Incarto n. 10.2008.9
Lugano 3 novembre 2008/sc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La prima Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti
segretario:
Annovazzi, vicecancelliere
sedente per giudicare sull'istanza di delibazione dell'11 agosto 2008 presentata da
IS 1 , (patrocinata dall' PA 1)
riguardante la decisione del 21 ottobre 2004 con cui il Juzgado primero de familia del circuito de (Repubblica di __________) ha pronunciato l'adozione, da parte dell'istante, di
(2002);
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione;
Ritenuto
in fatto: che con sentenza del 21 ottobre 2004 il Juzgado primero de familia del circuito de __________ (Repubblica di __________) ha pronunciato l'adozione di __________ (2002), dichiarata in situazione di abbandono, da parte di IS 1 (1968), cittadina colombiana;
che l'11 agosto 2008 IS 1 ha chiesto alla Camera civile di appello di riconoscere e dichiarare esecutiva la decisione __________;
che con ordinanza del 28 agosto 2008 il giudice delegato di questa Camera ha trasmesso copia del carteggio alla Commissione tutoria regionale __________, chiamata a patrocinare la minorenne, convocando l'istante e la Commissione medesima al contraddittorio del 1° ottobre 2008, con l'avvertimento che nel caso in cui l'udienza fosse andata deserta la Camera avrebbe giudicato sulla base degli atti;
che la Commissione tutoria regionale ha comunicato, il 15 settembre 2008, di non opporsi all'istanza e di rimettersi al giudizio della Camera;
che nelle circostanze descritte nulla osta all'emanazione del giudizio;
e considerando
in diritto: che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo l'art. 29 LDIP, le decisioni civili pronunciate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);
che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);
che il fatto di non dover iscrivere un'adozione straniera nei registri svizzeri dello stato civile rende la procedura di delibazione facoltativa (Urwyler/Hauser in: Basler Kommentar, IPRG, 2ª edizione, n. 11 ad art. 78 LDIP), ma non la impedisce;
che le sentenze straniere in materia di adozione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 78 LDIP, se sono pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti (cpv. 1), riservata l'ipotesi di adozioni straniere con effetti “essenzialmente divergenti dal rapporto di filiazione nel senso del diritto svizzero” (cpv. 2);
che quest'ultima riserva è senza oggetto nella fattispecie, l'adozione di minorenni avendo in __________ effetto plenario, sostanzialmente come in Svizzera (art. 98 della legge colombiana sui minorenni; Urwyler/Hauser, op. cit., n. 24 ad art. 78 LDIP);
che accanto all'art. 78 LDIP si applicano i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera, in particolare – per quanto riguarda il caso in esame – la Convenzione dell'Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, del 29 maggio 1993 (RS 0.211.221.311), entrata in vigore il 1° novembre 1998 per la Colombia e il 1° gennaio 2003 per la Svizzera;
che, contrariamente a quanto sostiene l'istante, la citata convenzione è di per sé applicabile, la minore essendo in procinto di essere trasferita a seguito di adozione nello Stato d'origine da parte di una persona residente abitualmente nello Stato di accoglienza (art. 2 cpv. 1 della Convenzione);
che l'adozione in esame non è sicuramente avvenuta in confomità alla citata Convenzione dell'Aia, nessuna cooperazione essendosi instaurata fra le autorità dello Stato d'origine del figlio e quelle dello Stato d'accoglienza (art. 7 della Convenzione dell'Aia) né in __________ è stato rilasciato – per avventura – un certificato di conformità (art. 23 della Convenzione; v. RSC 71/2003 pag. 205);
che, ad ogni modo, la citata Convenzione dell'Aia non preclude il riconoscimento secondo il diritto interno di adozioni estere non conformi (FF 1999 pag. 4823 in fondo con richiamo all'art. 33), la Convenzione non impedendo di far capo a criteri più favorevoli (cfr. Bopp in: Basler Kommentar, op. cit., n. 2 ad art. 65 LDIP);
che, pertanto, occorre verificare se in concreto vi era la competenza dei tribunali o delle autorità dello Stato in cui l'adozione fu pronunciata (art. 25 lett. a), se la decisione estera non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (art. 25 lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (art. 25 lett. c);
che, per quanto riguarda la competenza, le adozioni straniere sono riconosciute in Svizzera se sono state pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti (art. 78 cpv. 1, cui rinvia l'art. 26 lett. a LDIP);
che in concreto la decisione emana dallo Stato di origine dell'adottante e dell'adottato, onde la competenza dell'autorità estera;
che la decisione è passata in giudicato il “17, 18 e 19 novembre 2004” (la ejecutoria de la aludida sentencia corre los días 17, 18 y 19 del presente mes y año) come ha attestato la segretaria del Tribunale sulla sesta pagina dell'esemplare agli atti;
che la sentenza è poi stata effettivamente trasmessa al notaio incaricato di far rettificare l'atto di nascita della minorenne, come prevede il secondo dispositivo;
che nella fattispecie non si scorgono motivi di rifiuto per violazione all'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP), né dal profilo sostanziale (cpv. 1) né da quello formale (cpv. 2), la Commissione tutoria regionale non prospettando per altro estremi del genere (cfr. sentenza del Tribunale federale 5A.20/2005 del 21 dicembre 2005, consid. 3.3, citata in: RDT 61/2006 pag. 77);
che nella fattispecie l'adozione è esplicitamente designata nella decisione come “piena”, nel senso che sostituisce il rapporto di filiazione con i genitori naturali (art. 98 della legge __________ sui minorenni);
che il tribunale __________ ha accertato come __________ sia stata dichiarata in stato di abbandono e il difensore di famiglia abbia autorizzato l'adozione di lei (art. 92 e 94 della legge colombiana sui minorenni);
che la differenza d'età tra adottante e adottato posta dal diritto svizzero (art. 264b cpv. 1 e 265 cpv. 1 CC) è data;
che dopo l'emanazione della sentenza estera, il 9 settembre 2005, l'adottante risulta avere divorziato da __________, sicché in concreto l'adozione può equipararsi ormai a una singola (l'adozione singola da parte di una persona sposata, ancorché in contrasto con l'art. 264b cpv. 2 CC, non parrebbe ledere, comunque sia, l'ordine pubblico svizzero: Bucher, L'enfant en droit international privé, Basilea 2003, pag. 107 n. 301; RSC 57/1989 pag. 381);
che nemmeno la mancanza del periodo annuale di affiliazione in prova, così come di un legame qualsiasi tra l'adottata e l'adottante, offende l'ordine pubblico svizzero (DTF 120 II 88, consid. 3; Bucher, op. cit., pag. 107 n. 300);
che, per il resto, nulla permette di reputare l'adozione pregiudizievole per gli interessi della minorenne;
che nelle circostanze descritte la decisione estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera;
che ad ogni modo, conformemente all'art. 17 cpv. 1 della legge federale relativa alla Convenzione dell'Aia sull'adozione e a provvedimenti per la protezione del minore nelle adozioni internazionali (LF-CAA: RS 211.221.31), applicabile anche alle adozioni estere riconosciute giusta l'art. 78 LDIP (FF 1999 pag. 4836 a metà; Bucher, op. cit., pag. 111 n. 311), l'autorità tutoria designerà alla minorenne un curatore;
che gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi alcun convenuto “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che la decisione del 21 ottobre 2004 con cui il Juzgado primero de familia del circuito de __________ (Repubblica di __________) ha pronunciato l'adozione piena di __________ da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata esecutiva.
a) tassa di giustizia fr. 300.–
b) spese fr. 50.–
fr. 350.–
sono posti a carico dell'istante.
–; – Commissione tutoria regionale __________,.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente Il segretario
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.