Raccomandata

Incarto n. 36.2006.250

cs

Lugano 14 marzo 2007

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 14 dicembre 2006 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione su reclamo del 17 novembre 2006 emanata da

Istituto assicurazioni sociali Ufficio assicurazione malattia, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto, in fatto

1.1. RI 1, titolare di un permesso di dimora di tipo “__________” e tassato alla fonte, ha postulato, per lui e la sua famiglia, la concessione del sussidio per il pagamento del premio dell’assicurazione malattie di base per il 2006 (doc. 1).

1.2. La richiesta e il successivo reclamo sono stati respinti dall’UAM il 31 luglio 2006, rispettivamente il 17 novembre 2006, ritenuto che, dopo conversione del reddito lordo mensile conseguito nel 2006, di fr. 6'647.80, in reddito imponibile, giusta gli art. 69 e 72 Reg. LCAMal, è risultato un reddito determinante di fr. 39'000, superiore a quello che permette l’ottenimento dell’aiuto statale.

1.3. Con ricorso del 14 dicembre 2006 RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha contestato la decisione su reclamo. Egli fa innanzitutto valere una violazione del diritto di essere sentito, poiché la decisione impugnata difetta di motivazione. L’insorgente rileva di aver interposto reclamo sollevando sia la disuguaglianza di trattamento davanti alla legge, sia la mancanza di base legale per l’applicazione delle tabelle utilizzate dall’UAM, ma di non aver ottenuto risposta ai due quesiti sollevati.

In secondo luogo l’assicurato, tassato alla fonte, rileva che con l’applicazione delle citate tabelle alle persone che non sono tassate in maniera ordinaria si crea una disparità di trattamento non voluta dalla LCAMal, la quale non farebbe distinzioni tra assicurati tassati in via ordinaria e assicurati tassati alla fonte, poiché scopo del sussidio è quello di aiutare le famiglie in difficoltà finanziaria.

In concreto utilizzando le tabelle di conversione del reddito, con un salario lordo di fr. 79'733,60 il reddito determinante ammonta a fr. 39'000. Se fosse domiciliato e, dunque, tassato ordinariamente, il reddito imponibile sarebbe di fr. 26'519, ciò che gli permetterebbe di ottenere il sussidio.

L’interessato rileva poi che sulla base del Decreto esecutivo per l’anno 2006 le basi di calcolo sono quelle dell’imposta cantonale 2003. In concreto tuttavia l’UAM ha preso in considerazione i dati relativi al 2006 e non al 2003 come avrebbero dovuto (doc. I).

1.4. Con osservazioni del 22 gennaio 2007 l’UAM rileva che il TCA si è già espresso in merito con sentenza del 23 gennaio 2006 (inc. 36.2005.215), laddove ha affermato che “Purtroppo l'uso delle tabelle, obbligatorio per l'amministrazione ed il giudice, conduce a risultati in apparente contrasto con i dati fiscali poiché per la loro stessa natura le tabelle non possono pienamente rendere la realtà fiscale. Come evidenziato però il giudice deve applicare le norme esistenti anche se il risultato cui esse conducono è insoddisfacente e poco rispondente ai bisogni sociali di categorie di persone sfavorite dai bassi salari.”

Per quanto concerne l’applicazione del reddito 2006 in luogo del reddito 2003, l’autorità cantonale sostiene che secondo la giurisprudenza del TCA, in assenza di tassazione fiscale applicabile, la decisione circa il diritto alla riduzione di premio deve essere presa sulla base del reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più prossimo al periodo per il quale la riduzione di premio è richiesta e, possibilmente, il reddito lordo cui ci si deve riferire è quello più recente e percepito nel corso dell’anno per il quale il sussidio viene richiesto (doc. III).

in diritto

In ordine

2.1. L’insorgente chiede che la decisione impugnata sia annullata poiché non sufficientemente motivata. In particolare le censure da lui sollevate (assenza di base legale, disparità di trattamento) non sarebbero state esaminate dall’autorità cantonale.

La pretesa di ottenere una decisione motivata rientra nella nozione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed.. Riguardo all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. si applica, senza eccezione alcuna, la giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 4 Cost. fed. (cfr. Pratique VSI 2001 pag. 114 segg. = SVR 2001 IV Nr. 16; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37).

La pretesa di un provvedimento motivato impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STFA del 2 novembre 2004 nella causa M., I 458/03; STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03; DTF 126 V 80 consid. 5b/dd; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, pag. 368 seg. con numerosi rinvii).

In concreto anche se l’autorità cantonale non si è espressa esplicitamente sulle censure sollevate dall’insorgente, quest’ultimo ha potuto comprendere la portata della decisione dell’autorità cantonale, impugnarla e confrontarsi con il suo contenuto.

Egli ha inoltre potuto nuovamente sollevare le censure della disparità di trattamento e dell’illegalità anche innanzi a questo Tribunale che dispone di un pieno potere cognitivo.

Per cui, comunque, un’eventuale violazione del diritto di essere sentito per carenza di motivazione può essere sanata in questa sede.

Il TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.

Nel merito

2.2. Per l'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche modeste per le prestazioni minime previste dalla legge.

Gli assicurati di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.--.

Di regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma arrotondata al mille franchi superiore:

a) del reddito imponibile desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato;

b) di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la parte eccedente l'importo di fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.- per le famiglie.

L’espressione “di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art. 31 LCAMal.

Per l'anno 2006 il periodo fiscale per l'accertamento del reddito determinante è quello delle classificazioni dell'imposta cantonale per l'anno 2003. Il limite di reddito che conferisce diritto al sussidio per le persone sole è stato fissato a CHF 20'000.-. Per quanto concerne le famiglie, con sentenze del 23 ottobre 2006 (inc. 36.2006.71, 72, 120 e 124) il TCA ha stabilito che la delega conferita al Consiglio di Stato di modificare annualmente i limiti di reddito determinanti per l’ottenimento del sussidio non può essere intesa nel senso che l’Esecutivo può scendere al di sotto degli importi fissati nella LCAMal, tra cui fr. 32'000 per le famiglie.

2.3. Con l’art. 31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del reddito determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con successiva commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite) in casi particolari.

In altri termini l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della tassazione di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo cantonale nel DE emesso annualmente). In casi specificatamente fissati dalla legge e dal regolamento d’applicazione (qui sotto riportati) l’amministrazione (e meglio l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da solo il reddito lordo trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei limiti per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo del reddito nei seguenti casi:

"a) delle persone soggette all'imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro sostanza;

b) delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c) delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che esercitano un'attività lucrativa;

d) in altri casi particolari."

In virtù dell'art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie emanato il 18 maggio 1994 modificato dal Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal 1° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

"a) persone soggette all'imposta alla fonte;

b) decesso del coniuge;

c) matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d) persone sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante;

e) persone domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f) persone al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g) persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente Ufficio;

h) cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i) cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

l) cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali applicabili."

2.4. Giusta l’art. 69 cpv. 1 Reg. LCAMal la persona che esercita un’attività lucrativa salariata è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali:

a) il certificato di salario rilasciato dal suo datore di lavoro;

b) una dichiarazione che attesti eventuali altre entrate (reddito accessorio, reddito del coniuge, sostanza, reddito netto della sostanza, rendite, pensioni o altro).

Per il cpv. 2 l’Istituto delle assicurazioni sociali allestisce un modulo ufficiale per l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione fiscale del biennio stabilito dal Consiglio di Stato.

Le “Direttive di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti e non domiciliati”, emanate dall’Amministrazione delle contribuzioni, sono applicabili per analogia (art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal).

L’art. 70 Reg. LCAMal prevede che la persona che esercita un’attività lucrativa indipendente è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali una dichiarazione che attesti il suo presumibile reddito e gli altri elementi di reddito conformemente all’art. 69 Reg. LCAmal.

Per l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal l’Istituto delle assicurazioni sociali, in collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, allestisce le tabelle per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Da rilevare che le citate tabelle già tengono conto, per le famiglie con figli minorenni, della deduzione per figli.

Il cpv. 2 prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

2.5. In concreto l’insorgente non contesta l’esattezza del calcolo del reddito lordo conseguito nel 2006 (fr. 79'733.60), né il reddito determinante derivante dall’utilizzo delle tabelle di conversione in assenza di una tassazione ordinaria (fr. 39'000).

L’assicurato fa invece innanzitutto valere l’assenza di una base legale nella LCAMal che permetta di inserire nel Reg. LCAMal l’utilizzo di tabelle di conversione allestite dai servizi dell’amministrazione. Ciò violerebbe la lettera e lo spirito della LCAMal per la quale tutti gli assicurati, a parità di disagio economico, devono beneficiare dei medesimi sussidi.

Allorché devono pronunciarsi sulla legalità di un'ordinanza (o, come in concreto, di un regolamento cantonale) emanata in forza di una delega del Parlamento, i Tribunali, che esaminano di principio liberamente la questione, devono stabilire in che modo le relative disposizioni vanno inter­pretate e se sono conformi alla legge (STFA del 6 marzo 2006, K 121/01, consid. 4.2 pubblicata in SVR 2006 KV Nr. 28).

Nella misura in cui la delega legislativa è relativamente imprecisa e, di conseguenza, attribuisce all’esecutivo un ampio potere di apprezzamento, il Tribunale deve limitarsi ad esaminare se la normativa esecutiva sconfini manifestamente dal quadro di competenze delegatele o se, per altri motivi, è contraria alla legge o alla Costituzione. A questo proposito una disposizione regolamentare viola gli art. 9 o 8 cpv. 1 Cost. federale quando non si basa su motivi validi, è priva di senso o utilità, oppure opera distinzioni giuridiche che non trovano giustificazione alcuna nella fattispecie da disciplinare o, per contro, tralascia di operarne di necessarie, dando luogo ad una parificazione inammissibile (cfr. SVR 2006 KV Nr. 28, consid. 4.2; DTF 128 V 98 consid. 5a, 105 consid. 6a e riferimenti, STFA del 13 giugno 2003 nella causa N., E 1/00; DTF 117 V 180 consid. 3 a).

Nell’ambito di questo esame, il giudice non deve tuttavia sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’autorità da cui emana la regolamentazione in causa. Al contrario, egli deve limitarsi a verificare che la disposizione litigiosa sia atta a realizzare oggettivamente lo scopo che si prefigge la legge senza preoccuparsi, in particolare, di sapere se essa costituisca il mezzo maggiormente appropriato per il raggiungimento di tale scopo (SVR 2006 KV Nr. 28, DTF 131 II 166 consid. 2.3, DTF 131 V 14 consid. 3.4.1, DTF 130 V 473 consid. 6.1, DTF 130 I 32 consid. 2.2.1, DTF 129 II 164 consid. 2.3; DTF 129 V 271 consid. 4.1.1).

Le ordinanze d'esecuzione non possono invece porre nuove regole atte a restringere i diritti degli assicurati o ad imporre loro degli obblighi, anche se queste regole sono conformi allo scopo della legge (cfr. RDAT I-1997 pag. 254, DTF 115 V 431-432, DTF 112 V 252 e sentenze ivi citate, DTF 111 V 314).

2.6. In concreto l’art. 31 LCAMal prevede che: "il regolamento stabilisce le modalità per l’accertamento del reddito determinante delle persone soggette all’imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro sostanza (lett. a), delle persone soggette all’imposta alla fonte (lett. b), delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.-- secondo il biennio fiscale determinante, che esercitano un’attività lucrativa (lett. c), in altri casi particolari (lett. d)."

Per costante giurisprudenza federale il significato di una norma deve essere inteso innanzitutto in senso letterale. Se il testo di un disposto legale è chiaro e non sia pertanto necessario far capo ad altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale solo ove esistano motivi seri per ritenere che esso non corrisponda al vero senso del disposto in esame. Tali motivi possono risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e dallo scopo della norma in questione, così come dalla relazione con altre disposizioni (cfr. STFA del 2 febbraio 2006 nella causa S., B 124/04; DTF 131 V 93; DTF 131 V 128; DTF 135 V 232; RAMI 2001, pag. 134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, 126 III 101, consid. 2c, pag. 104).

Secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore (SVR 2006 ALV Nr. 11). Devono cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228 consid. 2b).

Invece, quando il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, dev’essere ricercato quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d’interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (SVR 2006 ALV Nr. 11; DTF 130 II 71 consid. 4.2, DTF 130 V 232 consid. 2.2, DTF 130 V 295 consid. 5.3.1, DTF 130 V 428 consid. 3.2, DTF 130 V 475 consid. 6.5.1, DTF 130 V 484 consid. 5.2, DTF 130 V 129 V 284 consid. 4.2 e riferimenti).

I lavori preparatori possono costituire un valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF 123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247 consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b e 527 f consid. 2b).

Ad esempio, in una sentenza pubblicata in SVR 2006 ALV Nr. 11 il TFA ha stabilito che il testo dell’art. 36 cpv. 3 LADI è “chiaro e univoco” e che dal “messaggio del Consiglio federale 2 luglio 1980 concernente una nuova legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per insolvenza (FF 1980 III 532 seg.) non si evince nulla a sostegno della tesi opposta”, sostenuta dall’amministrazione.

In un’altra sentenza pubblicata in DTF 131 V 90, nella quale ha ritenuto chiaro il senso dell’art. 86 cpv. 1 lett. b OPI, l’Alta Corte ha così riassunto gli abituali metodi d’interpretazione della legge:

" 4.1 Dans la mesure où l’application des dispositions régissant l’indemnité pour changement d’occupation est en cause, le sens et la porte de ces dispositions doivent être déterminés selon les règles usuelles d’interprétation de la loi. Ainsi, il faut en premier lieu se fonder sur la lettre de la disposition en cause (interprétation littérale). Si le texte de cette dernière n’est pas absolument clair, si plusieurs interprétations de celui-ci sont possibles, le juge recherchera la véritable portée de la norme en la dégageant de sa relation avec d’autres dispositions, de son contexte (interprétation systématique), du but poursuivi, singulièrement de l’intérêt protégé (interprétation téléologique), ainsi que de la volonté de son auteur telle qu’elle ressort notamment des travaux préparatoires (interprétation historique).

Le sens que prend la disposition dans son contexte est également important (ATF 129 V 263 s. consid. 5.1 et les arrêts cités; voir aussi ATF 130 II 71 consid. 4.2, 130 V 50 consid. 3.2.1, 129 II 356 consid. 3.3, 129 V 165 consid. 3.5, 284 consid. 4.2 et les références)."

2.7. Il testo dell’art. 31 lett. b LCAMal prevede che il regolamento stabilisce le modalità per l’accertamento del reddito determinante delle persone soggette all’imposta alla fonte.

Dal tenore letterale del disposto emerge chiaramente che il legislatore ha delegato al Consiglio di Stato la possibilità di prevedere, nel Regolamento, una modalità particolare per accertare il reddito determinante degli assicurati imposti alla fonte.

L’Esecutivo cantonale ha concretizzato questa facoltà attribuitagli dalla legge emanando l’art. 72 Reg. LCAMal che prevede l’allestimento da parte dell’IAS, in collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, di tabelle per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Ciò, in particolare, al fine di stabilire il reddito determinante laddove non viene emessa alcuna tassazione fiscale per il periodo determinante oppure quando si verificano altri casi particolari (cfr. art. 67 Reg. LCAMal).

L’art. 31 lett. b LCAMal costituisce pertanto una base legale sufficiente per poter prevedere, come ha fatto il Consiglio di Stato, all'art. 72 Reg. LCAMal, nel Regolamento l’utilizzo di apposite tabelle di conversione per il calcolo del reddito determinante nelle situazioni previste dalla norma.

2.8. L’insorgente sostiene in secondo luogo che vi è una violazione del principio della parità di trattamento laddove al dimorante è negato un sussidio che, nelle identiche condizioni economiche e famigliari, sarebbe invece riconosciuto ad un domiciliato.

Una decisione vìola il diritto alla parità di trattamento (di cui all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.) nella misura in cui l’autorità tratta in modo differente delle situazioni simili senza motivi che possano giustificare una simile differenziazione (DTF 125 I 163 consid. 3a, DTF 124 I 170 consid. 2 con riferimenti).

Secondo la giurisprudenza federale un assicurato può prevalersi di una parità di trattamento nell’illegalità, sempre che non leda altri interessi legittimi, unicamente se l’autorità non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì secondo una prassi costante deroga alla legge e lascia intendere che anche in futuro non deciderà in modo conforme alla legge (DTF 116 V 238, DTF 115 Ia 83 consid. 2; cfr. G. Müller in Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4, note 45).

Con l'applicazione delle tabelle di conversione previste dall’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal tutti gli assicurati dimoranti assoggettati alla fonte sono trattati allo stesso modo e sono sottoposti allo stesso metodo di calcolo. In presenza di una situazione giuridica simile (assicurato dimorante imposto alla fonte che necessita di un calcolo autonomo) gli assicurati sono trattati nella stessa maniera (calcolo autonomo del reddito lordo con l’applicazione delle tabelle e direttive dell’autorità cantonale).

Per i dimoranti, che per legge sono tassati alla fonte, è previsto un calcolo differente del reddito determinante per l’ottenimento del sussidio, rispetto ai domiciliati, perché a causa del loro statuto giuridico differente non sono tassati in maniera ordinaria e non è pertanto possibile utilizzare una tassazione come per i contribuenti domiciliati.

Una tassazione “simulata”, come quella presentata dal ricorrente, non può essere presa in considerazione perché non può essere controllata e verificata dalle autorità fiscali come lo è una tassazione ordinaria (non essendo una tassazione “ufficiale” l’autorità fiscale non disporrebbe dei mezzi legali per effettuare un accertamento completo e corrispondente alla realtà del reddito imponibile) e non vi è la possibilità di contestarla con i mezzi di diritto in ambito fiscale.

Del resto le tabelle di conversione applicate in concreto ed elaborate dall’IAS in collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, sono allestite al fine di corrispondere in maniera più conforme possibile ad una tassazione ordinaria, pur con tutti i limiti del caso. Infatti le tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro stessa natura, attagliate al caso concreto in cui vengono applicate (cfr. STCA del 26 gennaio 2004 nella causa S., 36.2003.99).

2.9. L’insorgente fa infine valere che andrebbe utilizzato il reddito del 2003 in luogo di quello del 2006, poiché il decreto esecutivo applicabile prevede, per la tassazione ordinaria, l’anno 2003 quale anno determinante.

Anche questa censura non può trovare accoglimento.

Infatti allorquando l’amministrazione deve procedere al calcolo autonomo del reddito facendo capo alle citate tabelle, deve considerare il reddito più recente.

Con sentenza del 26 gennaio 2004 nella causa S. (36.2003.99), questo Tribunale aveva infatti rilevato che:

" Per l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui

“Trattandosi di una sovvenzione di carattere eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui l'assicurato richiede il sussidio soggettivo".

Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da considerare per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale il sussidio è chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di diminuzione importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg.LACMal

  • posti a raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.

Va rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a quello del periodo di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione debba determinare un reddito, essa deve procedere alla sua esatta fissazione e quindi raffrontarlo con i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la determinazione del diritto al sussidio, per ciò fare è necessario procedere alla commutazione del nuovo reddito accertato in reddito imponibile mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite. Infatti il reddito lordo accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal) convertito in reddito imponibile mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo regolamento. Le tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro stessa natura, attanagliati al caso concreto in cui vengono applicate."

In queste condizioni, alla luce di quanto sopra esposto, il ricorso va respinto mentre la decisione impugnata merita conferma.

2.10. Con il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in vigore.

A proposito della materia qui in esame (cause di diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art. 83 LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il ricorso è ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima istanza, sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo federale. L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del procedimento.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF con il ricorso in materia costituzionale può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come, affinché sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg..).

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che "la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso é respinto.

  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

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