Raccomandata

Incarto n. 38.2005.35

FS/sc

Lugano 21 settembre 2005

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Francesco Storni, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 4 aprile 2005 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 23 marzo 2005 emanata da

Cassa Disoccupazione CO 1

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

ritenuto, in fatto

1.1. Con decisione del 10 marzo 2005 la Cassa Disoccupazione CO 1 (di seguito la Cassa) ha stabilito che per RI 1 va computato quale guadagno intermedio da gennaio a giugno 2005 l’importo di Fr. 5'119.35, corrispondente al salario usuale per la professione ed il luogo, anziché il salario effettivamente riscosso dall’assicurata (cfr. doc. A/2).

1.2. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. 30), la Cassa, il 23 marzo 2005, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 10 marzo 2005 e indicato che il guadagno intermedio computabile ammonta a Fr. 5'178.35, anziché a Fr. 5'119.35. (cfr. doc. A/3).

L’amministrazione ha così motivato la decisione su opposizione:

" (...)

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2005, l'assicurata svolge uno stage quale infermiera presso la __________. Lo stipendio ammonta a Fr. 1'295.-- al mese. La cassa computa quale guadagno intermedio il salario usuale per la professione ed il luogo, anziché lo stipendio da stagiaire.

Con decisione del 10 marzo 2005, la cassa stabilisce un guadagno intermedio di Fr. 5'119.35 durante il periodo di stage. L'assicurata interpone tempestivamente opposizione il 18 marzo 2005.

Può succedere che l'assicurato, al fine di adempiere il proprio obbligo di ridurre il pregiudizio, accetti di svolgere a titolo di periodo di pratica un'attività normale la cui remunerazione non è conforme agli usi professionali e locali. Secondo le istruzioni del Segretariato di Stato dell'economia (seco), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali, le indennità compensative da versare durante questi periodi di pratica vanno calcolate sulla base delle aliquote usuali per la professione ed il luogo.

Nel caso specifico, la __________ è firmataria del contratto collettivo di lavoro per il personale occupato nelle istituzioni del Cantone Ticino. Secondo questo contratto, il salario usuale per un'infermiera ammonta a Fr. 4'780.-- per tredici mensilità. Per questa ragione il guadagno intermedio computabile è di fr. 5'178.35, anziché di Fr. 5'119.35 come deciso dalla cassa il 10 marzo 2005. La modifica del guadagno intermedio computabile è tuttavia irrilevante ai fini del diritto alle prestazioni dell'assicurata.

(…)." (cfr. doc. A3)

1.3. Contro la decisione su opposizione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha così esposto la sua situazione personale:

" (...)

Sono infermiera professionale con diplomi conseguiti in __________; da circa 20 anni ho potuto lavorare in Ticino come infermiera. Ultimamente è sempre richiesta la parificazione Croce Rossa Svizzera (CRS) dei diplomi estri.

Con l'apertura delle frontiere, ultimamente trovo molte difficoltà per trovare lavoro.

Oltre al diploma d'infermiera ho altri due diplomi, nell'ordine di Caposala e specializzazione in anestesia e rianimazione.

Nonostante quanto sopra non mi prendono più a lavorare. Viene sempre cercata questa parifica CRS.

Allora, con molta difficoltà alla mia età, ho preso la decisione di effettuare il periodo di stage richiesto dalla CRS, con il permesso dell'Ufficio di Collocamento. Questo avviene nel periodo di agosto-settembre 2004.

Nel mese di febbraio 2005, la Cassa disoccupazione mi comunica che non mi spettano le indennità di disoccupazione durante il periodo dello stage di 6 mesi. Ciò doveva essermi comunicato prima del menzionato periodo di stage.

Ribadisco che non ho agito per un capriccio o per motivi di carriera personale ma per assoluta necessità a salvaguardia della mia professione e, non ultimo, per non dover dipendere dall'Assicurazione Disoccupazione.

Alla mia età non é facile trovare un altro lavoro e non voglio dipendere da ora sino all'età di pensionamento dall'Assicurazione Disoccupazione.

Chiedo pertanto il riconoscimento delle indennità di disoccupazione durante il periodo dello stage.

(…)." (cfr. doc. I)

1.4. Nella sua risposta del 16 aprile 2005 la Cassa si è confermata nelle proprie allegazioni e, in particolare, ha precisato che:

" (…)

Secondo informazioni verbali rilasciate dal sindacato __________ in __________ (signor __________), la __________ è firmataria del contratto collettivo per il personale occupato nelle istituzioni sociali del Cantone Ticino. Secondo questo contratto il salario minimo mensile per un’infermiera ammonta a Fr. 4 780.-- per tredici mensilità, da cui un guadagno intermedio di Fr. 5 178.35.

Durante il periodo di svolgimento dello stage, l’assicurata non ha diritto ad indennità compensative della perdita di guadagno. Infatti, il guadagno intermedio considerato dalla cassa risulta superiore all’indennità di disoccupazione, pari a Fr. 4 120.-- (calcolo = Fr.

5 886.-- x 70%).

(…)” (cfr. doc. III)

1.5. Con lettera del 21 aprile 2005 al TCA l’assicurata ha ribadito e chiesto che:

" (...)

Il periodo di stage era stato comunicato e concordato con l'Ufficio di collocamento nel corso dei mesi di agosto-settembre 2004 e sino al mese di febbraio 2005 non ho ricevuto alcun tipo di informazione riguardo il mancato pagamento della succitata differenza.

Avvalendomi inoltre della facoltà concessami circa l'invio di ulteriori mezzi di prova, in allegato trasmetto copia del contratto di lavoro presso l'__________ di __________, con l'indicazione dello stipendio riconosciuto a livello cantonale per stage.

In merito alla tesi sostenuta dalla spettabile CO 1 Cassa Disoccupazione __________, cito: "Può succedere che un assicurato, al fine di adempiere il proprio obbligo di ridurre il pregiudizio, accetti di svolgere a titolo di "periodo di pratica" un'attività normale la cui rimunerazione non è conforme agli usi professionali e locali. (...)", mi permetto osservare e sottolineare che l'accettazione del periodo di stage non trattasi di una scelta personale, intesa unicamente a "ridurre il pregiudizio" o allo scopo di perfezionamento nell'ambito della normale carriera professionale (corsi di perfezionamento, specializzazione o avanzamento).

Essa è stata di fatto imposta dalle vigenti disposizioni della spettabile Croce Rossa Svizzera (CRS) unicamente per poter continuare, dopo circa 15 anni di attività, a svolgere la mia professionale di infermiera. Attualmente per poter lavorare in Svizzera è necessario disporre del riconoscimento CRS dei titoli esteri.

Mi permetto inoltre riprendere quanto presentato dalla spettabile CO 1 ed in particolare alla citazione dell'articolo 24 cpv. 1 e 3 della Legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione (LADI), fra cui si leggono i seguenti passaggi:

" L'assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno. È considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all'aliquota usuale per la professione ed il luogo e il guadagno assicurato.

L'assicurato ha diritto a indennità compensative, se il reddito è inferiore all'indennità di disoccupazione, giusta l'articolo 41 a capoverso 1 dell'Ordinanza sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione (OADI)."

Preso atto di quanto sopra chiedo pertanto il riconoscimento della differenza fra lo stipendio effettivamente percepito e l'indennità di disoccupazione."

(…)."(cfr. doc. V)

Il doc. V unitamente all’allegato doc. B sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc. VI) che, con lettera del 2 maggio 2005, oltre a produrre i doc. 33, 34 e 35, ha osservato:

" (…)

● la cassa è purtroppo venuta a conoscenza dello stage frequentato dall’assicurata presso la __________ soltanto nel corso del mese di febbraio 2005 e per questa ragione non ha potuto informare preventivamente l’assicurata sulle condizioni del diritto alle indennità di disoccupazione durante lo stage;

● alleghiamo per informazione la corrispondenza tra la Cassa disoccupazione __________ ed il servizio giuridico del seco in merito al computo del salario da stage quale guadagno intermedio.

(...)" (cfr. doc. VII)

Il doc. VII unitamente agli allegati doc. 33-35 sono stati trasmessi all’assicurata per conoscenza (cfr. doc. VIII)

1.6. Il 10 giugno 2005 il TCA ha scritto all’assicurata una lettera del seguente tenore:

" (…)

Gentile Signora,

nel suo ricorso del 4 aprile e nella sua lettera del 25 aprile 2005, in particolare, afferma che:

" (...) Allora, con molta difficoltà alla mia età, ho preso la decisione di effettuare il periodo di stage richiesto dalla CRS, con il permesso dell'Ufficio di Collocamento. (...)"

e

" (...) il periodo di stage era stato comunicato e concordato con l'Ufficio di collocamento nel corso dei mesi di agosto-settembre 2004 e sino al mese di febbraio 2005 non ho ricevuto alcun tipo di informazione riguardo il mancato pagamento della succitata differenza. (...)"

Ai fini del giudizio voglia, per cortesia e entro il termine di 10 giorni, rispondere alle seguenti domande:

  1. Chi era il suo collocatore? (p.f. indicare nome e cognome)

  2. Chi le ha dato il permesso e con chi ha comunicato e concordato di effettuare il periodo di stage?

  3. Proprio sullo stage quali sono state le domande che lei ha posto, quando esattamente e in quali occasioni sono state formulate?

  4. Chi, quando e cosa ha esattamente risposto alle sue domande?

(…).” (cfr. doc. IX)

Con lettera del 15 giugno 2005 l’assicurata ha prodotto i doc. C/1, C/2 e C/3 e così risposto al TCA:

" (...)

  1. Il mio collocatore è __________.

  2. Ho parlato e concordato con la signora __________ permesso di effettuare il periodo di stage.

  3. Ho rivolto alla signora __________ alcune domande: considerato le difficoltà nel trovare il lavoro, senza parificazione della Croce Rossa Svizzera, si è resa necessaria l'effettuazione di questo periodo formativo e di stage, pertanto ho richiesto il permesso di procedere.

Ho inoltre richiesto il versamento di indennità di disoccupazione durante questo periodo.

Le richieste sono state inoltrate nel mese di settembre 2004 in occasione del colloquio mensile.

  1. La signora __________ ha risposto nel colloquio mensile di ottobre: "qualora lei trovasse un posto di stage, le sarà versata l'indennità". Nel dicembre 2004 ho trovato il posto di stage ed è stato subito comunicato alla collocatrice. Lo stage è cominciato il 3 gennaio.

Successivamente ho ricevuto la conferma scritta, di cui allego la fotocopia.

Fino ad ora non mi è stata versata l'indennità del mese di novembre e dicembre, giorni in cui frequentavo la scuola, non sono state rimborsate le spese del corso.

(…)." (cfr. doc. X)

Il doc. X unitamente agli allegati C/1- C/3 sono stati trasmessi per osservazioni alla collocatrice dell’assicurata la quale è stata pure invitata a descrivere dettagliatamente quando e quale è stato il contenuto dei colloqui avuti con la ricorrente circa la sua intenzione di effettuare il periodo di stage richiesto dalla CRS (cfr. doc. XI).

Con lettera del 12 luglio 2005 la collocatrice ha trasmesso al TCA l’intero incarto concernente l’assicurata e ha preso posizione come segue:

" (...)

L'assicurata è in possesso di un diploma di infermiera conseguito in __________ nel 1973. Tale diploma non è riconosciuto in Svizzera dal CRS, per cui nel nostro paese non può operare in qualità di infermiera diplomata. Nel nostro Cantone ha lavorato in qualità di infermiera non qualificata.

Nell'anno 2001 ha chiesto una prima volta alla CRS la parificazione del diploma, sottoponendosi all'esame. L'esito è però stato negativo.

In data 8.10.2003 la signora RI 1 ha inoltrato una domanda di riconoscimento del diploma alla CRS, della quale ha ricevuto una "decisione parziale" (datata 6.2.2004) nella quale sono evidenziate le condizioni per ottenere il riconoscimento (allegato 1).

Nel corso del TQ attualmente attivo l'assicurata ha chiesto di poter ottenere la parificazione del diploma seguendo un percorso diverso da quello seguito in precedenza, così come indicato nella citata decisione parziale della CRS. Tale percorso prevede la frequentazione della scuola dal 1.11.2004 al 30.3.2005 (140 ore di corso) abbinata ad uno stage pratico della durata di 6 mesi. Solo a conclusione delle due fasi, se l'esito è positivo, la CRS può rilasciare la parifica del diploma allegato 2).

Nel caso concreto l'assicurata ha presentato in data 19.11.2004, la domanda di consenso per la frequentazione del "corso di adattamento per infermieri con diploma estero" (allegato 3) che è stata decisa negativamente in data 7.12.2004 (allegato 4). La motivazione di tale decisione verteva sul fatto che la sola frequenza di formazione scolastica, in assenza del posto di stage, precludeva a priori la possibilità di ottenere la parificazione del diploma.

L'assicurata ha interposto opposizione contro la decisione negativa dell'URC, in quanto nel frattempo aveva trovato un posto di stage (allegato 5).

Sulla scorta della nuova situazione (frequenza del corso teorico + stage) l'URC in data 4 febbraio ha accolto l'opposizione (allegato 6) e emesso in data 7.2.2005 la decisione favorevole alla frequenza del corso organizzato dalla scuola cantonale in cure infermieristica (allegato 7).

Di seguito rispondiamo a quanto richiesto nel vostro scritto del 4 luglio 2005, trasmettendo i protocolli di colloquio e la corrispondenza scambiata tra l'URC, l'assicurata e la scuola in cure infermieristiche inerenti la parifica del diploma (allegato 8).

● 5.5.2004: l'assicurata informa la consulente di avere ripreso il discorso per la parifica del diploma;

● 12.7.2004: durante il colloquio l'assicurata chiede il riconoscimento del tirocinio (stage) di 6 mesi. La consulente "risponde negativamente e spiega che durante quel periodo non sarebbe comunque collocabile".

● 22.9.2004: consulente e assicurata discutono ancora della parifica del diploma. La consulente comunica la propria sfiducia per l'operazione in quanto vi sono difficoltà a reperire il posto di stage.

● 28.10.2004: il posto di stage non è ancora stato trovato. L'assicurata comunica che nel caso non trovi lo stage rinuncerebbe alla formazione.

● 18.11.2004: consegna i formulari di domanda di consenso per la frequentazione del corso. Viene informata verbalmente della decisione negativa nel caso non trovasse posto di stage e dell'eventualità che lo stesso venga riconosciuto in presenza del citato contratto di stage.

● 6.12.2004: iniziato il corso. Continua nelle ricerche del posto di stage. Informata delle decisione negativa.

● 17.1.2005: l'assicurata ribadisce di avere iniziato lo stage presso la __________ di __________, come da contratto consegnato il 3.1.2005. Comunicato la possibilità di formalizzare l'opposizione.

● 18.1.2005: il signor __________ della scuola cantonale in cure infermieristiche comunica che il posto di stage è ok;

● 22.2.2005: la consulente comunica che non esiste la possibilità di rivendicare il guadagno intermedio durante il periodo di stage;

● 28.6.2005: termina stage il 30.6.2005. Esame teorico sembra ok. Segue valutazione da parte CRS.

L'URC di __________ ha approvato la frequentazione del corso di adattamento per infermieri con diploma estero onde consentire all'assicurata di avere una chance di inserimento come infermiera qualificata, considerato che nella professione esistono concrete possibilità occupazionali e per il reclutamento del personale le strutture si rivolgono spesso a personale straniero. Da parte nostra non è mai stato riferito alla signora RI 1 che sarebbe stato riconosciuto anche il periodo di stage con il "guadagno intermedio", in quanto tale competenza spetta alla cassa disoccupazione. La richiesta e la decisione di corso si riferiscono infatti unicamente alla frequenza del corso di formazione teorico dal 1.11.2004 al 30.3.2005 (giornate di corso, tasse di iscrizione, spese di trasporto).

A complemento di quanto richiesto trasmettiamo gli ulteriori documenti presenti nell'incarto relativi all'iscrizione (allegato 9), le ricerche di lavoro (allegato 10), la decisione concernente la frequentazione di un programma d'occupazione temporaneo (allegato 11), la decisione di frequenza di un corso TRIS (allegato 12) e l'esito di una offerta di impiego (allegato 13).

(…)" (cfr. doc. XII)

1.7. Con lettera del 13 luglio 2005 il TCA ha notificato alla Cassa i doc. IX, X + allegati, XI e XII invitandola a esaminare l’incarto prodotto dall’URC e a presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XIII).

Lo stesso giorno il TCA ha notificato all’assicurata i doc. XI e XII e l’ha invitata a esaminare l’intero incarto prodotto dall’URC e a presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XIV).

Con lettera del 14 luglio 2005 la Cassa ha comunicato al TCA quanto segue:

" (...)

Vi informiamo di non avere osservazioni riguardo alla risposta dell'ufficio regionale di collocamento del 12 luglio 2005.

Essendo il sottoscritto assente per le prossime due settimane, si rinuncia, se possibile, alla visione degli atti prodotti al TCA dall'URC, che presumiamo dovrebbero attestare quanto dichiarato dalla consulente __________, ovvero che l'assicurata non è mai stato riferito che durante lo stage avrebbe potuto percepire delle indennità compensative della perdita di guadagno.

In merito alla risposta dell'assicurata del 15 giugno 2005, la cassa non ha osservazioni. Tuttavia, come correttamente rilevato dall'assicurata, i giorni di partecipazione al corso di adattamento per infermieri con diploma estero dei mesi di novembre e dicembre 2004 non sono ancora stata indennizzati dalla cassa. In considerazione che la cassa dispone degli attestati di frequentazione del corso e che l'indennizzazione dei giorni di corso esula dal contendere oggetto del ricorso, la cassa ha proceduto al versamento all'assicurata delle prestazioni assicurative erroneamente non versate.

(…)." (cfr. doc. XV)

Dal canto suo l’assicurata, con lettera del 18 luglio 2005 al TCA, ha ancora rilevato che:

" (...)

Preciso innanzitutto di aver comunicato telefonicamente allo spett. URC verso la fine del 2004 di aver trovato un posto di stage presso la __________ di __________.

Nella cronologia fornita dal succitato ufficio manca tale indicazione.

L'URC nel suo scritto del 12 luglio u.s. asserisce: - Da parte nostra non è mai stato riferito alla signora RI 1 che sarebbe stato riconosciuto anche il periodo di stage con il "guadagno intermedio" ...-

Pertanto, non è stato riferito nemmeno il contrario, ossia che non sarebbe stato versato il guadagno intermedio. La comunicazione (negativa) è pervenuta soltanto in data 22 febbraio 2005.

Personalmente, ritengo che l'assenza di tale avversa comunicazione all'inizio o all'atto di stabilire di un accordo indichi il proseguimento delle condizioni precedenti, ossia il pagamento delle indennità.

Ribadisco inoltre che l'assicurata ha il diritto di conoscere in modo chiaro ed esaustivo tutte le condizioni prima di iniziare, nella fattispecie, il periodo di stage.

Ritengo irrilevante da parte mia se sia compito della Cassa Disoccupazione o dello stesso URC fornire tali indicazioni, Interlocutore di riferimento con cui ho intrapreso colloqui e corrispondenza, in particolare per il periodo formativo, è risultato quest'ultimo ufficio.

In tutti i casi qualcuno avrebbe dovuto procedere in tal senso, poiché trattasi di informazioni e condizioni estremamente importanti per una persona senza lavoro

(…)." (cfr. doc. XVI)

in diritto

2.1. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè il 1° gennaio 2005 data in cui ha iniziato lo stage presso la __________; cfr. doc. B) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

Il nuovo tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

Al riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l’art. 24 LADI, ha rilevato che:

" Art. 24 Computo del guadagno intermedio

Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.

Il capoverso 2 è abrogato.

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

Capoverso 3bis (nuovo): secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per la professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso 3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

a) il tempo di lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e, dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva. Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche, del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e impedisce inoltre che gli assicurati accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione della fusione dei capoversi 1 e 2."

(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)

2.2. Secondo l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22. Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

In virtù dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato. Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

Il Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art. 109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato l’art. 41a OADI.

In particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità compensative.

2.3. In una sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233 seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo art. 24 LADI.

In tale contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden, von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.

Pertanto, secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 46-47).

Contestualmente il TFA ha in particolare rilevato che:

" (…) Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen, widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3 AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1 lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167) oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25 und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24 AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)"

(cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).

Questi concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 21, pag. 49-50.

In questo giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi 2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien, Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC 94/1" , pag. 3/2).

Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995, ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

In un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3 sono quindi adempiuti.

Nel caso concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come segue:

" (…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75 (80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1 AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993 grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2 und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 - 2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr. 714.70) ergibt. (…)"

(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

Questi concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicate in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

In particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF 121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

Va rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.

2.4. Nella già citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

" (…) La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait, dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème, le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires (arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération habituelle" dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique un métier pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération habituelle dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque le stage fait partie intégrante de la formation professionelle de base (à l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent être allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre de mésures préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque, pour diminuer son chômage, l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation de base ni à un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages professionels et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc pas que cette rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se concilie pas avec les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)" (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509)

In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un guadagno intermedio.

Secondo l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

La nostra Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art. 24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

" (…)

Il n'existe cependant pas de droit à une compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche- rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf. aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

2.- En l'espèce, les deux stages suivis successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique” (attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient naturellement ses études universitaires, la recourante a donc cherché à compléter sa formation théorique par une formation pratique indispensable à l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée totale et la diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier 1995, pour justifier un engagement professionnel.

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111 V 274 consid. 2b). (…)"

(cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).

In un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha stabilito che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di acquisire ulteriori conoscenze.

L’Alta Corte ha in particolare rilevato:

" (…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers anzurechnen.

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter, Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur), sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509 Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art. 24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)

Chiamata a pronunciarsi se nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15 maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung zur sozio-kulturellen Animatorin”) il salario di praticante andava trattato alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten (Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde. Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)" (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)

In un’altra sentenza del 14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di una cassa disoccupazione che, considerato un salario pari a fr. 3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

Anche in questo caso l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen, aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards, Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).

3.1Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung beim Spital X.________ vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr 2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).

(…)" (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)

In un’ulteriore, recente, sentenza del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02, riguardante un assicurato che, dopo aver perso il proprio impiego presso una ditta di costruzione di macchinari, ha intrapreso uno stage lavorativo nel reparto di ergoterapia di una clinica, l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione a sapere se quest’ultima attività aveva quale obiettivo primario quello di ovviare alla situazione di disoccupato oppure se si era trattato di un perfezionamento professionale:

" (…)

Nach ständiger Rechtsprechung bleibt für die Annahme eines Zwischenverdienstes im Sinne von Art. 24 AVIG kein Raum, wenn die zur Diskussion stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb beruflicher Kenntnisse und Fertigkeiten aufgenommen wird. Letztes liegt in der Regel vor, wenn die versicherte Person nach Abschluss einer Grundausbildung ein Praktikum absolviert. In diesen Fällen betrachtet das Eidgenössische Versicherungsgericht die aufgenommene Tätigkeit als zur Grundausbildung gehörig, wofür der enge sachliche und zeitliche Zusammenhang mit dem abgeschlossenen Studium sowie die geringe Entlöhnung sprechen (ARV 1998 Nr. 7 S. 36, 1997 Nr. 35 S. 195; Urteile Z. vom 16. Januar 2004 [C 193/03] und Z. vom 25. Januar 2000 [C 203/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 26. Mai 1998 [C 320/96], S. vom 5. September 1996 [C 158/96] und F. vom 1. Juni 1994 [C 83/93]). Auch in Fällen, wo die versicherte Person einschlägige Berufserfahrung mitbringt, jedoch ein gering entlöhntes Praktikum in einem völlig andersgearteten Berufsbereich beginnt, sei es mit dem Ziel, später eine entsprechende Grundausbildung zu absolvieren, sei es zur Abklärung der Eignung einer entsprechenden Arbeit, steht in der Regel der Erwerb von Kenntnissen und Fertigkeiten im Vordergrund (ARV 1998 Nr. 49 S. 286; Urteile S. vom 14. Juni 2004 [C 297/03], L. vom 4. August 2003 [C 21/03] und B. vom 9. Juni 2000 [C 385/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 11. März 1999 [C 412/98] und S. vom 4. April 1995 [C 191/94]).

3.1 Es steht fest und ist im Übrigen unbestritten, dass der Beschwerdeführer sich während der Kündigungsfrist bis am 31. Mai 2002 u.a. als Leiter und Betreuer in einer geschützten Werkstätte beworben hat. Seinen eigenen Angaben zufolge befürchtete er, im gelernten Beruf als Maschinenkonstrukteur und als Projektleiter im Maschinenbaugewerbe angesichts seines Alters keine Neuanstellung mehr zu finden, weshalb er sein Tätigkeitsfeld zu erweitern suchte. Am 24. Mai 2002 schloss er einen Vertrag mit der Klinik B.________ ab, gemäss welchem er ein Arbeitspraktikum in der Abteilung Ergotherapie zu absolvieren beabsichtigte, das vom 10. Juni 2002 bis 30. November 2002 dauern sollte, bei einer wöchentlichen Arbeitszeit von 42 Stunden und einem monatlichen Verdienst von Fr. 1000.-. Der Beschwerdeführer trat die Stelle am 10. Juni 2002 an und löste den Vertrag am 6. August 2002 mit sofortiger Wirkung auf.

3.2 Aus diesen Umständen zog das kantonale Gericht den Schluss, dass die Beschäftigung bei der Klinik B.________ nicht als Zwischenverdiensttätigkeit, sondern als Weiterbildung zu werten sei. Das Vorbringen des Beschwerdeführers, er habe die Arbeitslosenkasse finanziell entlasten wollen, sei nicht glaubhaft, zumal er eine mögliche Anstellung mit einem Einkommen von Fr. 4000.- monatlich mit der Begründung abgelehnt habe, dieser Verdienst sei zu tief. Wäre es ihm tatsächlich um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er diese Stelle angenommen und bei der Arbeitslosenkasse Kompensationszahlungen beantragt. Es fehle mithin an der Anspruchsvoraussetzung der Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. a AVIG im Zeitraum vom 10. Juni bis 6. August 2002. Vom 1. bis 9. Juni 2002 sei die Vermittlungsfähigkeit zu verneinen, da für eine derart kurze Zeitspanne auf dem allgemeinen Arbeitsmarkt keine Anstellung gefunden werden könne. Ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung sei daher ab 1. Juni bis 6. August 2002 zu verneinen.

3.3 Der Beschwerdeführer bringt im Wesentlichen vor, er habe das Arbeitsverhältnis mit der Klinik B.________ jederzeit auflösen können. Während der Arbeitszeit habe er Bewerbungen geschrieben, Gespräche mit potentiellen Arbeitgebern geführt und sich persönlich vorgestellt.

3.4 Dem vorinstanzlichen Ergebnis ist insoweit beizupflichten, als es sich bei der Tätigkeit in der Klinik B.________ um einen völlig andersgearteten Berufsbereich handelt, auch wenn berücksichtigt wird, dass der Beschwerdeführer seine technischen Fertigkeiten und die als Projektleiter erworbene Sozialkompetenz einbringen konnte, wie er in der Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 geltend machte. Zudem sprechen die tiefe Entlöhnung und der Umstand, dass der Versicherte nach Abschluss des Praktikums nicht mit einem Verdienst in der Höhe des bisher erzielten Erwerbseinkommens rechnen konnte, eher gegen die Absicht, Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Auf der anderen Seite liegen Anhaltspunkte vor, die den Willen zur Schadenminderung belegen. So war eine an das Praktikum anschliessende Ausbildung unstreitig weder beabsichtigt noch notwendig. Weiter hat der Beschwerdeführer mündlich vereinbart, dass er, sollte er eine andere Anstellung finden, das Arbeitsverhältnis ohne Einhaltung einer Frist werde auflösen können (vgl. Schreiben der Klinik B.________ vom 16. August 2002).

Nachdem er vom Schreiben des AWA vom 5. August 2002, in welchem die Ablehnung des geltend gemachten Anspruchs auf Arbeitslosenentschädigung in Aussicht gestellt wurde, Kenntnis erhalten hatte, kündigte er das Praktikum am 6. August 2002. Es ist anzunehmen, dass der Beschwerdeführer von einer Kündigung abgesehen hätte, wenn er vor allem ein Ausbildungsziel verfolgen

wollte. In Anbetracht dieser Umstände ist fraglich, ob nicht eher dem Erwerbscharakter des Praktikumsbesuchs der Vorrang gegenüber dem Ausbildungsziel einzuräumen ist. Von einer abschliessenden Beurteilung kann indessen abgesehen werden, wie sich aus dem Folgenden ergibt."

(STFA succitata, consid. 2 e 3).

2.5. Nella Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00, consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato che:

" (…)

C95 La caisse examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les directives émises par les associations professionnelles.

Un salaire conforme aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

Lorsque la rétribution à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

Il arrive parfois qu'un assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé "stage".

L'autorité compétente versera l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le gain assuré.

Si elle doit recalculer le gain assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire effectivement versé.

(…)" (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg. C95)

2.6. Dagli atti di causa risulta che il 28 gennaio 2004 l’assicurata, di formazione “infermiera professionale” (diploma straniero non riconosciuto; cfr. doc. 13), si è iscritta al collocamento alla ricerca di un’attività quale infermiera diplomata in cure generali, infermiera-assistente in geriatria e assistente di cura, rivendicando da quella data il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 1 e 2).

L’ultimo contratto di lavoro a tempo determinato sottoscritto con la __________ si è infatti concluso il 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 3, 13/E e 13/F).

Nel proprio ricorso l’assicurata ha, in particolare, sostenuto che:

" (…)

Sono infermiera professionale con diplomi conseguiti in __________: da circa 20 anni ho potuto lavorare in Ticino come infermiera. Ultimamente è sempre richiesta la parificazione Croce Rossa Svizzera (CRS) dei diplomi esteri.

Con l’apertura delle frontiere, ultimamente trovo molte difficoltà per trovare lavoro.

Oltre al diploma d’infermiera ho altri due diplomi, nell’ordine di Caposala e specializzazione in anestesia e rianimazione.

Nonostante quanto sopra non mi prendono più a lavorare. Viene sempre cercata questa parifica CRS.

Allora, con molta difficoltà alla mia età, ho preso la decisione di effettuare il periodo di stage richiesto dalla CRS, con il permesso dell’Ufficio di Collocamento. Questo avviene nel periodo di agosto-settembre 2004. (…)”

(cfr. doc. I)

Le dichiarazioni dell’assicurata trovano riscontro nell’incarto dell’URC, sia nella corrispondenza concernente il riconoscimento dei propri diplomi conseguiti all’estero che nella documentazione riguardo alla “Richiesta di corsi individuali di riqualificazione e di perfezionamento” (cfr. doc. XII/Bis i fascicoli da 1 a 7).

In particolare, nella decisione su opposizione del 4 febbraio 2005 (decisione su opposizione con la quale l’amministrazione ha accolto l’opposizione interposta dall’assicurata e annullato la decisione del 7 dicembre 2004 con la quale ha respinto la domanda concernente la frequenza del Corso di adattamento per infermieri con diploma estero), l’URC ha, tra l’altro, osservato che:

" (…)

In data 23 dicembre 2004 l’assicurata ha sottoscritto un contratto di stage con la __________ di __________ per il periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2005. La frequentazione dello stage completa i requisiti posti dalla scuola cantonale in cure infermieristiche per poter ottenere la parificazione del diploma di infermiera CRS.

Visto quanto precede si ritiene che il corso possa contribuire a migliorare l’idoneità al collocamento dell’assicurata. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 6)

Inoltre, con decisione del 7 febbraio 2005, che annulla e sostituisce quella negativa del 7 dicembre 2004, l’URC ha accolto la domanda con la quale l’assicurata ha chiesto di seguire il “Corso di adattamento per infermieri con diploma estero” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 7).

Al riguardo, la collocatrice dell’assicurata ha, tra l’altro, affermato che:

" (…)

L’URC di __________ ha approvato la frequentazione del corso di adattamento per infermieri con diploma estero onde consentire all’assicurata di avere una chance di inserimento come infermiera qualificata, considerato che nella professione esistono concrete possibilità occupazionali e per il reclutamento del personale le strutture si rivolgono spesso a personale straniero. (…)”

(cfr. doc. XII)

Da quanto appena esposto questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’assicurata ha intrapreso lo stage presso la __________ (indispensabile per poter ottenere il riconoscimento del suo titolo professionale che richiede una formazione pratica e teorica; cfr. doc. XII/Bis. Fascicolo 2) principalmente per ovviare alla sua situazione di disoccupata.

Ora, alla luce della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4), in tale circostanza il diritto all'indennità di disoccupazione non può essere per principio negato.

La questione a sapere se, come sostenuto dal SECO, ai fini dell'applicazione dell'art. 24 LADI, “(…) in caso di stage occorre prendere in considerazione il salario usuale per il luogo e la professione espletata (…).” (cfr. doc. 33), può rimanere irrisolta, alla luce di quanto verrà esposto nel prossimo considerando.

2.7. Il diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).

Chiamato a pronunciarsi nel caso in cui un Tribunale cantonale ha rinviato gli atti alla cassa di disoccupazione per determinare le indennità compensative da versare, il TFA, in una decisione del 18 marzo 2005 nella causa B. (C 18/05), ha accolto parzialmente il ricorso e rinviato gli atti alla cassa affinché, dopo i chiarimenti indicati, decida nuovamente sul diritto alle indennità di disoccupazione dell’assicurato dopo il 1° ottobre 2003.

In quel caso l’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.3 In der Einsprache gegen die Verfügung vom 7. November 2003 hatte der Versicherte geltend gemacht, er habe sich vor Abschluss des Vertrages mit der Stiftung C.________ auf dem RAV I.________ erkundigt, wie es sich verhalte, wenn er die Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ annähme. Herr D.________ habe ihm erklärt, er hätte dann Arbeitslosenentschädigung in der Höhe von 80 % des fehlenden Lohnes zugute. Der angebotene Anfangs-Bruttolohn gälte als Zwischenverdienst und würde nach zwei Jahren neu berechnet. Gemäss Beschwerde an die Vorinstanz hatte ihm der RAV-Mitarbeiter (sogar) die Anweisung erteilt, die Stelle auf dem Gutsbetrieb S.________ anzunehmen und sich am 1. Oktober 2003 auf der Arbeitslosenstelle in E.________ zu melden.

3.3.1 Es ist nicht auszuschliessen, dass der Beschwerdegegner aufgrund von Auskünften auf dem RAV die Stelle auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ angenommen und in der Folge keine andere, insbesondere besser entlöhnte Arbeit mehr suchte. Verhält es sich so und durfte er in guten Treuen davon ausgehen, weitere persönliche Arbeitsbemühungen seien nicht mehr notwendig, kann ihm das willentliche Absehen von einer weiteren Stellensuche nicht zum Nachteil gereichen und die Anspruchsberechtigung nicht mit der Begründung fehlender Vermittlungsfähigkeit abgesprochen werden.

Es stellt sich somit vorab die Frage, ob dem Beschwerdegegner auf dem RAV I.________ gesagt worden war, mit Annahme der Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ im Juli 2003 entfalle die Pflicht zu weiteren Arbeitsbemühungen und verneinendenfalls, ob er aus den erhaltenen Auskünften diesen Schluss ziehen durfte. Hiezu wird die Arbeitslosenkasse insbesondere den besagten RAV-Mitarbeiter (Herr D.________) zu befragen haben.

3.3.2 In diesem Verfahren ist einzig zu prüfen, ob der Beschwerdegegner das RAV I.________ aus zureichenden Gründen für die Erteilung von Auskünften betreffend seinen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung bei (späterem) Wohnsitz und Arbeitsort im Kanton Basel-Landschaft als zuständig erachten durfte (vgl. BGE 127 I 36 Erw. 3a). Dass solche Fragen nicht in den Zuständigkeitsbereich dieser im Kanton Q.________ gelegenen Stelle fällt, ist klar. Es fehlt bereits an der örtlichen Zuständigkeit (vgl. Art 119 Abs. 1 AVIV in Verbindung mit Art. 85 Abs. 1 lit. b-e AVIG und Art. 85b Abs. 1 AVIG).

3.3.2.1 Ob eine versicherte Person eine Behörde in guten Treuen als zuständig für die Erteilung bestimmter Auskünfte betreffend ihre Ansprüche und auch Verpflichtungen erachten darf, beurteilt sich aufgrund objektiver und subjektiver Elemente. In objektiver Hinsicht sind vor allem die Natur der erteilten Auskunft und die Rolle der auskunfterteilenden Person, in subjektiver die Stellung sowie etwaige besondere Befähigungen des Auskunftsempfängers zu berücksichtigen (vgl. BGE 114 Ia 109 Erw. 2d/aa; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 4. Aufl., S. 140 Rz 675; Beatrice Weber-Dürler, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht, Basel/Frankfurt a.M. 1983, S. 111).

3.3.2.2 Mit Bezug auf die hier im Vordergrund stehende (fehlende) örtliche Zuständigkeit des RAV fällt (objektiv) ins Gewicht, dass es bei der Arbeitslosenentschädigung um einen bundesrechtlichen Anspruch geht und die einzelnen Anspruchsnormen einheitlich und nicht von Kanton zu Kanton verschieden auszulegen und anzuwenden sind. Es kommt unter dem Gesichtspunkt der sachlichen (und funktionellen) Zuständigkeit dazu, dass die Regionalen Arbeitsvermittlungszentren häufig oder sogar regelmässig erste Anlaufstelle der Arbeitslosen oder der von Arbeitslosigkeit bedrohten Personen sind. Sie nehmen nach Massgabe des jeweiligen kantonalen Rechts Aufgaben der kantonalen Amtstelle wahr (Art. 85b Abs. 1 AVIG). Dazu gehören in der Regel die Arbeitsvermittlung sowie Beratungs- und Kontrollfunktionen. Diese Kompetenzdelegation kann sich indessen grundsätzlich auf alle der kantonalen Amtsstelle übertragenen Aufgaben beziehen (Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR]/Soziale Sicherheit, S. 281 f.; vgl. BGE 125 V 364 f. Erw. 2b; ferner BGE 128 V 311). Es kann daher nicht gesagt werden, der Beschwerdegegner hätte (subjektiv) die sachliche Unzuständigkeit des RAV ohne weiteres erkennen müssen. Zumindest hätte er erwarten dürfen, dass ihn die auskunfterteilende Person (Herr D.________) auf die Unzuständigkeit des RAV aufmerksam macht.

Diese aus dem Vertrauensgrundsatz abgeleitete Verpflichtung ergibt sich auch aus Art. 27 Abs. 2 ATSG. Nach Satz 1 und 2 dieser aufgrund von Art. 1 Abs. 1 AVIG sowie Art. 1 lit. b und Art. 2 ATSG ebenfalls im Bereich der Arbeitslosenversicherung anwendbaren Bestimmung hat jede Person Anspruch auf grundsätzlich unentgeltliche Beratung über ihre Rechte und Pflichten. Dafür zuständig sind die Versicherungsträger, denen gegenüber die Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, S. 318 Rz 12).

Ob der Beschwerdegegner auf die Unzuständigkeit des RAV für Auskünfte betreffend den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung gemäss Art. 24 Abs. 1 AVIG bei Annahme und nach Antritt der Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ hingewiesen wurde, kann aufgrund der Akten nicht gesagt werden. Dies wird die am Recht stehende Arbeitslosenkasse ebenfalls abzuklären haben. Danach wird die Verwaltung, allenfalls unter Beachtung der nachstehenden Ausführungen in Erw. 3.4, über den Anspruch des Beschwerdegegners auf Arbeitslosenentschädigung ab

  1. Oktober 2003 neu verfügen.

(…)" (cfr. STFA del 18 marzo 2005 nella causa B., C 18/05)

In un’altra decisione del 28 aprile 2005 nella causa L. (C91/05) il TFA ha confermato il rifiuto ad un assicurato del diritto alle indennità di disoccupazione dal 20 al 24 settembre 2004 in quanto egli non aveva ancora maturato il diritto a giorni senza controllo.

In quell’occasione la nostra Massima Istanza ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

2.3

2.3.1 Es ist denkbar, dass im Zuge der Kommunikation zwischen Versichertem und Amtsstelle ein Missverständnis eingetreten ist und in diesem Sinne beide Sachverhaltsdarstellungen aus je subjektiver Sicht der Beteiligten zutreffen.

Zur Begründung eines rechtserheblichen Vertrauenstatbestands ist aber erforderlich, dass auch objektiv - oder zumindest aus Sicht einer aufmerksamen und sorgfältig handelnden Person - eine unzutreffende Auskunft gegeben wurde. Dem Beschwerdeführer mag geglaubt werden, dass er sich gegenüber der Betreuerin über seine Urlaubsabsichten geäussert hat und im Folgenden davon ausgegangen ist, seinem Vorhaben stehe amtlicherseits nun nichts mehr im Wege. Dass eine solche Auskunft der Mitarbeiterin des RAV bei hinreichender Aufmerksamkeit und Sorgfalt des Adressaten aber geeignet war, als verbindliche Aussage zu einem konkret bestehenden Anspruch auf Stempelferien aufgefasst zu werden, ist unwahrscheinlich. Vielmehr ist mit Blick auf die spezifischen Aufgaben des RAV anzunehmen, dass sich die Beraterin - wenn überhaupt - nur in allgemeiner Weise über die geltende Regelung zum Bestand von kontrollfreien Tagen geäussert hat. Ohne sich konkret daran erinnern zu können, gab die betreffende Amtsperson gegenüber der Vorinstanz an, bei solchen Anfragen pflege sie auf die in den Abrechnungen der Arbeitslosenkasse enthaltenen Angaben zu verweisen (Schreiben vom 24. Januar 2005). Wie das kantonale Gericht zutreffend festgehalten hat, konnte sich dieser Hinweis einmal nur auf eine Abrechnung beziehen, welche die im August 2004 ablaufende alte Rahmenfrist betraf.

Unabhängig davon erscheint als ausschlaggebend, dass darin keine definitive Zusicherung über die Zulässigkeit des Bezugs kontrollfreier Tage erblickt werden konnte.

Art. 27 Abs. 1 und 2 ATSG und Art. 19a AVIV führen zu keinem anderen Schluss.

Danach klären die Träger und Durchführungsorgane der Sozialversicherung die interessierten Personen im Rahmen des jeweiligen Zuständigkeitsbereichs über ihre Rechte und Pflichten auf. Die Beratungspflicht trifft die Versicherungsträger, denen gegenüber die Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind. Entsprechendes gilt im Verhältnis zwischen den verschiedenen Organen eines Trägers. Die Zuständigkeit der Beraterin beim RAV, das heisst im Wesentlichen die Stellenvermittlung, umfasst nicht auch die Prüfung der Anspruchsvoraussetzungen, welche der Arbeitslosenkasse obliegt. Der Beschwerdeführer kennt die grundsätzliche Aufgabenteilung zwischen dem RAV einerseits und der Kasse anderseits aus der bisherigen kontrollierten Arbeitslosigkeit. Unter Anwendung der gebührenden Aufmerksamkeit und Sorgfalt durfte er sich daher bei seinem Verhalten im hier interessierenden Zeitraum, soweit dieses für die Erfüllung der Kontrollvorschriften und für die Vermittlungsfähigkeit von Belang ist, nicht ausschliesslich nach einem - zudem unverbindlichen - Hinweis der Stellenvermittlerin des RAV richten.

2.3.2 Offen bleiben kann, ob dies auch dann gälte, wenn eine objektiv als verbindlich zu verstehende Äusserung erstellt wäre. Angesichts der Aktenlage und der gegensätzlichen Aussagen der direkt Beteiligten ist nicht ersichtlich, inwiefern weitere Beweiserhebungen zuverlässig Aufschluss über die tatsächlichen Verhältnisse erteilen könnten. Es liegen auch keine besonderen Umstände vor, die eine Umkehr der Beweislast rechtfertigten (vgl. Erw. 2.2 in fine). Damit ist hinsichtlich der behaupteten falschen Auskunft ein Zustand der Beweislosigkeit gegeben, der sich zu Lasten des (aus dem unbewiesenen Sachverhalt für sich Rechte ableitenden) Beschwerdeführers auswirken muss. Der angefochtene Entscheid besteht demnach zu Recht."

(cfr. STFA del 28 aprile 2005 nella causa L., C 91/05)

Chiamata a pronunciarsi nel caso di un assicurato che è stato impiegato, dal mese di giugno 1987 al mese di maggio 2002, come “Mascinenkonstrukteur” presso una ditta quale “gelernter Maschinenkonstrukteur” e che, il 10 giugno 2002, ha iniziato una pratica professionale nel reparto “Berufsorientierte Ergoterapie” di una clinica, l’Alta Corte, nella già citata sentenza del 27 luglio 2005, ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Der Beschwerdeführer macht wie schon im vorinstanzlichen Verfahren weiter geltend, das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum (RAV) habe es unterlassen, ihn aufzuklären, dass bei einer Praktikumstätigkeit möglicherweise keine Kompensationszahlungen ausgerichtet würden und ein Praktikum im Voraus von der Arbeitslosenversicherung genehmigt werden müsse.

4.1 Das kantonale Gericht hat die Voraussetzungen, unter welchen falsche Auskünfte von Verwaltungsbehörden eine vom materiellen Recht abweichende Behandlung des Rechtssuchenden gestützt auf den Grundsatz von Treu und Glauben gebieten, zutreffend dargelegt (vgl. auch BGE 127 I 36 Erw. 3a, 126 II 387 Erw. 3a; RKUV 2000 Nr. KV 126 S. 223; zu Art. Abs. 1 aBV ergangene, weiterhin geltend Rechtsprechung: BGE 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen). Darauf wird verwiesen.

4.2 Der Beschwerdeführer meldete sich am 30. April 2002 ab 1. Juni 2002 zur Arbeitsvermittlung bei seiner Wohngemeinde an. Gemäss Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 hat er sich im Mai 2002 im Zusammenhang mit einer allfälligen Praktikumstätigkeit mit einer Mitarbeiterin des RAV in Verbindung gesetzt und die Auskunft erhalten, ein Praktikum könne als Zwischenverdienst gelten. Am 18. Mai 2002 besprach er sich mit dem Berufsberater des RAV. Laut dessen Stellungnahme vom 5. September 2002 wurde vereinbart, dass der Beschwerdeführer sich bei der Klinik B.________ für ein Praktikum bewerben werde. Sollte dies nicht gelingen, werde er sich wieder mit dem Berufsberater in Verbindung setzen, damit weitere Möglichkeiten ausgearbeitet werden könnten. Mit dem Formular "Angaben der versicherten Person für den Monat Juni 2002" vom 10. Juni 2002 stellte der Beschwerdeführer der Arbeitslosenkasse den Arbeitsvertrag vom 24. Mai 2002 zu.

4.3 Auf Grund dieser Umstände steht fest, dass der Beschwerdeführer sich beim RAV nach Kompensationszahlungen bei einem Praktikum erkundigt hat. Die erhaltene Auskunft allein vermag jedoch keinen Vertrauensschutz auf behördliches Verhalten zu begründen, weil sie in jenem Zeitpunkt nicht in Kenntnis eines konkret in Aussicht stehenden Praktikums erfolgte. Sie bestärkte jedoch den Beschwerdeführer in seinem Bestreben, eine entsprechende Beschäftigung zu suchen. Der Berufsberater unterstützte die Absichten des Versicherten, woraus zu schliessen ist, dass er weder auf die Problematik der Anrechenbarkeit von Ausbildungstätigkeiten als Zwischenverdienst, noch auf die Möglichkeit, arbeitsmarktliche Massnahmen zu beantragen, aufmerksam gemacht worden ist. Hierüber hätte der Berufsberater jedoch den Beschwerdeführer in Anbetracht der Rechtslage aufklären müssen. Nach dem Gesagten ist festzustellen, dass der Praktikumsbesuch auf eine unterlassene Information seitens der Verwaltung zurückzuführen ist, womit die erste Voraussetzung für die Annahme berechtigten Vertrauens auf behördliches Verhalten erfüllt ist. Ob der Berufsberater des RAV zuständigkeitshalber aufklärungspflichtig gewesen war, ist nicht weiter zu prüfen, da diese Frage dem Beschwerdeführer, wie die Vorinstanz zutreffend begründet hat, aus zureichenden Gründen nicht erkennbar war. Auch die weiteren drei Voraussetzungen liegen vor, weshalb dem Beschwerdeführer gestützt auf den Grundsatz von Treu und Glauben während der Absolvierung des Praktikums in der Klinik B.________ ein Anspruch auf Differenzzahlungen im Sinne von Art. 24 AVIG zusteht (vgl. nicht veröffentlichtes Urteil I. vom 7. Oktober 1998, C 383/97).

(…)“ (cfr. STFA del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02)

2.8. Nel caso concreto nel protocollo del colloquio d’orientamento del 5 aprile 2004 si legge che:

" (…) inizia tris giugno 04 – comunica di aver ripreso il discorso parifica del suo diploma in ch. volevo interpellare m. __________ per evtl. stage a __________ ma la signora __________ sembra conoscere l’ass. e non la vuole in stage. allestito accordo obiettivi – avvisato ass. che dopo un certo no. di mesi dovrà cercare lavori fuori dal suo settore.” (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel “Verbale del colloquio di consulenza” del 12 luglio 2004, sottoscritto dall’assicurata, si legge che:

" (…) avvisato la signora a svolgere le ricerche nel modo appreso al corso tris. deve allargare il raggio delle ricerche visto che non trova nel settore sanitario. chiede nuovamente riconoscimento tirocinio 6 mesi e formazione per ottenere riconoscimento diploma in ch. risposto negativamente e spiegato alla signora che durante i sei mesi di tirocinio non sarebbe comunque collocabile. deve perciò riflettere se iniziare lo stesso i sei mesi chiudendo comunque la diso. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del colloquio d’orientamento del 22 settembre 2004 si legge che:

" (…) l’ass insiste nuovamente sottoponendomi il suo desiderio di svolgere un mese di scuola a __________ e 6 mesi di pratica onde finalmente ottenere il diploma ch di infermiera. rivendica le id diso per tale periodo. le spiego che mi metterò in contatto con __________ per far valutare la sua richiesta ma che non sono molto fiduciosa in merito in quanto nessun ospedale o clinica sembre disposto a prenderla per stage (risposta __________ – ignoro i motivi). inserita pot al più presto possibile. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Con lettera del 23 settembre 2004, riferendosi al colloquio del giorno prima, l’assicurata ha chiesto alla sua collocatrice ancora un mese di tempo per cercare uno stage (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

Il 30 settembre 2004 l’assicurata ha scritto all’URC di __________ una lettera del seguente tenore:

" (…)

nel corso degli ultimi periodi, in particolare a motivo dei miei titoli di studio non parificati secondo le direttive Croce Rossa Svizzera (CRS), non riesco assolutamente a trovare impiego. Per tale motivo e allo scopo di evitare i conseguenti e continui periodi di disoccupazione ho ritenuto importante e necessario iscrivermi ai corsi (teorici e pratici) per l’ottenimento della suddetta parificazione.

In tal senso mi permetto richiedere il vostro sostegno includendo nel periodo della disoccupazione i due mesi di scuola ed i sei mesi di pratica, nonché il costo dei corsi ammontanti rispettivamente a Fr. 1'300.-- e Fr. 600.-- (vedi giustificativo allegato).

Intendo impegnarmi a fondo per affrontare questa nuova sfida, sicuramente ardua considerata l’oggettiva difficoltà, certamente a voi conosciuta, nel riprendere ad età matura un periodo formativo e di perfezionamento professionale. Come detto, è mia intenzione ottenere il duplice scopo di raggiungere le attuali esigenze in fatto di titoli di studio ed allontanarmi definitivamente dalla disoccupazione.

(…)” (cfr. doc.XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del colloquio d’orientamento del 28 ottobre 2004 si legge che:

" (…) ass. ha avuto tutto il mese di ottobre per trovare posto stage, onde poter effettuare la pratica del suo diploma. a tutt’oggi non è riuscita (ndr.: a trovare) una struttura che le garantisse il periodo di pratica. cercherò di contattare nuovamente il sig. __________ per ulteriori info – ho chiesto alla signora cosa decide nel caso in cui non trovasse lo stage. mi conferma che rinuncerebbe alla formazione in quanto non è in grado economicamente di affrontarla senza diso. in caso negativo inserimento pot. (…)”

(cfr. doc.XII/Bis, fascicolo 8)

L’11 novembre 2004 l’assicurata ha scritto all’URC di __________ una lettera del seguente tenore:

" (…)

Comunico che a tutt’oggi, nonostante tutto il mio impegno profuso, non ho trovato alcuna possibilità per effettuare il periodo di stage.

I signori __________ e __________ della Scuola Infermieristica propongono di iniziare comunque i corsi e di attendere, non appena vi sarà disponibilità, per procedere con il periodo di pratica lavorativa. A questo punto e considerata tale opzione ritengo opportuno effettuare il corso, sapendo che si tratta dell’ultima occasione per realizzare il mio obiettivo.

Contemporaneamente, qualora fosse obbligatorio, effettuerò il POT da voi proposto nei giorni non impegnati con la scuola.

Nella consapevolezza che la vostra Istituzione sostiene il miglioramento professionale e considerato che a giorni affronterò un duplice impegno, mi permetto dunque richiedervi il completo mantenimento dell’indennità di disoccupazione e di sostenere le spese di formazione e di trasferta (treno fino a Bellinzona). (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del colloquio d’orientamento del 18 novembre 2004 si legge che:

" (…) cons. form. rich. corso ind. all’assicurata – consegna I formulari compilati entro lunedì prox. – comunicato e tradotto dal tedesco il contenuto del e-mail signora __________ crs. berna. ho inoltre avvisato l’ass. che probabilmente dovrò allestire una decisione negativa e che la cassa non potrà riconoscere le id per i giorni di corso. informato altrettanto che la situazione cambierà del tutto nel caso in cui lei dovesse trovare il posto stage – allora effettivamente si potrebbe riconoscere il corso. invitato nuovamente la signora a riflettere se in passato ci sono stati avvenimenti particolari o conflittuali in una qualche struttura, visto l’enorme difficoltà nel reperire lo stage. (…)” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nei protocolli dei colloqui d’orientamento del 6 dicembre 2004, del 17 gennaio 2005 e del 22 febbraio 2005, si legge ancora che:

" (…)

ass. continua att. presso __________ pot e frequenta scuola. avv. che le perverrà decisione corso negativa. continua comunque a cercare un posto stage – avvisato la signora di informarci immediatamente nel caso in cui trovasse tale opportunità. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

" (…)

siamo ora in possesso contratto stage __________. invitato ass a voler indirizzare due righe come opposizione per poter rivedere evtl. riconoscimento corso. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

" (…)

arrivato cm per inabilità fino a fine febbraio 05. avevo convocato ass. urgentemente per comunicare che deve continuare le ricerche e che da inizio 2005 non esiste più il diritto a rivendicare gi in caso di stage. comunicato il tutto telefonicamente all’ass. riconvocata per marzo.

(…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Dalle risultanze appena esposte questo Tribunale osserva che:

  • l’assicurata ha chiaramente illustrato all’URC la sua intenzione oltre che i motivi che l’hanno spinta a cercare di ottenere la parificazione dei suoi titoli di studio conseguiti all’estero;

  • l’assicurata ha sempre rivendicato in ogni caso anche le indennità di disoccupazione specificando di non essere in grado economicamente di affrontare una formazione senza le stesse;

  • l’URC ha fornito all’assicurata delle informazioni riferendosi sia alle prestazioni riguardanti la “Richiesta di corsi individuali di riqualificazione e di perfezionamento” che alle indennità normali di disoccupazione;

  • sempre senza distinguere chiaramente tra le prestazioni richieste dall’assicurata l’URC le ha comunicato di avere dei dubbi sulle stesse visto che non trovava uno stage e che la situazione sarebbe cambiata nel caso in cui lei ne avesse trovato uno;

  • l’URC ha dovuto specificare che con l’inizio dello stage il 1° gennaio 2005 l’assicurata non aveva diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

Di conseguenza, questo Tribunale deve concludere che l’assicurata ha iniziato il 1° gennaio 2005 lo stage presso la __________ (cfr. doc. B) solo perché dalle informazioni ottenute dalla sua collocatrice poteva ritenere che, avendo infine trovato il posto di stage, ella aveva diritto anche alle indennità normali di disoccupazione.

Infatti, come già sopra evidenziato, nei protocolli dei colloqui d’orientamento del 22 settembre e del 18 novembre 2004, in particolare, si legge che: “(…) rivendica le id diso per tale periodo. le spiego che mi metterò in contatto con __________ per far valutare la sua richiesta ma che non sono molto fiduciosa in merito in quanto nessun ospedale o clinica sembra disposto a prenderla per stage (…).” e che “(…) ho inoltre avvisato l’ass. che probabilmente dovrò allestire una decisione negativa e che la cassa non potrà riconoscere le id per i giorni di corso. informato altrettanto che la situazione cambierà del tutto nel caso in cui lei dovesse trovare il posto stage – allora effettivamente si potrebbe riconoscere il corso. (…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

In ogni caso mai l’URC ha detto all’assicurata che competente a appurate il diritto alle prestazioni è la cassa di disoccupazione e nemmeno l’ha invitata a rivolgersi a lei.

Non solo, lo si ripete, nel protocollo del colloquio d’orientamento del 22 febbraio 2005, tra l’altro, si legge che: “(…) convocato ass. urgentemente per comunicare che deve continuare le ricerche e che da inizio 2005 non esiste più il diritto a rivendicare gi in caso di stage. (…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

Ora, se effettivamente la collocatrice non avesse detto alcunché circa il diritto alle indennità di disoccupazione durante lo stage e avesse tempestivamente invitato l’assicurata a rivolgersi in merito alla sua cassa di disoccupazione una tale comunicazione non sarebbe stata necessaria.

In simili circostanze, conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7), questo Tribunale deve ritenere che le condizioni poste per potersi appellare all’art. 9 Cost. fed. sono tutte realizzate.

In particolare, anche se giusta l’art. 81 cpv. 1 lett. a LADI le casse appurano il diritto alle prestazioni nella misura in cui questo compito non è espressamente riservato a un altro ente, visto che l’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI prevede che i servizi cantonali appurano il diritto alle prestazioni nella misura in cui tale compito è loro demandato dalla presente legge e che secondo l’art. 85b cpv. 1 LADI i cantoni istituiscono uffici regionali di collocamento, affidano loro compiti del servizio cantonale e possono affidare loro la procedura di annuncio prevista nell’art. 17 cpv. 2, l’assicurata aveva sufficienti motivi per ritenere che la sua collocatrice ha agito nei limiti delle sue competenze.

Infatti, gli uffici regionali di collocamento, essendo in ogni caso degli organi di applicazione della LADI, mediante il rispetto delle prescrizioni di controllo da parte degli assicurati, possono verificare la loro idoneità al collocamento e se essi adempiono le condizioni del diritto all'assicurazione contro la disoccupazione.

Del resto l’assicurata ha ricevuto delle informazioni dalla sua collocatrice dopo averle a più riprese comunicato la sua intenzione e i motivi che l’hanno spinta ad indirizzarsi verso una parificazione dei suoi titoli di studio esteri e precisato che, senza le indennità di disoccupazione, non sarebbe stata in grado economicamente di intraprendere detta strada.

Pertanto, vista la sua buona fede, all’assicurata, durante il periodo in cui ha effettuato lo stage presso la __________, va riconosciuto il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

Di conseguenza la decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa perché – appurato se il salario stabilito contrattualmente quale “Stageaire” (fr. 1'295.--lordi al mese; cfr. doc. B) è conforme allo stipendio versato ad una persona che svolge uno stage come quello della ricorrente presso un istituto di cura e verificato se anche gli ulteriori presupposti necessari sono adempiuti – versi all’assicurata le indennità di disoccupazione che le spettano conformemente alle disposizioni che regolano il guadagno intermedio.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

La decisione su opposizione impugnata è annullata e gli atti vengono rinviati all’amministrazione perché proceda come indicato al consid. 2.8 in fine.

2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

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