Raccomandata
Incarto N. 38.2004.68
FS/DC/sc
Lugano 17 novembre 2005
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 settembre 2004 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 10 agosto 2004 emanata da
Cassa CO 1
in materia di assicurazione contro la disoccupazione
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 13 luglio 2004 la Cassa __________ (oggi CO 1 e di seguito la Cassa) ha negato a RI 1 il diritto alle indennità di disoccupazione, argomentando:
" (…)
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato dell’Economia (seco), un assicurato, che lavora per la propria SA o Sagl oppure per quella del coniuge, non ha diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione. La mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul conto privato bancario o postale del dipendente, rispettivamente il fatto che la società non disponga di organi sociali, indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto.
La signora RI 1 non può comprovare di aver effettivamente riscosso il salario attestato, in quanto non in grado di produrre estratti conto bancari o postali o altra documentazione contabile attestante il versamento del salario.
Il conteggio stipendio o l’estratto conto della cassa di compensazione AVS non costituiscono in questi casi dei mezzi di prova sufficienti.
(…).” (cfr. doc. 16)
In merito alle modalità del versamento del salario, con lettera alla Cassa del 21 giugno 2004 (firmata dall’assicurata quale socia gerente con diritto di firma individuale), la __________ (sua ex datrice di lavoro) ha dichiarato che:
" (…) con la presente dichiariamo che all’interno della nostra Sagl gli stipendi ai dipendenti, così come le forniture di merci venivano pagate contanti, alla consegna per le forniture ed entro il cinque del mese entrante per gli stipendi del personale.
Questa decisione era stata presa di comune accordo tra le parti per i seguenti motivi:
inutili stoccaggi di merce
possibilità di approfittare di eventuali azioni o promozioni
maggiore controllo delle uscite
risparmio sui costi bancari
lavoro contabile interno alleggerito omettendo le verifiche a fine mese dei bolettini di consegna (controllo fatture)
meno materiale da verificare e di conseguenza risparmio non indifferente sui costi della fiduciaria
pagamenti mensili tramite posta divisi nell’arco del mese
(…).” (cfr. doc. 13)
Invitata dalla Cassa a fornire le prove del versamento del suo salario (cfr. doc. 14), l’assicurata, con lettera del 12 luglio 2004, ha risposto quanto segue:
" (…)
Con riferimento alla vostra lettera del 8 luglio 2004, dichiaro di avervi già fornito tutta la documentazione in mio possesso, pertanto ritengo valide le buste paga a voi trasmesse, così come sono ritenute legalmente valide dall’ufficio contabile e da tutti gli altri uffici amministrativi, inoltre le motivazioni sul fatto che la società non eseguiva pagamenti con ordini di bonifico bancari è ampiamente giustificata nella mia dichiarazione a voi fornita del 21 giugno scorso.
Tengo inoltre a precisare che come cassa disoccupazione non siete legalmente autorizzati a richiedere eventuali bilanci finanziari o libri contabili riguardanti la società, documentazione questa a disposizione per eventuali verifiche agli enti amministrativi federali.
(…).” (cfr. doc. 15)
1.2. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. 17), il 10 agosto 2004, la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 13 luglio 2004 e, in particolare, ha rilevato che “(…) Con l’atto d’opposizione l’assicurata non produce alcun elemento a comprova del versamento dello stipendio su un conto privato bancario o postale oppure altra documentazione contabile. (…).” (cfr. doc. A).
1.3. Contro questa decisione l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA nel quale il suo rappresentante così si è espresso:
" (…)
Con la presente solleviamo ricorso contro le decisioni della Cassa CO 1 del 10 agosto 2004.
Dalle motivazioni risulta che non riceviamo alcuna indennità, perché mancherebbero le prove del versamento di salario regolare.
Contestiamo questa conclusione, in quanto da tutti gli atti contabili prodotti, risulta che il salario è sempre stato regolarmente versato, dapprima su conti bancari e successivamente tramite buste paga.
Abbiamo inoltre sempre pagato i contributi a tale scopo, per cui dobbiamo contestare che ora non riceviamo alcuna indennità.
Chiediamo pertanto che le decisioni su opposizione dell’assicurazione contro la disoccupazione, siano annullate e che ci siano riconosciute le indennità di disoccupazione.
(…).” (cfr. doc. I)
1.4. Nella sua risposta del 16 settembre 2004 la Cassa ha chiesto di respingere il ricorso e ha osservato che:
" (…)
L’assicurata rivendica l’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004 (allegati 1 e 2). Entro il termine quadro per il periodo di contribuzione l’assicurata attesta un’occupazione a carattere dipendente superiore a 12 mesi presso la società __________ (allegato 3), di cui è socia e gerente, con il coniuge, con diritto di firma individuale (allegato 7). La società si occupa della gestione del __________ in __________. Il rapporto di lavoro termina il 7 giugno 2004, per la vendita della Sagl (allegato 3). Il 22 giugno 2004 la cassa di compensazione __________ avvisa dello stralcio dai contributi paritetici con effetto dal 30 giugno 2004 (allegato 6).
L’8 luglio 2004 la cassa sottopone il caso per decisione alla Sezione del lavoro (SdL) in Bellinzona, segnatamente a sapere se l’assicurata è idonea al collocamento (allegato 10). Con decisione del 23 luglio 2004, la SdL decide che l’assicurata è idonea al collocamento (allegato 13).
Il 21 giugno 2004 l’assicurata dichiara alla cassa che lo stipendio veniva versato brevi manu (allegato 13) e a comprova del versamento dello stipendio produce alla cassa copia dei conteggi di stipendio da gennaio 2002 a maggio 2004 (allegato 4). L’8 luglio 2004 la cassa informa l’assicurata che, nel caso di persone che occupavano una posizione equivalente a quella di un datore di lavoro, i conteggi non sono sufficienti per comprovare il versamento del salario e chiede di attestare questo versamento per mezzo di altra documentazione contabile della società (allegato 14). Il 12 luglio 2004 l’assicurata si riconferma nella sua dichiarazione del 21 giugno 2004 e rammenta alla cassa che non è legalmente autorizzata a richiedere eventuali bilanci finanziari o libri contabili (allegato 15). Nel frattempo, la cassa entra in possesso di estratti bancari attestanti il versamento dello stipendio all’assicurata e al coniuge, risalenti tuttavia agli anni 1999-2001, palesemente al di fuori del termine quadro per il periodo di contribuzione (allegato 5).
Con decisione del 13 luglio 2004, la cassa nega il diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004, poiché l’assicurata non è in grado di comprovare il versamento dello stipendio (allegato 16).
L’assicurata interpone opposizione contro la decisione di cassa il 2 agosto 2004 (allegato 17).
Con decisione su opposizione del 10 agosto 2004, la cassa respinge l’opposizione e riconferma la decisione del 2 agosto 2004 (ndr. recte: del 13 luglio 2004) (allegato 18).
Secondo l’articolo 8 capoverso 1 lettera e della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l’assicurato ha diritto alle indennità di disoccupazione, fra le altre condizioni, se ha compiuto il periodo di contribuzione. Giusta l’articolo 13 capoverso 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il biennio precedente il primo di disoccupazione annunciata, ha svolto durante almeno 12 mesi un’occupazione soggetta a contribuzione.
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato dell’Economia (seco) - quale autorità di sorveglianza, che deve adoperarsi per garantire un’applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali - l’attività soggetta a contribuzione deve essere attestata validamente dal datore di lavoro. In particolare, un assicurato che lavora per la propria SA o Sagl, non ha diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione. Indizi, quali la riscossione di anticipazioni invece di un salario, la mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul proprio conto privato bancario o postale, il fatto che la società non disponga di organi sociali, ecc., indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di lavoro, bensì utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto.
L’assicurata non è in grado di comprovare, nemmeno attraverso documentazione contabile, il versamento dello stipendio.
(…).” (cfr. doc. III)
1.5. Il 23 settembre 2003 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA una lettera nella quale ha osservato ancora che:
" (…)
In relazione alla vostra lettera del 20 settembre 2004, dobbiamo confermare di aver sempre “effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione”, anche se negli ultimi due anni, i versamenti dei salari venivano effettuati con buste paga.
Questo modo di procedere si è reso necessario perché non abbiamo più potuto permetterci il contabile sig. __________, __________, che citiamo come teste se ciò fosse necessario.
Tale modo di procedere è stato messo in atto anche per i dipendenti, ed è stato accettato dalla Cassa disoccupazione, che ha regolarmente elargito le prestazioni di disoccupazione. Chiediamo quindi di essere trattati allo stesso modo.
Per la conferma dei pagamenti dei salari tramite buste paga, chiediamo l’audizione delle nostre ex dipendenti, signora __________, da citare presso il nostro indirizzo visto che attualmente la stessa è rientrata in __________, __________, __________ e __________.
(…).” (cfr. doc. V)
1.6. Il 14 gennaio 2005 le parti sono state sentite dal vicecancelliere Francesco Storni. In quell’occasione è stato steso e firmato un verbale del seguente tenore:
" (…)
compaiono:
RI 1, ricorrente
__________ per la cassa
e si procede agli incombenti di causa:
Preliminarmente il vicecancelliere sottopone all’assicurata il doc. I (trattasi del ricorso 10 settembre 2004).
L’assicurata afferma che la firma posta sul medesimo scritto non è sua e neppure di suo marito.
All’assicurata viene sottoposto il doc. V (trattasi della lettera 23 settembre 2004 al TCA).
L’assicurata afferma che la firma posta su questo documento non è sua e neppure di suo marito.
L’assicurata presume che si tratti della firma dell’avv. RA 1 di __________. L’assicurata afferma di possedere pure lei copia di questi scritti che le sono stati trasmessi dall’avv. RA 1 il quale ha anche tutti i documenti del mio incarto.
All’assicurata viene sottoposto il doc. 12 (trattasi della decisione di inidoneità al collocamento).
L’assicurata afferma che le sembra di aver sollevato opposizione contro la stessa.
All’assicurata viene assegnato un termine di 10 giorni per trasmettere al Tribunale tutta la documentazione concernente la decisione di inidoneità al collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il 23 luglio 2004 (cfr. doc. 12). Nello stesso termine l’assicurata trasmetterà al TCA anche tutta la documentazione concernente la decisione di inidoneità al collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il 23 luglio 2004 concernente suo marito (cfr. doc. 13 inc. 38.04.67).
Il vicecancelliere ricorda all’assicurata che i presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione regolati all’art. 8 LADI devono essere adempiuti cumulativamente.
Rispondendo alle domande postele afferma che:
Mi sono iscritta al collocamento l’11 giugno 2004. Presso il Comune mi sono annunciata solo il 14 giugno 2004.
Il mio ultimo datore di lavoro è stato il __________ (di seguito: la ditta) presso il quale ho lavorato quasi 5 anni.
Il mio salario ammontava a fr. 4500.-- lordi. I primi anni (luglio 1999 fino a buona parte del 2000) il salario mi veniva versato con accredito bancario. La ditta aveva un conto presso il __________ e il mio salario veniva addebitato sullo stesso in virtù di un ordine di bonifico permanente (questo avveniva anche per il salario del marito, per il personale, per l’affitto e per l’allarme). La relazione bancaria con il __________ è stata interrotta circa a metà 2001, per risparmiare sui costi del fiduciario a fine anno. Infatti ero io che compilavo il libro cassa che consegnavo al contabile che tirava i bilanci a fine anno.
Con questo arrivavo a risparmiare fr. 3000.-- all’anno.
Dopo la chiusura delle relazioni bancarie il salario veniva versato a mano.
Concretamente in ditta io prelevavo il mio salario dalla cassa e controfirmavo per ricevuta la busta paga per il relativo mese, come pure ponevo la mia sigla sul medesimo documento a nome e per conto della __________.
Questo avveniva perlopiù da sola oppure in qualche occasione alla presenza di mio marito.
All’assicurata viene sottoposto il doc. 4 (trattasi delle buste paga per il mese da gennaio 2002 a maggio 2004).
L’assicurata afferma che le stesse sono state firmate tutte da lei per ricevuta così pure con la sua sigla per la ditta, alla presenza di lei sola e alcune volte di suo marito.
Il vicecancelliere chiede all’assicurata su cosa dovrebbero riferire i testi indicati nella lettera del 23 settembre 2004 al TCA (cfr. doc. V).
L’assicurata afferma che il contabile potrebbe dire circa la contabilizzazione dei salari dei dipendenti avvenuti sulla base delle buste paga che io ho redatto.
Le ex dipendenti potrebbero a loro volta confermare che anch’esse hanno ricevuto il salario tramite versamento in busta paga.
Inoltre tengo a precisare che __________ e __________ a termine del rapporto di lavoro con la ditta sono andate in disoccupazione e hanno avuto diritto all’indennità sulla base delle buste paga consegnate.
(…).” (cfr. doc. VI)
1.7. Con lettera del 24 gennaio 2005 l’assicurata ha trasmesso al TCA copia della documentazione concernente le decisioni del 23 luglio 2004 con le quali la Sezione del lavoro ha ritenuto lei e suo marito inidonei al collocamento (cfr. doc. doc VII/3-VII/12).
Inoltre, l’assicurata ha trasmesso al TCA una lettera, datata 17 gennaio 2005 e a lei indirizzata, nella quale l’avv. RA 1 così si è espresso:
" (…)
in merito alla sua richiesta, le confermo di aver redatto il suo ricorso sulla base delle sue indicazioni, e di averlo sottoscritto come da incarico, data la scadenza dei termini.
Le confermo pure che il ricorso non era stato redatto su mia carta intestata, in quanto non avevo avuto il tempo materiale per esaminare la fattispecie.
(…).” (cfr. doc. X allegato doc. VII/1)
1.8. Il 28 gennaio 2005 il TCA ha scritto all’avv. RA 1 una lettera del seguente tenore:
" Egregio Avvocato,
il nostro Tribunale è chiamato a decidere nelle cause di cui a margine.
Ai fini del giudizio, visti i documenti I, V e VII/1 (qui allegati in copia), voglia, per cortesia e entro il termine di 5 giorni, rispondere alle seguenti domande:
Conferma che la firma apposta sui Doc. I e V, vicino ai nomi di RI 1 e __________, è la sua?
Lei è il rappresentante legale della signora RI 1 e del signor __________?
Se sì, voglia trasmetterci le rispettive procure debitamente firmate.
(…).” (cfr. doc. VIII)
Con lettera dell’8 febbraio 2005 l’avv. RA 1 ha così risposto al TCA:
" (…)
in relazione alla sua richiesta 28 gennaio 2005, le confermo che la firma apposta sui doc. I, V e VII/1 è la mia e che sono il rappresentante legale dei coniugi __________, come risulta dalla procura che le accludo.
(…).” (cfr. doc. IX)
1.9. I doc. VIII e IX con i rispettivi allegati sono stati trasmessi all’assicurata per conoscenza (cfr. doc. X).
I doc. VII, VIII e IX con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa che ha comunicato al TCA di non avere osservazioni da formulare (cfr. doc. XI e XII).
1.10. Con lettera del 5 aprile 2005 il presidente del TCA ha citato le parti ad un’udienza il giorno 28 aprile 2004 onde procedere all’esame dei testi richiesti e citati dal TCA (cfr. doc. XIII e XIV-XVII).
Con lettera dell’8 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha confermato la sua presenza all’udienza prevista per il 28 aprile 2005 e ha chiesto per la sua assistita il beneficio dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio indicando che provvederà al più presto ad introdurre il certificato municipale con i rispettivi documenti (cfr. doc. XVIII).
1.11. Con lettera del 13 aprile 2005, trasmessa in copia al legale dell’assicurata, il teste __________ ha comunicato al TCA quanto segue:
" (…)
in merito alla citazione quale testimone per il 28 aprile 2005, devo comunicarle quanto segue:
● Il responsabile dell’incarto non ero io, ma il mio collega __________;
● Il mio collega ha seguito la pratica fino al 25 aprile 2003, gli ultimi atti ufficiali si riferiscono al rendiconto IVA del I semestre 2002;
● Da quel momento non abbiamo più contatti con i clienti e non sappiamo chi ha gestito le pratiche amministrative dopo di noi.
Per quanto risulta dalla contabilità 2001 gli stipendi versati a contanti ai signori __________ sono stati i seguenti:
● __________ – Lordo 48'000 netto 44'022.00
● RI 1 – Lordo 20'000 netto 17427.50
Ritenuto conto di quanto sopra, le chiedo cortesemente di esonerarmi dalla comparsa, visto che oltretutto, ho un impegno inderogabile per detto giorno.
(…).” (cfr. doc. XIX)
Con lettera del 15 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA quanto segue:
" (…)
in relazione alla comunicazione ricevuta dal teste __________ del 13 aprile 2005, prendo atto che la fiduciaria non ha più curato gli interessi dei signori __________, nell’ultima fase della loro attività lavorativa.
Per questi motivi, ritengo opportuno rinunciare al teste __________, rispettivamente anche alla sostituzione con il collega __________.
(…).” (cfr. doc. XX)
Con lettera del 19 aprile 2005 il TCA ha comunicato alle parti che l’udienza prevista per il 28 aprile 2005 avrà inizio alle ore 14.30 e ha notificato loro i doc. XIX e XX (cfr. doc. XXI).
1.12. Il 28 aprile 2005 il presidente del TCA ha proceduto all’audizione dei testi e alla discussione di causa con le parti.
In quell’occasione è stato steso un verbale del seguente tenore:
" (…)
compaiono:
RI 1 e __________, assistiti da avv. RA 1
__________ per la Cassa
e si procede, all'esame della teste:
la quale, invitata a rispondere secondo verità ed ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo giuro.
Ho lavorato presso la Società __________ come cameriera dal 1° settembre 2003 al 31 ottobre 2003. Ero l'unica cameriera oltre ai signori __________.
Ho ricevuto regolarmente il salario. Sono stata licenziata verbalmente il 22 ottobre 2003 e poi il 24 ottobre 2003 per iscritto. Non andavo bene per il lavoro per il quale ero stata assunta.
Ho ricevuto il salario in una busta. Conservo a casa le buste paga. Le farò pervenire al TCA entro il termine di 5 giorni.
Il salario mi veniva consegnato a mano. Non mi veniva consegnato in una busta.
Mi veniva consegnato il foglio paga, con un conteggio dettagliato dell'importo del salario e delle relative deduzioni sociali. Poi controllavo se era giusto. In caso di esame positivo firmavo, pure la sig.ra RI 1 firmava.
Oltre a questo firmavo una ricevuta, attestante che avevo ricevuto i soldi con la relativa data. Non ho una copia di questa ricevuta, ho solo il foglio paga.
Sul conteggio figurava indicato il mese.
Il Presidente del TCA chiede alla teste se alla fine del conteggio oltre alle firme figurava pure la data, la teste risponde che non ricorda.
Rispondendo al Presidente del TCA la teste risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con le quali a loro stessi veniva versato il salario.
Il TCA acquisisce copia del contratto e della lettera di disdetta che viene consegnato immediatamente alle parti.
La Cassa di disoccupazione non ha nessuna domanda.
Pure le parti non hanno nessuna domanda da rivolgere alla testimone.
Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la sua collaborazione e la congeda alle ore 14:50.
(…)
e si procede, ora, all'esame della teste:
la quale, invitata a rispondere secondo verità ed ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo giuro
Ho lavorato presso la __________ come cameriera dal novembre 2003 a maggio 2004.
Ero l'unica cameriera oltre ai sig.ri __________.
È stato stipulato un contratto di lavoro scritto. Non l'ho portato con me.
Il rapporto di lavoro si è concluso nel maggio del 2004, in quanto mi sono licenziata avendo trovato un nuovo posto di lavoro.
Nel periodo in cui ho lavorato ho ricevuto regolarmente il salario.
Il salario mi veniva versato a mano. Il salario mi veniva versato in contanti. Mi veniva pure consegnato un conteggio nel quale figurava il salario e i contributi sociali. Non l'ho con me. Mi impegno a trasmetterli al TCA entro il termine di 5 giorni.
Credo che in alto al conteggio figurasse il mese per il quale mi veniva versato il salario. Il foglio veniva firmato da me e dal sig. __________. Non ricordo se vi era indicata la data precisa.
Non ricordo se accanto al conteggio firmavo anche una ricevuta.
Rispondendo al Presidente del TCA la teste risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con le quali a loro stessi veniva versato il salario.
Al riguardo preciso che i sig.ri __________ non mi hanno mai detto dove loro ricevevano il salario (ad esempio se su un conto corrente postale o bancario).
Rispondendo ad una domanda del sig. __________ volta a sapere se è capitato che hanno ricevuto assieme il salario la teste risponde di sì.
Ho visto alcune volte il sig. __________ ricevere il salario.
Rispondendo al Presidente del TCA riconfermo che il salario mi veniva versato tutti i mesi dal sig. __________. Il salario mi veniva consegnato nel retro del Ristorante. Quando il sig. __________ mi chiamava per ricevere i soldi, erano già lì pronti sia i soldi che il conteggio. Vedevo pure il sig. __________ con i suoi soldi. Non ricordo se c'era la signora RI 1.
Rispondendo alla domanda della sig.ra RI 1 la teste precisa che almeno nell'ultima occasione il salario le è stato versato dalla sig.ra RI 1.
La Cassa di disoccupazione non ha nessuna domanda.
Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la sua collaborazione e la congeda alle ore 15:40.
(…)
Il Presidente del TCA invita l'avv. RA 1 a trasmettere al più presto i documenti per l'assistenza giudiziaria (cfr. doc. XVIII, inc. 38.2004.68).
L'avv. RA 1 comunica che gli è stato impossibile a raggiungere la sig.ra __________ per cui si procede direttamente alla discussione di causa.
Il Presidente del TCA mostra alla sig.ra RI 1 il doc. 4 dell'incarto 38.2004.68. L'assicurata precisa al riguardo che la firma in esteso è la sua e pure sua è la sigla apposta sopra il nome della Società.
Il Presidente del TCA mostra al sig. __________ il doc. 5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso è la sua e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________ se è vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi rispondono positivamente.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________ se questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva.
Il Presidente del TCA assegna ai ricorrenti un termine di 10 giorni per produrre le fatture mensili che li riguardano personalmente.
Il Presidente del TCA segnala ai ricorrenti che nei conteggi salariali prodotti figura in alto l'indicazione dei rispettivi mesi ma non figura minimamente la data dell'incasso del salario, per questo motivo essi non possono essere ritenuti sufficientemente validi come prova.
Riguardo a quanto dichiarato il 14 gennaio 2005 il sig. __________ precisa che le buste paga venivano effettivamente controfirmate alla presenza solo di sua moglie ma che il versamento dello stipendio stesso è avvenuto a volte anche in presenza di una dipendente.
Il Presidente del TCA chiede al sig. __________ se era al corrente che accanto alle buste paga vi erano pure delle ricevute. Egli risponde di averlo scoperto oggi.
La sig.ra RI 1 rispondendo al Presidente del TCA precisa che dal 1999 e nei primi anni di attività i salari venivano versati tramite ordine di bonifico permanente (per noi e per la cameriera, che è sempre stata una sola persona). Per ragioni di risparmio dovevamo pagare in contanti.
Il sig. __________ chiede ai sig.ri __________ come mai sui conteggi allegati figuravano delle deduzioni per contributi sociali che se erano valide per gli anni precedenti, non erano più attuali negli anni 2003-2004. La sig.ra RI 1 risponde che sono stati semplicemente ripresi i dati degli anni precedenti.
Con riferimento al doc. XIX il sig. __________ chiede se, vista la riduzione di salario, la sig.ra RI 1 è stata assente dal lavoro. L'assicurata risponde di sì. Riguardo al fatto che successivamente il salario sia stato di nuovo più elevato gli assicurati precisano che la cameriera dal quel momento ha lavorato soltanto a metà tempo e non più a tempo pieno.
In conclusione il Presidente del TCA assegna ai ricorrenti un termine di 10 giorni per produrre le ricevute e un estratto del libro cassa per il periodo determinante (14 giugno 2002 al 13 giugno 2004).
Alle ore 16:25 il Presidente del TCA dichiara chiusa l'udienza.
(…).” (cfr. doc. XXII)
1.13. Il 3 maggio 2005 la teste __________ ha trasmesso al TCA la documentazione richiestale in sede di udienza (cfr. doc XXIII e allegati XXIII/1-XXIII/8).
Dopo la chiesta proroga del termine e a diverse riprese il legale dell’assicurata ha trasmesso al TCA la documentazione chiesta in sede di udienza (cfr. doc. XXIV, XXV e allegati B1-57, XXVI e allegati C1-21 e XXX e allegato D1-6).
1.14. Il doc. XXIII e allegati XXIII/1-XXIII/8 sono stati notificati al legale dell’assicurata per osservazioni (cfr. doc. XXVII).
La nota concernente la documentazione prodotta dalla teste, le lettere concernenti la proroga del termine e quelle che hanno accompagnato tutta la documentazione prodotta dal legale dell’assicurata sono state notificate alla Cassa e alla stessa è stato assegnato un termine per la visione degli originali presso la cancelleria del TCA e per presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XXVIII).
1.15. Con lettera del 3 giugno 2005 la Cassa ha osservato quanto segue:
" (…)
Ci riferiamo alla vostra comunicazione del 2 giugno 2005 e vi informiamo che, dopo aver esaminato gli allegati XX/1-8; B 1-57 e C 1-21, la cassa non può che constatare che durante il periodo che corre dal mese di maggio 2002 al mese di novembre 2003, gli importi che figurano sulle ricevute dello stipendio trovano un corrispondente nel registro del libro cassa, alla voce uscite.
Alla luce di questa documentazione, la cassa ritiene di poter considerare tale periodo di attività quale periodo di contribuzione ai sensi della LADI.
Restano senza risposte, per la cassa, le ragioni per le quali l’assicurato non ha prodotto per tempo, quando richiesto dalla cassa, questa documentazione, che avrebbe consentito certamente di disporre fin dall’inizio di tutti gli elementi necessari per stabilire il diritto alle prestazioni assicurative.
Lo stesso vale per l’incarto del coniuge dell’assicurato, la signora RI 1.
(…).” (cfr. doc. XXIX)
1.16. Con lettera del 6 giugno 2005 il legale dell’assicurata ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione (cfr. doc. XXX e allegati doc. D/1-D/6).
Questo documento unitamente agli allegati è stato notificato alla Cassa che con lettera del 10 giugno 2005 ha comunicato al TCA di non avere altre osservazioni da formulare (cfr. doc. XXXI e XXXIV).
1.17. I doc. XXVII, XXIX, XXXI e XXXIV sono stati trasmessi al legale dell’assicurata per conoscenza (cfr. doc. XXXV).
Con lettera del 15 giugno 2005 il rappresentante dell’assicurata ha comunicato al TCA quanto segue:
" (…)
in relazione alle osservazioni presentate dalla CO 1 Cassa __________, ed in particolare in merito alla lettera del 3 giugno 2005, laddove la cassa si chiede perché l’assicurato non ha prodotto precedentemente la documentazione, devo precisare che la vertenza si era immediatamente irrigidita, ciò che in combinazione con la critica situazione personale e professionale dei coniugi __________, ha conseguentemente condotto ad un blocco delle comunicazioni tra le parti.
(…).” (cfr. doc. XXXVI)
1.18. In data 16 giugno 2005 è pervenuto al TCA il “Certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria” concernente i coniugi __________ (cfr. doc. XXXVII).
1.19. Previa citazione scritta (cfr. doc. XXXVIII) le parti sono state sentite ancora il 22 settembre 2005 dal Presidente del TCA. In quell’occasione è stato steso un “verbale di udienza” del seguente tenore:
" (…)
compaiono:
__________, ricorrente;
avv. RA 1, rappr. dei ricorrenti;
__________ della Cassa CO 1;
e si procede alla discussione di causa:
Il presidente del TCA chiede all'avv. RA 1 come mai è stata chiesta una proroga per produrre la documentazione. Egli risponde che in prima battuta pensava che figurasse fra gli atti del fallimento e si è così attivato per procurarsela in quella sede.
Lì però non c'era. Era in possesso dei sig.ri __________.
Il presidente del TCA chiede al sig. __________ di precisare perché questa documentazione non è stata prodotta subito. Egli risponde che era sua moglie che si occupava di queste cose e ha avuto anche problemi di salute, per cui ho dovuto insistere molto per procurare tale documentazione.
Per un certo periodo c'era un fiduciario che operava la contabilità e verificava le registrazioni, poi era lei a fare tutto.
Il presidente del TCA mostra a __________ le ricevute dei salari e l'assicurato conferma di averle firmate lui stesso.
La Cassa ribadisce quanto già scritto, che visto che gli importi combaciano ritiene sufficientemente provato il periodo di contribuzione.
Il sig. __________, rispondendo al presidente del TCA, precisa che la maggior parte delle ricevute che lui firmava venivano allestite dalla moglie. Era ancora sua moglie che si occupava di preparare il "conto cassa".
Il Presidente del TCA stigmatizza il fatto che la sig.ra RI 1, pur essendo stata convocata con largo anticipo, non si sia presentata (per motivi familiari: bambino da accudire) senza darne comunicazione in anticipo al Tribunale.
In simili condizioni questo Tribunale assegna all'assicurato per il tramite del suo avvocato un termine di 5 giorni per:
indicare quando si procedeva alla registrazione nel conto cassa, e cioè se prima o dopo il versamento del salario, in particolare per quali motivi il versamento del salario veniva registrato a volte alcuni giorni dopo rispetto alla ricevuta.
A tale proposito il sig. __________ e l'avv. RA 1 (che riferisce quanto gli ha detto la sig.ra RI 1) precisano che le ricevute venivano firmate da tutti i dipendenti lo stesso giorno. In realtà il salario veniva da loro ricevuto solo quando vi erano soldi a sufficienza dopo avere pagato ad esempio i fornitori.
Il presidente del TCA ricorda che il termine quadro va dal 14.6.2002 al 13.6.2004.
Il presidente del TCA assegna un termine di 5 giorni per produrre le dichiarazioni fiscali 2003A, 2003B con la relativa notifica e 2004 con la relativa notifica (se già ricevuta).
Alle ore 15:00 il presidente del TCA dichiara chiusa l'udienza.
(…).” (cfr. doc. XXXIX)
1.20. Il 27 settembre 2005 il legale dell’assicurato ha prodotto i doc. da E/1 a E/5 e ha scritto al TCA quanto segue:
" (…)
in relazione al verbale del 22 settembre 2005, vi accludo la dichiarazione d’imposta 2003A (senza notifica), nonché la notifica 2003B.
A proposito di quest’ultima, devo osservare che si tratta di una tassazione d’ufficio.
Interpellata a proposito della mancata dichiarazione, la moglie ha nuovamente giustificato il fatto, con i motivi già indicati nella mia lettera del 15 giugno 2005 al TCA, ossia la crisi di rigetto amministrativo, nel periodo pre e post fallimento aprile – ottobre 2004.
(…).” (cfr. doc. XL)
1.21. Il doc. XL (= doc. XXXVIII inc. 38.04.67) con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc. XLI) che, con lettera del 30 settembre 2005 al TCA, ha osservato che:
" (…)
▪ sulla dichiarazione fiscale 2003A i contribuenti annunciano per l’anno 2002 un reddito annuo per la signora RI 1 di Fr. 6'900.--, a fronte di un salario mensile lordo per il medesimo anno, riportato sulla busta paga sottoscritte dalla signora, di Fr. 4'500.--. Al contrario il reddito annuo annunciato per il signor __________ corrisponde al salario lordo riportato sulle buste paga;
▪ in base alla notifica 2003B (tassazione d’ufficio) ritroviamo la medesima discrepanza tra il salario mensile lordo riportato sulle buste paga della signora RI 1 e il reddito considerato ai fini fiscali;
▪ se per il signor __________ si trovano riscontri della riscossione dello stipendio nella documentazione fiscale, certamente lo stesso non si può dire per la signora RI 1, e ci si chiede in quale misura riconducibili ad una confusione amministrativa.
(…).” (cfr. doc. XLII)
1.22. Il doc. XLII (= doc. XL inc. 38.04.67) è stato notificato al rappresentante dell’assicurato (cfr. doc. XLIII) che, con lettera dell’11 ottobre 2005 al TCA ha ribadito che:
" (…)
in merito alle osservazioni della Cassa CO 1, devo ribadire che per l’anno 2002, non vi è stata alcuna dichiarazione fiscale da parte della signora RI 1, per i motivi già esposti nella mia lettera del 27 settembre 2005.
La tassazione 2003B, è una tassazione d’ufficio.
(…).” (cfr. doc. XLIV)
Il doc. XLIV (= doc. XLII inc. 38.04.67) è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (cfr. doc. XLV).
in diritto
2.1. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (l’adempimento del periodo di contribuzione) che si è posta successivamente (e cioè l’11 giugno 2004, data a partire dalla quale l’assicurata rivendica il diritto alle indennità di disoccupazione; cfr. doc. 1) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.
2.2. L'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).
Secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione.
2.3. Secondo l'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI é tenuto a pagare i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).
L'obbligo di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), per quanto concerne l’adempimento del periodo di contribuzione, l’art. 13 cpv. 1 LADI presuppone che l’assicurato abbia effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione. Non è necessario, ai fini dell’applicazione di tale articolo, che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione, abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a, pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N. 29, pag. 174).
In una sentenza pubblicata in DLA 2001 N. 27, pag. 225 = SVR 2001 ALV Nr. 14, pag. 41 l'Alta Corte ha tuttavia sottolineato che non adempie la condizione dell'esistenza di un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI l'assicurato che non ha realmente percepito il salario dalla propria società, ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati come crediti nei confronti della società. Il fatto che i contributi alle assicurazioni sociali siano stati conteggiati correttamente e versati alla cassa di compensazione non cambia nulla. La giurisprudenza pubblicata nella DLA 1988 N. 1, pag. 19 segg. = DTF 113 V 352, che esige l'esercizio effettivo di un'attività salariata per soddisfare le condizioni relative al periodo di contribuzione, implica dunque inoltre che un salario sia stato realmente versato al lavoratore. Di conseguenza non vi è occupazione soggetta a contribuzione in assenza di una retribuzione versata all'assicurato.
L'esigenza di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo di contribuzione sono tutte soddisfatte - permette di prevenire gli abusi che potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e lavoratore in merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a versare al secondo (soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono in realtà un'unica persona).
L’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una sentenza del 19 ottobre 2004 nella causa G. (C 78/04) e in una sentenza del 7 marzo 2005 nella causa K. (C 273/03), nelle quali ha, tra l’altro, ribadito che:
" (…)
Par activité soumise à cotisation, il faut entendre toute activité de l'assuré, destinée à l'obtention d'un revenu soumis à cotisations pendant la durée d'un rapport de travail (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], tome I, note 8 ad art. 13 LACI, p.170). Ainsi que l'a précisé la Cour de céans dans un arrêt Z. du 9 mai 2001 (DTA 2001 n° 27 p. 225), l'exercice effectif d'une activité salariée suffisamment contrôlable, comme exigence qui doit être satisfaite pour admettre que les conditions relatives à la période de cotisation sont remplies (ATF 113 V 352; DTA 1999 n° 18 p. 101 consid. 2a et la référence; Nussbaumer, in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Arbeitslosenversicherung, p. 64, ch. m. 161 et les notes n° 325 et 326), implique également qu'un salaire soit réellement versé au travailleur (DTA 1988 n° 1 p. 19 sv. consid. 3b/c non publié aux ATF 113 V 352).
Outre qu'elle découle de l'interprétation de la loi, l'exigence d'un salaire effectif - pour admettre que les conditions relatives à la période de cotisation sont réunies (art. 8 al. 1 let. e et 13 LACI) - présente également l'avantage de prévenir les abus qui pourraient résulter en cas d'accord fictif entre un employeur et un travailleur au sujet du salaire que le premier s'engage contractuellement à verser au second (surtout lorsque l'employeur et le travailleur ne font en réalité qu'une seule et même personne). A cet égard, les principes jurisprudentiels développés à propos de l'art. 23 al. 1 LACI peuvent être transposés mutatis mutandis: un salaire contractuellement prévu ne sera dès lors pris en considération, sous l'angle de l'art. 13 al. 1 LACI, que s'il a réellement été perçu par le travailleur durant une période prolongée et qu'il n'a jamais fait l'objet d'une contestation (DTA 1995 n° 15 p. 79 ss; voir aussi DTA 1999 n° 7 p. 28 consid. 1; arrêt A. du 31 août 2001, C 354/00, consid. 2c).
(…).” (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)
2.4. In una decisione pubblicata in DLA 1996/1997 N. 17, pag. 79 il TFA ha stabilito che l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a contribuzione non è provata né verosimile in misura preponderante come richiesto dalla giurisprudenza, se il titolare unico di un ufficio fiduciario gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico, presenta esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre persone non identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti, presentati dall'assicurato, sono semplici allegazioni di parte, il cui contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni dell'assicurato stesso.
L'Alta Corte si è successivamente confermata nella propria giurisprudenza. In una decisione pubblicata in DLA 2001 N. 12, pag. 143, ha stabilito che se il coniuge afferma di aver effettuato per la moglie, che svolge un'attività indipendente, lavori nell'ambito dell'amministrazione e della fornitura per un salario complessivo di fr. 1'000.--, compresi vitto e alloggio, egli ne deve addurre la prova. In virtù dell'obbligo di collaborare che prevale nelle procedure in materia di assicurazioni sociali, egli deve provare almeno la data e l'importo dei pagamenti in questione. L'attestato del datore di lavoro stilato dalla moglie non costituisce una prova sufficiente.
La nostra Massima Istanza, in una decisione pubblicata in DLA 2002 N 16 pag. 116, ha inoltre rilevato che se l'assicurato e il suo coniuge sono impiegati di una Sagl in qualità di associati e vi occupano una posizione dirigente, occorre considerare con tutta la prudenza necessaria le dichiarazioni dell'assicurato in merito al versamento del salario.
L’Alta Corte ha in particolare sottolineato che:
" (…)
(…) das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid in einlässlicher Weise zutreffend dargelegt hat, dass die von der Beschwerdeführerin eingereichten Unterlagen (namentlich die Lohnabrechnungen für die Monate Mai bis Oktober 1997 mit den zugehörigen Quittungen über erfolgten Barbezug) den Nachweis entsprechender Lohnzahlungen nicht zu erbringen vermögen, zumal die Beschwerdeführerin und ihr Ehemann (dieser war laut Handelsregisterauszug im fraglichen Zeitraum ebenfalls Gesellschafter und Geschäftsführer) in der Firma X.________ GmbH eine massgebliche Stellung innehatten, weshalb deren Angaben mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind,
(…).“ (cfr. DLA 2002 N. 16 pag. 117)
In una decisione pubblicata in DLA 2004 N. 10 pag. 115 l'Alta Corte ha ribadito che l'articolo 13 LADI implica che l'assicurato abbia svolto un'occupazione soggetta a contribuzione e che il datore di lavoro gli abbia effettivamente versato un salario. La dichiarazione d'imposta e il modulo per il salario firmato dall'assicurato destinato all'AVS non costituiscono una prova sufficiente del versamento del salario. In mancanza di giustificativi del versamento del salario (estratti del conto corrente postale o bancario o ricevute del pagamento del salario), il versamento del salario non può essere provato con un grado di verosimiglianza sufficiente.
In quell'occasione, chiamato a statuire nel caso di un assicurato che, prima di essere licenziato, aveva lavorato quale dipendente della moglie, titolare di una ditta individuale, il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
2.1 Wie das kantonale Gericht zutreffend festgehalten hat, sind die AHV-Lohnblätter, die vom Beschwerdegegner selbst unterzeichnet wurden, nicht geeignet, einen auf die Rahmenfrist für die Beitragszeit (28. Mai 1997 bis 27. Mai 1999) entfallenden, tatsächlichen Lohnbezug nachzuweisen. Einen Beweis für die erfolgte Lohnzahlung erblickt die Vorinstanz hingegen in der Steuererklärung 1999/2000, in welcher der Beschwerdegegner für das Jahr 1997 ein Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit von Fr. 37'037.- und 1998 ein solches von Fr. 48'407.- deklariert hatte.
2.2 Der Beschwerdegegner hat die Steuererklärung 1999/2000, in welcher die erwähnten Einkommen aus den Jahren 1997/1998 deklariert sind, erst am 30. November 2001 unterschrieben und von der Treuhand Y.________ dem Steueramt Z.________ einreichen lassen. Gemäss Veranlagungsprotokoll wurden die deklarierten Einkommen von der Steuerbehörde übernommen, und am 17. Januar 2002 erging die definitive Veranlagungsverfügung der kantonalen Steuerverwaltung. In die Steuererklärung wurden die vom Beschwerdegegner auf den AHV-Lohnblättern zuhanden der Ausgleichskasse bestätigten Lohnsummen übernommen. Da diesen Lohnblättern nach den richtigen Ausführungen der Vorinstanz hinsichtlich eines tatsächlich erfolgten Lohnbezuges in der vorliegend interessierenden Periode kein Beweiswert zukommt, ist nicht ersichtlich, inwiefern die Steuererklärung, in welche die nämlichen Lohnsummen übertragen wurden, beweistauglich sein soll. Da sowohl die Buchhaltung der Treuhand Y.________ als auch die Steuererklärung auf den nicht beweiskräftigen, vom Beschwerdegegner selbst unterzeichneten AHV-Lohnblättern beruhen, und Belege für eine Lohnüberweisung, wie z.B. Post- oder Bankkontoauszüge oder Quittungen für Lohnzahlungen in bar, fehlen, ist eine tatsächlich erfolgte Lohnentrichtung im Sinne der Rechtsprechung (Erw. 1 hievor) nicht mit der erforderlichen Wahrscheinlichkeit erstellt. Eine Urkunde, welcher die Beweiskraft abgeht, wird nicht dadurch zum tauglichen Beweismittel, dass in anderen Aktenstücken wiederum von deren Inhalt ausgegangen wird.
Wie die Arbeitslosenkasse sodann richtig bemerkt, wurde die Steuererklärung 1999/2000 erst am 30. November 2001 und somit zu einem Zeitpunkt eingereicht, als dem Beschwerdeführer aufgrund des Einspracheentscheides der Kasse vom 12. Dezember 2000 die Anforderungen an den Nachweis der behaupteten Lohnzahlungen bekannt waren. Dass darin die Lohnsummen gemäss AHV-Lohnblättern und Buchhaltung übernommen wurden, ist folgerichtig und kann unter den gegebenen Umständen nicht als Hinweis auf eine tatsächlich erfolgte Lohnzahlung aufgefasst werden. Ferner ist auch der vom Beschwerdegegner selbst unterzeichnete Lohnausweis für die Jahre 1997 und 1998, der das Datum vom 31. Dezember 1998 trägt, indessen erst mit der Steuererklärung 1999/2000 am 30. November 2001 eingereicht wurde, nicht geeignet, die geltend gemachten Lohnzahlungen zu belegen. Soweit das kantonale Gericht des Weiteren aus dem Umstand, dass der Beschwerdegegner auch für die Jahre 1995 und 1996 ein Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit versteuert habe, auf die Richtigkeit des behaupteten Sachverhalts in den Jahren 1997 und 1998 schliessen will, kann ihm nicht gefolgt werden. Das steuerbare Einkommen des Beschwerdegegners und seiner Ehefrau in den Bemessungsjahren 1995/1996 wurde von der Steuerbehörde am 3. Februar 2000 zunächst ermessensweise auf Fr. 82'800.- festgelegt. Auf Einsprache gegen diese Ermessenstaxation hin setzte die Staatssteuerkommission für Gewerbebetriebe und freie Berufe, Kreis II, des Kantons Luzern, das steuerbare Einkommen in der Steuerperiode 1997/1998 rechtskräftig auf Fr. 25'400.- fest (Einspracheentscheid vom 12. April 2001). Abgesehen davon, dass dieses Einkommen aus den Jahren 1995 und 1996 wesentlich tiefer ist als das steuerbare Einkommen in den hier interessierenden Jahren 1997/1998 (Fr. 34'300.-), ist den Steuerakten nicht zu entnehmen, welcher Anteil dieser Einkommen auf den Beschwerdegegner selbst und welcher auf seine Ehefrau als Geschäftsinhaberin entfallen ist. Immerhin ist festzustellen, dass in der später korrigierten Ermessenseinschätzung der weit überwiegende Teil der Einkünfte nicht dem Beschwerdegegner, sondern seiner Ehefrau zugeschrieben wurde. Aufgrund der Steuerakten kann somit entgegen den Erwägungen im angefochtenen Entscheid nicht von einem gleichen fortgesetzten Sachverhalt während eines Zeitraumes von vier Jahren gesprochen werden. Schliesslich kann der Beschwerdegegner auch aus dem Umstand, dass er nach der Kündigung des Anstellungsverhältnisses teilzeitlich weiter für das Planungsbüro seiner Ehegattin tätig war und der Arbeitslosenkasse entsprechende Bescheinigungen über Zwischenverdienst einreichte, nichts zu seinen Gunsten ableiten. Denn in den Formularen wird nicht die effektive Lohnzahlung bescheinigt (…)."
(cfr. DLA 2004 N. 10, consid. 1 e 2, pag. 117-118)
Chiamata a decidere se a un assicurato (al quale, vista la sua posizione analoga a quella di un datore di lavoro - in quanto socio gerente della Sagl sua datrice di lavoro - è stato riconosciuto l’eventuale diritto alle indennità dal 2 febbraio 2003, data della domanda di fallimento della Sagl) era stato effettivamente versato un salario, nella già citata sentenza del 19 ottobre 2004 nella causa G. (C 78/04), l’Alta Corte ha rilevato che:
" (…)
Cela étant, c'est à juste titre que les premiers juges ont estimé que les éléments recueillis en cours de procédure ne permettaient pas d'établir le versement effectif des salaires déclarés. Les divers documents produits par le recourant en cours de procédure (décomptes de salaire, quittances de salaire, contrat de travail, lettre de résiliation, attestation de l'employeur, compte d'exploitation) ont tous été établis et signés par le recourant lui-même. Ce ne sont toutefois que de simples allégués de partie dans la mesure où ils ne peuvent être vérifiés que par les explications du recourant. A eux seuls, ces documents ne sont pas suffisants pour prouver, ni même pour établir avec un degré de vraisemblance prépondérante exigé par la jurisprudence susmentionnée que le recourant a réellement perçu un salaire (voir DTA 1996/1997 n° 17 p. 79 ss). En effet, afin d'éviter les abus mentionnés au considérant 2.2, la jurisprudence exige un élément probatoire supplémentaire et qui ne puisse être influencé par le demandeur. Or en l'espèce, le recourant n'a pas été en mesure de produire cet élément, qu'il s'agisse d'un extrait bancaire ou postal (personnel ou commercial), ou d'un document signé par une tierce personne (une fiduciaire, comme l'a par exemple suggéré le DEP). Quant aux déclarations du recourant relatives à l'inexistence d'un compte personnel, elles sont pour le moins sujettes à caution. Le compte bancaire indiqué dans la demande d'indemnités de chômage et dont le recourant a fourni une copie de la carte, porte la mention suivante: « compte salaire-privé ______ ». On peut en déduire que le recourant disposait au moment des faits d'un compte bancaire, privé de surcroît. Dans ce contexte, ses explications sont peu convaincantes. Elles ne sont en tout cas pas susceptibles d'apporter la preuve du versement effectif des salaires.
(…).”(cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)
Nell’altra sentenza già citata del 7 marzo 2005 nella causa K. (C 273/03) il TFA si è così espresso:
" (…)
Comme preuve de l'exercice d'une activité salariée, le recourant a produit une attestation de l'employeur remplie le 22 décembre 1998 par la société C.________ SA, ainsi que des fiches de salaire allant des mois de juillet à décembre 1998 et une lettre de résiliation du 30 novembre 1998 rédigées sur papier à en-tête de ladite société. Or, il ressort du rapport d'enquêtes de l'Office de la main d'oeuvre étrangère, qu'à partir du 18 mai 1998, K.________ était en fait l'administrateur unique de C.________ SA avec signature individuelle et que cette société a changé de raison sociale le 1er septembre 1998 pour devenir M.________ SA - société à son tour dissoute à la suite d'un prononcé de faillite le 26 janvier 1999 (voir aussi l'extrait du registre du commerce). L'attestation du 22 décembre 1998 a donc été établie par un employeur qui n'avait plus d'existence juridique à l'époque déterminante, la signature apposée sur ledit document étant de surcroît le fait d'une personne non autorisée. Cela ôte toute crédibilité aux indications qui y figurent. La même conclusion s'impose en ce qui concerne les fiches de paie et la lettre de résiliation. Par conséquent, ces pièces ne constituent pas des preuves idoines pour établir l'exercice effectif par le recourant d'une activité salariée soumise à cotisation durant la période à considérer. L'inscription, au compte individuel auprès de la Caisse cantonale genevoise de compensation, d'un revenu de 18'195 fr. versé par M.________ SA pour l'année 1998 ne lui est d'aucun secours. Ce revenu ne correspond en tout cas pas au versement d'un salaire de 7'480 fr. par mois durant une année entière. Les conditions du droit aux indemnités de chômage n'étaient dès lors pas réunies.
Il reste à examiner le droit du recourant à l'ouverture d'un nouveau délai-cadre dès le 2 janvier 2001.
4.1 Toujours selon le rapport d'enquêtes de l'Office de la main d'oeuvre étrangère, durant la période s'étendant du 1er janvier 1999 au 2 janvier 2002, K.________ a exercé l'activité d'administrateur (dans la plupart des cas avec signature individuelle) ou d'associé-gérant dans diverses sociétés - on notera en passant que le prénommé est actif dans ce domaine depuis au moins 1993. Pour ces activités, il aurait perçu des honoraires. Or, les honoraires des administrateurs font partie du salaire déterminant du point de vue de l'AVS, en d'autres termes, du revenu d'une activité dépendante (art. 7 h RAVS). En principe, les montants que le recourant prétend avoir touché à ce titre pourraient donc être pris en considération pour la période de cotisation ici en cause. Il n'est toutefois pas possible de se faire une idée précise de la situation: les indications fournies par K.________ sur les montants perçus dans l'exercice de ses fonctions, de même que sur les périodes d'activité auxquels ces montants sont censés se rapporter sont par trop vagues et imprécises pour être retenues. Selon toute probabilité, celui-ci ne serait pas en mesure de prouver l'existence et l'importance de ces honoraires si ce n'est au moyen de documents établis et signés par lui-même (dans son recourant de droit administratif, le recourant se définit d'ailleurs comme «homme de paille» de sociétés «coquilles vides»). Or, il n'est pas possible de tenir compte de simples allégués qui ne peuvent être vérifiés que par les explications du recourant. En effet, afin d'éviter les abus, la jurisprudence (voir consid. 3.2 supra) exige un élément probatoire supplémentaire et qui ne puisse être influencé par le demandeur. Aussi bien, ne peut-on admettre que le recourant satisfait aux conditions relatives à la période de cotisation au sens de l'art. 13 al. 1 LACI. (…).”
(cfr. STFA del 7 marzo 2005 nella causa K.; C 273/03)
In un altro caso nel quale, per il calcolo dell’indennità giornaliera l’amministrazione si è fondata sulla dichiarazione d’imposta dell’assicurata e non sul salario mensile attestato dal datore di lavoro, l’Alta Corte ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
3.2 Selon la recourante, la différence entre le salaire convenu et celui figurant dans sa déclaration fiscale correspond à sa contribution à l'entretien de la famille, directement prélevée dans la caisse de l'exploitation. S'il est vrai que la part du salaire que l'assuré apporte à l'entretien de sa famille (art 163 CC) ne saurait être déduite du revenu déterminant le gain assuré de l'art. 23 LACI, encore faut-il que cette part de salaire ait été effectivement perçue par l'assuré ou soit suffisamment établie.
En l'espèce, compte tenu de l'exploitation commune de l'établissement par la recourante et son époux, l'absence de versement de tout salaire sur un compte bancaire ou postal, ainsi que la rémunération déclarée au fisc et retenue par celui-ci au titre du revenu de la recourante, la part de salaire invoquée par celle-ci au titre de sa contribution à l'entretien de la famille n'est pas suffisamment établie. La possibilité d'abus résultant d'un accord fictif ne pouvant pratiquement pas être écartée, il y a lieu d'en rester à la solution retenue par l'administration et les premiers juges, malgré le versement de contributions aux assurances sociales sur un montant plus élevé.
(…).” (cfr. STFA del 2 febbraio 2005 nella causa C., C 182/04)
Chiamata a pronunciarsi circa la prova del versamento del salario nel caso di un assicurato occupato quale direttore generale e amministratore unico della SA sua ex datrice di lavoro l’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
3.1Le recourant a expliqué en cours de procédure qu'il a régulièrement perçu son salaire pour sa fonction de directeur de X.________ SA jusqu'en 2000, période à partir de laquelle la société n'a plus eu les ressources suffisantes pour assurer le paiement régulier des salaires du personnel. Pour cette raison, le recourant a choisi de renoncer en partie à sa propre rémunération. Lorsque les liquidités de la société s'avéraient suffisantes, il prélevait son salaire par tranches, principalement par le biais du compte postal de la société. Cette situation a perduré jusqu'au jour de la faillite de la société. De septembre 2001 à septembre 2003, il a ainsi déclaré à la caisse de compensation AVS et à la caisse de pension avoir perçu l'équivalent de dix salaires mensuels. Il a également produit dans le cadre de la faillite une créance correspondant à six mois de salaire, lesquels ont également été déclarés.
3.2 Or, comme l'ont à juste titre exposé les premiers juges, les nombreuses pièces versées au dossier par le recourant ne permettent pas de prouver, ni même d'établir avec le degré de vraisemblance prépondérante exigée par la jurisprudence (ATF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid. 2 et les références), que le recourant a réellement et régulièrement perçu un salaire durant le délai-cadre courant du 29 septembre 2001 au 28 septembre 2003. Hormis un unique extrait bancaire (relevé de la Banque Z.________ du 30 août 2002), le recourant n'a produit aucun autre document bancaire ou postal personnel attestant que la société lui a régulièrement versé un salaire. Les extraits du compte postal de la société qui font état d'opérations au guichet postal ou de retraits d'espèces ne précisent pas le nom du destinataire et l'affectation de ces montants. Certes, le livre de poste tenu pour la comptabilité fait état d'un certain nombre de versements destinés au recourant, sans que l'on sache toutefois si les sommes mentionnées ont été effectivement versées. Il n'est à cet égard pas possible de mettre en parallèle les extraits du compte postal et du livre de poste produits par le recourant, ces documents se rapportant à des périodes différentes. Les montants qui ont été déclarés au fisc (déclaration d'impôt 2001-2002bis) ainsi que les décomptes de salaire ou de cotisations aux assurances sociales ne sont pas des preuves suffisantes du versement d'un salaire (consid. 2.2). Il en va de même de la créance correspondant à six mois de salaire produite dans la faillite de la société.
(…).” (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa U., C 199/04)
In un’altra decisione del 15 aprile 2005 nella causa O. (C 140/04) l’Alta Corte ha invece confermato il giudizio cantonale che, viste le informazioni rese dal contabile e la documentazione prodotta (bilancio, conto perdita e profitti, conti salario e conti correnti), ha stabilito che l’assicurato ha adempiuto il periodo di contribuzione avendo provato il versamento del suo salario per un periodo di almeno sei mesi.
Il TFA ha infatti osservato che:
" (…)
2.1 Das kantonale Gericht hat gestützt auf die Angaben des Buchhalters B.________ vom 4. August 2002 und die von ihm aufgelegten Buchhaltungsakten sowie auf Grund der Steuerunterlagen und der von der Ausgleichskasse bestätigten Lohnangaben des Beschwerdeführers in einlässlicher Weise zutreffend dargelegt, dass der tatsächliche Lohnbezug des Versicherten für mindestens sechs Monate rechtsgenüglich erstellt ist. Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat den vorinstanzlichen Erwägungen, auf die verwiesen wird, nichts beizufügen.
(…).“ (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa O.,C 140/04)
Dal canto suo questo Tribunale ha confermato le decisioni con le quali a un assicurato, socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, è stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un salario (cfr. STCA del 19 gennaio 2005 nella causa C., 38.2004.40; STCA del 7 maggio 2004 nella causa G. 38.2003.102 e STCA del 15 dicembre 2003 nella causa G., 38.2003.36).
Per un’esposizione e una critica della prassi dell’amministrazione e dei tribunali vedi il contributo di Barbara Kupfer Bucher dal titolo: “Der Nachweis del Lohnflusses als Voraussetzung für del Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung: eine zusammen-fassende Darstellung del Grundlagen und der Praxis mit einer kritischen Würdigung.” pubblicato in SZS 2005, pag. 125-140.
2.5. In una sentenza del 9 giugno 2005 nella causa C. (C 107/04), il TFA ha confermato il precedente giudizio con il quale questo Tribunale ha negato a un assicurato, socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, il diritto alle indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un salario.
In quell’occasione l’Alta Corte ha avuto occasione di riassumere la sua giurisprudenza ed ha rilevato:
" (...)
2.2 Nella sentenza pubblicata in DTF 113 V 352, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che l'art. 13 cpv. 1 LADI presuppone l'effettivo esercizio, da parte dell'assicurato, di un'attività soggetta a contributo, ma non l'effettivo trasferimento, da parte del datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione, dei contributi del salariato alla cassa di compensazione.
Questa giurisprudenza è in seguito stata precisata nel senso che per l'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 LADI non basta l'esercizio effettivo di un'occupazione soggetta a contribuzione, il datore di lavoro dovendo, oltre a ciò, per questa attività effettivamente avere versato un salario alla persona assicurata (DTF 128 V 190 consid. 3a/aa in fine con riferimenti; DLA 2002 no. 16 pag. 116, 2001 no. 27 pag. 228, consid. 4c). Allo stesso modo, è stato rilevato, non adempie la condizione dell'esistenza di un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'articolo 13 cpv. 1 LADI l'assicurato che non ha realmente percepito il salario dalla propria società, ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati come crediti nei confronti della stessa (DLA 2001 no. 27 pag. 225). II fatto di esigere il versamento di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo di contribuzione siano tutte soddisfatte - si spiega con la volontà di prevenire gli abusi che potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e lavoratore in merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a versare al secondo (soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono in realtà un'unica persona [DLA 2001 no. 27 pag. 225]).
Secondo questa Corte, l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a contribuzione non è provata né resa verosimile in misura preponderante, come richiesto dalla giurisprudenza (DTF 124 V 402 consid. 2b), se il titolare unico di un ufficio fiduciario gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico, presenta esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre persone non identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti, presentati dall'interessato, sono semplici allegazioni di parte, il cui contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni dell'assicurato stesso (DLA 1997 no. 17 pag. 79).
Per il resto, le dichiarazioni d'imposta come pure i certificati di salario firmati dall'assicurato (oppure dal coniuge: DLA 2001 no. 12 pag. 145) e destinati all'AVS o all'autorità fiscale non costituiscono una prova sufficiente del versamento del salario. In mancanza di giustificativi (estratti del conto corrente postale o bancario o ricevute dell'avvenuto pagamento), il versamento del salario non può essere provato con un grado di verosimiglianza sufficiente (DLA 2004 no. 10 pag. 115). Sempre a proposito di questa prova, in DLA 2002 no. 16 pag. 117 questa Corte ha avuto modo di relativizzare il valore probatorio attribuibile alla documentazione prodotta da una ricorrente (segnatamente: un conteggio salari con le relative ricevute attestanti l'avvenuto versamento in contanti) per il fatto che l'interessata e suo marito (entrambi soci e gerenti di una SagI) occupavano una posizione dirigenziale. In quell'occasione, il Tribunale federale delle assicurazioni ha sottolineato che in simili circostanze le dichiarazioni dell'assicurato in merito al versamento e all'ammontare del salario devono essere valutate con particolare prudenza (sentenza citata, ibidem). Tale concetto è stato infine recentemente confermato dalla già citata (v. consid. 1) sentenza del 20 settembre 2004 in re L., nel cui ambito si è chiaramente detto che il solo fatto di disporre, in questi casi, di un attestato del datore di lavoro e dei conteggi di salario, ancorché accompagnati dalla conferma scritta dell'assicurato dell'effettiva ricezione dell'importo, non permette ancora, alla luce della prassi sviluppata in materia, di concludere che gli importi convenuti siano stati effettivamente versati alla persona interessata, il giudice dovendo tenere conto per la valutazione di questi mezzi di prova della circostanza che la stessa persona agiva, nel periodo determinante, in qualità di socia con diritto di firma individuale (sentenza citata, consid. 4.2).
2.3 In questo ordine di idee si inserisce anche la Circolare del seco del gennaio 2003 concernente l'indennità di disoccupazione (ID), la quale, pur non vincolando ovviamente questo Tribunale (DTF 130 V 172 consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2, 127 V 61 consid. 3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a e sentenze ivi citate), si orienta nella stessa direzione e precisa che indizi quali la mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul proprio conto privato o postale, il fatto che la società non disponga di organi sociali, ecc. indicano che l'assicurato che, prima di cadere in disoccupazione, occupava una posizione paragonabile a quella di un datore di lavoro, non era in realtà vincolato alla SA (le stesse considerazioni essendo ovviamente valide, mutatis mutandis, anche nel caso di una Sagl) da un contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto (cifre marg. B79 e C2a).
(…).” (cfr. STFA del 9 giugno 2005 nella causa C., C 107/04)
Nel caso concreto il TFA ha confermato il giudizio cantonale sulla base delle seguenti argomentazioni:
" (…)
3.1 Stante quanto precede, a ragione il primo giudice ha ritenuto che i documenti prodotti da C._____ - che nella sua posizione di gerente con diritto di firma individuale poteva determinare da solo sia la sua assunzione sia il suo licenziamento e che effettivamente ha personalmente firmato tutti gli attestati della X._____ Sagl all'inserto, compresi la lettera di licenziamento come pure, "Per accettazione", i conteggi salariali settembre 2002/agosto 2003 - non erano atti, da soli, a dimostrare, con il necessario grado di verosimiglianza (un giudizio di mera possibilità non essendo per contro sufficiente [DTF 115 V 142 consid. 8b; cfr. pure DTF 126 V 360 consid. 5b con riferimenti]), l'effettivo pagamento degli importi indicati.
Per il resto, all'inserto non sono ravvisabili elementi che potrebbero giustificare - nell'ambito dell'obbligo, per l'amministrazione o, in caso di ricorso, per l'autorità giudiziaria, di accertare d'ufficio i fatti rilevanti e nei limiti dettati dal dovere delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti) -, un eventuale complemento istruttorio, ritenuto che non vi è (sufficiente) traccia - né il ricorrente vi ha mai fatto allusione - di testimoni o di documentazione (bancaria o postale) appartenente alla X._____ Sagl in grado di suffragare (ad es. mediante la presenza di periodici movimenti di cassa o di conti di entità pari a quella degli importi salariali fatti valere) le allegazioni di parte (a tal proposito cfr. la sentenza del 28 luglio 2004 in re L., C 250/03, consid. 2.5). Tanto meno è suscettibile di modificare l'esito della presente valutazione l'accenno ricorsuale ai rapporti contrattuali intercorsi tra X._____ Sagl e Y._____ Sagl, l'insorgente non potendo, da questa sola circostanza, dedurre nulla in favore della sua posizione che possa dirsi di rilievo ai fini del giudizio in esame. Medesimo discorso deve infine valere anche per la nuova documentazione prodotta relativa al verbale di audizione 25 novembre 2004 sottoscritto - peraltro solo parzialmente - dinanzi all'autorità fiscale, trattandosi anche in questo caso di una mera dichiarazione dell'interessato che, in quanto tale, non configura una prova sufficiente dell'avvenuto versamento del salario (v. consid. 2.2).
3.2 In tali condizioni, dev'essere giustamente negato il diritto all'indennità di disoccupazione del ricorrente, il quale, in questo modo, sopporta le conseguenze dell'insufficienza di prove per quanto concerne l'effettivo pagamento dei salari e, più in generale, l'adempimento del periodo di contribuzione (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
(…)." (cfr. STFA del giugno 2005 nella causa C., C 107/04)
In una sentenza del 20 settembre 2004 nella causa L., C 34/04, il TFA ha in particolare rilevato:
" (...)
3.1 Gemäss der Ansicht der Vorinstanz ist mit der von B.________ unterzeichneten Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 und den Lohnabrechnungen für die Monate August 2002 bis Januar 2003, worin der Beschwerdegegner unterschriftlich bestätigt hat, den jeweils angegebenen Geldbetrag bar erhalten zu haben, rechtsgenüglich dargetan, dass der vertraglich vereinbarte Lohn von Fr. 8250.- zuzüglich 13. Monatslohn effektiv bezahlt worden ist.
3.2 Die Arbeitslosenkasse bringt dagegen vor, es sei auffallend, dass das Arbeitsverhältnis des Beschwerdegegners als einzelzeichnungsberechtigter Geschäftsführer mit der M.________ GmbH für genau sechs Monate und mit einem auf die Höhe des maximal versicherten Verdienstes festgelegten Lohn begründet worden sei. Den vom Versicherten ins Recht gelegten Schriftstücken (Lohnbescheinigungen, nicht unterzeichnete Steuererklärung für das Jahr 2002, rudimentäre Buchhaltungsunterlagen der Gesellschaft, Jahresrechnung der Ausgleichskasse für das Jahr 2002) komme kein Beweiswert zu. Post- oder Bankkontoauszüge, welche geeignet wären, einen regelmässigen Lohnfluss nachzuweisen, würden gänzlich fehlen, Lohnzahlungen in der entsprechenden Höhe seien nirgends beweistauglich verbucht und würden in keiner Relation zur finanziellen Realität der M.________ GmbH stehen. Unter diesen Umständen könne von einem nachgewiesenen Lohnfluss nicht gesprochen werden.
3.3 Der Beschwerdegegner wendet ein, bereits nach drei Monaten - mit einer Umsatzeinbusse von minus 35 % - habe sich abgezeichnet, dass sich die Prognose auf Grund der schlechten Wirtschaftslage nicht erfüllen würde. Dank der sozialen Einstellung der Arbeitgeberin sei er noch für weitere drei Monate beschäftigt worden. Die Gesellschafterin B.________ habe zu diesem Zweck ein privates Darlehen von Fr. 6200.- eingeschossen. Sein für einen allein verantwortlichen Geschäftsführer marktübliches Jahresgehalt von Fr. 107'250.- liege ferner über dem maximal versicherten Verdienst von Fr. 106'800.-. Die Barauszahlung des Lohnes sei auf seinen ausdrücklichen Wunsch hin erfolgt, weil er über kein Bank- oder Postscheckkonto verfüge und seine Rechnungen bar bezahle. Seine Unterschrift auf den Lohnabrechnungen würden den Erhalt des jeweiligen Geldbetrages in bar bestätigen. Die Lohnzahlungen
seien im Kontenplan der Gesellschaft korrekt verbucht und seine auf den 27. Oktober 2003 datierte Steuererklärung 2002 sei "rechtsgültig" unterzeichnet.
Im Geschäftsmonat August 2002 habe die M.________ GmbH einen Gewinn vor Steuern von Fr. 1115.- erwirtschaftet. Bei einem prognostizierten Umsatzzuwachs von 10 % pro Jahr wären seine Lohnkosten somit "durchaus intakt geblieben".
4.1 Der Sozialversicherungsprozess ist vom Untersuchungsgrundsatz beherrscht.
Danach hat das Gericht von Amtes wegen für die richtige und vollständige Abklärung des rechtserheblichen Sachverhaltes zu sorgen. Dieser Grundsatz gilt indessen nicht uneingeschränkt; er findet sein Korrelat in den Mitwirkungspflichten der Parteien (BGE 125 V 195 Erw. 2, 122 V 158 Erw. 1a, je mit Hinweisen).
Der Untersuchungsgrundsatz schliesst die Beweislast im Sinne einer Beweisführungslast begriffsnotwendig aus. Im Sozialversicherungsprozess tragen mithin die Parteien in der Regel eine Beweislast nur insofern, als im Falle der Beweislosigkeit der Entscheid zu Ungunsten jener Partei ausfällt, die aus dem unbewiesen gebliebenen Sachverhalt Rechte ableiten wollte. Diese Beweisregel greift allerdings erst Platz, wenn es sich als unmöglich erweist, im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes auf Grund einer Beweiswürdigung einen Sachverhalt zu ermitteln, der zumindest die Wahrscheinlichkeit für sich hat, der Wirklichkeit zu entsprechen (BGE 117 V 264 Erw. 3b mit Hinweisen).
4.2 Allein gestützt auf die von B.________ unterzeichnete Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 und die Lohnabrechnungen der Monate August 2002 bis Januar 2003, jeweils mit unterschriftlicher Bestätigung des Versicherten, dass er den Betrag erhalten habe, lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S. 116) entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichtes nicht darauf schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen dem Beschwerdegegner tatsächlich ausbezahlt wurden.
Bei der Würdigung dieser Beweismittel ist der Tatsache Rechnung zu tragen, dass der Versicherte vom 1. August 2002 bis 31. Januar 2003 für die Gesellschaft die Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung innehatte. Demgegenüber hatten die zwei Gesellschafterinnen anfänglich keine Zeichnungsberechtigung. Erst im Laufe der Zeit wurde B.________ die Kollektivzeichnungsberechtigung eingeräumt, während G.________ als Gesellschafterin gelöscht wurde (Handelsregister, Tagebucheintrag vom ... Januar 2003). Bis zum 31. Januar 2003 hatte der Versicherte somit eine beherrschende Stellung in der Firma, weshalb seine Bestätigungen auf den Lohnabrechnungen und die Angaben von B.________ in der Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind. Es ist der Arbeitslosenkasse zuzustimmen, dass die Steuererklärung 2002 des Versicherten, das an die "M.________ GmbH c/o L." adressierte AHV-Jahresabrechnungsformular für das Jahr 2002 und die für die Beantwortung der vorliegenden Streitfrage zu rudimentären Buchhaltungsunterlagen der M. GmbH nicht als Beweis für den Lohnfluss geeignet sind (Erw. 1.3 hiervor). Mit den vereinzelten ins Recht gelegten privaten Quittungsabschnitten für Posteinzahlungen, welche der Beschwerdegegner mit dem Barlohn beglichen haben will, verhält es sich nicht anders.
4.3 Gemäss Geschäftsabschluss 2002 der M.________ GmbH betrugen die "Erlöse Gastro" gesamthaft Fr. 44'067.- (August 2002: Fr. 12'500.-; September 2002: Fr. 9500.-; Oktober 2002: Fr. 9500.-; November 2002: Fr. 9000.-; Dezember 2002: Fr. 3567.-) und die "Erlöse Dienstleistungen" total Fr. 30'000.- (August 2002: Fr. 5000.-; September 2002: Fr. 5500.-; Oktober 2002: Fr. 6500. -; November 2002: Fr. 5500.-; Dezember 2002: Fr. 7500.-).
Die Vorinstanz wird von der Gesellschaft die Edition aller Akten zu verlangen haben, welche diese Einnahmen im Einzelnen sowie den jeweiligen Abfluss der Lohnbeträge aus der Kasse oder vom allfälligen Geschäftskonto an den Beschwerdegegner belegen. Sollte die M.________ GmbH die Mitwirkung verweigern oder sollten sich aus den edierten Unterlagen keine klaren Rückschlüsse auf in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlte Löhne ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 4.1 hiervor).
Gelangt das kantonale Gericht nach Durchführung der ergänzenden Abklärung zur Auffassung, das Erfordernis des effektiven Lohnflusses für die sechsmonatige Beschäftigung bei der M.________ GmbH sei erfüllt, so wird die Verwaltung die weiteren gesetzlichen Anspruchsvoraussetzungen zu prüfen und dabei zu berücksichtigen haben, dass die arbeitgeberähnliche Stellung des Beschwerdegegners für die Zeit ab 1. Februar 2003 bereits rechtskräftig verneint worden ist."
In un’altra decisione del 23 giugno 2005 il TFA ha annullato la decisione con la quale il Tribunale cantonale aveva concluso per la mancata prova del versamento di uno stipendio e ha rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:
" (…)
4.1
4.1.1 Allein gestützt auf die vom Beschwerdeführer ausgefüllte Arbeitgeberbescheinigung vom 16. Oktober 2003 und die von ihm selbst unterzeichneten Lohnquittungen für die Monate Juni 2002 bis Mai 2003 lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S. 116) nach den zutreffenden Erwägungen des kantonalen Gerichtes nicht darauf schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen tatsächlich ausbezahlt wurden. Dies gilt umso mehr, als bei der Würdigung dieser Beweismittel der Tatsache Rechnung zu tragen ist, dass der Beschwerdeführer für die Gesellschaft die Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung und damit eine beherrschende Stellung innehatte, weshalb seine Bestätigungen auf den Lohnabrechnungen und die Angaben in der Arbeitgeberbescheinigung mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind (vgl. Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04). Nichts abgeleitet werden kann sodann aus der am 25. November 2002 erfolgten Einzahlung von Sozialversicherungsbeiträgen (BGE 113 V 352). Auch die sich bei den Akten befindlichen Buchhaltungsunterlagen der Firma "X.________" vermögen - worauf bereits das kantonale Gericht zutreffend hingewiesen hatte - die behaupteten Lohnzahlungen nicht zu belegen.
4.1.2 Nach Darstellung des Beschwerdeführers verfügte die Firma "X." über kein Post- oder Bankkonto, weshalb keine (als Beweismittel besonders geeigneten) Kontoauszüge zur Verfügung stehen. Wie das kantonale Gericht zutreffend erwägt, sind Bestätigungen über den Lohnfluss, welche Personen mit arbeitgeberähnlicher Stellung selbst unterzeichnet haben, als Beweismittel ebenso wenig geeignet, wie darauf basierende weitere Unterlagen (beispielsweise Steuererklärungen oder die Buchhaltung; Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.2; Erw. 4.1.1 hievor). Indessen kann aus dem in ARV 2004 S. 115 publizierten Urteil nicht abgeleitet werden, dass der Beweis erfolgter Lohnzahlungen ausschliesslich durch Kontoauszüge zu erbringen ist, worauf im Übrigen auch die Vorinstanz zutreffend hinweist. Nach der Rechtsprechung sind beispielsweise Aktenstücke, welche den Abfluss von Lohnbeträgen aus der Kasse dokumentieren, grundsätzlich als Beweismittel geeignet. Ebenso können Zeugenaussagen ehemaliger Mitarbeiter allenfalls Rückschlüsse über Art und Höhe der betriebsüblichen Lohnauszahlung und damit auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne ermöglichen (vgl. das bereits zitierte Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.3). Solche Abklärungen wurden bisher nicht getätigt. Die Sache ist daher an die Verwaltung zurückzuweisen, damit sie weitere Abklärungen vornimmt, indem sie allfällige weitere Geschäftsakten sowie die Konkursakten beizieht oder eine Befragung der ehemaligen Mitarbeiter F. und S.________ durchführt.
4.2 Sollte der Beschwerdeführer die Mitwirkung verweigern oder sollten sich aus den Konkursakten und den Zeugenaussagen keine klaren Rückschlüsse auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 1.2 hievor).
Gelangt die Verwaltung nach Durchführung der ergänzenden Beweisabnahmen zur Auffassung, das Erfordernis der ausreichenden Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung sei erfüllt, wird sie gegebenenfalls vor der Ausrichtung von Arbeitslosenversicherungs-leistungen noch die weiteren gesetzlichen Anspruchs-voraussetzungen zu prüfen haben.
(…)." (cfr. STFA del 23 giugno 2005 nella causa B., C 55/05)
Infine in un’altra decisione del 10 agosto 2005 nella causa D. (C 62/05) la nostra Massima Istanza ha concluso che sulla base dei soli atti di causa non era possibile escludere che il guadagno assicurato del ricorrente ammontasse a fr. 7'500.-- e non ai fr. 4'000.-- come stabilito dalla precedente istanza.
Il TFA ha quindi annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:
" (…)
4.1Die Arbeitgeberbescheinigung vom 11. Februar 2003 weist für den Zeitraum vom 1. August 2002 bis 31. Januar 2003 einen monatlichen Bruttoverdienst des Beschwerdeführers von Fr. 7500.- aus. Diese Angabe entspricht sowohl den eingereichten Lohnblättern für das Jahr 2002 wie auch den einzelnen Lohnabrechnungen der Monate Dezember 2002 und Januar 2003. Ferner ist dem IK-Auszug vom 6. Februar 2004 ebenfalls ein AHV-pflichtiges Einkommen für das Jahr 2002 von Fr. 90'000.- (= 12 x Fr. 7500.-) sowie für den Monat Januar 2003 von Fr. 7500.- zu entnehmen und auch das BVG-Altersguthaben wurde auf einem entsprechenden Bruttolohn abgerechnet (vgl. Kontoauszug der BAV Gastrosuisse Aarau vom 16. Februar 2004). Sodann deklarierte der Beschwerdeführer in der (freilich erst am 28. November 2003 eingereichten) Steuererklärung 2002 ein steuerpflichtiges Einkommen aus unselbstständiger Tätigkeit in Höhe von Fr. 78'603.-, was wiederum übereinstimmt mit den Nettolohnbezügen gemäss Lohnblatt 2002, und gab als Lohnforderung im Konkurs seiner Ehefrau einen monatlichen Bruttoverdienst von Fr. 7500.- an.
4.2 Entgegen der vorinstanzlichen Betrachtungsweise kann vor diesem Hintergrund ein tatsächlich erfolgter Lohnfluss im vorliegend massgeblichen Bemessungszeitraum (vgl. Erw. 1.2 in fine hievor) von Fr. 7500.- nicht ohne weiteres verneint werden. Auch wenn die vom Beschwerdeführer angerufenen Unterlagen je für sich im Lichte der Rechtsprechung (vgl. Erw. 2.2 in fine hievor), wonach sich namentlich selbstunterzeichnete AHV-Lohnblätter sowie die Steuererklärung in der Regel nicht als Beweis für den Lohnfluss eignen, nicht als uneingeschränkt beweistauglich zu betrachten sind - so wurden das Lohnblatt für das Jahr 2002 sowie die Lohnabrechnungen der Monate Dezember 2002 und Januar 2003 von der damaligen Ehefrau des Versicherten selber ohne Datumsangabe ausgefüllt bzw. unterzeichnet (Lohnblatt) und vom Beschwerdeführer, ebenfalls undatiert, jeweils gegengezeichnet (einzelne Lohnbezüge auf Lohnblatt) und konnten die Lohnsummen des Jahres 2002 infolge fehlender Buchhaltung durch den Revisor der AHV-Ausgleichskasse nicht kontrolliert werden (vgl. Mitteilung der AHV-Ausgleichskasse der Gastrosuisse Aarau vom 19. Mai 2003) -, ist die Kongruenz der entsprechenden Angaben doch auffällig. Zu beachten ist in diesem Zusammenhang im Übrigen, dass die Ausgleichskasse zwar eine abschliessende Kontrolle der in den Jahren 2002 und 2003 ausbezahlten Löhne nicht hatte vornehmen können, als beitragspflichtig gemäss IK-Auszug vom 6. Februar 2004 letztlich offenbar aber dennoch ein Einkommen im Betrag von Fr. 90'000.- (2002) bzw. Fr. 7500.- (Januar 2003) anerkannte. Ferner belegen die vom Beschwerdeführer vorinstanzlich replikweise vorgelegten Lohnblätter anderer Arbeitnehmer des konkursiten Unternehmens zum einen, dass die Löhne der Angestellten offenbar, wie geltend gemacht, tatsächlich bar ausbezahlt worden sind. Zum anderen geht daraus hervor, dass der monatliche Bruttoverdienst eines Officeburschen im Jahr 2002 Fr. 4008.35 und derjenige des Küchenchefs Fr. 5416.67 betrug, gegenüber welchen sich das von Vorinstanz und Verwaltung angenommene Entgelt von brutto Fr. 4000.- für den als Geschäftsführer bzw. Chef de Service fungierenden Beschwerdeführer doch sehr gering ausnimmt, zumal auch der Verdienst eines Kellners ohne erkennbare weitere Spezialaufgaben bereits auf der Basis eines Festlohns (ohne Trinkgelder etc.) von Fr. 5000.- erfolgte. In Anbetracht dieser Situation sind zwar - mit dem kantonalen Gericht und der Beschwerdegegnerin - gewisse Zweifel an der Beweiskraft der aufgelegten Unterlagen angebracht. Anderseits lässt sich, wie bereits ausgeführt, aus der Widerspruchsfreiheit der Aktenstücke sowie dem Umstand, dass auf dem vom Beschwerdeführer behaupteten Einkommen auch sämtliche sozialversicherungsrechtlichen Beiträge erhoben worden sind, deren Tauglichkeit als Beweismittel für die Auffassung des Versicherten auch nicht einfach ausschliessen. Da sich gewisse Angaben wie beispielsweise die im Rahmen der Steuererklärung für das Jahr 2002 deklarierte Lohnsumme durch zusätzliche Erhebungen, so etwa die Einholung der definitiven Steuerveranlagung für den betreffenden Zeitraum, ohne weiteres erhärten lassen, ist die Sache zur weiteren Abklärung an die Arbeitslosenkasse zurückzuweisen. Eine Steuererklärung ist nur dann - im Sinne der Rechtsprechung (vgl. u.a. ARV 2004 Nr. 10 S. 115) - als Beweismittel für den tatsächlich erfolgten Lohnfluss ungeeignet, wenn die darin enthaltenen Einkommensangaben nicht die effektiven Lohnverhältnisse widerspiegeln, was sich, da sich kaum jemand widerspruchslos ein höheres steuerpflichtiges Einkommen anrechnen lassen wird, als er tatsächlich bezogen hat, erst im anschliessenden steuerbehördlichen Veranlagungsverfahren herausstellt. Die Beschwerdegegnerin wird ferner nochmals Auskünfte bei der AHV-Ausgleichskasse Gastrosuisse bezüglich einer möglicherweise doch noch erfolgten Arbeitgeberkontrolle sowie einen aktuellen IK-Auszug einzuholen haben, auf welchem allfällige - nachträgliche - Änderungen hinsichtlich der gemäss Auszug vom 6. Februar 2004 ausgewiesenen beitragspflichtigen Einkommen für das Jahr 2002 sowie den Monat Januar 2003 nunmehr enthalten sein sollten. Im Anschluss daran wird die Verwaltung erneut über die Höhe des versicherten Verdienstes zu befinden haben.
(…)." (cfr. STFA del 10 agosto 2005 nella causa D., C 62/05)
In una sentenza del 12 settembre 2005 nella causa A. (C 247/04) la Prima Camera del Tribunale federale delle assicurazioni ha riesaminato la sua giurisprudenza e si è così espressa:
" (...)
Zusammenfassend ist festzustellen, dass Voraussetzung für den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung unter dem Gesichtspunkt der erfüllten Beitragszeit nach Art. 8 Abs. 1 lit. e in Verbindung mit Art. 13 Abs. 1 AVIG grundsätzlich einzig die Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung während der geforderten Dauer von mindestens sechs, ab 1. Juli 2003 zwölf Beitragsmonaten ist (BGE 113 V 352). Diese Tätigkeit muss genügend überprüfbar sein. Dem Nachweis tatsächlicher Lohnzahlung kann nach dem Gesagten nicht der Sinn einer selbstständigen Anspruchsvoraussetzung zukommen, wohl aber jener eines bedeutsamen und in kritischen Fällen unter Umständen ausschlaggebenden Indizes für die Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung. In diesem Sinne ist die Gerichtspraxis gemäss ARV 2001 Nr. 27 S. 225 und seitherige Urteile (Erw. 1.2) zu präzisieren.
3.4 Im vorliegenden Fall wurden offenbar keine Abklärungen getroffen, ob die Beschwerdeführerin tatsächlich in den Monaten Januar bis Juni 2002 eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hatte. In den Arbeitgeberbescheinigungen vom 15. März 2003 wurden als Tätigkeiten «Hilfspersonal/Bürohilfe/Telefonistin» und «Hilfspersonal + Reinigung» angegeben. Unter Beachtung des Vorstehenden wird die Arbeitslosenkasse ergänzende Abklärungen vorzunehmen haben, insbesondere ob die Versicherte im Zeitraum November 2001 und Januar bis Juni 2002 effektiv eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hatte und bejahendenfalls, ob ein Art. 164 ZGB vergleichbarer Sachverhalt gegeben ist. Danach wird die Verwaltung über den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung neu verfügen. (...)"
2.6. Nella Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell’8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00, consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), in merito alle tematiche relative al periodo di contribuzione e al guadagno assicurato ha, tra l'altro, rilevato che:
" (…)
B79 Le délai-cadre de cotisation est de 2 ans. Les activités exercées dans ce laps de temps doivent être soumises à cotisation et l'assuré doit avoir touché un salaire au sens de l'art. 5 al. 2 LAVS. Il n'est pas déterminant en l'occurrence que l'employeur ait effectivement versé les cotisations à la caisse de compensation AVS. L'activité soumise à cotisation doit être valablement attestée par l'employeur.
ð Un assuré travaillant pour sa propre SA n'a pas droit à l'IC s'il ne peut pas prouver qu'il a effectivement exercé une activité soumise à cotisation. Des indices tels que la perception d'avances au lieu d'un salaire, l'absence de preuves du versement d'un salaire régulier sur son compte privé bancaire ou postal, le fait que la société ne comporte pas d'organes, etc., indiquent que l'assuré n'était pas lié à la SA par un contrat de travail mais utilisait son infrastructure pour mener certaines activités pour son propre compte.
Une bourse ne peut être considérée comme le revenu d'une activité dépendante puisque l'activité qu'elle couvre n'est pas une activité soumise à cotisation. Or, en vertu de l'art. 2 al. 1 let. a LACI, seules doivent payer des cotisations à l'AC les personnes qui touchent un revenu d'une activité dépendante et qui sont soumises à l'AVS
comme salariés.
(…)
C2a Lorsque l’assuré occupait une position semblable à celle d’un employeur avant de tomber au chômage, la caisse examinera avec une attention toute particulière s’il a effectivement touché le salaire attesté (voir ch. marg. B79). En d’autres termes, l’assuré devra prouver qu’il a effectivement touché son salaire en produisant un relevé bancaire ou postal. Le décompte de salaire ou des cotisations aux assurances sociales ne constitue pas un moyen de preuve suffisant. (…)"
(cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg. B79 e C2a)
In un’altra Direttiva concernente la “Verifica del rapporto di lavoro attestato dal datore di lavoro”, pubblicata in 013-Prassi LADI 2005/28, il SECO ha stabilito che:
" Se la cassa ha dubbi in merito all’esattezza dell’attestazione del datore di lavoro concernente il rapporto di lavoro, essa deve verificare, come per le persone che prima di essere disoccupate occupavano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, se il salario indicato è stato effettivamente percepito.
In tali casi l’assicurato deve essere in grado di provare che ha ricevuto il salario esibendo le ricevute del versamento effettuato sul suo conto bancario o postale. I conteggi dello stipendio o i conteggi dei contributi alle assicurazioni sociali non costituiscono mezzi di prova sufficienti. Se il salario gli è stato versato in contanti, l’assicurato deve almeno poter presentare una decisione di tassazione dell’autorità fiscale e il certificato di salario che attesta l’avvenuta riscossione dello stipendio.
Se l’assicurato non è in grado di addurre la prova che ha effettivamente percepito un salario, la cassa non può riconoscergli alcun periodo di contribuzione per il rapporto di lavoro in questione (cfr. Circolare ID, edizione gennaio 2003, n. marg. B79)."
(cfr. 013-Prassi LADI 2005/28)
2.7. Nell’evenienza concreta dagli atti di causa risulta che l’assicurata (tuttora iscritta quale socia gerente con una quota di fr. 10'000.--su un capitale sociale di fr. 20'000.-- e diritto di firma individuale della __________ dal __________; cfr. estratto RC della __________ facilmente reperibile su internet all’indirizzo www.zefix.ch del 6 giugno 2005) si è iscritta al collocamento l’11 giugno 2004 rivendicando da quella data il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 1 e 2).
Per questa società anche il marito dell’assicurata figura iscritto a Registro di commercio (RC) quale socio gerente con una quota di fr. 10'000.-- e diritto di firma individuale.
Nella “Domanda d’indennità di disoccupazione” l’assicurata ha indicato quale ultimo datore di lavoro la __________, esercizio pubblico presso il quale ha iniziato a lavorare il 1° agosto 1999 (cfr. doc. 1 punto 17).
Ella ha pure dichiarato che il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 7 giugno 2004 e che in quel giorno ha ricevuto la disdetta con effetto immediato a motivo della “(…) chiusura e vendita dell’attività (…)” (cfr. doc. 1 punti 19, 20 e 21).
Dall’”Attestato del datore di lavoro” si evince che l’assicurata è stata occupata presso la __________, __________ dal 1° agosto 1999 al 7 giugno 2004, che il salario, l’ultimo pari a fr. 4'500.--, è stato corrisposto fino al 30 maggio 2004 e che il rapporto di lavoro è stato disdetto con effetto immediato al 7 giugno 2004 (cfr. doc. 3).
Dalla documentazione bancaria prodotta si evince che, in virtù di due ordini permanenti del 20 marzo 2000 e del 29 agosto 2000, durante i mesi di aprile-agosto 2000 e gennaio-aprile e giugno 2001 all’assicurata è stato versato il salario direttamente sul suo conto in banca (cfr. doc. 5).
In sede di istruttoria è stato appurato che la fiduciaria che si è occupata della contabilità dell’esercizio pubblico ha seguito la pratica fino al 25 aprile 2003, che gli ultimi atti ufficiali si riferiscono al rendiconto IVA del I semestre 2002 e che per quanto riguarda agli stipendi all’assicurata, per il 2001, è stato versato in contanti l’importo di fr. 17'427.50 lordi (cfr. doc. XIX).
In un periodo antecedente il termine quadro per il periodo di contribuzione qui rilevante, meglio il periodo che va dal 14 giugno 2002 al 13 giugno 2004 (cfr. art. 9 LADI e doc. XXII), l’assicurata ha dunque ricevuto il suo salario sul suo conto in banca.
Per quando riguarda il periodo dal mese di giugno 2002 al mese di giugno 2004, da quanto emerso in sede di istruttoria, il TCA rileva quanto segue.
Agli atti figurano innanzitutto le “Busta paga” per i mesi da gennaio 2002 a maggio 2004 (cfr. doc. 4).
Al riguardo, durante le udienze del 14 gennaio e del 28 aprile 2005, l’assicurata ha, in particolare, affermato che:
" (…)
Il mio salario ammontava a fr. 4500.-- lordi. I primi anni (luglio 1999 fino a buona parte del 2000) il salario mi veniva versato con accredito bancario. La ditta aveva un conto presso il __________ e il mio salario veniva addebitato sullo stesso in virtù di un ordine di bonifico permanente (questo avveniva anche per il salario del marito, per il personale, per l’affitto e per l’allarme). La relazione bancaria con il __________ è stata interrotta circa a metà 2001, per risparmiare sui costi del fiduciario a fine anno. Infatti ero io che compilavo il libro cassa che consegnavo al contabile che tirava i bilanci a fine anno.
Con questo arrivavo a risparmiare fr. 3000.-- all’anno.
Dopo la chiusura delle relazioni bancarie il salario veniva versato a mano.
Concretamente in ditta io prelevavo il mio salario dalla cassa e controfirmavo per ricevuta la busta paga per il relativo mese, come pure ponevo la mia sigla sul medesimo documento a nome e per conto della __________.
Questo avveniva perlopiù da sola oppure in qualche occasione alla presenza di mio marito.
All’assicurata viene sottoposto il doc. 4 (trattasi delle buste paga per il mese da gennaio 2002 a maggio 2004).
L’assicurata afferma che le stesse sono state firmate tutte da lei per ricevuta così pure con la sua sigla per la ditta, alla presenza di lei sola e alcune volte di suo marito.
(…).” (cfr. doc. VI)
" (…)
Il Presidente del TCA mostra alla sig.ra RI 1 il doc. 4 dell'incarto 38.2004.68. L'assicurata precisa al riguardo che la firma in esteso è la sua e pure sua è la sigla apposta sopra il nome della Società.
(…)
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________ se è vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi rispondono positivamente.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________ se questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva.
(…).” (cfr. doc. XXII)
Le buste paga (in realtà si tratta di conteggi di stipendio) trovano poi riscontro nelle rispettive ricevute sottoscritte dall’assicurata per i mesi da gennaio 2002 a aprile 2004 (cfr. doc. 4 e doc. XXIII e allegati B1-B28 dell’inc. 38.2004.67).
Anche dal “Foglio Cassa” della __________ risulta che (limitatamente al periodo di contribuzione rilevante) dal mese di giugno 2002 al mese di novembre 2003 e dal mese di gennaio al mese di maggio 2004 (cfr. doc. XXIV e allegati C3-C21 e doc. XXVIII e allegati D1-D5 dell’inc. 38.2004.67), dalla cassa è sempre uscito il salario dell’assicurata per il relativo periodo.
Dall’istruttoria è pure emerso che anche per due altre dipendenti, sentite dal TCA quali testi, il salario veniva consegnato a mano (cfr. doc. XXII).
In particolare, la teste __________, per il periodo durante il quale ha lavorato presso la __________ (meglio dal mese di novembre 2003 al mese di maggio 2004) ha prodotto delle ricevute del tutto e per tutto simili a quelle sottoscritte dall’assicurata (cfr. doc. XXIII e allegati XXIII/2-XXIII/8).
In simili circostanze, in applicazione dell'abituale criterio della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04, consid. 3; STFA del 15 marzo 2004 nella causa P.B., C 292/02; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02, consid. 1.3.2; STFA del 2 settembre 2003 nella causa C., U 319/02, consid. 1.3; STFA del 14 aprile 2003 nella causa M., U 165/02, consid. 1.2; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000 nella causa S., H 407/99, consid. 5b; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00, consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid. 3; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; DTF 126 V 322 consid. 5a; DTF 125 V 195 consid. 2; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), viste le risultanze appena riprodotte e alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.3, 2.4 e 2.5) questo Tribunale deve concludere che durante il periodo dal 14 giugno 2002 al 13 giugno 2004, all’assicurata è stato effettivamente versato un salario per un periodo superiore ai 12 mesi.
Di conseguenza, a torto, la Cassa ha respinto la richiesta d’indennità di disoccupazione dell’assicurata in quanto ella non avrebbe adempiuto il presupposto dell’adempimento del periodo di contribuzione.
In particolare (anche avuto riguardo alle osservazioni in merito della Cassa; cfr. doc. XLII), questo Tribunale non ritiene di poter concludere differentemente solo perché, nella “Dichiarazione di imposta transitoria”, l’assicurata ha dichiarato, per l’anno 2002, un reddito da attività dipendente di soli fr. 6'900.-- e perché, per l’anno 2003, essa è stata tassata d’ufficio in base a un reddito da attività dipendente di fr. 15'000.-- (cfr. doc. XL/1, XL/2 e XL/3).
La Cassa dovrà invece approfondire la questione relativa al salario effettivamente conseguito dall'assicurata se e quando dovrà fissare l'ammontare del guadagno assicurato (cfr. art. 23 LADI e STFA del 12 settembre 2005 nella causa A., C 247/04 consid. 3.2).
Tuttavia considerato che nell'"Attestato del datore di lavoro" (Doc. 3) e nei conteggi salariali (Doc. 4) figura per gli anni 2002 e 2003 un salario lordo di fr. 4'500.- mensili, questo Tribunale, in virtù dell'art. 185 della Legge Tributaria (LT) segnalerà la fattispecie all'autorità fiscale, trasmettendo i relativi documenti per le necessarie verifiche (per un caso analogo, cfr. STCA del 31 luglio 2002 nella causa B., 30.2001.203).
In simili circostanze, visto tutto quanto precede, a mente del TCA la decisione su opposizione impugnata deve pertanto essere annullata.
L'assicurata adempie dunque il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.
Per il resto il TCA si limita a constatare che, con decisione del 23 luglio 2004, ella è stata ritenuta inidonea al collocamento dalla Sezione del Lavoro (cfr. doc. 12 e consid. 1.6).
2.8. Secondo l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni. L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo l'importanza della lite e la complessità del procedimento.
La disposizione transitoria dell'art. 82 cpv. 2 LPGA stabilisce poi che i Cantoni devono adeguare la loro legislazione alla presente legge entro cinque anni a partire dalla sua entrata in vigore. Fino a quel momento sono valide le prescrizioni cantonali in vigore precedentemente (cfr. DTF 129 V 115).
Al riguardo l'Alta Corte, in una decisione del 20 agosto 2003 nella causa B., C 56/03, ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
1.2 Neu verankert Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG für sämtliche von diesem Gesetz erfassten Regelungsgebiete, einschliesslich die Arbeitslosenversicherung (Art. 2 ATSG in Verbindung mit Art. 1 AVIG in der seit
§ 28 Abs. 2 des Zuger Gesetzes über den Rechtsschutz in Verwaltungssachen vom 1. April 1976 (Verwaltungsrechtspflegegesetz; Bereinigte Gesetzessammlung 162.1) sieht vor, dass im Rechtsmittelverfahren der ganz oder teilweise obsiegenden Partei eine Parteientschädigung nach Massgabe ihres Obsiegens zuzusprechen ist, ohne einzelne Gebiete des Verwaltungs-, insbesondere des Sozialversicherungsrechts hievon auszunehmen. Materiellrechtlich genügt die kantonale Regelung damit den bundesrechtlichen Vorgaben des Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG. Hinsichtlich des grundsätzlichen Anspruchs der obsiegenden Partei auf Parteientschädigung (auch) im Arbeitslosenversicherungsprozess ist der zugerische Gesetzgeber mithin zu keiner Anpassung des Verwaltungsrechtspflegegesetzes innert fünf Jahren gehalten, womit der übergangsrechtliche Art. 82 Abs. 2 ATSG hier - wovon im vorliegenden Fall auch die Vorinstanz ausgegangen ist - keine eigenständige Rechtswirkung entfaltet, die
der sofortigen Anwendbarkeit des Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG entgegenstünde. (…)"
(cfr. STFA del 20 agosto 2003 nella causa B., C 56/03, consid. 1)
Secondo l'art. 22 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (LPTCA), il ricorrente che vince la causa ha diritto nella misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle spese di patrocinio (cpv. 1). L'importo delle ripetibili è determinato in relazione alla fattispecie ed alla difficoltà del processo, senza tener conto del valore litigioso (cpv. 2).
Ora, visto il tenore dell'art. 22 LPTCA suenunciato e alla luce della giurisprudenza federale appena illustrata, anche nel nostro Cantone, la regolamentazione cantonale non deve essere adeguata all'art. 61 lett. g LPGA, in quanto conforme a quest'ultimo (cfr. DTF 130 V 320 consid. 2.1; STFA del 26 agosto 2005 nella causa S. I 723/04).
RI 1, vincente in causa, è rappresentata da un legale.
Ella ha così diritto alle ripetibili, che vengono fissate in franchi 1’500.-- ritenuto che questo importo tiene calcolo del fatto che il dispendio profuso dal patrocinatore va diviso equamente tra due incarti e meglio, oltre a quello qui in oggetto, anche a quello di suo marito (cfr. inc. 38.2004.67 i cui atti rispecchiano quelli di questo incarto).
La richiesta di ammissione al gratuito patrocinio è pertanto divenuta priva di oggetto (cfr. STFA del 19 agosto 2005 nella causa D., I 606/03; STFA del 1° luglio 2003 nella causa T., U 176/02; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02; STFA dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto 1999 nella causa T., U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa D., I 360/97; STFA del 19 novembre 1998 nella causa S., P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998 nella causa C., U 18/97; U. Kieser, "ATSG-Kommentar, pag. 628: "Soweit die unentgeltlich vertretene Partei obsiegt, steht der Partei der Anspruch auf eine Parteientschädigung zu; die unentgeltliche Vertretung wirkt sich insoweit nicht mehr aus (vgl dazu BGE 117 V 404 f.)").
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione impugnata è annullata.
§ Di conseguenza l'assicurata adempie il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa verserà all’assicurata la somma di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).
3.- L’istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio è divenuta priva di oggetto.
4.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti