Raccomandata
Incarto n. 38.2004.87
FS/DC/td
Lugano 11 luglio 2005
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 16 novembre 2004 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 25 ottobre 2004 emanata da
Cassa Disoccupazione CO 1
in materia di assicurazione contro la disoccupazione
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione intimata il 1° luglio 2004 la Cassa Disoccupazione __________ (oggi CO 1 e di seguito la Cassa) ha stabilito che RI 1 non ha diritto alle indennità compensative di disoccupazione in quanto il guadagno di franchi 1'200,00 percepito durante lo stage presso la ditta __________ non è adeguato (cfr. doc. A7).
Prima di emettere questa decisione, con scritto del 23 giugno 2004, la Cassa ha comunicato all’assicurata che “(…) Nel suo caso il salario adeguato per la professione che svolge presso la ditta __________ di __________, deve essere almeno di franchi 3'000,00 mensili; visto che durante lo stage percepisce un salario di franchi 1'200,00 non può beneficiare del guadagno intermedio. (…).” (cfr. doc. A6) e le ha dato la possibilità di esprimersi in merito.
Con lettera del 28 giugno 2004 l’assicurata ha preso posizione come segue:
" (…)
A partire dal 1. gennaio 2004 sono iscritta alla vostra cassa e percepisco l’indennità di disoccupazione.
In passato ho già fatto uno stage nella posizione di assistente di marketing.
Non avendo fatto lo stage vendita e non avendo mai trattato direttamente la vendita nel mio percorso formativo, essendo in disoccupazione ho accettato l’offerta fattami dalla __________ di __________ per una durata di mesi 6 (sei) a partire dal 1. giugno 2004.
Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione anziché usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato consigliato dal Signor __________ dell’URC di __________ che ha visto positivamente la mia iniziativa.
Desidero puntualizzare che a tanti giovani come me vengono creati non pochi problemi proprio da alcuni enti preposti ad aiutare e facilitare il collocamento presso ditte. Mi è data la sensazione che le iniziative personali mirate alla ricerca di un posto di lavoro vengono seriamente mortificate. Trattasi in fondo di uno stage della durata di mesi 6.
(…)." (cfr. doc. A8)
1.2. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. A3), la Cassa, il 25 ottobre 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua precedente decisione e ha osservato che:
" (…)
La signora RI 1 ha iniziato la disoccupazione il 1° gennaio 2004. Ella ha lavorato quale assistente di marketing presso la __________ di __________ fino al 31 dicembre 2003. Il suo guadagno assicurato ammonta a fr. 2'350.-- e l'indennità giornaliera fr. 86.65.
Il 1° giugno 2004, RI 1 ha iniziato uno stage a tempo pieno presso la ditta __________ con un salario mensile di fr. 1'200.--.
Orbene, il salario adeguato, cioè quello corrispondente almeno all'aliquota usuale per la professione ed il luogo di lavoro è stabilito in fr. 3'000.--.
In diritto
Giusta l'art. 24 cpv. 3 delle Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), è considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all'aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato. Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.
In base alle disposizioni sopra citate, la Cassa disoccupazione __________ ha emesso la decisione No. 225/0075.2004 con la quale ha negato all'assicurata il diritto all'indennità di disoccupazione a far data dal 1° giugno 2004 in quanto il salario percepito quale stagiaire presso la ditta __________ non era adeguato.
Contro la predetta decisione, in data 18 agosto 2004, l'assicurata ha inoltrato opposizione, chiedendo l'annullamento.
Secondo la sentenza del Tribunale federale pubblicata in DTF 120 V 509, uno stage deve essere considerato un guadagno intermedio solo in base ad un salario conforme agli usi professionali e locali per un personale non qualificato nell'ambito lavorativo in questione.
(…)." (cfr. doc. A1)
1.3. Contro la decisione su opposizione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale, in particolare, ha rilevato e chiesto che:
" (…)
Per avere diritto alla perdita di guadagno il cpv. 3 dell'art. 24 LADI pone come condizione che il guadagno intermedio corrispondente (ndr. recte: corrisponda) all'aliquota usuale per la professione ed il luogo.
Nel caso specifico la ricorrente ha un guadagno mensile lordo a far data 01.06.2004 di fr. 1'200.-- quale stagiaire presso la __________.
Per quanto riguarda il guadagno mensile lordo il Dipartimento dell'Istruzione e Cultura ha inviato ai datori di lavoro la circolare RICERCA DI ANNUNCI DI PROGETTO PER STAGIAIRES del seguente tenore:
"quest'anno chiediamo alle società di partecipare almeno ai costi vivi (vitto e trasferta) che lo studente dovrà affrontare durante il periodo di stage, indicativamente 750 fr. al mese per un totale quindi di circa 3750 per lo intero stage.
Ricordiamo che non sussiste nessun obbligo, per chi forma uno stagiaire, di assumerlo in pianta stabile a formazione ultimata."
L'Autorità Cantonale Ticinese ha indicato il minimo di fr. 750 al mese da versare allo stagiaire. Nel caso concreto la ricorrente ha ricevuto dalla ditta __________ uno stipendio mensile lordo di fr. 1'200.-- al mese, ben superiore a quanto indicato dal Dipartimento Istruzione e Cultura, durante il periodo di durata dello stage contrattualmente previsto dal 01.06/30.11.2004.
Risultano pertanto adempiute tutte le condizioni previste dal cpv. 3 dell'art. 24 LADI per avere diritto alla indennità di disoccupazione.
Aggiungasi infine che grazie a tale periodo di stage effettuato nel settore della vendita, la ditta __________ ha confermato l'assunzione della ricorrente proprio il giorno 11.11.2004 a far data 01.12.2004 (lo stage giungerà a termine il prossimo 30.11.2004).
Si allega al riguardo copia del contratto di lavoro stipulato il 11.11.2004 quale collaboratrice addetta alla commercializzazione e vendita dei prodotti e servizi del dipartimento i-solutions.
A far data 1.12.2004 la ricorrente non farà pertanto più capo alla disoccupazione.
In conclusione la ricorrente
CHIEDE
che le venga versata l'indennità di disoccupazione relativa al guadagno intermedio limitatamente al periodo 01.06-30.11.2004 (6 mesi) pari a frs. 1'150.- lordi x 6 mesi = frs. 6'900.- dedotto: AVS 5.05% - INP 2.93% corrispondente ad un netto di frs. 6'349.40.
(…)." (cfr. doc. I)
1.4. Nella sua risposta del 24 novembre 2004 la Cassa si è confermata nelle proprie allegazioni e, in particolare, ha osservato che:
" (…)
Facciamo osservare che il concetto di guadagno adeguato è stato introdotto nella legge in particolar modo per evitare il dumping salariale; lo scopo del guadagno intermedio non è quello di integrare i bassi salari.
Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, il salario di franchi 1'200,00 mensili percepito presso la ditta __________ non può essere tenuto in considerazione quale guadagno intermedio.
(…)." (cfr. doc. III)
1.5. Con lettera del 14 febbraio 2005 il TCA ha posto le seguenti domande all’assicurata:
Per quali precise ragioni ha iniziato uno stage presso la __________ di __________?
In che cosa consisteva precisamente lo stage da lei svolto presso la __________?
Quali erano le sue funzioni e di cosa si è occupata?
Con lettera del 18 febbraio 2005 l’assicurata ha così risposto al TCA:
" (…)
Ad 1
All'epoca la ricorrente era una studentessa universitaria all'__________ laureanda in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale - e poiché il percorso formativo comprendeva la vendita e marketing, si rendeva necessario praticare uno stage formativo di almeno 6 mesi presso una azienda. Fra le varie ditte contattate la __________ è stata la prima che ha risposto positivamente.
Ad 2
Lo stage era mirato alla formazione pratica alla vendita dei prodotti e servizi forniti dalla __________ operante nel settore delle soluzioni informatiche, nonché la promozione della vendita verso potenziali clienti. L'iter formativo, alle dirette dipendenze della direzione, è stato il seguente:
a) contattare e visitare i clienti esistenti e quelli potenziali
b) presentazione dei prodotti e dei servizi offerti dalla __________
c) raccolta delle richieste dei potenziali clienti
d) rapporti alla direzione della __________ delle richieste ricevute
e) stesura delle offerte e delle condizioni di fornitura e vendita
f) successivi colloqui con i potenziali clienti
g) raccolta ed analisi dei dati relativi alle vendite
h) stesura dei contratti con condizioni particolari e generali di vendita
i) rapporti periodici sull'andamento dei clienti contattati e visitati offerte inoltrate, discusse e da discutere, nonché l'esito della stesse e relative motivazioni.
Ad 3
Lo stage di formazione consisteva nelle attività pratiche elencate al precedente punto ad 2 rispettando il seguente schema:
a) struttura: direzione e vendita : __________
b) organizzazione ed impartizione da : __________ - Direttore
con le seguenti attività di dettaglio:
rapporti e condizioni contrattuali
archivio clienti
metodo di calcolo dei prezzi e dei margini
presentazione della società e relativa organizzazione
presentazione dell'offerta, discussione e revisione della stessa
contratti di fornitura
garanzie
contratti di assistenza
corrispondenza inerente le vendite
tenuta dell'archivio clienti e relative pratiche da evadere ed
evase
Faccio spontaneamente osservare inoltre che ero al beneficio dell'indennità della disoccupazione (chi non ha provato ad essere disoccupato non può comprendere le umiliazione che si ricevono senza giustificati motivi e soprattutto senza ragioni) a far data 1. gennaio 2004 e proprio grazie allo stage formativo effettuato ho potuto avere con decorrenza 1.12.2004 un posto di lavoro, senza più gravare sulla cassa disoccupazione, chiedendo invece circa la metà dell'indennità di disoccupazione limitatamente al periodo dello stage che va dal 1.06.2004 al 30.11.2004. Desidero far osservare inoltre che molto probabilmente se non avessi seguito l'iter dello stage, oggi sarei ancora disoccupata. Con sommo piacere così non è stato; grazie alla formazione pratica ed alla formazione scolastica ho potuto avere un posto di lavoro, uno stipendio ed una dignità personale e professionale senza essere costretta a far capo alle indennità elargite dalla cassa disoccupazione e senza gravare pesantemente sul bilancio dei genitori.
(…)." (cfr. doc. VII)
1.6. Sempre il 14 febbraio 2004 il TCA ha posto le seguenti domande alla __________:
"
ha svolto presso la vostra Ditta?
Se sì, come era strutturata precisamente e da chi e quando veniva impartita la formazione?" (cfr. doc. VI)
Con scritto del 22 febbraio 2005 la ditta ha risposto al TCA quanto segue:
" (…)
noi: lo stage aveva come scopo quello di formare la signorina RI 1 affinché fosse in grado, a fine stage, di conoscere in modo approfondito i prodotti da noi commercializzati, di essere in grado di contattare autonomamente i clienti e di proporre, concludere delle vendite.
I prodotti da noi commercializzati (hardware per soluzioni informatiche) necessitano infatti di una conoscenza specifica e non è possibile instaurare un rapporto venditore/cliente se il venditore non ha avuto una istruzione mirata in tale senso.
Si trattava di uno stage di formazione? Sì, si trattava di uno stage di formazione in quanto la signorina RI 1, prima di iniziare la sua attività presso di noi, non aveva mai trattato i prodotti da noi commerciati.
La formazione è stata impartita prevalentemente dal nostro Signor __________, direttore generale di __________.
La formazione è stata strutturata approfondendo in diverse fasi tutto ciò che riguarda la nostra attività, che possiamo così riassumere: conoscenza della nostra società e della sua organizzazione, conoscenza dei prodotti trattati, istruzioni sul modo di contatto dei clienti (standard aziendale), calcolazione dei prezzi e dei margini, tenuta archivi secondo i metodi in essere di __________.
(…)." (cfr. doc. VIII)
1.7. I doc. VI + A4 e VIII sono stati notificati all’assicurata che ha comunicato al TCA di non avere osservazioni da presentare (cfr. doc. IX e XI).
I doc. V, VI + A4, VII e VIII sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc. X) che, dopo avere chiesto una proroga del termine (cfr. doc. XII e XIII), ha comunicato al TCA di non avere ulteriori osservazioni da formulare (cfr. doc. XIV).
1.8. Il 17 maggio 2005 il presidente del TCA ha scritto all’assicurata una lettera del seguente tenore:
" (…)
da un'attenta analisi degli atti dell'incarto e dalle sue risposte del 18 febbraio 2005 risulta che lo stage presso la __________ rientrava nella sua formazione intrapresa presso l'Università __________ quale studentessa in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale -.
Secondo la giurisprudenza federale (ad esempio: DLA 1998 pag. 36 seg.) un assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività (nel suo caso lo stage) assunta non per evitare la disoccupazione ma essenzialmente a scopo di formazione.
Si prospetta dunque il rifiuto delle indennità di disoccupazione da lei richieste per un'altra ragione rispetto a quella addotta dalla Cassa nella decisione su opposizione.
Su tale questione, garantendole il diritto di essere sentita (cfr. RAMI 2000 pag. 335; DTF 125 V 368 seg.; STFA del 28 settembre 2001 nella causa U., C 119/01), le assegno dunque un termine di 10 giorni per formulare osservazioni scritte.
(…)." (cfr. doc. XV)
Con lettera del 21 maggio 2005 al TCA l’assicurata ha risposto quanto segue:
" (…)
Il guadagno mensile lordo per l’impiego al 50% era di frs. 2'350.--dal quale è stata sempre trattenuta la quota parte di AD.
La ricorrente paga regolarmente le imposte sulle persone fisiche e la cassa malati. Allego copia della tessera AVS no. __________ – Cassa TI 21.
A seguito di una riorganizzazione interna della ditta __________ ho usufruito dell’indennità di disoccupazione per il periodo 1. gennaio 2004 – 31.05.2004 inerente lo stipendio di cui sopra (50%).
L’Ufficio Regionale di Collocamento di __________ – Signor __________ – ha autorizzato lo stage formativo nel settore della vendita presso la __________ per il periodo dal 01.06.2004 – 30.11.2004.
Allego al riguardo copia della mia lettera del 14 giugno 2004.
In data 28 giugno 2004 la ricorrente comunica alla Cassa Disoccupazione quanto segue:
… essendo in disoccupazione ho accettato l’offerta fattami dalla ditta __________, anche perché era l’unica, per una durata di sei mesi a partire dal 01.06.04
Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione al posto di usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato anche consigliato dal signor __________ dello URC di __________ che ha visto positivamente la mia iniziativa ed il sacrificio di ulteriori sei mesi.
Allego copia della mia lettera del 28 giugno 2004.
Per quanto riguarda il salario mensile gli Organi Governativi hanno emanato le direttive indirizzate ai datori di lavoro, fissando un importo minimo mensile di frs. 750.--. Lo stipendio mensile versato dalla CHC durante lo stage è stato di frs. 1'200.-- mensili.
In funzione di quanto ulteriormente sopra esposto, la ricorrente ritiene che l’indennità di disoccupazione è dovuta poiché tutte le condizioni poste dal cpv. 3 dell’art. 24 LADI e dalla DTF 120 V 509 sono compiutamente soddisfatte, anche perché trattasi di un periodo limitato 01.06.2004 al 30.11.2004 limitatamente al 50% di metà tempo, ossia il 25% di uno stipendio mensile intero. La suddetta sentenza del TF dice in proposito uno stage deve essere considerato guadagno intermedio ….
(…)." (cfr. doc. XVI)
1.9. I doc. XV, XVI e allegati sono stati notificati alla Cassa che con lettera del 30 maggio 2004 ha comunicato al TCA di non avere osservazioni in merito (cfr. doc. XVII e XVIII)
Il doc. XVIII è stato trasmesso all’assicurata per conoscenza (cfr. doc. XIX).
in diritto
2.1. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè il 1° giugno 2004 data in cui ha iniziato lo stage presso la __________; cfr. doc. A4) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.
Il nuovo tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.
Al riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l’art. 24 LADI, ha rilevato che:
" Art. 24 Computo del guadagno intermedio
Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.
Il capoverso 2 è abrogato.
I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad eccezione del capoverso 3, rimane invariato.
Capoverso 3bis (nuovo): secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per la professione e il luogo.
Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.
Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso 3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:
a) il tempo di lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;
b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.
Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e, dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva. Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione (guadagno intermedio).
Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche, del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e impedisce inoltre che gli assicurati accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.
Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione della fusione dei capoversi 1 e 2."
(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)
2.2. Secondo l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22. Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente.
In virtù dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato. Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.
Il Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art. 109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato l’art. 41a OADI.
In particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità compensative.
2.3. In una sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233 seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo art. 24 LADI.
In tale contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden, von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.
Pertanto, secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 46-47).
Contestualmente il TFA ha in particolare rilevato che:
" (…)
Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen, widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3 AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1 lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167) oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25 und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24 AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)." (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).
Questi concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 21, pag. 49-50.
In questo giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi 2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.
Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien, Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC 94/1" , pag. 3/2).
Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995, ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.
In un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3 sono quindi adempiuti.
Nel caso concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come segue:
" (…)
Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75 (80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1 AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993 grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2 und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 - 2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr. 714.70) ergibt. (…)."
(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).
Questi concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicata in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.
In particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF 121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).
Va rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.
2.4. Nella già citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:
" (…)
La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait, dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème, le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires (arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération habituelle" dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique un métier pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération habituelle dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).
Dans ses directives relatives à l'indemnisation des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque le stage fait partie intégrante de la formation professionelle de base (à l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent être allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre de mésures préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque, pour dimunuer son chômage, l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation de base ni à un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages professionels et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc pas que cette rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se concilie pas avec les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).
(…)." (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509)
In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un guadagno intermedio.
Secondo l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia nulla al carattere di formazione di quest'ultima.
La nostra Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art. 24 LADI, relativo al guadagno intermedio:
" (…)
Il n'existe cependant pas de droit à une compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche- rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf. aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).
2.- En l'espèce, les deux stages suivis successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique” (attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient naturellement ses études universitaires, la recourante a donc cherché à compléter sa formation théorique par une formation pratique indispensable à l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée totale et la diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier 1995, pour justifier un engagement professionnel.
C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111 V 274 consid. 2b).
(…)." (cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).
In un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha stabilito che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di acquisire ulteriori conoscenze.
L’Alta Corte ha in particolare rilevato:
" (…)
3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers anzurechnen.
a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu vermitteln.
Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter, Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur), sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509 Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.
b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art. 24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."
(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)
Chiamata a stabilire se, nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15 maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung zur sozio-kulturellen Animatorin”), il salario di praticante andava trattato alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
3.1 Nach den Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten (Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.
3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde. Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts zu ändern.
Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.
(…)." (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)
In un’altra sentenza del 14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di una cassa disoccupazione che, dopo aver considerato un salario pari a fr. 3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione durante la sua attività di praticante presso un ospedale.
Anche in questo caso l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen, aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards, Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).
3.1 Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung beim Spital X. vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr 2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.
3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners um ein Praktikum handelt.
Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.
Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).
(…)." (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)
2.5. Nella Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00, consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato che:
" (…)
C95 La caisse examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les directives émises par les associations professionnelles.
Un salaire conforme aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.
Lorsque la rétribution à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.
Il arrive parfois qu'un assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé "stage".
L'autorité compétente versera l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le gain assuré.
Si elle doit recalculer le gain assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire effectivement versé.
(…)." (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg. C95)
2.6. Nella presente fattispecie, dagli atti di causa risulta che il 27 novembre 2003 l’assicurata, di formazione “assistente di marketing” con poca esperienza, si è iscritta al collocamento alla ricerca di un’attività al 50% quale assistente di marketing (cfr. doc. 2-3).
In precedenza l’assicurata aveva già lavorato a tempo parziale, sempre quale “Assistente di marketing”, presso due diversi datori di lavoro.
Più precisamente l’assicurata ha svolto uno stage durante i mesi da agosto a ottobre 2002 con un salario pari a fr. 1'000.-- presso la __________ di __________ (cfr. doc. 4 punto 19).
Presso questa ditta l’assicurata ha poi lavorato dal 4 novembre 2002 al 31 maggio 2003 con un salario di fr. 1'400.-- oltre la tredicesima per una durata normale del lavoro di 16 ore settimanali su 42,5 ore previste quale durata normale del lavoro (cfr. doc. 4 punti 2, 5, 6, 20 e 22).
Quale motivo della disdetta la __________ ha addotto: “(…) causa importante diminuzione degli investimenti da parte dei nostri clienti con conseguente diminuzione di lavoro ci costringe a fare modifiche strutturali ed a una riduzione degli effettivi. (…).” (cfr. doc. 4 punto 15).
L’ultimo giorno di lavoro effettuato presso questa ditta è stato il 3 giugno 2003 e fino a quel momento è stato corrisposto il salario pattuito (cfr. doc. 4 punti 16 e 17).
In seguito l’assicurata ha lavorato dal 10 giugno al 31 dicembre 2003 presso la __________ con un salario di fr. 2'418,20 per un lavoro al 50% (cfr. doc. 5 punti 2, 5, 6, e 17).
Con lettera del 22 ottobre la __________ ha licenziato l’assicurata con effetto al 30 novembre 2003 (cfr. doc. 6). Visto il periodo di malattia dell’assicurata, dal 13 al 26 novembre, l’effetto della disdetta è stato posticipato al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 7 e 5 punto 2).
L’ultimo giorno di lavoro effettuato presso questa ditta è stato il 6 novembre 2003 e il salario è stato corrisposto fino al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 5 punti 14 e 15).
L’assicurata ha sottoscritto un “contratto di lavoro STAGE” a termine e con inizio al 1° giugno 2004 con la __________ (cfr. doc. A4 = doc. 10-11).
Lo stage era a tempo pieno visto che secondo il contratto “(…) L’orario di lavoro è stabilito in un minimo di 42 ore settimanali. (…).” (cfr. doc. A4).
Prendendo posizione sull’affermazione della Cassa secondo la quale “(…) Nel suo caso il salario adeguato per la professione che svolge presso la ditta __________, deve essere almeno di franchi 3'000,00 mensili; visto che durante lo stage percepisce un salario di franchi 1'200,00 non può beneficiare del guadagno intermedio. (…).” (cfr. doc. A6), l’assicurata ha, in particolare, affermato che:
" (…)
Non avendo fatto lo stage vendita e non avendo mai trattato direttamente la vendita nel mio percorso formativo, essendo in disoccupazione ho accettato l’offerta fattami dalla __________ per una durata di mesi 6 (sei) a partire dal 1. giugno 2004.
Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione anziché usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato consigliato dal Signor __________ dell’URC di __________ che ha visto positivamente la mia iniziativa.
(…)." (cfr. doc. A8 = doc. 13)
Nella sua “Opposizione” del 18 agosto 2004 l’assicurata ha, tra l’altro, puntualizzato che:
" (…)
L’opponente è una studentessa universitaria alla __________ laureanda in scienze della comunicazione – indirizzo aziendale; poiché il percorso formativo comprende la vendita e marketing si rende necessario praticare uno stage formativo di 6 mesi presso un’azienda – reparto delle vendite.
L’esame finale di laurea è previsto per fine anno 2004; gli esami previsti sono stati sostenuti e superati; manca la presentazione della tesi, discussione finale e lo stage formativo inerente le vendite.
In data 1.06.2004 l’opponente ha iniziato uno stage della durata di mesi 6 presso __________ nel settore della vendita dei prodotti da essa commercializzati.
La retribuzione mensile pattuita è di frs. 1'200.-- mensili dedotte le trattenute di legge.
(…)." (cfr. doc. A3 = doc. 16-18)
Rispondendo al TCA che le ha chiesto per quali ragioni ha iniziato lo stage e se lo stesso fosse uno stage di formazione (cfr. doc. V), l’assicurata ha, in particolare, ribadito che:
" (…)
All’epoca la ricorrente era una studentessa universitaria alla __________ laureanda in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale - e poiché il percorso formativo comprendeva la vendita e marketing, si rendeva necessario praticare uno stage formativo di 6 mesi presso un’azienda. Fra le varie ditte contattate la __________ è stata la prima che ha risposto positivamente.
(…)
Lo stage era mirato alla formazione pratica alla vendita dei prodotti e servizi forniti dalla __________ operante nel settore delle soluzioni informatiche, nonché la promozione della vendita verso potenziali clienti.
(…)." (cfr. doc. VII)
Dal canto suo la __________, rispondendo alle domande postele (cfr. doc. VI), ha confermato che lo stage svolto dall’assicurata presso di loro era uno stage di formazione (cfr. doc. VIII e consid. 1.6).
Dalle risultanze appena esposte questo Tribunale deve concludere che l’assicurata non ha intrapreso lo stage presso la __________ principalmente per ovviare alla sua situazione di disoccupata.
Infatti, lo stage, secondo quanto affermato dalla stessa assicurata, rientrava nella sua formazione universitaria in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale - intrapreso presso l’Università __________.
Ora, alla luce della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4) in tale circostanza il diritto all'indennità di disoccupazione deve essere negato.
Del resto l’assicurata si è iscritta al collocamento dichiarandosi disposta a lavorare solo a tempo parziale (cfr. doc. 1 punto 3 e doc. 2-3) e nel suo scritto del 21 maggio 2005 al TCA ha, in particolare, affermato che “(…) La ricorrente fa presente che già dall’anno 2002 è lavoratrice dipendente a metà tempo e per l’ulteriore metà tempo studentessa alla __________. (…).” (cfr. doc. XVI).
Inoltre l’assicurata ha accettato lo stage presso la __________ anche se, pur lavorando a tempo pieno, il salario mensile lordo di fr. 1'200.-- era inferiore a quanto da lei percepito con l’esercizio di un’attività a tempo parziale quale assistente di marketing presso i suoi precedenti datori di lavoro.
Ora, se il principale scopo dell’assicurata fosse stato quello di evitare la disoccupazione e non quello formativo, la stessa avrebbe ricercato un lavoro a tempo pieno e in ogni caso, vista l’effettiva possibilità, non avrebbe accettato un lavoro a tempo pieno con una retribuzione inferiore rispetto a quella da lei già percepita per un lavoro a tempo parziale (cfr. al riguardo in particolare la STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03, riprodotta al consid. 2.4).
In conclusione, secondo questo Tribunale, all’assicurata non può essere riconosciuto il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio visto che la stessa ha assunto l’attività di stagiaire presso la __________ non per evitare principalmente la disoccupazione ma essenzialmente allo scopo di terminare la formazione intrapresa.
Ora, in tale ipotesi, secondo la giurisprudenza federale, decade già per principio il diritto a beneficiare di indennità di disoccupazione.
Alla luce di quanto appena esposto diventa superfluo stabilire se a ragione la Cassa ha ritenuto che il salario corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il luogo ammonta a fr. 3'000.-- e che pertanto, visto il suo guadagno assicurato di fr. 2'350.--, la ricorrente non aveva diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio (cfr. doc. A/1, C; cfr. in questo senso la STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03 citata in esteso al consid. 2.4 in fine).
Al riguardo va qui comunque rilevato che allorquando stabilisce quale è il salario ipotetico ai sensi dell’art. 24 cpv. 3 LADI la Cassa deve in ogni caso motivare e indicare esattamente su quali basi fonda le sue conclusioni.
In questo senso la decisione su opposizione impugnata, anche se per altri motivi (il TCA ha rispettato il diritto di essere sentita dell’assicurata dandole la possibilità di esprimersi in merito; cfr. consid. 1.8), va confermata.
2.7. Nella sua “Opposizione” l’assicurata ha, tra l’altro, affermato che:
" (…)
In data 14 giugno 2004, come suggerito dal collocatore – signor __________ – l’opponente comunica alla Cassa Disoccupazione il contratto di stage di 6 mesi, allegando copia dell’accordo sottoscritto. (…)." (cfr. doc. A3)
Nella sua risposta alla Cassa del 28 giugno 2004 l’assicurata ha, in particolare, osservato che:
" (…)
Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione anziché usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato anche consigliato dal Signor __________ dell’URC di __________ che ha visto positivamente la mia iniziativa.
(…)." (cfr. doc. A8)
Anche nel suo scritto del 21 maggio 2005 al TCA l’assicurata riporta stralci della sua lettera alla Cassa del 28 giugno e, in particolare, sostiene che:
" (…)
Allego al riguardo copia della mia lettera del 14 giugno 2004.
(…)." (cfr. doc. XVI)
Il diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).
Nel caso concreto il TCA rileva innanzitutto che nel proprio ricorso l’assicurata non invoca e nemmeno sostiene di essere stata lesa nella sua buona fede.
In ogni caso, quand’anche si volesse ritenere che con le dichiarazioni sopra riportate abbia voluto implicitamente invocare una lesione della propria buona fede, l’assicurata non ha provato in alcun modo le proprie affermazioni e soprattutto non ha sostenuto che il suo consulente le ha erroneamente garantito che durante lo stage avrebbe avuto diritto alle indennità di disoccupazione sulla base delle norme che regolano il guadagno intermedio e che per questa ragione essa lo ha iniziato.
Al contrario, nel “Verbale del colloquio di consulenza” dell’8 giugno 2004, da lei sottoscritto, si legge che:
" (…)
L’assicurata consegna copia contratto di lavoro che la vede impiegata al 100% dal 1.6.04 a tempo indeterminato (ndr. recte: determinato; cfr. doc. A4), presso la __________. Si pone la questione dell’eventuale guadagno intermedio che l’assicurata crede di potere esigere. Invitata a presentare formale richiesta alla cassa __________, che statuisca se vi è reale possibilità di quanto richiede. Ci terrà informati.
(…)." (cfr. doc. 8)
Dunque l’assicurata sapeva che competente per decidere circa il diritto alle indennità per guadagno intermedio non era il suo collocatore che l’ha invitata a formulare una domanda in questo senso presso la cassa di disoccupazione (cfr. STFA del 28 aprile 2005 nella causa L., C 91/05, consid. 2.3.1).
Del resto la decisione di svolgere lo stage formativo iniziato il 1° giugno 2004 presso la __________ è stata presa dall’assicurata per forza di cose prima del colloquio dell’8 giugno con il proprio collocatore e della seguente lettera di “Domanda di guadagno intermedio” del 14 giugno 2004 alla Cassa (cfr. doc. 8 e A5).
Anche per questo motivo la decisione su opposizione impugnata va quindi confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti