Raccomandata
Incarto n. 35.2018.30
cr
Lugano 20 giugno 2018
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 12 aprile 2018 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 6 marzo 2018 emanata da
CO 1
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1942, in precedenza attiva quale direttrice della ditta __________ di __________ - e, pertanto, assicurata contro gli infortuni presso la CO 1 - in data 19 ottobre 2006 è caduta a terra durante un’aggressione per tentativo di scippo, riportando la frattura del collo dell’omero sinistro (cfr. notifica di infortunio del 15 novembre 2006, doc. 1).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione formale del 29 agosto 2008, l’assicuratore infortuni ha riconosciuto all’assicurata “a partire dal 1° settembre 2008 2-3 cicli di fisioterapia vita natural durante, oltre al cambiamento della protesi con correzione della malposizione qualora vi sia presenza di uno scollamento della protesi attuale”; ha negato il diritto ad una rendita di invalidità e ha assegnato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 25% (cfr. doc. 3).
1.3. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata – con la quale, in un primo momento, ha solo chiesto l’attribuzione di un’IMI del 35%, rivendicando, in seguito, a fronte di un peggioramento del proprio stato di salute, il riconoscimento di ulteriori cure mediche e spese di cura – con decisione su opposizione del 9 dicembre 2008 l’assicuratore LAINF ha confermato la correttezza dell’IMI assegnata all’interessata, aggiungendo che ogni altra pretesa avrebbe dovuto essere fatta valere dalla stessa nell’ambito di un annuncio di ricaduta (cfr. doc. 7).
1.4. Con decreto 35.2009.21 del 19 febbraio 2009, il TCA, preso atto della volontà dell’interessata di annunciare una ricaduta e non di contestare la decisione su opposizione del 9 dicembre 2008, ha trasmesso gli atti a CO 1 perché si pronunci sulla ricaduta annunciata dall’assicurata in data 19 gennaio 2009.
1.5. Pronunciandosi a proposito della ricaduta, con decisione del 5 ottobre 2009, in via di transazione sulla base dell’accordo del 28 agosto 2009, l’assicuratore LAINF si è impegnato “a versare per le rimanenti conseguenze sulla salute a seguito dell’evento del 19 ottobre 2006 oltre alle prestazioni già corrisposte per tutte le parti in causa” un’IMI del 30% e una rendita di invalidità del 25% a partire dal 1° settembre 2008 (doc. 15).
1.6. In data 26 ottobre 2011, CO 1 ha rifiutato la richiesta formulata dall’assicurata di presa a carico di una riabilitazione stazionaria annuale finalizzata al mantenimento dello stato di salute, ritenuto che con decisione del 5 ottobre 2009 le era stato riconosciuto il diritto ad una rendita di invalidità a partire dal 1° settembre 2008, di modo che “conseguentemente a tale decisione risulta terminato il diritto ad una cura medica, ad eccezione dei 2-3 cicli di fisioterapia all’anno (vita natural durante) concessi tramite decisione del 29 agosto 2008” (doc. 16).
1.7. In data 9 novembre 2017, l’assicuratore infortuni ha rifiutato di rimborsare all’assicurata una fattura di euro 132 per massaggi terapeutici.
Quale motivazione del rifiuto, l’assicuratore infortuni ha indicato che “una volta stabilito il suo diritto ad una rendita di invalidità, abbiamo riconosciuto ulteriori prestazioni sanitarie (3/4 cicli di fisioterapia all’anno) in applicazione dell’art. 21 cpv. 1 lettera c LAINF. Tale articolo prevede che, determinata la rendita, le prestazioni sanitarie e il rimborso delle spese sono accordate se il beneficiario abbisogna durevolmente di trattamento e cure per mantenere la capacità residua di guadagno”. Nel caso dell’assicurata, “considerato che dal 2006 ha raggiunto l’età ordinaria del pensionamento secondo l’AVS, non sussiste più una capacità residua di guadagno da mantenere. Pertanto non ha più diritto al rimborso delle spese sanitarie. A partire da subito non corrisponderemo ulteriori prestazioni per cure e/o trattamenti medici”, aggiungendo che “in via del tutto eccezionale non procediamo con la richiesta di restituzione per le prestazioni sanitarie rimborsate fino ad oggi” (doc. 17).
A seguito degli scritti del 13 novembre 2017 (cfr. doc. 18) e del 5 dicembre 2017 (cfr. doc. 19), con i quali l’assicurata ha manifestato il proprio disaccordo con quanto indicato dall’amministrazione, ritenendo di avere diritto, come da accordi presi, a 2-3 cicli di fisioterapia vita natural durante, l’assicuratore LAINF, con decisione del 19 dicembre 2017, ha rifiutato di prendere a carico a far tempo dal 9 novembre 2017 ulteriori prestazioni sanitarie, visto che con il raggiungimento (dal 2006) dell’età ordinaria di pensionamento secondo l’AVS non sussiste più una capacità di guadagno da mantenere ai sensi dell’art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF (doc. 20).
1.8. Con opposizione del 13 gennaio 2018 (doc. 21), poi motivata in data 12 febbraio 2018 (doc. 23), l’assicurata ha chiesto che l’assicuratore LAINF sia tenuto a riconoscerle le prestazioni fisioterapeutiche che le erano state concesse vita natural durante, in maniera del tutto indipendente e in aggiunta alla rendita e alle cure mediche.
A comprova delle proprie pretese, l’assicurata ha addotto la circostanza che con scritto del 26 ottobre 2011 l’assicuratore infortuni le aveva comunicato che a seguito della corresponsione di una rendita di invalidità a partire dal 1° settembre 2008 risultava terminato il diritto ad una cura medica “ad eccezione dei 2-3 cicli di fisioterapia all’anno (vita natural durante) concessi tramite decisione del 29 agosto 2008”.
Visto il carattere eccezionale del diritto alle cure fisioterapeutiche accordatole, l’assicurata ha concluso che “una revoca di tale diritto sarebbe quindi oggi contraria al principio della buona fede, del legittimo affidamento degli assicurati alle decisioni prese dalle autorità e metterebbe inoltre in discussione la sicurezza del diritto”.
Ella ha quindi considerato inapplicabile, nel caso di specie, l’art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF, ritenendo per contro pienamente vincolante l’accordo del 28 agosto 2009 cresciuto in giudicato.
L’assicurata ha, poi, indicato che nel suo caso non possa trovare applicazione neppure l’art. 53 cpv. 2 LPGA, dato che l’accordo del 28 agosto 2009 non è stato viziato da alcun errore, ma è stato concluso in piena cognizione di causa, sulla base di pareri medici concordanti.
L’interessata ha, inoltre, ritenuto censurabile anche sotto il profilo dell’opportunità quanto deciso dall’assicuratore LAINF, avendo posto termine al diritto al rimborso della fisioterapia proprio quando, vista l’età, ella ne ha maggiormente bisogno.
Infine, l’assicurata ha chiesto l’immediata restituzione dell’effetto sospensivo e il ripristino dell’erogazione delle prestazioni interrotte (doc. 23).
1.9. Con decisione su opposizione del 6 marzo 2018, CO 1 ha confermato integralmente la propria precedente decisione, rilevando come a seguito della nuova situazione dell’interessata (la quale, raggiunta ormai da tempo l’età del pensionamento, non ha mai argomentato di essere ancora alle dipendenze del precedente datore di lavoro) è oggettivamente venuta meno la necessità di mantenere la capacità di guadagno residua che giustificava il rimborso del trattamento fisioterapeutico in questione.
L’assicuratore infortuni ha aggiunto che, “tenuto conto della natura delle prestazioni (2-3 cicli di fisioterapia) l’opponente non può vantare un diritto acquisito alla presa a carico da parte dell’assicuratore LAINF”.
Quanto alla richiesta di ripristino dell’effetto sospensivo, l’Istituto assicuratore l’ha respinta, rilevando come, da una parte, la decisione con la quale CO 1 ha negato il riconoscimento di ulteriori prestazioni sia di natura negativa e che, d’altro canto, l’opponente non abbia oggettivamente dimostrato la presenza di un proprio interesse preponderante rispetto a quello dell’assicuratore (doc. B).
1.10. Con tempestivo ricorso del 12 aprile 2018 l’assicurata, rappresentata dal RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e che venga immediatamente ripristinata l’erogazione delle prestazioni interrotte con la decisione del 19 dicembre 2017 (doc. I).
In sostanza, il rappresentante della ricorrente ha contestato la motivazione con la quale l’amministrazione, procedendo ad una riconsiderazione della decisione del 29 agosto 2008 cresciuta in giudicato, ha rifiutato il riconoscimento del rimborso dei cicli di fisioterapia, rimproverando all’assicurata di non avere mai notificato di non percepire più un salario dal precedente datore di lavoro, circostanza quest’ultima scoperta unicamente in data 7 novembre 2017.
Tale ricostruzione dei fatti operata dall’amministrazione non è, secondo il rappresentante della ricorrente, corretta e deve pertanto essere annullata.
A suo parere, infatti, nel momento stesso in cui l’assicuratore LAINF ha riconosciuto all’assicurata - la quale aveva già raggiunto l’età ordinaria di pensionamento - il diritto a 2-3 cicli di fisioterapia all’anno “vita natural durante”, ha dimostrato di non far dipendere tale diritto dall’esercizio di un’attività lavorativa, ma esclusivamente da ragioni mediche (ossia per alleviare dolori e tensioni).
Per tali ragioni, non avendo fin da subito subordinato il riconoscimento delle prestazioni fisioterapeutiche alla continuazione dell’attività lucrativa, pur sapendo che l’interessata aveva già raggiunto l’età ordinaria del pensionamento, il rappresentante della ricorrente ha concluso che la decisione del 29 agosto 2008 non possa essere considerata manifestamente errata e, di conseguenza, l’assicuratore LAINF non potesse riconsiderarla.
Il rappresentante della ricorrente ha, inoltre, rilevato che contrariamente a quanto addotto dall’assicuratore LAINF, l’assicurata ha prontamente informato CO 1 già nel 2010 a proposito della cessazione della propria attività nel 2009, indicando chiaramente di non avere percepito alcun salario nel 2009, ma unicamente la pensione.
Alla luce di tali elementi, il rappresentante della ricorrente ha ritenuto la decisione di riconsiderazione del 19 dicembre 2017 “del tutto ingiustificata, contraria al diritto, ai principi della protezione della buona fede, della sicurezza del diritto e del principio “pacta sunt servanda””, motivo per il quale deve essere annullata.
Infine, il rappresentante della ricorrente ha chiesto l’immediato ripristino dell’effetto sospensivo, posto che la salvaguardia dello stato di salute dell’interessata è certamente più importante rispetto all’ipotetico rischio dell’amministrazione di incorrere in eventuali difficoltà di recupero del credito per le prestazioni accordate (cfr. doc. I).
1.11. Con risposta del 23 aprile 2018, l’Istituto assicuratore ha nuovamente confermato la correttezza della decisione su opposizione impugnata, con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.12. In data 17 maggio 2018, il rappresentante della ricorrente ha evidenziato che, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione, il riconoscimento di 2-3 cicli di fisioterapia vita natural durante facesse espressamente parte dell’accordo di transazione del 28 agosto 2009, come chiaramente indicato nel verbale di intervista del 28 agosto 2009 allegato alla transazione medesima (cfr. doc. H e I).
Inoltre, il rappresentante della ricorrente ha sottolineato che la necessità di effettuare i trattamenti fisioterapeutici in questione non avesse alcun nesso con la capacità lavorativa dell’interessata, ma servisse ad alleviare i dolori ed evitare peggioramenti dello stato di salute (doc. VII).
1.13. Con osservazioni del 22 maggio 2018, l’assicuratore LAINF ha ribadito la correttezza della propria decisione su opposizione, vista “l’assenza della necessità di mantenere la capacità residua di guadagno e, di riflesso, la giustificazione del mantenimento del diritto al rimborso del costo del trattamento fisioterapico in narrativa” (doc. IX).
Queste considerazioni dell’assicuratore LAINF sono state trasmesse all’assicurata (cfr. doc. X), per conoscenza.
in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicuratore LAINF era legittimato, oppure no, a negare all’assicurata, a partire dal 9 novembre 2017, la presa a carico dei costi di fisioterapia in precedenza già riconosciuti vita natural durante.
2.2. In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 380 e in SVR 2004 UV Nr. 16 p. 53, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che l’assicuratore infortuni ha la possibilità di porre fine, con effetto ex nunc e pro futuro, al proprio obbligo prestativo, inizialmente riconosciuto mediante il versamento d’indennità giornaliere e l’assunzione di spese di cura, senza doversi richiamare a un motivo di revoca (riconsiderazione o revisione processuale). È solo nel caso in cui pretenda la restituzione di prestazioni assicurative, indebitamente versate, che esso deve richiamarsi a un tale motivo.
In quella fattispecie, il caso è stato liquidato invocando il fatto che un evento assicurato – dopo un esame corretto della situazione – in realtà non si era mai verificato.
Nella citata sentenza il TFA - dopo avere ricordato che le spese di cura e le indennità giornaliere non costituiscono delle prestazioni durevoli ai sensi dell’art. 17 cpv. 2 LPGA, motivo per il quale le regole sulla revisione delle prestazioni di cui a questa disposizione (DTF 137 V 424 consid. 3.1 pag. 428 e riferimenti) non sono applicabili (DTF 133 V 57 consid. 6.7 pag. 65) - ha, tuttavia, precisato che sono esclusi i casi relativi a prestazioni di lunga durata, segnatamente a rendite di invalidità, in quanto in tali evenienze il principio della protezione della buona fede si oppone all’atto di porre termine con effetto immediato alle stesse.
2.3. Giusta l'art. 10 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio, segnatamente:
a. alla cura ambulatoria da parte del medico, del dentista o, previa loro prescrizione, del personale paramedico, nonché, in seguito, del chiropratico;
b. ai medicamenti e alle analisi ordinati dal medico o dal dentista;
c. alla cura, al vitto e alloggio in sala comune ospedaliera;
d. alle cure complementari e a quelle balneari prescritte dal medico;
e. ai mezzi ed agli apparecchi occorrenti per la sua guarigione.
Il diritto alla cura medica cessa con la nascita del diritto alla rendita (art. 19 cpv. 1 seconda frase LAINF).
Determinata la rendita, le prestazioni sanitarie e il rimborso delle spese (art. 10 a 13) sono accordati, a norma dell'art. 21 cpv. 1 LAINF, se il beneficiario:
a. è affetto da malattia professionale;
b. soffre di ricaduta o di postumi tardivi e la capacità di guadagno può essere migliorata sensibilmente con cure mediche o queste ne possono impedire una notevole diminuzione;
c. abbisogna durevolmente di trattamento e cure per mantenere la capacità residua di guadagno;
d. è incapace di guadagno e il suo stato di salute può essere migliorato sensibilmente con cure mediche o queste ne possono impedire un notevole peggioramento.
Le condizioni del diritto all'assunzione delle spese di cura medica differiscono quindi a seconda che l'assicurato sia o meno titolare di una rendita (DTF 116 V 41 consid. 3d). Nell'ipotesi contemplata dall'art. 10 cpv. 1 LAINF, la cura medica dev'essere assunta qualora sia atta a migliorare lo stato di salute o a impedirne un peggioramento. Non è invece necessario che la cura sia di natura tale da ristabilire o da aumentare la capacità di guadagno. Per contro, nell'ipotesi di cui all'art. 21 cpv. 1 LAINF, le spese di cura possono essere assunte solo alle condizioni previste dalla norma stessa.
2.4. Nel caso di specie, con la decisione su opposizione impugnata l’assicuratore LAINF ha posto termine, pro futuro, al rimborso delle prestazioni fisioterapeutiche in precedenza assunte tramite decisione passata in giudicato, senza chiedere la restituzione delle prestazioni versate, non ritenendo che siano più adempiuti i presupposti per poterle riconoscere. L’amministrazione ha giustificato la propria decisione facendo valere che l’assicurata, già beneficiaria di una rendita di invalidità, non ha più diritto, a norma dell’art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF, al rimborso dei costi per i trattamenti fisioterapeutici presi a carico in precedenza con lo scopo di durevolmente mantenere la sua capacità di guadagno residua, visto che ormai ella non svolge più alcuna attività lavorativa, ma percepisce unicamente la pensione AVS.
Di parere opposto il rappresentante della ricorrente, a mente del quale il rimborso, a vita, dei trattamenti fisioterapeutici in discussione, riconosciuto all’interessata tramite decisione cresciuta in giudicato, era indipendente dallo svolgimento di un’attività lavorativa, ma giustificato unicamente da ragioni mediche.
Secondo il suo parere, l’amministrazione non avrebbe quindi potuto, in assenza di motivi di riconsiderazione o revisione procedurale, procedere alla soppressione di tale diritto - acquisito – accordato, vita natural durante, con decisione del 29 agosto 2008, confermato con decisione su opposizione del 9 dicembre 2008 e ribadito con accordo di transazione del 28/31 agosto 2009 parte integrante della decisione del 5 ottobre 2009.
Il modo di agire dell’assicuratore LAINF violerebbe, secondo il rappresentante dell’assicurata, il principio della buona fede e non può quindi essere avallato (doc. I).
2.5. Chiamato a pronunciarsi, questo Tribunale, per le ragioni che meglio verranno esposte qui di seguito, ritiene corretto l’operato dell’assicuratore LAINF.
In effetti, contrariamente a quanto preteso dal rappresentante della ricorrente, dato che con la decisione su opposizione qui impugnata l’Istituto assicuratore ha posto termine con effetto pro futuro al diritto al rimborso dei trattamenti di fisioterapia, senza chiedere la restituzione delle prestazioni già versate, non è necessario, in ossequio ai principi giurisprudenziali sopra esposti (cfr. consid. 2.2.), che vi sia un motivo di revoca della decisione del 29 agosto 2008.
Tale soluzione è stata peraltro adottata dal Tribunale federale in una sentenza 8C_901/2011 del 19 dicembre 2012, nella quale l’Alta Corte ha confermato la correttezza della decisione con la quale l’assicuratore LAINF ha soppresso, con effetto ex nunc e pro futuro, la presa a carico di un trattamento in precedenza riconosciuto a favore di un’assicurata tramite decisione passata in giudicato, rinunciando a chiedere la restituzione delle prestazioni già versate.
Il Tribunale federale ha, in particolare, ribadito che, secondo la giurisprudenza, l’assicuratore infortuni ha la possibilità di mettere fine con effetto ex nunc e pro futuro all’obbligo - riconosciuto in precedenza tramite il versamento delle prestazioni - di prendere a carico il caso, senza dover invocare un motivo di riconsiderazione o di revisione procedurale.
Non occorre, pertanto, analizzare se, nel caso di specie, sono adempiuti o meno i presupposti per procedere a una riconsiderazione oppure ad una revisione processuale.
2.6. Inoltre, il TCA non ritiene condivisibile neppure la pretesa violazione del principio della buona fede fatta valere dal rappresentante della ricorrente, a mente del quale l’agire dell’amministrazione priva, di fatto, l’assicurata del diritto alle prestazioni fisioterapeutiche - riconosciutele vita natural durante e sulle quali ella faceva affidamento - proprio nel momento nel quale ella ne ha maggiormente bisogno, vista la sua età (doc. I).
2.6.1. Risultante direttamente dall’art. 9 Cost. e valido per l’insieme dell’attività dello Stato, il diritto alla protezione della buona fede tutela la legittima fiducia che il cittadino ripone nelle assicurazioni ricevute dalle autorità, allorquando egli ha regolato il proprio agire in funzione delle decisioni, delle dichiarazioni oppure di un determinato comportamento dell’amministrazione (DTF 131 II 627 consid. 6.1, 129 I 161 consid. 4.1, 128 II 112 consid. 10b/aa, 126 II 377 consid. 3a e i riferimenti ivi menzionati).
Secondo costante giurisprudenza, un’informazione o una decisione errata dell’amministrazione possono obbligare quest’ultima a concedere al cittadino un vantaggio contrario alla regolamentazione in vigore, a condizione che l’autorità è intervenuta in una situazione concreta nei confronti di persone determinate (a), che essa ha agito o comunque è supposta aver agito entro i limiti della propria competenza (b), che l'amministrato non ha potuto rendersi conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta (c), che facendo affidamento sull'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (d) e che da quando l'informazione è stata resa non è intervenuta una modifica del quadro giuridico (e) (cfr. DTF 131 II 627 consid. 6.1, 131 V 472 consid. 5, 129 I 161 consid. 4.1, 122 II 113 consid. 3b/cc e i riferimenti ivi citati).
2.6.2. Nella già citata sentenza 8C_901/2011 del 19 dicembre 2012 (cfr. consid. 2.5.), l’Alta Corte - confermata la soppressione con effetto ex nunc e pro futuro della presa a carico di un trattamento in precedenza riconosciuto tramite decisione passata in giudicato, rinunciando a chiedere la restituzione delle prestazioni già versate – ha negato l’esistenza di una violazione del principio della buona fede, rivendicata dalla ricorrente, rilevando che la stessa, non avendo mai preteso che il trattamento in questione non sarebbe stato preso a carico da parte dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, non ha spiegato in che maniera la soppressione delle prestazioni da parte dell’assicuratore LAINF le provocherebbe un pregiudizio.
Il TF ha, infatti, osservato che:
" (…)
3.3 Il est vrai que la jurisprudence réserve les cas dans lesquels le droit à la protection de la bonne foi s'oppose à une suppression immédiate des prestations par l'assureur-accidents (ATF 130 V 380 consid. 2.3.1 p. 384). Découlant directement de l'art. 9 Cst. et valant pour l'ensemble de l'activité étatique, le principe de la bonne foi protège le citoyen dans la confiance légitime qu'il met dans les assurances reçues des autorités, lorsqu'il a réglé sa conduite d'après des décisions, des déclarations ou un comportement déterminé de l'administration (ATF 129 I 161 consid. 4.1 p. 170; 128 II 112 consid. 10b/aa p. 125 et les arrêts cités). Il permet à l'intéressé, lorsque certaines conditions cumulatives sont réunies, d'exiger que l'autorité respecte ses promesses et qu'elle évite de se contredire. Il faut notamment qu'il se soit fondé sur les assurances ou le comportement dont il se prévaut pour prendre des dispositions auxquelles il ne saurait renoncer sans subir de préjudice (ATF 131 II 627 consid. 6.1 p. 636 s.; 129 I 161 consid. 4.1 p. 170 et les références).
En l'occurrence, la recourante, qui allègue une violation du principe de la bonne foi, fait valoir qu'elle a entrepris des traitements et engagé des frais thérapeutiques "qu'elle ne saurait cesser sans subir de préjudice pécuniaire, ni dans son processus de guérison". Cela étant, elle ne prétend toutefois pas que ces soins n'ont pas été pris en charge par l'assureur-maladie obligatoire, de sorte qu'elle n'indique pas en quoi la suppression des prestations par l'assureur-accidents aurait entraîné pour elle un préjudice. L'argumentation tirée de la violation du droit à la protection de la bonne foi ne répond donc pas aux exigences de motivation de l'art. 42 al. 2 LTF.”
2.6.3. Analogamente a quanto stabilito dal Tribunale federale nella sentenza appena citata, il TCA ritiene non provato il presunto pregiudizio che l’interessata subirebbe a seguito della soppressione decisa dall’assicuratore LAINF, visto che il suo rappresentante legale non ha mai preteso che i trattamenti di fisioterapia in questione non vengano assunti dall’assicurazione di base contro le malattie (cfr. STF 8C_901/2011 del 19 dicembre 2012, consid. 3.3. riportato per esteso al consid. 2.6.2.).
A tale proposito va, infatti, rilevato che, come verrà ricordato qui di seguito (cfr. consid. 2.7.), nei casi in cui, dopo il riconoscimento di una rendita di invalidità, un trattamento medico non possa essere (più) preso a carico da parte dell’assicurazione infortuni facendo difetto lo scopo di mantenere la capacità residua di guadagno, lo stesso deve essere preso a carico dall’assicurazione malattia obbligatoria (cfr. STF 8C_518/2016 dell’8 maggio 2017; DTF 140 V 130 consid. 2.2 pag. 132; 134 V 109 consid. 4.2. pag. 115).
Stante quanto sopra, non si può quindi ritenere che con il proprio agire l’assicuratore LAINF sia contravvenuto al diritto alla protezione della buona fede invocato dalla ricorrente.
2.7. Infine, questo Tribunale ritiene corretta, nel caso di specie, l’applicazione dell’art. 21 cpv. 1 LAINF, il quale, come visto, disciplina le prestazioni sanitarie e il rimborso delle spese per gli assicurati già beneficiari di una rendita.
Come ricordato in precedenza, difatti, con decisione del 5 ottobre 2009 l’assicuratore LAINF ha assegnato all’assicurata una rendita di invalidità del 25% dal 1° settembre 2008 (cfr. doc. 15).
L’art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF subordina la presa a carico o il mantenimento di un trattamento medico dopo il riconoscimento di una rendita di invalidità alla condizione che il beneficiario di tale prestazione ne abbia bisogno in maniera durevole per conservare la capacità residua di guadagno. Se tale condizione non è realizzata, il trattamento medico richiesto deve essere preso a carico dall’assicurazione malattia obbligatoria (cfr. STF 8C_518/2016 dell’8 maggio 2017; DTF 140 V 130 consid. 2.2 pag. 132; 134 V 109 consid. 4.2. pag. 115).
Ora, posto che a partire dal 2009, come espressamente indicato dal suo rappresentante legale (cfr. doc. I), RI 1 ha cessato ogni attività lavorativa, beneficiando della pensione AVS (cfr. doc. C), è a giusta ragione che l’assicuratore infortuni ha concluso, in applicazione dell’art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF, che ella non ha più una capacità residua di guadagno da durevolmente mantenere tramite la messa in atto dei trattamenti di fisioterapia in discussione. Questi ultimi, infatti, come del resto indicato dallo stesso rappresentante della ricorrente, hanno uno scopo antalgico, in particolare in riferimento alla componente muscolare del (emi-) cinto scapolare, soprattutto in relazione con i cambiamenti stagionali (cfr. doc. VII).
In via abbondanziale e per inciso, il TCA rileva che neppure si può considerare applicabile, nel caso di specie, l’art. 21 cpv. 1 lett. d LAINF, disposizione che si riferisce agli assicurati completamente invalidi, le cui condizioni di salute possono venir migliorate o perlomeno stabilizzate mediante appropriate misure sanitarie, anche se ciò non ha alcun influsso sulla loro capacità di guadagno (A. Maurer, Schw. Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 384).
Una tale eventualità non risulta realizzata nella fattispecie presente, visto che l’assicurata beneficia di una rendita di invalidità del 25% (cfr. per analogia STF 8C_518/2016 dell’8 maggio 2017 consid. 3.4).
2.8. In sede ricorsuale il rappresentante della ricorrente ha chiesto un’adeguata indennità di patrocinio (cfr. doc. I).
Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) - del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13 maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
" L’assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al gratuito patrocinio.
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Occorre qui ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr. STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).
Nel caso di specie, non essendo la ricorrente patrocinata da un avvocato patentato (il suo rappresentante legale è titolare di un MLaw), l’assistenza giudiziaria andrebbe, quindi, limitata all’eventuale esonero delle spese di procedura. Tale domanda è in ogni caso priva d’oggetto, in quanto la procedura in ambito LAINF è gratuita (art. 29 cpv. 1 Lptca).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
L'istanza di gratuito patrocinio, da intendersi quale esonero dal pagamento delle spese di procedura dinanzi al TCA dato che il rappresentante della ricorrente non è un avvocato patentato, è priva d’oggetto.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti