Incarto n. 72.2010.23
Lugano, 17 giugno 2011/md
Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise correzionali di Lugano
composta da: giudice Mauro Ermani, Presidente
Andrea Minesso, vicecancelliere
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’imputata, con l’annuenza del difensore e del Procuratore pubblico, rinunciato, per giudicare
nella causa penale Ministero pubblico
e in qualità di accusatore privato
PC 1,
rappresentato dall’avv. RC 1,
contro AC 1
patrocinata dall’avv. DF 1,
imputata, a norma dell’atto d’accusa nr. 24/2010 del 15 marzo 2010, di
per avere,
a __________
nel periodo compreso tra il 21 luglio e il 3 agosto 2009,
allo scopo di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto,
indebitamente impiegato valori patrimoniali a lei affidati, mediante conferimento di una procura con diritto di firma individuale sul conto n.
__________ presso __________ da PC 1, rilasciatale il 3 luglio 2009 contestualmente all’apertura della relazione,
segnatamente,
abusando della sua qualità di procuratrice, predisposto all'insaputa del titolare, l'ordine di bonifico datato 17 luglio 2009, consegnato alla banca il 21 luglio 2009 ed eseguito il 3 agosto 2009 con valuta 24 luglio 2009, per il trasferimento di CHF 100'000.- a favore del conto della __________, società di cui l'accusata è azionista congiuntamente al di lei convivente __________, danneggiando in tal modo il patrimonio di PC 1 per CHF 100'020.-,
allestendo in data 17 agosto 2009 la falsa fattura a nome di __________ per CHF 135'150.-, per tentare di giustificare a posteriori l'indebito trasferimento, malgrado questa società fosse totalmente estranea al titolare del conto,
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: art. 138 cifra 1 CP.
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero pubblico;
l’imputata AC 1, assistita dal suo difensore di fiducia avv. DF 1;
l’accusatore privato PC 1, accompagnato dal suo patrocinatore di fiducia avv. RC 1.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:35 alle ore 15:20.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, il quale evidenzia innanzitutto che le versioni della vicenda rese dall’imputata e dall’accusatore privato risultano contrapposte. Ritiene che sia la versione di PC 1 quella credibile, alla luce delle risultanze dell’inchiesta. In particolare mette in risalto che: l’attività inerente gli esercizi pubblici è estranea al profilo professionale di PC 1; l’apertura della relazione bancaria voleva soltanto dimostrare la serietà e la solidità finanziaria del possibile partner commerciale; la motivazione addotta dall’imputata circa il conferimento della procura sul conto non è pertinente ed è stata smentita dagli stessi funzionari di banca; l’ordine di bonifico è avvenuto alla totale insaputa dell’avente diritto economico, il quale non è stato informato neppure in seguito; contrariamente a quanto sostenuto dall’imputata, non vi è alcuna traccia di un’autorizzazione preventiva in tal senso. Ribadisce che l’accusatore privato è credibile, coerente nelle sue dichiarazioni e nelle sue azioni, diversamente dall’imputata. Ripercorre quanto avvenuto dopo il trasferimento dei fondi, sottolineando come gli stessi siano stati immediatamente utilizzati per finanziare attività e società del tutto estranee a PC 1. A mente della Pubblica accusa, l’imputata aveva chiaramente, quando ha inoltrato l’ordine di bonifico, la volontà di distrarre i fondi, l’allestimento della fattura 17.08.2009 rappresentando un tentativo di coprire l’illecita operazione. In conclusione, il Procuratore pubblico postula la conferma integrale dell’atto d’accusa, la confisca con assegnazione all’accusatore privato dei saldi del conto bancario presso __________ intestato a __________ (quale provento di reato), del conto bancario presso __________ intestato a __________ (quale provento di reato) e del conto bancario presso __________ pure intestato a __________, nonché il mantenimento del sequestro conservativo sulle altre relazioni bancarie a garanzia delle pretese di risarcimento. Per quanto attiene alla pena, ritenuto che l’imputata si è comportata in modo subdolo e astuto, negando poi in corso d’inchiesta le sue responsabilità, visto inoltre il danno arrecato, chiede che la medesima sia condannata alla pena pecuniaria di 270 aliquote di un importo di CHF 30.- cadauna, da porre al beneficio della sospensione condizionale per un periodo di prova di 2 anni (essendo incensurata e considerata l’assenza di elementi per una prognosi negativa);
l’avv. RC 1, rappresentante dell’accusatore privato PC 1, il quale riassume i fatti emersi in corso d’inchiesta, rilevando come __________ sia il grande assente in quest’aula oggi. Evidenzia come i soldi del suo patrocinato siano stati immediatamente “spazzati” per pagare cose a lui completamente estranee. L’accordo riguardava infatti unicamente il progetto di costituzione di una società per le analisi biochimiche e la commercializzazione del prodotto __________, e null’altro. Si chiede, retoricamente, per quale ragione sia stata acquistata una società vuota, la __________, e non sia stata costituita una nuova società, visto che quest’ultima opzione era più semplice, meno onerosa dal profilo dei costi e richiedeva soltanto il blocco del conto bancario. Afferma che la menzione sull’ordine di bonifico (“costituzione di società”) è menzognera e che la fattura, riguardante prestazioni mai compiute, rappresenta una crassa bugia; sottolinea il lapsus dell’inserimento, nella predetta fattura, della prestazione relativa alla stesura degli statuti della società. Sostiene che l’imputata ha avuto sin dall’inizio l’intenzione di distrarre i fondi. Conclude rinviando alle conclusioni contenute nell’istanza da lui prodotta in data odierna, associandosi, per quanto attiene alla pena, alla proposta avanzata dal Procuratore pubblico e postulando l’attribuzione al suo assistito di tutti i conti sequestrati;
l’avv. DF 1, difensore dell’imputata AC 1, il quale si lamenta innanzitutto del fatto che nell’atto d’accusa sia fatto riferimento alla falsità della fattura 17.08.2011 senza che sia stata promossa una conseguente accusa al riguardo. Evidenzia che l’imputata non è mai stata azionista di nessuna delle società prese in considerazione dall’inchiesta. Sottolinea che l’imputata non ha mai agito per sé, ma semmai per terze persone. Afferma che la sua assistita era convinta che PC 1 avrebbe partecipato alla costituzione di una società (il cui nome non gli era ancora stato comunicato). Rileva che l’imputata fungeva soltanto da segretaria e assistente nella __________ e che gli accordi con PC 1 erano stati conclusi da __________, non da lei. Riconosce che la fattura ha rappresentato una scelta infelice, ma ritiene che, se l’imputata ha sbagliato, lo ha fatto per negligenza, poiché credeva che l’accordo raggiunto da __________ con PC 1 riguardasse anche il figlio __________. Ricorda al proposito lo scritto di __________ con il quale quest’ultimo chiede scusa per il suo comportamento. Sostiene che non vi è alcun dolo imputabile alla sua assistita, ma al massimo semplice negligenza: l’imputata non ha mai voluto danneggiare PC 1 e si è limitata a dare seguito alle richieste che le erano state formulate da __________. A mente dell’imputata, il trasferimento dei fondi rientrava negli accordi presi oralmente. Nella denegata ipotesi in cui fosse riconosciuto il dolo, considera che, viste le circostanze, la pena debba essere limitata in maniera evidente e non essere eccessivamente severa. Non si oppone alle richieste di confisca, ma si oppone alla condanna al versamento della somma di CHF 100'000.- in favore dell’accusatore privato, postulando invece il rinvio di tale pretesa al foro civile.
Considerato, in fatto ed in diritto
AC 1 è nata a __________ __________.
a) Formazione e vita lavorativa
Nel capoluogo __________ AC 1 ha frequentato le scuole dell’obbligo e l’istituto superiore alberghiero, dove ha ottenuto la maturità.
Nel 1996 si è laureata in diritto ed istituzioni dell’__________ presso l’Università di __________.
Nello stesso anno ha frequentato un Master di 5 mesi in negoziati ed affari internazionali ad __________, __________.
In seguito si è iscritta all’albo degli analisti di __________ (__________).
Dal 1996 al settembre 2009 la sua attività professionale è stata quella di consulente aziendale e dirigente di qualche società in __________ ed in __________.
Insieme all’allora compagno __________, AC 1 si è trasferita in __________ nel gennaio 2008.
L’idea era che lei continuasse la sua attività di consulente e che lui aprisse un ristorante.
Il 2 giugno 2008 i due hanno rilevato la Sagl “__________” la quale gestiva l’albergo __________ di __________. Questa attività l’hanno portata avanti fino a maggio/giugno 2009. La __________ è stata venduta da __________ a /AC 1 nell’estate del 2008. __________ ne è stato l’amministratore unico a partire da maggio 2009 (/AC 1 lo conoscono nell’ambito della vendita dell’albergo __________ in quanto amministratore della società che doveva riprenderlo).
La __________, con sede in via __________, __________, doveva servire a gestire l’albergo __________ ed eventuali progetti futuri.
Nel mese di gennaio 2009 la AC 1 si è iscritta al registro degli arbitri alla camera di commercio di __________.
Nel maggio 2009 ha depositato il suo dossier presso l’autorità di __________ per chiedere il patentino che abilita alla professione di fiduciario. In data 23.09.2009 non aveva ancora ottenuto risposta.
Da giugno 2009 la AC 1 è stata assunta formalmente dalla __________
Nel frattempo si erano già interessati a “__________” di via , __________ e nel maggio/giugno 2009 hanno ritirato l’inventario dall’Ufficio Fallimenti per il prezzo di 9'000.-. Nello stesso periodo hanno sottoscritto un contratto di locazione per uno spazio commerciale in Via __________ a . Nel settembre 2009 avrebbe dovuto aprire l’ “”, tuttavia il sequestro del conto societario ha impedito il rispetto del contratto di locazione e quest’ultimo è stato rescisso.
Quanto alle società che qui interessano si segnala innanzitutto la __________, costituita da __________/AC 1 quando erano residenti in __________ (2005/2006). Essa doveva servire per poter lavorare come consulenti aziendali all’estero. Con sede a __________, non ha dipendenti né ha legami, né con la __________, né tantomeno con i signori PC né ancora meno con la __________, società ceduta da __________ a __________/AC 1 nel luglio 2009, che doveva servire, a loro dire, a gestire le attività commerciali legate ai signori PC, il cui amministratore unico, fin dalla costituzione nel novembre 2007, è __________.
b) Vita affettiva
All’inizio del 2006, in __________, conobbe __________ con il quale ebbe e a convivere già in quel paese.
Nel giugno/luglio del 2007 tornarono in __________.
In dicembre 2008 decisero di trasferirsi in ___ per motivi professionali (difficoltà economiche in __________ ed in __________ a causa della crisi). Al momento dei fatti oggetto di questo procedimento i due erano ancora compagni; mentre al dibattimento AC 1 ha riferito che nel frattempo la sua relazione sentimentale con il __________ è finita.
c) Situazione economica
La AC 1 si è notificata all’amministrazione delle contribuzioni come ereditiera con un reddito annuo di 146'861.-.
Da maggio 2009 ha affermato di essere stipendiata dalla __________, con un salario di 6'500.- lordi e di non disporre di conti esteri.
Ha detto di possedere una casa in località __________ (__________) del valore di circa 20'000 Euro.
E’ oggetto di diverse esecuzioni in corso per fr. 72'000.- che, almeno sinora, non hanno prodotto alcun pignoramento. A dire il vero nemmeno si sa se i creditori hanno proseguito nella procedura d’incasso oppure si sono fermati all’opposizione al PE, con il che tali esecuzioni hanno da essere considerate come semplice costatazione di fatto della loro esistenza, senza fornire alcuna indicazione utile per il giudizio, nemmeno in merito alla commisurazione dell’eventuale sanzione pecuniaria.
Come emerso in aula, attualmente l’accusata non svolge attività lavorative. Percepisce indennità di disoccupazione di fr. 3'405.- al mese che termineranno a novembre di quest’anno. Alla richiesta di sapere cosa intende fare in futuro, ha riferito che è alla ricerca di lavoro quale segretaria di direzione nel __________, escludendo di voler tornare in __________.
Trasferitasi a __________, vive in un appartamento dove paga un canone mensile di fr. 950.-. Vive sola e paga un premio di CM di fr. 355.--. Sia che sia, dopo breve discussione, le parti in aula hanno concordato, in caso di condanna ad una pena pecuniaria, un’aliquota giornaliera di fr. 30.- l’una.
d) Precedenti penali
Dal casellario giudiziale svizzero e da quello __________ non risultano iscrizioni a carico dell’imputata. E’, quindi, stata giudicata come incensurata.
2.1. La conoscenza tra i PC (il padre PC 1 ed il figlio __________), AC 1 e __________ e il primo incontro a __________ a fine giugno 2009
, attraverso un amico in comune, conobbe __________ nel maggio/giugno 2009 a __________ del __________ ().
Poco dopo i signori PC si recarono a __________ per discutere di investimenti in __________, presentandosi in Via __________, presso gli uffici della AC 1.
PC 1 ha dichiarato di avere conosciuto AC 1 e __________ verso la fine di giugno 2009 a __________ in occasione di un incontro organizzato da suo figlio __________ e da __________. PC 1 e __________ avrebbero dapprima incontrato __________ presso il bar __________ in Piazza __________ e, dopo circa una mezz’ora, accompagnati da quest’ultimo, si sarebbero recati presso gli uffici della __________ in Via __________ per incontrare AC 1.
Sempre stando alle dichiarazioni rese da PC 1, il figlio __________ avrebbe conosciuto in modo fortuito __________ a __________ agli inizi del mese di giugno 2009 (“25 giorni prima”, inteso prima dell’incontro a __________ di cui sopra). __________ avrebbe a quel momento proposto a __________
“degli incontri per parlare di business a _______, dove diceva di essere molto introdotto”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pagg. 1 e 2).
Al riguardo __________ ha affermato:
“__________, che sarebbe il figlio di PC 1, l’ho conosciuto a __________ circa 3 / 4 mesi fa (ndr: ossia luglio / giugno 2009). Me lo aveva presentato un amico in comune che vive lì. In sostanza l’ho conosciuto durante una cena informale. Il padre invece l’ho conosciuto qui a __________ poiché era stato portato dal figlio. Questo è successo circa 3 mesi or sono (ndr: giugno 2009)”.
(…)
Premetto che a __________, quando ho conosciuto il figlio non abbiamo discusso di nulla. Quest’ultimo mi disse che mi sarebbe venuto a trovare a __________ perché suo padre già conosceva la città. Infatti, circa 3 mesi fa (ndr: giugno 2009) si sono presentati presso l’ufficio dove lavora la mia compagna, ovvero in Via __________ presso la __________”
(VI Polizia __________ 23.09.11, pag. 2).
Tornando all’incontro di fine giugno 2009 a __________ tra i due PC, __________ e AC 1, PC 1 ne descrive così il contenuto:
“Presso questi uffici (ndr: gli uffici in Via __________ a __________), abbiamo discusso per un paio d’ore dei miei intenti, dei miei sogni professionali, di arte, di ammirazione verso la città di __________, ecc.. In sostanza è stata un’occasione per presentarci noi alla signora AC 1 e viceversa”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pag. 2).
Questa invece la versione fornita da __________:
“In quella circostanza (ndr: ossia quando, a suo dire, PC 1 e __________ si sarebbero presentati a __________ presso gli uffici della __________) in cui ero presente pure io, i signori PC mi chiedevano di voler investire del denaro qui in __________ chiedendomi se stessi facendo qualche attività. Da parte mia gli rispondevo che ero in trattativa per aprire due locali (2 bar) e che poteva (parlavo con il figlio) entrare in società con me ad un prezzo molto conveniente di circa Euro 30'000.- perché era tutto in fase embrionale. Gli spiegavo a __________ che se fosse subentrato quale socio investitore in quel momento, aveva un determinato costo (quello appena riferito) mentre che se fosse subentrato ad attività iniziata / registrata, il costo sarebbe stato più elevato. Mi rispondeva che ci avrebbe pensato un attimo e che mi faceva sapere. (…)”
(VI Polizia __________ 23.09.09, pag. 2).
Nel corso dell’interrogatorio sopra citato, __________, al momento di spiegare la relazione con PC 1, non ha fatto alcun accenno o riferimento a questo primo incontro a __________, che permetta di comprendere se sia stata affrontata in quell’occasione anche la questione degli investimenti di PC 1, e non soltanto del figlio __________. Ci torneremo più tardi, anche se vale la pena sottolineare già sin d’ora che, secondo __________,
“(…) i PC si sono praticamente sempre presentati assieme tranne quando (ndr: PC 1) mi ha portato i soldi”
(VI Polizia __________ 23.09.09, pag. 4).
AC 1 ha riferito delle circostanze in cui ha conosciuto i signori PC nei seguenti termini, narrando anche di un sopralluogo presso i due esercizi pubblici di cui avrebbero discusso già in occasione di questo primo incontro (aspetto, questo del sopralluogo, che non emerge in alcun altro verbale):
“__________ (ndr: __________) aveva conosciuto __________ agli inizi di giugno 2009 a __________ durante un suo soggiorno. Tramite amici comuni __________ è entrato in contatto con __________. In quell’occasione __________ aveva spiegato le loro difficoltà economiche ________ e cercava delle alternative economiche, e visto che noi siamo a __________, la richiesta di __________ era mirata a questa città. __________ gli disse che stava aprendo due attività a __________ e che se la cosa gli interessava potevamo sviluppare e realizzarle insieme.
Qualche giorno dopo, __________ e il padre PC 1, sono saliti a __________ e ci siamo incontrati e conosciuti nel nostro ufficio di via __________.
ADR: Durante questo incontro ci sono state delle proposte da parte dei signori PC, e noi abbiamo illustrato le nostre due attività (bar __________). Ricordo che siamo pure andati sui due luoghi per fare un sopralluogo.
Dopo qualche giorno i signori PC sono ritornati a __________ dicendo che potevamo iniziare un’attività di partenariato e collaborazione commerciale insieme”
(VI Polizia AC 1 23.09.09, pagg. 4-5).
Sul contenuto dei rapporti d’affari tra i PC, AC 1 e __________, ci torneremo.
Dinanzi alla PP la AC 1 ha dichiarato:
“Ho conosciuto il signor PC 1 nel giugno 2009 contemporaneamente al figlio __________. Li ho conosciuti a ___”
(VI PP AC 1 18.01.10, pag. 2).
Sempre dinanzi alla PP, PC 1 ha invece riferito:
“Il signor __________ ci aveva presentato la qui presente (ndr: AC
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 3).
Per completezza d’informazione si rileva che nella documentazione sequestrata presso gli uffici della AC 1 vi è un mail del 01.07.2009 del consulente del __________ indirizzato __________, nel quale __________ scrive alla AC 1 iniziando con un “Buongiorno Avvocato”. Ma tant’è. Resta, per quel che qui importa, che i primi a conoscersi furono __________ e __________. Questi presentò poi il __________ al padre PC 1. In seguito vennero a __________ dove conobbero la AC 1 negli uffici che questa occupava in via __________.
2.2. L’apertura della relazione bancaria presso il __________
Il 3 luglio 2009 venne aperta una relazione bancaria presso il __________ a __________, intestata a PC 1, sulla quale fu conferita a AC 1 procura con diritto di firma individuale. Le persone interrogate hanno fornito opinioni diverse sui motivi soprattutto del conferimento del diritto di firma individuale sul conto a favore di AC 1. In particolare per PC 1 è stata la stessa AC 1 a riferirgli che, altrimenti, il conto non poteva essere aperto. Per la AC 1 tale fatto non sarebbe stata un’esigenza ma un consiglio o un auspicio espresso dal funzionario __________ secondo il quale, invece, egli avrebbe semplicemente eseguito quanto i due avevano già tra di loro pattuito, anche perché una tale esigenza non avrebbe, dal profilo bancario, alcun senso. Per la Corte tale circostanza è rimasta, sia che sia, secondaria, il giudizio essendosi fondato su elementi documentali certi, astrazion fatta da testimonianze che hanno semplicemente raccolto la versione di una o dell’altra parte, senza supporti probatori certi. Determinante è, per finire, risultata la circostanza che il conto è stato aperto a nome di PC 1 e che alla AC 1 è stata conferita procura individuale. Per completezza di giudizio si indicano comunque le risultanze degli interrogatori degli interessati.
Per PC 1, l’apertura della relazione era motivato unicamente dalla sua volontà di poter disporre di un conto in __________:
“Il 3 luglio 2009 per dare anche una eventuale successiva prova della mia solvibilità, abbiamo aperto un conto corrente al ____ di __________ sul quale ho depositato chf 120'000.- con 4 assegni da Euro 20'000.- cadauno”;
“(…) in realtà i chf 100'000.- per aprire il conto presso la __________ di __________, era una cosa che volevo fare per piacer mio per avere una disponibilità nella Confederazione e non avevo altri scopi. Era un conforto mentale mio”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pagg. 2 e 3).
A mente di PC 1, la procura in favore della AC 1 fu richiesta da quest’ultima:
“Al momento dell’apertura del conto, la signora AC 1, in presenza del signor __________ del __________, mi fece presente che se lei non fosse entrata come procuratrice con diritto di firma, il conto corrente non poteva essere attivato.
Ha motivato questa sua affermazione dicendo che la sua presenza era una condizione fondamentale per poter aprire detto conto”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pag. 2).
__________, dal canto suo, ha sostenuto che il conto (privato) intestato a PC 1 sarebbe dovuto servire all’avvio di una società. Egli ha ricordato l’episodio nei seguenti termini:
“Nel corso del mese di luglio 2009, la prima settimana, PC 1 si presenta a __________ presso l’ufficio di AC 1. In quella circostanza è arrivato con il treno. In quella circostanza, ci presentava mi sembra 4 assegni circolari da Euro 20'000.- cadauno chiedendoci di aprirgli un conto corrente privato che però doveva servire all’avvio di una nuova società che ci vedeva coinvolti assieme. (…).
La sostanza è che PC 1 voleva usufruire di una società __________ per i suoi comodi e degli affari / problematiche che vertono sulla sua persona”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pag. 4).
Sempre __________, in relazione all’apertura del conto:
“PC 1, il sottoscritto e AC 1, durante la prima settimana di luglio 2009, ci siamo recati in banca presso il __________ in centro a __________ ed abbiamo aperto un conto corrente a nome di PC 1 il quale dava procura di gestire il suo conto a AC 1. Il consulente del __________, signor __________, diceva che il conto corrente a nome PC 1 poteva aprirlo però necessitava pure la firma di AC 1 perché parte del denaro depositato (CHF 100'000.-), al momento del pagamento e quindi incasso degli assegni, l’equivalente di CHF 100'000.- sarebbe stato poi trasferito sui conti della società __________, al fine di aprire una società anonima. Quest’ultima società, come in precedenza dichiarato, avrebbe gestito gli affari di PC 1, __________ e AC 1 a fronte di tutto il lavoro che si stava facendo. E’ doveroso precisare che in quel momento, AC 1 ed io, abbiamo inteso che divenivamo soci del PC 1. Così è partita la “collaborazione”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pagg. 4-5).
Così come __________, anche la AC 1 ha fatto riferimento ad una futura attività in comune. In occasione del suo primo interrogatorio, quello avvenuto dinnanzi alla Polizia il 23.09.2009, la AC 1 ha affermato:
“Il signor PC 1 si era presentato un venerdì pomeriggio nel nostro ufficio senza preavviso. Estraeva da un taschino interno dei pantaloni 4 assegni circolari da Euro 20'000.- cadauno chiedendoci di aprire un conto corrente.
A questo punto ho censito il signor PC 1 compilando il formulario USF “Apertura relazione/Profilo cliente” del 10.07.2009 (copia allegata al verbale). Abbiamo in seguito accompagnato il signor PC 1 presso il __________ di via __________ dove abbiamo incontrato il signor __________ consulente commerciale e non privata. Questo perché l’apertura del conto era finalizzata all’apertura di un attività futura comune.
In banca ci dissero che per le procedure bancarie correnti dovevano conoscere il correntista e la provenienza dei fondi, e auspicavano la firma di qualcuno a loro conosciuto. Nella discussione siamo arrivati alla conclusione avrei messo io la firma come procuratrice. Questo perché al momento che fosse arrivata la disponibilità di questi soldi sul conto, i CHF 100'000.- già convenuti in quell’occasione, sarebbero stati destinati alle attività di cui prima.
ADR.: E’ solo per questo motivo che io ho accettato di mettere la mia firma sul conto del signor PC 1.
Infatti non ci sono state altre movimentazioni su questo conto da parte mia se non il 17 luglio 2009 per la girata dei chf 100'000.-”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 6).
La AC 1 ha negato di avere mai detto a PC 1 che per l’apertura di un conto era necessaria una procura di una persona domiciliata in __________:
“No, non ho detto che era necessario, ma consigliabile perché altrimenti con quei presupposti non avrebbe avuto l’apertura del conto”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 6).
A quali presupposti si riferisse, non si sa.
Il consulente bancario __________ è stato interrogato il 18.09.2009 dalla Polizia. Egli ha conosciuto PC 1 in occasione dell’apertura della relazione in oggetto, mentre già in precedenza conosceva sia __________ sia AC 1 per ragioni professionali.
Sulla motivazione alla base dell’apertura del conto nonché del conferimento di una procura alla AC 1, __________ ha dichiarato:
“Ricordo che la motivazione per la quale è stato aperto il conto era quella che il signor PC 1 insieme a AC 1 e __________, volevano intraprendere una attività commerciale, un partenariato. In sostanza il signor PC 1 ha aperto una relazione bancaria, e si è poi messo all’incasso gli assegni bancari, poiché parte del provento sarebbe servito quale apporto in questo nuovo loro progetto commerciale.
La necessità di dare procura alla signora AC 1 è emersa da quest’ultima, ed il signor PC 1 ha acconsentito.
ADR.: Che in quell’occasione la signora AC 1 non ha detto il perché lei doveva avere la procura sul conto. Da quello che ricordo nemmeno il signor PC 1 si è posto il problema.
ADR.: Solo in un’altra occasione successiva, il signor PC 1 mi aveva detto che la procura alla signora AC 1 è stata attribuita in quanto la stessa aveva asserito che fosse necessaria la procura a un cittadino domiciliato in __________, senza la quale una relazione bancaria non sarebbe stata concessa.
Devo dire che in termini bancari questa affermazione non è assolutamente vera. In quell’occasione dissi a PC 1 che se avesse sollevato la questione al momento dell’apertura, gliel’avrei già esplicitato”
(VI Polizia __________ 18.09.2009, pag. 2).
Queste invece le dichiarazioni della AC 1 rese dinanzi alla PP:
“Il giorno di venerdì 3 luglio 2009 il signor PC 1 è venuto nel nostro ufficio di via __________ (intestato a __________) con 4 assegni circolari intestati a lui da Euro 20'000 cadauno. Ci ha detto che desiderava aprire un conto a suo nome su cui incassare gli assegni in questione. Egli era infatti intenzionato a trasferirsi in __________ insieme alla moglie. Con lui avevamo esplorato delle possibilità di insediamento in quanto lui avrebbe voluto gestire una serie di attività, tra cui un laboratorio di analisi e la distribuzione di prodotti medicali. A quel punto o io o il signor __________ abbiamo contattato il signor __________, consulente bancario presso __________. Insieme ci siamo recati presso __________ dove abbiamo incontrato il consulente __________. Lì si è deciso di aprire un conto personale a nome del signor PC 1 con procura a me. Su consiglio del signor __________ sono stata indicata come procuratrice della relazione in quanto il signor PIFA 1 non aveva residenza in __________ e comunque non era conosciuto dalla banca.
La PP mi contesta quanto dichiarato dal teste __________ nel verbale davanti alla Polizia il 18 settembre 2009 a pagina 2.
Ribadisco che la necessità di conferire procura sul conto a mio favore è emersa nel corso dell'incontro in banca. Ne avevamo parlato prima con il consulente __________, il quale, non potendo risolvere la situazione, ci ha accompagnato dal suo collega __________.
Mi viene prospettato che, secondo il mio dire, quel giorno 3 luglio 2009 il signor PC 1 si è presentato senza appuntamento nei nostri uffici con 4 assegni indicando la necessità di aprire un conto per procedere all'incasso degli stessi.
Il signor PC 1 avrebbe portato il capitale necessario per costituire una nuova società e per avere il supporto iniziale per potersi insediare in __________. Con lui avevamo discusso nel senso che __________ sarebbe diventato socio di questa società al 50%. __________ non avrebbe liberato il capitale, perlomeno non in quel momento, ma il suo apporto iniziale alla società sarebbe consistito nella realizzazione di tutti i progetti che avevamo in corso con lui e che PC 1 da solo non avrebbe potuto realizzare (progetto agriturismo in __________, distribuzione del prodotto __________). (…)”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pagg. 2-3).
Nel corso del verbale del 18.01.2010 dinanzi alla PP è stato interrogato anche PC 1. Non si può non rilevare come la sua versione sia diversa rispetto a quella da lui fornita dinanzi alla Polizia, nella misura in cui, oltre allo scopo di poter disporre di risparmi su un conto svizzero, fa anche riferimento alla costituzione di un’eventuale società:
“Tornando alla ragione per la quale ho concesso una procura alla qui presente dichiaro che avevo manifestato da sempre il desiderio di avere un "gruzzoletto" in __________ che poteva servire sia a fini personali sia a costituire un'eventuale società. La signora AC 1 mi ha fatto capire che se non ci fosse stata una procura a suo favore a di un residente in __________, non sarebbe stato possibile aprire un conto a mio nome”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4).
2.3. Il bonifico
Con scritto datato 17.07.2009, ricevuto dalla banca il 21.07.2009, AC 1 ha ordinato un bonifico di CHF 100'000.- a debito della relazione aperta presso il __________ di __________ intestata a PC 1 e a favore della relazione aperta presso il __________ di __________ intestata __________ SA (cfr. allegato a VI Polizia AC 1 23.09.2009).
Nel predetto scritto il bonifico è stato giustificato dalla AC 1 con i seguenti termini:
“a fronte del versamento di capitale sociale”.
Il bonifico è stato operato in data 03.08.2009, così come attestato dall’avviso di addebito del __________ di medesima data (cfr. allegato a VI Polizia AC 1 23.09.2009). Quale motivo del pagamento, l’avviso di addebito riporta la causale “versamento capitale sociale”.
PC 1 ha sempre negato di avere autorizzato il bonifico in questione:
“(…) da parte mia non ho mai autorizzato, né verbalmente né per iscritto, la signora AC 1 a prelevare denaro dal mio conto presso il , tanto meno la somma di chf 100'000.-. per acquistare il pacchetto di azioni completo di una società della quale non conoscevo nemmeno l’esistenza, la “” di __________, con sede di rappresentanza a ________ in via __________”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pag. 3);
“(…) mi sono accorto che erano stati prelevati i chf 100'000.- dalla signora AC 1 solo quando sono andato in banca per verificare se il corrispettivo dei soldi che avevo versato dall’______ erano stati accreditati. Solo in quel momento ho saluto quanto aveva fatto la signora AC 1.
Ho chiesto immediatamente di parlare con il signor __________, il quale mi ha prontamente ricevuto. Presente anche una certa signora __________, nella sorpresa generale che un prelievo di tale quantità fosse stato tenuto all’oscuro del titolare del conto corrente, quindi il sottoscritto.
La signora __________ ed il signor __________ mi hanno invitato, offrendomi un telefono cellulare della banca a contattare immediatamente la signora AC 1, cosa che è stata fatta in loro presenza e così hanno ascoltato l’intera telefonata.
Al telefono la AC 1 ha cercato di ammorbidire la mia rimostranza, anche se educata, invitandomi prontamente a raggiungerla negli uffici della __________, anche perché da li a un ora sarebbe partita per le vacanze. Erano infatti all’incirca le ore 1200.
Mi sono recato immediatamente alla __________, dove ho trovato ad accogliermi sia AC 1 che __________. Dopo un quarto d’ora di conversazione generica e formale ribadendo i due che dovevano scappare per le vacanze, alla domanda precisa del perché erano stati presi i chf 100'000.-., chiarissimamente sia __________ che AC 1 hanno risposto con queste precise parole:
“Era un fatto dovuto per il buon andamento del conto corrente”.
Ho chiesto loro, allora, quando sarebbero rientrati sul mio conto questi soldi, perché io non avevo dato nessun ordine in questo senso e non avevo concordato con loro nessun acquisto o vendita. La risposta di entrambi è stata:
“Il giorno 20 rientriamo dalle ferie e ti ridaremo i chf 100'000.—“.
Ho ribadito loro la fiducia in questa promessa, promettendo di dimenticare l’episodio come se nulla fosse accaduto.
Ci siamo salutati e sono rientrato immediatamente in banca, dove alla signora __________ ed al signor __________, ho riferito la conversazione appena avuta alla __________, e quindi ho confermato al signor ____ ed al signor __________ che dovevamo attendere il fatidico giorno 20 per il rientro di entrambi dalle vacanze.
Da quel momento fino ad oggi non ho più avuto nessun contatto telefonico o personale di nessun tipo con i due.
La stessa cosa dicasi per mio figlio, il quale tuttavia è stato avvicinato il 13 o 14 agosto dal signor __________ in una località balneare di , e al quale __________ ha proferito minacce di ogni tipo lasciandosi sfuggire anche che la AC 1 (AC 1) per questa avventura cui l’ha indotto lui stesso () voleva interrompere ogni rapporto di convivenza. In sostanza AC 1 voleva lasciare il __________ per questa storia senza destino”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pagg. 4-5).
Così PC 1 dinanzi alla PP, in presenza della AC 1:
“Non ho autorizzato in alcun modo la qui presente ad eseguire bonifici a favore di terzi. La qui presente neppure mi ha chiesto preventivamente l'autorizzazione ad eseguire il bonifico di CHF 100'000 addebitato sul mio conto il 3 agosto 2009. Sono venuto a conoscenza del bonifico in questione il giorno 10 agosto 2009. In effetti il signor __________ mi aveva detto che occorrevano circa una ventina di giorni per l'accredito dei fondi sul mio conto. Incuriosito dal fatto che non avevo ancora ricevuto l'accredito, il giorno 10 agosto 2009 mi sono recato direttamente in banca. In quell'occasione ho scoperto che l'accredito era avvenuto con valuta 31 luglio e che il 3 agosto era stato fatto il bonifico a favore di una società terza a me totalmente estranea ovvero a favore della __________. Visto il mio sconcerto il signor __________, con la dottoressa __________ e il funzionario __________, hanno chiamato la AC 1, informandola sul fatto che mi trovavo in banca e che avevo delle rimostranze da fare. Mi hanno poi passato il cellulare. La AC 1 mi ha invitato a passare negli uffici della sua società per un chiarimento in quanto non ci sarebbe stato nulla di anomalo. Mi sono allora recato in via __________, dove __________ ha preso in mano la conversazione per stemperare i toni, che in ogni caso da parte mia sono stati corretti. __________ si è lamentato ripetutamente del comportamento di mio figlio __________, il quale aveva interrotto il giorno 3 agosto 2009 ogni collaborazione con lui rientrando in __________. (…) Esasperato dalla situazione mio figlio ha cessato ogni forma di collaborazione, rientrando in ______. (N.B. secondo AC 1 la lettera di dimissione nei termini ivi riportati e di cui si dirà dopo, fu allestita dal figlio dietro pressioni del __________). Dopo lo sfogo di __________, ci ha raggiunto anche la AC 1, la quale, con lo sguardo basso, si è giustificata dicendo che quell'operazione era un fatto dovuto per movimentare il conto e che mi avrebbero comunque restituito i soldi il giorno 21 agosto 2009 al ritorno dalle vacanze che iniziavano quel giorno stesso. La AC 1 non specificò le modalità con le quali avrebbe restituito il denaro. Io le feci fiducia, augurando loro buone vacanze. Subito dopo sono ritornato presso ___ ed ho riferito ai consulenti della banca il contenuto della conversazione appena avuta e la promessa fattami da AC 1 di restituirmi l'intero importo di CHF 100'000. Il signor __________ mi ha augurato buona fortuna, dicendomi che sperava che fossero di parola”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4);
“Non ho mai dato alcun mandato di consulenza a __________ società che mi è totalmente sconosciuta. Contesto totalmente l'addebito avvenuto sul mio conto. Ribadisco che la qui presente non mi ha mai chiesto preventivamente il consenso per effettuare questo addebito né tanto meno mi ha dato un resoconto spontaneo prima del giorno in cui ho scoperto l'addebito”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 5).
Nel corso del suo interrogatorio dinanzi alla Polizia, __________, mentre espone le circostanze dell’apertura del conto e le giustificazioni per il conferimento della procura alla AC 1, di fatto sostiene che il trasferimento della somma CHF 100'000.- era già stato oggetto di discussione al momento dell’apertura del conto:
“(…) Il consulente del __________, signor __________, diceva che il conto corrente a nome PC 1 poteva aprirlo però necessitava pure la firma di AC 1 perché parte del denaro depositato (CHF 100'000.-), al momento del pagamento e quindi incasso degli assegni, l’equivalente di CHF 100'000.- sarebbero stato poi trasferito sui conti della società __________, al fine di aprire una società anonima. (…)”
(VI Polizia __________, 23.09.2009, pag. 5).
In realtà, __________, contrariamente a __________ e PC 1, ha dichiarato che quel giorno egli non era presente - assenza confermata anche dalla sua assistente __________ nata __________, pure interrogata - e che la telefonata era stata fatta da PC 1 in presenza di altri colleghi della banca. __________ ha, poi ed improvvisamente, fatto cenno al fatto che, al rientro dalle vacanze, avrebbero allestito un conteggio dare/avere a liquidazione dei rapporti, circostanza mai avanzata fino a quel momento:
“I primi giorni di agosto, si interrompe definitivamente il rapporto con __________ per i motivi sopra detti (lettera di proprio pugno di rinuncia a tutto). Da quel momento dei PC non ho più avuto notizie tranne che il 10 agosto 2009, momento nel quale il consulente __________ signor __________ contatta AC 1 dicendogli che il signor PC 1 era presente in sede per chiudere il conto. Dopo la telefonata con il signor __________, AC 1 ed io riceviamo in ufficio il PC 1. Gli si spiegava, ancora una volta, che ci doveva pagare a fronte della fattura. PC 1, accettava il fatto di ricevere una nostra fattura chiedendoci addirittura di ottenere uno sconto sui CHF 1'000.- orari che ci doveva pagare. Gli si ribadiva che lui doveva pagare quello che sarebbe figurato nella fattura e che fino a quel momento, dai conti della __________ non aveva ancora toccato nulla nessuno.
Per riassumere, il giorno 10 agosto 2009, con PC 1 si è rimasti d’accordo che ci saremmo pianificati la fattura al ritorno dalla mie vacanze che iniziavo proprio quel giorno.
Due o tre giorni successivi, AC 1 ed io, eravamo a __________ e riceviamo una mail da PC 1 dove ci diceva che noi lo avevamo rapinato. Io a quel punto chiamavo il figlio __________ e gli dicevo che lui la storia la sapeva e che non capivo la mail del padre. La risposta di __________ era, guarda caso, sempre la medesima, cioè che non aveva nulla a che con il padre. Dato che sapeva che avevo ragione, __________ mi diceva che avrebbe chiamato suo padre e che lo avrebbe fatto tornare alla ragione. In quel momento AC 1 era scossa e rientrava in __________ perché il lunedì successivo ha inoltrato una formale denuncia contro __________ e PC 1”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pagg. 7-8);
“I CHF 100'000.- so che sono entrati sui conti della __________ tra il 29 luglio 2009 e i primi giorni di agosto.
Voglio puntualizzare che nel lasso di tempo, quindi dalla consegna degli assegni sino all’incasso è trascorso quasi un mese. In sostanza, fino al 10 agosto 2009, la situazione era che il figlio, __________ aveva rinunciato a tutto, che PC 1 mi doveva pagare una fattura che dovevamo ancora quantificare e come da pre-accordo preso dalla Banca __________ unitamente a PC 1, i CHF 100'000.- erano depositati nel conto corrente della __________”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pag. 8).
Come già indicato in precedenza, la AC 1 ha dichiarato che la procura le era stata conferita nell’ottica di poter disporre della somma di CHF 100'000.- una volta che la stessa fosse stata depositata sul conto.
In relazione al bonifico poi effettuato, la AC 1 ha dichiarato dinanzi alla Polizia:
“L’intenzione era quella di avere a disposizione il denaro per l’attività, ed è per questo che sono stati versati sulla __________”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Alla domanda a sapere se fosse stata autorizzata a compiere il bonifico in oggetto, la AC 1 ha risposto:
“Sì verbalmente al momento dell’apertura del conto in presenza dei funzionari della banca. Ricordo a questo proposito che i funzionari della banca chiesero il versamento del capitale su un conto deposito per la costituzione della società. Noi abbiamo risposto di aver in acquisto una società già esistente, e infatti pochi giorni dopo chiedemmo il trasferimento del conto da __________ a __________ sotto il nostro consulente signor __________.
(…) non ho assolutamente agito di mia iniziativa”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Dinanzi alla PP, la AC 1 ha affermato (non facendo alcun riferimento all’autorizzazione preventiva ricevuta verbalmente al momento dell’apertura del conto, di cui invece aveva parlato dinanzi alla Polizia):
“La PP mi chiede se abbia chiesto il consenso preventivo, anche solo verbale da parte del signor PC 1 per l'addebito.
Non c'è alcuna autorizzazione scritta da parte del signor PC 1 a trasferire quella cifra. Ho fatto il bonifico datato 17 luglio 2009 per la ricapitalizzazione della __________ che al 17 luglio 2009 era la società che doveva portare avanti tutte le attività comuni.
Non esiste alcun contratto di acquisto azioni da parte del signor PC 1.
Mi viene chiesto se al signor PC 1 sia stata data comunicazione dell'avvenuto addebito con questa causale prima del giorno 10 agosto 2009, giorno in cui il signor PC 1 ha disconosciuto il bonifico.
No perché non parlavamo di queste cose al telefono e lui non è venuto sino al 10 agosto 2009.
La PP mi chiede se abbia mai consegnato al signor PC 1 le azioni della __________.
Non è stato possibile perché il giorno 10 agosto 2009 le azioni non erano ancora state emesse e noi stavamo partendo per le vacanze.
La PP mi chiede se quel giorno ovvero il 10 agosto 2009, allorquando PC 1 è venuto da noi lamentandosi per l'addebito di CHF 100'000 che aveva scoperto in banca, gli abbia detto che l'addebito era avvenuto per l'acquisto da parte sua delle azioni della __________, rispettivamente se gli abbiamo proposto di consegnargli le azioni.
Noi abbiamo detto al signor PC 1 che quel montante corrispondeva al versamento del capitale della società, da ricapitalizzare ragione per la quale erano stati versati quei fondi. Visto quanto era successo con il figlio e visto il clima negativo che si era creato, gli abbiamo che, rientrando il giorno 21 agosto 2009 ci saremmo visti ed avremmo fatto i conti di quello che erano le nostre competenze, ritenuto che, se ci fosse stata un'eccedenza a suo favore, l'avremmo immediatamente restituita il 21 agosto 2009. Siamo partiti subiti per prendere il traghetto”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pagg. 5-6).
2.4. L’utilizzazione della somma di CHF 100'000.- bonificata in favore del conto di __________
Quanto alla destinazione data alla somma di CHF 100'000.- dopo il trasferimento dalla relazione intestata a PC 1, __________ si è limitato a dichiarare che:
“i soldi in questione, CHF 100'000.- sono stati nel frattempo adoperati dalla __________ per scopi propri”
(VI Polizia __________, 23.09.2009, pagg. 8-9).
La AC 1 ha invece così descritto, dinanzi alla Polizia, l’uso della somma di CHF 100'000.- (vale la pena sottolineare come la AC 1 faccia esplicito riferimento alle attività d’investimento di __________, ossia del figlio di PC 1):
“D.: Come sono stati utilizzati i chf 100'000.- ?
R.: Dalla __________ chf 19'000.- sono stati utilizzati per il versamento della cauzione affitto della __________.
CHF 4'500.- per l’acquisizione della società __________.
CHF 65'000.- sono stati trasferiti sulla __________ per l’apertura del locale Pub __________ (lavori di ristrutturazione del locale, tutta la manodopera, il personale, gli acconti per gli architetti, ecc…).
CHF 6'000.- all’Ufficio Fallimenti di __________ per l’asta di acquisto dell’inventario del pub __________.
Il rimanente è stato utilizzato per l’affitto dei mobili dell’inventario del __________ e lo stoccaggio di parte di questi mobili da __________.
ADR.: Che di questi chf 100'000.- non abbiamo intascato nulla, ma sono stati tutti interamente investiti nelle due attività, di cui __________ è socio al 49%”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Queste invece le spiegazioni rese dalla AC 1 dinanzi alla PP il 18.01.2010:
“Per quanto attiene alla destinazione che abbiamo dato ai CHF 100'000 del signor PC 1 rilevo che CHF 75'000 sono stati prelevati il 17 agosto 2009 e riversati nella misura di CHF 65'000 sul conto della ___.
La parte restante è stata utilizzata secondo le seguenti modalità:
CHF 19'000 sono stati utilizzati per il versamento della cauzione affitto sul conto risparmio garanzia __________________ intestato a __________ presso __________;
CHF 4'500 all'intermediario per le acquisizione delle azioni della __________, ovvero all'amministratore ______________;
CHF 6'000 all'Ufficio Fallimento per l'asta di acquisto dell'inventario del Pub __________”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2009, pag 7).
2.5. Ulteriori fatti dopo il bonifico e la fattura del 17.08.2010
2.5.1. PC 1 si è recato presso il __________ il giorno 10 agosto 2009. Resosi conto dell’avvenuto addebito sul suo conto di CHF 100'000.-, si è messo in relazione telefonica con la AC 1 e in seguito si è recato presso l’ufficio di quest’ultima, dove vi era anche __________, entrambi in procinto di partire per le vacanze.
Sulle circostanze che hanno portato PC 1 a scoprire il cennato bonifico a __________, già si è detto al considerando 2.3.
2.5.2. Per quel che è di __________ si segnala che dopo aver versato 30'000 EURO a __________ per l’acquisizione del 49% del capitale sociale della __________ (cfr. infra 3.1.) con manoscritto non datato, ma che in aula è stato concordemente situato attorno al 3 agosto 2009, questi si è tolto da ogni affare con AC 1 e __________ ringraziandoli per quanto avevano fatto per lui:
“Durante la mia permanenza a __________ mi ha offerto una grande opportunità lavorativa, quella di diventare proprietario di due locali ad un prezzo davvero molto conveniente, davvero una grande occasione, ma per causa della mia personalità e del mio atteggiamento presuntuoso e della convinzione di sapere tutto ci sono state delle discussioni, e soprattutto ho causato non pochi problemi a __________, e al suo lavoro, ritardando anche in certi casi l’apertura dei locali. Posso dire comunque che ______ non mi ha mai trattato male se non a fin di bene per cercare di insegnarmi a vivere. Decido di mia spontanea volontà di tirarmi indietro pur sapendo del grande disturbo che arreco a __________”.
A dire di PC 1, il figlio sarebbe stato obbligato a scrivere tale missiva in quanto minacciato di non ben determinate gravi conseguenze. La questione può rimanere indecisa poiché non ha, come si vedrà, rivestito alcuna importanza ai fini del giudizio. Certo è che agli atti vi è una mail che suggerirebbe di ritenere che le minacce, se vi sono state, sono state espresse da __________. In effetti questi, in una mail indirizzata a tale __________, ha in effetti chiesto un incontro con “venerabile” per dirimere “una questione nata con me ed un fratello”. Ma tant’è.
2.5.3. In data 17 agosto 2009 (raccomandata ricevuta da PC 1 il 24 agosto 2009) è stata quindi emessa una fattura dalla __________ per un importo di CHF 135'150.- a carico dei signori PC e __________.
Questo è il testo della fattura:
“Compensi per prestazioni
Egregi Signori,
Con riferimento alla relazione intercorrente, con la presente vi preghiamo di voler bonificare in data odierna, sul nostro conto __________ n. __________, aperto presso il __________, quanto segue:
1'000.- CH l’ora ´ 60'000.- CHF
farmaceutici ´ 10'000.- CHF
(ctv. 15'000 €) ´ 22'500.- CHF
Redazione di business plan (ctv. 5'000 €) ´ 7'500.- CHF
Studio e prospezione di mercato per
apertura laboratorio ´ 10'000.- CHF
comunitari ´ 10'000.- CHF
garanzia e firma ´ 5'000.- CHF
credito (ctv. 1'500 €) ´ 2'150.- CHF
anonima ´ 8'000.- CHF
Acconto ´ 100'000.- CHF
Cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.
AC 1
__________”
Così la funzionaria di banca, assistente di __________:
“Qualche giorno dopo il 20 di agosto 2009, è arrivata una fattura da pagare per PC 1 intestata alla __________; non ricordo l’importo della fattura, ma ricordo che era superiore ai chf 100'000.-.
Evidentemente la banca non ha dato seguito, che io sappia, a questa richiesta di pagamento”
(VI Polizia __________ 05.10.2009).
La AC 1 (come d’altronde __________) ha sempre sostenuto che vi era un accordo circa la tariffa oraria CHF 1'000.- salvo poi, nel verbale dinanzi alla PP (vedi più sotto) indicare una tariffa oraria di CHF 1'500.-:
“Fin dall’inizio della nostra collaborazione, vista anche la mole di lavoro, siamo stati molto chiari con i signori PC, e in tre o quattro occasioni abbiamo ribadito molto chiaramente e fermamente che apportavamo le nostre energie e conoscenze tecniche, economiche, ecc.. nella futura attività comune, ma che se queste decine e decine di incontri non avessero portato a qualcosa di concreto, noi avremmo fatturato tutto il nostro lavoro a chf 1'000.- l’ora (chf 500.- io e chf 500.- per __________). Questo ben chiaro fra le parti.
ADR.: Che alla fine, vista l’inconsistenza di tutte le attività proposte da loro, e visto che a causa della incompetenza dei signori PC avevamo subito delle forti perdite nei tre locali pubblici, mi sono trovata costretta a fatturare il dovuto.
Per questo motivo redigevo la fattura del 17.08.2009 di chf 135'150.-”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 5).
Richiesta di spiegare i motivi che l’hanno spinta ad emettere la fattura, la AC 1 ha così risposto:
“I primi di agosto la situazione con i signori PC è precipitata nel senso che il signor __________ ci ha causato una serie di danni economici e di immagine.
Economici perché avendo l’acquirente dell’albergo __________ difficoltà a pagarci il saldo, il signor __________ e sua moglie hanno suggerito di riprenderlo loro con la __________, in modo da avere un ventaglio di società e attività complementari.
A tal fine noi abbiamo scoraggiato e annullato le trattative con un altro potenziale acquirente per privilegiare il nostro partner __________.
Ad un certo momento, il 31.07.2009, ci siamo trovati al __________ ed abbiamo fatto la strategia per la gestione del __________ con __________ e la moglie ed il vecchio gestore dell’albergo.
Il 03.08.2009 il signor __________ ci ha comunicato che aveva cambiato idea in relazione al __________, al __________ e a tutto il resto e che se ne rientrava in _________ perché era una mole di lavoro che lui non poteva sopportare.
Ci chiedeva scusa con lettera manoscritta (copia allegata al verbale).
Questa lettera di scuse non cambiava la situazione di grave difficoltà in cui ci aveva messi.
ADR.: A questo punto, presso il nostro ufficio di via __________, abbiamo detto a __________ di far salire il padre PC 1 entro il 10.08.2009, perché a questo punto ci avrebbero pagato la fattura per le nostre prestazioni e i danni subiti, come per altro avevamo già annunciato all’inizio e durante la collaborazione.
Voglio far presente che in quel periodo il bonifico era già stato eseguito il 22.07.2009, ma i soldi non era stati toccati. Il signor PC 1 da questa data al 10.08.2009 è venuto più volte a __________ e nulla c’era stato da ridire in merito al bonifico dei chf 100'000.-. Le sue rimostranze sono state fatte successivamente ad un litigio avuto con il figlio riferito alla decisione di quest’ultimo di rientrare in __________ e rinunciare ai progetti in __________.
Per questi motivi ritengo che la sua rimostranza nei nostri confronti sia strumentale.
Faccio pure presente che il signor PC 1 si è fatto vivo unicamente il 10.08.2009 a __________ presso la banca __________.
Il funzionario di banca mi ha chiamato dicendomi che c’era il signor PC 1 e che forse c’era un problema da risolvere.
Ho parlato al telefono con il signor PC 1 ricordandogli quelle che erano le modalità e la cronologia dei fatti e l’ho pregato di venire nel mio ufficio perché avevo la nave nel pomeriggio da __________ e dovevo partire per le ferie.
PC 1 è venuto in ufficio e dopo circa due ore e mezzo di discussione, siamo rimasti d’accordo di rivederci o in __________ dove io passavo la settimana di vacanza oppure il 20.08.2009 in ufficio da noi a __________.
Gli avevo detto che il 20.08.2009 gli avrei presentato la mia fattura, che i soldi erano ancora sul conto, e che avremmo fatto le somme.
In quell’occasione mi disse che allora anche lui poteva presentare una fattura. Io gli risposi che per poter presentare una fattura bisognava aver fornito una prestazione o lavorato, che io potevo giustificare ma lui no.
Mentre ero in ferie ho ricevuto una mail il 15.08.2009 intitolata “tua rapina al __________ del 03.08.2009”.
A quel punto abbiamo chiamato telefonicamente __________, che era anche lui a __________, gli abbiamo detto di chiedermi scusa per questa mail e tutto il resto, e che come concordato con il padre, ci saremmo trovati l 20.08.2009 a __________.
Vista la situazione sono rientrata la domenica 16.08.2009 con l’aereo e lunedì 17.08.2009 sono andata in ufficio ed ho preparato tutta la documentazione riferita alla denuncia penale contro i signori PC, la fattura ai signori PC ed una lettera raccomandata”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pagg. 8-9).
Quanto alle voci esposte nella fattura (sempre nell’interrogatorio dinanzi alla Polizia del 23.09.2009), la AC 1 ha dichiarato:
“Mi viene sottoposta per visione la fattura del 17.08.2009 “Compensi per prestazioni” (copia allegata al verbale), e mi viene chiesto di commentare le poste in essa descritte:
▪ 60 ore forfetariamente calcolate a chf 1'000.- l’ora – chf 60'000.-:
ADR.: Le ore sono forfetarie, anche se sono molte di più. I chf 1'000.- è relativo a due persone, cosa che era stata messa in chiaro fin dall’inizio più volte.
▪ Prospezione di mercato per prodotti farmaceutici chf 10'000.-:
ADR.: Verifica di mercato sul canton __________ con interrogazioni alle autorità locali e professionisti del settore. La stessa cosa è stata fatta in __________.
▪ Redazione di contratto commerciale (ctv 15'000 Euro) chf 22’500.-:
ADR.: Preparazione del contratto per la distribuzione in __________ e altre regioni _________, nonché in __________ del prodotto __________. (copia allegata al verbale).
▪ Redazione di business plan (ctv 5'000 Euro) chf 7'500.-:
ADR.: si trova sul mio PC ed era relativo all’iniziativa __________.
▪ Studio e prospezione di mercato per apertura laboratorio chf 10'000.-:
ADR.: Studio di fattibilità che ho fatto per l’apertura di un laboratorio di analisi allergologiche in __________ e in __________.
▪ Studio e prospezione finanziamenti comunitari chf 10'000.-:
ADR.: Sono relativi all’iniziativa immobiliare che si è poi rilevata non di proprietà dei signori PC per l’apertura di un agriturismo in __________ e per la quale sono disponibili dei finanziamenti comunitari.
▪ Apertura di relazione bancaria con garanzia e firma chf 5'000.-:
ADR.: Quella del __________ di __________.
▪ Richiesta e ottenimento carta di credito (ctv 1'500 Euro) chf 2'150.-:
ADR.: Si tratta della Master Card che è stata aperta a nome mio poiché non veniva concessa al signor PC 1. Motivo per il quale abbiamo proceduto all’apertura di una carta prepagata anonima.
▪ Costi per redazione statuti e società anonima chf 8'000.-:
ADR.: Il signor PC 1 e sua moglie hanno delle pendenze fiscali in ______, per cui volevano una società immobiliare in Svizzera che potesse rilevare questo immobile in qual modo, in modo da poter salvaguardare la casa di famiglia. Il signor PC 1 mi disse di fissare l’appuntamento con il notaio in modo da parlarne e per poter procedere all’acquisizione o locazione o altro di questo bene.
D.: Per due mesi di collaborazione, non sono importi troppo elevati ?
R.: No nella misura in cui da parte nostra le cifre erano state più volte ribadite e non contestate dai signori PC.
D.: Non è che i suoi scritti del 17.08.2009 sono stati create ad arte per giustificare il bonifico bancario dei chf 100'000.- alla __________ ?
R.: Assolutamente no, anche perché se così fosse ne avrei disposto il trasferimento di più di chf 100'000.- e li avrei utilizzati per i miei scopi”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pagg. 9-11).
Queste invece le spiegazioni fornite dalla AC 1 dinanzi alla PP il 18.01.2010:
“Alla domanda della Procuratrice come mai abbia emesso la fattura in data 17 agosto 2009 invece di aspettare il giorno 21 agosto come ci eravamo accordati rispondo che l'ho fatto a seguito della sua e-mail”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 6);
“La PP mi chiede se __________ abbia mai fatto attività di consulenza per conto del signor PC 1.
Rispondo di no. Le prestazioni professionali sono state fatte da me e __________.
ADR concordo con la PP che la voce "costi per redazione statuti e società anonima" di CHF 8'000 non è una voce assunta dalla __________”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 7).
Interrogato a proposito del bonifico e della fattura, il fiduciario __________ ha dichiarato:
“ho saputo dell'accredito di CHF 100'000 sul conto della __________ presso __________ con valuta 3 agosto 2009 e del successivo trasferimento sul conto della __________ del 17 agosto 2009, verso fine agosto 2009 dalla stessa AC 1, la quale mi ha detto che l'accredito era riferito alla fattura emessa dalla __________, indirizzata, salvo errore al signor __________. Alla signora AC 1 ho detto che l'onorario esposto pari a 60 ore per CHF 1'000 l'ora mi sembrava decisamente elevato. La stessa mi ha riferito di essersi accordata verbalmente con il signor __________ per la tariffa oraria. Per parte mia mi sono limitato a prendere atto delle dichiarazioni della signora AC 1, fidandomi di lei, senza fare alcuna verifica, in particolare non ho preso contatto con il signor __________. Non mi ricordo se ho verificato la provenienza dei fondi, neppure ho verificato la successiva destinazione. Il signor PC 1 non si è rivolto direttamente a me”
(VI PP __________ 04.03.2009, pag. 3).
Dai verbali d’interrogatorio non emerge una versione univoca circa il contenuto degli accordi intercorsi tra PC 1, la AC 1 e il __________.
3.1. Preliminarmente vale la pena fare un breve accenno agli investimenti di __________.
Stando a quanto riferito da __________, __________ avrebbe dovuto entrare in società (la __________) con lui per la gestione di due esercizi pubblici ad un prezzo di EUR 30'000.- (per una quota del 49%):
“ (…) ero in trattativa per aprire due locali (2 bar) e che poteva (parlavo con il figlio) entrare in società con me ad un prezzo molto conveniente di circa Euro 30'000.- perché era tutto in fase embrionale. Gli spiegavo a __________ che se fosse subentrato quale socio investitore in quel momento, aveva un determinato costo (quello appena riferito) mentre che se fosse subentrato ad attività iniziata / registrata, il costo sarebbe stato più elevato. Mi rispondeva che ci avrebbe pensato un attimo e che mi faceva sapere. Due giorni dopo mi ricontattava telefonicamente chiedendomi se poteva di nuovo raggiungermi in __________. Da parte mia gli dicevo che non c’erano problemi.
Quando il figli arriva accetta l’offerta dei 30'000.- Euro per entrare in società con me in ragione del 49%. __________ mi diceva che non aveva con sé tutti i soldi e che li avrebbe pagati in 3 tranches. Gli rispondevo che non avrei messo delle date di scadenza però che entro il 30 agosto 2009 mi avesse pagato l’importo dato che avremmo iniziato l’attività al bar __________ in Via __________ a __________. Lui mi diceva che gli andava bene. Mi consegnava quindi la somma di Euro 10'000.- consegnandogli la ricevuta e dicendogli che le quote le avrebbe prese in maniera proporzionale ai suoi versamenti.
Dopodichè, siamo nel mese di luglio, iniziamo i lavori e lui mi chiedeva se poteva seguirli personalmente dato che lui aveva avuto un azienda di costruzioni. Da parte mia gli davo il benestare. Il materiale lo acquista in ______, regolarmente importato unitamente a due operai, anch’egli regolarmente notificati. I due operai appena citati per problemi personali con __________, se ne sono andati subito via abbandonando i lavori. __________ trova un altro operaio. Prima che i lavori fossero finiti lo stesso viene nel mio ufficio e mi dice che questo stress non lo sopportava e che non andava più d’accordo con me e a costo di rimetterci il denaro che aveva fino a quel momento versato, pari a Euro 30'000.- rinunciava a tutto.
ADR che la destinazione degli Euro 30'000.- sono stati destinati ai lavori per l’avvio del locale e per questo denaro, anche se __________, mi diceva che voleva rinunciare ad essere socio, gli dicevo che non era giusto e che le quote in ragione del 49% in sue mani se le doveva comunque tenere poiché pagatemi.
ADR che la società che gestisce il locale Bar __________ è la __________.
Di fatto, prima dell’inizio dell’attività del Bar __________, __________, su di un memoriale scritto ha rinunciato a tutto, al denaro e alla gestione dell’attività. Questo documento è tra l’incarto in nostro possesso.
Da circa il 6 / 7 agosto di __________ non ho più avuto notizie”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pagg. 2-4);
“I primi giorni di agosto, si interrompe definitivamente il rapporto con __________ per i motivi sopra detti (lettera di proprio pugno di rinuncia a tutto)”
(VI Polizia __________ 23.09.2009, pag. 7).
La AC 1, nel suo interrogatorio del 23.09.2009 dinanzi alla Polizia, non opera sostanziali distinzioni tra __________ e PC 1. Si rileva comunque che la AC 1 parla esplicitamente di ____ in relazione alla partecipazione di quest’ultimo, per una quota del 49%, nella __________.
Di fronte alla PP, la AC 1 ha invece dichiarato:
“Con il signor __________, mediante scrittura del 1° luglio 2009, il signor __________ gli ha ceduto il 50% delle azioni della __________, dietro versamento di Euro 30'000 (…). Il signor __________ avrebbe dovuto versare il saldo di Euro 20'000 entro il 31 agosto 2009. Contestualmente alla firma gli sono state consegnate le azioni pari al 49% del capitale azionario. Egli ha pagato il saldo scaglionato e a tutt'oggi risulta uno scoperto di Euro 8'500.
Il signor PC 1, pure avendo accompagnato in più occasioni il figlio, non figura formalmente come azionista della società”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 2).
Non si comprende se l’uso della parola “formalmente” da parte della AC 1 sottintenda (o, piuttosto, voglia far sottintendere) una partecipazione di fatto del padre PC 1 agli investimenti del figlio __________.
3.2. Tornando al denunciante e agli accordi di quest’ultimo con l’imputata (e con __________), si ricorda che PC 1 ha riferito di non esercitare più in ______ la professione di medico patologo:
“(…) anche perché in ______ le condizioni statali e regionali in modo particolare sono diventate soffocanti, motivo per il quale ho deciso di chiudere il mio laboratorio che si trovava a __________ (…)”
(VI Polizia PC 1 17.09.20009, pag. 1).
PC 1, nel corso del suo interrogatorio del 17.09.2009, dopo avere evocato l’apertura del conto presso il __________, ha dichiarato, facendo però soprattutto riferimento agli investimenti del figlio __________:
“Da quel momento (ndr: inteso dal 3 luglio 2009, giorno dell’apertura del conto) a scadenze regolari, tre volte al mese, venivo a __________ a conversare con loro, parlando principalmente degli affari che stavano sviluppandosi con mio figlio.
Personalmente ho atteso essenzialmente in tutto questo mese che mi desse una risposta al fine di poter verificare la possibilità dell’apertura di un laboratorio di analisi cliniche in __________. Mai tuttavia ho avuto una risposta in tal senso. (…)
(…) gli affari dei quali si occupava mio figlio con la signora AC 1 e , erano mirati soprattutto all’entrata nella società proprietaria di un locale pubblico ubicato in __________ in via __________ “”, con una partecipazione di chf 45'000.-. (…)
(…) fra di noi non vi è mai stato un accordo o un contratto scritto di nessun genere. Ripeto che le mie erano unicamente esternazioni su probabili attività in questa città. (…)
(…) i due denunciati non hanno mai presentato uno studio di mercato o un business plan, nessuna parvenza di relazione anche minima, sulle eventuali attività alle quali ero interessato.
(…) per me non hanno mai prodotto nulla, le discussioni erano fatte da pari, nel senso che ognuno offriva la propria competenza ed il proprio punto di vista senza sviluppare nulla. Infatti non esiste come detto nessun documento che descrive le ricerche effettuate ed i risultati ottenuti dai denunciati”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pagg. 2 e 3).
Così al PP:
“Corrisponde al vero che con __________ avevo discusso in termini generali di costituire una società che avrebbe potuto sviluppare della attività comuni. Dal mese di luglio 2009 ciò è stato discusso in quattro o cinque incontri. Il capitale l'avrei apportato io e lui avrebbe apportato la sua rete di conoscenze”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4).
__________ ha fatto spesso riferimento ad entrambi i signori PC (ossia padre e figlio) e pure lui difficilmente distingue le due posizioni. Come visto sopra, __________ ha parlato soprattutto dell’investimento in due locali pubblici e della partecipazione a tale investimento da parte di __________ mediante versamento della somma di EUR 30'000.-.
Richiesto di esporre specificatamente la relazione con il padre, __________ dichiara:
“Di seguito esporrò ora la situazione riguardante la relazione con il padre, PC 1. Va precisato che comunque i PC si sono praticamente sempre presentati assieme tranne quando mi ha portato i soldi e che in seguito riferirò.
Nel corso del mese di luglio 2009, la prima settimana, PC 1 si presenta a __________ presso l’ufficio di AC 1. In quella circostanza è arrivato con il treno. In quella circostanza, ci presentava mi sembra 4 assegni circolari da Euro 20'000.- cadauno chiedendoci di aprirgli un conto corrente privato che però doveva servire all’avvio di una nuova società che ci vedeva coinvolti assieme.
Per capire meglio, prima del suo arrivo, PC 1 mi aveva proposto una serie di opportunità / attività per il quale gli mettevo a disposizione le conoscenze specifiche vigenti in __________. In sostanza, da parte di AC 1 ed io sono stati redatti dei contratti, creato una situazione di mercato facendo un analisi sul prodotto ed eventuale commercio in __________, lavorato per un mulino che loro hanno in __________ il quale dovevo occuparmi della ristrutturazione, e altro. Tutti questi lavori e quindi tempo impiegato per il PC 1 sono documentati e annotati nell’incarto in nostro possesso e nella fattura da noi emessa di cui il nostro rappresentante legale è ampiamente informato.
La sostanza è che PC 1 voleva usufruire di una società __________ per i suoi comodi e degli affari / problematiche che vertono sulla sua persona.
PC 1 in ______ ha un laboratorio di analisi chimiche che è stato chiuso dallo Stato _______ perché due socio lo hanno denunciato perché mancanza di guadagni. Inoltre, PC 1, mi risulta che verso lo Stato __________ abbia circa Euro 600'000.- da pagare tra tasse e debiti accumulati. Questo sono venuto a saperlo poco tempo fa”
(VI Polizia __________ 23.09.2010, pag. 4).
“Quest’ultima società (ndr: la __________) (…) avrebbe gestito gli affari di PC 1, __________ e AC 1 a fronte di tutto il lavoro che si stava facendo. E’ doveroso precisare che in quel momento (ndr: parrebbe riferirsi all’apertura del conto e al conferimento della procura), AC 1 ed io, abbiamo inteso che divenivamo soci del PC 1. Così è partita la “collaborazione””
(VI Polizia __________ 23.09.2010, pag. 5).
Su questo punto, però, PC 1 ha affermato di essere venuto a conoscenza dell’esistenza della __________ (da lui definita “società terza a me totalmente estranea”, cfr. VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4) soltanto dopo avere scoperto il bonifico:
“Escludo che la AC 1 e/o il __________ mi abbiano comunicato che l'addebito sarebbe stato fatto per l'acquisto da parte delle azioni della __________”;
“Non ho mai dato alcun mandato di consulenza a __________ società che mi è totalmente sconosciuta”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 6);
“Ribadisco di aver sentito per la prima volta il nome di questa società due ore prima in banca”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 6).
Tornando alle dichiarazioni di __________:
“ (…) fino a quel momento (apertura conto) tra noi e PC 1 non c’è stato nessun contratto di collaborazione ma che da diverse settimana stavamo già lavorando per lui sui vari progetti che lui voleva fare assieme a noi.
In sostanza, nel mese successivo, era intenzione di __________, di fregare sia me che AC 1.
Dico questo perché nei giorni per i quali noi aspettavamo che gli assegni venissero incassati, siamo venuti a conoscenza che per esempio la proprietà di PC 1 a __________, per la quale avevamo investito tempo in un progetto (documentato), era in realtà intestata alla sorella della moglie. Per cui alla nostra richiesta della delega alla sorella della moglie, non abbiamo avuto seguito. L’altra proposta del ______, prodotto farmaceutico, da lui seguita dall’inizio con stipula di contratti documentati (tra AC 1 e la società __________ per il tramite di PC 1), anche questi contatti avevano delle modalità che il PC 1 non ci aveva detto. Ce ne siamo accorti di fatto quando abbiamo chiamato personalmente la società ______ (non ricordo ora il nome) perché ci siamo sentiti rispondere dapprima chi eravamo e che i termini commerciali da noi riportati al telefono i quali ci erano stati forniti da PC 1, ci siamo sentiti rispondere che non era minimamente vero e che se volevamo acquistare quel determinato prodotto dovevamo recarci direttamente in sede e pagare. E’ utile precisare che per questo prodotto, l’analisi commerciale da noi fatta (AC 1 ed io), sulla concreta possibilità di immettere tale prodotto sul mercato _______, si è basata sulle modalità di pagamento del prodotto, descritte e riportate a noi da PC 1, nei termini di 160 giorni. Logicamente, dal momento che la ditta ci richiedeva per questo prodotto, pagamento cash/contanti, il lavoro di analisi sulla commercializzazione del prodotto, ripeto fatta prevalentemente da AC 1, risulta nullo. A questo punto, dato che alla conversazione telefonica, avvenuta durante la seconda metà di luglio, aveva assistito pure PC 1 e sulla scorta di quanto sopra riferito, ho ribadito ancora una volta a PC 1, che gli avrei presentato una fattura per i lavori di consulenza da noi effettuati e che ci doveva almeno la somma di CHF 1’000.- all’ora. Questo perché, come detto direttamente a PC 1, ci stava “sfruttando” per inquadrare la sua vita futura, quindi anche commerciale, qui in ___ assieme alla sua amante”
(VI Polizia __________ 23.09.2010, pagg. 5-6).
Poi __________ ha riferito, in modo alquanto confuso:
“A quel punto (ndr: dovrebbe trattarsi della fase successiva alla scoperta da parte di PC 1 dell’avvenuto bonifico di CHF 100'000.- a debito del conto presso il __________), dopo la conversazione telefonica in presenza di PC 1, e sul fatto che gli dicevo espressamente che gli avrei presentato il conto, con grande serenità se ne era andato via e da quel momento, sino al 10 agosto 2009, non ho più avuto sue notizie. Nel frattempo, il __________ era ancora mio “socio” per cui chiedevo notizie di suo padre perché gli dicevo che doveva pagarmi una fattura. Lui mi rispondeva che non aveva rapporti con suo padre dimenticandosi che pochi giorni prima mi riferiva che viveva assieme a suo padre in un mini appartamento di mq 50 a . Anche qui si può notare la malafede di entrambi i PC. A questo punto vorrei precisare un questione importante. Nel mese di luglio ero venuto a conoscenza del fatto che PC 1, il controvalore degli assegni da lui depositati, erano destinati all’apertura di una società (già detto) la quale aveva come scopo l’importazione di prodotti celiaci, dalla __________ verso l’, ma con il cartaceo svizzero. Questo a forza del fatto che __________ mi ha riferito che aveva già passato la società _________ intestata alla moglie di , al padre PC 1. In questa maniera, PC 1 si era servito di noi per, innanzi tutto portare Euro 80'000.- in __________ e in un secondo momento di eludere la nostra società () e non pagarci le consulenze effettuate”
(VI Polizia __________ 23.09.2010, pagg. 6-7).
In generale sulla strutturazione delle sue attività, la AC 1 ha riferito quanto segue:
“__________, avrebbe gestito i bar, nei quali avrebbe lavorato il signor __________ e per il quale lui prendeva, o meglio ha preso una partecipazione del 49%; per quanto riguarda i giustificativi vedasi “scrittura privata” del 1° luglio 2009 (copia allegata) e la ricevuta delle relative azioni (vedi allegato alla mia denuncia del 17.08.2009).
Voglio precisare che non tutte le azioni prese dal signor __________ sono state pagate, e meglio come importo indicato nella mia denuncia.
__________ non ha nessun legame con questa attività, ma ci serve per lavorare sull’estero. I signori PC non hanno niente a che fare con questa società.
__________ l’abbiamo acquisita dal signor __________ __________ nel mese di luglio 2009 perché i signori PC volevano trasferirsi in __________ e aprire delle attività proprie. Per questo motivo, dopo che i signori PC avevano presentato le loro richiesta oltre che a noi anche al signor __________, è stato deciso di rilevare una società anonima che potesse contenere e gestire le attività di interesse della famiglia PC”
(VI Polizia AC 1 23.09.2010, pag. 4);
“Per quanto concerne la __________, l’abbiamo acquisita a fine luglio 2009 per gestire le attività commerciali legati ai signori PC”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 3).
Nel riferire della relazione con i PC anche AC 1 ha cercato di far passare un messaggio di confusione: nel passaggio del verbale sopra riportato, ha parlato di una società che doveva occuparsi delle attività della “famiglia PC”. Al pari di __________, anche la AC 1, nel riferire agli inquirenti, ha faticato a distinguere le relazioni d’affari con PC 1 da quelle inerenti il figlio __________, facendo sempre riferimento a “i signori PC”:
“ADR.: Durante questo incontro (ndr: il primo, quello avvenuto a __________ verso la fine di giugno 2009) ci sono state delle proposte da parte dei signori PC, e noi abbiamo illustrato le nostre due attività (bar ____ e la __________). Ricordo che siamo pure andati sui due luoghi per fare un sopralluogo.
Dopo qualche giorno i signori PC sono ritornati a __________ dicendo che potevamo iniziare un’attività di partenariato e collaborazione commerciale insieme.
ADR.: Di tutto questo non vi è un vero e proprio contratto, eccetto per uno di questi argomenti, e meglio la distribuzione di un prodotto biomedicale in __________. Ci sono comunque tutti i documenti che i signori PC mi hanno consegnato e sui quali io ho lavorato:
Il progetto immobiliare di agriturismo in __________.
Il laboratorio di analisi biomedica in __________ (per il quale abbiamo organizzato anche degli incontri con persone della regione ___________ introdotte nel settore).
Evidentemente, malgrado non vi sia un contratto vero e proprio tra di noi, ci sono delle mail che parlano di questo e inoltre vi è tutta la documentazione che non potrei evidentemente aver avuto se non dai signori PC”
(VI Polizia AC 1 23.09.2010, pag. 5).
E ancora, in relazione alla rottura dei rapporti, che, seppur ascritta a __________, viene estesa anche, di fatto, al padre, la AC 1 ha dichiarato:
“I primi di agosto la situazione con i signori PC è precipitata nel senso che il signor __________ ci ha causato una serie di danni economici e di immagine.
Economici perché avendo l’acquirente dell’albergo __________ difficoltà a pagarci il saldo, il signor __________ e sua moglie hanno suggerito di riprenderlo loro con la __________, in modo da avere un ventaglio di società e attività complementari.
A tal fine noi abbiamo scoraggiato e annullato le trattative con un altro potenziale acquirente per privilegiare il nostro partner __________.
Ad un certo momento, il 31.07.2009, ci siamo trovati al __________ ed abbiamo fatto la strategia per la gestione del __________ con __________ e la moglie ed il vecchio gestore dell’albergo.
Il 03.08.2009 il signor __________ ci ha comunicato che aveva cambiato idea in relazione al __________, al __________ e a tutto il resto e che se ne rientrava in __________ perché era una mole di lavoro che lui non poteva sopportare.
Ci chiedeva scusa con lettera manoscritta (copia allegata al verbale).
Questa lettera di scuse non cambiava la situazione di grave difficoltà in cui ci aveva messi.
ADR.: A questo punto, presso il nostro ufficio di via __________, abbiamo detto a __________ di far salire il padre PC 1 entro il 10.08.2009, perché a questo punto ci avrebbero pagato la fattura per le nostre prestazioni e i danni subiti, come per altro avevamo già annunciato all’inizio e durante la collaborazione”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 8).
In seguito, dinanzi alla PP, la AC 1 si è espressa, apparentemente, con maggior precisione:
“Con il signor __________, mediante scrittura del 1° luglio 2009, il signor __________ gli ha ceduto il 50% delle azioni della __________, dietro versamento di Euro 30'000 (…). Il signor __________ avrebbe dovuto versare il saldo di Euro 20'000 entro il 31 agosto 2009. Contestualmente alla firma gli sono state consegnate le azioni pari al 49% del capitale azionario. Egli ha pagato il saldo scaglionato e a tutt'oggi risulta uno scoperto di Euro 8'500”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 2);
“(…) (ndr: PC 1) Ci ha detto che desiderava aprire un conto a suo nome su cui incassare gli assegni in questione. Egli era infatti intenzionato a trasferirsi in __________ insieme alla moglie. Con lui avevamo esplorato delle possibilità di insediamento in quanto lui avrebbe voluto gestire una serie di attività, tra cui un laboratorio di analisi e la distribuzione di prodotti medicali”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 2);
“Il signor PC 1 (ndr: PC 1) avrebbe portato il capitale necessario per costituire una nuova società e per avere il supporto iniziale per potersi insediare in __________. Con lui avevamo discusso nel senso che __________ sarebbe diventato socio di questa società al 50%. __________ non avrebbe liberato il capitale, perlomeno non in quel momento, ma il suo apporto iniziale alla società sarebbe consistito nella realizzazione di tutti i progetti che avevamo in corso con lui e che PC 1 da solo non avrebbe potuto realizzare (progetto agriturismo in _________, distribuzione del prodotto ___)”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 3).
Sulla questione delle relazioni d’affari tra i PC, la AC 1 e __________, nonché sulla società __________, è stato sentito anche il fiduciario __________, il quale ha avuto modo di dichiarare:
“Sono amministratore unico della __________ sin dalla costituzione avvenuta a novembre 2007. In origine la società era stata costituita per conto di clientela _____ e poi, essendo la società inattiva, l'ho ceduta alla signora AC 1. Ho conosciuto la signora AC 1 e il signor __________ per il tramite di un mio cliente signor __________. Costoro mi hanno manifestato l'intenzione di acquisire una società anonima svizzera che potesse gestire l'Albergo __________, il Bar __________ a __________ ed una __________ in centro a __________. Sin dall'inizio mi hanno detto che vi sarebbe stato anche un terzo azionista, che doveva essere il signor _______. Ho ceduto le azioni al portatore della ____ ai signori AC e _____. Successivamente non è stata formalizzata alcuna cessione di parte del pacchetto azionario al signor PC 1.
Per essere più preciso non doveva essere la stessa __________ a gestire direttamente gli esercizi pubblici, bensì quest'ultima avrebbe dovuto detenere una partecipazione in un'altra società, ovvero della società __________, che si sarebbe occupata direttamente della gestione. Nel maggio 2009, su richiesta di AC 1 e __________ sono diventato amministratore della __________, che era già loro. All'assemblea generale straordinaria totalitaria che mi ha nominato amministratore unico erano presenti tutte le azioni al portatore.
Ho incontrato il signor __________, figlio del signor PC 1, nel corso del mese di luglio 2009 presso gli uffici di Via __________ intestati alla __________. Sono intervenuto all'incontro per fornire consulenza tecnica. Le parti mi hanno comunicato che il signor PC 1 sarebbe entrato in società con gli altri due, diventando azionista della __________. In quell'occasione non si è parlato della percentuale del pacchetto azionario che avrebbe acquisito il signor PC 1, né tanto meno si è discusso del prezzo. __________ avrebbe gestito da solo l'Hotel __________, mentre i signori __________ e AC 1 avrebbero gestito il Bar __________ e la __________ qualora fossero riusciti effettivamente ad aprire questi esercizi. Per parte mia ho avuto unicamente quest'unico incontro. Non ho quindi seguito l'evolversi delle trattative. Qualche settimana dopo l'incontro la signora AC 1 mi ha riferito che la cessione delle azioni a __________ era stata formalizzata. La AC 1 mi disse che avevano ceduto il 49% delle azioni, senza dirmi se e quale contropartita economica fosse stata pattuita tra di loro. Non ho mai visto l'atto di cessione delle azioni.
Non ho mai visto il signor PC 1 prima di oggi.
Per quanto attiene il capitale azionario della __________, lo stesso è stato liberato al 50% a contanti al momento della costituzione della società nel novembre 2007. I restanti CHF 50'000 sono stati liberati dall'azionista originale nel luglio 2009. Dopo aver liberato il capitale, l'azionista ____ ha ritirato CHF 50'000, cosicché figura un credito della società nei confronti del correntista. Le azioni sono state cedute per CHF 7'000 ai signori __________ e AC 1. Costoro non hanno provveduto a ricapitalizzare la società.
In realtà il Bar __________ di __________ è stato gestito direttamente dalla __________ che ha sottoscritto il contratto di locazione e che ha effettivamente gestito l'esercizio pubblico.
ADR il signor PC 1 non ha avuto alcun ruolo nella gestione del Bar __________.
So che nel corso dell'estate vi è stata una rottura dei rapporti tra le parti, cosicché il signor __________ non ha preso in gestione l'Hotel __________. So che tra le parti vi è un contenzioso civile in atto, non ne conosco però i dettagli”
(VI PP __________ 04.03.2010, pagg. 1-3).
Soprattutto, __________ ha escluso un coinvolgimento di PC 1 nella __________ (o meglio: AC 1 e __________ non gli hanno mai fatto accenno a tale partecipazione, ciò che appare, qualora ne fosse stato il caso, decisamente strano se si considera che __________ sembra conoscere molto bene le attività di AC 1 e __________):
“Rispondendo a domanda dell'avv__________ dichiaro che, nel corso dell'estate 2009, i signori AC 1 e __________ mi hanno riferito di aver avuto anche degli incontri con il signor PC 1 in relazione alla cessione dell'Hotel __________ al figlio. I due non mi hanno detto che il signor PC 1 avrebbe dovuto diventare azionista, né che avrebbe dovuto gestire direttamente l'Hotel __________. I signori AC 1 e __________ non mi hanno parlato di una possibile partecipazione di PC 1 alla __________.
Rispondendo alle domande del signor PC 1 dichiaro:
(…)
A domanda dell'avv. __________ rispondo che la signora AC 1 mi ha chiesto delle informazioni per l'apertura di laboratori di analisi del sangue in __________. Ho risposto che le informazioni andavano direttamente richieste all'Ufficio della Sanità. La signora AC 1 mi aveva riferito che il signor PC 1 voleva trasferire la propria attività nel ramo in __________. Mi viene chiesto se per la __________ o altre società siano stati sostenuti costi per la redazione di statuti e società anonima per CHF 8'000 rispondo di no. Non so se la signora AC 1 detenga beni per il tramite di altre società”
(VI PP __________ 04.03.2010, pag. 3).
Tornando alle fasi che hanno preceduto il bonifico oggetto di questo procedimento, va detto che la AC 1 ha, in buona sostanza, preteso di aver agito in buona fede, convinta che padre e figlio fossero in una sorta di società, e meglio che le intenzioni dell’uno fossero anche quelle dell’altro. Si tratta di una menzogna.
4.1. Dalla documentazione sequestrata presso gli uffici della AC 1 emerge chiaramente che le relazioni d’affari con padre e figlio erano del tutto separate. Vi sono infatti tre cartelle a sospensione, una con l’indicazione “PC 1”, un’altra “__________” (è in quest’ultima, peraltro, che è conservato l’originale della dichiarazione manoscritta di __________ riportato sub. 2.5.2.) e una terza “Fatt. pagate __________ (da ref.)”. Inoltre vi sono: un dossier riguardante la __________, una mappetta contenente documentazione bancaria e documentazione relativa ad uno studio biochimico, nonché una busta indirizzata a __________ contenente ulteriore documentazione afferente un immobile a __________.
Complessivamente, va detto che si tratta di documentazione piuttosto limitata e modesta, se raffrontata alla fattura, il lavoro sottostante apparendo limitato.
Da notare anche che nella cartelletta “PC 1” è contenuto qualche scambio di email. In uno del 06.07.2009 PC 1 scrive alla AC 1, parlando di un “contratto di concessione alla vendita in esclusiva” e ringraziandola per “quello che avete fatto per me con ____ (anche al __________ !) per la stima e l’amicizia che mi concedete e per delizioso e hollyvudiano weekend”.
Da nessuna parte emerge in particolare che PC 1 sarebbe in qualche modo implicato in affari relativi ad esercizi pubblici, in particolare con La __________. Del resto, l’attività relativa agli esercizi pubblici esula dal profilo di PC 1, mentre per le restanti attività di cui le parti erano in discussione, vi figurano, tra le altre, l’avvio di un laboratorio e la vendita di prodotti per la salute, ossia commerci molto più vicini a quanto PC 1 ha sempre fatto in ____.
4.2. Che le relazioni d’affari con __________ (esercizi pubblici) fossero del tutto separate da quelle con PC 1 (attività immobiliari, vendita di integratori alimentari, sfruttamento di un laboratorio), rimaste peraltro a livello di idee ancora da consolidarsi, è la stessa AC 1 a confermarlo. Con petizione 18 agosto 2009 presentata alla Pretura di __________ contro entrambi i PC, tendente alla loro condanna al pagamento della somma pretesa con la citata fattura, AC 1 distingue in modo netto quelle che sono le attività svolte, nell’ambito di progetti di sviluppo di esercizi pubblici, per __________ (__________ e __________) da quelle svolte per conto del padre PC 1 e meglio costituzione di società attive nell’immobiliare, progetti immobiliari, laboratorio di analisi, distribuzione di prodotti medicali. In nessuno dei passaggi di questo atto giudiziario, allestito prima che l’accusata fosse a conoscenza del presente procedimento penale e, peraltro, rispedito al mittente dalla Pretura per ragioni formali, vi si legge che per l’accusata quanto venisse intrapreso per il figlio si potesse confondere con quanto da intraprendere per il padre.
Orbene, la __________ con la quale PC 1 non ha mai avuto alcun rapporto, è una società attiva nell’ambito degli esercizi pubblici, attività che era certo relativa agli affari da sviluppare con __________, ma che nullamente concerneva il padre PC 1, per il quale nulla consente di concludere che fosse interessato ad investire in esercizi pubblici in Svizzera.
4.3. Inoltre l’addebito in questione è stato ordinato a favore della __________ con la causale: “versamento capitale sociale”, ciò che dimostra come le intenzioni della AC 1 fossero di destinare l’intero importo, sin dal suo prelevamento, a favore della __________ e, quindi, della gestione dei due esercizi pubblici che voleva aprire con il suo compagno . Del resto l’operazione, così come spiegata da AC 1, non aveva nessun senso: se davvero la somma di fr. 100'000.- versata da PC 1, era destinata alla __________ mai si comprende come mai, a dispetto di quanto indicato nell’ordine di bonifico, il denaro non sia stato veramente destinato al deposito del capitale sociale della __________, operazione per cui poteva bastare il blocco del conto invece di acquisire una società “vuota” mediante il pagamento al fiduciario di fr. 4'500.-. A tutto ciò aggiungasi, ad ulteriore dimostrazione che le attività per il figlio erano una cosa e, quelle per il padre erano un’altra, che __________ aveva già sottoscritto (ed onorato) l’accordo per l’acquisizione del 49% della __________ pagando 30'000.- EURO, di guisa che un ulteriore finanziamento a __________ non aveva per lui alcun senso commerciale, tanto più che, poi, il 3 agosto 2009, è uscito da ogni affare senza fare cenno ai fr. 100'000.- provenienti dal conto del padre.
4.4. Ad ulteriore dimostrazione della malafede di AC 1 vi è, poi, che se avesse agito in buona fede, non si capirebbe per quale motivo l’accusata, una volta eseguito il bonifico di fr. 100'000.- versati sul conto del PC 1, rispettivamente impiegati, poi, nell’avvio dei due esercizi pubblici, non abbia in qualche modo avvertito il titolare di quanto andava facendo, ma abbia atteso che questi se ne accorgesse da solo.
4.5. Del tutto goffo e privo di senso è parso il tentativo di cambiare, per così dire, strategia, emettendo una fattura, definita un errore dallo stesso difensore, a carico di entrambi i sig. PC di un importo ancora superiore ai 100'000.- CHF prelevati, esponendo una paga oraria del tutto spropositata e fuori mercato (fr. mille all’ora!) con la quale PC 1 non ha mai avuto alcun rapporto. Tale agire dimostra, ancora una volta, che l’accusata non ha affatto agito in buona fede, diversamente avrebbe sempre sostenuto di aver operato nella convinzione che padre e figlio fossero assieme nelle relazioni d’affari con lei (e con il __________). D’altro canto non vi era alcun motivo nemmeno per il __________ di versare 100'000.- CHF per l’acquisizione del capitale sociale della __________, con l’impiego di denaro del padre, visto che già aveva acquisito il 50% della __________ che deteneva la __________ (cfr. consid. 3.2. p. 30). Che, per finire, l’emissione di detta fattura, altro non fosse che un tentativo fatto in fretta e furia di costituirsi un credito da porre in compensazione, così tanto per far quadrare le cifre a proprio favore, vi è, poi, l’esposizione di una cifra di EURO 8'000 per la “redazione statuti e società anonima" che, per finire, anche la AC 1 ha dovuto ammettere che non vi è entrato nulla.
4.6. In definitiva si ha che AC 1 ha agito almeno nella consapevolezza che PC 1, all’oscuro di tutto, avrebbe anche potuto non accettare l’operazione. Pretendere, come ha fatto l’abile difensore, che abbia agito in buona fede non ha senso né logica, se solo si pensi che ____ si è ritirato da ogni affare già il 3 agosto 2009, mentre il giorno dopo, ossia il 4 agosto la AC 1 ha continuato nell’impiego, indebito, dei soldi provenienti da PC 1 (pagamento inventario e operai per la ristrutturazione del Bar __________, cauzione per l’affitto della __________ nonché acquisto della stessa __________, acquistata, nonostante il versamento dei 100'000.- fr per il capitale sociale di cui si è detto, come società “vuota” ad un prezzo di fr. 4'500.-).
4.7. Quanto al movente va detto che, in definitiva, l’accusata, d’accordo con il suo fidanzato di allora (e molto probabilmente da lui influenzata) ha agito nell’interesse di realizzare ciò che, in fin dei conti, interessava ad entrambi e meglio acquisire e gestire i due bar. Per questo ha impiegato fondi del PC 1, a sua insaputa, ben sapendo che questi non aveva autorizzato tale operazione, ossia il bonifico a __________, e nemmeno poteva contare su una sua ratifica a posteriori. In altri termini si è consapevolmente assunta il rischio di mettere in pericolo il patrimonio della vittima, impiegando il suo danaro senza la di lei autorizzazione.
a) Per l’art. 138 cifra 1 cpv. 2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.
I valori patrimoniali devono essere estranei all’autore del reato, ossia appartenere economicamente al patrimonio di un terzo.
Poco importa che tali valori, dal profilo del diritto civile, siano o meno di proprietà dell’autore del reato (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 25 e 32 ad art. 138 CP). Ciò che conta è che l’autore sia obbligato a tenere tali valori sempre a disposizione dell’affidante (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 34 ad art. 138 CP).
Un valore patrimoniale è affidato quando chi lo riceve è tenuto nei confronti di chi glielo ha affidato, secondo un accordo (esplicito o tacito) o un altro rapporto giuridico, a farne un uso prestabilito nell’interesse di quest’ultimo (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 36 ad art. 138 CP; Corboz, Les infractions principales, vol. I, n. 21 ad art. 138). Chi riceve i valori patrimoniali è tenuto nei confronti di chi glieli ha affidati a conservare costantemente il controvalore di ciò che ha ricevuto (Werterhaltungspflicht; DTF 120 IV 117).
L’autore del reato deve ottenere validamente il potere di disporre dei valori patrimoniali, tramite il possesso o la semplice facoltà di accedere agli stessi (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 83 e 87 ad art. 138 CP).
Un conto bancario per il quale viene rilasciata una procura costituisce un valore patrimoniale affidato ai sensi dell’art. 138 cifra 1 cpv. 2 CP; è irrilevante a tal fine che il titolare ne possa ancora disporre (DTF 6P.225/2006; 6S.709/2000; 119 IV 127; 118 IV 33; 117 IV 429; 111 IV 19; 109 IV 27).
Il comportamento punito consiste nell’impiegare i valori patrimoniali contrariamente alle istruzioni ricevute, scostandosi dalla destinazione prefissata (DTF 6S.37/2006; 121 IV 23; Corboz, Les infractions principales, vol. I, n. 22 ad art. 138).
L’agire dell’autore del reato deve comportare un danno patrimoniale per la vittima (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 103 e 104 ad art. 138 CP).
L’appropriazione indebita di valori patrimoniali costituisce un echtes Sonderdelikt, ossia di un reato la cui punibilità si giustifica in ragione di una particolare qualità posseduta dall’autore (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 133b ad art. 138 CP).
L’appropriazione indebita può dunque essere commessa solo da colui al quale i valori patrimoniali sono stati affidati (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 127 ad art. 138 CP).
Da un punto di vista soggettivo l’autore deve aver agito intenzionalmente con lo scopo di procurare a sé o a terzi un indebito profitto (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 105 e 106 ad art. 138 CP).
Si nega che l’autore del reato abbia un tale scopo di indebito profitto quando questi dimostra la sua disponibilità al risarcimento (Ersatzbereitschaft), ossia la volontà e la facoltà costante, dal momento in cui il credito diventa esigibile, di risarcire l’affidante con fondi propri o compensando con una sua pretesa nei confronti dell’affidante (DTF 6S.66/2005; 118 IV 32 consid. 2a; Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 109 - 126 ad art. 138 CP).
b) Alla luce degli accertamenti di fatto di cui sopra si ha che AC 1 ha impiegato i valori affidatile da PC 1 mediante procura, in modo indebito, in particolare bonificando, senza diritto, la somma di fr. 100'000.- che la vittima le aveva affidato per il finanziamento di attività ancora in divenire, trasmettendola alla __________ per finanziare attività estranee alla vittima, e meglio la sistemazione di esercizi pubblici cui PC 1 era del tutto estraneo. E’, infatti, già al momento del bonifico a __________, che il reato di appropriazione indebita si è realizzato. Tale momento è compreso nel periodo indicato nell’atto di accusa, ossia dal 21 luglio 2009, data in cui ha consegnato alla banca l’ordine già compilato il 17, di guisa che, contrariamente a quanto preteso dalla difesa, non si ravvisa alcuna violazione del principio accusatorio.
c) AC 1 ha agito intenzionalmente, almeno nelle forme del dolo eventuale, non potendo immaginare che, senza un consenso esplicito, la vittima avrebbe finanziato l’avvio di esercizi pubblici di cui, mai in occasioni degli incontri avuti e nemmeno in occasione dell’apertura del conto, aveva fatto cenno, le relazioni commerciali con padre e figlio (PC 1) essendo sempre state, per atti compiuti dalla stessa imputata, sempre state separate.
a) Ai sensi dell’art. 47 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore, tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (cpv. 1). La colpa va determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione (cpv. 2).
Come nel vecchio diritto (art. 63 vCP), il giudice, dunque, commisura la pena essenzialmente in funzione della colpevolezza del reo. Il legislatore ha ripreso, al cpv. 1, i criteri della vita anteriore e della condizione personale e aggiunto la necessità di tener conto dell’effetto che la pena avrà sulla vita dell’autore. Con riguardo a quest’ultimo criterio, il messaggio precisa che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l’autore dal compiere altri reati (messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999 1744). La legge codifica, così, la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101).
Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008, consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).
Codificando la giurisprudenza, l’art. 47 cpv. 2 CP fornisce un elenco esemplificativo di criteri che permettono di determinare la gravità della colpa dell’autore. Il giudice dovrà, come detto, prendere in considerazione il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso nonché la reprensibilità dell’offesa, elementi che la giurisprudenza designava con l’espressione “risultato dell’attività illecita” rispettivamente “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1). Sotto il profilo soggettivo, la norma rinvia ai moventi e agli obiettivi perseguiti che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP), nonché alla possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione riferendosi, in quest’ultimo caso, alla libertà dell’autore di decidersi a favore della legalità e contro l’illegalità (v. DTF 127 IV 101 consid. 2a pag. 103). In relazione a quest’ultimo criterio, il legislatore impone al giudice di tener conto della situazione personale dell’autore e delle circostanze esterne. La situazione personale può, senza che vi sia un reperto patologico ai sensi dell’art. 19 CP, turbare la capacità di valutare il carattere illecito dell’atto. Le circostanze esterne si riferisco, per esempio, a situazioni di emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un’attenuazione della pena (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2).
Analogamente all’art. 63 vCP, l’art. 47 CP non elenca in modo dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della pena (STF dell’11 aprile 2008, inc. 6B_738/2007, consid. 3.1). Questa disposizione conferisce, dunque, un ampio potere d’apprezzamento al giudice.
b) Ritenuto che, per giurisprudenza, il giudice debba valutare la colpa soggettiva dell’autore partendo dalla gravità oggettiva dell’atto (DTF 136 IV 55), in concreto occorre dapprima considerare l’importo distratto che non può essere considerato di lieve entità, anche perché si tratta, in sostanza, dell’intero patrimonio affidato. Di converso questo giudice non ha ravvisato, nell’agire dell’accusata, un’intensità delittuosa tale da considerare la sua colpa siccome grave. In realtà AC 1 non è risultata essere la mente (almeno la sola) del misfatto, così come il goffo tentativo di salvare capra e cavoli mediante l’emissione della citata fattura, una volta che la somma indebitamente distratta era ormai stata in gran parte, altrettanto indebitamente, impiegata, non è parso essere tutto farina del suo sacco. Lo scopo era, come detto, quello di aprire e gestire i due bar, utilizzando i fondi affidati dal PC 1.
Così stando le cose, ritenuta l’assenza di precedenti, è parso equo condannare AC 1 alla pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere la cui quantificazione è stata concordemente indicata in aula in fr. 30.- l’una (totale fr. 4'500.-)
c) La prognosi, stante l’assenza di precedenti e nonostante una scarsa presa a carico delle proprie responsabilità ed una situazione professionale tutt’altro che rassicurante con serie prospettive di indigenza, non può dirsi del tutto negativa di guisa che la pena può essere sospesa condizionalmente per un periodo di due anni.
a) Pacifico è il risarcimento del danno arrecato dall’operazione indebita di bonifico della somma di fr. 100'200.- a favore della __________, oltre interessi di mora al 5% così come richiesti dal patrono di PC.
b) Quanto alle spese di patrocinio, ritenuto giustificato, nella fattispecie, il ricorso ad un legale, va osservato che, tenuto conto della durata complessiva del dibattimento, quanto al tempo di permanenza del patrocinatore in aula, di ca. tre ore, in assenza di specifiche e puntuali contestazioni da parte della difesa, appare adeguato ammettere la nota professionale dell’avv. __________ nella misura di complessivi fr. 5'000.-, con la precisazione che gli esporsi concernenti l’invio di un PE a __________ (fr. 209.-) non possono essere riconosciuti in quanto non concernono direttamente l’imputata.
c) In applicazione dell’art. 70 CP, i saldi dei conti in sequestro direttamente riconducibili all’imputata rispettivamente alla __________ vengono confiscati ed il saldo, dedotte le spese processuali a carico di AC 1, è attribuito alla PC. Per il resto, sui conti in sequestro, viene mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle pretese della PC in quanto non potranno essere integralmente soddisfatte dall’attribuzione, al netto delle spese, degli importi confiscati.
d) La tassa di giustizia pari a fr. 500.- (minimo legale) ed i disborsi sono posti a carico dell’imputata riconosciuta colpevole.
Visti gli artt. 12, 34, 42, 43, 44, 47, 69, 70, 138 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
AC 1
appropriazione indebita
per avere,
a __________, nel periodo compreso tra il 17 luglio e il 3 agosto 2009,
allo scopo di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto,
indebitamente impiegato valori patrimoniali a lei affidati mediante conferimento di una procura con diritto di firma individuale sul conto nr. __________ presso __________ da parte di PC 1, rilasciatale il 3 luglio 2009 contestualmente all’apertura della relazione,
e meglio, abusando della sua qualità di procuratrice, predisposto all’insaputa del titolare l’ordine di bonifico datato 17 luglio 2009, consegnato alla banca il 21 luglio 2009 ed eseguito il 3 agosto 2009 con valuta 24 luglio 2009, per il trasferimento della somma di CHF 100'000.- a favore del conto della __________, società totalmente estranea a PC 1, danneggiando in tal modo il patrimonio di quest’ultimo per CHF 100'020.-.
AC 1 è condannata:
2.1 alla pena pecuniaria di CHF 4'500.- (quattromilacinquecento), corrispondenti a 150 (centocinquanta) aliquote giornaliere di CHF 30.- (trenta) cadauna;
2.2 a versare all’accusatore privato PC 1 l’importo di CHF 100'020.- oltre interessi del 5% dal 3 agosto 2009 e l’importo di CHF 5'000.- a titolo di risarcimento danni. Per il rimanente della sua pretesa, l’accusatore privato è rinviato al competente foro civile;
2.3 al pagamento della tassa di giustizia di CHF 500.- e dei disborsi.
L’esecuzione della pena pecuniaria è sospesa e alla condannata è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
È ordinata la confisca delle seguenti relazioni bancarie:
4.1. conto n. __________ presso __________ __________ intestato a __________;
4.2. conto n. __________ presso __________ intestato a __________;
4.3. conto n. __________ presso __________ __________ intestato a __________,
nonché l’attribuzione dei rispettivi saldi all’accusatore privato, dedotto il pagamento della tassa di giustizia e dei disborsi.
È ordinata la confisca della documentazione cartacea annessa al rapporto di polizia (AI 7).
È ordinato il sequestro conservativo delle seguenti relazioni bancarie a garanzia delle pretese dell’accusatore privato non già soddisfatte da quanto indicato al dispositivo nr. 4:
6.1. conto n. __________ presso __________ intestato alla La __________ in liquidazione;
6.2. conto n. __________ presso __________ intestato a __________ e AC 1;
6.3. conto n. __________ intestato a __________.
Per la Corte delle assise correzionali
Il Presidente Il vicecancelliere
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 89.40
fr. 789.40
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