Raccomandata
Incarto n. 36.2004.11
ir/tf
Lugano 25 maggio 2004
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
statuendo sul ricorso del 20 gennaio 2004 di
contro
la decisione del 23 dicembre 2003 emanata da
rappr. da: __________
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione 23 dicembre 2003 la Cassa Malati __________ ha evidenziato che __________, assicurata per la copertura di base presso la __________:
" … da diverso tempo non corrisponde i … premi assicurativi… la signora __________, rispettivamente il suo coniuge, … sono stati avvertiti tramite sollecito raccomandato del 20 marzo 2001 … e malgrado ciò l'ulteriore termine concesso loro per il pagamento del debito è decorso senza riscontro" (Doc. _)
L'assicuratore ha quindi evidenziato di avere
" … inoltrato al competente ufficio d'esecuzione una domanda d'esecuzione nei confronti del contraente l'assicurazione per l'importo di CHF 15'686.- più spese d'incasso di fr. 20.-…" (Doc. _)
il tutto come al seguente conteggio:
Data
Conteggio
Scadenza
Titolo del credito
Importo
24.12.98
21.01.99
Premio
LAMal
gennaio 1999
CHF
713.00
24.01.99
13.02.99
Premio
LAMal
febbraio 1999
CHF
713.00
21.02.99
13.03.99
Premio
LAMal
marzo 1999
CHF
713.00
24.03.99
13.04.99
Premio
LAMal
aprile 1999
CHF
713.00
26.06.99
16.07.99
Premio
LAMal
maggio 1999
CHF
713.00
05.07.99
01.08.99
Premio
LAMal
giugno 1999
CHF
713.00
25.07.99
03.09.99
Premio
LAMal
luglio 1999
CHF
713.00
21.08.99
30.09.99
Premio
LAMal
agosto 1999
CHF
713.00
27.08.99
01.10.99
Premio
LAMal
settembre 1999
CHF
713.00
14.09.99
11.10.99
Premio
LAMal
ottobre 1999
CHF
713.00
28.09.99
02.11.99
Premio
LAMal
novembre 1999
CHF
713.00
09.11.99
02.12.99
Premio
LAMal
dicembre 1999
CHF
713.00
21.12.99
10.01.00
Premio
LAMal
gennaio 2000
CHF
713.00
17.01.00
06.02.00
Premio
LAMal
febbraio 2000
CHF
713.00
14.02.00
05.03.00
Premio
LAMal
marzo 2000
CHF
713.00
13.03.00
02.04.00
Premio
LAMal
aprile 2000
CHF
713.00
10.04.00
02.05.00
Premio
LAMal
maggio 2000
CHF
713.00
08.05.00
02.06.00
Premio
LAMal
giugno 2000
CHF
713.00
13.06.00
03.07.00
Premio
LAMal
luglio 2000
CHF
713.00
11.07.00
02.08.00
Premio
LAMal
agosto 2000
CHF
713.00
14.08.00
03.09.00
Premio
LAMal
settembre 2000
CHF
713.00
11.09.00
02.10.00
Premio
LAMal
ottobre 2000
CHF
713.00
Totale
CHF
15'686.00
L'assicuratore ha quindi evidenziato nella sua decisione su opposizione quanto segue:
" Dalla domanda d'esecuzione n. __________ di cui sopra è risultato un attestato di carenza di beni, il cui credito deve essere rivendicato nuovamente presso il coniuge del contraente l'assicurazione in virtù della circolare datata 31 maggio 1999 dell'Istituto delle assicurazioni sociali del Canton Ticino;
(…)
contro il precetto esecutivo n. __________dell'Ufficio d'esecuzione di __________, notificato l'8 luglio 2003, l'opponente ha interposto opposizione, poi respinta con decisione di rigetto d'opposizione del 4 agosto 2003;
(…)
il 1° settembre 2003 la qui opponente ha inoltrato opposizione, entro il termine stabilito, contro la decisione di rigetto d'opposizione – opposizione motivata dal fatto che l'importo rivendicato va a carico del suo coniuge e che noi non disponiamo delle basi legali per inoltrare una domanda d'esecuzione contro di lei;
(…)
come esposto, il Canton Ticino prescrive che siamo tenuti ad ottenere un attestato di carenza di beni anche nei confronti della coniuge del contraente l'assicurazione, affinché possiamo notificarlo all'ufficio sociale e sospendere le prestazioni ai sensi dell'art. 90 cpv. 4 OAMal;
(…)
secondo l'art. 90 cpv. 3 OAMal, per i premi e le partecipazioni ai costi scoperti è giustificata una procedura esecutiva se la persona assicurata è in ritardo con il pagamento di premi o partecipazioni ai costi scaduti e di solleciti infruttuosi;
(…)
gli assicuratori malattia riconosciuti sono autorizzati, secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), a rigettare loro stessi l'opposizione (DTF 121 V 109 segg.; 119 V 329 considerando 2b e altre);
(…)
sulla base di quanto sopra appare che il credito rivendicato di CHF 15'908.90 è legittimo e fino ad oggi non è ancora stato saldato;
(…)
in base all'art. 12.8 CGA, anche le spese d'incasso di CHF 20.00 sono legittime e le spese d'esecuzione anticipate dal creditore devono essere rifuse dal debitore (art. 68 LEF);"
ha quindi rigettato l'opposizione e confermato la decisione di rigetto dell'opposizione.
1.2. Avverso tale provvedimento __________ è insorta al TCA invocando l'assenza di un rapporto contrattuale con __________ e con il rilievo che il debito sarebbe del marito e non della ricorrente.
Per la signora __________ "… il solo fatto che sono coniuge del debitore non giustifica una responsabilità solidale nei miei confronti."
1.3. Dal canto suo __________ ribadisce, nella risposta di causa del 16 febbraio 2004, la posizione ritenuta in sede di decisione su opposizione evidenziando in particolare:
" La signora __________, moglie di __________, dal 1° settembre 1993 è assicurata – con i relativi figli __________, __________, __________, __________ – presso la qui convenuta per quanto concerne l'assicurazione di base (LAMal).
(…)
Preso atto della circostanza che per il periodo gennaio 1999 – ottobre 2000 il signor __________ non aveva corrisposto i premi dell'assicurazione di base per l'intera famiglia per complessivi CHF 15'686.- (fattura premi periodo 24 dicembre 1998 – 11 settembre 2000) la qui convenuta ha proceduto in via esecutiva. La pratica – nei confronti del marito signor __________ – si è conclusa con l'emanazione, da parte del competente ufficio esecuzioni e fallimenti, di un attestato carenza di beni.
(…)
A questo stadio, l'assicuratore malattia tenuto a perseguire l'incasso dei premi, preso atto del tenore di una comunicazione 27 gennaio 2003 dell'Istituto delle assicurazioni sociali e più precisamente dell'Ufficio dell'assicurazione malattia (comunicazione IAS n. __________) ha iniziato la procedura esecutiva nei confronti del coniuge del titolare del contratto e meglio la signora __________.
Pertanto, dopo la notifica del precetto esecutivo tendente all'incasso di premi dell'assicurazione di base per il periodo 24 dicembre 1998 – 11 settembre 2000 per un totale di CHF 15'908.90 la procedura è giunta sino a codesto lod. Tribunale.
(…)
Palese che la tesi della ricorrente lascia il tempo che trova, infatti, dalla documentazione allegata si può tranquillamente dedurre che la signora __________ sia moglie del signor __________ e che quest'ultimo non abbia pagato i premi per l'assicurazione di base per l'intera sua famiglia. Sulla base di questo incontestabile dato di fatto necessita far riferimento alla circolare IAS (doc. _) ed ai relativi rinvii giurisprudenziali per poter concludere che il ricorso della signora __________ debba essere respinto." (Doc. _)
Alla ricorrente è stata offerta la possibilità di produrre nuove prove, di domandare l'acquisizione e comunque di esprimersi sulla risposta di causa. Il giudice delegato, ha chiesto informazioni all'assicuratore ed all'IAS. Copia dell'esito è stata trasmessa alla ricorrente con facoltà di esprimersi in merito. __________ ha prodotto documentazione attestante la copertura mentre l'UAM ha negato l'esistenza di sussidi per gli anni 1999 e 2000 in favore della famiglia __________. Da notare che, nonostante l'invito del giudice delegato formulato a __________ a volere produrre "… ogni altro documento necessario a comprovare il merito" l'assicuratore non ha prodotto le CGA il cui art. 12.8 permetterebbe la percezione di spese d'incasso.
Nelle more della procedura (scritto 19 marzo 2003 della ricorrente) la signora __________ ha indicato l'assenza di una proposta all'assicurazione dalla __________ (doc. _), dal canto suo l'assicuratore ha contestato tale evenienza con scritto 24 marzo 2004 (doc. _).
Dal canto suo la ricorrente ha ribadito la sua tesi producendo documenti attestanti la contestazione della perfezione di un contratto d'assicurazione e copia dei pagamenti fatti a proprie spese dal 1998 al 2002 per medicinali e visite mediche (doc. _ del 4 aprile 2004). Il giudice delegato si è quindi rivolto alla ricorrente con lettera 7 aprile 2004 del seguente tenore:
" Ricevo la documentazione a margine. Dagli atti appare (doc. _) che una copertura Sua presso __________ esisterebbe almeno dal 1° settembre 1993 (fotocopia doc. _ annessa).
Ritenuta l'esistenza per legge di un obbligo di copertura – visto come lei sostenga il mancato perfezionamento di un contratto assicurativo – voglia specificare presso quale altra assicurazione malattia è coperta." (doc. _)
In merito __________ si è espressa il 13 aprile 2004 mentre la signora __________ ha prodotto la copia di uno scritto 30 ottobre 1994 del seguente tenore:
" Hiermit kündige ich den auf meinen namen lautenden Vertrag die Versicherung einschliesslich meiner Familienmitglieder __________, __________, __________, __________ und __________ auf den 31.12.1995." (Doc. _)
Alla luce di tale comunicazione – visto anche come la ricorrente non contestasse la copertura in sede di ricorso – il giudice delegato ha chiesto quanto segue:
" All'avv. __________ trasmetto, per una presa di posizione, lo scritto 13 aprile 2004 della signora __________.
Alla signora __________ chiedo di comunicarmi se successivamente allo scritto di disdetta della copertura presso __________ ha fatto seguito l'iscrizione presso altro assicuratore, se sì quale a far tempo da quando.
Invito inoltre le parti a comunicare se la famiglia __________ ha beneficiato di prestazioni assicurative nel corso degli ultimi 10 anni da parte di __________ o di altro assicuratore malattia." (Doc. _)
ha quindi fatto pervenire al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni documenti attestanti prestazioni beneficiate dalla ricorrente, dal marito e dal figlio __________– nel corso degli anni. Oltre a ciò è stata prodotta decisione 17 luglio 1998 dell'Ufficio dell'assicurazione malattia su reclamo contro decisione 16 giugno 1998 di "iscrizione d'ufficio (affiliazione tardiva)" emanata dall'UAM.
Da tale decisione si evincono in particolare le seguenti motivazioni:
" Ritenuto dunque che la famiglia in questione risulta essere domiciliata nel Cantone Ticino già da prima del 1996 (anno dell'entrata in vigore della LAMal), la stessa avrebbe dovuto essere assicurata presso un assicuratore malattie per lo meno dal 1° gennaio 1996.
Visto che però ciò non è avvenuto lo scrivente Ufficio si è visto costretto a procedere con un'iscrizione d'ufficio.
Trattandosi, nel caso di specie, di un'affiliazione tardiva ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAMal, il rapporto assicurativo con la Cassa malati __________ inizia dal giorno dell'affiliazione (1°.06.1998).
Per il periodo precedente (1°.06.1996-31.05.1998), se il ritardo non è giustificabile l'assicurato deve pagare un supplemento di premio regolamentato giusta l'art. 8 OAMal." (Doc. _ allegato a _)
La decisione ricordata non risulta avere fatto oggetto di ulteriore impugnativa.
Con lettera 9 maggio 2004 la signora __________ ha segnalato – in risposta alla lettera 19 aprile 2004 del giudice delegato più sopra riportata – che:
"
__________ non ci siamo più iscritti a nessun altro assicuratore.
Una parte di queste fatture saldate è ancora esistente." (doc. _)
Il 23 maggio la ricorrente ha ribadito la sua posizione trasmettendo lettera 29 novembre 1995 di __________ con cui si attesta che la disdetta data con scritto 30 ottobre 1995 "… se fera dès que nous serons en possession des nouveaux certificats d'affiliation de la nouvelle caisse-maladie". Copia della lettera 23 maggio 2004 è stata trasmessa, per conoscenza, a __________.
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Va rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) a seguito della quale il legislatore ha apportato delle modifiche alla LAMal. Il giudice delle assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Dal profilo procedurale la LPGA è invece immediatamente applicabile. Nel merito si applicano le disposizioni in vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda, di regola, sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02).
Ogni riferimento alle norme della LAMal applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Nel merito
2.3. Oggetto della lite è l'obbligo di __________ di pagare i premi dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie suoi, del marito __________ e dei figli __________, __________, __________ e __________.
Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H., inedita).
Il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c).
In caso di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che:
" 1 Se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei premi."
Per l'art. 20 cpv. 1 LCAMal, inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale per il pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni obbligatorie previste dalla legislazione federale.
Per il capoverso 3, prima di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente applica il sussidio per la riduzione dei premi.
Per l'art. 21 LCAMal, inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo giustificano.
Per l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi.
Per il capoverso 4 l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura.
La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede che:
" Se per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato), l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata dall'UEF.
osservazione
L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una dichiarazione d'insolvenza all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive.
Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi."
ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive:
" In ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati coniugati, la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di insolvenza deve essere richiesto anche per il coniuge quando il contratto assicurativo è stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale. Se per contro il contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la procedura esecutiva nei confronti dell'altro coniuge non è ammessa.
In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale (in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei beni)."
Con comunicazione I/2003 del 27 gennaio 2003 l'IAS ha precisato che:
" facciamo riferimento alle indicazioni procedurali fin qui emanate a riguardo di questa articolare casistica di assicurati, con particolare riferimento agli assicurati coniugati.
Le disposizioni impartite attraverso la Circolare IAV n. I/99 del 31 maggio 1999 prevedevano, a questo proposito, che la procedura esecutiva a carico del coniuge dell'assicurato in mora era ammessa solo se il contratto d'assicurazione era stato stabilito durante il periodo matrimoniale.
In data 14 gennaio 2003 è stato reso noto un importante cambiamento giurisprudenziale in questo ambito.
In una sentenza, il TFA ha indicato che la responsabilità solidale dei coniugi è sempre data, anche se il contratto d'assicurazione è stato stipulato prima del matrimonio.
In sostanza se uno dei coniugi non paga i debiti verso l'assicuratore malattie (premi + partecipazioni), l'altro coniuge è debitore solidale, ragione per la quale deve essere promossa una procedura esecutiva anche nei confronti di quest'ultimo."
2.4. Va osservato anzitutto come – nonostante le contestazioni della ricorrente – esista un rapporto assicurativo tra la signora __________, suo marito ed i suoi figli e la __________. La circostanza è suffragata ampiamente dalla decisione 17 luglio 1998 dell'Ufficio dell'assicurazione malattia divenuta definitiva e dall'ulteriore documentazione prodotta dall'assicuratore con il doc. _ citato.
Alla luce dei rilievi che precedono deve essere ritenuto un obbligo per i signori __________ di far fronte al pagamento dei premi assicurativi così come imposto dalla legge.
2.5. Occorre ora esaminare se, oltre ai propri premi, alla signora __________ possa essere imposto il pagamento dei premi degli altri membri della sua famiglia.
2.6. Nel merito, in via preliminare, occorre rilevare che il problema della responsabilità solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119 V 16).
2.7. Per l'art. 163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia,
" 1 I coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia.
2 Essi s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella professione o nell’impresa dell’altro.
3 In tale ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione personale".
Secondo l'art. 166 CCS
" 1 Durante la vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni correnti della famiglia.
2 Per gli altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:
è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;
l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi motivi.
3 Con i propri atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche l’altro."
Il TF e il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83).
Recentemente il TFA, con sentenza del 18 ottobre 2002 nella causa R. (K 60/00), pubblicata in DTF 129 V 90, ha precisato la sua giurisprudenza nei seguenti termini:
" (…)
Nach herrschender Lehre erfasst der Unterhalt nach Art. 163 Abs. 1 ZGB als Haushaltskosten alle grundlegenden Bedürfnisse, insbesondere auch die Versicherungen (Kranken-, Unfall-, Lebens-, Haftpflichtversicherungen) (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 9 zu Art. 163). Zu diesem Unterhaltsbedarf gehören somit die Versicherungen und die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen im weitesten Sinn, namentlich die Prämien für Krankenkassen (Hasenböhler, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, N 8 und 11 zu Art. 163; Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 34 zu Art. 163; Deschenaux/ Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, S. 219 N 473). Stellen könnte sich lediglich die - vorliegend unerhebliche - Frage, ob die obligatorische soziale Krankenversicherung (Grundversicherung) als ausreichend anzusehen ist, oder ob - angesichts der Prämienhöhe - Zusatzversicherungen in den Unterhaltskosten eingeschlossen sind (Berner Kommentar, N 16 ff. zu Art. 163 und N 54 zu Art. 166; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, a.a.0. S. 193 N 400 und S. 220 N 473; Hausheer/Geiser/Kobel, Das Eherecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, S. 60 N 08.06).
Auch die Frage, ob der Abschluss einer Krankenversicherung den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 Abs. 1 ZGB zuzuordnen ist, wird nach herrschender Lehre bejaht (Hasenböhler, a.a.0. N 7 zu Art. 166; Hegnauer/Breitschmid, Grundriss des Eherechts, S. 191 N 18.07). Der Radius des laufenden Familienbedarfs erstreckt sich namentlich auf die Versicherung der Familienmitglieder bei einer Krankenkasse (Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 39 zu Art. 166). Die Bedürfnisse der Familie nach Art. 166 Abs. 1 ZGB betreffen zwar den Unterhalt gemäss Art. 163 ZGB. Diesem kommt aber eine umfassendere Bedeutung zu (BGE 119 V 24 f. Erw. 6). So bedeutet der Unterhalt nach Art. 163 ZGB auf alle Fälle die obere Begrenzung für die Bedürfnisse der Familie. Der Abschluss von Versicherungen für die Familienmitglieder (insbesondere Krankenversicherung) und die entsprechenden Prämien gehören daher zu den Bedürfnissen der Familie gemäss Art. 166 ZGB im Sinne der Gewährleistung einer ausreichenden Grundversorgung (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 38, 39a und 40 zu Art. 166). Diesbezüglich wollte der Reformgesetzgeber von Art. 166 Abs. 3 ZGB die Haftung spiegelbildlich zur Vertretungsbefugnis regeln und in beiden Bereichen die Gleichstellung der Ehegatten verwirklichen. Er hat deshalb neu eine primäre und gleichrangige Haftung der Ehegatten eingeführt. Jeder von ihnen verpflichtet durch sein rechtsgeschäftliches Handeln sowohl sich persönlich als auch den anderen. Diese Solidarhaftung wird bereits bei Vorhandensein der objektiven Voraussetzungen gemäss Art. 166 Abs. 1 oder 2 ZGB ausgelöst, unabhängig davon, in wessen Namen der handelnde Ehegatte tätig wurde und ohne Rücksicht darauf, ob der Dritte vom Verheiratetsein seines Vertragspartners wusste oder nicht (Hasenböhler, a.a.0. N 19 zu Art. 166).
(…)
Gemäss Vorinstanz würde die Anwendung der in BGE 119 V 16 publizierten Rechtsprechung nach Einführung des Obligatoriums unter Umständen zu einer ungleichen Behandlung der Versicherten führen. Wenn eine versicherte Person nach dem 1. Januar 1996 heirate und nach der Eheschliessung bei der gleichen Krankenkasse bleibe, hafte der Ehepartner nicht für Prämien des anderen Ehegatten, die nach der Heirat fällig wurden. Dagegen sei der Ehegatte solidarisch haftbar, wenn der andere Ehegatte nach der Heirat den Krankenversicherer wechsle. Dass die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung das gesamte Familieneinkommen tangieren - und damit beide Ehegatten für
die Prämien der obligatorischen Versicherung solidarisch
haften -, könne auch aus der Regelung betreffend Prämienverbilligung geschlossen werden. Das Krankenversicherungsgesetz sehe eine Prämienverbilligung für
Versicherte in bescheidenen Verhältnissen vor (Art.
65 KVG). Davon sollen der Versicherte und seine Familienangehörigen profitieren. Für die Auszahlung von Prämienverbilligung sei nicht relevant, ob die Kassenmitgliedschaft während des Zusammenlebens oder im Hinblick auf die Heirat erlangt wurde. Massgebend seien vielmehr die finanziellen Verhältnisse, insbesondere das steuerbare Einkommen einer Familie. Werde die ganze Familie mit Prämienverbilligungen begünstigt, unabhängig vom Zeitpunkt, in dem das Versicherungsverhältnis begründet wurde, seien ebenfalls die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung als Auslage für die laufenden Bedürfnisse der Familie, unbeachtlich des Zeitpunktes des Abschlusses des Versicherungsverhältnisses, zu betrachten. Schliesslich sei zu beachten, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an
Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören.
(…)
Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem auf den 1. Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung eingeführt wurde, kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten, dass nach neuem Recht jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz versicherungspflichtig ist, weshalb sie bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996 ohnehin eine obligatorische Versicherung abgeschlossen hat. Die daraus anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare Auslagen dar, die im Budget eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese Lösung rechtfertigt sich sodann auch unter Beachtung des Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend Prämienverbilligung sowie in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören.
Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des für Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick auf familiäre Bedürfnisse begründet worden ist."
In sostanza i coniugi che sono nella necessità di instaurare relazioni con terze persone nell’interesse della coppia o della famiglia – compresa la necessità di una assicurazione di base per la copertura delle malattie - rappresentano l’unione coniugale nella misura in cui gestiscono i bisogni correnti della coppia stessa o della famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché un coniuge possa essere legalmente rappresentato dall’altro e, quindi, affinché nasca una responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per i bisogni correnti dell’unione coniugale, occorre che le obbligazioni contratte servano ai bisogni correnti della famiglia.
Nella sentenza federale citata (cfr. STFA del 18 ottobre 2002 nella causa R, K 60/00) la nostra Massima Istanza ha avuto modo di precisare che con l'entrata in vigore dell'assicurazione malattia obbligatoria un coniuge risponde solidalmente, ex art. 166 CC, per i debiti contributivi dell'altro coniuge indipendentemente dal fatto che il rapporto di assicurazione a fondamento del credito contributivo sia stato costituito durante la vita comune oppure per soddisfare dei bisogni correnti della famiglia.
Il potere di rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg. pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182) relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del terzo contraente al fine di non avvantaggiarlo indebitamente nella sua veste di creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore (in questo senso: Gilles Petitpierre et al. In FJS103 a 106, in particolare 104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage (art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid: Grundriss des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F. Hasenböhler, Das Familienrecht: Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 – 180), commentario zurighese, Tomo II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 367)
In proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a DTF 119 V 24 consid. 6a che:
" Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des gemeinsamen Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung (Hegnauer/Breitschmid, p. 180ss N 17.45, 17.46, 18.05)."
Questo TCA si è allineato alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che vuole evitare di avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito dovuto da coniugi di fatto separati e che tende comunque alla protezione del coniuge separato del debitore, in un caso recente (TCA __________ in re C. confermato dal TFA con sentenza 16 dicembre 2003 K 140/01) in cui due coniugi - dopo il matrimonio - avevano interrotto la vita in comune a seguito di un tentativo di conciliazione fallito dinanzi al Pretore. Nella sentenza cantonale era stato ritenuto come non fosse:
" sempre di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., nota 25 a pié della pagina 179:
" la volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible (séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)."
Come indicato, quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per i debiti contratti dal consorte.
2.8. Per quanto concerne i figli occorre qui richiamare quanto evidenziato nella sentenza __________ del 1° ottobre 2001 in re O. e meglio che per l'art. 276 CSS:
" 1 I genitori devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela.
2 Il mantenimento consiste nella cura e nell’educazione ovvero, se il figlio non è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie.
3 I genitori sono liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con altri mezzi".
Questa norma persegue lo scopo di determinare l'oggetto e l'estensione dell'obbligo di mantenimento di padre e madre nell'ambito degli effetti generali della filiazione (RAMI 2000 p. 235).
Secondo l'art. 278 CCS
" Durante il matrimonio i genitori sopportano le spese del mantenimento del figlio secondo le disposizioni del diritto matrimoniale.
I coniugi si devono vicendevolmente adeguata assistenza nell'adempimento dell'obbligo verso i figli nati prima del matrimonio."
Questa normativa concretizza l'obbligo di assistenza tra coniugi di cui all'art. 159 CCS, secondo cui:
" La celebrazione del matrimonio crea l'unione coniugale
I coniugi si obbligano a cooperare alla prosperità dell'unione e a provvedere in comune ai bisogni della prole.
Essi si devono reciproca assistenza e fedeltà."
2.8.1 Per quanto riguarda i figli comuni l'obbligo di pagare i premi che li riguardano (RAMI 2000 no. 129 consid. 2b p. 234 e 235) è sopportato dai genitori, che devono provvedere in comune al loro mantenimento (art. 276 cpv. 1 CCS; cfr. anche art. 278 cpv. 1 CCS; art. 163 CCS). Poiché questi contributi fanno parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (RAMI 1993 p. 86 consid. 2b)aa), i genitori sono responsabili solidalmente del loro pagamento in base all'art. 166 cpv. 1 CCS, se non sono separati (Eugster, op. cit., p. 182 N 817; RAMI 1993 K 914 p. 86).
2.8.2 Per quanto concerne i figli nati prima del matrimonio (tema qui non in discussione ma che pare utile evidenziare) il coniuge del genitore naturale non ha un obbligo di mantenimento nei confronti di questo figlio (Rep. 1999 p. 60 consid. 3c e dottrina citata), ma un dovere di adeguata assistenza nei confronti del genitore naturale obbligato al mantenimento (cfr. DTF 126 III 353 consid. 4a e b non pubb.). Questo implica ad esempio che un coniuge contribuisca in misura superiore al mantenimento della famiglia, affinché l'altro possa far maggiormente fronte ai suoi obblighi nei confronti del figlio oppure che gli metta a disposizione dei mezzi per far fronte a questo onere (DTF 115 III 103; STFA inedita del 31 gennaio 2000 in re D, consid. 6b; Rep. 1999 p. 60). L'obbligo di assistenza ha tuttavia un ruolo sussidiario rispetto all'obbligo di mantenimento, con cui non dev'essere confuso (art. 278 cpv. 1 CCS; STFA inedita del 24 ottobre 2000 in re B consid. 2a; DTF 126 III succitato consid. 4b non pubbl.). In effetti l'obbligo di mantenimento del genitore naturale ha la precedenza (DTF 127 III 68; Rep 1999 p. 60); quindi è di regola questo genitore a dover provvedere al mantenimento del figlio, anche se quest'ultimo abita con il patrigno e con la madre naturale (art. 276 cpv. 2 CCS). Nel caso in cui il figlio viva in comunione domestica con il figlio del genitore naturale (DTF 115 III 106 consid. 4), il patrigno interverrà se l'importo del genitore naturale non è sufficiente e sopporterà il rischio della mancata realizzazione del contributo alimentare (DTF 120 II 285 consid. 2b e dottrina citata).
In dottrina è controversa la determinazione della misura in cui i costi di mantenimento a favore del figlio di un solo coniuge facciano parte del mantenimento della famiglia (art. 163 CCS), gli autori concordano comunque sul fatto che l'obbligo di mantenimento presupponga la vita in comune (DTF 126 III 353 consid. 4b non pubbl.; DTF 115 III 106 consid. 4; DTF 120 II 285).
In conclusione quindi se un figlio di un solo coniuge vive in comunione domestica con la coppia, il suo mantenimento può divenire parte del mantenimento generale della famiglia, a cui gli sposi devono far fronte in comune ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CCS (STFA inedita del 24 ottobre 2000 in re B consid. 2a e dottrina citata; DTF 126 III 353 consid. 4b non pubbl). In questo caso allora la responsabilità dei coniugi è solidale, se si tratta di bisogni correnti (art. 166 CCS).
2.9. Nel caso concreto dagli atti si evince che __________ nato nel __________, la moglie __________ nata nel __________, nonché i figli __________, __________ e __________ e __________ sono tutti assicurati presso __________ almeno dal giugno 1998 sia per la copertura obbligatoria delle cure medico sanitarie che per alcune coperture complementari. La contestazione al proposito formulata dalla ricorrente appare destituita di sostanza come evidenziato al punto 2.4. __________ ha prodotto documentazione che attesta la copertura (anche se non ha prodotto la proposta d'assicurazione) mentre __________ non ha prodotto la polizza di un altro assicuratore malattie abilitato ai sensi della LAMal per il periodo in discussione.
Il doc. _, risposta del Controllo abitanti della Città di __________ a richiesta di informazioni dell'assicuratore, e per esso da parte di __________, indica il matrimonio tra i signori __________ è stato contratto il __________ 1985 a __________.
È inoltre accertata, e la circostanza non è d'altra parte contestata dalla ricorrente, l'entità del premio richiesto. Il giudice delegato ha dovuto richiamare l'assicuratore al versamento agli atti delle polizze assicurative per il periodo in discussione ossia da gennaio 1999 a ottobre 2000. L'assicuratore avrebbe dovuto provvedere autonomamente ed in futuro non sarà più richiamato ai suoi obblighi con le conseguenze di mancata prova del credito.
L'ammontare del credito è quindi così calcolata:
premio mensile 1999 (da gennaio a dicembre)
222.50
222.50
67.-
67.-
67.-
67.-
premio mensile 2000 (da gennaio a ottobre)
222.50
222.50
67.-
67.-
67.-
67.-
per un totale mensile di CHF 713.- sia per il 1999 che per il 2000 così come indicato da __________. L'ammontare complessivo dei premi dovuti assomma a CHF 15'686.-.
Come detto la ricorrente non ha contestato l'entità del premio e comunque non ha dimostrato o reso verosimile il pagamento dei predetti premi in tutto od in parte.
Alla luce della giurisprudenza citata in precedenza e viste le norme legali richiamate la signora __________ va ritenuta, contrariamente alla sua opinione, responsabile del pagamento dei suoi premi personali, di quelli del marito rispettivamente del pagamento dei premi dei 4 figli minorenni negli anni di riferimento (1.1.1999 a 31.10.2000).
L'assicuratore ha quindi il diritto di incassare dalla ricorrente il complessivo premio evocato.
2.10. Con il PE __________del 7 luglio 2003 dell'UE di __________, oltre all'incasso dell'importo dei premi citati e delle spese esecutive maturate nell'ambito della procedura contro il marito per CHF 15'908,90 con interessi dal 5 giugno 2003, l'assicuratore chiede il versamento di CHF 20.- per "Questa perdita di mora".
Come già evocato in una sentenza di recente intimazione al rappresentante dell'assicuratore (sentenza del __________ in re __) l'espressione usata – per utilizzare un eufemismo – è "incomprensibile".
In sede di decisione su opposizione l'importo richiesto è stato qualificato – in lingua italiana e non gergo pseudo tecnico – quale "spese di incasso".
In una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo (cfr. anche RAMI 2003 pag. 226).
Il TFA ha in particolare precisato:
" Im Gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw. 2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der Versicherten beizulegen haben.
Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster (a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft verursacht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten, die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992 Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4 betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.
cc) Da Art. 12 Abs. 4 der Allgemeinen Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen in der Höhe von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."
In concreto, le condizioni generali d'assicurazione (CGA) non sono state prodotte da __________ e ciò nonostante un invito del giudice delegato a produrre "… ogni altro documento atto a comprovare il credito…".
Alla luce di tale lacuna la pretesa non può essere accolta siccome non comprovata dall'assicuratore.
2.11. Alla luce di quanto precede il ricorso va parzialmente accolto esclusa la pretesa di CHF 20.- di cui è cenno.
Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione, il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima avere formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.
Alla luce di ciò l'opposizione interposta dalla ricorrente al PE __________ UE __________ del 7 luglio 2003 va rigettata limitatamente a CHF 15'908.90 oltre alle spese esecutive ed interessi maturati.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é parzialmente accolto nel senso delle considerazioni che precedono.
Di conseguenza:
1.1. __________ è condannata al pagamento dell'importo di premi propri, del marito e dei figli minorenni, per il periodo 1 gennaio 1999 – 30 ottobre 2000 oltre alle spese esecutive maturate per un importo di CHF 15'908.90.
1.2. L'opposizione interposta dalla ricorrente al PE __________è rigettata in via definitiva limitatamente all'importo di CHF 15'908.90 oltre interessi e spese esecutive.
2.- Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti