereb­be subito fine alla causa, con ragguardevole risparmio di tempo e di spese. Quan­to alla tempestività dell'appello, la decisione impugnata è stata notifi-cata al patrocinatore del convenuto il 27 aprile 2020 (traccia-mento dell'invio n. __________, agli atti). Depositato il 25 maggio 2020, l'appel­lo in esame è pertanto ricevibile.

  1. Il AP 1 è un ente autonomo del diritto civile ecclesiastico dotato di personalità giuridica propria, distinto rispetto alla Parrocchia (RDAT I-2000 pag. 356 n. 8). Secondo l'art. 19 cpv. 1 della legge sulla Chiesa cattolica, del 16 dicembre 2002 (LCC; RL 191.100), sono beni parrocchiali i beni mobili e immobili attualmente intestati al beneficio o alla preben­da parrocchiale o di appartenenza della chiesa parrocchiale, come pu­re i proventi da donazioni, lasciti e liberalità pubbliche o private in favore della Parrocchia e delle sue attività. La diposizione ha inteso riprendere la “soppressione dei Benefici parrocchiali da parte del diritto canonico del 1983” (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5159 del 18 settembre 2001 concernente tale legge, ad art. 19). L'art. 24 cpv. 3 LCC prevede così, come nor­ma transitoria, che l'amministrazione di tutti i Benefici parrocchiali è conglobata in quella della Parrocchia entro cinque anni dall'entrata in vigore della legge. Restano tuttavia riservati – fra l'altro – “i diritti dei beni cappellanici e di iuspatronato fino a definizione della loro destinazione da parte dei Patroni e dell'Ordinario” (art. 24 cpv. 3 lett. b LCC). Il convenuto, Beneficio cappellanico (doc. 32 e 33), rientra in tale eccezione. Continua perciò a sussistere come ente autonomo (art. 21 LCC; cfr. Commissione indipendente di ricorso contro le decisioni degli organi parrocchiali, decisione inc. 02/2019 del 28 settembre 2020 consid. 1). È data perciò la sua legittimazione ad appellare.

  2. Nella sentenza impugnata il Pretore ha rilevato in primo luogo che l'eccezione d'arbitrato è stata sollevata dal Beneficio cappellanico tempestivamente, la comparsa all'udienza di conciliazione non valendo come costituzione in giudizio. Ciò premesso, egli ha ritenuto che nella fattispecie le clausole compromissorie contenute nei rogiti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo si riferisco­no “al­l'interpretazione del presente atto”, rispettivamente “all'interpretazione del presente regolamento”, mentre l'attuale lite riguar­da la validità e le conseguenze del successivo regolamen­to, del 29 gennaio 2009, ed esula perciò dall'applicazio­ne di quelle clausole. Né – ha soggiunto il Pretore – l'odierna controversia riguarda i diritti di superficie come tali. Concerne “la strada di accesso per l'utilizzo della quale ciascun superficiario beneficia di una servitù prediale di passo carrabile che grava il fondo di proprietà del convenuto”. Sapere se gli accordi presi dalle parti nel quadro del regolamen­to del 2009 sulla manutenzione di tale accesso siano validi e quali siano i relativi effetti è una questione che – argomenta il Pretore – esula dalle clausole arbitrali. La finalità del regolamen­to adottato nel 2009 – egli soggiunge – “era sostanzialmente quella di disciplinare le questioni specifiche ai diritti di superficie e non quelle legate alla servitù prediale gravante il tunnel, che invece sarebbero state regolate in un secon­do momento”. Onde, a suo parere, l'infondatezza dell'eccezione sollevata dal AP 1.

  3. Il convenuto fa valere nell'appello che in concreto la causa non verte – come reputa il Pretore – sulla validità e sulle conseguen­ze del “regolamento per l'uso e la manutenzione del mappale 132 RFD di __________” adottato nel gennaio del 2009, bensì sull'accertamento dei costi inerenti alla manutenzione del manufatto gravato del diritto di passo e sul problema di sapere chi debba assumere tali costi. Per determinare l'estensione di una servitù – prosegue il convenuto – fa stato l'iscrizione nel registro fondiario, sicché occorre riferirsi all'atto costitutivo della medesima, il quale nella fattispecie contempla una clausola compromissoria, mentre nel registro fondiario il successivo regolamento del 2009 è semplicemente menzionato, non avendo carattere costitutivo. Il patto d'arbitrato inserito fra le condizioni generali degli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo – allega l'appellante – copre anche litigi legati all'accesso veicolare, e in particolare sulla relativa manutenzione. Nulla muta il rinvio a un successivo regolamento per l'uso e l'amministrazione della via di collegamento prospettato in quegli atti costitutivi. Anzi, assume il convenuto, dato che gli attori sostengono la validità del regolamento del 2009 sulla base di tale disposizione, anche l'interpretazione del medesimo soggiace alla clausola arbitrale. Del resto, esso epiloga, il regolamento del 2009 prevede il foro di __________ unicamente per la modifica del regolamento medesimo, eventualità estranea alla presente causa, mentre tutte le altre questioni che attengono al diritto di passo sono coperte dalle clausole compromissorie.

  4. Conformemente all'art. 61 CPC se le parti hanno pattuito di sottoporre ad arbitrato (con sede in Svizzera) una controversia compromettibile, il giudice statale adito declina la propria competen­za, eccetto che il convenuto si sia incondizionatamente costituito in giudizio (lett. a) oppure che il patto d'arbitrato risulti manifestamente nullo o inadempibile (lett. b) oppure che il tribunale arbitrale non possa essere costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale (lett. c). Il giudice statale verifica con pieno potere cognitivo se un patto d'arbitrato esiste e riguarda una controversia compromettibile. Esamina solo sommariamente, per contro, se tale patto sia nullo o manifestamente inadempibile oppure se il tribunale arbitrale non possa essere costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale. Con potere cognitivo meramen­te sommario egli esamina altresì se il patto d'arbitrato copra le pretese litigiose, così come esamina con potere sommario se le disposizioni del patto d'arbitrato siano incomplete, poco chiare o contraddittorie (DTF 140 III 369 consid. 2.2.3 con richiamo a DTF 138 III 684 consid. 3.2 e 3.3; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5A_824/2018 del 5 marzo 2019 consid. 3.4).

La limitazione del potere cognitivo cui deve attenersi il giudice ordinario a questo stadio del procedimento si giustifica per la circostan­za che più tardi l'autorità statale adita su ricorso contro il lodo arbitrale potrà essere chiamata a giudicare con pieno potere cognitivo se il tribunale arbitrale si sarà dichiarato competente o incompeten­te a ragio­ne o a torto (art. 393 lett. b CPC). Applicando l'art. 61 CPC il giudice statale non deve pregiudicare la futura decisione del tribunale arbitrale. Di conseguenza, nel dubbio egli declina la propria competenza in favore del tribunale arbitrale. In altri termini, sindacando un'eccezione d'arbitrato il giudice ordinario può dichiararsi competente solo se non esiste manifestamente un valido patto d'arbitrato fra le parti. Se un valido patto esiste, egli può accertare la propria competenza solo se il patto d'arbitrato è manifestamente inadempibile o se il tribunale arbitrale non può esse­re costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale (DTF 138 III 684 consid. 3.2 e 3.3 con rimandi).

  1. Nella fattispecie la lite verte sull'addebito di spe­se dovute alla manutenzione di opere necessarie per l'esercizio di una servitù, controversia che è pacificamente compromettibile nel senso del­l'art. 354 CPC. I contratti di costituzione dei diritti di superficie e delle servitù di passo fra il AP 1 e i 12 superficiari prevedono inoltre alla clausola n. 15 un patto d'arbitra­to, alla stessa stregua del regolamento inserito negli atti notarili (sopra, lett. B). E quel patto vincola anche i successori in diritto dei superficiari originali (cfr. DTF 142 III 227 consid. 3.4.3 riguardante una clausola arbitrale contenuta in un regolamento per l'uso e l'amministrazione di una proprietà per piani). È poi fuori dubbio che – come rileva il Pretore – la partecipazione sen-za riserve a un'udienza di conciliazione non raffigura incondizionata costituzione in giudizio nell'accezione dell'art. 61 lett. a CPC (Stacher in: Brunner/Gasser/Schwander, Schweizerische ZPO, Kommentar, 2ª edizione, n. 17 e 23 ad art. 61 con riferimenti; Göksu in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021, n. 10 ad art. 61). Posto ciò, la questione è di sapere se la pretesa fatta valere in concreto dagli attori dinanzi al giudice statale rientri, a un som-mario esame, nel campo d'applicazione del patto d'arbitrato previsto alla clausola n. 15 degli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo, rispettivamente al pun­to 10 del regolamento inserito in quegli atti notarili.

  2. La clausola n. 15 contenuta negli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo, stipulati fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002, prevede (sopra, lett. B):

Controversie tra proprietario del fondo e superficiari relativamente all'interpretazione del presente atto verranno decise definitivamente da un tribunale arbitrale composto da tre membri con sede a __________.

La seguente clausola, identica, figura nel regolamento annesso a ogni singolo contratto (punto 10):

Controversie tra proprietario del fondo e superficiari relativamente all'interpretazione del presente regolamento verranno decise definitivamente da un tribunale arbitrale composto da tre membri con sede a __________.

Gli atti notarili in questione regolano non solo i diritti di superficie per sé stanti e permanenti, ma anche – contrariamente all'opinio­ne del Pretore (sentenza impugnata, consid. 4) – le “spese complessive relative alla manutenzione” del­le “servitù di passo veicolare al livello terra e sotterraneo”, spese che sarebbero andate a carico dei superficiari in ragione di 1/12 ciascu­no (clausola n. 14: “Le spese complessi­ve relative alla manutenzione saranno a carico dei superficiari in ragione di un dodicesimo ciascuno dell'integralità dei relativi costi”).

  1. In seguito, il 29 gennaio 2009, il AP 1 ha emanato, con l'approvazione dei comproprietari, un “regolamento per l'uso e la manutenzione del mappale 132 RFD di __________”. Riguardo all'autorimessa sotterranea tale regolamento, menzionato nel registro fondiario, dispone – tra l'altro – al pun­to 9:

Il Beneficio cappellanico (rappresentato dal Consiglio parrocchiale di __________) è responsabile che il tunnel sia perfettamente funzionante e che non presenti problemi di infiltrazioni o altri problemi, rispettivamente difetti di costruzione o di progettazione che dovessero insorgere nel corso dell'intera durata del diritto di superficie. (…) Eventuali manchevolezze che dovessero sorgere con il tempo sono a carico del Beneficio cappellanico.

Per quanto riguarda la strada soprastante, il punto 10 di quel regolamento prevede: “Le relative spese di manutenzione (ordina-

ria o straordinaria) che ne derivano sono di spettanza del Beneficio cappellanico”. “Di esclusiva competenza del Beneficio cappellanico” sono altresì eventuali lavori di manutenzione straordi-naria sulle “parti comuni” segnate su una planimetria allegata al regolamento (punto n. 24). Infine il punto n. 43 del regolamento (“modifiche del regolamento”) stabilisce:

(…) Eventuali controversie saranno regolate in modo amichevole nel corso di una (…) assemblea straordinaria [del Beneficio cappellanico], se del caso con l'ausilio di un mediatore che potrà essere designato di comune accordo. Nel caso non si dovesse raggiungere una soluzio­ne, è data la possibilità ad entrambe le parti di avviare una procedura legale, per la quale il foro è __________.

  1. Nella petizione del 22 febbraio 2019 gli attori fondano le loro pretese sul regolamento del 29 gennaio 2009, il quale non compren­de clausole compromissorie, ma prevede solo l'intervento di un mediatore per comporre eventuali divergenze. Una chiara clausola compromissoria figurava tuttavia – si è visto – negli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di pas­so stipulati fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002. Una identica clausola figurava inoltre al punto n. 10 del “regolamento concernente l'edificazione di 12 case d'abitazione sulla particella 132 RFD di __________ a seguito della costituzione di 12 diritti di superficie”, annesso co­me inserto a ognuno dei 12 atti notarili. E il punto 8 di tale regolamento stabiliva:

L'amministrazione e il controllo dell'intera edificazione spetta al Consiglio parrocchiale di __________, che ha la facoltà di nominare terze persone o società in sua vece e che emanerà un regolamento per l'uso e l'amministrazione della strada di collegamento-galleria.

Rimane il problema di sapere se la clausola compromissoria contenuta negli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo, come pure nel regolamento accluso agli atti notarili, copra anche pretese fondate sul regolamento del 29 gennaio 2009 promulgato in virtù del regolamento precedente. Ora, si è spiegato che statuendo su un'eccezione d'arbitrato il giudice ordinario può dichiararsi competente solo se non esiste manifestamente un valido patto d'arbitrato fra le parti (sopra, consid. 5), mentre nella fattispecie la validità del patto d'arbitrato in sé è fuori discussione. Il giudice ordinario può dichiararsi incompetente altresì ove il patto d'arbitrato sia manifestamente inadempibile o il tribunale arbitrale non possa esse­re costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale. Nessuna delle due ipotesi concerne tuttavia al caso specifico. Infine il giudice ordinario può esaminare sommariamente se il patto d'arbitrato copra le pretese litigiose, così come esamina sommariamente se le disposizioni del patto d'arbitrato siano – eventualmente – incomplete, poco chiare o contraddittorie. Quest'ultima eventualità è estranea alla fattispecie, la formulazione della clausola compromissoria essendo chiara. Quanto al pro-blema – decisivo – di sapere se tale clausola copra anche pretese fondate sul regolamento del 29 gennaio 2009, simile possibilità non può essere scartata già a un sommario esame. Tanto meno ove si consideri che, accertata l'esistenza di un valido patto d'arbitrato, al proposito non v'è motivo di applicare criteri di interpretazione restrittivi. Bisogna dipartirsi dal presupposto, anzi, che le parti mirassero a una competenza del tribunale arbitrale ampia ed estesa (DTF 140 III 138 consid. 3.2 con numerosi rimandi; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5A_907/2017 del 4 aprile 2018 consid. 5.1.2).

  1. Ne discende che in concreto, esaminando con pieno potere cognitivo (anziché con cognizione sommaria) la propria competen­za (analogamente: DTF 138 III 686 consid. 3.3), per di più sulla scor­ta di criteri non pertinenti (come quello secondo cui gli atti costitutivi non regolerebbero le “spese complessive relative alla manutenzione” del­le “servitù di passo veicolare al livel­lo terra e sotterraneo”: sopra, consid. 7), la decisione del Pretore non resiste alla critica. Non si può dire, in sintesi, che nella fattispecie una controversia riguardante l'assunzione delle spese di manutenzione per opere necessarie all'esercizio delle servitù esuli manifestamente dal campo d'applicazione della clausola arbitrale contenuta nei citati atti pubblici. Il Pretore cita una sentenza in cui la seconda Camera civile del Tribunale d'appello ha accertato la competenza del giudice statale nonostante una chiara clausola d'arbitrato contenuta in un contratto di mutuo. Se non che, in quella decisione la lite è stata ritenuta dalla Camera esulare dall'interpretazione e dall'applicazione del contratto (sentenza inc. 12.2019.142 del 17 febbraio 2020 consid. 9), onde la manifesta competenza del giudice statale. La situazione non è dunque “analoga” a quella del caso odierno, contrariamente a quanto reputa il Pretore.

  2. Se ne conclude che per finire l'eccezione d'arbitrato opposta ai superficiari dal AP 1 merita accoglimento, di modo che la petizione va dichiarata irricevibile. Le spese dell'attuale decisione seguono la soccombenza solidale degli attori (art. 106 cpv. 1 e cpv. 3 CPC), i quali rifonderanno all'appellante, patrocinato da un legale, un'adeguata indennità per ripetibili. L'esito del presente giudizio comporta la corrispondente modifica del dispositivo sulle spese e ripetibili di primo grado.

  3. Circa i rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF il valore litigioso raggiunge ampiamente anche la so-glia di fr. 30 000.– per un eventuale ricorso in materia civile (sopra, consid. 1).

Per questi motivi,

decide: I. L'appello è accolto e la sentenza impugnata è cosi riformata:

  1. L'eccezione d'arbitrato è accolta e la petizione è dichiarata irricevibile.

  2. Le spese processuali di complessivi fr. 1500.–, da anticipare dal convenuto, sono poste solidalmente a carico degli attori, che rifonderanno al convenuto, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 3500.– complessivi per ripetibili

II. Le spese di appello di fr. 1500.–, da anticipare dall'appellante, sono poste a carico degli attori in solido, i quali rifonderanno all'appellante, sempre con vincolo solidale, fr. 2500.– complessivi per ripetibili.

III. Notificazione:

– avv. ; – avv. .

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

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