DTF 136 I 220, DTF 124 I 145, DTF 122 I 343, 2P.311/2001, 2P.36/1999
Raccomandata
Incarto n. 36.2022.18
IR/sc
Lugano 16 maggio 2022
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso dell’11 marzo 2022 formulato da
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 18 febbraio 2022 emanata da
Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. Mediante formulario pervenuto alla Cassa cantonale di compensazione il 15 settembre 2021 (doc. 1), RI 1 (1955), beneficiario di rendite di vecchiaia, coniugato con __________ (1965), senza attività lucrativa, entrambi assicurati presso la __________ per la copertura obbligatoria prevista dalla LAMal, ha chiesto di essere posto al beneficio di una riduzione del premio (RIPAM) per l’anno 2022. La domanda è stata respinta con decisione del 12 novembre 2021 siccome “il reddito disponibile di riferimento … non consente la concessione del diritto alla RIPAM” (doc. 2).
1.2. Non condividendo la conclusione dell’amministrazione l’assicurato ha presentato un reclamo (doc. 3) avverso il provvedimento il 26 novembre 2021 (avendo egli ricevuto la decisione contestata il precedente 12 novembre 2021). L’assicurato ha indicato la mancata considerazione della situazione attuale in cui versa, ritenuta l’esistenza di un errore nella compilazione della dichiarazione fiscale derivata dalla proprietà immobiliare ereditata dai genitori del signor RI 1. Più specificatamente il valore locativo dell’immobile, indicato sempre in CHF 10'000 annui, ammonterebbe in realtà a CHF 5'000. La tassazione più recente comproverebbe tale assunto.
1.3. Agli atti della Cassa cantonale di compensazione sono prodotte (doc. 4) le copie delle decisioni di tassazione dell’Ufficio circondariale di tassazione di __________ relative all’anno di contribuzione 2019, emessa il 17 giugno 2020 (indicante un valore locativo di CHF 10'000) e 2020, emessa il 9 aprile 2021 (con l’indicazione di un valore locativo di CHF 5'540). In data 23 dicembre 2021 (doc. 5) un funzionario della Cassa (sigla: __________; verosimilmente __________) avrebbe chiamato al telefono il signor RI 1 spiegandogli che non sarebbero dati, nel suo caso, motivi per procedere a un diverso accertamento. Con l’assicurato la funzionaria incaricata ha avuto anche degli scambi di corrispondenza elettronica (doc. 6).
1.4. Con decisione emessa su reclamo il 18 febbraio 2022 (doc. 7) la Cassa ha respinto la lamentela dell’assicurato. La decisione spiega che, con decreto esecutivo del 27 ottobre 2021, il Consiglio di Stato ha determinato le basi di calcolo per la RIPAM 2022 indicando quale base per la determinazione del diritto la tassazione 2019 mentre per i premi medi di riferimento (PMR) ha considerato (per gli adulti) l’importo di CHF 6'000.
Il provvedimento ritiene quindi un reddito (stabilito in base alla IC 2019) di CHF 61'102 cui va aggiunta la quota della sostanza (CHF 8'599) e quindi dedotti i PMR (2 x CHF 6'000), i contributi sociali obbligatori ritenuti e le spese (massime) per interessi passivi (CHF 3'000) per un reddito determinante di CHF 52'877. In applicazione della formula riferita all’unità di riferimento (UR) senza figli a carico, per stabilire il reddito disponibile massimo (RDM), ossia:
RDM = 3.8 x 50% limite LPAS definito dalla dimensione dell’UR.
La Cassa ha considerato superati i limiti di reddito che danno diritto al sussidio:
RDM = 3.8 x 50% (26'476) = 50'304.40.
Importo superato dal reddito disponibile (CHF 52'877).
1.5. Con atto di ricorso (doc. I) datato 11 marzo 2022 (trasmesso dall’assicurato alla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle prestazioni e da questa autorità amministrativa fatto pervenire al Tribunale cantonale delle assicurazioni il 31 marzo 2022, doc. II), RI 1, dopo avere descritto i fatti, ribadisce il suo diritto di vedersi riconoscere la RIPAM 2022 alla luce della diminuzione dei redditi del valore locativo ritenuti nella tassazione 2020 rispetto a quella applicabile. Implicitamente l’assicurato domanda l’applicazione dell’art. 14 cpv. 2 lett. d) RLCAMal.
L’atto è stato notificato alla Cassa cantonale di compensazione con l’assegnazione del termine legale per la presentazione della risposta di causa e la produzione dell’intero incarto (doc. IV del 31 marzo 2022).
Il 26 aprile 2022 l’amministrazione, producendo quanto richiesto, postula la reiezione del ricorso, rinvia alle motivazioni della sua decisione, ritiene che la tassazione sia “presunta conforme alla realtà” ed essa si considera vincolata alla tassazione applicabile (2019) non avendo motivi per scostarsene. La Cassa non ritiene, in concreto, applicabile l’art. 14 RLCAMal in assenza di realizzazione di uno dei casi descritti.
1.6. il 27 aprile 2022 (doc. VI) è stato concesso al ricorrente l’esercizio dei suoi diritti processuali, ossia la facoltà di domandare (nel termine di 10 giorni), l’acquisizione di ulteriori mezzi probatori e di esprimersi sulle considerazioni di risposta della Cassa.
Nel termine concesso RI 1 ha trasmesso al TCA copie di decisioni di tassazioni a lui riferite, estratti bancari e ribadito il suo buon diritto (doc. VII del 3 maggio 2022). La Cassa cantonale di compensazione è stata invitata a volere prendere posizione in merito a questa documentazione il medesimo 3 maggio 2022.
considerato in diritto
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di competenza cantonale siccome retrocessa dal legislatore federale, come rammenta la dottrina; sul tema della riduzione dei premi si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016). Affinché il ricorso sia ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo dell’assicurato. In altri termini non è la decisione formale resa dall’amministrazione che può fare l’oggetto di un diretto ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni, ma unicamente la decisione che segue il reclamo dell’assicurato.
2.2. In concreto il ricorso presentato da RI 1 contro la decisione del 18 febbraio 2022 della Cassa è stato consegnato alla Posta il successivo 11 marzo 2022. Il gravame è stato inoltrato all’autorità amministrativa che lo ha trasmesso correttamente a questo Tribunale. L’inoltro alla Cassa salvaguarda il termine. Il gravame è tempestivo.
nel merito
2.3. Nel caso in esame RI 1 si è visto rifiutare la RIPAM 2022 per se e per la moglie, siccome la Cassa ha applicato la tassazione 2019 come impone il decreto esecutivo del Consiglio di Stato del 27 ottobre 2021, rifiutando di applicare l’art. 14 cpv. 2 RLCAMal per scostarsene, a suo vedere, siccome non dati i presupposti. Questo Tribunale cantonale delle assicurazioni deve quindi verificare la correttezza di tale approccio dell’amministrazione.
2.4. Come evocato più volte da questo Tribunale (v. da ultimo le STCA 36.2021.14 del 19 aprile 2021 e 36.2021.8 del 22 marzo 2021 di cui si riportano – qui di seguito – i passaggi rilevanti per la comprensione della materia) il tema della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati) è retto norme dalla Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), complesso normativo che, con vigenza dal 2012, ha subito modifiche sostanziali e rilevanti. In particolare il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297) e ciò in conseguenza alla presentazione del Messaggio 6264 del 15 settembre 2009 da parte del Consiglio di Stato e dei lavori parlamentari che ne sono seguiti.
Il legislatore ha stabilito un diverso sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la novella tende ad ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda: Ranzanici, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare le procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
Con le norme introdotte nel 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.). Importante è ancora rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.
2.5. Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1° gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
Per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.
Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.
Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante.
Analogamente al reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAMal) del 29 maggio 2012 all’art. 16 prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
2.6. Il sistema da ultimo in vigore prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal), limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31; su questi aspetti si veda: Ranzanici, op.cit., capitolo 15, p. 476 e ss.). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.
Con le modifiche a partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha quindi introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (Ranzanici, op. cit., capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2.p. 476). Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito (secondo la modifica legislativa del 27 maggio 2020 in vigore dal 1.1.2021) con la formula di calcolo seguente:
RDM = costante del 3,8 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
La formula appare ermetica facendo riferimento a valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerati per il suo 50%), e considera una costante del 3,8 non facilmente intellegibili. Le costanti sono determinate annualmente dal Consiglio di Stato (art. 40 lett. c LCAMal).
Nel corso dei lavori preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha precisato di avere voluto inserire nella legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio citato, p. 13).
Il medesimo messaggio (p. 13) ricorda che la riduzione dei premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”. Per la determinazione della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p.14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”.
Con Messaggio del 16 ottobre 2019 il Consiglio di Stato (Messaggio 7726 intitolato: Riforma sociale cantonale), ha – pag. 17 e ss. – analizzato il tema del RDM e della costante ricordandone l’evoluzione (“Il calcolo del RDM è influenzato da due parametri (art. 32a LCAMal): la costante e il limite di fabbisogno ai sensi della Laps applicabili all'UR; per le famiglie con figli, è determinante anche il numero degli stessi … Le costanti applicate per l'anno 2018 sono state adottate dal Parlamento nel contesto del messaggio N. 7184 del 20 aprile 2016 sul pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali … I parametri 2019 sono invece stati definiti dal Consiglio di Stato stante la delega di cui all'art. 40 lett. c LCAMal e sono così indicati nel decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l'anno 2019 del 19 dicembre 2018. È importante rammentare che la delega al Consiglio di Stato è da intendersi come limitata al poter aumentare le costanti, per quanto disposto con il messaggio N. 6982 del 10 settembre 2014. Al fine di contenere la progressione dei premi di cassa malati anche per le persone e le famiglie del ceto medio, il Consiglio di Stato propone di aumentare le costanti. Considerato quanto sancito dal già citato art. 40 lett. c LCAMal, spetterebbe a questo Consiglio di Stato di esplicitare l'aumento tramite decreto esecutivo: si ritiene però utile, approfittando delle diverse modifiche legislative proposte con il presente messaggio, esplicitare l'aumento all'art. 32a LCAMal. La proposta è di aumentare le costanti nei seguenti termini: - per le UR senza figli, dall'attuale 3.6 al 3.8; - per le UR con figli, dall'attuale 4.5 al 4.7.”) e gli effetti finanziari (op. cit., loc. cit.).
Dal canto suo la Commissione sanità e sicurezza sociale nel suo Rapporto sul Messaggio 7726 concernente la riforma sociale cantonale datato 12 marzo 2020 ha analizzato il tema (dopo avere sottoposto specifici quesiti all’esecutivo) approvando le proposte del Consiglio di Stato.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che, come indicato, il Consiglio di Stato è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.7. Come indicato, per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si stabilisce partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici, op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.).
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili sia per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda Ranzanici, op. cit., n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali".
L’amministrazione prescinde (così come il Giudice) dai dati fiscali in casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RLCAMal). In tali costellazioni è eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione. Sia l’amministrazione sia il Tribunale cantonale delle assicurazioni se non dati gli estremi del regolamento (art. 14) debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le norme vigenti la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche: Ranzanici, op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
2.8. Per completezza va rammentato ancora che, per fissare l’importo della riduzione del premio da riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM accertato in base alle norme va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento (Ranzanici, op. cit., capitolo 14.10. p. 448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.
2.9. Importante qui sottolineare come la Cassa (ed il Giudice delle assicurazioni sociali) prescinde dal rifarsi ai dati previsti nella tassazione di riferimento quando gli stessi non siano attuali in seguito a eventi specificatamente previsti dal regolamento di applicazione della LCAMal. In particolare (come evocato nella STCA 36.2019.52 del 26 agosto 2019) in situazione di vedovanza rispettivamente divorzio, cessazione dell’attività lavorativa e modifica del reddito. Non invece nell’ipotesi di un incremento delle spese (STCA 36.2020.20 del 1° giugno 2020).
L’art. 14 RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di
" a) persone soggette all’imposta alla fonte e persone soggette
all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera;
b) persone domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;
c) persone sole conformemente all’art. 11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione;
d) decesso del coniuge o del partner registrato;
e) divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;
f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”
Il regolamento (art. 14 cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:
" 2La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;
b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.”
La norma prevede ulteriormente che:
" (…)
3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.
4I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”
In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
2.10. Va ancora ricordato che, con decreto esecutivo del 27 ottobre 2021, il Consiglio di Stato ha stabilito per l’anno 2022 le basi di calcolo della RIPAM (per quanto qui d’interesse) come segue:
" periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2019.
premio medio di riferimento:
(…)
costante per il calcolo del reddito disponibile massimo:
2.11. In concreto la Cassa ha applicato la tassazione 2019 e i parametri in essa contenuti, non ritenendo dati gli estremi dell’art. 14 cpv. 2 lett. d RLCAMal che prevede il calcolo e la determinazione del diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione applicabile in caso di: “diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante”.
2.12. In base all’art. 30 cpv. 2 LCAMal il Consiglio di Stato dispone di ampia autonomia per determinare i casi nei quali la determinazione del diritto alla riduzione del premio possa avvenire al di fuori dei parametri fiscali imposti. Il testo della norma prevede infatti che: “Il regolamento stabilisce le norme e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante” senza imporre parametri o fissare altrimenti specifiche regole cui l’Esecutivo debba attenersi.
In merito la dottrina (Ranzanici, op. cit., cap. 14.8.2.2. pag. 395 e ss. e 14.8.5, pag. 428 e ss.) rileva come: “quando sia necessario procedere alla determinazione del reddito di riferimento al di fuori della tassazione (per l’imposizione fatta dal diritto federale all’art. 65 cpv. 3 1 frase LAMal e quindi per il sussistere di un caso d’applicazione dell’art. 14 RLCAMal …), l’art. 30 cpv. 2 LCAMal prevede che l’accertamento del reddito di riferimento avvenga secondo le norme fissate dal regolamento. L’opzione lascia qualche dubbio quo alla conformità delle norme regolamentari con il dettato del diritto federale” ricordando che, in genere, i limiti dell’autonomia cantonale nel regolamentare la materia della riduzione dei premi sono da ricercare nell’art. 49 cpv. 1 Cost. fed. le norme cantonali non dovendo svuotare di portata e senso la volontà del legislatore federale (in questo senso: DTF 136 I 220 e 138 I 435).
La dottrina citata (pag. 396) rammenta ancora come, con la modifica delle norme del 2012 e, successivamente, del 2015, “il legislatore ticinese aveva l’occasione di regolamentare, mediante una legge formale, i casi di accertamento del reddito determinante al di fuori della tassazione applicabile in modo puntuale e completo, delegando all’esecutivo la regolamentazione dei dettagli e delle specificità. Era infatti auspicabile un miglioramento rispetto alle norme previgenti con cui la vLCAMal (all’art. 31) fissava l’obbligo per l’amministrazione di accertare il reddito in maniera autonoma in caso di assicurati tassati alla fonte, assoggettati all’imposta cantonale solo per una parte dei loro redditi o della loro sostanza, nelle ipotesi di reddito imponibile nullo od un reddito lordo inferiore ai CHF 6’000.– od in altri casi particolari che venivano lasciati alla determinazione dell’esecutivo mediante il regolamento” rilevando poi come: “L’occasione offerta dalla novella legislativa non solo non è stata colta ma il legislatore cantonale ha addirittura ridotto il suo sforzo normativo. Con il 1° gennaio 2012 l’art. 30 cpv. 2 LCAMal, che regola la materia, prevede solo che, in assenza di una tassazione applicabile, il reddito di riferimento venga accertato secondo le norme e le modalità fissate nel regolamento. Il legislatore ha delegato, all’esecutivo, “in bianco”, senza porre alcun chiaro limite e senza determinare nella legge formale i punti di ancoraggio cui le norme regolamentari debbono attenersi, l’intera materia che è lasciata quindi alla competenza dell’esecutivo cantonale” (op. cit., loc. cit.). La soluzione è stata definita poco soddisfacente.
Sempre la dottrina specifica che il “legislatore federale, che ha concesso ai cantoni facoltà di emanare un diritto autonomo in materia di RIPAM, ha voluto solo che i cantoni vegliassero a che, nell’esame delle condizioni d’ottenimento della riduzione del premio, venissero considerate, su richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze economiche e familiari più recenti (art. 65 cpv. 3 1 frase LAMal) e in Ticino questo aspetto è stato delegato all’esecutivo senza fissazione di parametro alcuno”. Come ricordato il legislatore cantonale ticinese ha delegato al Consiglio di Stato la concretizzazione del diritto federale che impone che all’assicurato sia possibile “ottenere che la sua situazione economica e famigliare più recente venga considerata per valutare l’esistenza di una condizione economica modesta” (Ranzanici, op. cit. pag. 397 n. 754).
In sostanza, nell’ipotesi di una mutazione o peggioramento della situazione personale o economica, successivamente alla decisione di tassazione applicabile, le nuove condizioni devono essere considerate per la determinazione del diritto alla RIPAM in base alla volontà del legislatore federale.
2.13. Occorre ora verificare in dettaglio i parametri che impongono o consentono all’amministrazione di non fare capo ai parametri fiscali per stabilire il diritto al sussidio, in considerazione della nuova situazione. La dottrina citata (pag. 398 e 399) rileva come:
" La legge formale cantonale non precisa se l’esecutivo debba considerare le situazioni in cui l’assicurato sia confrontato con aumenti di spesa (ed eventualmente di quale natura) o diminuzione delle entrate (ed anche in questo caso quali ipotesi vadano ritenute) e non specifica eventuali differenziali, ossia la misura (percentuale) che deve avere l’aumento o la diminuzione per essere rilevante ed escludere l’applicazione della decisione di tassazione. Il Parlamento non precisa se la sostanza, che costituisce uno degli elementi che incidono significativamente nella commisurazione del diritto alla RIPAM, sia da considerare o meno, e di quale entità debba essere il decremento della stessa per scostarsi dalla decisione di tassazione. Anche per le “circostanze familiari” più recenti (art. 65 cpv. 3 1 frase LAMal) la norma di delega non fornisce parametri cui l’esecutivo debba ancorare la sua regolamentazione, si pensi al matrimonio, all’unione registrata, alla convivenza, all’ipotesi di divorzio o di separazione, od alla vedovanza rispettivamente alla nascita di un figlio.”
Questa Corte (STCA 36.2001.71 del 6 febbraio 2002, pubblicata in RDAT 2002 II p. 91 e seg., si veda anche la dottrina citata al n. 755 pag. 399), in applicazione del previgente regolamento (RLCAMal del 13 novembre 2007, che ha preceduto il testo del 5 aprile 2011, applicato per un solo anno cui ha fatto seguito quello del 29 maggio 2012, entrato in vigore il 1° gennaio 2013, vigente), che pure lasciava ampio margine all’esecutivo cantonale, aveva considerato che la nascita di un figlio non costituisse un elemento per fare astrazione dalla tassazione applicabile e per il calcolo autonomo del reddito ai fini della RIPAM.
Nella STCA 36.2012.33 del 4 settembre 2012 in merito al tema relativo all’applicazione dell’art. 14 RLCAMal (il cui tenore completo è stato riportato dalla Cassa nella sua decisione emessa su reclamo, doc. 7) questa Corte ha rilevato (cons. 2.11. e 2.12):
" Il ricorrente … lamenta quindi una violazione da parte dell’amministrazione, dell’art. 65 cpv. 3 1 frase LAMal, mediante una interpretazione eccessivamente restrittiva dell’art. 14 RLCAM … Per l’assicurato istante la norma cantonale che, in caso di diminuzione del reddito subentrata successivamente all'anno della decisione di tassazione di riferimento e sino al momento dell’inoltro della domanda di RIPAM, non contempla l’ipotesi della riduzione dovuta ad abbandono (qui per ragioni legate all’età dell’assicurato) di una piccola attività indipendente esercitata nel 2009 rispettivamente una riduzione (come in concreto) di un reddito locativo e della sostanza, tratta in maniera differente situazioni che debbono essere trattate in maniera eguale e viola comunque lo scopo della LAMal. Secondo la tesi del ricorrente se per calcolare il RDS l’amministrazione deve ritenere tutti i redditi contemplati nella decisione di tassazione, senza distinguere tra quelli provenienti da attività dipendente od indipendente, da reddito locativo o da affitti, da altra fonte ecc., egli non vede ragione per procedere all’accertamento del reddito in maniera autonoma rispetto alla decisione di tassazione scelta dall’esecutivo cantonale, solo in specifici casi di cessazione dell’attività, ossia: “a seguito di disoccupazione” (quindi attività dipendente), cessazione di una attività (l’art. 14 non specifica se dipendente od indipendente) in caso di “riqualificazione o perfezionamento professionale” od ancora “a seguito di pensionamento, infortunio e/o malattia, maternità/paternità” dimenticando tutta una serie di altre ipotesi per cui una persona può cessare un’attività, non solo dipendente, rispettivamente tutta una serie di ipotesi diverse per cui un reddito può seriamente diminuire anche senza cessazione di attività. La sostanza, poi, incide significativamente nella determinazione del RDS. Una sostanza inferiore può condurre alla concessione o meno della RIPAM, rispettivamente condurre a riconoscere un importo maggiore di riduzione del premio assicurativo obbligatorio. Si tratta quindi, secondo il diritto ticinese, di un elemento che deve essere considerato al fine di concretizzare senso e scopo dell’art. 65 cpv. 3 1 frase LAMal.”
Questa Corte, nel giudizio (STCA 36.2012.33 citato, qui al consid. 2.12) reso a composizione completa, aveva considerato in particolare che:
" (…) In concreto una diminuzione del reddito locativo/ affitti rispettivamente la cessazione di una attività accessoria indipendente … dovevano imporre all’amministrazione di esaminare la richiesta di RIPAM del signor … alla luce delle sue condizioni economiche più recenti come da questi postulato.
L’art. 14 RLCAMal deve essere interpretato nel senso che l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione deve costituire una eccezione al principio, deve essere motivata da ben precise ragioni, e ciò per evitare il rischio che l’amministrazione sia confrontata con molteplici e differenziate ipotesi per cui essere costretta a svincolarsi dalla tassazione di riferimento per ogni minima variazione dei valori da ritenere. In queste situazioni la Cassa si vedrebbe confrontata con un rischio di onere amministrativo eccessivo. In concreto però l’interpretazione dell’art. 14 citato deve condurre, per il doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal, a ritenere che la cessazione dell’attività lavorativa accessoria indipendente del ricorrente, e di conseguenza il mancato incasso di onorari negli anni successivi a quello della tassazione di riferimento, costituisce sostanzialmente un pensionamento, ossia l’effettivo e completo ritiro dalla vita attiva del signor … nell’ottica di quanto previsto dalla lettera e. del cpv. 1 della norma. (…)”
In quella costellazione questa Corte non aveva dovuto vagliare invece, siccome non necessario (il rinvio degli atti all’amministrazione imponendosi per le ragioni appena esposte), se una diminuzione della sostanza (e del relativo reddito locativo) dovevano essere ritenuti nell’ambito dell’art. 14 cpv. 2 RLCAMal.
2.14. In concreto occorre verificare se la contrazione, significativa (di oltre il 44%), del reddito locativo ritenuto in sede di tassazione (senza mutazione alcuna nella sostanza immobiliare dell’assicurato qui ricorrente per luogo, dimensione, qualità dell’alloggio o altro), contrazione derivata da nuovo (e finalmente corretto) valore locativo inserito (e ritenuto dall’UT competente) nelle dichiarazioni d’imposta a partire dalla tassazione 2020 (ossia l’importo di CHF 5'540 in luogo e vece dei precedenti CHF 10'000 erroneamente indicati dall’assicurato in precedenza), possano fungere da sufficiente sostrato per l’applicazione dell’art. 14 cpv. 2 lett. lett. d) RLCAMal, possano cioè essere trattati analogamente a una diminuzione degli “affitti percepiti” rispetto al periodo fiscale determinante.
In merito al valore locativo va precisato come lo stesso consista nel reddito ipotetico conseguibile dalla locazione dell’immobile che il proprietario usa per sé o tiene a sua disposizione (art. 20 cpv. 1 lett. b LT e 21 cpv. 1 lett. b LIFD. La LAID, all’art. 2 cpv. 1 lett. a e dell’art. 7 cpv. 1 obbliga i cantoni ad assoggettare fiscalmente il valore locativo. Per maggiori dettagli si veda la decisione della CDT 80.2012.99 del 26 settembre 2012 nonché: Agner/Jung/Steinmann: Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Shulthess Verlag, 2000, 92, si veda Ranzanici, op. cit. nota 1249 pag. 402).
Come rammenta la dottrina la problematicità “di questo reddito sta nella sua quantificazione. Infatti il valore locativo non rappresenta il massimo reddito ipotetico conseguibile (sul mercato) dall’abitazione occupata (o nella disponibilità) dal proprietario, ma ne è inferiore. Ciò conduce ad un innegabile vantaggio in favore del proprietario immobiliare rispetto all’inquilino, e questo non solo in ambito fiscale ma anche di RIPAM. In effetti il valore locativo va stabilito (dall’autorità fiscale con conseguente vincolo per la Cassa) tenendo conto delle condizioni locali usuali, procedendo in via comparativa, considerando anche le vecchie abitazioni, e ritenendo l’utilizzazione effettiva dell’abitazione. Già in questo modo il valore non sarebbe pari al possibile massimo canone di locazione conseguibile sul mercato. Ma non si tratta del solo aspetto insoddisfacente con effetti sulla RIPAM, infatti l’art. 20 cpv. 2 LT precisa che il valore locativo (della residenza primaria) da ritenere per l’imposizione, alla luce della promozione dell’accesso alla proprietà e della previdenza personale, è stabilito nel 60-70% di quello di mercato delle pigioni e che per il suo calcolo è possibile considerare, in modo adeguato, il valore della stima ufficiale” (Ranzanici, op. cit., pag. 403/404, cap. 14.8.3.2.2.).
Sempre facendo riferimento alla dottrina specifica, questa Corte deve osservare come il “privilegio concesso al valore locativo, che trova giustificazione (politica) nel favorire l’accesso alla proprietà immobiliare privata, non è stato ritenuto dal Tribunale federale contrario all’uguaglianza giuridica sancita dall’art. 8 Cost. fed. in ambito fiscale. L’Alta Corte ha ammesso che il valore locativo può essere inferiore a quello di mercato ma ha considerato che la percentuale minima di questo valore deve essere del 60%” (Ranzanici, op. cit., pag. 404, cap. 14.8.3.2.2., si veda inoltre la DTF 124 I 145 e 125 I 65, si veda anche la SCDT 80.2008.173 del 9 maggio 2008 pubblicata in: RtiD II-2008 n. 3t e le STF 2P.36/1999 del 3 novembre 2000 e STF 2P.311/2001 del 5 aprile 2002). Resta comunque che il privilegio, costituito dalla considerazione fiscale di un reddito locativo inferiore al valore del costo effettivo delle pigioni, che si riverbera sul diritto alla riduzione dei premi, privilegio che la dottrina critica (Ranzanici, op. cit., pag. 404 e 405, n. 768 e 769) rilevando come il correttivo posto in atto dal legislatore cantonale (deducibilità parziale degli interessi passivi sul debito ipotecario: sul tema si veda in particolare la STCA 36.2012.80 del 28 novembre 2012 consid. 2.13 in fine) stabilisce un rimedio perlomeno parziale ancorché non pienamente soddisfacente.
Resta qui la considerazione della particolare natura del reddito locativo, del suo oggettivo inferiore valore rispetto a quello del mercato, al suo trattamento fiscale specifico (in sede di dichiarazione fiscale il valore locativo dell’abitazione primaria del contribuente è specificatamente da dichiarare come tale).
2.15. Per tornare all’art. 14 cpv. 2 lett. d) RLCAmal dove la norma (che ha subito una modifica il 10 aprile 2018, BU 2018 16 pag. 134, poco tempo dopo la sua adozione) si riferisce alla diminuzione degli affitti percepiti, va osservato come, proprio per la specificità del valore locativo, per la sua natura, per il privilegio che esso costituisce a livello fiscale (con riverbero sulla RIPAM), non può essere accomunato al canone locativo come sembra volere il ricorrente.
La norma del Consiglio di Stato ha escluso l’ipotesi della diminuzione del valore locativo (derivante – ad esempio – da nuova valutazione da parte dell’autorità fiscale dell’immobile che lo genera, da limitazioni imposte alla proprietà immobiliare a livello edilizio o altre) dal novero delle possibilità che consentono alla Cassa cantonale di compensazione di procedere ad una determinazione del diritto alla riduzione dei premi al di fuori di una tassazione. Il valore locativo non è evocato esplicitamente accanto alla diminuzione degli affitti percepiti. Gli affitti (o meglio: i canoni locativi) versati da inquilini all’assicurato richiedente la RIPAM costituiscono un esplicito reddito destinato al suo sostentamento e a fronteggiare il suo fabbisogno. In questo caso la loro diminuzione rappresenta un decremento delle entrate che permette (a richiesta dell’assicurato) di esaminare la fondatezza del sussidio richiesto fuori dai parametri fiscali. La ratio legis è, quindi, quella di una determinazione del diritto alla RIPAM fuori dalla tassazione applicabile in caso di mitigazione dei redditi; lo indicano anche le altre ipotesi normative ritenute: la diminuzione de reddito da lavoro e la contrazione delle prestazioni in forma di rendite (come specifica l’art. 14 cpv. 2 RLCAMal).
Il valore locativo ha invece una valenza diversa: si tratta di un reddito ipotetico, non conseguito materialmente, la cui contrazione non incide nell’effettiva disponibilità economica dell’assicurato (se non per la sua valenza fiscale, in questa costellazione favorevole).
In concreto nella situazione di vita dell’assicurato nulla in sé è cambiato con il riconoscimento da parte dell’UT del valore locativo per la casa passato dai CHF 10'000 (doc. VII) ai CHF 5'540, se non che l’onere fiscale (a fronte di un imponibile inferiore, e salvo modifica di altri parametri) è inferiore. L’assicurato – unitamente alla moglie – continua (come in precedenza e da numerosi anni) a vivere nella casa ereditata, senza una effettiva diminuzione del reddito conseguito, reddito necessario a sopperire ai bisogni della vita.
Come ha ben ricordato la dottrina ampiamente citata “Ciò che caratterizza le possibilità previste all’art. 14 cpv. 2 RLCAMal di chiedere l’accertamento del RD al di fuori della tassazione è la contrazione delle entrate (se si eccettua la diminuzione della sostanza per consumo proprio)” (Ranzanici, op. cit. n. 819 pag. 430), con esclusione delle ipotesi in cui sussista un aumento della spesa. In concreto la spesa per il godimento della abitazione di proprietà non muta, non incide nelle entrate dell’assicurato e di sua moglie, come d’altra parte non vi è materiale modifica del reddito che il bene (casa primaria) produce: questo reddito non è diminuito siccome non percepito materialmente ma solo virtualmente.
Si ribadisce qui che lo scopo della norma è quello di considerare le condizioni economiche dell’assicurato più recenti e quindi più aderenti alla realtà, considerando le effettive entrate economiche (tra altre ipotesi personali che qui non occorre evocare) nella disponibilità dell’assicurato grazie alle quali questi deve pagare il premio LAMal. Una diminuzione delle entrate, sotto forma di salario o reddito (a causa di una cessazione dell’attività lucrativa, di una diminuzione dei redditi, delle rendite o degli affitti) consente di non fare capo alla tassazione applicabile, non così invece, altre ipotesi non ritenute dal legislatore tra cui una modifica del valore locativo (specie una sua contrazione).
2.16. Alla luce di quanto precede, la modifica, con la tassazione del 2020, dell’importo ritenuto per il valore locativo della casa di proprietà dell’assicurato (costituente sua residenza primaria), non permette, per il tenore dell’art. 14 cpv. 2 lett. d) RLCAMal di determinare il diritto alla RIPAM del qui ricorrente, e della moglie che costituisce con lui una UR, al di fuori dei dati della tassazione applicabile (2019).
Correttamente il ricorrente non pone in discussione il calcolo eseguito dalla Cassa cantonale di compensazione in base ai dati rilevati da questa tassazione (si veda il precedente punto 1.4. in fine) ed il superamento del limite di reddito massimo che consente il riconoscimento del sussidio.
Il ricorso deve, conseguentemente, essere respinto senza carico di spese alla parte ricorrente, pur in assenza di esito favorevole. La procedura, cui non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66”, è gratuita (art. 29 cpv. 1 Lptca) e non sono percepite, conseguentemente, tasse e spese giudiziarie.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso dell’11 marzo 2022 formulato da RI 1, __________, contro la decisione emessa su reclamo il precedente 18 febbraio 2022 dalla Cassa cantonale di compensazione - Ufficio prestazioni, Bellinzona, è respinto.
Non sono percepite tasse di giustizia e spese, poste a carico dello Stato, e non sono attribuite ripetibili.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti