Raccomandata

Incarto n. 38.2004.54

FS/sc

Lugano 21 marzo 2005

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Francesco Storni, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 12 luglio 2004 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 5 luglio 2004 emanata da

Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

ritenuto, in fatto

1.1. Con decisione su opposizione del 5 luglio 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico si è confermata nella sua decisione del 13 febbraio 2004 (cfr. doc. 3) con la quale aveva sollevato opposizione contro all’annuncio della perdita di lavoro dovuta ad intemperie nel mese di gennaio 2004 inoltrata dall'Associazione RI 1 (in seguito: Associazione).

L’amministrazione ha così motivato la decisione su opposizione:

" (...)

  1. Il 4 febbraio 2004 l'associazione RI 1 con sede a __________ ha annunciato all'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (in seguito: UG) la perdita di lavoro dovuta a intemperie per il mese di gennaio 2004 per otto dipendenti (giardinieri), rivendicando le relative indennità.

Con decisione 13 febbraio 2004 il servizio cantonale ha respinto la domanda, in quanto la richiedente non rientra in nessuno dei rami di attività ove è concessa l'indennità per intemperie (in seguito: IPI; art. 65 OADI).

Contro questa decisione l'azienda in parola ha interposto opposizione in data 17/19 febbraio 2004.

  1. I lavoratori occupati in rami in cui sono usuali perdite di lavoro dovute ad intemperie hanno diritto all'IPI se sono soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro la disoccupazione o non hanno ancora raggiunto l'età minima per l'obbligo di contribuzione nell'AVS e subiscono una perdita di lavoro computabile (art. 42 cpv. 1 LADI). Il Consiglio federale determina i rami per i quali può essere versata l'IPI (art. 42 cpv. 2 LADI).

La perdita di lavoro è computabile se è causata esclusivamente da condizioni meteorologiche, la continuazione dei lavori - pur con misure protettive sufficienti - è tecnicamente impossibile o economicamente insostenibile o non si può ragionevolmente esigerla dai lavoratori ed è annunciata regolarmente dal datore di lavoro (art. 43 cpv. 1 LADI).

Il Consiglio federale ha definito all'articolo 65 OADI quali sono i rami di attività aventi diritto all'IPI.

Secondo questo disposto di legge, l'IPI può essere pagata nei seguenti rami:

a. edilizia e genio civile, carpenteria, taglio della pietra e cave;

b. estrazione di sabbia e di ghiaia;

c. posa di binari e di condotte aeree;

d. sistemazioni esterne (giardini);

e. selvicoltura, vivai ed estrazione della torba, nella misura in cui tali attività non siano esercitate a titolo accessorio da un'azienda agricola;

f. estrazione di argilla e industria laterizia;

g. pesca professionale;

h. trasporti, nella misura in cui i veicoli siano esclusivamente utilizzati per il trasporto di materiale di scavo e di costruzione verso e da i cantieri o il trasporto di sabbia e ghiaia dai luoghi di estrazione;

i. segherie (cpv. 1).

L'IPI può inoltre essere pagata ad aziende che si dedicano unicamente alla viticoltura, alla coltivazione delle piante, alla frutticoltura e all'orticoltura, se gli usuali lavori stagionali non possono essere eseguiti a causa di siccità o di umidità straordinarie (cpv. 3; cfr. anche l'opuscolo informativo per i datori di lavoro Indennità per intemperie, pag. 4, no. 4).

L'IPI può essere pagata soltanto nei rami di attività espressamente menzionati esaustivamente all'articolo 65 cpv. 1 OADI. Determinante è l'appartenenza dell'azienda al rispettivo ramo e non l'attività del singolo lavoratore (cfr. Circolare relativa alle indennità per intemperie (in seguito: Circolare IPI) dell'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro (ora: Segretariato di Stato dell'economia), anno 1992, pag. 3, no. 8).

  1. Nella presente fattispecie, l'azienda in parola ha quale scopo __________.

Come precedentemente esposto, l'IPI può essere pagata solamente nei rami di attività espressamente indicati in maniera esaustiva all'articolo 65 cpv. 1 OADI. Inoltre, non è la professione del singolo lavoratore che definisce il settore di attività, bensì lo scopo dell'azienda.

Ora, anche se nel concreto caso le IPI sono state richieste per otto dipendenti giardinieri, in considerazione del suo scopo l'opponente non può essere ritenuta un'azienda di giardinaggio, per cui non può pretendere alle relative indennità in applicazione dell'articolo 65 cpv. 1 lett. d LADI. L'azienda in parola non rientra del resto in nessuno dei rami di attività previsti dall'articolo 65 OADI per i quali può essere versata l'IPI.

Le motivazioni sollevate con l'opposizione non permettono di giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione contestata." (Doc. A)

1.2. Contro questa decisione l’Associazione ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA del seguente tenore:

" Accusiamo ricevuta della decisione su opposizione, intimataci dalla Sezione del Lavoro di Bellinzona, contro la nostra opposizione del 17/19 febbraio 2004.

A nostro modo di vedere la loro decisione risulta errata. In effetti sull'opuscolo info-service "Indennità per intemperie", inviatoci a suo tempo dalla Cassa Disoccupazione, a pagina quattro viene elencato chi ha diritto alla richiesta delle indennità per intemperie. Al punto quattro viene indicato che l'indennità per intemperie può essere versata anche al ramo di attività che si occupa di "sistemazioni esterne (giardini)".

Considerato come da parte nostra abbiamo indicato, al punto 3, che i giardinieri non hanno potuto effettuare i loro lavori causa intemperie, riteniamo quindi di poter rientrare nella categoria settore d'esercizio "sistemazioni esterne (giardini)”.

Poco sopra vi abbiamo indicato i motivi della nostra opposizione contro la decisione del 13.02.2004 (FB- 1654) inerente la richiesta, da parte nostra, di poter beneficiare del pagamento delle indennità per intemperie per il nostro settore d'esercizio "giardinieri".

La Sezione del Lavoro nella sua decisione cita diversi punti i quali non possono da noi essere accolti. In modo particolare la loro ultima frase prima della decisone.

Per noi il nostro settore d'attività "giardinieri-sistemazione esterne (giardini)" deve rientrare nel settore con diritto alla riscossione delle indennità per intemperie. Ci sembra logico che una ditta possa richiedere l'indennità per tutte le sue attività, o per un suo settore d'esercizio. Ci sembra strano che una ditta come la nostra, la quale occupa il personale in diversi settori, (esempio: giardini, ufficio, amministrazione-direzione, professionisti di __________ ecc...) debba iscrivere a registro tutte le sue divisioni d'esercizio. Già nella nostra opposizione si era citato che la nostra richiesta era indirizzata al settore d'esercizio sistemazioni giardini e non come indicato dalla sezione del Lavoro nella sua decisone: ... "settore d'esercizio tutta l'azienda"

Visto quanto sopra invitiamo codesto Tribunale a voler accettare il nostro ricorso e concedere il diritto alla riscossione delle indennità per Intemperie al nostro settore d'esercizio "sistemazioni giardini" (cioè giardinieri) e non l'indennità per tutta l'azienda." (Doc. I)

1.3 Nella sua risposta del 3 settembre 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico si è confermata nelle proprie allegazioni (cfr. doc. III).

1.4. Con lettera del 3 novembre 2004 il TCA ha posto alla ricorrente le seguenti domande:

“1. In cosa consiste esattamente l'attività della vostra Associazione?

  1. Quanti dipendenti ha la vostra Associazione?

  2. Tra i vostri dipendenti quanti sono occupati come giardinieri?

  3. I giardinieri si occupano esclusivamente di attività esterne legate alla manutenzione dei campi __________ o hanno pure altre mansioni?

Se hanno altre mansioni, quali?

  1. Rispetto all'attività globale della vostra Associazione quanto tempo (in percentuale) è dedicato alle "sistemazioni esterne (giardini)"?”

(cfr. doc. VII)

Con lettera dell’8 novembre 2004 l’Associazione ha così risposto al TCA:

“1. L’associazione gestisce un campo __________ allo scopo di praticare lo sport __________. Gli utenti del campo __________ sono turisti e membri dell’associazione.

  1. Ad oggi l’associazione conta 17 dipendenti.

  2. Ad oggi il numero dei dipendenti giardinieri è 11.

  3. I giardinieri hanno esclusivamente attività esterne.

  4. I giardinieri lavorano a turni 7 giorni su 7 per il mantenimento del campo __________, per cui viene dedicato il 100% del loro tempo alla sistemazione esterna.” (cfr. doc. VIII)

1.5. I doc. VII e VIII sono stati notificati alla Sezione del lavoro Ufficio giuridico (cfr. doc. IX) che, con scritto del 23 novembre 2004, ha comunicato al TCA di riconfermarsi in quanto espresso nella risposta di causa (cfr. doc. X).

1.6. Con lettera del 15 febbraio 2005 il TCA ha posto ancora alla ricorrente le seguenti domande:

“1) Che cosa fanno esattamente i 6 dipendenti della vostra Associazione che non sono occupati come giardinieri?

  1. Il numero dei vostri dipendenti è soggetto a oscillazioni stagionali?

Se sì, quale è la consistenza della variazione del personale e come è ripartita in quelle occasioni l'attività tra i vostri dipendenti (quanti giardinieri e quanti dipendenti occupati in altre mansioni)?”

(cfr. doc. XI)

Con lettera del 16 febbraio 2005 l’Associazione ha così risposto al TCA:

" (…)

  1. I 6 dipendenti non giardinieri svolgono le mansioni di:

direttrice – 1 persona

segretarie – 2 persone

tutto fare “__________” – 2 persone

donna delle pulizie – 1 persona

  1. No, il numero dei dipendenti non è soggetto a oscillazioni stagionali. E’ possibile invece l’assunzione di giardinieri temporanei nei periodo di alta stagione da aprile ad ottobre.

(…).” (cfr. doc. XII)

I documenti XI e XII sono stati notificati alla Sezione del lavoro Ufficio giuridico (cfr. doc. XIII) che con lettera del 24 febbraio 2005 si è riconfermata nelle proprie allegazioni rinviando pure alla nuova Circolare relativa alle indennità per intemperie del SECO nella versione francese del gennaio 2005 (cfr. doc. XIV).

Il doc. XIV è stato trasmesso all ricorrente per conoscenza (cfr. doc. XV).

in diritto

2.1. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 10 gennaio 2005 nella causa R., C 181/04; STFA del 20 settembre 2004 nella causa L., C 34/04; STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a un periodo posteriore l'entrata in vigore delle nuove disposizioni (annuncio della perdita di lavoro dovuta ad intemperie per il mese di gennaio 2004), si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

2.2. Giusta l’art. 42 cpv. 1 LADI i lavoratori occupati in rami in cui sono usuali perdite di lavoro dovute ad intemperie hanno diritto all’indennità per intemperie unicamente se sono soggetti all’obbligo di contribuzione all’assicurazione contro la disoccupazione o non hanno ancora raggiunto l’età minima per l’obbligo di contribuzione nell’AVS e subiscono una perdita di lavoro computabile ai sensi dell’art. 43 LADI (cfr. Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwal- tungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 450-473, pag. 173-180; G. Gerhards, Grundriss des neuen Arbeitslosen- versicherungsrechts, Berna 1996, N. 197 e segg., pag. 144 e segg. e Thomas Locher, Grundriss des Sozialversicherungs- recht, Berna 1997, § 34 III N. 55 e segg. a pag. 215 e segg.).

Il Consiglio federale ha determinato i seguenti rami per i quali può essere versata l’indennità: edilizia e genio civile, carpenteria e taglio della pietra e cave; estrazioni di sabbia e di ghiaia; posa di binari e di condotte aeree; sistemazioni esterne (giardini); selvicoltura, vivai ed estrazione della torba, nella misura in cui tali attività non siano esercitate a titolo accessorio da un’azienda agricola; estrazione d’argilla e industria laterizia; pesca professionale; trasporti, nella misura in cui i veicoli siano esclusivamente utilizzati per il trasporto di materiale di scavo e di costruzione verso e da cantieri o il trasporto di sabbia e ghiaia dai luoghi di estrazione e, infine, segherie.

L’indennità per intemperie può inoltre essere pagata ad aziende che si dedicano unicamente alla viticoltura, alla coltivazione delle piante, alla frutticoltura e alla orticoltura, se gli usuali lavori stagionali non possono essere eseguiti a causa di siccità o di umidità straordinarie (cfr. art. 42 cpv. 2 LADI e art. 65 cpv. 1 e 3 OADI; vedi pure Nussbaumer, op. cit., N. 451-457, pag. 174-176 e G. Gerhards, op. cit., N. 200-203, pag. 145-146).

2.3. In una sentenza pubblicata in DTF 111 V 390 il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha sviluppato le seguenti considerazioni, in particolare in merito alla conformità alla legge dell’art. 65 cpv. 1 OADI e alla delega di cui all’art. 42 cpv. 2 LADI:

" (…)

b) Gemäss Art. 42 Abs. 2 AVIG wurde der Bundesrat ermächtigt, diejenigen Erwerbszweige zu bestimmen, in denen die Schlechtwetterentschädigung ausgerichtet werden kann. Diese Delegationsnorm enthält, abgesehen davon, dass es sich nach dem (gleichrangigen) Art. 42 Abs. 1 AVIG um Erwerbszweige mit üblichen wetterbedingten Ausfällen handeln muss, keine Richtlinien über die Art und Weise, wie von der Ermächtigung Gebrauch zu machen sei. Mit einer solchen Delegation wurde dem Bundesrat ein sehr weiter Spielraum des Ermessens für die Regelung auf Verordnungsstufe und namentlich die Kompetenz eingeräumt, die Erwerbszweige, in denen Schlechtwetterentschädigung ausgerichtet werden kann, unter Beachtung der durch das Willkürverbot gesetzten Grenzen in einer grundsätzlich abschliessenden Liste zu umschreiben. Aufgrund dieser Befugnis war der Bundesrat frei, auch solche Erwerbszweige in den Katalog im Sinne von Art. 65 Abs. 1 AVIV aufzunehmen, bei denen man mit vertretbaren Argumenten geteilter Meinung darüber sein kann, ob sie zu den Erwerbszweigen mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung gehören sollen, und umgekehrt andere Erwerbszweige von der Liste auszuschliessen, welche an sich mit guten Gründen als listenwürdig bezeichnet werden könnten. Zur Frage, ob die erwähnte gesetzliche Delegation den aus rechtsstaatlichen Gründen an eine Delegationsnorm zu stellenden Anforderungen zu genügen vermag, hat sich das Eidg. Versicherungsgericht zufolge der verfassungsrechtlichen Beschränkung seiner Überprüfungsbefugnis (Art. 113 Abs. 3 / Art. 114bis Abs. 3 BV) nicht zu äussern.

c) In Anbetracht des dem Bundesrat eingeräumten Auswahlermessens (vgl. IMBODEN/RHINOW, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 5. Aufl., Bd. I, S. 405) sowie des Umstandes, dass es bei der Bestimmung der Erwerbszweige mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung vorwiegend um rechtspolitische Fragen ging, übt das Eidg. Versicherungsgericht bei der Überprüfung von Art. 65 Abs. 1 AVIV auf die Gesetz- und Verfassungsmässigkeit grundsätzlich Zurückhaltung.

Sodann ergibt sich auch aus der Entstehungsgeschichte und insbesondere aus den parlamentarischen Beratungen mit hinreichender Deutlichkeit, dass die Festlegung der Erwerbszweige mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung einschränkend erfolgen sollte. Schon im Bericht des BIGA an die vorberatende Kommission des Nationalrates vom 16. März 1981 ist von einer restriktiven Handhabung der Schlechtwetterentschädigung die Rede. In der nationalrätlichen Kommission stellte Weber unwidersprochen fest, es bereite einige Mühe, Abgrenzungen vorzunehmen; er vermute, dass im Bereich der Schlechtwetterentschädigung allzu viele Hoffnungen geweckt würden und in der Praxis Einschränkungen vorgenommen werden müssten (Protokoll vom 9./10. April 1981 S. 14). In der ständerätlichen Kommission wies Kündig auf die Missbrauchsgefahr bei allzu grosszügiger Regelung der Schlechtwetterentschädigung hin (Protokoll vom 17./18. August 1981 S. 7), und BIGA-Direktor Bonny vertrat die Ansicht, es gehe darum, die bisherige Praxis fortzusetzen, sie aber keinesfalls auszuweiten (Protokoll vom 11./12. November 1981 S. 17). Ferner war auch die Konsultative Kommission für die Arbeitslosenversicherung einhellig der Ansicht, dass der Katalog von Erwerbszweigen mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung nicht erweitert werden dürfe (Kurzprotokoll vom 14./15. Juli 1983 S. 8). Es ging dem Gesetzgeber nach dem Gesagten offensichtlich darum, zu verhindern, dass die Arbeitslosenversicherung jede Art schlechtwetterbedingter Arbeitsverhinderung entschädigen muss.

(…).“ (cfr. DTF 111 V 390, consid. 4 a), b) e c), pag. 395-397).

In quell’occasione l’Alta Corte ha stabilito che un'impresa specializzata nella costruzione e nel montaggio di recinti metallici e di legno non può esser compresa nei rami di attività enumerati all'art. 65 cpv. 1 OADI. Secondo l'art. 65 cpv. 1 OADI il giudizio sul diritto a indennità per intemperie non è da fondare sulla natura della singola attività esercitata, ma sul carattere dell'impresa o del gruppo di imprese. L'enumerazione dei rami di attività aventi diritto a indennità per intemperie figurante all'art. 65 cpv. 1 OADI è di principio esaustiva. L'esclusione delle imprese specializzate nella costruzione e nel montaggio di recinti metallici e di legno dalla lista stabilita dall'art. 65 cpv. 1 OADI è conforme a legge e Costituzione.

Il TFA ha, tra l’altro, osservato che:

" (…)

d) Die Nichtaufnahme der Zaunmontage in die Liste der Erwerbszweige mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung erweist sich entgegen der Behauptung des Beschwerdeführers nicht als gesetzwidrig bzw. willkürlich. Wie das BIGA zutreffend dargelegt hat, handelt es sich bei der Zaunmontage um einen jener Erwerbszweige, bei welchen die Fabrikation und die Montage des Werkes in der Regel vom gleichen Unternehmen ausgeführt werden. Bei diesen gemischten Fabrikations- und Montagebetrieben lassen sich üblicherweise organisatorische Massnahmen treffen, damit jene Angestellten, denen infolge schlechten Wetters die Zaunmontage unzumutbar ist, für die fragliche Zeit im Betrieb anderweitig beschäftigt werden können. Der Umstand, dass grosse Firmen über spezielle Montageabteilungen verfügen, rechtfertigt keine Aufnahme solcher Betriebe in die Liste der Erwerbszweige mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung, weil damit gegenüber kleineren Unternehmen ohne selbständige Montageabteilungen eine stossende Privilegierung geschaffen würde, welche mit dem Gebot rechtsgleicher Behandlung nicht vereinbar ist. Rz. 10.2 des neuen Kreisschreibens des BIGA über die Schlechtwetterentschädigung (Ausgabe Juli 1985), wonach eine Zaunfabrik, die ihre Montagegruppe wegen des gefrorenen Bodens nicht einsetzen kann, nicht zu den Erwerbszweigen mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung gehört, erweist sich demnach als gesetzes- und verfassungskonform.

Wenn ein Ausweichen auf witterungsunabhängige Verrichtungen im vorliegenden Fall im Sinne der Ausführungen des Beschwerdeführers nicht möglich gewesen sein sollte, so handelt es sich hiebei um ein strukturelles Problem dieses konkreten Betriebes und mithin um ein vom Beschwerdeführer zu tragendes Unternehmerrisiko, das er nicht durch Berufung auf willkürliche Behandlung auf die Arbeitslosenversicherung abwälzen kann.

(…).“ (cfr. DTF 111 V 390, consid. 4d, pag. 397-398)

La nostra Massima Istanza si è riconfermata nella propria giurisprudenza e in una sentenza pubblicata in DTF 112 V 139 ha stabilito che l’esclusione dei geometra ingegneri e dei loro ausiliari dalla lista dei rami di attività aventi diritto all’indennità per intemperie non è contraria a legge e a costituzione.

2.4. In un’altra sentenza pubblicata in DTF 113 V 353 l’Alta Corte ha stabilito che un singolo settore d’esercizio all’interno di un’impresa può di per se stesso, di principio, far parte di un ramo d’attività avente diritto a indennità per intemperie indicato nella lista dell’art. 65 cpv. 1 OADI.

In particolare, circa i presupposti affinché si possa ritenere dato un settore d’esercizio, il TFA ha osservato che:

" (…)

Voraussetzung hiefür ist, dass der einzelne Betriebszweig eine gewisse Grösse aufweist und er damit für das Unternehmen wirtschaftlich von Bedeutung ist und ihm auch organisatorisch ein bestimmtes Mass an Selbständigkeit zukommt. Übernimmt ein Unternehmen nur nebenbei die Ausführung von Arbeiten, die witterungsbedingten Behinderungen ausgesetzt sind, so liegt kein selbständiger Betriebszweig im dargelegten Sinne vor. Ein Indiz für die Bedeutung, welche ein bestimmter Teilbereich für das gesamte Unternehmen hat, kann sich aus der Zweckumschreibung gemäss Gründungsurkunde oder Statuten ergeben, wobei es für die Annahme eines selbständigen Erwerbszweiges im Sinne der Arbeitslosenversicherung auf die effektiv bestehenden betrieblichen Verhältnisse ankommt. (…)."

(cfr. DTF 113 V 353, consid. 2c, pag. 355)

In quel caso, trattandosi di un settore d’esercizio che si occupava sia dell’installazione di guide di scorrimento di sicurezza (attività questa che appartiene alla costruzione di strade e che pertanto rientra nel ramo edilizia e genio civile ai sensi dell’art. 65 cpv. 1 lett. a OADI) che della fabbricazione delle stesse, il TFA ha negato il diritto alle indennità per intemperie e ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.- Im vorliegenden Fall befasst sich ein selbständiger Betriebszweig im erwähnten Sinne mit der Fabrikation und Montage von Strassenleitplanken. Es ist somit zu prüfen, ob dieser Betriebszweig aufgrund der Art der ausgeübten Tätigkeit den Charakter eines Erwerbszweiges aufweist, der nach Art. 65 Abs. 1 AVIV Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung hat.

Dies muss in analoger Anwendung von BGE 111 V 397 Erw. 4d verneint werden. Bei einem gemischten Fabrikations- und Montagebetrieb bzw. Betriebszweig wie dem vorliegenden lassen sich nach der Rechtsprechung in der Regel organisatorische Massnahmen treffen, damit jene Arbeitnehmer, denen zufolge schlechten Wetters die Montage von Strassenleitplanken unzumutbar ist, für die fragliche Zeit entweder innerhalb des betreffenden Betriebszweiges oder aber im Rahmen des gesamten Unternehmens anderweitig beschäftigt werden können. In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird hiegegen eingewendet, es sei angesichts der Besonderheit der Fabrikation von Strassenleitplanken, welche durch speziell hiefür ausgebildetes Personal erfolgen müsse, unmöglich, Montagearbeiter bei der Fabrikation einzusetzen. Indessen geht es gemäss BGE 111 V 397 Erw. 4d nicht an, Fabrikationsbetriebe mit eigenen Montageequipen gegenüber Fabrikationsbetrieben, die über keine speziellen Montageabteilungen verfügen, zu bevorzugen. Eine solche Privilegierung jener Betriebe wäre mit dem Gebot rechtsgleicher Behandlung von grundsätzlich gleichartigen Betrieben nicht zu vereinbaren. Sodann wurde in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht dargetan, weshalb es unmöglich gewesen wäre, die drei vom schlechten Wetter betroffenen Arbeiter von insgesamt 70 Monteuren des ganzen Betriebes mit insgesamt 130 Angestellten für die fragliche Zeit anderweitig beschäftigen zu können. Selbst wenn ein Ausweichen auf witterungsunabhängige Verrichtungen aber tatsächlich nicht möglich gewesen sein sollte, so handelt es sich hiebei um ein strukturelles Problem dieses konkreten Betriebes und mithin um ein von der Beschwerdeführerin zu tragendes Unternehmerrisiko, das sie nicht auf die Arbeitslosenversicherung abwälzen kann (BGE 111 V 397 f.). Schliesslich erweist sich auch das Argument, dass die meisten Leitplankenmontagen durch Tiefbaufirmen ausgeführt würden, denen bei wetterbedingtem Arbeitsausfall Schlechtwetterentschädigung ausbezahlt wird, als unbehelflich. Denn die Beschwerdeführerin übersieht, dass reine Montagebetriebe im Vergleich zu gemischten Fabrikations- und Montagebetrieben einen wesentlich andern Charakter aufweisen, auf welchen es gemäss BGE 111 V 394 Erw. 3 für die Beurteilung des Anspruchs auf Schlechtwetterentschädigung ankommt.

Nach dem Gesagten gehört ein Betrieb bzw. ein Betriebszweig, welcher Strassenleitplanken fabriziert und montiert, nicht zu den in Art. 65 Abs. 1 AVIV aufgezählten Erwerbszweigen mit Anspruch auf Schlechtwetterentschädigung. (…)"

(cfr. DTF 113 V 353, consid. 3, pag. 355-356)

Il TFA si è confermato nella propria giurisprudenza e in una decisione pubblicata in DLA 1989 N. 2 pag. 61 ha stabilito che nei settori della selvicoltura e dell’estrazione della torba, il diritto alla riscossione dell’indennità per intemperie si estende soltanto alle imprese la cui attività principale mostra chiaramente le caratteristiche tipiche a questo ramo d’attività. Se un’azienda, nella sua globalità, dev’essere attribuita prevalentemente al settore dell’agricoltura, la selvicoltura praticata addizionalmente non può essere definita ramo d’attività indipendente.

In quell’occasione l’Alta Corte ha, in particolare, osservato che:

" (…)

c) Der Beschwerdeführer und sein Angestellter sind lediglich während vier Wintermonaten im Wald beschäftigt. Die verbleibenden acht Monate benötigen sie für die Erfüllung ihrer Aufgaben im landwirtschaftlichen Sektor, weshalb der Betrieb bereits aufgrund der auf die einzelnen Tätigkeitsbereiche entfallenden zeitlichen Beanspruchung zur Landwirtschaft zu zählen ist. Zudem bildet die winterliche Bewirtschaftung des Waldes eine in zahlreichen anderen Lanwirtschaftsbetrieben verbreitete Ausweismöglichkeit zur Überbrükung des saisonal bedingten Arbeitsrückganges. Da diese Beschäftigungsart somit als Teilbereich durchschnittlicher schweizerischer Landwirtschaftsbetriebe zu betrachten ist, lässt sich nicht rechtfertigen, den Betrieb des Beschwerdeführers je nach Jahrzeit unterschiedlich zu qualifizieren. Die lediglich im Winter betriebene Waldwirtschaft stellt somit keinen eigenständigen Erwerbszweig neben der zur Hauptsache landwirtschaftlichen Tätigkeit dar. (…).“

(cfr. DLA 1989 N. 2, consid. 4c, pag. 64-65)

Questo Tribunale ha riconosciuto il diritto alle indennità per intemperie ad una ditta che si occupava essenzialmente del montaggio e della manutenzione di piscine, piste di ghiaccio artificiali e impianti antincendio, in quanto queste attività devono essere considerate accessorie al settore dell’edilizia (cfr. STCA dell’11 settembre 1992 nella causa A. SA, AD 101/92).

Per contro, il TCA ha confermato il rifiuto del diritto alle indennità per intemperie nel caso di una ditta attiva nel ramo del turismo (cfr. STCA del 14 gennaio 1987 nella causa S. SA, AD 10/87).

2.5. Nelle disposizioni che regolano il diritto alle indennità per lavoro ridotto il legislatore ha, in particolare, stabilito che il Consiglio federale disciplina a quali condizioni un settore d’esercizio è parificato ad un’azienda (cfr. art. 32 cpv. 4 LADI).

Nell’ambito e in base a questa delega il Consiglio federale ha adottato l’art. 52 OADI secondo il quale:

" 1 Un settore d’esercizio è parificato ad un’azienda se costituisce un’unità organica provvista di personale e di mezzi tecnici propri la quale:

a. dipende da una direzione autonoma in seno all’azienda, oppure

b. fornisce prestazioni che potrebbero essere fornite ed offerte sul

mercato da aziende autonome.

2 Il datore di lavoro, con il preannuncio di lavoro ridotto in un settore d’esercizio, deve presentare un organigramma del complesso dell’azienda."

In una decisione pubblicata in DLA 1986 N. 8 pag. 35 seg. il TFA ha stabilito che l'art. 52 OADI rientra nei limiti della delega di competenza prevista dall'articolo 32 cpv. 4 LADI ed è perciò conforme alla legge.

In quell'occasione l’Alta Corte ha osservato che dal fatto che due campi nel ramo d'attività "edilizia" vengano diretti ciascuno da un capocantiere, non può essere dedotto di trovarsi in presenza di due settori d'esercizio, tanto più che le incombenze dei capicantieri sono limitate essenzialmente all'esecuzione di ordinazioni di materiale e alla presa di contatto con gli interessati, ciò che nelle imprese di costruzione è oltremodo usuale anche nella direzione di diversi cantieri.

Contestualmente la nostra Massima Istanza, confermando quanto contenuto nella circolare concernente il lavoro ridotto (ILR circolare), ha sostenuto che, affinché un settore d'esercizio possa essere parificato ad un'azienda, dovrebbe godere di una certa autonomia in seno al complesso aziendale.

Il capogruppo con i suoi lavoratori deve costituire un'unità organizzativa a sé stante con propri mezzi personali e tecnici (cfr. DLA 1986 N. 8, consid. 3b, pag. 38).

La medesima circolare evidenzia poi, tra l'altro, che:

" Gli argomenti che potrebbero essere addotti a favore della parificazione di un settore d'esercizio ad un'azienda sarebbero per esempio la competenza di allacciare relazioni dirette fuori dell'azienda e quella di eseguire atti giuridici vincolanti per l'intera azienda (proprio potere decisionale per quanto riguarda il materiale, l'assunzione di personale, l'acquisto e la vendita).

Per contro, gli argomenti che si oppongono a siffatta parificazione sono una stretta interdipendenza nell'ambito del personale e nel campo tecnico (scambi continui di personale da un reparto all'altro). Non ci si trova in presenza di un settore d'esercizio autonomo quando il gruppo di lavoro comprende soltanto pochi lavoratori o al limite uno solo. Il settore d'esercizio non può scendere fino al livello di gruppo diretto da un caporeparto o al livello di gruppo di lavoro. La presenza di un caporeparto, di un conduttore di macchine o di un capogruppo non soddisfa, di regola, la condizione richiesta per una direzione autonoma in seno all'azienda (vedi art. 52 cpv. 1 lett. a OADI)."

(cfr. circolare ILR 01.92 N. 57 e 58, pag. 12)

In un'altra decisione pubblicata in DLA 1992 N.5 pag. 84 seg. il TFA ha stabilito che le istruzioni dell'UFIAML (oggi Segretariato di Stato dell'economia; SECO) menzionate sotto le cifre 30-35 della circolare concernente l'indennità per lavoro ridotto, entrata in vigore il 1° gennaio 1990, sono compatibili con l'art. 52 OADI.

In quel caso il TFA ha ritenuto che un settore d'esercizio (nel caso specifico il settore del legno) è parificato ad una azienda quando costituisce un'unità organica provvista di personale e di mezzi tecnici propri e non è strettamente legata ad altri settori d'esercizio sul piano del personale (i lavoratori del settore legno sono impiegati solo eccezionalmente e con grandi complicazioni nel settore metallo). La denominazione di "maestro" attribuita al capo del settore legno ha, nell'industria del legno, origini corporative e storiche; il fatto che esso sia subordinato, a livello di direzione, al capo di produzione al quale sottostà anche il responsabile del settore metallo non esclude una "direzione autonoma in seno all'azienda" ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 lett. a OADI. Avendo un proprio responsabile, il settore in questione dispone perciò di strutture di gestione sufficientemente autonome per soddisfare le esigenze dell'art. 52 cpv. 1 lett. a OADI. Le gelosie in legno che vi sono fabbricate presentano senz'altro le caratteristiche di un prodotto finito, vale a dire costituiscono una prestazione indipendente in seno all'azienda ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 lett. b OADI.

Anche nella nuova Circolare concernente l’indennità per lavoro ridotto (ILR) (nella versione francese del gennaio 2005: Circulaire relative à l’indemnité en cas de réduction de l’horaire de travail [Circulaire RHT], Janvier 2005), tra l’altro, si legge che:

" (…)

C29 La réglementation de la réduction de l'horaire de travail fait souvent référence à lanotion d'entreprise.

· L'entreprise est tout d'abord une grandeur de référence pour calculer la perte minimalede 10% (ch. marg. C24 ss).

· L'entreprise sert d'unité à laquelle doit se référer la durée maximale d'indemnisation (ch. marg. F1 ss).

· L'entreprise doit demander le versement des indemnités en cas de réduction de l'horaire de travail et en cas d'intempéries auprès de la même caisse pendant le délai-cadre de deux ans (ch. marg. G12 ss).

· Ces conditions juridiques qui sont liées à l'entreprise valent également pour les secteurs d'exploitation reconnus par le droit de l'assurance-chômage.

C30 La grandeur de référence pour le calcul de la perte minimale peut être soit l'entreprise, soit un secteur d'exploitation dans la mesure où celui-ci représente une unité d'organisation propre.

C31 Un secteur d'exploitation est assimilable à une entreprise lorsqu'il forme une entità organisationnelle avec ses propres moyens en personnel et techniques, qui

· dépend d'une direction autonome au sein de l'entreprise, ou

· fournit des prestations qui pourraient être offertes sur le marché par des entreprises indépendantes.

ð Jurisprudence

DTA 1992 N° 5 p. 84 ss.

DTA 1986 N° 8 p. 35 ss.

C32 Pour savoir s'il s'agit d'un secteur d'exploitation, il importe de se fonder surtout sur des critères économiques et moins sur des critères d'ordre juridique. Il faut en l'occurrence tenir compte du déroulement de la production et déterminer comment un fléchissement de l'activité influe sur les diverses parties d'une entreprise.

C33 L'employeur joindra un organigramme de l'entreprise à son préavis de réduction de l'horaire de travail pour un secteur d'exploitation. Pour qu'un secteur d'exploitation puisse être mis sur le même pied qu'une entreprise, il doit jouir d'une certaine autonomie au sein de l'entreprise. Il doit comprendre un groupe de travailleurs constituant sur le plan de l'organisation une unité au sein de l'entreprise. Il doit en outre viser son propre objectif d'exploitation ou fournir ses propres prestations dans le déroulement interne de la production (par ex. fabrication d'un produit intermédiaire). Il n'est pas absolument nécessaire que le secteur d'exploitation se trouve à un autre endroit que le reste de l'entreprise.

C34 En revanche, les éléments qui s'opposent à une telle assimilation sont une étroite imbrication sur le plan du personnel et dans le domaine technique (échanges continus de personnel d'un secteur à un autre). Il n'y a pas de secteur d'exploitation autonome lorsque le groupe de travail ne comprend qu'un seul ou peu de travailleurs. Le secteur d'exploitation ne doit pas aller jusqu'au secteur dirigé par un contremaître ou au groupe de travail. La présence d'un maître artisan, d'un conducteur de machines ou d'un chef de groupe ne remplit pas à elle seule, en règle générale, la condition exigée pour une unité autonome.

Il faut toutefois empêcher que la clause des 10% liée à la perte de travail et la durée maximale de l'indemnisation de douze mois ne soient vidées de leur substance par une reconnaissance trop généreuse de secteurs d'exploitation.

C35 En subdivisant une entreprise en secteurs d'exploitation, il importe avant tout de séparer les secteurs remplissant les conditions légales requises. Ensuite, il ne reste souvent que des groupes subsidiaires (p. ex. administration, vente) qui doivent nécessairement être rassemblés en un secteur restant et traités comme secteur d'exploitation.

C36 Pendant le délai-cadre de deux ans, une entreprise peut être divisée en secteurs d'exploitation ou à l'inverse des secteurs peuvent être groupés en une seule entreprise (fusion), lorsque la structure de l'entreprise subit des modifications.

Lors de la division en secteurs d'exploitation, les périodes de décompte déjà utilisées par l'entreprise sont imputées à chaque secteur d'exploitation. Jusqu'à la fin du délai-cadre de deux ans, le droit à l'indemnité doit être exercé auprès de la caisse choisie pour l'entreprise, et cela pour tous les secteurs d'exploitation qui, jusqu'ici, ont fait l'objet du décompte global de l'entreprise.

En cas de fusion de secteurs d'exploitation, il faut imputer à l'ensemble de l'entreprise toutes les périodes de décompte utilisées. Lorsque les périodes de décompte de plusieurs secteurs d'exploitation s'étendent sur le même laps de temps, elles ne sont prises en considération qu'une seule fois. Si les décomptes relatifs aux divers secteurs d'exploitation ont été, jusqu'ici, traités par des caisses différentes, il convient de faire valoir toutes les prétentions à l'indemnité de l'entreprise auprès de l'une de ces caisses jusqu'à la fin du délai-cadre de deux ans. Et si les délais-cadres des secteurs d'exploitation regroupés ont débuté à des dates différentes, c'est le délai-cadre le plus ancien qui est repris. (...)"

(cfr. Circulaire RHT, Janvier 2005, ch. marg. C29-C36)

2.6. Nella Circolare concernente l’indennità per intemperie (IPI) (nella versione francese del gennaio 2005: Circulaire relative à l’indemnité en cas d’intempéries [Circulaire Intemp], Janvier 2005), il Segretariato di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA del 19 agosto 2004 nella causa T., C 195/03; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), in merito all’attività svolta da un’impresa e al ramo d’appartenenza nonché ai requisiti di un settore d’esercizio, ha rilevato che:

" (…)

B2 C'est l'activité principale de l'entreprise et non la nature des diverses activités exercées qui détermine l'appartenance de l'entreprise à une branche ayant droit à l'indemnité en cas d'intempéries.

B3 Un secteur de l'entreprise peut toutefois à lui seul faire partie du cercle des branches ayant droit à l'indemnité en cas d'intempéries s'il revêt une importance économique pour l'entreprise et jouit d'une certaine autonomie organisationnelle. L'employeur devra indiquer à l'autorité cantonale les raisons pour lesquelles il lui a été impossibile d'occuper d'une quelque autre manière dans l'entreprise les travailleurs ayant subi une interruption de travail.

L'autorité cantonale examinera si le secteur peut être considéré comme ayant droit à l'indemnité, notamment à l'aide des statuts, de l'organigramme et sur la base de l'objectif propre du secteur concerné. (...)"

(cfr. Circulaire Intemp, Janvier 2005, ch. marg. B2 e B3)

2.7. Nel caso concreto dagli atti di causa risulta che l’Associazione RI 1, il 3 febbraio 2004, ha inoltrato un “Annuncio della perdita dovuta ad intemperie nel mese di gennaio 2004” indicando, in particolare, che: “I giardinieri non hanno potuto lavorare. Causa neve e gelo non è stato possibile eseguire i lavori di sistemazione esterna dei giardini/campi.” (cfr. doc. 3/A punti 3 e 4).

L’Associazione ha indicato quale Ramo “Giardinieri” e Event. settore d’esercizio “Sist. Giardini” (cfr. doc. 3/A)

La Sezione del lavoro Ufficio giuridico si è opposta all’annuncio in parola in quanto ha concluso che l’Associazione non rientrava in nessun ramo d’attività previsto dall’art. 65 OADI e pertanto non poteva essere posta al beneficio delle indennità per intemperie (cfr. doc. 3, A e III).

Le conclusioni a cui è giunta l’amministrazione non possono essere condivise da questo Tribunale per le seguenti ragioni.

Dagli accertamenti esperiti da questo Tribunale è emerso che l’Associazione ha 17 dipendenti di cui 11 giardinieri i quali, a turni 7 giorni su 7, lavorano a tempo pieno e esclusivamente all’esterno per il mantenimento del campo __________ (cfr. doc. VII, VIII e consid. 1.4).

Gli altri 6 dipendenti sono una direttrice, 2 segretarie, 2 tutto fare “__________” e una donna delle pulizie (cfr. consid. 1.6).

Considerato lo scopo dell’Associazione, così iscritto a Registro di Commercio: “__________.” (cfr. doc. 7), l’attività svolta al fine di mantenere atto il campo da gioco è indispensabile per il conseguimento dello stesso.

In particolare, viste le mansioni e l’esiguo numero dei dipendenti che non si occupano dei campi da gioco, occore pure concludere che l’Associazione non opera prevalentemente nel ramo del turismo.

Inoltre, visto che quasi il 65% dei dipendenti dell’Associazione è costituito da giardinieri che lavorano esclusivamente all’esterno per il mantenimento del campo __________, questo Tribunale, vista la giurisprudenza e le direttive citate (cfr. consid. 2.4, 2.5 e 2.6), ritiene che nel caso concreto siamo in presenza di un settore d’esercizio indipendente.

Pertanto, siccome gli addetti alla sistemazione del campo __________ configurano un settore d’esercizio indipendente e attivo esclusivamente nel ramo delle sistemazioni esterne (giardini) ai sensi dell’art. 65 cpv. 1 lett. d OADI, a torto l’amministrazione si è opposta all’annuncio della perdita di lavoro dovuta ad intemperie inoltrato dall’Associazione.

Infatti, come visto, la giurisprudenza federale ha stabilito che anche un singolo settore d’esercizio nell’interno di un’impresa può far parte di un ramo d’attività avente diritto a indennità per intemperie indicato nella lista dell’art. 65 cpv. 1 OADI (cfr. consid. 2.4).

In simili circostanze la decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché valuti se le ulteriori premesse necessarie per poter beneficiare delle indennità per intemperie sono adempiute e proceda ad emettere una nuova decisione.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso é accolto.

§ La decisione su opposizione impugnata è annullata e gli atti rinviati all’amministrazione perché proceda come indicato al consid. 2.7 in fine.

2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

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