RACCOMANDATA
Incarto n. 41.95.00004 AMF 2/94
DC/mf
Lugano 29 luglio 1996
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Giovanna Roggero-Will, Silvia Torricelli
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 30 marzo 1994 di
__________, rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 14 dicembre 1993 emanata da
Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna, rappr. da: Ufficio fed.assicurazione militare, 6500 Bellinzona,
in materia di assicurazione militare federale.
ritenuto, in fatto
1.1 __________ nato nel 1943, di professione elettromeccanico __________, nel 1963, durante la scuola reclute ha subito un trauma al ginocchio sinistro. L'evento é stato annunciato all'assicurazione militare, che, dopo un periodo di riformazione professionale, lo ha posto al beneficio di una rendita di invalidità del 35% e di una rendita per menomazione rilevante dell'integrità del 2,5% (quest'ultima a decorrere del 1° gennaio 1993).
__________ non si è opposto al grado di rendita di invalidità ma ha invece chiesto una rendita per menomazione dell'integrità del 10%.
Con decisione del 14 novembre 1993 l'Ufficio federale dell'assicurazione militare (in seguito: UFAM) ha confermato il grado del 2,5%, argomentando:
" La valutazione operata da parte dell'Assicurazione militare è basata su una vasta casistica di situazioni paragonabili che da decenni permette di valutare i casi con una linea uniforme. Per la perdita totale di una funzione vitale quale l'udito, la vista, la deambulanza ecc. è accordata, di massima, una rendita del 50%. Questa prassi è stata ancora recentemente confermata dal Tribunale federale.
Applicando queste norme la menomazione nel presente caso è da commisurare al 2,5%. Il paziente dichiara di soffrire, a intermittenza, di dolori e gonfiore vesperale dopo sforzi prolungati. La stabilità del ginocchio è soddisfacente grazie alla ginnastica giornaliera praticata a domicilio. Noterebbe cedimenti rari mentre soggettivamente lo stato del ginocchio sarebbe peggiorato. Ha delle difficoltà nel condurre l'automobile per lunghi tragitti.
Il nostro medico di Circondario, dopo aver visitato il paziente constatava un aspetto fisiologico normale, senza nessuna tumefazione e senza nessun segno di versamento intra-articolare. Lachmann negativo, Pivot Shift negativo e segno del cassetto negativo. Patella mobile, indolore alla percussione e non lussabile. Zohlen negativo. Notava un lieve scatto alla flessione senza scricchiolii. Steinmann I
Il medico di Direzione Dott. __________ nella sua valutazione finale, constatava che il paziente è impedito minimamente nel godimento della vita. Non si costata una limitazione organica della funzione del ginocchio. Sono evidenti unicamente limitazioni dovute al dolore intermittente. Il medico di Direzione giudicava la menomazione al limite della rilevanza (2,5%)."
(Doc _)
1.2 Contro questa decisione l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore osserva innanzitutto quanto segue:
" Secondo recente decisione del Tribunale federale del 04.08.1993 è doveroso l'adeguamento della base di calcolo per rendite per menomazione d'integrità all'evoluzione dei salari, risp. portando la base di Fr. 41'972.-- al nuovo valore medio di Fr. 54'960.--.
Anche la presente decisione dovrà comunque essere adeguata in tal senso."
Il rappresentante di __________ postula poi il riconoscimento di una menomazione dell'integrità di un grado più elevato, precisando:
" Nel presente caso siamo senz'altro di fronte a una rilevante limitazione di una di queste funzioni primarie: quella della deambulazione.
Il ricorrente infatti da molti anni, ma specie da quando egli dovette subire l'intervento operatorio per artroscopie / artrosectomia nel 1988 ha avuto sinora costanti e rilevanti difficoltà nella sua normale deambulazione, quindi una grave interferenza in una sua primaria funzione della vita.
Contestiamo pertanto energicamente l'insinuazione che si tratterebbe di una limitazione "al limite della rilevanza" come descritto dalla controparte AM.
In merito alla rilevanza importante di tale affezione facciamo particolarmente valere quanto segue:
a) la lunga durata dell'affezione resp. del trauma subito nel 1963, ma con forte limitazione della deambulazione dopo l'artrosectomia del 1988, quindi con importante limitazione di una funzione vitale primaria.
b) la continua persistenza di intensi dolori giornalieri e la scemata possibilità di concentrazione sul lavoro
c) i continui dolori al ginocchio che limitano in modo essenziale la possibilità del godimento della vita
d) il ricorrente non è più in grado di svolgere il necessario movimento indispensabile per le normali funzioni fisiche.
I continui blocchi del ginocchio rendono estremamente difficoltosa ogni anche pure minima necessaria deambulazione creando nel ricorrente un forte stato di irritazione che degrada di conseguenza la normale e basilare qualità della vita.
In base ai motivi sopra menzionati non è certo più possibile sorvolare la gravità dello stato dell'arto del ricorrente.
Tale situazione è pure comprovata anche dal recente certificato medico del Dott. med. __________ del 21.01.1994 (doc. _) che conferma la subentranza di bloccaggi intermittenti e improvvisi del ginocchio oltre a riacutizzazioni e gonfiori permanenti.
In special modo va rilevata la chiara indicazione del Dott. __________ della lenta progressione del danno della patologia intraarticolare.
La continuità della terapia antalgica pure con agopuntura ecc. comprova pure che ci si trova di fronte a una grave limitazione della funzione primaria vitale.
Di fronte a quanto sopra il trattamento del caso da parte dell'AM non appare corretto. L'aver ridotto nientemeno che il minimo previsto del 5% alla metà, risp. al 2,5%, da parte del Dott. __________ (doc. _), appare veramente inverosimile e lesivo di un benché minimo rispetto della dignità umana, cioè di fronte a un dolore permanente.
Piuttosto ci si può rifare ad un esempio trattato pure dal Tribunale federale delle assicurazioni, dove per un danno a un arto con un'iniziale artrosi al ginocchio veniva assegnata una rendita per menomazione d'integrità del 10% (cfr. DTF Ass. del 14.05.1987 in re U., non pubbl.).
Anche nel nostro caso è provato e incontestato il processo degenerativo dopo parziale resezione del menisco mediano con relativa gonartrosi e con difetto alla cartilagine femorale!
La riduzione del grado di menomazione d'integrità nel presente caso al 2,5% è senz'altro inaccettabile. Qualora il lodevole Tribunale voglia accertare la effettiva gravità del caso ulteriormente ne proponiamo una perizia affinché finalmente l'AM semmai fosse necessario cambi una prassi appena iniziata che vorrebbe la compensazione di una forte limitazione dell'integrità con dei tassi da ... elemosina."
1.3 Nella sua risposta del 9 maggio 1994 l'UFAM propone di respingere il ricorso e sottolinea:
" Nell'apprezzamento giuridico di questa situazione medica (determinazione del danno in percento) l'Assicurazione militare si basa su criteri sviluppati dalla costante pratica e relativa giurisprudenza ampiamente confermata dal TFA che negli ultimi anni ha sempre ritenuto corrette le valutazioni dell'Assicurazione militare. In merito al metro da applicare vedi DTF 177 V 78 seg., articolo 49 cpv. 2 LAM 92: la perdita totale di una funzione vitale (nel presente caso la deambulazione) comporta una menomazione del 50%. Alla luce dei criteri applicabili, nel presente caso la menomazione è al limite della rilevanza. In merito rimandiamo all'estratto della lista dei casi paragonabili allestita dall'AM allegata. Per quanto riguarda la percentuale rimandiamo alla giurisprudenza rispettiva, in generale a STF 117 V 71, DTF 113 V 143 cons. 2c, 112 V 390 cons. 1 e riferimenti e in particolare per danni al ginocchio alla STF in re J S dell'11 aprile 1990.
Il Dott. med. __________, pur segnalando una discrepanza tra i dolori soggettivi, i reperti clinici e i risultati della risonanza magnetica ammetteva una limitazione della deambulazione. La menomazione del paziente è chiaramente inferiore al 5% (doc. _). Al momento della Decisione (dicembre 1993) la menomazione dell'integrità valutata ai sensi della LAM 49 non era sufficientemente rilevante.
L'Assicurazione militare ha tutta via ritenuto opportuno nel presente caso, considerata la scadenza limitata a pochi giorni e per evitare una eccessiva durezza nell'applicazione del diritto transitorio, di applicare anticipatamente il nuovo diritto (OLAM 92 art. 25 cpv. 2) che prevede la soglia della rilevanza già al 2,5%.
Il ricorrente chiede una perizia per accertare l'effettiva gravità del caso. Gli atti a disposizione sono tuttavia completi e la situazione medica è esaurientemente disquisita e una nuova valutazione peritale nulla apporterebbe che non sia già conosciuto.
La determinazione del grado di menomazione dell'integrità in percentuale, è il risultato di un apprezzamento giuridico e non medico, ovvero della valutazione in percentuale, equamente secondo le circostanze, della menomazione dell'integrità (DTF 117 V 76 f. E. 3a/bb/aaa con consid., come pure STFA 1966 pag. 150, STFA 1968 pag. 88 seg., DTF 96 V 112, 108 V 91, 113 V 140 seg.).
Il patrocinatore travisa il senso della sentenza del Tribunale federale del 4 agosto 1993. La base di calcolo di fr. 41'912.- non è più attuale dal 1985 in seguito al cambiamento di pratica in re Gasser. si confronti l'ultimo decreto d'adeguamento del 28 ottobre 1992 art. 7.1, RU 1992 II 2101 seg. (ancora attuale e ridotto solo formalmente nella proporzione della nuova percentuale d'indennizzo previsto dalla nuova LAM) nonché gli articoli 49 LAM 92 e 25 OLAM 92."
(Doc _)
1.4 Il 19 maggio 1994 il patrocinatore dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto del seguente tenore:
" Riteniamo che quando un medico legittimato come il Dott. med. __________ precisa chiaramente gli importanti disturbi di deambulazione del ricorrente la controparte non può minimizzarli, altrimenti l'AM deve portarne le prove.
In casi del genere il Tribunale federale quando esiste discordanza fra il medico di fiducia e l'AM ha esigito ulteriori accertamenti, tramite perizia STF del 27.05.1992 in re __________ (M24/90) + sentenza del 19.04.1990 in re T. / I 498/89.
Pertanto chiediamo un accertamento medico, risp. perizia neutrale non sottoposta a influenza dell'AM.
Del resto se si scorrono tutti i diversi casi di disturbi al ginocchio tenor elenco inoltrato dalla contro parte ad esempio a pag. 28 si può chiaramente osservare che nella maggioranza dei casi analoghi al presente è stata assegnata una rendita del 5%, del resto vedi il "Landwirt" con problemi come il ricorrente con gonartrosi, riceveva appunto il 10% (cfr. copia lista)."
(Doc _)
1.5 Dopo che l'assicurato ha più volte sollecitato l'evasione della pratica (cfr. Doc _), il 19 dicembre 1995 si è tenuta un'udienza, nel corso della quale è stato stilato il seguente verbale:
" Dopo ampia discussione il rappresentante dell'attore propone alla convenuta di risolvere transativamente la causa. Il rappresentante della convenuta si impegna a riferirne alle sue istanze superiori e quindi a comunicare una decisione in merito.
In attesa di questa decisione la causa è sospesa."
(Doc _)
Il 22 febbraio 1996 il giudice delegato ha invitato l'UFAM a prendere posizione sulla eventualità di una soluzione transattiva (cfr. Doc _).
L'UFAM ha così risposto il 23 febbraio 1996:
" La risoluzione della vertenza per via transattiva con l'aumento della percentuale del grado della menomazione dell'integrità provocherebbe un vero e proprio sconvolgimento della prassi seguita dall'UFAM in casi analoghi. Una diversa decisione condurrebbe inoltre, nel caso in esame, a una disparità di trattamento verso casi in tutto e per tutto simili recentemente decisi dall'UFAM e confermati dalla giurisprudenza del Tribunale Federale, il principio dell'equità verrebbe, a nostro modo di vedere, compromesso.
La validità della pratica dell'Assicurazione militare in fatto d'attribuzione della rendita d'integrità (BGE 117 V 13 E. 2b) è stata confermata recentemente nella STF in re H del 1° ottobre 1992. a tale proposito citiamo pure quanto argomentato a pag. 11 dal TFA nella sentenza in re C. del 27 aprile 1993 "vanno infatti accolti positivamente, nel quadro di un sindacato d'adeguatezza, gli sforzi dell'autorità amministrativa di disciplinare la materia mediante circolari, direttive, tabelle e scale (cfr. per menomazione di entità minore, ad esempio a un ginocchio: DTF 117 V 71 consid. 3a/bbb e giudizi ivi citati; inoltre sentenza inedita del 12 luglio 1988 in re U:)".
Per questi motivi non possiamo aderire alla proposta di transazione."
(Doc _)
1.6 Il 6 marzo 1996 il patrocinatore dell'assicurato ha sottolineato quanto segue:
" Con riferimento al caso __________ c/a AM e alla risposta dell'AM del 26 febbraio 1996 con la quale nuovamente l'AM dimostra la sua insensibilità di fronte a casi di una certa gravità con dolori e difficoltà di deambulazione permanente e con susseguenti ripercussioni anche sull'altra gamba facciamo pervenire in allegato copia certificato medico del Dott. med. __________ del 04 marzo 1996 che conferma l'esistenza della percentuale di inabilità come da noi già menzionato.
Cfr. pure tabella AMF, particolarmente al caso ... Peter, 1952, VI R 36.370 = 7,5%
(Arthrose/mehrere Korrektioneingriffe!); ... Beat, 1941, III 36.395 = 10%
(Arthrose/Stickhilfe, come __________)!"
(Doc _)
1.7 Il 14 marzo 1996 l'UFAM ha trasmesso al TCA copia di una presa di posizione datata 11 marzo 1996 del dottor
(cfr. Doc _).
Questa documentazione è stata immediatamente trasmessa per conoscenza al patrocinatore del ricorrente (cfr. Doc _).
1.8 Il 12 giugno 1996 il giudice delegato ha invitato l'UFAM ad illustrare la differenza tra il presente caso e quello di G.M. (cfr. Inc. LAM 4/94) al quale era stata riconosciuta una rendita per menomazione rilevante del 5%. L'UFAM ha risposto il 3 luglio 1996, allegando un parere del dottor __________ (Doc _).
La documentazione raccolta è stata poi trasmessa per conoscenza al patrocinatore dell'assicurato (Doc _).
in diritto
2.1 Fra le prestazioni dell'assicurazione militare figurano pure le rendite per menomazione dell'integrità (cfr. art. 8 lett. m LAM).
Secondo l'art. 48 cpv. 1 LAM "se l'assicurato è colpito da una rilevante e durevole menomazione dell'integrità fisica o psichica, ha diritto a una rendita per menomazione dell'integrità".
Quanto all'inizio del diritto, l'art. 48 cpv. 2 LAM stabilisce che "la rendita per menomazione dell'integrità è dovuta a partire dal termine della cura medica o qualora la continuazione della cura non lasci presumere un miglioramento notevole delle condizioni di salute dell'assicurato".
L'art 49 LAM fissa i principi di calcolo e l'adeguamento della rendita.
Il cpv. 1 di questa disposizione precisa che "la gravità della menomazione dell'integrità è determinata equamente tenendo conto di tutte le circostanze" (da notare che l'art. 25 cpv. 1 LAM della vecchia LAM, in vigore fino al 31 dicembre 1993, prevedeva che "la rendita per menomazione dell'integrità fisica o psichica è determinata equamente secondo le circostanze").
Secondo l'art. 49 cpv. 2 LAM "la rendita per menomazione dell'integrità è stabilita in percentuale dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta il capoverso 4 e tenendo conto della gravità della menomazione dell'integrità. In caso di perdita totale di una funzione vitale quale l'udito o la vista, di massima, è accordata una rendita per menomazione dell'integrità del 50 per cento."
La rendita per menomazione dell'integrità è concessa per una durata indeterminata. In generale è riscattata (cfr. art. 49 cpv. 3 LAM).
Infine, in virtù dell'art. 49 cpv. 4 LAM, "il Consiglio federale fissa, mediante ordinanza, l'importo annuo che serve da base per il calcolo di tute le rendite per menomazione dell'integrità. Parte dall'importo valido all'entrata in vigore della presente legge e lo adegua periodicamente al mutare delle condizioni, segnatamente all'evoluzione dei prezzi."
L'art. 50 LAM ("revisione") stabilisce che "nel caso di un successivo rilevante aumento della menomazione dell'integrità, l'assicurato può domandare una rendita suppletiva per menomazione dell'integrità".
L'art. 25 cpv. 1 OAM precisa che "vi è una rilevante menomazione dell'integrità fisica e psichica ai sensi dell'art. 48 cpv. 1 della legge qualora essa corrisponda almeno a un ventesimo della perdita totale di una funzione vitale quale l'udito o la vista".
Secondo l'art. 25 cpv. 2 OAM "l'importo minimo per una rendita per menomazione dell'integrità ammonta al 2,5 per cento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta l'art. 49 cpv. 4 della legge. Le rendite per menomazione dell'integrità assegnate in caso di menomazioni di singole funzioni vitali sono fissate secondo la gravità della menomazione dell'integrità, in graduazioni di 2,5 per cento tra il 2,5 e il 50 per cento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite".
L'art 25 cpv. 2 OAM precisa poi che "in caso di menomazioni multiple dell'integrità, gli importi percentuali delle singole menomazioni dell'integrità sono cumulati per determinare la rendita per menomazione dell'integrità. Il valore massimo di una rendita per menomazione dell'integrità ammonta al 100 per cento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo".
Secondo l'art. 26 cpv. 1 OAM "l'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per menomazione dell'integrità ammonta a 28'867 franchi. La rendita annua risulta dall'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, dalla percentuale della menomazione dell'integrità e dalla percentuale della responsabilità della Confederazione".
L'adeguamento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per menomazione dell'integrità secondo l'art. 49 cpv. 4 della legge avviene ogni volta simultaneamente all'adeguamento delle rendite secondo l'art. 43 della legge (art. 26 cpv. 2 OAM).
L'art. 27 cpv. 1 OAM stabilisce che "il valore attuale della rendita viene calcolato fondandosi sull'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, applicato al momento dell'emanazione della decisione. Se una rendita è concessa retroattivamente, le quote mensili della rendita devono esser pagate successivamente".
2.2 In una sentenza del 16 aprile 1996 nella causa L., il Tribunale federale delle assicurazioni ha dichiarato contrario alla legge l'art. 25 cpv. 2, prima frase, dell'OAM ed ha così argomentato:
" 5.- Même si la formulation de l'art. 48 al. 1 LAM ne diffère pas fondamentalement de celle de l'ancien droit (art. 23 al. 1 en relation avec l'art. 25 al. 1 aLAM), l'examen des travaux préparatoires de la loi du 19 juin 1992 permet de mettre en évidence la volonté réelle du législateur en matière de rentes pour atteinte à l'intégrité.
Dans son message concernant la loi fédérale sur l'assurance militaire du 27 juin 1990 (FF 1990 III p. 189ss), le Conseil fédéral proposait l'introduction d'un art. 59 comprenant trois alinéas, dont le deuxième avait la teneur suivante: une indemnité à titre de réparation morale peut être allouée, dans des cas exceptionnels, lors de défiguration ou d'infirmités durables et gênantes (FF 1990 III p. 275). Cette disposition prévoyait une "compensation pour douleurs subies", lorsque l'atteinte n'entraîne pas de 5 pour cent fixé à l'art. 49 al. 2 du projet du Conseil fédéral (FF 1990 III p. 273) n'était pas atteint.
Toutefois, le projet du Conseil fédéral a subi des modifications importantes sur ces points: d'une part, le législateur a renoncé au seuil minimal de 5 pour cent déterminant pour le droit à une rente pour atteinte à l'intégrité (art. 49 al. 2 du projet) et, d'autre part, il a supprimé le deuxième alinéa de l'art. 59 qui prévoyait l'octroi, dans des cas exceptionnels, d'une indemnité à titre de réparation morale lors de défiguration ou d'infirmités durables et gênantes. L'on doit donc considérer que le législateur a voulu empêcher un cumul des deux types de prestations (cf. à cet égard l'art. 59 al. 2 LAM) et qu'il a voulu que les atteintes à l'intégrité durables, qui n'entraînent pas de diminution des fonctions vitales, soit dont la gravité n'atteint pas le seuil minimal de 5 pour cent, ouvrent également droit à une rente selon les art. 48ss LAM.
6.- a) Vu ce qui précède, la réglementation prescite par l'ordonnance sur l'assurance militaire est contraire à la loi, dans la mesure où elle fixe à 2,5 pourcent le taux minimum déterminant pour l'octroi d'une rente pour atteinte à l'intégrité (art. 25 al. 1 et 2 OAM). D'une part, une telle limitation se révèle inconciliable avec la volonté du législateur, telle qu'elle ressort des travaux préparatoires (cf. extraits des procès-verbaux des séances de la Commission du Conseil des Etats pour la sécurité de la Commission du conseil des Etats pour la sécurité sociale des 11 et 28 février, et du 21 mai 1991, ainsi que des séances de la Commission du Conseil national pour la sécurité sociale et la santé publique des 20 et 21 janvier 1992, in Documents relatifs aux délibérations parlementaires sur la révision totale, classés par articles, classeur VIII, ad art. 59 LAM). D'autre part, la fixation d'un seuil minimal ouvrant droit à un rente pour atteinte à l'intégrité déborde manifestement le cadre de la compétence conférée au Conseil fédéral par l'art. 49 al. 4 LAM et qui consiste dans la fixation du montant annuel déterminant pour le calcul des rentes pour atteinte à l'intégrité.
b) Cela étant, l'OFAM n'était pas fondé, par sa décision du 14 juin 1994, confirmée sur ce point par le jugement entrepris, à nier le droit de l'assuré à une rente pour atteinte à l'intégrité, au motif que le seuil de gravité de 2,5 pour cent prescrit à l'art. 25 al. 1 e t 2 OAM n'était en l'occurrence pas atteint. Dans la mesure où elle représente une limitation dans la jouissance de la vie, l'amputation partielle de la phalange terminale du médius gauche subie par l'assuré ouvre droit à une rente pour atteinte à l'intégrité selon la LAM, même si l'importance de l'atteinte est seulement de 1 ou 2 pour cent."
2.3 Secondo i principi sviluppati dalla costante giurisprudenza del TFA relativi al vecchio art. 25 LAM e recentemente confermati (cfr. STFA del 16 aprile 1996 nella causa L., già citata), un danno all'integrità dà diritto ad una rendita dell'AM qualora l'assicurato sia oggettivamente limitato in modo rilevante (erheblich) nel godimento della vita (DTF 113 V 143; DTF 112 V 380; DTF 112 V 389; DTF 110 V 120).
La menomazione deve, cioè, avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale, 1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.
Il carattere rilevante della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo (Schatz, FJS 882).
Una menomazione dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.
E' in forza di queste considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie. Non lo sono invece dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120; STFA del 16 aprile 1996 nella causa L.).
La determinazione della rendita ex art. 48 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF 117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).
Tale determinazione avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa Molliet).
Il tenore stesso dell'art. 48 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato, in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato limitato nel godimento della vita.
Non è, dunque, la menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che questa ha per l'assicurato.
2.4 In una sentenza del 7 marzo 1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).
In questa sentenza di principio, successivamente confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991 nella causa X pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc), la nostra Massima istanza ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:
" Hiergegen wendet der Versicherte in der Verwaltungsgerichts- beschwerde ein, das Eidg. Versicherungsgericht postuliere die Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes in der obligatorischen Unfall-, der Militär- und der Invalidenversicherung (BGE 109 V 23 Erw. 2a). In «konsequenter Weiterentwicklung dieses Gedankens» müsse auch die Einheitlichkeit in der Integritätsschadenbemessung in der obligatorischen Unfallversicherung und der Militärversicherung postuliert werden. Es leuchte nicht ein, dass die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV nicht auch für den Bereich er Militär-versicherung herangezogen werden könnten.
Aus der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes gemäss der vom Versicherten erwähnten Rechtsprechung folgt indes keineswegs, dass der Integritätsschaden in der Militärversicherung und der Unfallversicherung nach den gleichen Regeln zu bemessen ist.
Es trifft wohl zu, dass die Schätzung der Invalidität bei Erwerbs-tätigen in der Invalidenversicherung, der obligatorischen Unfall-versicherung und der Militärversicherung mit Bezug auf den gleichen Gesundheitsschaden praxisgemäss grundsätzlich den gleichen Invaliditätsgrad zu ergeben hat (BGE 109 V 23 f., 106 V 88 Erw. 2b).
Das resultiert indes daraus, dass der Invaliditätsgrad in diesen Versicherungszweigen nach der gleichen Methode (Einkommens-vergleich) und auf der Grundlage des gleichen massgebenden Sachverhalts zu bestimmen ist. Demgegenüber bestehen jedoch in der obligatorischen Unfallversicherung und der Militärversicherung für die Bemessung eines Integritätsschadens unterschiedliche Methoden, die mit Bezug auf die gleiche Integritätseinbusse nicht zwingend zur gleichen Festsetzung des Schadens in Prozenten oder Graden führen. Für die Unfallversicherung hat der Bundesrat im Anhang 3 zur UVV das Mass der Integritätseinbusse bei wichtigen und typischen Schäden prozentual festgelegt und aufgelistet; der Grad des Integritätsverlusts bei speziellen oder nicht aufgeführten Schäden ist nach der Schwere aus einer verwandten oder ver-gleichbaren Position der Skala der Integritätsschäden abzuleiten (siehe Ziff. 1 Abs. 2 Anhang 3 UVV; MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, S. 421 lit. 2c). Die gradmässige Bewertung eines Integritätsschadens ist mithin in der Unfallversicherung für den konkreten Fall positivrechtlich im wesentlichen vorgezeichnet.
Zudem wird die Integritätseinbusse abstrakt und egalitär bemessen indem bei gleichem medizinischem Befund der Integritätsschaden für alle Versicherten gleich festgesetzt wird (GILG/ZOLLINGER, Die Integritätsentschädigung nach dem Bundesgesetz über die Unfall-versicherung, S. 38 und 46; MAURER, a.a.O., S. 417). In der Militär-versicherung ist ein Integritätsschaden gemäss Art. 25 Abs. 1 MVG dagegen «in Würdigung aller Umstände nach billigem Ermessen» festzusetzen. Damit verfügt die Militärversicherung bei der Schätzung eines Integritätsschadens über einen weit grösseren Spielraum als die Unfallversicherung und kann die Einbusse individueller be-messen, indem sie beispielsweise das Alter oder besondere per-sönliche Umstände des Versicherten berücksichtigen kann. Hierbei sind die Richtwerte gemäss Anhang 3 zur UVV grundsätzlich auch nicht analogieweise anwendbar, weil diese über die Unfallversiche-rung hinaus keine allgemeingültige gradmässige Bewertung der erfassten Schäden darstellen. Die betreffenden Prozentzahlen sind nicht als voraussetzungloser Ausdruck ausschliesslich medizinisch begründeter Abstufungen zu betrachten, sondern können nur im Zusammenhang mit der Beschränkung der Leistungen auf den Höchstbetrag des versicherten Jahresverdienstes und die Ausrich-tung der Entschädigugng in Form einer Kapitalabfindung (Art. 25 Abs. 1 UVG) richtig verstanden und gewichtet werden. Sind die Prozent-sätze gemäss Anhang 3 zur UVV durch Leistungsansatz und Ent-schädigungsform mitbestimmt, so kann ihnen für die Militärver-sicherung keine präjudizielle Wirkung zuerkannt werden.
Beizufügen bleibt, dass Verwaltung und Vorinstanz die Integritäts-einbusse des Versicherten nach den für die Militärversicherung gültigen Regeln mit 65% in einer Weise bemessen haben, die nicht zu beanstanden ist."
(cfr. DTF 113 V 143-145)
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha dunque sottolineato che nel settore dell'assicurazione contro gli infortuni il legislatore ha già prestabilito quale valutazione dare ad una determinata menomazione ed, inoltre, ha prescritto che la gravità della menomazione deve essere valutata astrattamente e in modo ugualitario.
Invece, in materia di assicurazione militare, il grado di menomazione rilevante è determinato "equamente tenendo conto di tutte le circostanze", ragion per cui il margine di apprezzamento degli organi dell'assicurazione militare è molto più esteso rispetto a quelli dell'assicurazione contro gli infortuni.
L'assicurazione militare può in particolare valutare la gravità della menomazione tenendo conto delle caratteristiche individuali dell'assicurato da indennizzare.
2.5 Nella fattispecie, in data 17 giugno 1993 il medico di circondario dell'assicurazione militare, dottor __________, ha posto la diagnosi di "postumi di resezione parziale del menisco mediale in AS in presenza di gonartrosi incipiente del ginocchio sinistro; postumi dopo 25 anni di contusione al ginocchio sinistro" (cfr. Doc _).
In uno scritto dell'11 agosto 1993 il dottor __________, medico in capo dell'UFAM, si è espresso a favore di una rendita per menomazione dell'integrità del 2,5%, rilevando:
" Bei der kreisärztlichen Untersuchung vom 17.6.1993 gab der Patient folgende Beschwerden an: "Dopo sforzi prolungati accuserebbe ancora per intermittenza dolori e noterebbe soprattutto un gonfiore vesperale tutti i giorni. Non sarebbe capace di portare un'ortesi poiché noterebbe subito un gonfiore. La stabilità del ginocchio sarebbe ora soddisfacente grazie alla ginnastica giornaliera praticata a domicilio. Noterebbe cedimenti rari e troverebbe che il ginocchio sarebbe peggiorato. Per il lavoro sarebbe soddisfatto non dovendo più fare la trasferta a Bellinzona. Per un lungo tragitto avrebbe delle difficoltà nel condurre l'automobile."
Das linke Knie war bei der Untersuchung äusserlich unauffällig, ergussfrei, stabil und seitengleich beweglich. Die kernspin-to-mografische Untersuchung (MRI oder NMR bzw. MR) vom 15.1.1993 (A 136) ergab ausser einer Knorpelunregelmässigkeit im Bereiche des Sulcus intercondylicus mit kleinem Ulcus (leichte beginnende Arthrose) keine Knorpel-/Knochenläsion. Es besteht eine Diskrepanz zwischen der subjektiven Schmerzangabe des Patienten und den klinischen und kernspin-tomografischen Befunden.
Die Behinderung betrifft im Ausmass von Grad 1 die Fortbewegung im Laufen (BH 40), im schnellen Laufen (BH 44) und im Knien (BH 55).
Die Benachteiligung in der allgemeinen Lebensgestalltung ist unter Würdigung der ausschliesslich schmerzbedingten Kniefunktions-störung und der gesamthaft leichten Behinderungen eher gering-fügig.
Nach der Praxis der Militärversicherung wird bei der Versteifung des Kniegelenkes ein Integritätsschaden von 10% angenommen. Die Pangonarthrose nach operierter unhappy tried (Ruptur des medialen Seitenbandes und des vorderen Kreuzbandes sowie Läsion des medialen Meniskus) gibt Anrecht auf eine Integritätsschadenrente von 5%. Der Integritätsschaden des Patienten liegt eindeutig unter 5%.
In Anbetracht der Benachteiligung durch die schmerzbedingte Knie-funktionsstörung erreicht der Integritätsschaden des Patienten eben 2,5%, vergleichbar mit dem Versicherungsfall P.A. (1.097.107)."
(Doc _)
Nel suo ricorso l'assicurato contesta la valutazione dei medici dell'UFAM. Egli fa innanzitutto riferimento ad un certificato del 21 gennaio 1994 del dottor __________ del seguente tenore:
" Dal lato sintomatico, il paziente lamenta ultimamente un bloccaggio intermittente all'improvviso del ginocchio, in addizione alle solite riacutizzazioni dei dolori e del gonfiore del ginocchio sinistro.
Clinicamente il paziente è in buone condizioni generali. Da notare quale referto incostante, un versamento articolare senza surriscaldamento, inoltre un carico limitato in flessione e in rotazione.
Vi è la conclusione di una lenta progressione del danno della patologia intraarticolare.
Il trattamento attuale si basa sulla controprotezione, sull'agopuntura a scopo antalgico, e su pomate con eparina a favore del riassorbimento del versamento. In discussione con il Dr. __________, Clinica __________, è stata discussa positivamente una riammissione per terapia stazionaria."
(Doc _)
Il patrocinatore del ricorrente richiama poi una sentenza del TFA del 14 maggio 1987 nella causa U., non pubblicata, in cui sarebbe stata assegnata una rendita per menomazione dell'integrità del 10% in presenza di un danno ad un arto con un'iniziale artrosi al ginocchio. Successivamente __________ ha trasmesso un certificato del 4 marzo 1996 del dottor ____________ attestante che l'assicurato "accusa un deficit alla deambulazione del 7 - 10% circa" (cfr. Doc _)
Prendendo posizione sulle critiche mosse dall'assicurato alla valutazione dell'UFAM, il dottor __________, medico in capo,
l'11 marzo 1996 si è così espresso:
" Zur Beurteilung lag ein Zustand nach Kniekontusion rechts und Teilmeniskektomie medial mit chronischen Knieschmerzen und rezidivierender Ergussbildung vor. Anlässlich der zur Beurteilung massgebenden Untersuchung war das Knie bandstabil, ergussfrei und seitengleich normal beweglich. Degenerative Veränderungen waren kern-spintomographisch im Sinne einer leichten beginnenden Arthrose dargestellt worden. Bei dieser Sachlage ging es in erster Linie um die Beantwortung der Frage, ob bei diesem Knieschaden überhaupt das Ausmass des Erheblichen erreicht wird oder nicht. Im vorliegenden Fall ist dies vor allem unter Würdigung rezidivierender belastungsabhängender Schmerzen mit Schwellungszuständen und relevanter Einschränkung der Fortbewegung im Sinne des dauerhaft erheblichen Schmerzsyndromes bejaht worden, entsprechend einem Integritätsschaden der untersten Erheblichkeitstufe von 2,5%. Zu berücksichtigen waren dabei auch die voll erhaltene Kniefunktion, das Fehlen einer relevanten Instabilität oder klinisch manifesten Arthrose bzw. einer bedeutenden Achsenabweichung des rechten Knies. Dass diese Bemessung praxiskonform erfolgt ist, kann auch anhand neuerer analog bemessner Vergleichsfälle gezeigt werden: G.P. 34.804 und H.D. 36.834, beide mit beginnender Gonarthrose, leichter Gelenksinstabilität und täglichen, belastungsabhängigen Knieschmerzen und Schwellungen; auch bei A.I. 36.571 mit beginnender und leichter bismässiger Knieinstabilität ohne Ein-sinkpänomenen, aber mit deutlicher Atrophie der Oberschenkel-muskulatur, wurde eine Einstufung von 5% noch nicht erreicht. Derartige Bemessungen erfolgen erst bei Knieschädigungen mit ausgeprägterem Beschwerde- und Behinderungsprofil wie dies der Fall war bei J.M. 36.758 mit Flehemmung, Verkürzungshinken und belastungsabhängigen Beschwerden) bzw. bei L.H. 35.129 (therapierefraktäre retropatelläre Schmerzen mit Schwellungen und ausgeprägtem Entlastungshinken; Bemessung mit 5% nach alter Praxis im Jahre 1990).
Zusammenfassend komme ich somit zum Schluss, dass die am 15.7.1993 erfolgte Bemessung des Integritätsschadens (Zustand nach Kniekontusion und medialer Teilmeniskektomie rechts mit Belastungsschmerzen und Schwellungen) korrekt und praxisgemäss erfolgt ist.
Ich gestatte mir noch eine Bemerkung zur Eingabe des Rechtsvertreters vom 30.4.1994, worin auf ein EVG-Urteil vom 14.5.1987 i.S. U. verwiesen wird (Integritätsschaden 10% bei beginnender Gonarthrose). Aus medizinischer Sicht ist die Vergleichbarkeit mit vorliegendem Fall kaum gegeben, da im Falle U. ohnehin eine ausgeprägte Spitzfusstellung mit Beinverkürzung nach schwerer Unterschenkelfraktur im Vordergrund stand."
(Doc _)
Il 12 giugno 1996 il giudice delegato ha invitato i medici dell'UFAM ad indicare con precisione in cosa il presente caso si differenzia da un altro, già pendente presso il TCA (cfr. Inc. LAM 4/94), in cui all'assicurato era stata riconosciuta una rendita per menomazione rilevante del 5%.
Il dottor __________ ha così preso posizione al riguardo il 27 giugno 1996.
" Stellungnahme:
Unter Bezugnahme auf eine entsprechende Anfrage des Versicherungsgerichtes des Kantons Tessin werde ich vom Chef der Sektion VII gebeten, aus medizinischer Sicht zur unterschiedlichen Integritätsschadenbemessung in den obgenannten Versicherungsfällen (G.E., 36.232: 2,5% und M.G., 36.454: 5%) Stellung zu nehmen. Zur Beantwortung der Anfrage ergeben sich aus meiner Sicht folgende Aspekte:
Bezüglich detaillierter Würdigung des Dauerschadens am rechten Knie bei _____________ verweise ich auf meine Stellungnahme vom 11.3.96, welche auf dem zum Zeitpunkt der Verfügung (A169) massgeblichen Aktenstand beruht und worin die Bemessung mit 2,5% bestätigt wurde.
Bei Durchsicht der M.G., 36.454 betreffenden Unterlagen ergeben sich aus medizischer Sicht doch einige bedeutende Unterschiede, welche zweifellos zu einer Höhereinstufung mit 5% berechtigen. So zog sich M.G. bereits 1956 eine Knieverletzung zu, welche 4 Jahre später zur Entfernung des rechten Aussenmeniskus führte (A188). Zu beachten ist auch, dass 1984 sowie in den Jahren 1990 bis 1993 der Gesamtknieschaden durch mehrere zivile Unfälle erheblich verschlimmert worden ist. Dementsprechend wurden bereits im Jahre 1985 arthroskopisch ausgedehntere Knorpelläsionen (A177), SUVA-Akte 6) bzw. 1992 radiologisch eine mittelschwere, alle Gelenkskompartimente erfassende Pangonarthrose (A177, kreisärztliche Untersuchung der SUVA vom 15.1.92) festgestellt (im Unterschied zu G.E., wo die degenerativen Veränderungen des rechten Knies im Sinne der beginnenden Gonarthrose weit weniger bedeutend sind). Auch bezüglich klinischem Befund ist zu erwähnen, dass bei M.G. bei der kreisärztlichen Untersuchung ein leichter Gelenkserguss, sowie eine relevante Quadricepsatrophie (amiotrofia di 3 cm alla coscia, A182) bestand. Diese Befunde fehlten bei ____________ vollständig (A161 im Dossier 36.232). Von besonderer Bedeutung ist hierbei der beschrieben Muskelschwund der rechten oberschenkelmuskulatur mit bedeutender Umfangdifferenz von 3 cm gegenüber links. Hierbei handelt es sich um eine sogenannte Inaktivitätshypotrophie, welche durch langdauerndes Schonverhalten (wie dies z.B. auch bei protrahierten Verläufen nach operativen Eingriffen an den Kniegelenken beobachtet werden kann) bedingt ist. Dieser Befund ist damit Ausdruck einer dauerhaften, deutlichen Minderbelastbarkeit des rechten Kniegelenkes bei mittelschwerer posttraumatischer Pangonarthrose zu interpretieren. Damit resultiert auch ein objektiver Hinweis auf im Vergleich zu G.E., 36.232 erheblich stärker zu gewichtende Auswirkungen auf die individuelle Fortbewegung und Lebensgestaltung. Die bei M.G., 36.454 um eine Erheblichkeitsstufe höher angesetzte Bemessung erweist sich somit auch aus medizinischer Sicht als begründet und praxiskonform." (Doc _)
Alla luce delle chiare e dettagliate prese di posizione dei dottori __________ e __________ che hanno tra l'altro minuziosamente illustrato in che modo il caso presente si avvicini o si differenzia da altri precedentemente trattati, questo Tribunale non può che confermare la decisione dell'UFAM che ha attribuito a __________ una rendita per menomazione rilevante dell'integrità del 2,5%. L'operato dell'amministrazione si rivela infatti conforme ai principi giurisprudenziali citati (cfr. consid. 2.3).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti