Raccomandata

Incarto n. 35.2007.124

mm/DC

Lugano 31 marzo 2008

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

con redattore:

Maurizio Macchi, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2007 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 14 novembre 2007 emanata da

CO 1 rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. RI 1 - dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di operaio e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso l’CO 1 -, è affetto, per quanto qui di interesse, da un’ipoacusia percettiva bilaterale.

Nel corso del mese di giugno 2007, all’amministrazione è stato chiesto di esaminare la propria responsabilità a titolo di malattia professionale in relazione all’affezione appena menzionata.

1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, l’Istituto assicuratore, con decisione formale del 1° ottobre 2007, ha negato che l’assicurato sia portatore di una malattia professionale ai sensi di legge (doc. 12).

A seguito dell’opposizione interposta dalla Federazione utenti casse malati (UCM) per conto dell’assicurato (doc. 14), l’amministrazione, in data 14 novembre 2007, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc. 16).

1.3. Con tempestivo ricorso del 10 dicembre 2007 - completato in data 27 dicembre 2007 (cfr. doc. III), - RI 1, sempre patrocinato dall’UCM, ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e l’esecuzione di una perizia specialistica.

A sostegno delle proprie pretese, l’insorgente ha fatto valere in particolare quanto segue, citiamo:

" dal punto 3,4,5 dei considerandi dell’opposizione della CO 1 emerge giustamente che questa non ha motivo alcuno per discostarsi dalle conclusioni emesse in piena conoscenza di causa dal proprio specialista e ciò non lo contestiamo.

Mentre è contestabile che la loro decisione è stata emessa senza un’ ulteriore indagine, quale, principalmente di non ritenere utile una ulteriore valutazione della capacità uditiva e la ripetizione di un esame oggettivo particolare di misurazione di potenziali evocati rispettivamente di emissioni otoacustiche, per meglio definire la natura del paziente e la loro effettiva gravità.

Come asserisce il dott. __________. V. rapporto del 13.12.2007.”

(doc. III)

1.4. L’CO 1, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII + allegati).

1.5. Nel corso del mese di febbraio 2008, l’assicurato ha presentato le proprie osservazioni riguardo al contenuto dell’apprezzamento 13 febbraio 2008 del dott. __________ (doc. IX).

La presa di posizione dell’amministrazione è datata 12 marzo 2008 (doc. XI).

RI 1 ha ancora avuto modo di esprimersi al riguardo il 18 marzo 2008 (doc. XIII).

in diritto

In ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel merito

2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicuratore LAINF convenuto era legittimato a negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai disturbi uditivi presentati dall’assicurato, oppure no.

Più concretamente, occorre decidere se la ipoacusia di cui soffre RI 1, costituisce una malattia professionale secondo l’art. 9 LAINF oppure no.

2.3. Giusta l'art. 9 cpv. 1 LAINF, sono malattie professionali quelle causate esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori nell'esercizio dell'attività professionale.

Fondandosi sulla delega di competenza contenuta in detto disposto, nonché sull'art. 14 OAINF, il Consiglio federale ha allestito, nell'allegato I all'OAINF, l'elenco esaustivo delle sostanze nocive da un canto, quello delle malattie provocate da determinati lavori dall'altro.

Una malattia provocata dal lavoro ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 LAINF in relazione con l’art. 14 OAINF e la cifra 2 dell’Allegato 1 all’OAINF, è rappresentata, secondo la lett. a (“Malattie cagionate da agenti fisici”), segnatamente, da una lesione notevole dell’udito causata da lavori nel rumore (cfr. STF 8C_81/2007 del 19 febbraio 2008, consid. 2).

Il rapporto di causalità fra l'attività professionale e la malattia, oltre ad essere adeguato, deve essere qualificato, cioè almeno preponderante: il fattore professionale deve essere più importante degli eventuali altri elementi che hanno concorso a causare l'affezione.

Secondo la giurisprudenza, l'esigenza di un nesso preponde-rante è data quando la malattia è determinata per oltre il 50% dall'azione di una sostanza nociva menzionata nel primo elenco oppure, qualora figura tra le affezioni annoverate nel secondo, essa sia stata causata in ragione di più del 50% dai lavori indicati in tale sede (DTF 119 V 200 consid. 2a; RAMI 2000 U 398, p. 333ss. consid. 3, RAMI 1988 p. 447ss. consid. 1b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 67ss.).

2.4. Il cpv. 2 dell'art. 9 LAINF recita che le altre malattie di cui è provato siano state causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio dell'attività professionale sono, pure, considerate malattie professionali.

La legge prevede, dunque, che, affinché nasca l'obbligo dell'assicuratore LAINF a prestazioni, fra le altre malattie e l'esercizio di un'attività professionale vi sia un rapporto esclusivo o almeno nettamente preponderante: la giurisprudenza ritiene soddisfatta tale condizione quando l'affezione è stata causata dall'attività professionale almeno nella misura del 75% (DTF 126 V 186 consid. 2b, DTF 119 V 201 consid. 2b, DTF 117 V 355 consid. 2a, DTF 114 V 109 consid. 3; RAMI 1991 p. 318ss., consid. 5a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).

Il TFA ha, poi, ancora stabilito che ciò presume che, epidermiologicamente, la frequenza dell'affezione in questione sia almeno 4 volte più alta per una categoria professionale determinata che per la popolazione in generale (DTF 126 V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati, DTF 116 V 136, consid. 5c; RAMI 2000 U 408, p. 407, RAMI 1999 U 326, p. 109 consid. 3 RAMI 1997 U 273, p. 179 consid. 3a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).

La nostra Massima Istanza, nella sentenza di cui alla DTF 126 V 183ss., ha, inoltre, precisato quanto segue:

" (…). Sofern der Nachweis eines qualifizierten (zumindest stark überwiegenden [Anteil von mindestens 75%]) Kausalzusammenhanges nach der medizinischen Empirie allgemein nicht geleistet werden kann (z.B. wegen der weiten Verbreitung einer Krankheit in der Bevölkerung, welche es ausschliesst, dass eine bestimmte versicherte Berufstätigkeit ausübende Person zumindest vier Mal häufiger von einem Leiden betroffen ist als die Bevölkerung im Durchschnitt), scheidet die Anerkennung im Einzelfall aus (BGE 116 V 143 Erw. 5c in fine; RKUV 1999 Nr. U 326 S. 109 Erw. 3 in fine; im gleichen Sinne bezüglich der Frage nach dem für die Anerkennung als Berufskrankheit erforderlichen vorwiegenden [Anteil von mindestens 50%; RKUV 1988 Nr. U61 S. 447] Zusammenhang von aufgetretenem Leiden und beruflich bedingter Exposition zu in Ziff. 1 des Anhanges I zur UVV aufgeführten schädigenden Stoffen das nicht veröffentlichte Urteil S. vom 11. Mai 2000, worin auf Grund epidemiologischer Untersuchungsergebnisse das relative Risiko für Leukämie oder ein myelodysplastisches Syndrom bei einer länger andauernden Benzol-Exposition von 1 ppm als nur wenig über dem Risiko der Gesamtbevölkerung liegend bezeichnet wurde). Sind anderseits die allgemeinen medizinischen Erkenntnisse mit dem gesetzlichen Erfordernis einer stark überwiegenden (bis ausschliesslichen) Verursachung des Leidens durch eine (bestimmte) berufliche Tätigkeit vereinbar, besteht Raum für nähere Abklärungen zwecks Nachweises des qualifizierten Kausalzusammenhanges im Einzelfall (vgl. BGE 116 V 144 Erw. 5d; RKUV 1997 nr. U 273 S. 178 Erw. 3)."

In una sentenza U 35/02 del 26 febbraio 2004, l'Alta Corte ha ribadito i medesimi concetti rilevando in particolare:

" 2.1 Die Voraussetzung des ausschliesslichen oder stark überwiegenden Zusammenhanges gemäss Art. 9 Abs. 2 UVG ist nach ständiger Rechtsprechung erfüllt, wenn die Berufskrankheit mindestens zu 75 % durch die berufliche Tätigkeit verursacht worden ist. Die Anerkennung von Beschwerden im Rahmen dieser von der Gerichtspraxis als Generalklausel bezeichneten Anspruchsgrundlage (vgl. dazu BGE 114 V 111 Erw. 3c) ist an relativ strenge Beweisanforderungen gebunden.

2.2 Im Rahmen von Art. 9 Abs. 2 UVG ist grundsätzlich in jedem Einzelfall darüber Beweis zu führen, ob die geforderte stark überwiegende (mehr als 75 %ige) bis ausschliessliche berufliche Verursachung vorliegt (BGE 126 V 189 Erw. 4b am Ende). Angesichts des empirischen Charakters der medizinischen Wissenschaft (BGE 126 V 189 Erw. 4c am Anfang) spielt es für den Beweis im Einzelfall eine entscheidende Rolle, ob und inwieweit die Medizin, je nach ihrem Wissensstand in der fraglichen Disziplin, über die Genese einer Krankheit im Allgemeinen Auskunft zu geben oder (noch) nicht zu geben vermag. Wenn auf Grund medizinischer Forschungsergebnisse ein Erfahrungswert dafür besteht, dass eine berufsbedingte Entstehung eines bestimmten Leidens von seiner Natur her nicht nachgewiesen werden kann, dann schliesst dies den (positiven) Beweis auf qualifizierte Ursächlichkeit im Einzelfall aus."

2.5. Analogamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza relativa alla nozione di infortunio, colui che chiede il riconoscimento di prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni deve rendere plausibile la sussistenza dei singoli elementi costitutivi della definizione della malattia professionale. Qualora non adempia questi requisiti, l'assicurazione non è tenuta ad assumere il caso. Se vi è controversia, spetta al giudice decidere se i presupposti della malattia professionale sono dati. Il giudice stabilisce d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle parti. Se la procedura non consente di concludere almeno per la verosimiglianza dell'esistenza di una malattia professionale - la semplice possibilità non essendo sufficiente - il giudice constaterà l'assenza di prove o di indizi pertinenti e, pertanto, l'inesistenza del diritto a prestazioni ai sensi della LAINF (DTF 116 V 140 consid. 4b e 142 consid. 5a, 114 V 305 consid. 5b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50).

2.6. Dagli atti di causa emerge che la decisione dell’assicuratore convenuto di negare all’affezione di cui soffre l’assicurato il carattere di malattia professionale ai sensi di legge, è stata presa sulla base del rapporto 24 settembre 2007 del dott. __________, spec. FMH in otorinolaringoiatria, chirurgia cervico-facciale e medicina del lavoro, attivo presso il Dipartimento di medicina del lavoro dell’CO 1, il quale, a sua volta, ha fatto capo ai dati rilevanti dall’anamnesi professionale raccolti nel frattempo (allegato al doc. 6 e doc. 7).

In effetti, il medico fiduciario dell’CO 1 ha negato che la diminuzione dell’udito in questione abbia un’origine professionale (doc. 11, p. 2: “Es handelt sich also nicht um einen Berufslärmschwerhörigkeit.”), e ciò in considerazione dell’anamnesi lavorativa dell’insorgente (“… gilt es festzustellen, dass Herr RI 1 nur gerade drei Jahre beruflich gehörgefährdend lärmexponiert war und anschliessend zwei Jahren noch im Grenzbereich. Diese kurz dauernde berufliche Lärmbelastung war sicher nicht geeignet die heute bestehende Hörstörung in überwiegendem Masse zu verursachen.“ - il corsivo é del redattore), dell’andamento della curva risultante dall’audiogramma tonale („Im Übrigen ist auch der reintonaudiometrische Kurvenverlauf für eine überwiegende Brufslärmbedigtheit als atypisch zu bezeichnen.“), nonché della rilevante componente di conduzione acustica („Dies nicht zuletzt auch, da bei der nicht unbedeutenden Schallleitungskomponente eine direkte lärmtraumatische Schädigung absolut unwahrscheinlich ist.“).

In corso di causa, l’assicurato ha prodotto una perizia di parte allestita il 13 dicembre 2007 dal dott. __________, spec. FMH in ORL e chirurgia cervico-facciale.

Lo specialista appena citato ha dapprima sottolineato il fatto che gli esami a cui è stato sottoposto RI 1, non hanno consentito di accertare la sua reale capacità uditiva. Al riguardo, egli ha sospettato un’aggravazione dei disturbi da parte dell’assicurato (doc. I: “i reperti oggettivi e soggettivi riguardanti il paziente non permettono una diagnosi sicura e chiara sulla reale capacità uditiva. Appare strano che con una sordità al 100% si possa parlare al paziente e ottenere delle risposte coerenti, anche in assenza di apparecchio acustico a dx. L’esame audiometrico tonale da noi eseguito, se confrontato con quello del 20 marzo 2006 effettuato presso l’Otoacustica __________ nell’ambito della perizia finale, mostra un notevole peggioramento a dx della capacità uditiva e un miglioramento della capacità uditiva a sx. Proprio in considerazione di queste incongruenze, ho ritenuto opportuno eseguire un esame oggettivo della capacità uditiva, con misurazione dei potenziali acustici evocati. Purtroppo anche questo esame è risultato poco decifrabile in virtù dell’assenza di risposta a dx (orecchio apparecchiato e con il quale il paziente afferma di sentire) e valori per contro nella norma a sx. L’impressione è quella di un’aggravazione dei disturbi.” - il corsivo è del redattore).

Il dott. __________ ha quindi definito improbabile l’esistenza di una relazione causale tra la perdita uditiva e un’esposizione professionale al rumore:

" Indipendentemente dalla capacità reale di udito del paziente, risulta improbabile la relazione tra la perdita uditiva e un’esposizione professionale al rumore. Il tipo di perdita uditiva, se le indicazioni del paziente sono corrette, si riferiscono ad una possibile sordità brusca a sx avvenuta quattro anni fa, che a mio modo di vedere non è assimilabile ad una malattia professionale, rispettivamente conseguenza di un’esposizione al rumore e di una sordità progressiva a dx di eziologia non chiara, ma la cui natura lascia pensare ad una forte componente eredodegenerativa e preesistente da tempo.”

(doc. I)

Il dott. __________ è stato chiamato dall’amministrazione a commentare il contenuto del referto 13 dicembre 2007 del dott. __________.

Per quanto qui di interesse, il medico fiduciario dell’CO 1 ha ribadito che (segnatamente) l’anamnesi professionale del ricorrente non consente di riconoscere, con il grado di verosimiglianza richiesto da legge e giurisprudenza, un’origine professionale alla nota riduzione dell’udito (doc. 17, p. 1: “Bei der Beurteilung der Frage, ob es sich bei der Hörstörung - in welcher Ausprägung auch immer - um eine Berufslärmschwerhörigkeit handeln könnte, gilt es primär einmal festzuhalten, dass Herr RI 1 gemäss ausführlicher technischer Beurteilung vom 18.07.2007 nur gerade von 1988 bis 1993 in wechselnd ausgeprägt gehörgefährdendem Lärm tätig war. Dabei war die berufliche Lärmbelastung nur während drei Jahren effektiv gehörgefärdend, die anschliessenden beiden Jahre bis 1994 dann nur noch im Grenzbereich. Eine solche berufliche Lärmbelastung war sicher nicht geeignet, eine relevante lärmbedingte Hörschädigung zu verursachen. Im Weiteren erfahren wir auch in der Anamnese, wie sie im Bericht von Dr. __________ vom 13.12.2007 festgehalten ist, dass die linksseitige Hörstörung seit ca. vier Jahren aufgetreten sei und seit etwa drei Jahren beruflich in keiner Art und Weise mehr gehörgefährdend ein kausaler Zusammenhang zwischen der wie auch immer ausgeprägten Hörstörumg unde der minimalen beruflichen Lärmbelastung als praktisch unwahrscheinlich zu bezeichnen.“).

D’altro canto, egli ha ritenuto inutile procedere a degli ulteriori accertamenti, posto che già gli esami elettrofisiologici „oggettivi“ (misurazione dei potenziali acustici evocati) eseguiti dal dott. __________, non avevano permesso di chiarire la reale situazione uditiva dell’assicurato (doc. 17, p. 2).

2.7. Chiamata a pronunciarsi, questa Corte, tutto ben considerato, ritiene che i referti del dott. __________ (doc. 11 e 17), secondo cui non sono adempiuti i presupposti per applicare l’art. 9 LAINF, possano validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere all’atto istruttorio richiesto dal ricorrente (perizia specialistica).

In proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base a un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D. SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2a ed., p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungs-verfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

Occorre inoltre considerare che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Infine, l’Alta Corte ha precisato che i pareri redatti dai medici dell'amministrazione hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA U 143/98 del 10 settembre 1998 e STFA U 49/95 del 2 luglio 1996).

Questo Tribunale osserva in particolare che le conclusioni a cui è pervenuto lo specialista interpellato dall’amministrazione, trovano sostanziale conferma nella perizia di parte elaborata dal dott. __________, per il quale, citiamo: “… risulta improbabile la relazione tra la perdita uditiva e un’esposizione professionale al rumore.” (doc. I - il corsivo è del redattore).

Il TCA non ignora che quest’ultimo sanitario ha definito, citiamo: “… utile un’ulteriore valutazione della capacità uditiva e la ripetizione di un esame oggettivo, in particolare di misurazione di potenziali evocati rispettivamente di emissioni otoacustiche, …” (doc. I, p. 2).

Tuttavia, non può neppure sfuggire che tali accertamenti sono stati suggeriti con lo scopo di chiarire l’effettiva riduzione dell’udito, dato il sospetto di un’aggravazione dei disturbi da parte del ricorrente. Essi non avrebbero invece alcuna rilevanza in relazione all’oggetto della presente vertenza, ovvero l’eziologia professionale o meno della nota problematica uditiva.

Non a caso il dott. __________, con il rapporto peritale del 13 dicembre 2007, si è pronunciato in proposito, “indipendentemente dalla capacità reale di udito del paziente, …” (doc. I, p. 1 - il corsivo è del redattore).

In esito alle considerazioni che precedono, visto che l’assicuratore infortuni convenuto ha negato che l’ipoacusia bilaterale di cui soffre l’assicurato costituisce una malattia professionale ai sensi di legge, la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

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