Incarto n. 72.2015.218 72.2018.73

Lugano, 18 luglio 2018/lc

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise criminali

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

GI 1 giudice a latere GI 2 giudice a latere

Veronica Lipari, vicecancelliera

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale

Ministero pubblico

e in qualità di accusatori privati:

ACPR 10

patrocinato dall’avv. ____

ACPR 11

patrocinato dall’avv. ____

ACPR 12

patrocinato dall’avv. ____

ACPR 13

patrocinato dall’avv. ____

ACPR 1

ACPR 2

ACPR 3

ACPR 4

ACPR 5

ACPR 6

ACPR 7

ACPR 8

ACPR 9

contro IM 1

rappresentato dall’avv. DUF 1, difensore d’ufficio fino al 10.10.2018,

rappresentato dall’avv. ____, difensore di fiducia a partire dall’11.10.2018,

in carcerazione preventiva dal 5 luglio 2017 al 2 agosto 2017 (29 giorni),

in esecuzione anticipata della pena dal 3 agosto 2017;

e in qualità di terzo aggravato:


rappresentata dall’avv. __________

imputato, a norma dell’atto d’accusa 181/2015 del 23 dicembre 2015, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

  1. appropriazione indebita, ripetuta

1.1 per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 14.06.2006 fino al 21.09.2012,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale amministratore unico della società ACPR 1, con relazioni bancarie in __________, relazione numero __________ (conto CHF) e __________ (conto EURO), in __________ relazione numero __________ (conto CHF) e __________ (conto EURO) sulle quali disponeva di diritto di firma individuale,

prelevato a contanti in 191 occasioni oltre a tre bonifici l’importo complessivo di CHF 1'371'027.73 (controvalore, importo così composto EURO 726'774.06 e CHF 356'847.00) a debito delle indicate relazioni bancarie,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

in specie per finanziare la associazione sportiva __________ di cui era Presidente nonché la __________ (società che gestisce il __________ a __________)

ritenuto che prima dell’avvio dell’inchiesta l’imputato aveva già risarcito in misura di CHF 600'443.55 la vittima e che al momento dell’avvio dell’inchiesta il danno patrimoniale ammontava a CHF 770'584.18 (controvalore);

1.2 per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 15.9.2011 fino al 08.05.2012,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 29 occasioni l’importo complessivo di CHF 497'957.60 (controvalore, importo così composto EURO 376'162.56 e CHF 46'498.35) a debito delle relazioni bancarie numero __________ CHF e numero __________ Euro aperte presso Banca __________ del __________ e numero __________ Euro aperta presso __________,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 504'693.84;

1.3 per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 03.08. 2011 fino al 02.09.2011,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________ prelevato a contanti in 7 occasioni l’importo complessivo di CHF 92'215,74 (controvalore, importo così composto EURO 74'131.15 e CHF 9’063.50) a debito della relazione bancaria numero __________ Euro e numero __________ CHF aperta presso __________,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 98'087,60;

1.4 per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 21.12.2010 fino al 11.11.2011,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 15 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'268,65 (controvalore, importo così composto USD 96'770.56 e CHF 108'069.40) a debito della relazione bancaria numero __________ USD e numero __________ CHF aperte presso __________,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 201'030.00;

1.5 per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo il 18.06.2012,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale amministratore unico della società __________ bonificato in 1 occasione l’importo complessivo di CHF 70'540,60 (controvalore di EURO 59'466.48) a debito della relazione bancaria numero __________ EURO aperta presso __________,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che due giorni dopo ma in ogni caso prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 70'540.60;

1.6. per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 22.03.2011 fino al 07.02.2012,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,

in specie

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________ prelevato a contanti in 12 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'676.86 (controvalore di EURO 158'794.78) a debito della relazione bancaria numero __________ conto Euro aperta presso il __________,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata interamente risarcita con la somma di EURO 158'795.86;

  1. appropriazione indebita d'imposta alla fonte, ripetuta

2.1 per avere,

negli anni 2010-2012,

nella sua qualità di Presidente della società sportiva __________ e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di un terzo le ritenute alla fonte concernente gli anni 2010-2012 per un importo complessivo di CHF 123'247.10, di cui una parte restituita per un importo ancora scoperto al 29 maggio 2015 di CHF 94'965.10;

2.2 per avere,

nell’anno 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________ e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di un terzo le ritenute alla fonte concernente l’anno 2012 per un importo complessivo sottratto di CHF 7'393.40 e per l’anno 2013 per un importo complessivo di CHF 7'193,35;

  1. guida in stato di inattitudine

per avere,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

condotto l'autovettura Land Roveressendo in stato di ubriachezza, così come accertato dall’esame dell’alito (1.56 g/kg grammi per mille);

  1. elusione di provvedimenti per accertare l'inattitudine alla guida

per essersi,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

intenzionalmente opposto alla prova del sangue e ad un esame medico completivo per la determinazione dell'alcolemia ordinata dall'autorità, malgrado l'avver­timento sulle possi­bili conseguenze penali del suo rifiuto;

  1. guida nonostante la revoca della licenza

per avere,

in data 22.09.2014,

a __________ presso il __________,

circolato alla guida del motoveicolo marca Peugeot 50 LCIL targato TI __________ nonostante non fosse autorizzato a circolare in quanto la licenza di condurre le fosse stata revocata a seguito dei fatti descritti ai punti 3. e 4. del presente atto di accusa;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 138 cifra 1 CP, art. 91 cpv. 1 seconda frase v. LCStr, art. 91a cpv. 1 LCStr, art. 95 cpv. 1 lett. b LCStr, art. 270 Legge Tributaria e art. 187 LIFD;

ed inoltre, imputato, a norma dell’atto d’accusa 56/2018 del 29 marzo 2018, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

  1. appropriazione indebita, ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2013 (a partire dall’aprile 2013) all’anno 2017 (fino al febbraio 2017),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di una cosa altrui che gli era stata affidata, rispettivamente impiegato a profitto proprio o di terzi valori patrimoniali affidatigli,

in specie,

1.1 agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 6 occasioni, il 19.04.2013 CHF 10'000.00; il 05.07.2013 CHF 4'000.00; il 16.07.2013 CHF 4'347.00; il 16.07.2013 CHF 4'347.00; il 28.08.2013 CHF 3'500.00; il 27.09.2013 CHF 300.00; e trasferito via e banking in una occasione il 05.11.2013 CHF 12'500.00 per l’importo complessivo di CHF 38'994.00 a debito della relazione bancaria intestata a __________ conto corrente IBAN __________ aperta presso Banca __________ del __________, __________, su cui disponeva di diritto di firma individuale, a suo favore,

nonché prelevato a contanti dalla cassa fisica di __________ l’importo di CHF 3'229.95,

per complessivi CHF 42'223.95,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata interamente tacitata;

1.2 agendo quale amministratore unico della società ACPR 7 trasferito, nonché prelevato a contanti, in 5 occasioni il 2.10.2013 CHF 52'000.00 per bonifico, il 7.10.2013 CHF 38'000 per bonifico, il 20.12.2013 CHF 45'000.00 per bonifico, il 20.03.2014 CHF 4'550.00 a contanti e il 25.03.2014 CHF 13'200.00 a contanti, per complessivi CHF 152’750 a debito della relazione bancaria numero __________ aperta presso Banca __________ del __________, __________, nonché relazione bancaria numero __________ presso __________, intestate a ACPR 7, su cui disponeva di diritto di firma individuale ed a favore della relazione intestata a IM 1 presso __________ __________ numero __________ CHF,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 123'527.50 e che il danno ad oggi ammonta a CHF 29'222.50;

1.3 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 71'029.25 (facente parte di un bonifico di CHF 100'000.00 di cui 28'970.75 dovuti a IM 1) bonificato il 14.01.2014 dal padre di ACPR 8, cui è riconducibile la ACPR 9, a debito della relazione numero __________ aperta presso __________, __________, a favore della relazione intestata a __________, società di IM 1, affinché quest’ultimo lo riversasse sulla ACPR 9, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’importo a profitto proprio,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale ACPR 8 era già stato rimborsato in ragione di CHF 6'000.00 e che il danno ad oggi ammonta a CHF 65'029.25;

1.4 agendo quale amministratore unico della società ACPR 9 trasferito in 4 occasioni il 28.02.2014 USD 45'208.10 (controvalore CHF 39'475.00), il 07.03.2014 USD 52'116.06 (controvalore CHF 45'000.00), il 25.02.2014 CHF 59'200.00, il 07.03.2014 CHF 2'748.95, l’importo di USD 97’324.16 e CHF 61'948.95 per complessivi CHF 146'423.95 (controvalore) a debito della relazione bancaria numero __________ e __________ aperte presso __________, su cui disponeva di diritto di firma individuale, a favore di terzi (in parte da lui precedentemente malversati),

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 53'958.75 (controvalore) e che il danno ad oggi ammonta a CHF 17'748.95 e USD 87'324.16 pari a CHF 92'465.20 (controvalore);

1.5 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 51'500.00, affidato in 3 occasioni (CHF 20'000.00 il 25.07.2014; CHF 15'000.00 il 7.08.2014, CHF 16'500.00 il 3.10.2014) da ACPR 12 rispettivamente dalla __________ a IM 1, rispettivamente bonificato sulla relazione riconducibile alla società __________ di pertinenza di IM 1, affinché quest’ultimo provvedesse ad aprire una relazione bancaria per una società di APR 12 ed a versarvi tale somma di denaro, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero importo a profitto proprio;

1.6 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 27'544.70 affidato in 5 occasioni (CHF 8’000.00 in ottobre 2015, verosimilmente il 20.10.2015, CHF 1'544.00 ad inizio 2017, verosimilmente a febbraio 2017, CHF 13'000.00 nel periodo agosto/settembre 2016, CHF 4'000.00 in autunno/inverno 2016/2017, CHF 1'000.00 il 21.04.2017) a contanti da ACPR 13 rispettivamente da __________ a IM 1 affinché provvedesse a effettuare a favore della vittima dei pagamenti (alle autorità doganali, all’Ufficio esecuzioni, e altro) circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero importo a profitto proprio;

1.7 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 44’650.00 bonificato in 2 occasioni (CHF 20'400.00 il 13.07.2016 e CHF 24'250.00 il 20.07.2016) da ACPR 5 e IM 1, rispettivamente da __________ a favore della __________ di pertinenza di IM 1, affinché provvedesse al cambio in Euro ed al bonifico all’estero a favore di un fornitore della vittima, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero importo a profitto proprio;

1.8 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 23'000.00 affidato in 2 occasioni (CHF 10'000.00 il 07.02.2017 e CHF 13'000.00 il 22.02.2017) a contanti da ACPR 10 a IM 1, affinché quest’ultimo lo inviasse all’estero a favore di persona vicina alla vittima, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero importo a profitto proprio;

impiegato pertanto a profitto proprio l’importo di complessivi CHF 559'121.85 (controvalore), affidatogli dalle sopraindicate persone, tutti amici e conoscenti di lunga data dell’imputato, denaro utilizzato, in dispregio degli accordi, asseritamente per far fronte a sue spese e di sue società nonché per il proprio sostentamento, considerato che nel frattempo il maltolto è stato in parte risarcito e il danno ad oggi ammonta a CHF 333'411.65 (controvalore);

  1. truffa aggravata, consumata ed in un caso tentata,

siccome commessa per mestiere data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2015 (a partire dal settembre 2015) all’anno 2016 (fino all’agosto 2016),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente ingannato con astuzia (e pure tentato di ingannare) diverse persone affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore inducendole ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,

in specie,

configurandosi l’inganno astuto nell’approfittare ed abusare del rapporto di fiducia instauratosi nel corso degli anni con le vittime, tutte persone amiche o ottime conoscenti dell’imputato, che godeva della loro fiducia e che si fidavano di lui ciecamente, talune delle quali persone che conoscevano IM 1 sin dall’infanzia,

proponendo alle vittime, millantando la (fittizia) conoscenza di cambisti, la possibilità di effettuare tramite tali conoscenze un cambio valuta franco-euro e viceversa ad un tasso di cambio favorevole, riuscendo quindi a farsi consegnare complessivamente CHF 165'088.80 (controvalore), cagionando un danno di almeno CHF 112'168.80 (controvalore),

in specie,

facendosi consegnare,

2.1 nel settembre/ottobre 2015, nel ottobre/novembre 2015 e nel gennaio 2016 dalla sua amica __________ l’importo di complessivi CHF 7’500.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro interamente restituita dopo svariate richieste in altra valuta con sei mesi di ritardo senza cagionale alla fine danno alcuno;

2.2 nel settembre 2015, in particolare il 7 settembre dalla sua conoscente ACPR 6 l’importo di CHF 5’200.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita in valuta euro in ragione di Euro 3'000.00 cagionando un danno di Euro 2'000.00 (controvalore CHF 2080.00), avendo infatti pattuito per l’operazione di cambio la consegna di complessivi Euro 5'000.00;

nonché tentato di ingannarla, proponendole nel settembre 2015 una ulteriore operazione di cambio, non accettata dalla ACPR 6 non avendo ricevuto l’importo pattuito per la precedente operazione del 9 settembre 2015;

2.3 nel novembre 2015 (il 13.11.2015) e nel febbraio 2016 (il 25.02.2016) dal suo amico __________ complessivi CHF 7’000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, non cagionando danno alcuno avendo l’imputato restituito l’intero importo ma in ragione di CHF 5'000.00 con ritardo rispetto al previsto;

2.4 nel marzo 2016 (il 18.03.2016) dal suo conoscente ACPR 2 CHF 15'000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 13'200.00 avendo ACPR 2 compensato in ragione di CHF 1'800.00 delle prestazioni contabili fatte a favore di attività di ACPR 2 da parte dell’imputato;

2.5 nel corso del 2015 e del 2016 dal suo conoscente e socio ACPR 11 complessivi Euro 96’000.00 (controvalore CHF 104'730.10), in specie

il 01.07.2015 EUR 13'000.00, il 02.10.2015 EUR 10'000.00, il 04.12.2015 EUR 10'000.00 e il 07.12.2015 EUR 8'000.00 ricevuti per bonifico nonché il 26.11.2015 Euro 10'000.00 a contanti ed il 05.02.2016 EUR 10'000.00 (somma restituita lo stesso giorno in ragione di CHF 11'500.00), il 11.03.2016 EUR 15'000.00 (somma restituita in data 21.03.2016 in ragione di CHF 17'000.00); il 21.03.2016 EUR 20'000.00 ricevuti a contanti,

promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 76'229.80 (controvalore) pari a Euro 71'000.00,

2.6 nel marzo 2016 (il 21.03.2016) e nel maggio 2016 (il 18.05.2016) dal suo amico ACPR 3 Euro 16'000.00 e Euro 2'000.00 pari a complessivi CHF 19'659.00 (controvalore) promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di pari importo;

2.7 nell’agosto 2016 (il 19.08.2016) dal suo amico ACPR 4 l’importo di CHF 6'000.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita dopo svariate richieste in più occasioni in ragione di CHF 5'000.00 cagionando un danno di CHF 1'000.00;

in via subordinata,

truffa ripetuta, consumata e tentata

  1. falsità in documenti, ripetuta

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo dal marzo 2014 al febbraio 2017,

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso o alterato un documento vero, oppure abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio, oppure attestato o fatto attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica,

nonché fatto uso a scopo di inganno, di un tale documento,

in specie,

3.1 il 25 marzo 2014 formato due false conferme di pagamento su carta intestata della __________ da cui emergeva che egli avrebbe bonificato in data 31.03.2014 a favore della ACPR 9, come da accordi con l’avente diritto della società, __________, l’importo di CHF 45'000.00 rispettivamente di USD 45'208.10, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti consegnandoli a __________ allo scopo di fargli credere che avrebbe eseguito i bonifici come da accordi, e così risarcire parte delle malversazioni da lui commesse in danno di ACPR 9 e di cui al presente atto di accusa, posto come l’imputato aveva fatto credere, contrariamente al vero, che le uscite a debito di ACPR 9 si erano verificate a seguito di errori di digitazione sul conto;

3.2 nel luglio 2016 e agosto 2016, verosimilmente il 26.07.2016, 4.08.2016 e il 10.08.2016 formato tre false conferme di pagamento di cui due su carta intestata della POSTFINANCE da cui emergeva che egli aveva, nonché avrebbe bonificato in data il 26.07.2016 e in data 4.08.2016 a favore della __________, come da accordi con ACPR 5, l’importo di EURO 40'000.00, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti consegnandoli a ACPR 5 allo scopo di fagli credere che aveva nonché avrebbe eseguito i bonifici come da accordi, allo scopo di nascondere le malversazioni da lui commesse in danno di ACPR 5, rispettivamente della __________, e di cui al presente atto di accusa;

3.3 il 19 dicembre 2016 formato una falsa lettera dell’Ufficio esecuzione, su carta intestata dello stesso, indirizzata a __________ e per essa destinata a ACPR 13 da cui emergeva che l’ufficio non aveva più nessuna pretesa da far valere, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tale documento consegnandolo a ACPR 13 allo scopo di fargli credere che gli importi di denaro che gli aveva consegnato erano stati consegnati dall’imputato all’Ufficio esecuzione per dei pagamenti a favore delle dogane, e così celare le malversazioni da lui commesse in danno di __________, rispettivamente ACPR 13 di cui al presente atto di accusa;

3.4 il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 13.02.2017), il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 15 febbraio 2017) e nel mese di febbraio 2017 (indicando valuta 21 febbraio 2017) formato tre false conferme di pagamento su carta intestata della __________ da cui emergeva che egli aveva bonificato a favore della signora __________, negli Stati Uniti, come da accordi con ACPR 10, l’importo di USD 20'000.00, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti consegnandoli a ACPR 10 allo scopo di fagli credere che aveva eseguito i bonifici come da accordi, e così celare le malversazioni da lui commesse in danno di ACPR 10 di cui al presente atto di accusa;

  1. appropriazione indebita di trattenute salariali

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo tra gennaio 2016 e dicembre 2016,

in qualità di datore di lavoro, disatteso l’obbligo di versare trattenute salariali quale pagamento di imposte, tasse, premi e contributi d’assicurazione, oppure di utilizzarle altrimenti a favore del lavoratore e cagionato in tal modo a quest’ultimo un danno patrimoniale,

e meglio per avere,

in qualità di amministratore unico della __________, disatteso l’obbligo di versare all’Ufficio di esecuzione di __________, le trattenute salariali operate sul proprio stipendio stabilite in CHF 3'189.00 mensili, pari all’importo eccedente il minimo d’esistenza, conformemente a quanto stabilito dall’Ufficio di esecuzione di __________ con la notifica di pignoramento di salario del 18 gennaio 2016, trattenendo indebitamente detti fondi per complessivi CHF 31'890.00,

ritenuto che, per i mesi di gennaio 2016 e febbraio 2016, non risultano trattenute salariali, dal momento che egli, per dette mensilità, ha corrisposto gli alimenti per moglie e figlio per CHF 4'200.00 mensili;

  1. appropriazione indebita d'imposta alla fonte

per avere,

a __________ ed in altre località,

nell’anno 2011, 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________ e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di un terzo le ritenute alla fonte concernenti gli anni dal 2011 al 2013 per un importo complessivo sottratto di CHF 721.95;

  1. disobbedienza a decisioni dell'autorità, ripetuta

6.1 per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 27 giugno 2016 e il mese di gennaio 2017,

nel contesto di una procedura di trattenuta di salario,

omesso di ottemperare alle decisioni di data 27 giugno 2016 e 2 settembre 2016 della Pretura di __________, con cui veniva ordinato alla __________ di cui IM 1 era amministratore unico, di trattenere lo stipendio di quest’ultimo e di riversarlo alla moglie quale contributo alimentare, ordini impartiti con la comminatoria dell’articolo 292 CP;

6.2 per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 26 maggio 2017 e il 2 giugno 2017,

nel contesto di un verbale di pignoramento che lo vedeva coinvolto come debitore escusso,

omesso di ottemperare alla decisione datata 26 maggio 2017, dell’Ufficio di esecuzione di __________, con cui gli veniva richiesta la produzione di determinata documentazione a comprova della sua situazione finanziaria entro il 2 giugno 2017, decisione impartita con la comminatoria dell’articolo 292 CP;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 138 cifra 1 CP, art. 146 cpv. 2 CP, in sub art. 146 cpv. 1 CP, art. 251 cifra 1 CP, art. 159 CP, art. 187 LIFD in relazione con art. 270 LTributaria, art. 292 CP,

Presenti: - il Ministero pubblico, rappresentato dal procuratore pubblicoPP 1;

  • l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

Espletato il pubblico dibattimento:

martedì 17 luglio 2018, dalle ore 09:30 alle ore 16:05, mercoledì 18 luglio 2018, dalle ore 11:00 alle ore 11:30.

Evase le seguenti

questioni: Verbale del dibattimento

Richiamato l’art. 344 CPP, il Presidente comunica che la Corte, per i fatti di cui al pt. 6.2 dell’AA 56/2018, valuterà anche l’ipotesi di reato di cui all’art. 323 CP, come pure che per le ipotesi di reato di appropriazione indebita previste in entrambi gli atti d’accusa, la Corte si chinerà anche sull’ipotesi di cui all’art. 138 cfr. 2 CP. Le parti ne prendono atto e non hanno osservazioni al proposito.

Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: nei confronti di IM 1 sono stati emessi due atti d’accusa. L’inchiesta è partita grazie ad una sua autodenuncia, con la quale egli ha ammesso di aver malversato ai danni della società __________. L’allora titolare dell’inchiesta non ha ritenuto di doverlo arrestare, lasciandolo dunque in libertà. Due settimane dopo essersi autodenunciato, descrivendosi quasi vittima di una situazione che non gli permetteva nemmeno più di concentrarsi sul lavoro, egli ha nuovamente malversato. La __________ ha, ad oggi, ritirato la sua costituzione di accusatrice privata. Nel corso degli anni, IM 1 si è beffato di persone a lui vicine, ripetutamente, tanto da rendere questo suo agire quasi un’abitudine. L’inchiesta ha permesso di accertare appropriazioni indebite a danno di diverse società (v. AI 156 ricostruzione della Polizia). Molte di queste sono state tacitate, e l’ultima rimasta, __________, ha beneficiato di un accordo transattivo. Trattasi in sostanza del classico buco tappa buchi: per risarcire alcuni, IM 1 malversava a danno di altri, ciò che aggrava la sua posizione confermandone la volontà delinquenziale nel tempo. La PP afferma non esserci ragione per credere che egli abbia tesaurizzato del denaro. Le malversazioni effettuate sarebbero servite per immettere fondi nella __________ e nella società che deteneva il __________, per oltre CHF 2,4 milioni sull’arco di 6 anni. Oltre 250 malversazioni, 42 l’anno, dunque circa una a settimana. I fatti parlano chiaro, egli rubava consapevolmente i soldi di terzi, così da poter prolungare l’attività della società a cui tanto teneva, ed essere riconosciuto per strada ed intervistato, a comprova della sua superbia e del suo menefreghismo. I fatti sono ammessi ed il diritto è pure pacifico. A mente della PP anche l’appropriazione indebita di imposte alla fonte è data, sebbene egli abbia dichiarato di non aver allestito un conteggio per il 2010, ciò che non cambia lo stato delle cose, essendoci poi stata una tassazione d’ufficio. L’imputato avrebbe dovuto farsi parte diligente e allestire i conteggi, come poi ha fatto per il 2011 ed il 2012. La PP ritiene che l’imputazione sia dunque da confermare integralmente. I reati di circolazione stradale sono ammessi. La PP descrive le circostanze dell’arresto di IM 1, a seguito della denuncia di ACPR 10, amico di lunga data, come tante altre sue vittime indicate nel secondo atto d’accusa. Egli ha commesso ulteriori malversazioni, in 28 occasioni su di un periodo di 5 anni. Sommati al primo AA, si hanno 11 anni di malversazioni e 3.1 milioni di franchi sottratti. I fatti, come risulta in maniera inequivocabile, sono ammessi e non vi sono contestazioni di alcun tipo. Le vittime non sono state scelte a caso, a mente della PP, ma appositamente selezionate fra le persone a lui più vicine e che vi riponevano fiducia. Gravissima azione nei confronti di vittime che riteneva amiche. È evidente che egli speculava sul fatto che le sue vittime non avrebbero proceduto a particolari controlli, fidandosi di lui, da qui l’accusa di truffa per mestiere. Egli ha vissuto di queste malversazioni per anni e lo ha ammesso. Del crimine ha fatto una professione, allestendo anche dei documenti falsi, quali false conferme di pagamento. Inoltre, egli si è pure appropriato delle trattenute salariali legate ad un pignoramento di stipendio che avrebbe dovuto eseguire e poi non ha versato gli alimenti dovuti per il figlio. Con riferimento alla commisurazione della pena rilevo che, il suo comportamento non può essere ritenuto collaborante. Ha ammesso i fatti solo a fronte di precise contestazioni, senza alcuna dichiarazione spontanea e facendo sì che, interrogatorio dopo interrogatorio, spuntassero nuove vittime (sino a 5 mesi dopo il suo arresto), complicando di fatto il lavoro degli inquirenti. La colpa di IM 1 è estremamente grave: rileva la ripetitività delle operazioni commesse a danno di persone che lui riteneva amici, vecchi compagni di scuola e conoscenti del defunto padre. È grave anche per il lungo periodo in cui ha operato, ossia 11 anni. Di buona formazione, dotato di intelligenza e con un buon lavoro, egli è nato con la camicia, se così si può dire, con ottime possibilità, ed era ben integrato nella realtà economica del __________. Non vi sono attenuanti. Ha inoltre malversato in attesa di giudizio, nonostante fosse già stato condannato in Italia per reati patrimoniali. La prognosi è tutt’altro che favorevole, il che preclude la possibilità di una sospensione condizionale, anche solo parziale. Il rischio di recidiva è elevato. Chiede una pena detentiva di 4 anni e 10 mesi. Per quanto in sequestro rinvia all’interrogatorio dibattimentale;

  • l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: dà lettura di uno scritto ricevuto da IM 1 in carcere da parte del sindaco di __________, quale espressione della sua stima e ammirazione per l’attività svolta quale presidente della __________ e del disagio a leggere gli articoli comparsi sulla stampa a seguito delle vicende che l’hanno coinvolto. IM 1 ha abbracciato lo sport della __________ sin da giovane. Egli è nato a __________, paese che si riconosce molto più di altri nella sua società sportiva. La __________ da sempre è radicata nel territorio. I soci, fra attivi e sostenitori, erano centinaia. La __________ è cresciuta parimenti allo sviluppo del Comune, diventandone la principale associazione. La squadra di __________, da piccola che era, è diventata grande, grazie soprattutto all’impegno di IM 1. Con lui, la __________ conobbe successi e un seguito di pubblico enormi. Il __________ intero si identificava con questa squadra e con il suo presidente. IM 1 aveva anche tempo per dedicarsi ad attività benefiche: è uno dei fondatori del __________, associazione importantissima che organizza eventi di rilievo e che, in quasi 20 anni di esistenza, ha devoluto oltre fr. 700'000.- a titolo benefico. IM 1 ha proposto anche un movimento etico e sociale, aiutando famiglie in difficoltà ed elargendo borse di studio. Ha inoltre cresciuto ben __________ figli, __________. Questo era il signor IM 1, un signore che pensava al benessere degli altri. Una persona che ha perso il padre a __________ anni e che gli ha lasciato un’eredità pesante: una __________ che aveva bisogno di essere guidata. Per lui, a __________ anni, avere degli impegni così importanti è stato molto difficile. La madre è sempre stata casalinga. Egli si è rimboccato le mani per emergere e per fare del bene, contando sempre e solo sulle sue forze. IM 1 voleva che una parte del suo stipendio venisse destinata a far studiare il fratello minore. Le malversazioni sono iniziate nel momento in cui la __________ non aveva più soldi, e un’attività imprenditoriale che si è rilevata deficitaria ha avuto bisogno di immissioni.

Persone che dovevano dargli il loro supporto si sono ritirate, ed egli si è trovato da solo e con una fortissima volontà di far sopravvivere la __________. Ha agito da ingenuo e sprovveduto, con un fortissimo senso di appartenenza alla comunità. Ha trascorso notti insonni a pensare a quanto aveva commesso, finendo anche per abusare di alcool tra il 2013 ed il 2015 a causa di una sindrome di disadattamento e dei disturbi psichici conseguenti. I fatti sono acclarati e ammessi. Contesta unicamente l’appropriazione di imposte alla fonte, essendo che la __________ non disponeva di soldi di cui egli avrebbe potuto appropriarsi e questa non era nemmeno la sua intenzione. Non avrebbe comunque potuto trattenere e sottrarre soldi che non c’erano. Chiede pertanto il proscioglimento da tale reato, gli importi non essendo corretti e comprendendo degli interessi che non possono essere conteggiati in ambito penale. Contesta inoltre l’aggravante del mestiere per l’imputazione di truffa, ritenendo che la PP abbia fatto un minestrone giuridico imputando l’aggravante del mestiere anche ad operazioni di prestiti e di appropriazioni indebite, ma solo le imputazioni di truffa possono avere valenza del mestiere (sentenza TF 116 IV 319). Le truffe commesse lo sono state per importi esegui poi restituiti, importi dunque non determinanti per la vita del sig. IM 1, posto come egli avesse anche il suo reddito su cui poter contare. Con riferimento alla commisurazione della pena, IM 1 riconosce che la sua colpa è oggettivamente grave, ma osserva che vanno anche considerati il punto di vista soggettivo e le circostanze personali. Cita l’art. 47 cpv. 2 e l’art. 48 lett. d CP: IM 1 sta soffrendo e ha perso tutto a seguito del suo agire, ad iniziare dalla famiglia. La moglie ha infatti introdotto le pratiche di divorzio. Il figlio __________. Proprio in questo periodo di maggior bisogno, suo padre non può essergli vicino. Ha chiesto di andarsene in vacanza qualche giorno con la madre, pur di non sentire gli echi di questo processo. La salute del sig. IM 1 è peggiorata e ha dovuto farsi curare da una psichiatra: angoscia e fantasmi lo assalgono di continuo. Non ha più il coraggio di chiedere l’affetto di sua madre. Per non parlare della gogna mediatica, per una persona che ha fatto di tutto pur di salvare la propria società. I beni della famiglia IM 1 sono persi, egli ha cercato di risarcire, per quanto gli fosse possibile, il maltolto. Ha venduto la sua auto e le azioni di proprietà della sua famiglia, mettendo pure a disposizione degli accusatori privati la sua casa, dove i figli avrebbero dovuto vivere. Sono state accese anche delle cartelle ipotecarie affinché potessero essere date alla __________, per ripagare il danno creato, come egli ha sempre avuto l’intenzione di fare. In questo senso chiede l’applicazione del sincero pentimento, anche se propenderebbe per l’applicazione dell’art. 53 CP. Questa disposizione vuole, oltre ad aver fatto di tutto per risarcire e aver risarcito, che vi sia la possibilità di una sospensione condizionale della pena. Chiaramente, con una sentenza come quella italiana, risulta difficile postularla. Ma la difesa deve dar fede a quanto detto da IM 1, il quale ha spiegato quale fosse il suo ruolo e di come è rimasto invischiato in questa faccenda. Sappiamo che nell’ambito del patteggiamento in Italia, tutto va relativizzato. Questo istituto in Italia permette di accorciare notevolmente i tempi e risparmiare lunghissime procedure, ma questa sentenza non figura iscritta a casellario. Giurisprudenza e dottrina svizzere sono molto divise su come recepire questo tipo di condanna (v. TPF 2011.26, 31.10.2012, a mente del TPF non è possibile trarre alcun accertamento di merito). IM 1 stesso non ci ha capito granché e ha presunto che l’unica condanna a lui imputabile fosse stata una multa. Chiede dunque che venga considerato persona incensurata, e quindi meritevole di una sospensione condizionale della pena, posto come abbia già scontato un anno di carcere. Egli ha una promessa di lavoro che potrebbe permettergli di rifarsi una vita: IM 1 ha descritto l’incarcerazione come una liberazione. È arrivato a ringraziare ACPR 10 per averlo denunciato, e a scrivere una lunga lettera alla PP per ringraziare anche lei di averlo arrestato e fermato. Se il PP __________ l’avesse incarcerato prima, non vi sarebbe stato il secondo AA, e vi erano tutti i presupposti affinché le cose finissero lì. È vero che la ricostruzione finanziaria è stata puntuale e precisa, ma a mente della difesa non si può dire che egli non abbia collaborato, avendo messo a disposizione degli inquirenti ogni documento puntuale che potesse essere d’interesse. Considerato il buco tappa buchi, gli importi si devono ridimensionare. Se l’art. 53 CP non venisse applicato, chiede in subordine che la pena venga ridotta a tre anni, con la sospensione del residuo da scontare, così che egli possa riabbracciare suo figlio e lavorare, riprendendo in mano la sua vita.

Considerato, in fatto ed in diritto

  1. …OMISSIS…

Così IM 1 in occasione del suo primo verbale davanti alla PP nell’ambito del primo procedimento sfociato nell’AA del 23 dicembre 2015 (AA1):

…OMISSIS…”

(MP VI 25.08.15).

  1. IM 1 è sostanzialmente incensurato in Svizzera, fatto salvo un DAC 30.8.2010 del MP di __________ che fa stato di una condanna a 80 aliquote giornaliere di CHF 250.— l’una per reati di circolazione. In Italia figura invece un precedente: con sentenza 13 gennaio 2016 il GIP di __________ lo ha condannato per titolo di bancarotta fraudolenta a due anni di reclusione, pena patteggiata con il Pubblico Ministero.

Al dibattimento ha spiegato che sarebbe il frutto di un malinteso con il suo legale:

" So per certo però che se avessi saputo che a mio carico c’era stata una condanna, non avrei agito in tal modo. La sentenza di patteggiamento mi è stata sottoposta per la prima volta dalla PP. Del pagamento io non mi ricordavo, per me era una pratica evasa. Lo consideravo come una semplice multa pagata.

ADR che l’avvocato __________ non mi ha mai informato di questa sentenza né del fatto che sono stato condannato ad una pena di due anni. Mi aveva dato 48h per procedere al versamento di questa “multa” e per me la questione era risolta. Se avessi avuto una condanna a due anni me ne sarei accorto. Questa sentenza l’avrei certamente conservata e sarebbe stata ritrovata dalla Polizia tra i miei documenti, se l’avessi avuta”

(verb. int. dibattimentale, p. 6).

Sia che sia, la questione non ha da essere ulteriormente approfondita, la condanna estera non avendo (più) alcuna influenza sul presente giudizio (DTF 142 IV 329).

  1. IM 1, autodenunciatosi, accompagnato dall’allora suo patrocinatore avv. __________ è stato sentito una prima volta il 3 aprile 2013 presso il MP, dove ha in sostanza riferito degli illeciti illustrati nel primo atto d’accusa. Non emergendo motivi di applicazione degli art. 221 e ss CPP, peraltro a sua sorpresa (Ver. dib. p. 4: “Io ero certo che sarei stato arrestato”) non è stato arrestato né è stato posto in carcerazione preventiva. Sui fatti, come tali, riferiti, si rinvia espressamente al verbale di audizione del 13 aprile 2013, onde non tediare il lettore con un lungo riporto del testo, bastando rilevare che si tratta dei fatti indicati nel relativo atto d’accusa riportato in entrata del presente giudizio. In sostanza egli ha malversato a danno di varie società provvedendo, per finire, a risarcire il maltolto, malversando a carico di altre, ritenuto che alle prime ha pure versato somme comprensive di interessi, e meglio come descritto ai punti .1-1.6 dell’atto d’accusa. Egli ha, tra l’altro, riferito al Magistrato:

" ADR che ho capito. Resto a disposizione delle autorità inquirenti. Senza con ciò rendere più concreto un rischio di fuga che nego sussista, dichiaro di eleggere, a fini di notifica, domicilio legale presso il qui presente avv. __________, mio difensore di fiducia. Nego di aver altrimenti malversato o di essermi reso reo di altri reati di cui sottaccio l’esistenza. Al di fuori di quanto già confessato, non ho altro da aggiungere” (MP 13 aprile 2013, p. 10).

In seguito ha continuato a gestire l’ufficio __________ di cui era titolare, commettendo altre malversazioni, così come indicato nell’atto d’accusa del 29 marzo 2018 (AA2).

Sentito dalla PP il 20 febbraio 2018, l’imputato ha dato atto:

" Per tornare ai reati che ho commesso dopo il “primo” procedimento, (quel procedimento nell’ambito del quale mi ero auto denunciato), posso dire che io avevo diverse spese da sopportare, avevo uffici grandi e per far fronte alle numerose spese e agli oneri familiari ho da un lato vissuto dei prestiti e dall’altro commesso le malversazioni note. Segnalo che fino al 2014 il nucleo familiare comprendeva anche il sostentamento dei __________ figli di primo letto di mia moglie, la quale riceveva per ogni figlio solo CHF 700.00 mensili pari a CHF 3'500.00. Come noto il “primo” procedimento era legato a malversazioni fatte per finanziare il __________, detto in due parole. Il procedimento penale iniziato nel luglio 2017 è da ricondurre a errori che ho commesso: spendevo troppo. Per poter far fronte alle spese ho commesso reati penali.

Con il senno di poi dico che ho sbagliato: avrei dovuto cercare un lavoro come dipendente presso terzi invece di mettermi di nuovo “in proprio” con poi le conseguenze che sappiamo.”

In aula ha ribadito:

" Io ho mantenuto, purtroppo, un totale di spese molto elevato, e non riuscivo a farvi fronte. Ad oggi posso dire che non farò mai più il __________ e non aprirò mai più un ufficio. Avrei dovuto cambiare lavoro da subito (….) E’ vero che in parte ho vissuto di malversazioni, ma parallelamente ho comunque mantenuto la mia attività. Purtroppo, anche se sembra assurdo, ad oggi io ringrazio il signor ACPR 10 perché ha messo fine a questa mia attività disastrosa, non so come sarebbe finita. Ho cercato di ridurre al massimo le spese, ma non so come sarei potuto andare avanti. Ho tradito la fiducia di parecchie persone, lo so, e non me lo perdonerò mai. Me ne rendo conto oggi. A tutte queste persone avevo firmato dei contratti di prestito e fornito dei piani di rientro”

(verb. int. dibattimentale, p. 5).

  1. Il secondo procedimento è nato da una denuncia 19.06.2017 di tale ACPR 10 per titolo di appropriazione indebita per un importo di CHF 23'000.-, presentata nell’imminenza della fissazione del dibattimento in relazione all’AA1, le parti essendo prossime ad un accordo bonale che prevedeva il coinvolgimento della moglie comproprietaria del 95% della casa già abitazione coniugale, gravata di usufrutto a favore dell’imputato, per il resto comproprietario del rimanente 5%.

Dubitando fortemente che l’imputato non l’aveva raccontata tutta nel primo procedimento e che i nuovi fatti erano indizianti di reiterazione del reato, la PP ne ha ordinato l’arresto il 5 luglio 2017.

Dal rapporto di arresto si evince:

" Questa mattina alle ore 07:20, come ad ordine di perquisizione e sequestro nonché di mandato di accompagnamento coattivo, siamo intervenuti presso il domicilio di IM 1 in __________ a __________. In luogo era presente il rubricato che ha preso atto dell’ordine di perquisizione e della denuncia in oggetto.

IM 1 non ha posto alcuna resistenza ed è stato collaborativo durante tutto l’intervento. Prima del termine della perquisizione è intervenuto anche l’avv. DUF 1, patrocinatore di IM 1.

Dopo la perquisizione, durante la quale sono stati sequestrati pochi documenti e tre computers, abbiamo accompagnato l’imputato a __________ dove ha lasciato in cura il suo cane presso il canile __________. Susseguentemente siamo rientrati in ufficio a __________. Come a disposizioni della PP, l’isp __________ e l’isp spec __________ hanno proceduto all’interrogatorio dell’imputato.

IM 1 ha premesso che attualmente non ha più deleghe per nessuna relazione bancaria e che si occupa unicamente di consulenza fiscale ed allestimento bilanci. Dopo le traversie giudiziarie, note agli inquirenti ed alla magistratura, egli ha lavorato con due società, e meglio __________ e la __________, che avevano uffici a __________ in Via __________.

Attualmente non ha più a disposizione uffici propri ed opera dal suo appartamento privato, oggi perquisito. IM 1 attualmente lavora per la __________ il cui titolare è certo ACPR 11 di __________ e residente a __________. Non ha stipendio fisso ma percepisce delle provvigioni sui lavori che effettua.

Per quanto riguarda la sua posizione finanziaria IM 1 ha precisato che per tutto il 2017 ha percepito unicamente circa CHF 3'000.- complessivamente.

Ha dichiarato di essere comunque in attesa di aprire uffici professionali propri a __________ in un appartamento attiguo al suo domicilio, come pure di essere in trattativa con uno studio commercialista di __________ che vorrebbe operare in Svizzera.

La sua situazione finanziaria è attualmente molto precaria.

Anche per il 2016 ha dichiarato d’aver percepito complessivamente soli CHF 11'000.- di commissioni.

In riferimento alla denuncia ACPR 10 ha ammesso tutti i fatti e sostanzialmente di aver trattenuto il denaro datogli da ACPR 10 che sarebbe stato destinato ad una terza persona. Ha ammesso di aver falsificato le due ricevute di pagamento della __________ a favore di __________. IM 1 ha dichiarato di avere agito in tale maniera per nascondere le grosse difficoltà della sua situazione finanziaria e poiché aveva bisogno del denaro per sistemare pagamenti arretrati.

A precisa domanda IM 1 ha poi confermato di aver percepito un prestito di CHF 50'000.- dalla __________ il cui azionista è ACPR 10. Prestito mai restituito.

Ha poi confermato di aver altre esposizioni finanziarie a fronte di alcuni prestiti di minore entità percepiti da svariati amici. Egli ha detto che tutte queste persone erano al corrente della sua precaria situazione finanziaria.

Facciamo rilevare che abbiamo trovato e sequestrato un pc portatile e due pc fissi (tower), oltre al telefonino, che andranno analizzati alfine di verificare eventuali altre malversazioni.

Per quanto riguarda gli uffici a __________ in via __________, gli stessi non sono più nelle disponibilità di IM 1. Tuttavia il proprietario __________, dopo l’ennesimo mancato pagamento dell’affitto, ha trattenuto e portato in un deposito a __________, il mobilio dell’ufficio, con all’interno alcuni documenti relativi all’attività della società. Sarà nostra premura verificare con __________ l’esistenza dei documenti ed eventualmente sequestrarli.

Provvederemo ad effettuare informazioni anche nel canton __________ dove IM 1 aveva uffici della sede principale della fallita __________.

Infine si dovrà contattare __________ di __________ per verificare quanto dichiarato da IM 1 relativamente all’ennesimo prestito ottenuto”

Difatti è, poi, emersa, tutta una serie di malversazioni, non immediatamente e spontaneamente dichiarate dall’imputato, che verosimilmente aveva pure perso il conto, ma venute alla luce sia dall’esame della documentazione contabile del IM 1 sia da singole ulteriori denunce. Posto in carcerazione preventiva dal 5 luglio 2017, è passato in regime di anticipata espiazione della pena dal 2 agosto successivo. Da qui in avanti, IM 1 lavora in cucina, attività che vorrebbe proseguire una volta scarcerato, presso l’EP “__________”, gestito da suo fratello __________ (cfr. verb. int. imputato p. 7 e doc dib. 4).

  1. L’imputato è, come detto, reo confesso. Al netto di quanto si andrà a dire nei considerandi che seguono, gli atti d’accusa sono stati sostanzialmente confermati, senza che occorra disquisire oltre sulla qualifica giuridica dei fatti, pacificamente corretta così come indicata negli stessi atti d’accusa, ad eccezione del reato di appropiazione indebita d’imposte alla fonte su cui si dirà in seguito. In sostanza, se le malversazioni di cui all’AA1, i cui proventi sono stati in gran parte utilizzati per mantenere in vita il __________ e l’alto livello agonistico della società di __________ di cui era presidente, quelle di cui all’AA2 sono dovute alla totale incapacità di adeguare il proprio tenore di vita e di gestire la propria attività, tant’è che, pur essendo cosciente del grosso rischio corso quando si presentò la prima volta al MP e il PP non lo arrestò, solo pochi giorni dopo ha malversato, per CHF. 10'000.-, a danno della __________ (AA2, N. 1.1.).

  2. La Corte ha, pertanto, espresso le seguenti considerazioni in merito all’imputato ed alla sanzione qui inflittagli.

Gli atti consegnano la vicenda di un uomo di buona formazione, cresciuto in una famiglia normale, che è finito nei guai non soltanto a causa della sua passione per lo sport, ma anche per incapacità proprie di gestire un’attività che richiedeva diligenza e senso di responsabilità.

Di buona formazione, complice la prematura scomparsa del padre, si è ritrovato a dover gestire praticamente da solo l’eredità professionale lasciatagli con l’ufficio __________ dal genitore. A ciò si è aggiunta la sua passione per il __________, che lo ha portato ad assumere la presidenza della __________ che all’epoca partecipava al campionato di serie A, ingaggiava giocatori professionisti e necessitava quindi di un giro d’affari importante. Un po’ come spesso accade nelle società sportive professionistiche del Cantone Ticino – e gli esempi si sprecano, non soltanto nella ______, ma anche nella pallavolo, nel calcio e, per certi versi, pure nell’hockey – sono presto emerse difficoltà di liquidità, di far quadrare i conti, di far fronte ad impegni che, di tutta evidenza, la società, da sola, anche se molto seguita e molto rappresentativa della regione in cui operava, non riusciva a far fronte.

Nacquero così le prime malversazioni a danno di alcuni clienti, malversazioni il cui provento venne però destinato anche a tentare di salvare il bar __________, ed in parte anche a mantenere il proprio tenore di vita. Sono quindi emerse malversazioni a danno di clienti per circa 2.5 milioni di franchi, che l’imputato ha parzialmente ripianato con il sistema buco tappa buchi, lasciando per finire uno scoperto a danno di un solo cliente, per oltre 770'000.- franchi.

È in quella fase di scoperta del maltolto che le parti iniziarono a cercare di trovare una soluzione bonale: l’accusatore privato fece allestire una perizia contabile, l’imputato riconobbe le cifre, ma non si giunse ad una transazione perché mancavano i soldi. Da qui l’autodenuncia di IM 1, il 3 aprile 2013, davanti al Pubblico Ministero, dove raccontò spontaneamente quanto emerso con la __________, accennando di aver fatto altre malversazioni a danno di terzi, ma di averle già ripianate.

Fatto sta che non furono presi provvedimenti limitativi della sua libertà. Bene è sottolineare come, a quel momento, la __________ non doveva più rappresentare un problema, poiché, di lì a poco venne dichiarata fallita, rispettivamente l’attività del __________ era ripresa senza che l’imputato avesse da immettervi ulteriori capitali. Insomma, a quel momento IM 1 è stato messo in libertà con un debito di oltre 770'000.- franchi, apparentemente senza altri oneri. Purtroppo, solo 15 giorni dopo lo scampato pericolo – e IM 1, in aula, ha detto che lui era convinto che sarebbe stato arrestato quel 3 aprile – ha ricominciato a malversare a danno di più clienti, commettendo i fatti indicati nel secondo atto d’accusa. E questa volta non più per motivi ideali, per salvare il __________ a __________, che rappresentava un simbolo di forte appartenenza alla comunità, ma esclusivamente a profitto proprio. Non riusciva a far fronte alle spese della sua attività e, invece di liquidarla, ha proseguito a malversare fino ad essere poi, finalmente, arrestato, con un’ipotesi a quel momento limitata a CHF 23'000.-, altrimenti sarebbe andato avanti chissà fino a quando.

Nell’ambito dell’inchiesta relativa al secondo atto d’accusa, l’imputato si è limitato comunque ad ammettere i fatti che gli venivano prospettati, senza praticamente mai vuotare spontaneamente il sacco.

Arrestato il 7 luglio 2017, nell’imminenza della concretizzazione, peraltro, della realizzazione della casa di famiglia, che avrebbe consentito di probabilmente liquidare anche la posizione della __________ azzerando praticamente i debiti dell’AA1 (doc. TPC 2), sono emerse tutte le malversazioni dell’AA2 che lo hanno portato in aula in stato di detenzione.

  1. Sulle cifre, va detto che il patrimonio messo in pericolo, quello lordo, è di oltre 3 milioni di franchi, mentre, ad oggi, con i risarcimenti intervenuti, lo scoperto si aggira attorno al mezzo milione.

Sui reati e sulle contestazioni della difesa, va detto innanzitutto che l’appropriazione indebita è aggravata per il fatto che IM 1 ha agito nell’ambito della sua professione di fiduciario, regolarmente autorizzata, mentre anche per la truffa l’aggravante del mestiere è data, già solo per il fatto che egli, in quel periodo, viveva anche grazie al provento delle malversazioni e che era ormai diventato, vista l’abitudine, un professionista non solo dell’appropriazione indebita, ma anche della truffa. In questo senso non è importante tanto il numero delle truffe commesse o i loro importi, ma le energie ed i mezzi che egli vi impiegava.

Per quanto concerne la questione delle imposte alla fonte 2010 e 2012, la giurisprudenza esige che, perché vi sia sottrazione, occorre che il debitore abbia un substrato finanziario sufficiente per farvi fronte, e non paga. Dalla scarna documentazione agli atti non si può stabilire se la __________ effettivamente, al momento di versare gli stipendi, questi mezzi li aveva, e pertanto non è possibile affermare con sufficiente certezza che vi sia stata sottrazione. Questo, a prescindere dai conteggi e dai maldestri allestimenti delle decisioni da parte del creditore, nonché del riconoscimento di debito dell’imputato, che rimane di natura civile, poiché da questo profilo il debito non è comunque estinto, quale esso sia.

Per il resto, sono stati confermati gli atti d’accusa, con la precisazione che per il pt. 6.2 del secondo non si tratta di contravvenzione ai sensi dell’art. 192 CP, ma di contravvenzione ai sensi dell’art. 323 CP, questione peraltro di dettaglio.

7.1. Venendo alla determinazione della pena va detto che per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

7.2. La colpa oggettiva si misura, quindi, prevalentemente in base all’entità della messa in pericolo del bene protetto che, in questo caso è, prevalentemente, al netto dei reati di falsità in documenti e di circolazione stradale, il patrimonio.

E proprio perché va commisurata in base alla messa in pericolo del patrimonio e non già alla perdita effettiva, si hanno, nel caso di specie, appropriazioni indebite e truffe qualificate per oltre 3 milioni e 100 mila franchi, commesse sull’arco di 11 anni, con oltre 250 operazioni. In questo senso, la colpa non può che essere definita grave, sia per l’importo, sia per la ripetitività, e sia anche per le modalità, se solo si pensi che l’imputato ha pure truffato persone semplici, amici, gente che si fidava di lui, che lo stimava e che mai si sarebbe aspettata di essere ingannata.

7.3. La colpa soggettiva, che si misura prevalentemente in termini di motivi a delinquere, se in un primo tempo poteva essere considerata soltanto media per le pressioni che l’imputato sentiva su di sé nel voler mantenere in vita una società nella quale una regione intera fortemente si identificava, questa colpa diventa grave, quando poi ha iniziato a malversare solo ed esclusivamente a suo favore, soprattutto dopo aver scampato il pericolo dell’arresto, e questo solo 15 giorni dopo. Da qui in avanti egli ha dimostrato egoismo, perché alternative ne aveva: bastava fermarsi e rimanere al solo debito con __________; invece ha preferito non assumersi appieno le responsabilità e ha quindi mantenuto in essere un’attività che non poteva garantirgli l’alto tenore di vita che aveva.

E, come detto, si è trattato di un’attività delittuosa ripetuta, commessa quasi sotto traccia, perché le vittime erano degli amici che non gli volevano affatto male e che nemmeno lo hanno denunciato, tranne uno, peraltro diverso tempo dopo il fatto. Denuncia che ha permesso poi di accertare, anche se in un primo tempo IM 1 ha negato, tutte le sue responsabilità consegnate nel secondo atto d’accusa. Insomma, senza quella denuncia e senza una corretta risposta da parte del magistrato inquirente, con l’istanza di carcerazione, chissà per quanto tempo IM 1 sarebbe ancora andato avanti a ledere il patrimonio altrui?!

7.4. Sempre ad aggravare la posizione dell’imputato non va passato sotto silenzio il concorso di reati, perché, con più atti, egli ha leso più beni protetti. Non va infatti dimenticato che le falsità in documenti erano finalizzate a garantire la propria attività illecita, quindi erano funzionali all’inganno, mentre i reati di circolazione stradale nemmeno possono essere considerati delle bagatelle, poiché il tasso di alcolemia era estremamente elevato, e, ancora una volta, IM 1 si è dimostrato incurante delle regole, rifiutando la prova etanografica e poi circolando nonostante gli fosse stata ritirata la patente. Questo per dire che questi reati hanno avuto anche loro un certo peso nella determinazione della pena.

7.5. Ciò detto, al netto di quanto esposto nelle considerazioni che seguono, adeguata alla colpa di IM 1 sarebbe una pena non distante da quella proposta dalla pubblica accusa, e meglio attorno ai 4 anni e mezzo.

A favore dell’imputato la Corte ha per contro considerato che nella sua vita si trovano sicuramente aspetti molto meritevoli, come l’impegno per lo sport e nell’attività di un ente di beneficienza. A suo favore è stato considerato anche che si è ritrovato in una situazione più grande di lui, che non ha saputo gestire non solo per malvolere, ma anche perché non voleva deludere coloro i quali avevano riposto fiducia in lui. Egli si è inoltre comportato molto correttamente in carcere, dove lavora, dando l’impressione di aver finalmente compreso la gravità dei suoi atti e di essere disposto a riprendere in mano la propria vita, limitandosi ad attività lecite, lontane da quelle finanziarie.

Né va passata sotto silenzio la sofferenza per le conseguenze, dal profilo dell’immagine, con il battage mediatico che ne è scaturito proprio perché già dirigente di un’importante società sportiva, e le conseguenze anche per la sua situazione personale, con la separazione dalla moglie e le limitate possibilità di relazioni personali con il proprio figlio. Ma l’attenuante che, trattandosi di reati patrimoniali, consente una riduzione più importante della pena, è il fatto che le posizioni debitorie sono state in buona parte risarcite, in particolare quella della __________ che era la posizione più importante, e questo ancora nell’imminenza del dibattimento. A ciò aggiungasi la disponibilità di destinare il provento netto della vendita della casa ai creditori, realizzazione che non è a tutt’oggi avvenuta, il blocco a registro fondiario essendo unicamente una garanzia che impone la trattenuta del provento. Ma tant’è. Questo comportamento configura, a mente della Corte, esclusivamente per la fase successiva a quella istruttoria, l’ammissione parziale del sincero pentimento. Così stando le cose, e tutto ben ponderato, la Corte ha ritenuto adeguata una pena detentiva di tre anni e sei mesi, con l’aggiunta di una multa di CHF 500.-, che, visto che viene condannato anche per delle contravvenzioni, la Corte è obbligata ad infliggere.

Non è stato possibile, vista la gravità della colpa, comprimere ulteriormente la pena entro i limiti di una sospensione condizionale parziale, pena la banalizzazione eccessiva di colpe effettive che rimangono, manifestamente, gravi. Trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva, viste le condizioni economiche oggi precarie in cui versa IM 1 e considerato che è chiamato a scontare una pena detentiva di una certa durata, la Corte rinuncia alla revoca della sospensione condizionale di cui al DAC del MP di __________ del 30.8.2010.

  1. Le pretese civili sono state ammesse come tali, ritenuto che gli accusatori privati hanno rinunciato alle prerogative dell’azione penale, ivi compresa, quindi, l’eventuale garanzia sul bene immobile da realizzarsi. Bene immobile che viene liberato dal blocco, autorizzando l’Ufficio esecuzioni a procedere alla sua realizzazione, ritenuto che il provento netto deve essere trattenuto a garanzia di tutti i costi processuali. Per quanto concerne le cartelle ipotecarie accese dall’imputato e che non garantiscono alcun credito, le stesse sono confiscate, fatta salva la facoltà per l’ufficio esecuzioni di chiederne la consegna nell’ambito della procedura esecutiva già in essere.

8.1. Le pretese degli accusatori ACPR 13 e ACPR 11, volte all’assegnazione a loro stessi, rispettivamente al mantenimento del sequestro conservativo dei beni in sequestro, non hanno potuto essere accolte.

a) La Corte ha accertato che gli immobili in sequestro non costituiscono provento di reato e, di conseguenza, non possono fare oggetto di confisca ai sensi dell’art. 70 CP. Le uniche informazioni si ricavano infatti dal verbale di interrogatorio di IM 1 il 25 agosto 2015, laddove ha dichiarato:

" La PP mi chiede alcuni chiarimenti su come è stata finanziata la casa di __________, fondo mappale numero __________.

Dico che la casa è intestata a mia moglie in ragione del 95% __________, dalla quale sono separato a seguito di una sentenza della Pretura __________. In ragione del 5% è a me intestata. Io sono usufruttuario dell’immobile.

La casa è stata acquistata nel 2007, a fine anno. Io, come mi chiede il Magistrato, nel 2007 malversavo già. La prima malversazione in danno della __________ è del giugno del 2006.

Il PP mi chiede come è stata finanziata la casa e quale era il prezzo di compravendita.

L’immobile è stato acquistato per CHF 750'000.00 finanziato in ragione di CHF 650'000.00 con un’ipoteca mentre che in ragione di CHF 100'000.00 con i miei fondi personali.

A domanda del Magistrato dico che CHF 100'000.00 dei miei fondi propri sono così composti: CHF 44'000.00 circa sono riferiti al riscatto di due polizze vita mentre che CHF 56'000.00 circa sono stati versati da me a contanti. Questo importo io l’ho prelevato interamente a contanti dalla __________ il 12.12.2007.

L’avvocato __________ farà avere il documento contabile.

Preciso che la __________ mi ha prestato questo importo poiché per questioni tecniche aspettavo il riscatto della polizza/cassa pensione __________ in ragione di CHF 37'500.00 avvenuto il 28.04.2008. quando ho ricevuto dalla __________ i soldi li ho ridati alla __________. La rimanenza di CHF 21'000.00 è stata compensata con la __________ per dei rimborsi spese che conteggiavamo a fine anno.

L’avvocato DUF 1 fa notare che sull’immobile vi è la restrizione della facoltà di alienare della __________ solo sulla quota del 5%.

La casa è stata acquistata a fine 2007 e sono stati fatti una serie di lavori per un totale di circa CHF 850'000.00. Per potere effettuare questi lavori e per poterli pagare è stata accesa un credito di costruzione di CHF 750'000.00 Completamente utilizzato. La rimanenza per CHF 100'000.00 deriva da fondi miei propri. Miei risparmi.

Il PP mi dice che sulla base del rapporto di ricostruzione a pag. 39/40 risulta che nella casa potrebbe essere confluito un importo di circa CHF 300’000/CHF 400'000.00, questa affermazione viene fatta nel rapporto poiché l’architetto __________ aveva valutato nell’ottobre 2007 la casa CHF 2 Mio. Il PP mi chiede di prendere posizone.

Dico che questi CHF 300'000.00/CHF 400'000.00 non sono soldi che sono stati immessi nella casa per la ristrutturazione. È sbagliato prendere la perizia di CHF 2 Mio e dedurre dalla stessa il costo a rogito e l’importo del credito di costruzione per la ristrutturazione pari a circa 1.6.

Il fato che una casa possa valere CHF 2 Mio dal profilo commerciale ancora non significa che la casa sia costata effettivamente 2 Mio.

Escludo nel modo più assoluto che in questo immobile io rispettivamente mia moglie abbia “investito a contanti fondi propri di cui non si conosce l’origine per almeno CHF 456'000.00” come risulta a pagina 40 del rapporto di ricostruzione. Dico, come mi viene chiesto, che nella casa non sono stati immessi importi oggetto di malversazione.

D’altra parte lo stesso IM 1 ha sempre sostenuto che il provento delle malversazioni di cui all’AA1 è stato destinato prevalentemente a mantenere in vitala __________ e, in misura minore, il __________, mentre quelle di cui all’AA2, messe in atto per garantirsi il suo alto tenore di vita, sono posteriori all’acquisto e agli investimenti fatti nell’immobile. A ciò aggiungasi che pure la moglie ha dato atto che la casa è stata acquistata e mantenuta grazie ai fondi del marito. Del resto egli, al di là dei reati economici commessi, aveva un’attività di fiduciario che, almeno in parte, gli consentiva dei redditi, di guisa che, in assenza di prove del contrario, non si può affermare che l’immobile sia acquistato con il provento di reato né che gli investimenti ivi fatti siano stati finanziati con tali proventi.”

b) Va inoltre valutato se sia possibile disporre un risarcimento equivalente. A norma dell'art. 71 cpv. 1 CP, se i valori patrimoniali sottostanti alla confisca non sono più reperibili, siccome consumati, dissimulati o alienati, il Giudice ordina in favore dello Stato un risarcimento equivalente, e ciò per evitare che colui che si è spossessato di valori patrimoniali soggetti a confisca sia avvantaggiato rispetto a chi li ha conservati (DTF 129 IV 109 consid. 3.2; 123 IV 74 consid. 3; FF 1993 III pag. 221). Il risarcimento equivalente ha, dunque, un ruolo sostitutivo alla confisca (“Ersatzforderung”) e, in quanto tale, non può creare vantaggi o inconvenienti (DTF 123 IV 74 consid. 3). In ragione del suo carattere sussidiario, il risarcimento equivalente può quindi essere ordinato solo nell’eventualità in cui, se i valori patrimoniali fossero stati disponibili, la confisca sarebbe stata pronunciata (STF 1B_185/2007 del 30 novembre 2007 consid. 10.1; Schmid, Kommentar, Einziehung Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band I, II ed., 2007 n. 99 ad art. 70-72).

Il risarcimento equivalente soggiace pertanto alle stesse condizioni della confisca (Schmid, op. cit., n. 105 ad art. 70-72). Ciò significa che il Giudice, per poter ordinare un simile provvedimento, deve accertare che l'infrazione che si è consumata era generatrice di profitti e che valori patrimoniali provento del reato sono stati incorporati nel patrimonio dell'accusato (DTF 1B_185/2007 cit.) o di un terzo. Questi indebiti profitti possono configurarsi mediante un aumento degli attivi, ma anche con una diminuzione dei passivi, rispettivamente con una mancata diminuzione degli attivi o un mancato aumento dei passivi.

Indipendentemente da quanto precede, occorre che il risarcimento equivalente non pregiudichi il reinserimento sociale del reo. Dagli atti emerge che IM 1 non ha più un centesimo, ed è chiamato ad espiare una pena di una certa durata e, per quando uscirà dal carcere, non ha grandi prospettive né professionali né personali, tanto più che, personaggio noto, nella comunità da cui proviene gli sarà molto difficile riacquisire fiducia e rispettabilità. E’ vero che il fratello ha dichiarato di volerlo assumere nel suo esercizio pubblico ma, a prescindere dalla questione di sapere se si tratti piuttosto di una dichiarazione di comodo ai meri fini processuali, è notorio che un impiego del genere, per una persona peraltro senza alcuna formazione né esperienza in materia, non potrà garantirgli entrate tali da poter far capo al proprio sostentamento ed ai debiti cui dovrà far fronte nei confronti degli accusatori privati. Inoltre egli dovrà anche affrontare la causa di divorzio con un figlio a carico, di guisa che la sua condanna ad un risarcimento compensatorio violerebbe quanto indicato all’art. 71 cpv. 2 CP (CCRP 28.12.2005 in re Z.).

c) Giusta l’art. 71 cpv. 3 CP, in vista dell’esecuzione del risarcimento - e meglio, del risarcimento equivalente ordinato ex art. 71 cpv. 1 CP dal Giudice quando i valori soggetti a confisca non sono più reperibili - l’autorità inquirente o il Giudice del merito può sottoporre a sequestro valori patrimoniali dell’interessato anche se non sono direttamente provento di reato. Il sequestro non fonda alcuna pretesa privilegiata in favore dello Stato nell’ambito dell’esecuzione forzata. La misura del sequestro conservativo ha effetto, dopo la crescita in giudicato della sentenza, sin quando non sarà possibile procedere alla realizzazione dei valori confiscati per le vie esecutive. In questo senso, dunque, l’art. 71 cpv. 3 CP statuisce un motivo di sequestro supplementare rispetto a quelli elencati dall’art. 271 LEF, anche se, invero, l’aggiunta della cifra n. 6 a quelle del primo capoverso dell’art. 271 LEF consente di agire in maniera analoga sulla scorta di un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione, quale è una sentenza passata in giudicato.

Questo detto, ex art. 268 CPP, il patrimonio dell’imputato può essere sequestrato nella misura presumibilmente necessaria a coprire le spese procedurali e le indennità (cpv. 1 lett. a) e/o le pene pecuniarie e le multe (cpv. 1 lett. b). Nell’operare il sequestro l’autorità penale tiene conto del reddito e della situazione patrimoniale dell’imputato e della sua famiglia. La Corte ha in tal senso ordinato il sequestro conservativo a garanzia delle spese procedurali e della multa, dell’importo netto, dedotti tutte le spese esecutive e gli importi da versare al creditore ipotecario, a seguito della realizzazione degli immobili. Tale garanzia non può essere invece estesa alle pretese risarcitorie degli accusatori privati in assenza di base legale.

d) Per il resto la signora IM 1, con scritto 18 luglio 2018 a questa Corte, ha manifestato il suo accordo a destinare il ricavato della vendita della casa di __________ ai creditori del marito di guisa che non occorre disquisire oltre sulla pretesa di dissequestro 28.11.2016 (doc. TPC 16) del suo patrocinatore essendo la stessa divenuta sostanzialmente priva d’oggetto.

La nota professionale dell’avv. DUF 1 è stata approvata come già preavvisata dalla PP, mentre i costi processuali sono a carico dell’imputato.

Le spese sono a carico dell’imputato riconosciuto colpevole.

Visti gli art. 12, 40, 46, 47, 49, 51, 69, 70, 138, 146, 159, 251, 292, 323 CP; 91 v LCStr, 91a, 95 LCStr; 270 LT; 187 LIFD;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

  1. è autore colpevole di:

1.1. appropriazione indebita aggravata ripetuta

per essersi,

avendo agito nell’esecizio di una professione e per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati, e meglio per avere

1.1.1. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 14.06.2006 fino al 21.09.2012,

agendo quale amministratore unico della società __________,

prelevato a contanti in 191 occasioni, oltre a tre bonifici, l’importo complessivo di CHF 1'371'027.73 (controvalore, importo così composto EURO 726'774.06 e CHF 356'847.00) a debito delle relazioni bancarie della società sulle quali disponeva di diritto di firma individuale,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima dell’avvio dell’inchiesta l’imputato aveva già risarcito in misura di CHF 600'443.55 la vittima e che al momento dell’avvio dell’inchiesta il danno patrimoniale ammontava a CHF 770'584.18 (controvalore);

1.1.2. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 15.09.2011 fino al 08.05.2012,

agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 29 occasioni l’importo complessivo di CHF 497'957.60 (controvalore, importo così composto EURO 376'162.56 e CHF 46'498.35) a debito delle relazioni bancarie della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 504'693.84;

1.1.3. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 03.08. 2011 fino al 02.09.2011,

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________ prelevato a contanti in 7 occasioni l’importo complessivo di CHF 92'215,74 (controvalore, importo così composto EURO 74'131.15 e CHF 9’063.50) a debito della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 98'087,60;

1.1.4. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 21.12.2010 fino al 11.11.2011,

agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 15 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'268,65 (controvalore, importo così composto USD 96'770.56 e CHF 108'069.40) a debito della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 201'030.00;

1.1.5. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo il 18.06.2012,

agendo quale amministratore unico della società __________ bonificato in 1 occasione l’importo complessivo di CHF 70'540,60 (controvalore di EURO 59'466.48) a debito della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che due giorni dopo ma in ogni caso prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 70'540.60;

1.1.6. a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 22.03.2011 fino al 07.02.2012,

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________ prelevato a contanti in 12 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'676.86 (controvalore di EURO 158'794.78),

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata interamente risarcita con la somma di EURO 158'795.86;

1.1.7. a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2013 (a partire dall’aprile 2013) all’anno 2017 (fino al febbraio 2017), impiegato a profitto proprio l’importo di complessivi CHF 559'121.85 (controvalore), affidatogli dalle sottoindicate persone, tutti amici e conoscenti di lunga data dell’imputato, denaro utilizzato, in dispregio degli accordi, asseritamente per far fronte a sue spese e di sue società nonché per il proprio sostentamento, considerato che nel frattempo il maltolto è stato in parte risarcito e il danno ammonta a CHF 333'411.65 (controvalore); e meglio per avere

1.1.7.1. agendo quale amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 6 occasioni e trasferito via e banking in una occasione, nel periodo tra il 19.04.2013 ed il 05.11.2013, l’importo complessivo di CHF 38'994.00, a debito della relazione bancaria della società, su cui disponeva di diritto di firma individuale, nonché prelevato a contanti dalla cassa fisica di __________ l’importo di CHF 3'229.95, per complessivi CHF 42'223.95, importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata interamente tacitata;

1.1.7.2. agendo quale amministratore unico della società ACPR 7, trasferito, nonché prelevato a contanti, il tutto a suo favore, in 5 occasioni complessivi CHF 152'750.-, nel periodo tra il 02.10.2013 ed il 25.03.2014, a debito delle relazioni bancarie intestate a ACPR 7, su cui disponeva di diritto di firma individuale, importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 123'527.50 e che il danno ammonta a CHF 29'222.50;

1.1.7.3 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 71'029.25 (facente parte di un bonifico di CHF 100'000.00 di cui 28'970.75 dovuti a IM 1) bonificato il 14.01.2014 dal padre di ACPR 8, cui è riconducibile la ACPR 9, a favore della relazione intestata a __________, società di IM 1, affinché quest’ultimo lo riversasse sulla ACPR 9, circostanza non verificatasi, ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale ACPR 8 era già stato rimborsato in ragione di CHF 6'000.00 e che il danno ammonta a CHF 65'029.25;

1.1.7.4 agendo quale amministratore unico della società ACPR 9 trasferito in 4 occasioni nel periodo tra il 28.02.2014 ed il 07.03.2014, l’importo complessivo di USD 97’324.16 e CHF 61'948.95, per totali CHF 146'423.95 (controvalore) a debito della relazione bancaria della società su cui disponeva di diritto di firma individuale, a favore di terzi (in parte da lui precedentemente malversati), all’insaputa dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF 53'958.75 (controvalore) e che il danno ammonta a CHF 17'748.95 e USD 87'324.16 pari a CHF 92'465.20 (controvalore);

1.1.7.5 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 51'500.00, affidatogli in 3 occasioni da ACPR 12 rispettivamente dalla __________, rispettivamente bonificato sulla relazione riconducibile alla società __________ di pertinenza di IM 1, nel periodo tra il 25.07.2014 ed il 3.10.2014, affinché quest’ultimo provvedesse ad aprire una relazione bancaria per una società di ACPR 12 ed a versarvi tale somma di denaro, circostanza non verificatasi;

1.1.7.6 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 27'544.70 affidatogli in 5 occasioni a contanti da ACPR 13, rispettivamente da __________, nel periodo tra l’ottobre 2015 ed il 21.04.2017 affinché provvedesse a effettuare a favore della vittima dei pagamenti, circostanza non verificatasi;

1.1.7.7 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 44’650.00 bonificato in 2 occasioni da ACPR 5 e __________, rispettivamente da __________ a favore della __________ di pertinenza di IM 1, nel periodo tra il 13.07.2016 ed il 20.07.2016, affinché provvedesse al cambio in Euro ed al bonifico all’estero a favore di un fornitore della vittima, circostanza non verificatasi;

1.1.7.8 impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 23'000.00 affidato in 2 occasioni il 07.02.2017 ed il 22.02.2017, a contanti da ACPR 10 a IM 1, affinché quest’ultimo lo inviasse all’estero a favore di persona vicina alla vittima, circostanza non verificatasi;

1.2. appropriazione indebita di imposte alla fonte, ripetuta

per avere,

1.2.1. nell’anno 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________ e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di un terzo le ritenute alla fonte concernente l’anno 2012 per un importo complessivo sottratto di CHF 7'393.40 e per l’anno 2013 per un importo complessivo di CHF 7'193,35;

1.2.2. a __________ ed in altre località,

nell’anno 2011, 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________ e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di un terzo le ritenute alla fonte concernenti gli anni dal 2011 al 2013 per un importo complessivo sottratto di CHF 721.95;

1.3. guida in stato di inattitudine

per avere,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

condotto l'autovettura Land Rover, targata TI __________ essendo in stato di ubriachezza, così come accertato dall’esame dell’alito (1.56 g/kg grammi per mille);

1.4. elusione di provvedimenti per accertare l’inattitudine alla guida

per essersi,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

intenzionalmente opposto alla prova del sangue e ad un esame medico completivo per la determinazione dell'alcolemia ordinata dall'autorità, malgrado l'avvertimento sulle possibili conseguenze penali del suo rifiuto;

1.5. guida nonostante la revoca della licenza

per avere,

in data 22.09.2014,

a __________ presso il __________,

circolato alla guida del motoveicolo marca Peugeot 50 LCIL targato TI __________ nonostante non fosse autorizzato a circolare in quanto la licenza di condurre le fosse stata revocata a seguito dei fatti descritti ai punti 1.3. e 1.4.;

1.6. truffa aggravata ripetuta

siccome commessa per mestiere data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2015 (a partire dal settembre 2015) all’anno 2016 (fino all’agosto 2016),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente ingannato con astuzia (e pure tentato di ingannare) diverse persone affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore inducendole ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,

in specie,

configurandosi l’inganno astuto nell’approfittare ed abusare del rapporto di fiducia instauratosi nel corso degli anni con le vittime, tutte persone amiche o ottime conoscenti dell’imputato, che godeva della loro fiducia e che si fidavano di lui ciecamente, talune delle quali persone che conoscevano IM 1 sin dall’infanzia,

proponendo alle vittime, millantando la (fittizia) conoscenza di cambisti, la possibilità di effettuare tramite tali conoscenze un cambio valuta franco-euro e viceversa ad un tasso di cambio favorevole, riuscendo quindi a farsi consegnare complessivamente CHF 165'088.80 (controvalore), cagionando un danno di almeno CHF 112'168.80 (controvalore),

in specie,

facendosi consegnare,

1.6.1 nel settembre/ottobre 2015, nel ottobre/novembre 2015 e nel gennaio 2016 dalla sua amica __________ l’importo di complessivi CHF 7’500.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro interamente restituita dopo svariate richieste in altra valuta con sei mesi di ritardo senza cagionarle alla fine danno alcuno;

1.6.2 nel settembre 2015, in particolare il 7 settembre dalla sua conoscente ACPR 6 l’importo di CHF 5’200.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita in valuta euro in ragione di Euro 3'000.00 cagionando un danno di Euro 2'000.00 (controvalore CHF 2080.00), avendo infatti pattuito per l’operazione di cambio la consegna di complessivi Euro 5'000.00;

nonché tentato di ingannarla, proponendole nel settembre 2015 una ulteriore operazione di cambio, non accettata dalla ACPR 6 non avendo ricevuto l’importo pattuito per la precedente operazione del 9 settembre 2015;

1.6.3 nel novembre 2015 (il 13.11.2015) e nel febbraio 2016 (il 25.02.2016) dal suo amico __________ complessivi CHF 7’000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, non cagionando danno alcuno avendo l’imputato restituito l’intero importo ma in ragione di CHF 5'000.00 con ritardo rispetto al previsto;

1.6.4 nel marzo 2016 (il 18.03.2016) dal suo conoscente ACPR 2 CHF 15'000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 13'200.00 avendo ACPR 2 compensato in ragione di CHF 1'800.00 delle prestazioni contabili fatte a favore di attività di ACPR 2 da parte dell’imputato;

1.6.5 nel corso del 2015 e del 2016 dal suo conoscente e socio ACPR 11 complessivi Euro 96’000.00 (controvalore CHF 104'730.10), promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 76'229.80 (controvalore) pari a Euro 71'000.00,

1.6.6 nel marzo 2016 (il 21.03.2016) e nel maggio 2016 (il 18.05.2016) dal suo amico ACPR 3 Euro 16'000.00 e Euro 2'000.00 pari a complessivi CHF 19'659.00 (controvalore) promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di pari importo;

1.6.7 nell’agosto 2016 (il 19.08.2016) dal suo amico ACPR 4 l’importo di CHF 6'000.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita dopo svariate richieste in più occasioni in ragione di CHF 5'000.00 cagionando un danno di CHF 1'000.00;

1.7. falsità in documenti ripetuta

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo dal marzo 2014 al febbraio 2017,

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso o alterato un documento vero, oppure abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio, oppure attestato o fatto attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica,

nonché fatto uso a scopo di inganno, di un tale documento,

in specie,

1.7.1 il 25 marzo 2014 formato due false conferme di pagamento su carta intestata della __________;

1.7.2 nel luglio 2016 e agosto 2016, verosimilmente il 26.07.2016, 4.08.2016 e il 10.08.2016 formato tre false conferme di pagamento di cui due su carta intestata della POSTFINANCE;

1.7.3 il 19 dicembre 2016 formato una falsa lettera dell’Ufficio esecuzione, su carta intestata dello stesso, indirizzata a __________ e per essa destinata a ACPR 13;

1.7.4 il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 13.02.2017), il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 15 febbraio 2017) e nel mese di febbraio 2017 (indicando valuta 21 febbraio 2017) formato tre false conferme di pagamento su carta intestata della __________;

1.8. appropriazione indebita di trattenute salariali

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo tra gennaio 2016 e dicembre 2016,

in qualità di datore di lavoro, disatteso l’obbligo di versare trattenute salariali quale pagamento di imposte, tasse, premi e contributi d’assicurazione, oppure di utilizzarle altrimenti a favore del lavoratore e cagionato in tal modo a quest’ultimo un danno patrimoniale,

e meglio per avere,

in qualità di amministratore unico della __________, disatteso l’obbligo di versare all’Ufficio di esecuzione di __________, le trattenute salariali operate sul proprio stipendio stabilite in CHF 3'189.00 mensili, pari all’importo eccedente il minimo d’esistenza, conformemente a quanto stabilito dall’Ufficio di esecuzione di __________ con la notifica di pignoramento di salario del 18 gennaio 2016, trattenendo indebitamente detti fondi per complessivi CHF 31'890.00;

1.9. disobbedienza a decisioni dell’autorità

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 27 giugno 2016 e il mese di gennaio 2017,

nel contesto di una procedura di trattenuta di salario,

omesso di ottemperare alle decisioni di data 27 giugno 2016 e 2 settembre 2016 della Pretura di __________, con cui veniva ordinato alla __________ di cui IM 1 era amministratore unico, di trattenere lo stipendio di quest’ultimo e di riversarlo alla moglie quale contributo alimentare, ordini impartiti con la comminatoria dell’articolo 292 CP;

1.10. inosservanza da parte del debitore di norme della procedura di esecuzione e fallimento

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 26 maggio 2017 e il 2 giugno 2017,

nel contesto di un verbale di pignoramento che lo vedeva coinvolto come debitore escusso, omesso di ottemperare alla decisione datata 26 maggio 2017, dell’Ufficio di esecuzione di __________, con cui gli veniva richiesta la produzione di determinata documentazione a comprova della sua situazione finanziaria entro il 2 giugno 2017;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

  1. IM 1 è prosciolto dall’imputazione di appropriazione indebita di imposte alla fonte di cui al pt. 2.1 dell’AA 181/2015.

  2. Di conseguenza,

avendo in parte dimostrato sincero pentimento, e

trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui alla sentenza 30.08.2010 del Bezirksamt __________,

IM 1 è condannato

alla pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

al pagamento di una multa di CHF 500.-, la quale in caso di mancato pagamento sarà commutata in una pena detentiva sostitutiva pari a giorni 5 (cinque).

  1. Non si fa luogo alla revoca della sospensione condizionale della pena di 80 aliquote giornaliere da CHF 250.- l’una di cui alla condanna 30.08.2010 del Bezirksamt __________ (art. 46 cpv. 5 CP)

  2. IM 1 è inoltre condannato a versare ai seguenti accusatori privati le seguenti indennità per titolo di risarcimento del danno:

5.1. a ACPR 7, CHF 29'222.50;

5.2. a ACPR 8, CHF 65'029.25;

5.3. a ACPR 9, USD 87'324.16 e CHF 17'748.95;

5.4. a ACPR 12 (__________), CHF 51'500.00, più CHF 2'376.00 per titolo di spese legali (doc. TPC 67);

5.5. a ACPR 13 (__________), CHF 27'544.70;

5.6. a ACPR 5 e __________ (__________), CHF 44'650.00;

5.7. a ACPR 10, CHF 23'000.00;

5.8. all’ACPR 1, CHF 15’313.70;

5.9. a ACPR 6, CHF 2'080.00;

5.10. a ACPR 2, CHF 13'200.00;

5.11. a ACPR 11, EUR 13'000.- più interessi al 5% dal 01.07.2015, EUR 10’000.- più interessi al 5% dal 02.10.2015, EUR 10'000.- più interessi al 5% dal 04.12.2015, EUR 8'000.- più interessi al 5% dal 07.12.2015, EUR 10'000.- più interessi al 5% dal 26.11.2015, EUR 20'000.- più interessi al 5% dal 21.03.2016, più CHF 5'930.50 per titolo di spese legali (doc. TPC 82);

5.12. a ACPR 3, EUR 18'000.- più interessi al 5% a partire dal 18 maggio 2016 (doc. TPC 83);

5.13. ad ACPR 4, CHF 1’000.00.

  1. L’istanza 28.11.2016 dell’avv. __________ (doc. TPC 16) volta al dissequestro del fondo no. __________ RFD __________ è stralciata in quanto priva d’oggetto (v. scritto 16.7.2018 della sig.ra __________, doc. dib. 2).

  2. A crescita in giudicato integrale della presente:

7.1. è ordinata la cancellazione del blocco a registro fondiario del fondo sequestrato no. __________ RFD __________ (__________), con l’autorizzazione all’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ a procedere alla realizzazione dello stesso (esecuzione no. __________– Inc. immobili no. __________), tenuto conto del fatto che, dedotti gli oneri ipotecari e i costi della procedura d’esecuzione, sull’eventuale ricavato netto è ordinato il sequestro conservativo a garanzia dell’importo della multa, della tassa di giustizia e delle spese procedurali (ivi compresi i costi per la difesa d’ufficio);

7.2. le cartelle ipotecarie in 2°, 3°, 4°, 5° e 6° rango, gravanti la particella __________ RFD __________ (__________) sono confiscate, fatta salva la facoltà dell’Ufficio esecuzioni di __________ di chiederne la consegna nell’ambito dell’esecuzione no. __________– Inc. immobili no. __________.

  1. Per il resto è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro.

  2. La tassa di giustizia di fr. 8'000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

  3. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

10.1. Le note professionali dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

onorario fr. 36'423.00

spese fr. 2'419.00

IVA (8%) fr. 1'906.95

IVA (7,7%) fr. 1'155.40

totale fr. 41'904.35

10.2. Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 41'904.35 (art. 135 cpv. 4 CPP).

  1. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

  • Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

  • Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

  • Sezione della circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

  • Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise criminali

Il Presidente La vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 8'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Multa fr. 500.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 776.90

fr. 9'576.90

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