Incarto n. 72.2009.128

Mendrisio, 11-12 gennaio 2010 /rb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise criminali

composta dai giudici:

Mauro Ermani (Presidente) GI 1 GI 2

e dagli assessori giurati:

AS 1 AS 4 AS 5 AS 6 AS 7

con la segretaria:

Barbara Maspoli, vicecancelliera

Conviene nell’aula penale di questo pretorio

per giudicare

AC 1

detenuto dal 7 aprile 2009;

prevenuto colpevole di:

  1. infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti

siccome riferita ad un quantitativo di stupefacente che sapeva o doveva presumere poter mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

per avere, il 7 aprile 2009, a __________, presso il valico doganale di , proveniente dall’, in entrata verso la Svizzera, a bordo del veicolo __________ targato __________, intestato a L, senza essere autorizzato, trasportato un quantitativo pari a kg 6,992 di eroina (grado di purezza 60.75%) verso la Svizzera e destinato al mercato degli stupefacenti;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art. 19 cifra 2 LS;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 125/2009 del 5 novembre 2009, emanato dal Procuratore pubblico.

Presenti

§ Il procuratore pubblico. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore d'ufficio (GP) DUF 1. § L’interprete IE 1.

Espleti i pubblici dibattimenti

  • lunedì 11 gennaio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 15:50

  • martedì 12 gennaio dalle ore 09:30 alle ore 12:15

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale osserva come l’eroina sia tornata in auge e rileva come dietro alla sua importazione vi sia una vera e propria organizzazione. Sottolinea come si tratti di un processo indiziario, il cui nodo è la consapevolezza dell’accusato, a dimostrazione della quale ritiene che vi siano sufficienti indizi. Evidenzia anzitutto come lo stupefacente, dalla considerevole purezza e dal conseguente ingente valore di mercato, sia stato rinvenuto nella vettura in uso a AC 1. Rileva il lavoro professionale necessario per occultare la droga. Ritiene che l’eroina sia stata caricata in __________, dove il veicolo è sempre stato nella disponibilità di AC 1, salvo in occasione del prestito alla ragazza in __________. Pone in evidenza i contatti telefonici avuti dall’accusato con i suoi 3 cellulari, in particolare con utenze svizzere, mettendo in risalto il profilo degli individui con i quali ha avuto tali contatti. Sottolinea anche i risultati delle analisi del navigatore Tom Tom. Ritiene che anche le dichiarazioni di AC 1 stesso siano un indizio contro di lui. In relazione al viaggio in __________, non reputa verosimile la tesi del prestito alla ragazza, della quale peraltro non è stata trovata traccia e sulla quale l’accusato non ha saputo fornire alcuna indicazione. Osserva come l’organizzazione non avrebbe mai affidato cotanta droga ad una persona inconsapevole. Dalle contraddizioni del racconto di AC 1 e dagli altri indizi conclude per la sua piena consapevolezza. Ripercorre la modesta vita anteriore dell’accusato ed i suoi non pesanti precedenti penali. Ritiene grave la sua responsabilità in quanto in __________ aveva un lavoro che gli permetteva di vivere dignitosamente. Conclude chiedendo la conferma dell’AA, la condanna alla pena detentiva di 6 anni e la confisca di quanto in sequestro.

§ DUF 1, difensore di AC 1, per la sua arringa, la quale a sua volta rileva come si tratti di un processo indiziario. Considera che l’inchiesta sia stata a senso unico, precisando come nessuno abbia mai creduto a AC 1, nonostante egli non abbia mai cambiato la sua versione. Sottolinea come, al momento dei controlli doganali, l’accusato fosse tranquillo. Ripercorre i fatti, sostenendo la credibilità della versione del prestito alla ragazza conosciuta in __________ (e per la quale ha perso la testa) e la compatibilità di tale tesi con i tempi della manomissione della vettura. Osserva come sia normale che la ragazza non abbia dato il suo vero nome all’accusato che, a sua insaputa, intendeva usare come corriere. Spiega anche il fatto che AC 1 non abbia salvato il numero di telefono della ragazza con la volontà di evitare di scatenare la gelosia della sua fidanzata. Ritiene che, se fosse stato consapevole del suo carico, sarebbe passato da un valico meno importante. Osserva come il suo telefonino non sia mai stato rilevato sul territorio elvetico malgrado il PP creda, sulla base delle analisi del navigatore, che abbia effettuato più viaggi in Svizzera. Pone in evidenza la durata delle telefonate, troppo breve per organizzare un trasporto di droga. Ritiene plausibile che le telefonate registrate sulle schede in uso a AC 1 siano state effettuate da persone a lui vicine. Sostiene la tesi del complotto ordito contro l’accusato dal cugino E e dall’amico L, osservando che:

  • la scheda sulla quale era stato salvato il numero di “Z” apparteneva ad E, il verosimile autore della registrazione;

  • nonostante l’accusato abbia usato la vettura solo nell’ultimo periodo, come dimostrato dalla delega 3.3.2009, i bulloni della __________ di L erano usurati.

Reputa che AC 1 non avrebbe eseguito il trasporto in concomitanza con il rinnovo del suo permesso di soggiorno. Fa notare che non sono state trovate tracce di stupefacente sulla persona dell’accusato, mentre ne sono state rinvenute all’interno della vettura, a suo dire caricata da X. Ritiene che, se fosse stato lui a caricare la vettura, avrebbe dovuto portare dei guanti (sullo stupefacente non sono infatti state rinvenute impronte), ciò che gli avrebbe impedito di lasciare un’impronta all’esterno del baule. Osserva che il navigatore era spento e che la destinazione __________ non era stata inserita il giorno dell’arresto. Sottolinea come AC 1 non abbia ricevuto alcun compenso. Evidenzia come nessuno in Svizzera interna lo abbia riconosciuto.

Conclude chiedendo il proscioglimento dell’accusato, almeno in applicazione del principio in dubio pro reo. Chiede il dissequestro degli oggetti di cui all’inc. inc. __________ e della vettura. Nel caso in cui la Corte pronunciasse un giudizio di condanna, in considerazione del ruolo di semplice corriere che ha agito in una sola occasione e senza causare pericolo per alcuno, chiede una massiccia riduzione della pena.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

questiti:

AC 1

  1. è autore colpevole di:

1.1. infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, il 7 aprile 2009, a __________, presso il valico doganale di , importato in Svizzera, a bordo del veicolo __________ targato __________ intestato a L, un quantitativo pari a kg 6,992 di eroina (grado di purezza 60,75%);

1.1.1. trattasi di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

e meglio come descritto nell’atto di accusa?

2.Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?

  1. Deve essere ordinata la confisca e la distruzione di 33 pani di eroina per un totale di grammi 6'992.20?

  2. Deve essere ordinata la confisca di:

4.1. 1 natel Nokia 3200, imei __________;

4.2. 1 carta SIM Wind __________;

4.3. 1 natel Samsung SGHi630, imei __________;

4.4. 1 carta SIM Vodafone __________;

4.5. 1 carta SIM __________ con relativa scheda;

4.6. 1 tessera bancaria Maestro UniCredit Banca __________;

4.7. 1 navigatore Tom Tom nr. serie __________;

4.8. documentazione cartacea varia;

4.9. 1 autovettura marca __________, targata __________ più contenuto?

Considerato in fatto ed in diritto

a) AC 1 è cittadino __________, nato e cresciuto a __________. Figlio unico, il padre faceva l’agricoltore e la madre la casalinga. Terminate le scuole dell’obbligo si è trasferito, già all’età di 15 anni, in __________ dove dice di aver fatto il manovale in nero. A 19 anni è tornato in __________ dove ha assolto gli obblighi di leva nelle truppe del genio per circa un anno. Successivamente ha lavorato con il padre nell’agricoltura per altri due o tre anni, allorquando ha fatto ritorno in __________, sempre come clandestino (MP 10.07.09), facendo di nuovo il manovale. Nel paese ellenico è rimasto fino all’età di 23 anni. A suo dire guadagnava circa 20-30 EURO al giorno che gli permettevano di sopravvivere. Si è, in seguito, trasferito in __________, vicino a __________, presso il cugino R. In Italia ha potuto regolarizzare la sua situazione ottenendo un regolare permesso di soggiorno, svolgendo prevalentemente l’attività di manovale sui cantieri. AC 1 ha riferito che guadagnava ca. 1’100/1'200.- EURO al mese e di avere un debito di ca. 5'000.- EURO relativo ad un prestito contratto, a suo dire, per pagare le spese mediche non coperte dall’assicurazione e relative alle conseguenze di un infortunio avuto sul lavoro. Di salute ha affermato di aver contratto l’epatite da ragazzo e di avere ancora non meglio precisati problemi al braccio colpito dal citato infortunio (MP 10.07.09).

b)In __________ condivideva l’appartamento con tale __________ L, intestatario della vettura in giudiziale sequestro. Come detto, AC 1 è titolare di un regolare permesso di soggiorno e, come si evince dalla relativa convocazione rinvenuta nell’auto al momento del suo fermo, il 18 maggio 2009 avrebbe dovuto presentarsi in Questura per il rinnovo. Ci torneremo.

c) Dal profilo sentimentale AC 1 ha riferito di essere legato da sei anni ad una ragazza __________ di nome S, abitante vicino a __________. A suo dire questa ragazza sarebbe pure rimasta incinta di lui ma avrebbe, poco tempo prima del suo arresto, perso il bambino.

d) In Svizzera e in __________ AC 1 è incensurato. Per quanto riguarda la __________ ha raccontato di essere stato fermato un paio di volte dalla polizia per il fatto di essere un clandestino (MP 10.07.09).

Interrogato sui suoi trascorsi in __________, l’accusato si è limitato a riferire di essere unicamente stato denunciato a piede libero per rissa nel 2008 (PS 07.04.09; GIAR 08.04.09; PS 05.05.09). Vero è che dall’estratto del casellario __________ non emergono condanne. Tuttavia, dalla nota informativa che il 30.09.09 le autorità __________ hanno inviato alla polizia cantonale (AI 1.3. all. 11), emerge che l’accusato, il 29 settembre 2008, venne arrestato in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti a minori nei pressi di discoteche e che in quell’occasione gli vennero sequestrati 7,5 g di cocaina e, presso la sua abitazione, due bilancini di precisione. Interrogato al riguardo, AC 1 ha dapprima negato ogni addebito:

“ rispondo che assolutamente non corrisponde al vero; quello che hanno raccontato i carabinieri non è corretto. È giusto dire che io ho fatto uso di cocaina ma non l’ho mai spacciata”

(PS 05.05.09),

salvo poi ammettere, ma solo molto parzialmente, di essere stato fermato in possesso di cocaina:

“ In __________ ho avuto solo un piccolo problema con la giustizia quando un po’ più di un anno fa sono stato preso con un grammo di cocaina che serviva al mio uso personale. Altrimenti non ho avuto problemi”

(MP 10.07.09).

AC 1 ha in effetti ammesso di aver fatto uso saltuario di cocaina fino a circa un anno prima del suo arresto:

“ Mi viene chiesto se faccio uso di sostanze stupefacenti.

Tre anni fa, durante i miei primi giorni di soggiorno in __________, ho consumato cocaina. Questo per la durata di due anni, o meglio dal 2006 al 2008.

Se faccio una media del consumo posso ammettere d'aver consumato ca. 100 grammi in due anni.

La sostanza, di regola, I'acquistavo a __________ da cittadini di colore presso la stazione ferroviaria. L'acquisto consisteva in una pallina per volta da ca. 0,5 g e la pagavo 30/40 Euro”

(PS 07.04.09);

“ In passato ho fatto uso di cocaina, ma ora non più. E' quasi un anno che non ne consumo più”

(MP 10.07.09).

a) AC 1 è stato arrestato il 7 aprile 2009 alle 09:35 al valico autostradale di __________, in entrata in Svizzera alla guida dell’autovettura __________ con targhe __________ __________ intestate al convivente L. A seguito di un controllo effettuato dalle guardie di confine (GDF), insospettite dal rinvenimento sul suo passaporto di diversi timbri attestanti l’entrata e l’uscita dal porto di __________ nonché dalla poca credibilità dello scopo del viaggio addotto dall’accusato, all’interno della vettura da lui condotta, occultati nei longheroni, sono stati rinvenuti 33 (17 a destra e 16 a sinistra) pani di eroina del peso di 8 kg lordi (peso netto 6’992,20 g, con grado di purezza medio del 60,75%). Lo stupefacente era avvolto in diversi strati di cellophane, all’interno dei quali era stato aggiunto del dentifricio, successivamente inserito in palloncini gonfiabili e poi avvolto con ulteriori strati di cellophane ricoperti da nastro adesivo (didascalia foto n. 13), il tutto ovviamente per ingannare i cani anti droga ed eludere eventuali controlli.

Immediatamente interrogato, AC 1 ha sin da subito negato di essere a conoscenza della presenza dello stupefacente all’interno del veicolo da lui condotto. Ha spiegato che era sua intenzione recarsi a __________ per rendere visita ad una sua amica, di nome X (in seguito X), di cui non ha però saputo indicare né indirizzo né recapito telefonico.

Al momento del fermo l’accusato era in possesso di CHF 200.-, di EURO 417.12, di 1 USD e di una banconota da 10 dinari macedoni. Quanto alla provenienza del denaro, AC 1 al dibattimento ha riferito che si trattava di soldi derivanti dalla sua attività professionale in Italia e, quanto ai franchi svizzeri, ha detto di averli cambiati il giorno prima presso l’ufficio postale di __________ che chiude di regola alle ore 18:00 (verb. dib. p. 4). Al riguardo, né su di lui né nella vettura sono state rinvenute ricevute di cambio.

Su di lui sono pure stati rinvenuti due telefoni cellulari e tre carte SIM __________, di cui una celata tra la batteria ed il coperchio posteriore di uno dei due cellulari.

b) Dopo essere stato assunto a verbale, alle 19:30 è stato trasferito presso il carcere La Farera, dove è rimasto fino al 9 ottobre 2009 allorquando, su richiesta del difensore, è stato trasferito a La Stampa e posto in regime ordinario. In aula ha riferito che attualmente è occupato in un laboratorio del penitenziario che si occupa di imballaggi per panettoni (verb. dib. p. 3).

c) Tornando all’arresto dell’accusato, dai timbri apposti sul suo passaporto, è in particolare emerso che in data 9 marzo 2009 egli era uscito dal porto di __________ diretto in __________, giungendo al porto di __________ il giorno dopo, ossia il 10 marzo 2009. Il 5 aprile successivo, ossia due giorni prima di essere arrestato a __________, sempre attraverso il porto di __________, AC 1 aveva fatto rientro in __________.

a) Per creare i ricettacoli nei quali è stata occultata l’eroina la vettura ha dovuto essere manomessa. Si tratta di un lavoro artigianale eseguito da persone competenti in materia. Sono state effettuate delle modifiche sulla carrozzeria che devono aver implicato una certa mole di lavoro e per le quali deve essere stato necessario l’ausilio di un sollevatore elettrico simile a quelli presenti nelle officine meccaniche, oltre che naturalmente un luogo adatto. Tali modifiche non possono essere state praticate in meno di due ore.

Per la precisione, nel rapporto d’inchiesta 16.09.2009 (AI 1.3.) si legge:

“ Di sicuro trattasi di un lavoro artigianale eseguito da persone competenti ed esperte in materia.

Una volta smontato il sedile posteriore, sul fondo scocca, si è potuto notare delle modifiche praticate sulla carrozzeria. In particolare, dove generalmente vi si trovano dei tappi in gomma che ricoprono gli incavi d’ispezione che collegano il pianale dai longheroni, questi sono stati levati e ricoperti con della lamiera da copertura e successivamente verniciata nel medesimo colore della carrozzeria.

Manomissione che è stata creata, a nostro avviso, alfine di eludere eventuali controlli doganali o di Polizia, poiché da quei fori è visibile e possibile intravedere ciò che viene celato, nel caso specifico i pani d’eroina.

Per poter collocare i pani di eroina nei longheroni dell’auto, è d’obbligo smontare i trapezi delle sospensioni posteriori.

Lavoro questo che comporta una mole di lavoro non indifferente e che necessita perlomeno dell’ausilio di un sollevatore elettrico equivalente a quelli che troviamo nelle officine meccaniche e di un luogo adatto.

Facciamo rimarcare che i bulloni delle piastre di fissaggio dei trapezi presentavano segni di usura; ciò lascia presupporre che non sia la prima volta che i bulloni vengano svitati o avvitati.

Da informazioni assunte presso un rivenditore __________ della zona, lo smontaggio ed il montaggio dei due bracci delle sospensioni posteriori, necessita di almeno 2 ore di lavoro.”

Per il resto si rinvia alla documentazione fotografica in atti, in particolare alle foto da 4 a 9 con le relative didascalie.

b) Sempre per quel che riguarda l’autovettura va osservato che, al momento del fermo, all’interno dell’abitacolo erano appesi 5 (cinque) alberelli profumati ed un deodorante era applicato sulla bocchetta della ventilazione del riscaldamento, ancora una volta per depistare il sensibile olfatto dei cani anti droga. Ci torneremo.

c) Come detto, la __________ è intestata a L.

Dal rapporto d’inchiesta 16.09.2009 (AI 1.3.) emerge che si tratta di un cittadino __________ che divideva l’appartamento di __________ con l’accusato.

Recentemente risulta aver traslocato, notte tempo, senza aver comunicato ai preposti uffici la sua nuova dimora.

La polizia ha più volte tentato di contattarlo sul cellulare, senza mai ottenere risposta.

A fine luglio 2009 L ha contattato la polizia sostenendo di trovarsi in __________ a causa delle condizioni di salute del padre che sarebbe stato ricoverato in ospedale, di non sapere la data precisa del suo rientro in __________, ma di essere disposto a recarsi in polizia per essere interrogato sul motivo del prestito della sua vettura all’accusato. Ciò che tuttavia non ha mai fatto.

I Carabinieri di __________, il 19 giugno 2009, avevano comunque rintracciato e parlato con L, il quale aveva loro riferito verbalmente:

  • che la Peugeot 106 intestata a AC 1 sarebbe stata fino a quel momento funzionante ed in quei giorni sarebbe stata data in prestito ad un suo amico di __________;

  • di aver effettivamente prestato la __________ a AC 1 per recarsi in __________ a causa di problemi di salute dei suoi genitori;

  • che AC 1 avrebbe fatto rientro a __________ il 6 aprile 2009 verso le ore 14:00 e che nel corso della giornata gli avrebbe nuovamente chiesto in prestito la vettura per recarsi a __________ il 7 aprile 2009, precisando che sarebbe stata l’ultima volta che gli chiedeva quel favore e che sarebbe rientrato il giorno stesso;

  • che __________ sarebbe effettivamente partito il 7 aprile 2009 verso le ore 5:30.

Dichiarazioni che, come vedremo, divergono sostanzialmente da quelle dell’accusato. Anche su questi aspetti torneremo. Va comunque osservato che lo stesso AC 1 ha escluso che l’amico L possa in qualche modo essere coinvolto nel traffico di stupefacenti:

“ Escludo che il mio amico c’entri qualche cosa con questa storia di eroina. Lui non ha mai avuto nulla a che fare con stupefacenti”

(MP 10.07.09).

Dollani ha infatti sempre preteso di essere stato usato dalla citata X:

“Non so spiegarmi la presenza dell’eroina nella macchina da me condotta. Sospetto che sia stata questa X a farmi mettere dell’eroina nella vettura, sapendo che sarei venuto in Svizzera a trovarla. Già in __________ mi aveva detto che ci saremmo rivisti a __________. Secondo me ha organizzato tutto lei, non mi so dare altre spiegazioni. (…) Io sono stato fregato”

(GIAR 08.04.09);

“ Vorrei ancora aggiungere che tutto sommato è un bene che sia stato fermato questa volta in dogana poiché, diversamente, se non fosse successo quella signora poteva rifarlo altre volte e fregarmi nuovamente. Sapeva infatti che mi sarei dovuto recare altre volte in __________ e che sarei potuto venire facilmente in Svizzera”

(MP 10.07.09).

a) Sin dall’inizio e per tutta l’inchiesta AC 1 ha sostenuto che il giorno dell’arresto era sua intenzione recarsi a __________ per rendere visita alla sua amica X, sedicente cittadina __________ che avrebbe conosciuto in una discoteca nei pressi del suo paese, proprio durante la sua ultima trasferta in __________, di cui però non ha saputo fornire né l’indirizzo né il recapito telefonico.

Dal rapporto di segnalazione in atti (AI 1.2.) emerge che tale nominativo non risulta in alcuna banca dati svizzera.

Così AC 1:

“ Come ha già fatto la polizia mi viene contestato che al momento del mio fermo in dogana sono stati rinvenuti 8 kg di eroina nascosti nei longheroni della __________ e mi viene fatto presente che quanto da me riferito fino ad ora in particolare a quanto riguarda all'identificazione di X appare poco credibile e mi viene chiesto di prendere posizione.

Rispondo che mi rendo conto che quanto da me dichiarato può risultare poco credibile però devo ripetere che a me questa ragazza non aveva fornito altre informazioni in merito alla sua identità ed io non ne avevo chieste. Se avessi queste informazioni sicuramente le riferirei”

(MP 10.07.09).

b) AC 1 ha dichiarato che era la prima volta che si recava in Svizzera:

“ AdR che in Svizzera non ci sono mai stato; oggi sarebbe stata la prima volta”

(PS 07.04.09);

“ Questa è la prima volta nella mia vita che vengo in Svizzera”

(GIAR 08.04.09);

“ Mi viene chiesto se sono già venuto altre volte in Svizzera all’infuori del giorno in cui sono stato arrestato, eventualmente se ho delle conoscenze.

Rispondo che non sono mai venuto in Svizzera; quella del 07 aprile 2009 era la prima volta”

(PS 05.05.09),

e che nel nostro Paese non conosce nessuno all’infuori di X:

“ ADR all’infuori della X non conosco altre persone in Svizzera”

(PS 07.04.09);

“ ADR che io non ho altre conoscenze in Svizzera oltre alla X (è lei che mi ha detto di abitare a, io non ci ero mai stato prima)”

(GIAR 08.04.09);

“ In Svizzera non ho neppure parenti, amici o conoscenti, salvo la X che volevo venire a renderle visita a __________”

(PS 05.05.09).

c)Quanto all’uso della __________ nella quale è stato rinvenuto lo stupefacente oggetto di questo procedimento, l’accusato ha dichiarato che da circa un mese e mezzo ne aveva l’uso esclusivo:

“ L’auto è a lui intestata, ma di fatto in mio uso da un mese e mezzo”

(PS 07.04.09).

All’interno del veicolo è stata trovata una delega datata 3 marzo 2009 che L aveva sottoscritto davanti al notaio A di __________ (__________), mediante la quale autorizzava l’accusato a

“ condurre detto autoveicolo in tutto il territorio dello Stato ed in qualsiasi Stato estero svolgendo anche ogni necessaria pratica doganale, con esonero delle Pubbliche Autorità con le quali ha rapporto da ogni responsabilità al riguardo”.

Circa le ragioni di tale autorizzazione, l’accusato ha spiegato di possedere una __________ che, tuttavia, non sarebbe stata funzionante e che pertanto l’amico L gli avrebbe prestato la sua vettura per tutta la durata del suo soggiorno in __________ nonché per un altro mese ancora. L’amico non avrebbe comunque utilizzato la vettura poiché soffrirebbe di un cancro. L, sentito dai carabinieri italiani ha per contro riferito che la vettura del AC 1 sarebbe stata fino a quel momento funzionante ed in quei giorni sarebbe stata data in uso ad un amico. Ha invece confermato di aver prestato la sua __________ all’amico per tutta la durata del suo ultimo viaggio in __________. Ha tuttavia precisato che, una volta rientrato, AC 1 gli ha chiesto di poter tenere la macchina ancora un giorno perché doveva recarsi a __________.

Così AC 1:

“ Io per l'automobile che L mi prestava non dovevo pagare nulla. Era previsto che me la lasciava per ancora un mese. Preciso che iI mio amico era a casa poiché era ammalato, soffriva infatti di un cancro. Di conseguenza mi lasciava l'automobile quando ne avevo bisogno. (…) Io quando utilizzavo la sua macchina neppure glielo dovevo dire.(…)ADR in aprile 2009 era già parecchio tempo che il mio amico L non lavorava più, anche perché aveva dovuto fare della chemio terapia”

(MP 10.07.09);

“ Mi ha fatto la delega perché la mia macchina è rotta e io non ho soldi per farla riparare”

(GIAR 08.04.09);

“ Mi si chiede se ho veicoli intestati a mio nome.

Rispondo che a mio nome ho intestato un'automobile marca __________, di colore rosso, di cui non ricordo I'immatricolazione. L'interrogante mi fa prendere atto che la mia auto è targata __________. Questa vettura I'ho acquistata d'occasione da un privato, di cui non ricordo il nome, circa un anno fa - se non vado errato nel mese di giugno 2008 - e I'ho pagata Euro 500/600. L'interrogante mi chiede come mai non ho usato la mia auto per la trasferta in __________ ma ho usufruito della __________ del L. Non ho usato la mia auto perché avevo rotto iI motore e sino ad oggi non I'ho riparata. Attualmente I'auto è parcheggiata sotto casa in Piazza della Riconoscenza 1. E' per questo chiesto I'auto al mio amico L”

(PS 05.05.09);

“ la mia automobile, una __________, aveva il motore rotto. Aveva dei problemi di centralina. Il veicolo neppure si accende e quindi risulta proprio inutilizzabile. In ogni caso lo era quando io ero a __________”

(MP 10.07.09).

a)Come visto, il 3 marzo 2009 il notaio ha autenticato la firma di L sull’autorizzazione a favore di AC 1 di usare la . Il 9 marzo l’imputato ha lasciato l’ per recarsi in __________ dove è giunto il giorno dopo e dove è rimasto fino al 4 aprile successivo:

“ Mi sono quindi fatto prestare l’automobile __________ dal mio amico L__________ per recarmi al mio Paese. Mi sono recato fino a __________ dove poi mi sono imbarcato sul traghetto. Al mio Paese ho evidentemente soggiornato a casa mia dai miei genitori cui sono rimasto circa un mese. Naturalmente ho anche incontrato la mia fidanzata”

(MP 10.07.09).

Scopo del viaggio sarebbe stato quello di stare vicino alla fidanzata che aveva da poco abortito:

“ All’inizio del mese di marzo 2009 mi volevo recare in __________ poiché avevo dei problemi con la mia fidanzata in __________. Sono con questa ragazza da 6 anni che abita vicino a __________. Questa ragazza si chiama S. (…) Preciso che i problemi di cui dicevo prima si riferivano al fatto che lei aspettava da me un bambino e che, quando era incinta, l’ha perso, cercavo quindi di starle più vicino”

(MP 10.07.09).

L, sempre tramite i Carabinieri di __________, ha invece riferito che AC 1 gli aveva detto che sarebbe rientrato al suo Paese per non meglio precisati problemi di salute dei suoi genitori.

b) L ha pure dichiarato che AC 1 avrebbe fatto rientro a __________ il 6 aprile 2009 verso le ore 14:00 e che nel corso della giornata gli avrebbe nuovamente chiesto in prestito la vettura per recarsi a __________ il 7 aprile seguente, precisando che sarebbe stata l’ultima volta che gli chiedeva quel favore e che sarebbe rientrato il giorno stesso. AC 1 sarebbe quindi effettivamente partito il 7 aprile 2009 verso le ore 5:30.

Anche queste dichiarazioni non collimano con quelle dell’accusato, il quale ha infatti sostenuto di essere rientrato a __________ nel pomeriggio del 5 aprile 2009, precisando:

“ Dall’__________ sono partito sabato scorso 04 aprile 2009. Sempre con iI traghetto sono giunto a __________ e da Ii sono proseguito fino a __________ dove vi sono giunto domenica 05 aprile 2009, al pomeriggio. Lunedì sono rimasto a casa tutto iI giorno; ho usato la macchina girovagando per __________ e questa mattina mi sono messo in moto per raggiungere __________”

(PS 07.04.09);

“ Due o tre giorni prima di essere arrestato ho fatto rientro dall'__________. E' senz'altro possibile che io sia passato dal porto di __________ iI 05.04.2009. Sono quindi salito direttamente a __________, senza fermarmi da nessuna parte. A __________ sono arrivato verso Ie 16-17.00; sono andato direttamente a casa. (….)II 6 aprile 2009 sono rimasto a __________ senza fare nulla di particolare. Mi sono spostato anche in automobile, utilizzando la __________ di L”

(MP 10.07.09).

c) AC 1 ha dichiarato che, durante il viaggio in , la vettura in questione è stata condotta sempre e solo da lui, salvo in un’occasione in cui l’avrebbe prestata ad una ragazza conosciuta in loco, la famigerata X, di cui si dirà meglio in seguito:

“ AdR che durante il mio soggiorno in __________ I'auto in oggetto I'ho sempre condotta e tenuta io. E' capitato che I'ho lasciata condurre a questa amica X, giusto il tempo per spostarsi per degli acquisti”

(PS 07.04.09).

d) Quanto al luogo di stazionamento della vettura, ha precisato che, sia in __________ che al rientro in __________, l’ha sempre parcheggiata sulla pubblica via:

“ Premetto che non ho garage e l’auto la parcheggio all’aperto ed è quindi probabile che qualcuno me l’abbia messa a mia insaputa sulla strada”

(PS 07.04.09).

a)Come visto, l’accusato ha riferito che il giorno del suo arresto sarebbe stato diretto a per rendere visita alla citata X, senza essere in possesso né dell’indirizzo, né di un recapito telefonico e senza, in definitiva, essere nemmeno certo dell’identità della ragazza. Ha riferito di averla conosciuta durante le “ferie” in una discoteca a __________, città poco distante dal suo paese in __________, dove era peraltro rientrato per stare vicino alla sua fidanzata S, provata dall’aborto che ha dovuto subire. Con questa X si sarebbe visto di nascosto in vari alberghi (che pagava lui) ed avrebbe avuto rapporti intimi. Richiesto di riferire nomi e località di questi alberghi, non ha saputo dire nulla, limitandosi a sostenere di non ricordare, trattandosi di piccole pensioni. Di lei ha riferito che si tratterebbe di un’infermiera di circa 23 anni, abitante a, alta circa un metro e settanta, occhi azzurri, bionda:

“ Mi viene chiesto cosa so di questa persona.

Di lei so poco o nulla. E' una ragazza di 23 anni, corporatura normale, alta ca. 170 cm, capelli biondi lunghi sino alle spalle lisci, occhi azzurri. Con me si esprimeva in lingua __________. Lei mi ha detto che sapeva esprimersi anche in __________.

Non so il suo indirizzo attuale; I'unica cosa che mi ha detto è stata quella che abitava a __________. Non mi data nessun recapito. Io glielo chiesto ma lei mi ha risposto che mi avrebbe fatto una sorpresa.

Mi ha pure detto che frequenta una scuola nel ramo infermieristico”

(PS 07.04.09).

Quanto al significato, per lui, di questa relazione ha chiosato:

“ Per me era un’avventura”

(MP 10.07.09; cfr. anche verb. dib. p. 5).

Per il resto non ha saputo dire con precisione quando e dove la ragazza sarebbe rientrata in Svizzera, limitandosi a dire che lo avrebbe chiamato al telefono la sera prima del suo arresto dicendogli di recarsi a __________ che, poi, l’avrebbe chiamato lei. AC 1 sarebbe quindi partito da __________, senza alcuna garanzia di incontrarla, non disponendo di alcuna informazione circa il luogo d’incontro ed il recapito dove raggiungerla. Al riguardo l’accusato ha sottolineato che non ha mai visto il numero di telefono dal quale sarebbe stato chiamato la sera prima, poiché schermato. Ci torneremo.

b) Queste le dichiarazioni dell’imputato a proposito della conoscenza della ragazza:

“ Questa persona I'avevo conosciuta circa un mese fa durante Ie ferie in __________. L'ho incontrata a __________ in una discoteca. (…) Le ferie in __________ Ie ho trascorse per la maggiore dai miei genitori e in parte con questa ragazza che ho conosciuto in una discoteca di __________.

Per quello che ne so io, la X è rientrata una settimana fa con I'aereo partendo da __________. Non so la destinazione finale del suo viaggio”

(PS 07.04.09);

“ Siamo stati assieme circa due settimane in alberghi della regione. Io dovevo muovermi di nascosto perché ho la fidanzata”

(GIAR 08.04.09);

“ Io questa ragazza I'avevo conosciuta in __________ quella volta Iì del mese di marzo 2009. Lei mi raccontò che studiava in __________ come infermiera e che abitava a __________. La ragazza mi disse che in __________ abitava a __________ con i suoi genitori. Questa ragazza aveva circa 23 anni. Aveva capelli biondi, occhi azzurri ed era alta circa 1.70m. Era una ragazza di nazionalità __________. Non so dire se era bionda naturale o tinta. Mi rendo conto che è un po' strano che io mi sia recato in __________ per sistemare i problemi con la mia fidanzata S e nel contempo abbia iniziato ad intrecciare una relazione con un'altra ragazza. S non sapeva che c'era questa ragazza. (…) Mi disse anche che in Svizzera ci stava da poco tempo e che vi risiedeva da sola. (…) Io questa ragazza I'ho incontrata per circa 2 settimane di fila, praticamente tutti i giorni. Con questa ragazza ho iniziato una relazione ed abbiamo avuto anche rapporti intimi. I miei genitori non lo sapevano. A L ho raccontato di questa mia relazione quando sono tornato a __________. Preciso che __________ si trova a circa 50 km da , quindi non potevo farmi vedere in giro con questa ragazza. Non ci siamo scambiati foto. Era sempre lei che mi chiamava al telefono, lei d'altra parte non voleva che io la chiamassi quando era con i suoi genitori. Non mi ha mai mandato messaggini. Quando mi chiamava usciva sempre un numero sconosciuto. Quando ci siamo lasciati in __________ non ci siamo scambiati, o meglio lei aveva il mio e mi disse che mi avrebbe chiamato quando lei sarebbe arrivata in Svizzera. Era nostra intenzione riincontrarci. Lei è partita dall' 2 o 3 giorni prima di me. Lei mi ha chiamato ancora una volta in __________ un giorno dopo la sua partenza, semplicemente per salutarci; si vede che Ie mancavo. Devo però dire che io non ci tenevo particolarmente dal momento che io ero già fidanzato. Per me era un'avventura.(…)

Quando io mi sono incontrato con X in __________ per i nostri incontri ci trovavamo in un albergo. Siamo stati in diversi alberghi sempre ad __________. Adesso non mi ricordo i nomi di questi alberghi si trattavano di piccole pensioni”

(MP 10.07.09).

c) Come visto, circa questa X, l’accusato ha sempre detto di non saper fornire altre informazioni al di là di una sommaria descrizione fisica.

Posto di fronte all’inconsistenza del suo racconto, AC 1 non ha saputo dare spiegazioni. In particolare, sul fatto che quelle generalità non emergono in nessuna banca dati svizzera, ha dichiarato:

“ … devo ripetere che a me questa ragazza non aveva fornito altre informazioni in merito alla sua identità ed io non ne avevo chieste. Se avessi queste informazioni sicuramente le riferirei.

ADR non sono neppure in grado di fornire informazioni in merito ad eventuali parenti di questa ragazza che eventualmente consentirebbero poi di risalire alla stessa. In __________ quando si frequenta una ragazza, bisogna chiedere al fratello o ai genitori. Io sono sicuro di non sapere chi sono eventuali fratelli, rispettivamente i genitori di questa ragazza”

(MP 10.07.09);

“ Non so fornire ulteriori particolari a riguardo di questa ragazza. Come già sostenuto non so dove abiti, non so il suo numero di telefono e null’altro che posso ricondurre a lei”

(PS 05.05.09).

d) Tornando alla __________, AC 1 ha precisato di averla sempre tenuta lui, salvo in un’occasione in cui, in __________, l’avrebbe prestata per un pomeriggio proprio a X per circa due o tre ore, senza peraltro nemmeno verificare se avesse la patente:

“ In __________ non l’ho prestata a nessuno. L'avevo invece prestata a qualcuno quando ero in __________. In particolare l’avevo prestata ad una ragazza che volevo incontrare qui in Svizzera. Questa ragazza si chiama X. (…) La Xhulia aveva le patenti __________ ed io le ho prestato la __________ del mio amico. (…) Lei aveva avuto bisogno l’automobile per andare a fare la spesa, almeno così è quello che mi aveva detto. Io a questa ragazza ho dato l’automobile una sola volta, cioè in un'unica occasione durante un pomeriggio, per 2 o 3 ore. Io non ho visto dove questa ragazza è andata con I'automobile.

(…)E' I'unica persona che sapeva che mi trovavo in Italia ed a cui ho prestato la __________ mentre mi trovavo in __________. Io non so che cosa lei abbia fatto con questo veicolo quando io gliel'ho lasciato durante un pomeriggio e lei si era allontanata. Ho il sospetto che in quella circostanza l'automobile possa essere stata caricata con lo stupefacente.(…) ADR io la patente albanese della X non l’ho vista né gliel'ho chiesta. E’ stata lei a dirmi che ce l'aveva”

(MP 10.07.09).

a) Nella vettura guidata da AC 1 sono stati rinvenuti, come detto, 6,992 kg di eroina con grado di purezza pari al 60,75%, e meglio 4,24764 chili di sostanza pura. Si tratta di un quantitativo ingentissimo dall’importante valore di mercato. A titolo puramente indicativo, considerato che, da informazioni emerse in varie inchieste relative a spaccio di eroina (i cui dati sono pure pubblicati sull’apposito sito del Tribunale d’appello), l’eroina sul mercato viene venduta a ca. CHF 200.- il grammo (puro), lo stupefacente sequestrato ha un valore approssimativo che si aggira attorno a CHF 850'000.-.

b)AC 1 ha sempre negato ogni sua responsabilità nel trasporto dello stupefacente, nonostante la vettura l’abbia avuta quasi sempre lui (tranne un paio d’ore in cui l’avrebbe prestata a X, per l’identificazione della quale non ha saputo fornire elementi affidanti), nonostante l’occultamento nei longheroni sia stato eseguito in modo molto professionale sia da parte di chi ha inserito la droga sia da parte di chi l’ha confezionata e malgrado lo smisurato uso di deodoranti nell’abitacolo:

“ non sapevo proprio niente dell’eroina che era nascosta nella mia macchina”

(GIAR 08.04.09).

Ci torneremo.

Come visto al momento del fermo AC 1 era in possesso di 2 telefonini e 3 carte SIM.

a) Dal rapporto di segnalazione 15.06.2009 (AI 1.2.) emerge che:

  • nel cellulare Nokia era inserita la carta SIM Wind, intestata a AC 1 (cittadino albanese residente a __________, cugino dell’accusato) ma di fatto in uso all’accusato, corrispondente al numero di chiamata __________ (in seguito Wind);

  • nel cellulare Samsung era inserita la carta SIM Vodafone, intestata all’accusato e corrispondente all’utenza __________ (in seguito Vodafone);

  • la terza carta SIM, della compagnia TRE, intestata a A S (cittadino __________ residente a __________, un conoscente dell’accusato) ma di fatto in uso all’accusato e corrispondente al numero __________ (in seguito TRE), non era inserita in nessun telefono cellulare, bensì era celata tra la batteria ed il coperchio posteriore del cellulare Samsung.

Gli standort delle tre utenze hanno dimostrato che esse non sono mai state collegate ad antenne situate su suolo svizzero.

b) Interrogato al riguardo AC 1 ha affermato dapprima che tutte le utenze sarebbero a lui intestate. Successivamente, posto di fronte alle chiare risultanze degli atti, ha sia che sia precisato di esserne l’unico utente:

“ L’interrogante mi chiede a chi sono intestate le tre carte SIM __________ trovate sulla mia persona e meglio:

__________.

Rispondo che le tre carte SIM sopra elencate sono tutte intestate a mio nome.

L’interrogante mi fa prendere atto che non corrisponde al vero ciò che ho appena affermato poiché solo una (__________) è rilasciata a mio nome, mentre le altre due sono intestate a:

__________ E, 23.01.1982, cittadino residente a;

0039 393 3997845 S A, 16.01.1979, cittadino __________ residente __________.

Dopo aver appreso i vari intestatari di queste carte, riconfermo che le stesse sono tutte mie.

L’interrogante mi chiede come ne sono entrato in possesso e se eventualmente non sia possibile che ho fornito delle false generalità.

Rispondo che le ho comprate al mercato nero”

(PS 05.05.09).

Quanto all’identità degli intestatari ha riferito:

“ Confermo che i numeri che utilizzavo erano questi:

__________. Il terzo numero non me lo ricordo bene anche perché lo avevo appena preso. Mi viene fatto presente che comunque è stato trovato sulla mia persona.

ADR che E è mio cugino.

ADR che S A è una persona che conosco, non è un mio parente. È una persona che è metà __________ e metà __________”

(MP 10.07.09).

Nella misura in cui ha preteso di aver acquistato le schede SIM al mercato nero ha mentito, essendo intestate una al cugino e l’altra all’amico S A.

c) Sulle carte SIM __________ in uso all’accusato erano memorizzate due utenze svizzere.

Sempre dal rapporto di segnalazione 15.06.2009 (AI 1.2.) emerge che:

  • nella rubrica della carta SIM Wind in uso all’accusato era registrata sotto il nome Z un’utenza svizzera, ovvero il numero, intestato a Z K, 7.9.1970, domiciliato a __________;

  • nella rubrica della carta SIM TRE in uso all’accusato era registrata (senza nome) un’altra utenza svizzera, ossia il numero __________, intestato ad A K, 23.1.1966, pure domiciliata a __________ (al).

d) Quanto agli intestatari delle utenze svizzere memorizzate nelle rubriche dell’accusato risulta che A e Z K sono moglie e marito, sono entrambi di origine croata ed hanno due figli, Dr () e Da ().

Dal rapporto di segnalazione 15.06.2009 (AI 1.2.) e dal rapporto d’inchiesta 16.09.2009 (AI 1.3.) emerge che Z K (in seguito Z K) è un pregiudicato.

Egli è già conosciuto alle autorità bernesi per aver effettuato, negli anni 2002-2006, ripetuti furti con scasso.

Nel 2006 era pure stato incarcerato.

Nella notte tra l’11 ed il 12 dicembre 2008, sul luogo di un furto con scasso avvenuto a __________, la polizia ha prelevato una traccia di DNA risultata appartenere a lui.

Recentemente il suo nome è pure emerso nell’ambito di un’inchiesta per trasporti di eroina condotta nel canton __________ dove, nella stanza dei fratelli Q, erano stati trovati circa 1'230 grammi di polvere bruna composta da 240 grammi di eroina, 475 grammi di miscela di eroina e 515 grammi di caffeina (cfr. rapporto 18.08.2009 della Kantonspolizei __________). Era, poi, emerso che la camera era stata presa in affitto dai Q per il tramite proprio di Z K.

Nel rapporto di segnalazione 15.06.2009 (AI 1.2.) si legge infatti:

“ Ultima segnalazione ricevuta dai vostri servizi è che in data 13.05.2009 sono stati arrestati Q A, 01.06.1991, e Q L, 10.04.1985, entrambi cittadini __________, poiché trovati in possesso di eroina.

Stranamente, Z K è la persona che ha fatto da tramite per riservare la camera dove i due soggiornavano”.

Nel rapporto d’inchiesta 16.09.2009 (AI 1.3.) viene precisato:

“ nel mese di maggio 2009, nel Canton __________ sono stati arrestati due fratelli di origine __________ poiché trovati in possesso di eroina. Trattasi di Q A e L. Al momento del fermo erano in possesso di due utenze telefoniche svizzere. I colleghi ci hanno comunicato che dai controlli dei tabulati di queste utenze figurano più contatti con i numeri di telefono intestati ai K, come pure dei contatti con l’utenza 076 715’69’93 -intestata ad un fantomatico G, __________ (persona inesistente)- ma probabilmente in uso al Z K; numero quest’ultimo che ritroviamo nel tabulato di AC 1. Dall’utenza in uso a Q A vi sono dei collegamenti con il numero (intestato a R I , nome fittizio) che guarda caso lo ritroviamo anche nel tabulato di AC 1. Ciò che si deduce dai tabulati è il fatto che le carte SIM __________ poc’anzi citata e __________ intestata a Z K sono state inserite in un unico cellulare, molto probabilmente in uso a Z K; in effetti il numero IMEI è il medesimo ().

Altro particolare interessante pervenutoci dai colleghi d’oltralpe è che l’alloggio occupato dai due fratelli Q è stato affittato dal Z K.”

A tal proposito, Q A ha effettivamente dichiarato:

“ … lui (n.d.r. Z K) mi ha aiutato a trovare un posto dove dormire.

Lui ha contattato una donna grazie alla quale ho preso in affitto un appartamento a __________ e per il quale pagavo una pigione mensile di franchi 1'000.

Un mese dopo essere arrivato a __________ mi hanno arrestato e pertanto non ho mai pagato l'affitto”

(PS 24.11.09).

Dal canto suo Z K ha dichiarato unicamente di non essere coinvolto in traffici di stupefacenti:

“ Ho preso atto di questo e rispondo che quanto contestatomi non è assolutamente vero.

Io con il traffico di stupefacenti non ho nulla a che fare”

(PS 24.11.09).

e) Infine, a dimostrazione dei legami, almeno dal febbraio 2009, tra i K e i Q, dal rapporto 18.08.2009 della Kantonspolizei __________ risulta che il 5 febbraio 2009 alle ore 16:25 Q A è stato fotografato da un radar alla guida della vettura intestata alla moglie di Z K. Viaggiava in direzione di __________.

“ Mi viene mostrata la foto di un rilevamento radar per eccesso di velocità, datato 09.02.2009 e scattata sull’autostrada A2 in territorio di __________ e contrassegnato come doc.7. Sull'automobile fotografata, una __________ targata __________ che confermo essere di mia proprietà è visibile iI conducente, che riconosco nella persona che chiamo il greco (n.d.r. Q A).

In merito posso affermare di ricordare di aver prestato in tre o quattro occasioni la mia automobile al greco. Lui mi diceva solo che doveva andare a cercare automobile da comperare e quindi rivendere in __________”

(PS Z K 24.11.09).

In effetti, Z K chiama “__________” il conoscente che ha riconosciuto in Q A.

Così A K:

“ ADR che non posso escludere che mio marito abbia prestato la mia automobile a Q A.

ADR che la chiave dell’automobile è una sola e che solitamente si trova in casa.

ADR che ricordo di aver ricevuto tempo fa un avviso di contravvenzione, credo dal Canton __________, per un eccesso di velocità in cui è incorsa la mia automobile.

Non mi trovavo io alla guida dell'automobile perché in quell'occasione mio marito aveva dato Ie chiavi dell'auto ad una persona a me sconosciuta.

La multa l'ho consegnata a mio marito perché la desse al conducente responsabile.

Il mio coniuge mi ha portato i soldi e io ho saldato il dovuto all'ufficio postale”

(PS 24.11.09),

e Q A:

“ Gli agenti interroganti mi mostrano la foto di un rilevamento radar per eccesso di velocità datato 09.02.2009 e scattata sull'autostrada A2 in territorio di __________ (contrassegnata come doc. 2).

Sull'automobile fotografata, una __________ targata __________ è possibile vedere che alla guida c'ero io. Vengo invitato a prendere posizione in merito.

Confermo che guidavo io I'automobile e che la stessa I'avevo chiesta in prestito a Z K.

Volevo solo fare un giretto e non avevo nessuna meta particolare.

Avevo detto a Z K che mi trovavo in Svizzera per comperare delle auto da rivendere in __________”

(PS 24.11.09).

a) La polizia __________ ha proseguito ed intensificato le indagini nei confronti di Z K.

Dai successivi rapporti 15 e 24.09.2009 della Kantonspolizei __________ risulta che i controlli telefonici delle utenze a lui intestate rafforzavano il sospetto che questi era attivo in traffici di stupefacenti e che il suo ruolo era di prim’ordine. Dal rapporto del 15.09.2009 risulta in particolare che il 27 agosto 2009 aveva ricevuto una partita di droga proveniente, verosimilmente, dalla __________, così come dai rapporti 02.10.2009 sembrerebbe che egli fosse stato destinatario di un’ulteriore fornitura di droga e che la moglie sarebbe stata sua complice. Moglie che, a suo dire, sarebbe stata estranea all’attività del marito:

“ non ero assolutamente al corrente che mio marito fosse implicato in storie legate alla droga e che non ho mai avuto nessun sospetto in tale senso”

(PS A K 24.11.09).

b) In data 8 ottobre 2009 Z K è stato arrestato a seguito di una nuova fornitura di droga (cfr. rapporto 9.10.2009 della Kantonspolizei __________).

Lo stesso giorno anche la moglie A K è stata tratta in arresto (cfr. rapporto 9.10.2009 della Kantonspolizei __________). È stata rilasciata dopo tre settimane. Così A K:

“ ADR che mio marito attualmente si trova in detenzione, penso al carcere di __________, essendo stato arrestato in data 08.10.2009 per reati legati alla droga.

Per gli stessi motivi sono stata anch'io arrestata e sono stata rilasciata dopo tre settimane di detenzione presso il carcere di __________.

Non sono ancora stata condannata per i reati da me commessi e non so ancora quale decisione sarà presa nei miei confronti”

(PS 24.11.09).

c) Dal rapporto di segnalazione 25.11.2009 della polizia emerge che il 26 dicembre 2008, al valico di __________, in entrata sul territorio elvetico, a bordo della vettura intestata ad A K sono stati controllati M (alla guida) e Z K.

In quell’occasione M era in possesso di un cellulare, il cui numero IMEI corrisponde, come si vedrà, a quello del cellulare utilizzato da un’utenza svizzera con la quale ha avuto contatti AC 1 e che risulta essere intestata ad una fantomatica N __________ (cfr. formulario “controllo persona” 26.12.2008 delle Guardie di Confine).

Alla contestazione dell’accertamento del passaggio del confine svizzero in compagnia di M, Z K si è rifiutato di rispondere in assenza di un difensore:

“ Gli interroganti mi fanno prendere atto che in data 26.12.2008, alle ore 1049, ero stato fermato per un controllo al confine austro – svizzero di __________.

In quell’occasione viaggiavo quale passeggero della mia automobile __________ e alla cui guida si trovava il cittadino croato M, 30.09.1984.

Mi viene chiesto se confermo questi fatti e se posso spiegare in che rapporti sono con la persona che mi accompagnava.

Mi rifiuto di rispondere a questa domanda

(PS 24.11.09).

Notisi che in calce al verbale, di suo pugno ed in lingua __________, Z K ha scritto che, sentendosi offeso dagli interroganti, non avrebbe più risposto senza la presenza del suo avvocato.

Per il resto, da quanto emerge dal rapporto d’inchiesta 16.09.2009, risulta che Z K si è trasferito a __________ nel febbraio 1998, proveniente da __________. Fino al 30 settembre 2004 ha lavorato come operaio presso la ditta A AG di __________. In seguito ha percepito indennità di disoccupazione fino al 30 novembre 2007. Non risulta che al momento dell’arresto lavorasse e non si sa quindi di cosa vivesse.

Nel suo verbale PS 24.11.09, ha dichiarato:

“ Di professione sono gessatore ma fino al giorno del mio arresto non avevo un posto fisso e lavoravo saltuariamente. Per tale motivo non avevo un’entrata regolare.”

d) Z K è proprietario di due vetture (una __________ ed una __________ -di colore blu, a differenza di quella dell’accusato che risulta essere rossa-) con targhe trasferibili. Sembra che guidasse abitualmente, nonostante non sia in possesso della licenza di condurre.

La situazione finanziaria dei coniugi K parrebbe tuttavia non essere (o almeno non essere sempre stata) rosea. Nel 2008, per 3 o 4 mesi, non hanno infatti pagato la pigione. A fine anno 2008 hanno poi pagato lo scoperto di circa CHF 5'000.-.

Essi sono conosciuti presso l’UEF dell’__________: a carico del marito risultano 2 esecuzioni per CHF 735.- e 9 ACB per CHF 15'685.90; mentre a carico della moglie risultano 3 esecuzioni per CHF 4'826.70 e 1 ACB per CHF 723.40.

A fronte di una situazione economica tutt’altro che agevole, difficilmente spiegabile è risultato l’invio di denaro effettuato dalla moglie il 2 luglio 2009 a favore di un cittadino residente in __________ (notisi che, come si vedrà, __________ risulta essere stata già inserita come destinazione nel navigatore rinvenuto nella vettura di AC 1). Così A K:

“ Gli agenti interroganti mi fanno prendere atto che in data 2 luglio 2009 a mio nome figura un invio di denaro tramite Western Union per un importo di € 2'500 (franchi 3'964).

Questo denaro è stato inviato in Austria a certo R K.

Viste le mie ristrettezze finanziarie mi viene chiesto chi è questa persona e dove ho preso il denaro che ho inviato. Rispondo che il nome R K mi dice qualcosa e che il denaro l’ha ricevuto mio marito da un certo J__________, persona da lui conosciuta diversi anni orsono nella prigione di __________, dove mio marito si trovava in stato di detenzione poiché aveva commesso dei furti.

J voleva inviare soldi in __________ e siccome non aveva documenti ha chiesto a mio marito di farlo per lui. Siccome anche il mio coniuge non aveva in quel momento i documenti con sé, ha chiesto a me di inviare il denaro per conto di J. Gli agenti interroganti mi fanno prendere atto che da informazioni assunte dai colleghi __________, risulta che J ha consegnato a mio marito la somma di franchi 7'000. Mi viene chiesto se so cosa mio marito ne abbia fatto di questi soldi.

Rispondo che sapevo che mio marito aveva ricevuto questa somma.

II giorno seguente lui è andato via e non so che fine abbia fatto il denaro.

ADR che secondo me mio marito non ha utilizzato questo denaro per pagare i nostri debiti o parte di essi”

(PS 24.11.09).

e) Interrogato in relazione alle utenze telefoniche registrate nella rubrica dei cellulari in suo possesso al momento dell’arresto, AC 1 ha spiegato che i telefonini li usava solo lui e che solo lui vi aveva immesso i numeri telefonici in memoria, peraltro contrariamente a quanto sostenuto in arringa dalla sua difesa. Solo la scheda TRE l’avrebbe prestata ad amici. In merito al numero svizzero poi risultato essere in uso a Z K ha riferito di non sapere nulla:

“ Mi viene chiesto se Ie tre carte SIM le uso solo io. Rispondo di sì, tutte e tre le carte sono mie e le uso solamente io; è capitato che quella della 3 I'ho imprestata ad amici. E' giusto dire che i nominativi salvati nelle rubriche sono stato io ad immetterli. L'interrogante mi fa prendere atto che nella rubrica dell'utenza __________ figura inserito il numero __________ con il nome di Z. Mi si chiede a chi è intestato questo numero e che contatti ho con questa persona. Non so nulla di questo numero e nemmeno il nominativo non mi dice nulla. L'interrogante mi chiede di riflettere su quanto raccontato sino ad ora poiché non è assolutamente credibile il racconto che ho dato. Rispondo che quanto raccontato sino ad ora è la pura verità. Pure nella rubrica dell'utenza __________ è inserito il numero __________ senza nominativo. Mi si chiede a chi sia intestata questa utenza. Neppure di questo secondo numero non so nulla. Mi viene chiesto come mai nelle mie rubriche vi sono questi due utenze svizzere e chi le ha inserite visto e considerato che ha appena confermato che le carte le usa solo lei salvo la 3. Non mi so spiegare del perché nelle mie rubriche vi siano questi due numeri. Solo ora prendo atto dall'interrogante che il 41 iniziale corrisponde al numero internazionale per chiamate in Svizzera, dall'estero. L’interrogante mi chiede di spiegare a chi corrisponde il numero __________ salvato con il nome Z nella rubrica dell’utenza __________. Trattasi di una persona albanese che ha lavorato con me in __________, a __________. Lo conosco come Z. Di lui so che abita o abitava a __________, non ricordo la Via e nemmeno so dare un’indicazione corretta di dove ha l’appartamento. Per quel che ne so dovrebbe essere celibe. È originario di __________; non so da quanto abiti in __________”

(PS 05.05.09).

Nuovamente interrogato al riguardo ha riferito di non saper spiegare come mai tali numeri figurassero nelle sue memorie, non essendo in grado di dire chi potesse averveli inseriti. Ha quindi negato di conoscere Z K:

“ L'interrogante mi chiede nuovamente a chi sono intestate le due utenze svizzere salvate nelle rubriche dei cellulari sequestratimi il giorno del mio arresto e meglio, lo __________ e __________. Rispondo che non so a chi siano intestate e nemmeno posso immaginare che me Ii abbia salvati nelle rubriche dei miei cellulari. Mi viene mostrata una copia di fotografia in bianco e nero (doc. 1) raffigurante una persona di sesso maschile e mi si chiede se lo conosco. Rispondo che questa persona non I'ho mai vista e nemmeno so chi sia. Prendo atto che trattasi di Z K, __________ cittadino croato residente in Svizzera. (…) L'interrogante mi fa pure prendere atto che iI numero __________ è intestato a K Z residente a __________; parimenti iI numero __________ è intestato a K A, moglie di Z K. Mi viene chiesto se conosco queste due persone. Questi due nominativi non mi dicono nulla, non Ii ho mai sentiti né visti”

(PS 03.06.09).

Successivamente, davanti al PP, ha invece preteso che, forse, tali numeri siano stati salvati da L o da X e che Z sia invece un suo ex collega di lavoro:

“ Mi viene contestato che sul collegamento con iI finale __________ a me intestato era salvato iI numero , utenza svizzera. Io I'avevo registrato con il nome di Z e mi viene chiesto di prendere posizione. Rispondo che Z__________ corrisponde al nome di un mi amico con cui ho lavorato In __________ sempre a __________ presso la ditta T__________. Abbiamo lavorato insieme per uno/due anni. Zake corrispondeva al nome R, ma non mi ricordo il cognome. Io avevo smesso di lavorare per la ditta T iI mese di ottobre/novembre 2008. R invece ci ha lavorato ancora per 2/3 mesi. Non so dire dove nel frattempo sia andato a lavorare R né so dove abita. Con lui non ho più contatti. L'ultima volta che ci siamo visti è stato in dicembre in. Da allora non ci siamo più né visti né sentiti. Mi viene contestato che sul collegamento con iI finale 7845 a me intestato era salvato iI numero , utenza svizzera senza nome e mi viene chiesto di prendere posizione. Rispondo che non ho idea di come questo numero sia finito sul mio cellulare. A me è capitato di prestare iI mio telefono a L per chiamare l'. Forse ha avuto lui dei contatti con la Svizzera. Devo dire che i miei telefoni Ii ho dati anche alla X: lei giocava con i due telefoni. Forse ha salvato lei dei numeri ed io non me ne ero accorto. Mi viene fatto presente che è però quanto meno sorprendente che il primo dei due numeri svizzeri sia salvato sotto iI nome Z che è una persona che io conoscevo bene e mi viene chiesto di prendere posizione.

Non so cosa rispondere.

Mi viene di nuovo fatto presente che il prefisso "__________" è quello utilizzato per chiamare la Svizzera dall'estero e mi viene di nuovo chiesto se proprio non so nulla di questi collegamenti.

Rispondo che non sapevo neppure che il 41 fosse il prefisso per la Svizzera. Ripeto che non sapevo che tali numeri erano salvati sui miei cellulari”

(MP 10.07.09).

Per la completezza del giudizio si dirà che, interrogati dalla polizia, entrambi i coniugi K hanno negato di conoscere l’imputato (PS 24.11.09).

f) Gli inquirenti hanno tuttavia accertato che Z K ha inviato, in data 21 gennaio 2009 l’importo di CHF 600.-, tramite Western Union, a E, cugino dell’accusato e, come visto, intestatario della tessera telefonica Wind trovata in suo possesso al momento dell’arresto.

Confrontato con tale accertamento, Z K ha spiegato di aver effettuato la transazione per conto di un terzo, ossia del suo conoscente greco e meglio di Q A.

Così Z K alla polizia:

“ ADR che non ho conoscenze, amicizie o parenti che risiedono in Italia e che mai ne ho avute.

Prendo atto che i colleghi della polizia __________ hanno eseguito degli accertamenti sul mio conto per verificare se vi sono stati invii di denaro all'estero tramite agenzie preposte a queste transazioni. In effetti, come da doc. 8 allegato, possiamo dedurre che a mio nome, in data 21.01.2009, tramite ufficio Western Union sono stati inviati in __________ a E Euro 389,65 (ca. CHF 600.-). Mi si chiede di motivare questo invio di denaro e di specificare a chi erano destinati e firmo I'allegato a conferma di averlo visionato. Confermo di aver spedito il denaro alla persona residente in __________ ma di aver effettuato la transazione a nome del __________. È stato lui a darmi i soldi e non ha effettuato personalmente I'invio poiché in quel momento non aveva con sé il documento d'identità. L’ho fatto per fargli un piacere e non ho ricevuto alcun compenso. Se non erro questa è stata l’unica volta che ho inviato denaro a suo nome”

(PS 24.11.09).

La moglie ne era all’oscuro (PS A K 24.11.09).

Per quel che riguarda Q__________, dopo che gli inquirenti gli avevano contestato le affermazioni di Z K, ha per finire ammesso

“ Dopo aver riflettuto, confermo quanto dichiarato da Z K. In un'occasione ho inviato soldi a E, persona che conosco essendo mio paesano. Lui avrebbe poi portato il denaro alla mia famiglia in __________. E è originario del mio stesso paese e ho mandato i soldi in Italia poiché lui lavora in questa nazione.

Ricordo di avergli inviato all’incirca 600 franchi. Non ho spedito io stesso i soldi poiché il mio passaporto non era stato accettato per poter effettuare l’invio”

(PS 24.11.09),

ribadendo di non conoscere personalmente l’imputato:

“ Gli agenti interroganti mi fanno prendere atto che E risulta essere cugino di AC 1, la persona raffigurata nel doc.1 e precedentemente mostratami. Ne prendo atto ma riconfermo che non conosco AC 1”

(PS 24.11.09).

a) Dai tabulati telefonici (allegati all’AI 1.2.) sono emersi contatti tra le utenze in uso a AC 1 e le utenze svizzere registrate nelle rubriche delle carte SIM in suo uso. Gli inquirenti hanno chiesto i tabulati telefonici retroattivi in modalità “kopfschaltung”, alfine di ottenere il traffico che le utenze in uso a AC 1 hanno generato con la rete svizzera. Infatti, il contatto tra un’utenza estera ed un’utenza che utilizza la rete svizzera, gestita da un provider, è registrato e recuperabile in Svizzera.

Dalle indagini effettuate è emerso che:

  • il giorno prima dell’arresto, quindi il 6 aprile 2009 alle ore 19:17 l’utenza TRE in uso all’accusato ha contattato il numero intestato ad A K (+41767369786);

  • tra il 24 febbraio 2009 ed il 7 marzo 2009 risultano vari contatti tra le utenze Wind e Vodafone in uso all’accusato ed il numero intestato a Z K , in particolare risulta che:

    • l’utenza Wind ha chiamato una volta, il 24 febbraio 2009 alle ore 23:05 l’utenza svizzera di Z K (+41767138130, registrata nel cellulare Samsung di AC 1 sotto la voce Z);
    • quest’ultima ha chiamato 4 volte, due il 24 febbraio 2009 alle 23:06 e due il 27 successivo alle 20:56, il numero Wind di AC 1 per conversazioni della durata di pochi secondi;
    • l’utenza Vodafone ha chiamato quella svizzera di Z K il 28 febbraio 2009 attorno alle ore 14:00 mentre questa si trovava nei pressi di __________;
    • quest’ultima ha chiamato lo stesso giorno, pochi minuti dopo il numero Wind;
    • in seguito dallo stesso numero di Z K all’utenza Wind di AC 1 sono state accertate ulteriori sei chiamate, due il 1° marzo attorno alle 20:27, due il giorno dopo attorno alle 12:26 e due il 7 marzo successivo alle 09:22;
    • lo stesso giorno, alle 09:28, l’utenza svizzera di Z K ha chiamato due volte l’utenza Vodafone di AC 1.

b) Interrogato in merito ai contatti telefonici con l’utenza intestata a Z K, AC 1 non ha saputo offrire spiegazioni all’infuori dell’ipotesi che qualcuno possa aver usato il suo telefono a sua insaputa:

“ L'interrogante mi mostra il doc. 2 dove riporta i tabulati retroattivi concernenti i numeri di telefono in mio uso. Dagli stessi si può notare come in data 07.03.2009 ho ricevuto una telefonata sul mio cellulare __________ dal numero __________ e meglio da Z K, alle ore 09.22.

Cosa ha da dire in merito.

Non è vero che ho ricevuto telefonate da utenze svizzere sebbene mi venga esibito iI doc. 2 dove si evince il contrario. Io non ho mai tenuto delle conversazioni con questa persona.

Oltretutto ho ricevuto ulteriori telefonate dall'utenza __________ e meglio nelle date qui elencate:

  • 02.03.2009 alle ore 12.26;

  • 01.03.2009 alle ore 20.27;

  • 28.02.2009 alle ore 14.08;

  • 27.02.2009 alle ore 20.56;

  • 24.02.2009 alle ore 23.06.

L'interrogante mi chiede di dare una spiegazione plausibile a queste telefonate.

Non ne so nulla, può essere che iI mio telefono mi sia stato preso da qualcuno il quale lo ha usato”

(PS 03.06.09).

“ Mi viene contestato che nel corso del mese di febbraio 2009 vi sono stati più contatti tra iI numero svizzero __________ (Z) ed iI mio numero con iI finale __________ e mi viene inoltre fatto presente che iI numero svizzero è intestato a tale Z K e mi viene chiesto di prendere posizione.

Rispondo che non ho idea di chi sia questa persona ed ancora una volta non so dire come quel numero sia finito registrato sul mio cellulare con il nome "Z__________ "”

(MP 10.07.09).

c) Interrogato in merito alle utenze telefoniche in suo uso, Z K ha omesso di indicare proprio quella emersa durante l’inchiesta e che è stata in contatto con quelle di AC 1 (PS 24.11.09). Lo stesso dicasi per la moglie che, a precisa domanda circa l’utenza di cui sopra (Z), ha risposto:

“ Rispondo che non ero a conoscenza del fatto che mio marito possedeva tale numero, il quale non mi dice assolutamente nulla. Non ricordo di aver mai chiamato mio marito su questo numero (….). ADR di non sapere se mio marito ha mai comperato carte SIM per conto di altre persone”

(PS 24.11.09).

Anche Q A, pur affermando che Z K aveva sempre lo stesso numero, non ha indicato quale (PS 24.11.09).

Confrontato con la scoperta di tale ulteriore utenza telefonica a lui intestata (Z), Z K ha fornito una versione secondo cui un suo conoscente greco di origini albanesi (riconosciuto in Q A), in Svizzera per commerciare automobili con la __________, gli avrebbe chiesto di acquistargli una decina di carte SIM. Ciò che lui avrebbe fatto nel periodo novembre / dicembre 2008. Ha quindi sostenuto che l’utenza oggetto dell’interesse degli interroganti potrebbe essere una di quelle da lui acquistate per conto del suo conoscente. Egli ha quindi categoricamente negato di avere avuto contatti telefonici con AC 1 (PS Z K 24.11.09).

Anche Q A ha confermato la versione di Z K in relazione all’acquisto delle tessere telefoniche, affermando che sarebbero state destinate ad un non meglio identificato “B”, persona che gli sarebbe stata indicata da un altro fantomatico Ag, di stanza in __________, che gli avrebbe proposto di venire in Svizzera a spacciare della droga:

“ sono arrivato in Svizzera durante lo scorso mese di gennaio 2009. Prima di arrivare in questa nazione mi trovavo in __________ dove mi ero recato per cercare un lavoro che mi permettesse di guadagnare qualcosa per aiutare mio fratello che si deve operare.

In __________ ho conosciuto una persona che si chiama Ag, il quale mi ha detto che se volevo racimolare i soldi dovevo andare in Svizzera a spacciare droga.

Ho quindi deciso di partire per la Svizzera e ho raggiungo la città di __________, località indicatami da Ag e il quale ha pagato il mio viaggio.

Qui ho contattato un certo B, persona che penso sia di nazionalità __________, il quale mi ha dato un telefono cellulare con scheda SIM di cui non rammento il numero di chiamata.

Di sicuro era un numero svizzero.

Trascorso un mese, durante il quale per vivere ho utilizzato il denaro che avevo con me e che avevo portato dall’__________ (€ 1'500), ho lasciato __________ e ho raggiunto __________.

Ho raggiunto questa località per caso e in un bar ho incontrato e conosciuto Z K.

Con lui comunicavo parlando italiano e ci siamo scambiati i rispettivi numeri di telefono facendo così amicizia.

Nei giorni seguenti ci siamo incontrati diverse volte per bere un caffè insieme e lui mi ha aiutato a trovare un posto dove dormire.

Lui ha contattato una donna grazie alla quale ho preso in affitto un appartamento a __________ e per il quale pagavo una pigione mensile di franchi 1'000.

Un mese dopo essere arrivato a __________ mi hanno arrestato e pertanto non ho mai pagato l’affitto.

Gli interroganti mi fanno prendere atto che al momento del mio arresto ero in possesso di un telefono cellulare con inserita carta SIM avente il numero di chiamata __________.

Mi si chiede a chi è intestata questa carta e chi me l’ha procurata, essendo io impossibilitato, visto il mio statuto di straniero, a sottoscrivere un contratto a mio nome.

Rispondo che il telefono e la carta SIM mi erano stati dati da B.

Non so a chi fosse intestata la carta.

ADR che anche a Z K avevo chiesto di procurarmi diverse carte telefoniche ma non ricordo esattamente quante.

Queste carte le consegnavo poi a B poiché lui mi aveva chiesto di procurargliele.

Incontravo B a __________ e io gli consegnavo le carte telefoniche.

Il credito sulla carta SIM che B mi aveva dato era nel frattempo scaduto ed era lui che mi chiamava, non potendo io fare telefonate.

B mi aveva detto che mi avrebbe sempre chiamato da una cabina telefonica e non mi ha mai dato un suo recapito telefonico.

Z K non sapeva che le carte telefoniche erano destinate a B e io non gliel’ho mai detto.

Quando incontravo B, oltre noi due nessun altro era presente.

ADR che a Z K ho solo pagato il dovuto per le carte telefoniche che lui mi procurava e che non gli ho mai dato alcun compenso”

(PS 24.11.09).

d) Tornando ai contatti telefonici fra le utenze italiane in uso a AC 1 e quelle svizzere dei coniugi K, in relazione in particolare al contatto telefonico del 6 aprile 2009 alle ore 19:17 tra l’utenza TRE e quella intestata ad A K, l’imputato ha affermato che effettivamente quella sera venne chiamato da X che gli avrebbe chiesto di venire a trovarla a __________. Tale affermazione parte peraltro da un’errata interpretazione degli interroganti che gli hanno contestato una chiamata in entrata allorquando, in verità, si tratta di una chiamata in uscita dall’utenza TRE a quella di A K.

Così AC 1 in polizia:

“ Altro fatto strano che in data 06.04.2009, alle ore 19.17, ho ricevuto una telefonata su uno dei miei cellulari 0039 393 399 78 45 dal numero 076 736 97 86 intestato alla moglie di Z K (colore fucsia sul doc. 2).

Rispondo che effettivamente ho ricevuto una chiamata da questa X__________ la quale mi chiedeva di renderle visita a __________.

L’interrogante mi chiede nuovamente di rivedere la mia deposizione poiché ha dell’inverosimile. Come già spiegato il numero 076 736 97 86 è intestato a A K e non a questa fantomatica X. Prenda posizione in merito.

Rispondo che non so cosa dire”

(PS 03.06.09).

La questione è poi stata, almeno inizialmente, meglio precisata davanti al Magistrato inquirente che ha posto la domanda in modo corretto. AC 1 ha risposto di essere assolutamente certo che quella sera ricevette, lui, una sola telefonata dalla Svizzera da parte di X, persona che avrebbe riconosciuto dalla voce. Informato del fatto che dai tabulati non figura alcuna telefonata in entrata, ma ne risulta una in uscita verso l’utenza di A K, l’imputato ha riferito di non essere in grado di fornire spiegazioni, ipotizzando che qualcuno potrebbe essersi momentaneamente impossessato della tessera TRE ed aver fatto quella telefonata, durata peraltro pochi secondi:

“ ADR tra il 6 ed il 7 aprile 2009 io con il mio telefono ho chiamato unicamente la mia fidanzata S in __________. Ho inoltre chiamato qualche altro amico in __________. In Svizzera non ho chiamato nessuno. L'unica telefonata che ho ricevuto dalla Svizzera è stata da questa X. Di questa cosa, ossia del fatto che si è trattata dell'unica telefonata ricevuta dalla Svizzera, sono assolutamente certo. Non posso sbagliarmi. (…) Mi viene contestato che dal collegamento con iI finale __________ figura una chiamata in uscita, quindi effettuata, il giorno 6 aprile 2009 alle ore 19.17, sul numero svizzero __________ e mi viene chiesto di prendere posizione.

Rispondo che non so spiegarmi questa cosa. Io a quell'orario e quel giorno mi trovavo a casa. Quella sera eravamo 4/5 in casa. C'eravamo oltre ad io e L, mio cugino E, ed un altro amico che si chiama F, un cittadino __________ di cui non ricordo il cognome. Era uno che ogni tanto veniva ad aggiustarmi il computer. A nessuno di loro ho prestato il telefono. Non posso escludere che qualcuno lo possa aver preso senza che io lo vedessi. Mi viene fatto presente che il numero __________ risulta intestato a tale A K e mi viene chiesto se conosco una persona con questa nome. Rispondo che non ho idea di chi possa essere. Non conosco nessuna persona con questo nome. (…) Mi viene chiesto su quale telefono mi abbia chiamato la X iI 6 aprile 2009 per farmi venire in Svizzera.

Rispondo sul numero finale __________.

Mi viene fatto presente che in base agli accertamenti eseguiti non figura iI 06.04.2009 un'altra telefonata a parte quella in provenienza dal numero svizzero __________ (n.d.r.: recte: in uscita verso il numero intestato ad A K) e mi viene chiesto di prendere posizione. Rispondo che non so spiegarmelo.

ADR sono comunque sicuro che il 06.04.2009 ho ricevuto una telefonata da una donna che per me era X. L'avevo riconosciuta dalla voce”

(MP 10.07.09).

Sia che sia, già in occasione del primo interrogatorio di polizia, l’accusato aveva preteso, prima ancora che gli venissero contestate le risultanze, di aver ricevuto una telefonata da X sulla sua utenza Wind:

“ Lei sapeva del mio arrivo a __________ poiché ieri sera ci siamo sentiti per telefono. E' stata lei a chiamarmi”

(PS 07.04.09).

E’ del tutto evidente che AC 1 ha mentito spudoratamente quando ha riferito di avere parlato con X__________ poiché questa lo avrebbe chiamato. In realtà è lui che ha effettuato una chiamata in uscita ad un’utenza riconducibile ai K (registrata a nome della moglie). In effetti dai tabulati relativi a tutte le utenze in uso a AC 1 non sono state rilevate chiamate in entrata, tantomeno provenienti dalla Svizzera dove questa fantomatica X__________ avrebbe dovuto trovarsi, né sul numero TRE (finale __________), né sul numero Wind (finale __________) indicato dall’imputato stesso. In realtà non è vero che egli sarebbe stato chiamato da qualcuno, tantomeno da questa X, la sera prima di partire, diversamente di quella telefonata vi sarebbe traccia nei tabulati. Vero è invece che, proprio la sera prima di partire da __________ per venire in Ticino, AC 1 ha, con la sua utenza TRE (finale __________) -proprio quella che al momento del fermo era nascosta all’interno di uno dei due cellulari-, chiamato il numero svizzero intestato ad A K, già arrestata ed in attesa di giudizio per traffico di stupefacenti e moglie di Z K, in carcere preventivo proprio per commercio di importanti quantitativi di droga.

e) A proposito di questo numero telefonico intestato ad A K, la stessa ha dichiarato in polizia di possederne un altro, misconoscendo di essere titolare anche di questa utenza. Richiesta di dare spiegazioni in punto al surriferito contatto telefonico del 6 aprile 2009, non ha saputo giustificarlo, se non dicendo che forse la scheda è una delle due tessere acquistate per i figli, che il marito avrebbe prestato ad una terza persona, senza dirle a chi:

“ Gli interroganti mi fanno prendere atto che da un controllo (vedi doc. 2) emerge che sono titolare dell’utenza mobile __________. Mi viene chiesto di prendere posizione in merito e firmo il doc.2 a conferma di averlo visionato. Rispondo che è possibile che abbia comperato la carta SIM per uno dei mie figli e che poi mio marito l’abbia regalata a qualcun altro. Non sono in grado di dire a chi e preciso che io non ho mai utilizzato questa carta dopo averla acquistata.

ADR che ricordo di aver comperato la carta SIM sei o sette mesi orsono, presso l'ufficio postale di __________ ma non rammento se la carta che ho comperato aveva lo stesso numero di telefono citato in precedenza. (…) Invitata a riflettere preciso che io di carte SIM ne ho comperate due, destinate ai miei due figli e che entrambe mio marito le ha probabilmente regalate a qualcuno. Le ho comperate entrambe nell'ufficio postale di __________. Per la precisione io mi sono accorta ad un certo punto le carte non c'erano più. Ho chiesto spiegazioni al mio coniuge e lui mi ha detto di averle prestate ad un'altra persona, senza però dirmi a chi”

(PS 24.11.09);

salvo poi dire che, forse, la scheda è stata acquistata dal marito per terzi:

“ Mi viene chiesto se io ho eseguito o ricevuto delle telefonate da AC 1 nel periodo novembre 2008 / aprile 2009. Rispondo che da questa persona non ho mai ricevuto o fatto telefonate. Gli interroganti mi mostrano il tabulato retroattivo (doc. 4) di una delle utenze italiane in uso a AC 1 (__________) dove sono visibili dei contatti fra il numero italiano poc’anzi citato e lo __________, intestato a mio marito, nonché un contatto verso il numero in mio uso, e meglio lo __________, avvenuto in data 06.04.2009 alle ore 19.17.

Mi viene chiesto di prendere posizione in merito e firmo il doc.4 a conferma di averlo visionato.

Rispondo che non sono in grado di spiegare questa cosa. Forse mio marito ha regalato a qualcun altro la carta a me intestata o forse lui ne ha comperate per altri”

(PS 24.11.09).

Dal canto suo il marito ha invece ipotizzato che si tratti di una delle schede che la moglie avrebbe acquistato per Q:

“ Pensandoci bene, posso affermare che forse anche mia moglie ha comperato un paio di schede per il greco, un paio di mesi dopo che io gli avevo comperato le dieci carte.

Per la precisione le ha comperate per me e poi io le ho consegnate al greco, persona che mia moglie non ha mai conosciuto”

(PS 24.11.09).

Si tratta, di tutta evidenza, di spiegazioni che non reggono già solo per il fatto che nemmeno collimano nella misura in cui la moglie ha detto di averle acquistate per i figli e di averne notata la scomparsa, mentre il marito afferma che la moglie le avrebbe acquistate per lui.

f) Proseguendo nell’analisi dei tabulati telefonici relativi alle utenze in uso a AC 1, è emerso che l’accusato è stato in contatto con altri numeri svizzeri e meglio:

  • nel novembre 2008 con il numero __________ intestato a N;

  • ancora nel novembre 2008 con il numero __________ intestato a G__________, __________;

  • nel dicembre 2008 con il numero __________ intestato a R.

Dalle indagini effettuate dagli inquirenti è emerso che i nominativi dei tre intestatari N, G e R__________ sono fittizi (cfr. rapporto d’inchiesta 16.09.2009, AI 1.3.).

Sempre nel rapporto d’inchiesta 16.09.2009 si evidenzia che le carte SIM intestate a Z K () e a R () sono state inserite in un medesimo cellulare. Infatti, il numero IMEI con il quale sono state in contatto le singole utenze è identico e molto probabilmente in uso a Z K.

Se ne deduce quindi che AC 1 ha avuto contatti telefonici con le utenze o con il cellulare riconducibili ai coniugi K già a partire dal 10 dicembre 2008.

Invitato a fornire spiegazioni in merito a questi ulteriori contatti, l’accusato, ancora una volta, non ha saputo darne:

“ Inoltre, sempre dai controlli dei tabulati, risulta come nel mese di dicembre 2008 ho avuto più contatti con I'utenza __________ (evidenziati con iI colore arancio sui doc. 2), mentre nel mese di novembre 2008 con lo __________ (evidenziati con il colore verde sui doc. 2). Mi viene chiesto di dare una spiegazione a queste telefonate.

Non so fornire nessuna spiegazione, non so chi abbia eseguito queste telefonate. Ciò malgrado i telefoni siano miei. (…) L'interrogante mi fa prendere atto che l’utenza __________ e intestata a:

R

mentre l 'utenza 076715'69'94 risulta essere intestata a:

N.

Mi viene chiesto se questi nominativi mi dicono qualche cosa.

Rispondo che non mi dicono nulla, mai sentiti sino ad ora”

(PS 03.06.09).

Quanto alla questione del medesimo IMEI utilizzato dalla sua utenza e da quella di R, Z K ha ribadito la solita storia del __________:

“ Rispondo che non ho mai sentito questo nome.

Come affermato in precedenza, la scheda con iI numero __________ poteva essere una di quelle che avevo comperato per il __________.

Di conseguenza anche l 'altra scheda inserita non era la mia”

(PS 24.11.09).

g) Dalle indagini è emerso che anche le utenze svizzere trovate in possesso dei Q al momento del loro fermo sono state in contatto con i numeri intestati ai K ed ai fantomatici G, R ed N (cfr. rapporto d’inchiesta 16.09.2009 e rapporto 18.08.2009 della Kantonspolizei).

Assunto a verbale dagli inquirenti bernesi, Q A non ha tuttavia riconosciuto AC 1 in foto (PS Q A 24.11.09).

a) Nella __________ guidata da AC 1 era istallato un navigatore satellitare (Tom Tom) che, al momento del fermo, era spento (cfr. rapporto d’inchiesta 16.09.2009, AI 1.3.).

Quanto all’uso fatto di quell’apparecchio, AC 1 ha dichiarato:

“ ADR io il Tom Tom della __________ del mio amico l'ho utilizzato in __________ per andare a lavorare o per altre cose, comunque non per andare in __________”

(MP 10.07.09).

Dollani ha inoltre riferito, nello stesso verbale, che non gli risulta che L sia stato in Svizzera recentemente:

“ ADR per quanto ne so io L non ha amici in Svizzera né parenti. Per quanto ne so io non è stato in Svizzera recentemente”.

b) Dollani ha inoltre dichiarato che era la prima volta che si recava in Svizzera e che nel nostro Paese non conosce nessuno all’infuori di X (PS 07.04.09, GIAR 08.04.09 e PS 05.05.09).

Questa affermazione collide con l’oggettivo riscontro che nel navigatore satellitare Tom Tom rinvenuto nel veicolo in questione e che AC 1 ha ammesso essere di sua proprietà nonché in suo uso esclusivo, fra le località memorizzate quali “destinazioni recenti”, è stata trovata quella di __________ nonché l’indirizzo “__________”.

Non è stato possibile risalire a chi risiede a quell’indirizzo.

Il navigatore è stato analizzato da una ditta privata ed esterna alla polizia, la quale è riuscita ad estrapolare una parte dei dati presenti nell’apparecchio. In particolare è stato possibile stabilire le destinazioni già inserite quali mete di arrivo. Sono così state individuate ben 4 trasferte con destinazione __________. Non è invece stato possibile attribuire alle singole trasferte una data precisa.

Tra le altre destinazioni recenti inserite nel navigatore, oltre a svariate località italiane, emerge un indirizzo di __________ (__________). Anche in questo caso non ha potuto essere appurato chi risiede a quell’indirizzo. Tuttavia va ricordato che __________ è il luogo di destinazione di un invio di denaro che i K, nonostante le loro ristrettezze economiche, hanno poi effettuato il 2 luglio 2009.

Va osservato infine che sia l’indirizzo “” che quello “” appaiono nel Tom Tom anche quali mete preferite.

Notisi che i coniugi K risiedono a __________ e che la distanza tra __________ ed __________ è di 30 km, ossia circa mezz’ora di automobile, come accertato in aula (verb. dib. p. 8).

c) Richiesto di spiegare le ragioni di queste destinazioni nella memoria del Tom Tom l’accusato ha, in sostanza, ribadito il solito ritornello e meglio di non sapere chi può avervele inserite. Richiesto di dire come mai il navigatore era spento al momento dell’arrivo in dogana e, pur non essendovi mai stato, non era inserita la destinazione “__________”, ha risposto che non sapeva se l’apparecchio funzionasse anche in Svizzera:

“ Mi viene chiesto come mai nella "destinazione recente" salvate nel TomTom di mia proprietà vi è quella di __________. Visto e considerato che ho sempre sostenuto che il TomTom mi appartiene, è da credere che io sia già venuto in Svizzera. Mi viene chiesto di prendere posizione in merito. Non ho mai messo questa destinazione nel mio Tom Tom. Sebbene questo aggeggio sia di mia proprietà e l'ho sempre usato io, mi chiedo chi abbia inserito la destinazione __________. E' la prima volta che lo sento”

(PS 03.06.09).

Nuovamente interrogato dal PP, ha riferito:

“ Mi viene contestato che quando io sono stato fermato in dogana sul navigatore di bordo della __________ vi era indicata quale destinazione del mio viaggio Olten e mi viene chiesto come mai.

Non me lo so spiegare, chiunque potrebbe aver inserito quella destinazione.

Mi viene fatto presente che a bordo di quel veicolo c'ero solo io e che quindi è lecito pensare che sia stato io ad indicare quella destinazione. Rispondo che non sono stato io ad inserire __________ quale destinazione. Io non so dove si trova questa città né per altro so dove si trova __________.

Mi viene chiesto come mai sul navigatore non ho inserito il nome di __________, visto che, secondo quanto da me dichiarato doveva essere la mia destinazione.

Rispondo che non sapevo se il navigare avrebbe funzionato anche fuori dai confini __________.”

(MP 10.07.09)

In aula ha invece dichiarato che era sicuro che il Tom Tom non avrebbe funzionato fuori dei confini italiani poiché, contrariamente a quanto aveva detto agli inquirenti, aveva provato ad utilizzarlo una volta in __________ e non aveva funzionato, deducendone che non poteva essere utulizzato all’estero. Sempre in aula ha affermato che il giorno del suo arresto lo aveva utilizzato in __________, salvo poi spegnerlo prima di giungere al confine perché convinto che in Svizzera non avrebbe funzionato. Circa l’acquisto dell’apparecchio ha, per la prima volta, riferito di averlo comperato al mercato nero, di guisa che le destinazioni potevano, a suo dire, già essere state inserite nella memoria prima dell’acquisto da parte sua (verb. dib. p. 7-8).

d) Da quanto precede sembrerebbe che l’imputato sia in realtà già stato in Svizzera, precisamente ad , nelle cui vicinanze operavano i K ed i Q__________.

Per la Corte questa circostanza, quantunque molto probabile, non è risultata decisiva, poiché il termine “recentemente” emerso dai controlli fatti esperire dalla polizia, non fornisce un’indicazione temporale precisa. Aggiungasi che l’imputato ha sostenuto, anche se solo in aula, che avrebbe acquistato il navigatore al mercato nero, non potendosi quindi escludere che esso contenesse i nomi delle destinazioni rinvenuti dagli inquirenti già al momento dell’acquisto. È vero che ancora una volta non ha fornito informazioni utili per verificare quanto da lui sostenuto, ma è altrettanto vero che le utenze telefoniche in suo possesso al momento dell’arresto in dogana ed utilizzate per i contatti con l’organizzazione, non sono mai state collegate con antenne situate in Svizzera.

Restano le contraddizioni di AC 1 in merito alle ragioni per cui, al momento del fermo, il navigatore era spento.

Sia che sia, anche nell’ipotesi in cui le destinazioni __________ e __________ fossero state inserite da terzi, nulla muta al convincimento della Corte, stanti le menzogne dell’accusato in relazione alla telefonata del 6 aprile 2009 alle ore 19:17.

Circa il ritrovamento dello stupefacente nella vettura, AC 1 ha dapprima dichiarato che, parcheggiando la vettura all’aperto, verosimilmente la droga era stata caricata per strada da terzi:

“ L'interrogante mi fa prendere atto che quella vettura è da almeno inizio marzo 2009 che ne sono in possesso e per tanto devo sapere quello che c’era all’interno, ma soprattutto del ritrovamento dello stupefacente. Prenda posizione in merito. Come riferito l'auto è in mio possesso da inizio marzo 2009 ad oggi. Premetto che non ho garage e l'auto la parcheggio all'aperto ed è quindi probabile che qualcuno me I'abbia messa a mia insaputa sulla strada”

(PS 07.04.09).

Al termine del verbale ha tuttavia concluso di non sapersi spiegare chi abbia potuto caricare la vettura con l’eroina:

“ Mi viene chiesto come i pani d'eroina siano finiti nei longheroni della mia auto eventualmente chi ce Ii ha messi. Non so spiegare chi abbia potuto mettere lo stupefacente nell'auto. Preciso che ho assistito per quasi tutto il tempo (salvo il finale) allo smontaggio della vettura eseguito dalle guardie di confine svizzere così che ho potuto vedere con i miei occhi dove lo stupefacente era occultato.”

Già il giorno successivo ha spostato i suoi sospetti su X__________, ragazza della quale aveva già riferito il giorno dell’arresto:

“ Non so spiegarmi la presenza dell’eroina nella macchina da me condotta. Sospetto che sia stata questa X a farmi mettere dell’eroina nella vettura, sapendo che sarei venuto in Svizzera a trovarla. Già in __________ mi aveva detto che ci saremmo rivisti a __________. Secondo me ha organizzato tutto lei, non mi so dare altre spiegazioni. (…) Io sono stato fregato. (…)

ADR che non ho sospetti sul mio coinquilino di __________. (…)

ADR che non so cosa dire, se sapessi di più lo direi alla Polizia. Io lavoro, guadagno, sono regolare in Italia, e non mi so spiegare l’accaduto. Anch’io non riesco ancora a credere a quanto mi è successo. È una situazione assurda per quanto mi riguarda. Capisco che, almeno al momento, nessuno mi vuol credere”

(GIAR 08.04.09).

Dollani ha negato comunque che la ragazza abbia assunto un comportamento che potesse far pensare ad un suo coinvolgimento in traffici di stupefacenti:

“ Escludo che mi abbia chiesto di portarle qualche cosa.

ADR escludo che X mi abbia mai parlato di stupefacenti. (…)

ADR quando io spiegai a X, quando ancora mi trovavo in __________ nel mese di marzo 2009, che abitavo a __________ lei non mi ha assolutamente detto che in questa città conosceva qualcuno, tanto meno mi ha detto che avrei dovuto prendere contatto con qualcuno in . Lei non mi ha parlato proprio per niente dell'ltalia e del fatto che eventualmente in questo paese vi erano delle persone che lei conosceva. II Magistrato mi chiede di spiegargli, dal momento che dichiaro di non sapere nulla dell'eroina sulla mia automobile, che cosa io penso sia successo per ritrovarmi con iI veicolo pieno di stupefacente. Rispondo che io ho il sospetto, non vedendo altre possibilità, che la X abbia organizzato la cosa, rispettivamente che mi abbia utilizzato. E' I'unica persona che sapeva che mi trovavo in __________ ed a cui ho prestato la __________ mentre mi trovavo in __________. Io non so che cosa lei abbia fatto con questo veicolo quando io gliel'ho lasciato durante un pomeriggio e lei si era allontanata. Ho il sospetto che in quella circostanza l'automobile possa essere stata caricata con lo stupefacente”

(MP 10.07.09).

La Corte, valutati minuziosamente e nel loro complesso tutti gli indizi a carico e posti a confronto con la versione dell’imputato, è giunta al pieno convincimento che AC 1 era perfettamente al corrente che stava trasportando della droga e meglio quella poi sequestrata dalle forze dell’ordine.

13.1.

Come detto nella vettura guidata da AC 1 vi erano, ben occultati, quasi 7 kg di eroina di una purezza superiore al 60%, per un valore di mercato attorno a CHF 850'000.-. Si tratta di “merce” di un valore troppo importante per anche solo immaginare che ignoti trafficanti l’abbiamo messa nella vettura di uno sconosciuto, del quale non potevano controllare i movimenti, eccessivo essendo il rischio di finire per perderla. Impensabile è, inoltre, che un lavoro così professionale, ossia l’occultamento nei longheroni, abbia potuto essere eseguito sottraendo il veicolo, di notte, al legittimo utilizzatore, senza lasciare tracce. In realtà AC 1 non può che essere stato al corrente del carico, avvenuto verosimilmente in __________, durante il suo soggiorno tra il 9 marzo ed il 5 aprile 2009. Del resto l’accusato non ha mai riferito di aver avuto l’impressione che qualcuno potesse essersi indebitamente impossessato della __________ durante il periodo in cui ne ha avuto l’uso, rispettivamente che qualcuno potesse averla presa da un parcheggio, smontata e rimontata senza che lui si fosse accorto di nulla.

13.2.

Per sua stessa ammissione, in questo periodo, l’auto l’ha sempre avuta AC 1, salvo 2 o 3 ore in cui, in __________, l’avrebbe prestata a X. Si tratta, invero, di un lasso di tempo tutto sommato sufficiente, stanti i citati accertamenti di polizia, per eseguire l’opera di occultamento come emersa nella fattispecie. Tuttavia, come vedremo più avanti, tale ipotesi è del tutto bislacca e priva del benché minimo riscontro a fronte anche delle ripetute ed accertate menzogne raccontate dall’imputato.

13.3.

Dollani ha avuto numerosi contatti telefonici con persone inquisite ed arrestate proprio per traffico di stupefacenti. Contatti che egli ha negato anche di fronte all’evidenza dei tabulati. In particolare:

  • dal 20 al 28 novembre 2008 l’utenza Wind è stata in contatto con l’utenza intestata ad un’inesistente N -che risulta essere stata inserita anche nel cellulare utilizzato da S, persona fermata a __________ proprio in compagnia di Z K-, nonché con una intestata ad un fantomatico G;

  • nel mese di dicembre 2008 questa utenza Wind è stata in contatto ben 8 volte con un numero svizzero intestato all’inesistente R, inserito nello stesso cellulare verosimilmente in uso a Z K;

  • dal 24 febbraio al 7 marzo 2009 sono stati registrati altri 6 contatti telefonici tra questa utenza Wind e ed il numero svizzero in uso a Z K;

  • il 7 marzo 2009, ossia due giorni prima di partire per l’__________, è stato registrato un contatto telefonico tra l’utenza svizzera di Z K e il numero Vodafone in uso ed intestato a AC 1 (un precedente contatto telefonico data del 28 febbraio 2009);

  • il numero di Z K era registrato, con il nome Z__________, nella memoria della scheda Wind di AC 1;

  • per finire, il 6 aprile 2009, alle ore 19:17, dall’utenza TRE di AC 1 è stato registrato un contatto in uscita verso il numero svizzero intestato ad A K.

Si tratta di un numero importante di contatti telefonici che l’imputato non ha saputo spiegare; troppi per poter essere fatti risalire a terzi che avrebbero usato a sua insaputa e di nascosto il suo cellulare o la sua scheda. Del resto questi contatti sono avvenuti in giorni settimanali e ad orari diversi, quindi non riconducibili a particolari abitudini dell’accusato come, ad esempio, se fossero avvenuti solo in un determinato giorno della settimana o solo di notte, ad un orario in cui l’utilizzatore abusivo poteva sapere di non essere scoperto, tanto più che, a parte quella del 6 aprile di cui si dirà più in là, si tratta di telefonate quasi tutte giunte sulle utenze di AC 1, ciò che rende ancora più inverosimile l’opera di un terzo. A ciò aggiungasi che, come visto, un’utenza svizzera di Z K era registrata in una sua scheda di AC 1 che, avendo sempre detto di non essere mai stato in Svizzera e di non conoscere nessuno che vi risiede, non ha saputo spiegare le ragioni di tale registrazione. Ancora una volta si tratta di affermazioni di comodo che non possono essere ritenute, conto tenuto delle innumerevoli telefonate emerse dai tabulati, delle quali l’accusato non ha saputo dire nulla. Per finire AC 1 non ha saputo spiegare nemmeno le ragioni del contatto telefonico del 25 novembre 2008 ricevuto sul suo numero Wind da parte dell’utenza svizzera _____________ intestata all’inesistente G, utenza comunque in contatto con il numero in uso a Q A, a sua volta in relazione con Z K nell’ambito di traffici di droga. Nemmeno questa può essere, nel contesto globale di tutte le telefonate emerse dai tabulati, una chiamata effettuata a sua insaputa.

13.4.

La diligente difesa di AC 1, in aula, ha preteso che si tratti in realtà di un complotto ordito dalla fantomatica X, in combutta verosimilmente con L ed il cugino E, le cui relazioni con l’organizzazione criminale K/Q sarebbero dimostrate dal versamento di denaro in suo favore accertato dalla polizia, versione peraltro mai fatta propria dall’accusato. Ha osservato innanzi tutto che al momento del controllo da parte delle forze dell’ordine l’imputato non ha tradito emozioni, rimanendo tranquillo. Ha poi sostenuto che l’ipotesi del complotto non sarebbe così peregrina, rimproverando alla polizia di aver condotto le indagini in modo unidirezionale. A suo dire questa X sarebbe stata una pedina di L o del cugino che sapevano che AC 1 si sarebbe recato in __________, mandata lì apposta per fargli perdere la testa e fargli fare tutto ciò che voleva, così da usarlo quale ignaro corriere. Il fatto che non avesse maggiori ragguagli sulla di lei identità non sarebbe poi del tutto fuori luogo, così come lui non avrebbe preteso di avere un di lei recapito (indirizzo o numero telefonico) per timore di essere scoperto dalla fidanzata S. Quanto ai contatti telefonici, a mente della difesa, sarebbe costume, tra cittadini __________, prestarsi i cellulari; non sarebbe quindi impossibile che terzi abbiano usato i telefoni di AC 1 per organizzare il trasporto della droga, anche perché questo avrebbe consentito loro di non lasciare tracce in caso di controlli della polizia. Ha anche preteso che la durata delle telefonate fosse troppo breve per poter organizzare un traffico di stupefacenti, ma la Corte ha considerato che ciò vale sia per l’accusato che per eventuali terzi che avessero utilizzato i suoi telefoni a sua insaputa. Per finire, secondo la difesa, non si può escludere che a mettere la droga nell’auto sia stata proprio questa, a suo dire, avvenente ragazza che, per recuperare il carico, l’avrebbe poi chiamato e fatto venire a __________, dove si sarebbe poi fatta prestare l’auto qualche oretta per eseguire il lavoro di recupero.

Si tratta di una tesi suggestiva, smentita tuttavia da diverse risultanze.

a) Innanzitutto l’imputato ha sempre sostenuto che questa X rappresentava, per lui, solo e soltanto un’avventura. Proprio a proposito del fatto che di lei non possedeva alcun recapito non ha fatto minimamente riferimento alla necessità di cautelarsi di fronte al rischio di venir scoperto da S, ma ha riferito tutt’altre ragioni e meglio, ancora una volta, che per lui era solo un’avventura. Non è quindi sostenibile che si tratti di una donna che gli avrebbe fatto perdere al testa e che gli avrebbe fatto fare quello che voleva, come adombrato dalla difesa.

b) Quanto al coinvolgimento del cugino va rilevato che, in effetti, questi ha ricevuto del denaro dalle persone in carcere in Svizzera interna per reati legati agli stupefacenti. Questo fatto è, semmai, un indizio che potrebbe portare a sospettare un coinvolgimento anche del cugino nell’organizzazione criminale. Non assurge in nessun modo a prova dell’estraneità dell’accusato. Aggiungasi che anche il fatto che la tessera TRE fosse intestata proprio al cugino non rileva, AC 1 stesso avendo sempre affermato di esserne l’unico possessore, anche se a volte la prestava a terzi.

c) Lo stesso dicasi per L. A parte il fatto che, nei primi verbali, AC 1 ne ha sempre escluso il coinvolgimento, dell’amico si sa che ha vissuto con lui, ma non è noto da quando, AC 1 essendosi notificato solo dal 9 marzo 2009, come emerge dalla relativa dichiarazione rinvenuta nella __________, allo stesso indirizzo in __________. Nessun contatto tra L e l’organizzazione criminale è emerso. Quand’anche vi fossero stati dei contatti, questi porterebbero ad ipotizzare un coinvolgimento anche di L, non invece l’estraneità di AC 1. Come detto i contatti telefonici con le utenze dei K, per i quali AC 1 non ha saputo dare spiegazioni, sono troppi per anche solo immaginare che siano avvenuti a sua insaputa, ad opera terzi.

d) Circa lo scopo del viaggio in Svizzera, AC 1 ha affermato che era sua intenzione venire a trovare X e che, una volta a __________, lei l’avrebbe chiamato per fissare il luogo preciso dell’incontro, così come concordato in occasione della telefonata che la donna gli avrebbe fatto il giorno prima. Sennonché questa telefonata non c’è stata. Vero è invece che il 6 aprile 2009 alle 19:17 AC 1 ha chiamato, lui, l’utenza svizzera di A K. Al dibattimento ha spiegato che quella sera, dalle 17:00 circa, era in casa sua con diversi amici (questione riferita per la prima volta solo al PP dopo tre mesi di detenzione) e che qualcuno può aver usato a sua insaputa la scheda TRE che aveva in casa. La questione non è rilevante. Determinante è che AC 1 ha mentito proprio sulla telefonata che X, della cui identità si è detto certo per aver riconosciuto la voce, gli avrebbe fatto. Tale telefonata non c’è stata perché su nessuna delle sue tre utenze è stata rilevata. Confrontato con tale accertamento, ancora una volta, l’accusato non ha saputo fornire spiegazioni. Si tratta, per la Corte, dell’indizio risolutivo circa lo scopo del viaggio. Se questa X non lo ha chiamato, egli non può essere partito alla cieca, proprio quel mattino, senza sapere né dove né come trovarla. Caduta nel vuoto l’ipotesi che fosse diretto da questa donna, lo scopo della sua trasferta, peraltro asseritamene la prima in Svizzera, non può che essere quello di trasportare la droga che aveva nella __________.

e) Ma vi è di più. L’accusato ha riferito che decise di venire in Svizzera proprio a seguito di quella telefonata di X; avrebbe quindi provveduto a cambiare presso la Posta di __________ CHF 200.-, poi trovati su di lui. Sennonché, per sua stessa ammissione, l’ufficio postale chiude alle ore 18:00. È ovvio che non può aver cambiato i soldi a seguito di una telefonata che sarebbe giunta oltre un’ora dopo. E nemmeno può aver cambiato i soldi il mattino dell’arresto, essendo partito da __________ alle 5:30, allorquando gli uffici postali sono ancora chiusi. Ancora una volta ha mentito.

f) Questa X non è mai stata identificata e di lei non si sa nulla. AC 1, in carcere dall’aprile 2009, non ha saputo mai fornire alcun particolare che permettesse di risalire a lei. Ha dato una descrizione del tutto generica, non ha saputo indicare dove abita e non ha fornito alcun elemento utile agli inquirenti per poterla rintracciare. Ora, è impensabile che una persona, in prigione da mesi, con accuse gravi e con il rischio di dovervi rimanere per anni, non sappia dare qualche particolare in più agli inquirenti per rintracciare colei che, a suo dire, sarebbe la responsabile del trasporto della droga rinvenuta nella sua auto. AC 1 in realtà non ha saputo nemmeno dire dove la incontrava in __________, in quale albergo, chi potrebbe dare informazioni utili: nonostante, come detto, sia in galera da mesi e si professi innocente.

Quanto ai contatti telefonici con le persone operative in Svizzera nell’ambito del traffico di droga (e di eroina in particolare), per la Corte sono risultati troppo frequenti per essere riconducibili a pura casualità o essere opera di terzi che li avrebbero effettuati a sua insaputa.

Si tratta infatti di numerosi contatti, anche se brevi -ma è notorio che in questo genere di traffici gli interlocutori non si dilungano in dettagli, bensì si limitano all’essenziale-, tra le utenze che l’accusato stesso ha detto di usare personalmente e utenze in uso a persone attive nel commercio di droga, in particolare di eroina (come quella sequestrata ai Q), i cui numeri, almeno uno, sono addirittura registrati nelle sue memorie telefoniche.

Non saper dare anche soltanto una spiegazione almeno plausibile di questi fatti, è risultato alla Corte assolutamente non credibile.

g) A tutto ciò aggiungasi che AC 1 non è in generale una persona sincera né attendibile. Ha pure mentito sul suo passato. Egli ha infatti sottaciuto di essere già stato oggetto di un procedimento penale per spaccio di droga, limitandosi a riferire di una rissa, salvo poi ammettere di essere stato trovato in possesso di un grammo di cocaina per uso personale. In realtà è stato trovato in possesso di ben 7,5 g di cocaina e, particolare assai significativo, al suo domicilio gli inquirenti __________ hanno rinvenuto ben due bilancini di precisione, soliti essere usati per la preparazione delle dosi di stupefacente. Non si tratta di un indizio decisivo ma di un elemento che, tenuto conto di quanto precede, va a rafforzare il convincimento, già peraltro granitico, della non attendibilità della versione dell’accusato.

h) Altro indizio, non decisivo, ma certo significativo, della consapevolezza di AC 1 è dato dalla presenza di un numero spropositato di deodoranti nella vettura, tale da far venire il mal di testa a chiunque, che altro scopo non poteva avere se non quello di depistare l’olfatto dei cani anti droga in caso di controlli.

i) La Corte non ha dato peso ad altri indizi avanzati dall’accusa. Innanzi tutto il fatto che il navigatore fosse spento, da solo, non significa nulla. Lo stesso dicasi per il fatto che nello stesso navigatore erano inserite destinazioni recenti quali __________ e , l’imputato avendo affermato, senza poter essere smentito, di aver acquistato il Tom Tom al mercato nero, di guisa che può averne preso possesso, almeno in teoria, con quei dati già registrati. Certo, si tratta di una bella coincidenza (un’altra!) con i luoghi di stanza dell’organizzazione, ma tant’è: l’indicazione “recentemente” è troppo vaga per affermare, senza timore di arbitrio, che egli sia stato ad __________ proprio in relazione all’organizzazione dei traffici di eroina, anche perché dall’esame degli standort dei suoi cellulari non è emersa la presenza degli stessi su suolo elvetico. Medesimo discorso vale per il fatto che la tessera TRE era celata nel cellulare. E’, certo, un fatto strano che tuttavia, da solo, non può essere ritenuto per trarre conclusioni contrarie all’imputato. Per finire neanche dalle incongruenze tra quanto affermato da AC 1 e quanto detto da L circa lo scopo del viaggio dell’accusato in __________, il funzionamento o meno della __________ dell’accusato e le ragioni alla base del prolungamento del prestito della __________ una volta rientrato a __________ sono state tratte conclusioni sfavorevoli all’imputato, trattandosi di dettagli del tutto irrilevanti.

13.5.

Sempre a mente della difesa vi sarebbero altri particolari che dovrebbero fare insorgere almeno il dubbio che l’accusato sia estraneo al traffico. A torto.

a) Dollani è passato dal valico autostradale di __________. A mente della difesa, se fosse stato consapevole del carico trasportato, avrebbe utilizzato un valico meno importante dove, a suo dire, i controlli sarebbero meno frequenti. La tesi è quantomeno discutibile, potendo essere sostenuto anche l’esatto contrario, ossia che è proprio nei valichi minori che i controlli sono più minuziosi, non foss’altro perché a __________ un controllo sistematico di ogni veicolo causerebbe code interminabili.

b) Al momento del controllo della polizia AC 1, presente pure al rinvenimento della droga, non ha palesato emozioni particolari, rimanendo tranquillo. Quali considerazioni dovrebbero essere tratte da tali circostanze non è dato di sapere, un comportamento di tale indifferenza potendo essere attribuibile sia ad un corriere ignaro come ad un trafficante scafato. Sia che sia la Corte ne ha preso atto, non attribuendo alla circostanza alcuna rilevanza, così come non avrebbe tratto conclusioni di alcun genere se fosse stato accertato che l’imputato avesse palesato nervosismo o si fosse opposto con qualche scusa alle necessarie verifiche.

c) I bulloni della vettura nel punto dove è stata occultata la droga sono risultati usurati. A mente della difesa ciò dimostrerebbe che non era la prima volta che il veicolo veniva usato per nascondervi dello stupefacente, ciò che farebbe almeno ipotizzare un coinvolgimento di L, proprietario della __________. La questione è del tutto irrilevante. A parte il fatto che l’usura dei bulloni in sé non dice nulla, gli autori potendo aver usato materiale proveniente da altri mezzi (in un’officina meccanica, dove utensili e materiali si possono tranquillamente mischiare, non è detto che nel rimontare un veicolo vengano usati per forza i bulloni dello stesso veicolo, ma possono esserne utilizzati altri provenienti da altri veicoli della stessa marca), in questa sede non hanno da essere accertate le responsabilità di L, ma unicamente quelle di AC 1. Che, poi, L possa essere complice o correo nel traffico di cui in rassegna, rispettivamente responsabile di altri traffici precedenti, non è importante, essenziale essendo, come accertato in questa sede, che AC 1 ha consapevolmente trasportato la droga di cui è stato trovato in possesso in quanto nascosta nel veicolo da lui condotto. Il fatto, quindi, di per sé, non ha alcuna rilevanza.

d) Sull’imputato sono state rinvenute solo tracce indirette di cocaina e nessuna traccia di eroina. Sugli involucri avvolgenti i 33 pani di eroina sequestrati non sono stati rilevati né il DNA né le impronte di AC 1. Nel veicolo sono state rilevate tracce indirette di cocaina e di eroina (AI 1.3.). La Corte ne ha preso atto: tali circostanze non escludono tuttavia la colpevolezza dell’accusato nel senso della sua consapevolezza di ciò che trasportava, ma dimostrano, semmai ed unicamente, che non vi è stato contatto tra lui e la sostanza sequestrata, rispettivamente, se vi è stato, nessuna traccia ha potuto essere riscontrata. Punto.

e) Nulla muta la presenza di un’impronta digitale di AC 1 sul bordo inferiore destro del portellone del baule della __________. Tale impronta può essere stata lasciata in qualsiasi momento. Il fatto che ne sia stata rinvenuta solo una, nonostante l’accusato usasse la vettura ormai da circa un mese, porta semmai a sospettare che il veicolo, almeno all’esterno, sia stato ripulito da ogni traccia.

In definitiva il rinvenimento della droga nella __________ da lui guidata, i riscontri oggettivi circa la sua precedente permanenza in , l’ingente valore commerciale della droga trasportata, le sue menzogne in punto ai suoi precedenti e soprattutto in merito alla telefonata delle 19:17 del 6 aprile 2009, l’assoluta inattendibilità delle spiegazioni da lui fornite circa lo scopo del viaggio in Svizzera quel giorno, l’inesistenza della citata X, per poter rintracciare la quale non ha fornito elementi utili, e della asserita di lei telefonata del 6 aprile 2009, i numerosi contatti telefonici con persone finite in carcere perché attive nel commercio di droga, che l’imputato non ha saputo spiegare, nonché la presenza nell’abitacolo di un numero spropositato di deodoranti volti a sviare eventuali controlli, hanno convinto la Corte che in realtà AC 1 era perfettamente al corrente di quello che trasportava. Quanto alla destinazione dello stupefacente, non è arbitrario ritenere che, alla luce dei numerosi contatti telefonici con l’organizzazione Q__________ /K, il carico fosse diretto proprio verso la zona di __________ /__________.

Per l’art. 19 LFStup chiunque, senza essere autorizzato, coltiva piante da alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, fabbrica, estrae, trasforma o prepara stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o transita stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive, mette in commercio o cede stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti, chiunque fa preparativi a questi scopi, chiunque finanzia un traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento, chiunque pubblicamente istiga al consumo di stupefacenti o rivela la possibilità di acquistarli o di consumarli, è punito, se ha agito intenzionalmente, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Nei casi gravi la pena è una pena detentiva non inferiore a un anno, cui può essere cumulata una pena pecuniaria.

Un caso è ad esempio grave se l’autore sa o deve presumere che la sua infrazione si riferisce a una quantità di stupefacenti che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (lett. a): il che è oggettivamente dato già per quantitativi, presi nel loro complesso (DTF 112 IV 113; con la precisazione in DTF 114 IV 165), di 12 gr. di eroina pura o di 18 gr. di cocaina pura (DTF 109 IV 145, con le precisazioni in DTF 119 IV 180 e 120 IV 334). Per quanto riguarda poi l’aspetto soggettivo, occorre tenere presente che le nefaste conseguenze dell’uso di droga pesante è ormai una realtà di comune conoscenza (DTF 104 IV 211; cfr. anche 106 IV 232).

Equivale ad importazione il trasporto dello stupefacente già nel territorio doganale svizzero (art. 3 Oprec - RS 812.121.3).

Dal profilo soggettivo il reato è intenzionale. Basta il dolo eventuale che è dato allorquando l'agente, pur non volendo un determinato risultato di rilevanza penale, lo accetta nel caso in cui si realizzi.

Non vi è dubbio che, nella fattispecie, AC 1 ha commesso con dolo diretto il reato ascrittogli, l’importazione di oltre 4 kg di eroina pura configura manifestamente un caso aggravato.

a) Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale. L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP), a mente della quale, per valutare la gravità della colpa, entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che, per sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

In materia di traffici di stupefacenti il criterio dei quantitativi non è quello determinante, ma resta un criterio importante (DTF 6B 370/2007).

b) La Corte ha ritenuto la colpa di AC 1 molto grave.

Grave per l’ingente quantitativo di droga trasportato, oltre 4 kg di eroina pura.

Grave per l’intensità della messa in pericolo della salute pubblica, l’eroina essendo tra le droghe più pericolose in circolazione.

Grave per i motivi a delinquere che non possono che essere ricondotti al lucro puro, AC 1 non avendo bisogno di trafficare droga per vivere: aveva un lavoro, un luogo dove abitare, un regolare permesso di dimora e non aveva persone a carico né oneri finanziari particolari; anzi, quando ebbe la necessità -dovuta peraltro, come accertato in aula, al consumo di cocaina-, potè pure contrarre un prestito nelle forme ufficiali.

Grave anche per la professionalità del suo agire: la droga era occultata nella vettura in modo molto professionale, avvolta in involucri ben isolati e coperti da dentifricio in modo da depistare l’olfatto dei cani anti droga; è stata usata un’auto intestata ad un terzo; nell’abitacolo sono stati posti dei deodoranti aventi, ancora una volta, lo scopo di depistare eventuali controlli.

Grave per aver commesso il reato su scala internazionale, in modo ben organizzato avvalendosi di più linee telefoniche.

Grave, per finire, perché ha dimostrato di collaborare con un’organizzazione criminale molto attiva, come attestano i contatti con gente pericolosa come i K e i Q, poi finiti in prigione anche per altri traffici. Insomma AC 1 si è comportato da vero criminale professionista, a cui l’organizzazione ha affidato un caso di valore ingente poiché sapeva, ovviamente, di potersi fidare.

c) Egli non può, inoltre, vantare attenuanti di sorta per il suo comportamento processuale intriso di menzogne al limite dell’irridente. Certo, il diritto di tacere e di mentire sono garantiti dalla Costituzione e, per questo, all’accusato non sono derivati aggravi di colpa, ma forza è constatare in AC 1 una totale assenza di assunzione di responsabilità, propria del delinquente che, preso con le mani nel sacco, preferisce assumere il comportamento omertoso tipico delle organizzazioni criminali che sapranno certo apprezzarlo al momento della sua rimessa in libertà.

A suo favore la Corte ha, in definitiva, potuto considerare una sostanziale assenza di precedenti specifici gravi, le sue origini in definitiva umili, anche se comuni a diverse persone originarie del suo Paese che si comportano comunque correttamente, pur non avendo avuto le occasioni di stabilirsi in una nazione economicamente più stabile, come ha invece avuto AC 1, ed una certa sensibilità alla pena essendo chiamato ad una lunga espiazione lontano dai suoi cari che, difficilmente, già solo per ragioni economiche, potranno venire a fargli visita in prigione. Per finire la Corte ha pure considerato, a suo favore, che la droga non è finita sul mercato, grazie però solo all’encomiabile opera delle guardie di confine, cui va qui rivolto un significativo riconoscimento di efficienza.

d) Tutto ciò ben ponderato, la Corte ha ritenuto equa una pena detentiva di sei anni.

Come detto paragoni con casi analoghi non devono essere fatti se non in casi eccezionali.

A puro titolo abbondanziale e senza che ciò abbia la minima rilevanza nel presente giudizio, la Corte osserva come la pena qui pronunciata si inserisce perfettamente nel solco della prassi dei nostri tribunali nella misura in cui, ad esempio, recentemente è stata inflitta una pena detentiva di 4 anni e 10 mesi ad un trafficante albanese che trasportava, nascosti nel serbatoio della sua vettura, circa 2 kg di eroina pura ritenuto che la sua colpabilità non ha superato il grado del dolo eventuale (sentenza Assise criminali 7 luglio 2009 in re B.) e, qualche anno fa, sono stati inflitti 6 anni di reclusione ad un corriere albanese, non collaborativo, che aveva trasportato, occultati nei longheroni della sua auto, quasi 2 kg di eroina pura (sentenza Assise criminali 8 ottobre 2004 in re D.).

Le spese sono poste a carico del condannato (art. 9 CPP).

Quanto ai sequestri va detto che i cellulari e le carte telefoniche sono stati utilizzati prevalentemente, se non esclusivamente, per i contatti con l’organizzazione di stanza in Svizzera, di guisa che vanno confiscati senza ulteriori considerazioni.

Per quel che concerne la vettura (e il navigatore che ne è un accessorio) rilevisi che essa è servita per il trasporto della droga. Nel periodo in cui l’ha avuta in uso AC 1, l’accusato si è recato in __________, ha caricato (rispettivamente ha fatto caricare) l’eroina, l’ha portata in __________ e da lì l’ha importata in Svizzera. Per il trasporto è stata appositamente manomessa. A ciò aggiungasi che, sostanzialmente, indipendentemente dall’intestazione, l’auto deve essere considerata nella disponibilità dell’acccusato, L non avendola nemmeno rivendicata, nonostante sia al corrente delle ragioni del sequestro e malgrado le vane promesse di venire in Svizzera per essere interrogato dalla polizia. In definitiva la fattispecie adempie manifestamente gli estremi dell’art. 69 CP, di guisa che la confisca è del tutto conforme alla giurisprudenza (CCRP 1° febbraio 2008 in re V.).

Per quel che è degli effetti personali (passaporto, licenza di condurre, ecc.), nulla osta, ovviamente, alla restituzione al condannato una volta espiata la pena.

Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti posti, tranne che al quesito n. 2;

visti gli art. 12, 40, 42, 43, 47, 51 e 69 CP;

19 cifra 2 LStup;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia

  1. AC 1 è autore colpevole di:

1.1. infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti

siccome riferita ad un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere essere in grado di mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

per avere, senza essere autorizzato, il 7 aprile 2009, a __________, presso il valico doganale di __________, importato in Svizzera, a bordo del veicolo __________ targato __________ intestato a L, un quantitativo pari a kg 6,992 di eroina (grado di purezza 60,75%)

e meglio come descritto nell’atto di accusa (e precisato nei considerandi).

  1. Di conseguenza, AC 1 è condannato:

2.1. alla pena detentiva di 6 (sei) anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2. al pagamento delle tasse di giustizia di fr. 1'500.- (millecinquecento) e delle spese processuali.

  1. È ordinata la confisca e la distruzione di 33 pani di eroina per un totale di grammi 6'992.20.

  2. È ordinata la confisca di:

4.1. 1 natel Nokia 3200, imei __________

4.2. 1 carta SIM Wind __________

4.3. 1 natel Samsung SGHi630, imei __________

4.4. 1 carta SIM Vodafone __________

4.5. 1 carta SIM __________ con relativa scheda

4.6. 1 tessera bancaria Maestro UniCredit Banca ____________________

4.7. 1 navigatore Tom Tom nr. serie __________

4.8. documentazione cartacea varia

4.9. 1 autovettura marca __________, targata __________ più contenuto.

  1. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente La segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta preliminare fr. 12'409.40

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--

fr. 14'009.40

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