Incarto n. 36.2023.38
cs
Lugano 18 marzo 2024
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, cancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 18 dicembre 2023 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 28 novembre 2023 emanata da
CO 1
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1967, è affiliato presso CO 1 (in seguito: CO 1) per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
1.2. Con scritto del 3 ottobre 2022 indirizzato al medico fiduciario dell’assicuratore, il Prof. dr. med. __________, primario presso il servizio multisito di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica __________, posta la diagnosi di blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori, ha proposto un intervento alfine di migliorare la sintomatologia dell’assicurato (doc. 8). La richiesta è stata reiterata il 21 ottobre 2022, dopo che CO 1 ha rifiutato di assumersi i costi del trattamento (doc. 7). Lo specialista ha ribadito che si tratta di una blefarocalasi sintomatica e che RI 1 ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei quadranti cranio-laterali. Secondo il dr. med. __________, la sintomatologia è confermata tramite un esame del campo visivo che mostra una sua riduzione (doc. 7).
1.3. Il 31 ottobre 2022, dopo aver acquisito il parere del proprio medico fiduciario e riferendosi ad una domanda simile inoltrata in passato, nel 2014, CO 1 ha stabilito che non vi sono i presupposti medici per mettere a carico della LAMal i costi dell’intervento, poiché il disturbo “non è marcato e quindi non paragonabile ad una malattia” (plico doc. 7). Il 17 maggio 2023 l’assicuratore ha ribadito la reiezione della richiesta in seguito alla presa di posizione di un medito fiduciario specializzato in casi oftalmologici (plico doc. 6).
1.4. Con decisione del 27 luglio 2023 (doc. 4), confermata dalla decisione su opposizione del 28 novembre 2023 (doc. 2), CO 1 ha respinto la richiesta di assunzione dei costi per un intervento di blefaroplastica delle palpebre superiori. L’assicuratore, con riferimento ad una sentenza KV.2014.19 del 29 giugno 2015 del Tribunale cantonale delle assicurazioni del Canton Zurigo sostiene che in caso di blefarocalasi l’esecuzione di una misurazione oftalmologica del campo visivo è considerata un metodo adeguato per determinare la rilevanza patologica e per verificare o meno l’esistenza di un danno alla salute. Riferendosi alla presa di posizione del medico fiduciario, CO 1 afferma che non vi sono significative restrizioni del campo visivo con rilevanza patologica e l’intervento non può essere rimborsato dalla LAMal. Il fatto che un intervento apporti dei miglioramenti non è sufficiente per ammettere una presa a carico, così come la percezione di disagio dell’assicurato. Dai referti medici non risulta alcuna irritazione o lacrimazione cronica.
1.5. RI 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione (doc. I), chiedendo, nel “petitum”, oltre al rimborso delle prestazioni per l’intervento di blefaroplastica delle palpebre superiori, quanto segue:
se il tempo di risposta dall’opposizione alla decisione formale possa essere considerato congruo al caso;
che il Tribunale riceva copia completa in possesso dell’assicuratore della richiesta iniziale corredata da motivazioni e esami tecnici, così da potersi esprimere con contezza di tutti gli elementi riguardo a questo caso;
“L’intimazione a CO 1 di specificare nelle proprie decisioni formali che le stesse non sono una decisione di ultima istanza ma alla quale si può ricorrere ed a chi e in quali termini. Non tutti gli assicurati conoscono tale diritto. In tutte le decisioni viene sempre indicato il rimedio giuridico, anche in questo ambito dovrebbe essere specificato. (Lo sarà specificato solo dopo che recatomi presso il vostro Tribunale mi ha richiesto la decisione formale, in quest’ultima vengono indicati i rimedi. Ma nella prima comunicazione non era stata indicata la possibilità di richiedere una decisione formale e tantomeno i rimedi giuridici.”
Nel merito l’insorgente contesta il contenuto della decisione formale, poiché l’assicuratore si è limitato a sostenere che il disturbo di cui è affetto non è marcato e quindi non è paragonabile ad una patologia.
Il ricorrente censura poi la presa di posizione del medico fiduciario, dr. med. __________, che non lo ha visitato e che si è opposto a conclusioni espresse da un medico qualificato, il Prof. dr. med. __________, che ha compiuto una valutazione puntuale e suffragata da esami obiettivi. La medicina non è una scienza esatta e quello che può essere sopportabile per una persona potrebbe non esserlo per un’altra. Per cui sarebbe necessaria un’approfondita anamnesi, esami che confermano la patologia e visite approfondite. Non sarebbe inoltre chiaro cosa significhi l’espressione “non paragonabile a una patologia”.
L’assicurato evidenzia di essere stato richiesto telefonicamente dall’assicuratore di organizzare una telefonata e fornire il numero al Prof. dr. med. __________ per un approfondimento con il medico fiduciario. Quest’ultimo, tuttavia, che ha conseguito la specializzazione di oftalmologia l’11 dicembre 1989 e l’abilitazione quale medico di fiducia nel 2022, non ha effettuato alcuna visita, non ha approfondito la patologia di cui è affetto e non ha neppure esaminato il caso attraverso un confronto scientifico con il Prof. dr. med. __________, primario. L’insorgente non comprende come il medico fiduciario abbia potuto valutare aspetti che devono essere osservati tramite consultazione diretta del paziente.
Il ricorrente rileva di essersi sottoposto ad un esame che accerta l’oggettiva riduzione del campo visivo, che concerne una delle patologie che ha indotto ad inoltrare la richiesta per l’intervento di blefaroplastica, ossia un intervento necessario per correggere problemi funzionali o di salute legati alle palpebre.
Secondo l’insorgente le valutazioni del Prof. dr. med. __________ comprovano che le condizioni di cui agli art. 25-31 LAMal per una presa a carico dell’intervento sono perfettamente adempiute.
Egli evidenzia di avere una copertura completa e di pagare il massimo, ossia, comprese le assicurazioni complementari, fr. 844.55 al mese, mentre l’intervento ha un costo indicativo tra fr. 3'000 e fr. 3'500, sottolinea che nell’allegato 1 dell’OPre non esistono criteri oggettivi utilizzabili per la patologia di cui viene chiesto il rimborso ed afferma che per questioni di economicità si potrebbe utilizzare la medesima sala operatoria necessaria per l’intervento di rimozione di una ciste, oggetto di altra procedura. Egli asserisce che “pagando il massimo grado di copertura ritengo che il caso debba essere anche valutato riguardo all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a quelli previsti dalla assicurazione di base e alla mia percezione di malattia, in termini di disagio psicologico, fisico (come da finalità medicali che indicano come patologia l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.
Nonostante tale ultima indicazione non è stato sostenuto che il signor RI 1 abbia postulato dall’assicuratore complementare LAMal (__________, doc. B1 e B2) pretese in relazione al programmato intervento.
1.6. Con risposta del 16 gennaio 2024 l’assicuratore ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). Alle parti è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere l’acquisizione di specifiche prove (doc. IV del18 gennaio 2024).
Per completare gli atti il giudice delegato ha interpellato l’assicurato chiedendogli in particolare di produrre la polizza assicurativa con l’assicuratore CO 1 (doc. V del 27 febbraio 2024), richiesta evasa dal signor RI 1 il successivo 1 marzo 2024 (doc. VI).
in diritto
in ordine
2.1. Il ricorrente contesta il contenuto della decisione formale del 27 luglio 2023, sostenendo che non ci sono motivazioni puntuali e precise laddove figura che “il disturbo non è marcato e quindi non paragonabile ad una patologia”.
Nella misura in cui l’assicurato ne chiede la modifica, il ricorso è irricevibile. Infatti, la decisione su opposizione sostituisce la prima decisione e diventa, in caso di ricorso, oggetto del litigio (STF 9C_663/2021 del 6 novembre 2022, consid. 2, non pubblicato in DTF 149 V 2, con rinvio alla STF 9C_777/2013 del 13 febbraio 2014, consid. 5.2.1; cfr. anche STF 8C_273/2022 dell’8 febbraio 2023, consid. 3.1 in fine con rinvio alla DTF 142 V 337, consid. 3.2.1. in fine).
2.2. Come indicato sub. 1.5. il ricorrente accenna alla presenza di assicurazioni complementari alla LAMal ed afferma che “pagando il massimo grado di copertura ritengo che il caso debba essere anche valutato riguardo all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a quelli previsti dalla assicurazione di base e alla mia percezione di malattia, in termini di disagio psicologico, fisico (come da finalità medicali che indicano come patologia l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.
Nella misura in cui l’assicurato chiede il rimborso di prestazioni fondate sulle assicurazioni complementari alla LAMal, il ricorso si rivela irricevibile, giacché tali controversie sono rette da un’altra procedura (cfr. art. 7 CPC, art. 243 e seguenti CPC).
2.3. L’insorgente si lamenta del tempo trascorso tra la decisione formale del 27 luglio 2023 e la decisione su opposizione del 28 novembre 2023, emessa in seguito all’opposizione del 14 agosto 2023.
Nel caso di specie l’assicuratore ha emesso la propria decisione su opposizione tre mesi e mezzo dopo l’inoltro dell’opposizione, ossia un termine che rientra ancora in un periodo ragionevole. Il Tribunale federale ha infatti già stabilito che un lasso di tempo di inattività di 5 mesi e mezzo non costituisce una denegata giustizia (STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022, consid. 5.4: “S'agissant de la période d'inactivité de l'intimée entre l'arrêt cantonal du 3 décembre 2020 et le 18 mai 2021, il importe peu de savoir si elle constitue un simple "temps mort" ou si elle est due à une surcharge de travail de l'intimée - les deux hypothèses ne s'excluant d'ailleurs pas -, au vu de sa brièveté, qui est insuffisante pour retenir un déni de justice”, sottolineatura del redattore).
Del resto, ritenuto che in concreto non ci si trova a dover giudicare un ricorso per denegata/ritardata giustizia poiché la Cassa nel frattempo ha emesso la decisione su opposizione qui contestata, la questione non deve essere approfondita.
2.4. L’insorgente si lamenta della circostanza che l’assicuratore nei primi due scritti di rifiuto della prestazione non ha indicato i mezzi di diritto. Solo dopo aver raccolto informazioni presso questo Tribunale l’assicurato sarebbe venuto a conoscenza della possibilità di chiedere l’emissione di una decisione formale. Egli chiede che venga intimato a CO 1 l’obbligo di precisare la possibilità di impugnare le proprie decisioni, indicandone l’istanza competente.
Per l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.
Ai sensi dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.
Secondo l’art. 52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.
In concreto, il Prof. dr. med. __________, per conto dell’insorgente, il 3 ottobre 2022 ha chiesto a CO 1 di esaminare l’assunzione dei costi di un intervento di blefaroplastica delle palpebre superiori. Con scritto del 31 ottobre 2022 l’assicuratore ha respinto la richiesta, sostenendo che non erano dati i presupposti previsti dalla LAMal.
Il 17 maggio 2023 CO 1 ha ribadito la reiezione della richiesta con uno scritto indirizzato al Prof. dr. med. __________, indicando che se “Lei e/o il nostro assicurato non è d’accordo con la nostra presa di posizione, ha facoltà di richiedere una decisione formale” (allegato doc. 6).
Il 10 luglio 2023 l’insorgente ha chiesto l’emissione di una decisione formale (doc. 5), che è stata emanata il 27 luglio 2023 con l’indicazione della possibilità di inoltrare opposizione all’assicuratore malattie, di cui è stato fornito l’indirizzo completo, entro 30 giorni dalla notifica (doc. 4).
Nella decisione su opposizione del 23 novembre 2023, qui impugnata, in calce, figura la possibilità di impugnarla al Tribunale delle assicurazioni del Cantone di domicilio dell’assicurato entro 30 giorni dall’intimazione.
In data 18 dicembre 2023 l’assicurato è tempestivamente insorto a questo Tribunale.
Ora, a prescindere dalla ricevibilità della domanda, questo Tribunale deve costatare che l’assicuratore ha agito correttamente.
Infatti, dopo aver dapprima negato l’assunzione dei costi tramite semplice lettera (doc. 7 e 8), in seguito ad un nuovo esame della fattispecie, CO 1 ha indicato la possibilità di domandare l’emissione di una decisione formale (plico doc. 6), che ha poi in breve tempo emanato dopo aver ricevuto una richiesta in tal senso dell’insorgente (doc. 4 e 5).
Inoltre, sia nella decisione formale che nella decisione su opposizione, la convenuta ha indicato i mezzi di impugnazione.
Le contestazioni del ricorrente vanno respinte.
nel merito
2.5. Per l’art. 3 cpv. 1 LPGA è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un’incapacità al lavoro.
Ai sensi dell’art. 24 cpv. 1 LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite negli articoli 25-31, secondo le condizioni di cui agli articoli 32-34. Per l’art. 24 cpv. 2 LAMal le prestazioni assunte sono collegate alla data o al periodo di trattamento.
L’art. 25 cpv. 1 LAMal prevede che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo l’art. 25 cpv. 2 LAMal queste prestazioni comprendono (lett. a) gli esami e le terapie ambulatoriali, in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate (cifra
Secondo l’art. 32 cpv. 1 LAMal le prestazioni di cui agli articoli 25–31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici. L’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono riesaminate periodicamente (art. 33 cpv. 2 LAMal).
Il Consiglio federale può designare le prestazioni fornite da un medico o chiropratico i cui costi non sono assunti dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni (art. 33 cpv. 1 LAMal), definisce le prestazioni di cui all’articolo 25 capoverso 2 non effettuate da un medico o chiropratico e le prestazioni di cui agli articoli 26, 29 capoverso 2 lettere a e c e 31 capoverso 1 (art. 33 cpv. 2 LAMal), determina in quale misura l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi d’una prestazione, nuova o contestata, la cui efficacia, idoneità o economicità sono ancora in fase di valutazione (art. 33 cpv. 3 LAMal), nomina commissioni che consulta ai fini della designazione delle prestazioni. Provvede al coordinamento dei lavori di queste commissioni (art. 33 cpv. 4 LAMal), può delegare al Dipartimento o all’Ufficio federale le competenze di cui ai capoversi 1–3 (art. 33 cpv. 5 LAMal).
Questa disposizione si fonda sulla presunzione che medici e chiropratici applichino trattamenti e misure conformi all'art. 32 cpv. 1 LAMal.
È pertanto compito del Consiglio federale stilare una lista negativa di prestazioni che non rispettano questi criteri o che li rispettano solo parzialmente o a determinate condizioni (RAMI 2000 no. KV 113 pag. 130 consid. 4a; DTF 125 V 28 consid. 5b).
Le citate competenze sono state delegate al Dipartimento federale dell'interno (DFI) che, in data 29 settembre 1995, ha promulgato l'Ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (Ordinanza sulle prestazioni, OPre).
2.6. La questione dell’assunzione dei costi di interventi di correzione chirurgica da parte della LAMal è stata oggetto di un’abbondante giurisprudenza federale (cfr. sentenza K 132/04 del 2 febbraio 2006, consid. 2.2). In questo contesto il Tribunale federale ha in particolare delimitato i casi che concernono la chirurgia estetica, dove lo scopo principale dell’intervento è quello di rendere una parte del corpo più bella o maggiormente conforme ai canoni di bellezza ideali da quelli che, anche se l’aspetto estetico non è totalmente assente, devono essere considerati come aventi valore di malattia ai sensi della legge e, di conseguenza, sono coperti dall’assicurazione malattie.
In una sentenza 9C_365/2010 del 28 febbraio 2011, al consid. 2, il TF ha ricordato che un difetto estetico non configura di per sé un rischio (di malattia) assicurato dalla LAMal (cfr. anche DTF 111 V 231, consid. 1a). Nondimeno, se un simile difetto provoca disturbi di valore patologico, il trattamento medico - e con esso la rimozione del difetto estetico quale causa della malattia – messo in atto per la cura di queste conseguenze patologiche costituisce una prestazione obbligatoria (RAMI 1992 n° KV 903 pag. 231 consid. 2c, 1991 n° KV 876 pag. 247 consid. 2b, sentenza K 87/02 del 24 dicembre 2002 consid. 1.2). Similmente l’assicuratore malattie è chiamato ad assumersi, a determinate condizioni, i costi di un intervento chirurgico eseguito per il trattamento di un difetto estetico secondario, dovuto a una malattia o a un infortunio (DTF 121 V 119 consid. 1 pag. 121; cfr. anche sentenza 9C_126/2008 del 30 ottobre 2008 consid. 4.1).
In una sentenza 9C_319/2015 del 9 maggio 2016, pubblicata in SVR 2016, KV n. 16, pag. 80, il Tribunale federale ha giudicato il caso di una donna che ha subito due operazioni di riduzione dello stomaco, rimborsate dall’assicuratore malattie, con successiva riduzione del peso che aveva provocato una dermatocalasi con eccessi di pelle cascante nella regione del petto e della coscia, come pure un cosiddetto grembiule di grasso a livello della pancia. L’Alta Corte ha stabilito che il relativo rassodamento chirurgico non costituisce una prestazione obbligatoriamente a carico della LAMal poiché, in base a criteri oggettivi, non si tratta di una vera deturpazione dell’aspetto esteriore:
" (…)
3.2. Gerade im Zusammenhang mit Mammaptose, Bauchfettschürzen und Hauterschlaffung an den Oberschenkeln nach Gewichtsabnahme hat das Bundesgericht klargestellt, dass sich grundsätzlich nach objektiven Kriterien beurteilt, ob ein ästhetischer Mangel als entstellend zu bezeichnen ist. Dazu gehört die gesellschaftliche Anschauung. Ebenfalls von Bedeutung ist, inwiefern sich der von der Norm abweichende Zustand aus ästhetischen Gründen negativ auf das Erwerbsleben auswirkt. Mit Blick auf das Gebot der Gleichbehandlung der Versicherten (Art. 13 Abs. 2 lit. a KVG und Art. 8 Abs. 1 BV) ist von einem engen Begriffsverständnis von «entstellend» auszugehen. Subjektive Faktoren, insbesondere die persönliche Anschauung, haben ausser Acht zu bleiben. Ihnen wird bei der Frage Rechnung getragen, ob der ästhetische Mangel körperliche oder psychische Beschwerden mit Krankheitswert verursacht, welche mit der Behebung des zugrundeliegenden Mangels beseitigt werden können (zu Letzterem vgl. E. 2 hievor; Urteile 9C_560/2014 vom 3. November 2014 E. 4.3 und 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E. 4.3.2 und 4.3.3; Urteil K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2; Andreas Traub, Krankheitswert und Behandlungsbedürftigkeit: Rechtsprechungsübersicht, in: Rechtsfragen zum Krankheitsbegriff, Gächter/Schwendener [Hrsg.], 2009, S. 47 ff., 65).
3.3. Im Lichte dieser Grundsätze hat das Bundesgericht verschiedentlich erkannt, dass Mammaptosen, Fettschürzen und Hauterschlaffungen an den Oberschenkeln in aller Regel nicht als entstellend bezeichnet werden können (RKUV 2006 Nr. KV 358 S. 55, K 135/04 E. 2.3 in fine; 1985 Nr. K 638 S. 197, K 94/84 E. 2b; Urteile 9C_560/2014 vom 3. November 2014 E. 4.2 und 4.3 sowie 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E. 4.3.3; Urteile K 50/05 vom 22. Juni 2005 E. 3.2 in fine und K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2). Auch im vorliegend zu beurteilenden Fall kann die Dermatochalasis an den drei erwähnten Körperstellen aufgrund der medizinischen Akten und der von der Abteilung für Hand- und Plastische Chirurgie am Spital B.________ aufgenommenen Fotos bei objektiver Betrachtungsweise nicht als geradezu entstellende Verunstaltung des äusseren Erscheinungsbildes bezeichnet werden. Die Beschwerdeführerin macht denn auch nicht geltend, dass sich die Hauterschlaffung im Sinne der dargelegten Rechtsprechung (E. 3.2 hievor) aus ästhetischen Gründen negativ auf ihr Erwerbsleben auswirkt. An dieser Betrachtungsweise ändert nichts, dass sich die (im Zeitpunkt des ablehnenden Verwaltungsentscheids) 56-jährige Versicherte mit Bezug auf die Hautsituation als "massiv vorgealtert" empfindet (so auch Bericht des Spitals B.________ vom 11. Februar 2014). Eine Leistungspflicht des Krankenversicherers für die ins Auge gefassten Hautkorrekturoperationen entfällt demnach auch unter rein ästhetischem Blickwinkel.”
In una sentenza 9C_552/2018 del 21 dicembre 2018 il TF, al consid. 3.2, ha rammentato:
" (…) On ajoutera que les défauts esthétiques en tant que conséquence d'une maladie ou d'un accident n'ont pas valeur de maladie. La jurisprudence reconnaît cependant que l'assurance obligatoire des soins est tenue de prendre en charge un traitement chirurgical lorsque, servant à l'élimination d'une atteinte secondaire due à la maladie ou à un accident, il permet de corriger des altérations externes de certaines parties du corps - en particulier le visage - visibles et spécialement sensibles sur le plan esthétique; aussi longtemps que subsiste une imperfection de ce genre due à la maladie ou à un accident, ayant une certaine ampleur et à laquelle une opération de chirurgie esthétique peut remédier, l'assurance doit assumer les frais de cette intervention, à condition qu'elle eût à répondre également des suites immédiates de l'accident ou de la maladie. Il faut également réserver les situations où l'altération, sans être visible ou particulièrement sensible ou même sans être grave, provoque des douleurs ou des limitations fonctionnelles qui ont clairement valeur de maladie. Il en est ainsi des cicatrices qui provoquent d'importantes douleurs ou qui limitent sensiblement la mobilité (ATF 138 V 131 consid. 5.1 p. 134; 111 V 229 consid. 1c p. 232; arrêts 9C_255/2016 du 17 février 2017 consid. 3.2, 9C_319/2015 du 9 mai 2016 consid. 3.1 et 3.2 et les références).”
Con sentenza 9C_592/2019 del 25 maggio 2020, pubblicata in SVR 2020, KV n. 27, pag. 132, il Tribunale federale ha stabilito che una perdita di peso superiore alla metà del proprio peso corporeo (da 140 a 65 chilogrammi per un’altezza di 175 centimetri) a seguito di un bypass gastrico, costituisce di per sé un’anomalia che adempie il concetto di malattia (consid. 4.2.1). Nel caso in cui i rilevanti eccessi di pelle localizzati alle cosce comportino dolori e impedimenti, come pure una sollevabilità della pelle di circa 15 centimetri per gamba, essi rappresentano – quale conseguenza della cura della malattia (adipositas per magna) – uno stato patologico, la cui correzione chirurgica deve essere assunta dall’assicurazione delle cure medico-sanitarie a titolo di prestazione obbligatoria (consid. 4.2-4.2.2).
In una sentenza 9C_222/2023 del 18 dicembre 2023 il Tribunale federale ha dovuto giudicare il caso di un assicurato, nato nel 2000, che, in seguito a cicatrici ipertrofiche, resistenti alle terapie, sulla guancia destra, sulla parasternale sinistra e sulla spalla sinistra, per il tramite di una dr.ssa specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, ha chiesto il rimborso dei costi per un’asportazione con successiva irradiazione delle parti del corpo interessate.
L’assicuratore aveva deciso di rimborsare i costi dell’intervento alla guancia ma non alle altre parti del corpo.
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso dell’assicurato.
L’Alta Corte ha rammentato che un difetto esclusivamente estetico non rientra di norma tra i rischi assicurati dalla LAMal. Gli interventi per correggere le differenze in relazione all’aspetto ideale o ritenuto normale non sono di principio finalizzati a curare, ridurre o prevenire le patologie o a mantenere lo stato di salute. Disturbi comunemente ritenuti quali difetti estetici che si sviluppano naturalmente, come un naso vistoso, orecchie sporgenti, un fisico sovradimensionato, nei di natura benigna, rughe sul viso, palpebre cadenti, borse sotto gli occhi, perdita di capelli o seni che non corrispondono al presunto ideale di bellezza, non hanno carattere di malattia, a condizione che non siano collegati a disturbi funzionali o che i disturbi funzionali siano concretamente prevedibili (STF K 132/04 del 2 febbraio 2006 consid. 2.2, STF K 1 /05 del 16 agosto 2005 consid. 1.2 e 3; cfr. Gebhard Eugster, SBVR, 3a edizione 2016, pag. 497 Nr. 303).
Tuttavia, il valore di malattia non può essere negato a priori nel caso di un difetto estetico che si scosta molto dalla norma (STF K 4/04 del 17 agosto 2005 consid. 5.1, pubblicata in: SVR 2006 KV Nr. 13 pag. 41, STF K 50/99 dell'8 agosto 2000, pubblicata in: RAMI 2000 KV Nr. 113 pag. 126).
La LAMal deve rimborsare i costi degli interventi se il disturbo estetico è associato a un danno fisico o psichico con valore di malattia (STF K 1/05 del 16 agosto 2005 consid. 1.2; STF 9C_465/2010 del 20 settembre 2010 consid. 6.2, pubblicata in: SVR 2011 KV No. 11 p. 44; Eugster, op. cit., pag. 497 n. 304). Questi difetti estetici, soprattutto in parti del corpo visibili ed esteticamente particolarmente sensibili come il viso, possono essere considerati malattie se si scostano notevolmente dal concetto ideale o normale e sono quindi percepiti come deturpanti (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 2, pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 15 pag. 77; STF 9C_246/2020 del 4 marzo 2021 consid. 5.1, pubblicata in: SVR 2021 KV Nr. 16 pag. 86). Quando un difetto estetico possa essere definito deturpante viene stabilito tramite criteri oggettivi. Occorre tenere in considerazione la visione globale della società. Altrettanto importante è fino a che punto il difetto estetico si ripercuote negativamente sulla vita lavorativa. In relazione alla parità di trattamento tra gli assicurati si deve partire da un'interpretazione restrittiva del termine deturpante. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni personali, devono essere ignorati. Essi sono presi in considerazione quando occorre valutare se il difetto estetico causa disturbi fisici o psichici con valore di malattia, che possono essere eliminati correggendo il difetto (STF 9C_319/2015 del 9 maggio 2016 consid. 3.2, pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 16 pag. 80). Anche piccoli difetti estetici possono portare ad un trattamento se causano disturbi o perdita di funzionalità con grande valore di malattia. Ciò vale, ad esempio, per cicatrici che causano dolori importanti o limitano significativamente la mobilità (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 4.2, pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 15 pag. 77, STF K 135/04 del 17 gennaio, 2006 consid. 1, pubblicata in: RAMI 2006 KV Nr. 358 pag. 55 e STF K 50/05 del 22 giugno 2005 consid. 2.2).
2.7. In concreto, dalle tavole processuali emerge che il 7 maggio 2014 la dr.ssa med. __________, FMH oftalmologia e oftalmochirurgia, ha inoltrato a CO 1 uno scritto con l’indicazione che l’insorgente soffre di una dermatocalasi bilaterale che limita il suo campo visivo superiore ed ha chiesto se fosse possibile la presa a carico dei costi per un intervento di blefaroplastica (doc. 9). Il 20 maggio 2014 il medico fiduciario ha negato il valore di malattia al disturbo di cui è affetto l’insorgente ed ha proposto di respingere la richiesta (allegato doc. 9).
Il 3 ottobre 2022 il Prof. dr. med. __________, primario presso il servizio multisito di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica __________, posta la diagnosi di blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori, ha affermato:
" (…) Paziente che ha notato un progressivo cedimento delle palpebre superiori che gli danno fastidio, anche perché ha una costante impressione di avere un campo visivo ridotto. Paziente riferisce che questa sensazione è recentemente aumentata, visto che ha perso notevolmente peso.
Paziente sano, non assume farmaci. Non fuma.
Esame obiettivo
Eccesso cutaneo delle palpebre superiori con clinicamente riduzione del campo visivo.
Obiettivazione: vedi referto del campo visivo allegato.
Valutazione e procedere
In virtù della sintomatologia, propongo di procedere con una blefaroplastica delle palpebre superiori in modo da migliorare la sintomatologia del paziente. Questo intervento può evidentemente essere eseguito secondo la tariffa Tarmed in ambulatoriale con anestesia locale eseguita dal chirurgo. Conseguentemente Le chiedo gentilmente di valutare la presa a carico.” (doc. 8)
Al referto è stato allegato l’esame del campo visivo del 30 agosto 2022 ed alcune fotografie.
Il 31 ottobre 2022 la dr.ssa med. __________, medica fiduciaria dell’assicuratore, ha proposto di negare l’assunzione dei costi dell’intervento, non essendo dato il valore di malattia al disturbo accusato dall’insorgente (“Es besteht hier keine erhebliche körperliche Beeinträchtigung und damit auch keine Leistungspflicht der OKP bezüglich der vorgeschlagenen Operation”).
Il 21 ottobre 2022 il Prof. dr. med. __________, ha scritto alla fiduciaria dell’assicuratore, affermando:
" (…) Ribadisco che si tratta di una blefarocalasi sintomatica. Il paziente spiega chiaramente che ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei quadranti cranio-laterali. Questa sintomatologia viene confermata tramite un esame del campo visivo che, secondo me, mostra comunque una determinata riduzione del campo visivo, questo in modo obiettivo.
Conseguentemente, le chiedo di rivalutare la situazione e rispettivamente spiegare soprattutto al paziente come mai rifiutate questa presa a carico.” (doc. 7)
Il 31 ottobre 2022 la dr.ssa med. __________ ha ribadito che non vi è alcun elemento per mettere a carico della LAMal i costi dell’intervento (allegato doc. 7).
In data 17 maggio 2023 anche il medico fiduciario dr. med. __________, “Facharzt für Ophtalmologie, speziell Ophtalmochirurgie” ha esaminato la documentazione, ritenendo che i presupposti per un rimborso della prestazione non sono dati.
Lo specialista ha ritenuto che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle fessure palpebrali in entrambi i lati. Oltre ad un incipiente cedimento dell’area sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega cutanea continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle palpebre sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente nascoste nelle immagini laterali o semi-oblique.
Il medico fiduciario rileva inoltre che non sono stati eseguiti esami cinetici delle pupille e delle palpebre e che l’esame statico Octopus eseguito non è adatto alla verifica dei limiti temporali esterni. Quest’ultimo non sarebbe inoltre plausibile poiché la copertura dell’iride da parte della palpebra è rappresentata in maniera irregolare. Lo specialista ribadisce che dalla documentazione le pupille risultano completamente libere e il bordo palpebrale si situa ben al di sopra della pupilla. In base al triangolo temporale sclerale la pupilla è chiaramente riconoscibile. Non vi sono pertanto significative restrizioni del campo visivo con rilevanza patologica e l’intervento non va a carico della LAMal (“Frontal ist lediglich eine leichte Lidspaltenverengung bds zu sehen. Neben einer beginnenden Senkung der Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase der OL bds mit durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich. Die Lidkanten verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder auf den seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise verdeckt. Leider wurden keine kinetischen GF gemacht. Die statischen Octopus GF sind für eine Beurteilung der temporalen Aussengrenzen gänzlich ungeeignet. Ebenso ist die Darstellung mit unregelmässigen Ausfällen nach oben unplausibel. Aufgrund der Lidspaltenkonfiguration mit bds vollständig freier Pupille und einem Lidkantenverlauf weit oberhalb der Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren Skleradreieck temporal sind keine wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz erlangen, zu erwarten”).
Non è stata prodotta ulteriore documentazione medica.
2.8. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 consid. 4.4 e consid. 4.7, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
Trattandosi invece di perizie affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti in ossequio alla procedura di cui all’art. 44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e 8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).
Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
È infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).
2.9. Va ancora rammentato che per l’art. 57 cpv. 1 LAMal gli assicuratori o le rispettive federazioni designano, d’intesa con le società mediche cantonali, i medici di fiducia. Questi devono soddisfare le condizioni d’autorizzazione ai sensi dell’articolo 36 e avere, inoltre durante almeno cinque anni, esercitato presso uno studio medico o rivestito una funzione medica direttiva in ospedale.
Secondo l’art. 57 cpv. 4 LAMal il medico di fiducia consiglia l’assicuratore su questioni d’ordine medico come pure su problemi relativi alla rimunerazione e all’applicazione delle tariffe. Esamina in particolare se sono adempite le condizioni d’assunzione d’una prestazione da parte dell’assicuratore.
L’art. 57 cpv. 5 LAMal prevede che il medico di fiducia decide autonomamente. Né l’assicuratore né il fornitore di prestazioni e le rispettive federazioni possono impartirgli istruzioni.
Ai sensi dell’art. 57 cpv. 6 LAMal i fornitori di prestazioni devono trasmettere ai medici di fiducia le informazioni necessarie per l’adempimento dei compiti ai sensi del capoverso 4. Se non è possibile ottenerle altrimenti, il medico di fiducia può esaminare personalmente l’assicurato; ne deve prima informare il medico curante e comunicargli il risultato dell’esame. Tuttavia, in casi debitamente motivati, l’assicurato può esigere che l’esame di controllo sia effettuato da un altro medico. Se l’assicurato non si accorda in merito con l’assicuratore, la decisione spetta, in deroga all’articolo 58 capoverso 1 LPGA, al tribunale arbitrale ai sensi dell’articolo 89.
Per l’art. 57 cpv. 7 LAMal i medici di fiducia trasmettono agli organi competenti degli assicuratori unicamente le indicazioni necessarie per decidere l’assunzione delle prestazioni, stabilire la rimunerazione, calcolare la compensazione dei rischi o motivare una decisione. Ciò facendo salvaguardano i diritti della personalità degli assicurati.
2.10. In concreto, questo Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione, dopo attento esame della documentazione medica agli atti, non ha alcun motivo per scostarsi dalle conclusioni dell’assicuratore convenuto.
Nel caso di specie non sono infatti date le condizioni per ritenere che il disturbo di cui è affetto il ricorrente abbia valore di malattia.
Dalla documentazione medica agli atti non risulta che la blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori necessiti un intervento per correggere disturbi funzionali o di salute legati alle palpebre o ad altri organi o per curare, ridurre o prevenire delle patologie o a mantenere lo stato di salute.
L’esame puntuale ed approfondito dei referti oftalmologici e delle fotografie prodotte dall’insorgente nelle more amministrative, ad opera del medico fiduciario dr. med. Urech, specialista in oftalmologia, permette di concludere che l’interessato non ha alcuna restrizione significativa del campo visivo con rilevanza patologica e pertanto che l’intervento non va posto a carico della LAMal.
Il medico fiduciario ha esaminato accuratamente l’intera documentazione messa a sua disposizione ed ha valutato il valore patologico del disturbo di cui è affetto l’insorgente sulla base di una valutazione complessiva della fattispecie. Lo specialista ha stabilito che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle fessure palpebrali in entrambi i lati ed oltre ad un incipiente cedimento dell’area sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega cutanea continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle palpebre sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente nascoste nelle immagini laterali o semi-oblique. In base al triangolo temporale sclerale la pupilla è chiaramente riconoscibile (“Frontal ist lediglich eine leichte Lidspaltenverengung bds zu sehen. Neben einer beginnenden Senkung der Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase der OL bds mit durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich. Die Lidkanten verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder auf den seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise verdeckt […] Aufgrund der Lidspaltenkofiguration mit bds vollständig freier Pupille und einem Lidkantenverlauf weit oberhalb der Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren Skleradreieck temporal sind keine wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz erlangen, zu erwarten”).
In concreto, non sussiste alcun dubbio, neppure il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute nel referto del dr. med. __________.
Non vi è pertanto alcuno spazio per mettere l’intervento di blefaroplastica delle palpebre superiori a carico della LAMal.
Nulla cambia al valore probatorio della presa di posizione del dr. med. __________ la circostanza che l’assicuratore, in un primo tempo, salvo poi rinunciarvi, avrebbe chiesto all’insorgente di organizzare una telefonata tra il medico curante, Prof. dr. med. __________ ed il medico fiduciario, e che quest’ultimo non ha esaminato personalmente l’assicurato.
Infatti, una valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktengutachten”) senza visitare l’assicurato, esplica validamente i suoi effetti se, come nel caso di specie, si dispone di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali e se si tratta di valutare la fattispecie sulla base di dati medici oggettivi già accertati, di modo che la valutazione medica diretta della persona assicurata viene messa in secondo piano (cfr. sentenza 9C_524/2017 del 21 marzo 2018, consid. 5.1; sentenza 8C_184/2013 del 7 giugno 2013 consid. 2.5; sentenza 9C_839/2008 del 29 ottobre 2009 consid. 5.4).
Per quanto concerne la circostanza sollevata dall’insorgente secondo cui il Prof. dr. med. __________ è primario presso il servizio multisito di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’__________, ed è uno dei massimi specialisti in ambito di chirurgia plastica, va rilevato che alla luce del disturbo di cui è affetto il ricorrente (blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori), spetta semmai ad uno specialista in oftalmologia, come è il dr. med. __________, stabilire se il disturbo che affligge l’insorgente ha valore di malattia impedendo o meno la visione (periferica) dell’interessato. Ciò che, sulla base della documentazione medica agli atti, lo specialista ha potuto negare.
Il ricorrente non ha prodotto ulteriore refertazione medica secondo la quale presenterebbe disturbi fisici o psichici (o psicosomatici) in relazione con la blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori, limitandosi a sostenere genericamente che occorre prendere in considerazione la sua percezione di malattia in termini di disagio psicologico e fisico.
Tuttavia, se un difetto estetico possa essere definito deturpante viene stabilito in base a criteri oggettivi. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni personali, devono essere ignorati (cfr. da ultimo la STF 9C_222/2023 del 18 dicembre 2023, consid. 2.2).
Ora, agli atti non vi è alcuna descrizione di uno stato patologico o comunque uno stato che avrebbe potuto sfociare in una malattia psichica nel caso in cui non si intervenisse con una blefaroplastica delle palpebre superiori.
Né l’assicurato, né il suo curante sostengono che il ricorrente ha sofferto di complessi psicologici importanti alteranti in maniera significativa il suo comportamento sociale, ad esempio nell’ambito delle attività sociali o lavorative. Neppure si rileva che l’interessato soffre a causa della sua apparenza fisica, né che il suo sviluppo psichico sia stato, in passato, in qualche modo perturbato (cfr. sentenza K 132/04 del 2 febbraio 2006, consid. 4).
Un sentimento di disagio non è sufficiente per riconoscere il carattere di malattia. Considerare un sentimento di disagio come un disturbo alla salute psichica avente valore di malattia porterebbe infatti a riconoscere un diritto a prestazioni dell’assicurazione malattie in tutti i casi in cui, indipendentemente dalla presenza di una malattia, esiste un difetto estetico. Il fatto di non sentirsi a proprio agio, pur se comprensibile, non è sufficiente per ritenere la presenza di una patologia psichica (cfr. anche DTF 121 V 119, consid. 3b).
Del resto, dagli atti non risulta che l’interessato fosse in cura da altri medici, né sostiene di aver fatto capo ad altri specialisti.
Va a questo proposito ricordato che se, da una parte, la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra questo principio non è assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
Inoltre, dalle foto (plico doc. 8), questo Tribunale non rileva alcun effetto deturpante.
In concreto, una patologia (fisica e/o psichica) in nesso causale con la blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori non è stata rilevata dal medico fiduciario, né dagli atti risulta che tale disturbo sia particolarmente deturpante ai sensi della giurisprudenza (cfr. sentenza K 4/04 del 17 agosto 2005, consid. 3.2).
Ne segue che il ricorso va respinto, mentre la decisione impugnata merita conferma.
2.11. Il ricorrente ha chiesto che il Tribunale “riceva copia completa della richiesta iniziale corredata da motivazioni e esami tecnici, così da poter esprimersi con contezza di tutti gli elementi riguardo questo caso in possesso di CO 1” (doc. I).
Con la risposta di causa (cfr. doc. III), l’assicuratore ha prodotto la documentazione richiamata dall’insorgente, allegando sia la domanda del 7 maggio 2014 della dr.ssa med. __________, unitamente agli esami effettuati (doc. 9) sia le domande del 3 e del 21 ottobre 2022 del Prof. dr. med. __________ con gli atti medici e le fotografie (doc. 7).
La richiesta è stata soddisfatta.
2.12. Secondo l’art. 61 lett. fbis LPGA in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Trattandosi di prestazioni LAMal non è stato previsto di prelevare le spese.
Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti