RACCOMANDATA

Incarto n. 34.2002.00008

fc/sn

Lugano 10 febbraio 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattrice:

Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sulla petizione del 21 febbraio 2002 di


, rappr. da: __________, __________,

contro

__________, rappr. da: __________,

in materia di previdenza professionale

ritenuto, in fatto

1.1. __________, nato il __________ 1936, ha svolto attività lucrativa alle dipendenze della __________ dal 1. giugno 1974 al 31 agosto 1998 (XI). Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti, la datrice di lavoro era affiliata dal 1985 alla Fondazione per la previdenza professionale __________ (doc. _). I dipendenti della __________ godevano inoltre di una copertura previdenziale complementare stipulata con la __________ e poi ripresa a far tempo dal 1. gennaio 1993 dalla __________, Fondazione per la previdenza complementare in base a due contratti (no. __________e __________) (doc. _).

1.2. Con decisioni del 14 maggio 1999 l'Ufficio assicurazione invalidità cantonale (UAI) ha riconosciuto a __________ una mezza rendita d'invalidità dal 1. maggio al 31 agosto 1998 e dal 1. settembre successivo una prestazione intera (doc. _).

Di conseguenza, dal mese di maggio 1999 gli è stata concessa anche una rendita d'invalidità della previdenza professionale di fr. 5'410.20 annui versatagli dalla Fondazione per la previdenza professionale __________ (doc. _) oltre ad una rendita d'invalidità della previdenza sovraobbligatoria di fr. 4'748 annui da parte della __________, Fondazione per la previdenza complementare (in seguito: __________) (doc. _).

1.3. A decorrere dal raggiungimento dell'età di pensionamento, la rendita d'invalidità erogata dalla Fondazione per la previdenza professionale della __________ è stata sostituita da una rendita di vecchiaia annuale di pari importo (fr. 5'818 dal

  1. gennaio 2002) (doc. _).

1.4. Per contro, la __________, con lettera del 10 settembre 2001, ha comunicato a __________ che a seguito del raggiungimento dell'età termine la rendita d'invalidità sarebbe stata sostituita dal 1. gennaio 2002 da una rendita di vecchiaia di fr. 1'190 annui, specificando pure che l'assicurato aveva la possibilità di optare per un versamento in capitale di fr. 16'335 (doc. _).

1.5. Con scritto del 24 ottobre 2001 alla __________, __________, rappresentato __________, richiamata la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, ha postulato la concessione, anche dopo il raggiungimento del sessantacinquesimo anno d'età, di una rendita di importo pari a quella percepita sino a quel momento (doc. _).

Con uno scritto del 26 novembre 2001 la fondazione ha ribadito la precedente presa di posizione del 10 settembre 2001 (doc. _) e con una lettera del 10 dicembre 2001 ha comunicato all'assicurato di aver proceduto all'accredito sul suo conto bancario di un capitale di vecchiaia di fr. 16'335 (doc. _).

1.6. Con un'ulteriore lettera del 17 dicembre 2001 , sempre tramite l', ha nuovamente contestato le prese di posizione dell'istituto di previdenza così come il versamento del capitale di fr. 16'335 ribadendo la richiesta di erogazione della rendita d'invalidità percepita in precedenza (di fr. 4'748, doc. _) anche dopo il raggiungimento dell'età termine (doc. _).

1.7. In risposta, l'Istituto di previdenza ha inviato il 6 febbraio 2002 una lettera al rappresentante dell'assicurato del seguente tenore:

" Con la presente desideriamo prendere posizione in merito alla sua comunicazione del 17.12.2001 concernente la sostituzione della rendita temporanea d'invalidità con una rendita di vecchiaia.

E' vero che il Tribunale federale delle assicurazioni, in una sentenza del 24.07.2001, si è pronunciato per il versamento vita natural durante della rendita d'invalidità di maggior importo, accogliendo quindi l'obiezione che una persona assicurata aveva sollevato contro la sostituzione della sua rendita temporanea d'invalidità con una rendita di vecchiaia di minore entità. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha pubblicato questa decisione nel n. 58 delle "Mitteilungen" del 10.10.2001, comunicazione n. 361. L'articolo in questione inizia in questo modo: "La rendita d'invalidità viene versata vita natural durante, anche in regime di previdenza professionale superiore ai limiti legali."

Purtroppo, però, per noi questa sentenza non ha alcun effetto pratico, poiché:

  1. il Tribunale federale delle assicurazioni non ha tenuto conto di quanto figura nell'art. 49 LPP, e cioè che nell'ambito di questa legge gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni e il loro finanziamento. Ci rifacciamo in particolare all'art. 26, cpv. 3 LPP, laddove viene specificato che il diritto alla prestazione d'invalidità si estingue con la morte dell'avente diritto o con la cessazione dell'invalidità, ma ciò non vale per la previdenza professionale superiore ai limiti legali. Per questo motivo l'istituto di previdenza può, nel suo regolamento, stabilire che il diritto alla rendita d'invalidità cessi quando la perso­na assicurata raggiunge l'età pensionabile, a condizione che la rendita di vecchiaia sia almeno uguale alla rendita d'invalidità adeguata al rincaro, versata dalla previdenza professionale obbligatoria;

  2. se si applicasse la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni, gli assicurati invalidi riceverebbero un trattamento privilegiato, il che sarebbe ingiustificato se si pensa che coloro che raggiungono l'età pensionabile senza essere invalidi hanno diritto solamente a una rendita di vecchiaia di minore entità."

(doc. _)

1.8. Con petizione 21 febbraio 2002 al TCA nei confronti della Fondazione per la previdenza professionale della __________, , assistito dall', ha chiesto:

  1. La petizione è accolta.

  2. La __________ deve riconoscere al signor __________ una rendita di vecchiaia che abbia quanto meno il valore equivalente alla rendita d'invalidità erogata fino al 2001;

  3. Spese e ripetibili rifuse."

A motivazione della propria pretesa ha fatto valere:

" (…)

  1. II signor __________ dal 1997 è invalido ai sensi dell'AI (in un primo tempo al 50%, poi all'80%), percependo una rendita d'invalidità Al (doc._).

Parallelamente gli è stato riconosciuto il diritto ad una rendita di invalidità del secondo pilastro da parte della __________ (doc.). Analogicamente, anche la convenuta, in base ad una copertura assicurativa LPP complementare (contratto no._________) a partire dal 1. ottobre 1999 ha erogato una rendita di invalidità trimestrale di fr. 1'187 (fr. 4748.- annui) (doc. _).

Nello scorso mese di dicembre il signor __________ ha compiuto 65 anni, maturando il diritto ad una rendita di vecchiaia AVS (doc. _).

Conformemente al DTF 118 V 100 e seguenti, la Fondazione di previdenza __________ ha continuato a versare la precedente rendita di invalidità, seppur denominandola rendita di vecchiaia (doc._).

  1. Con lettera 24 ottobre 2001 (doc. _) il rappresentante legale del signor __________ ha richiamato la giurisprudenza del Tribunale Federale delle Assicurazioni, contestando l'intenzione della convenuta di procedere al versamento di una rendita di vecchiaia di fr. 1190.- annui o di un capitale di fr. 16'335.-.

Infatti, il signor __________, aveva ricevuto la comunicazione dalla __________, con cui veniva posto nella necessità di scegliere tra una modesta rendita annua e un capitale di fr. 16'335.-, ma l'interessato non aveva espresso alcuna preferenza.

La __________ offriva fr. 1190.-, sulla base di un numero di contratto diverso __________ (doc._), rispetto a quello con cui aveva erogato negli ultimi 4-5 anni la rendita di invalidità. Inoltre, a fronte di una rendita di invalidità annuale versata anche nel 2001 di fr. 4'748.- (doc. _), offriva una rendita di fr. 1190.­

II signor , che ha ricevuto sul proprio conto bancario il capitale versato, ha dato mandato all' di intervenire.

II capitale, comunque, versatogli non verrà prelevato dal nostro assistito, che si impegna a ritornarlo alla Fondazione di previdenza, se come ci auguriamo, il TCA disporrà per la continuazione dell'erogazione della rendita di invalidità da parte della convenuta anche successivamente al compimento dei 65 anni.

  1. La __________ ha quindi versato fr. 16'335.- (doc. ) sulla base di un contratto che secondo l'_________ non avrebbe potuto entrare in vigore.

Come da lettera __________ 17 dicembre 2001 (doc. _), si ritiene che la rendita di invalidità assegnata dall'Istituto di Previdenza non possa essere sostituita da una rendita di vecchiaia diminuita, perché ciò sarebbe contrario al sistema della previdenza professionale come inteso dal Legislatore.

La giurisprudenza 118 V 105 consid. 4b ha introdotto il principio che nel campo obbligatorio la rendita di vecchiaia deve essere quantomeno equivalente alla rendita di invalidità.

Sulla base della sentenza 24 luglio 2001 del Tribunale Federale delle Assicurazioni, nella causa P., contro Previdenza X. ha stabilito che detto principio deve trovare applicazione anche nel campo della Previdenza sovraobbligatoria.

Si tratta proprio del caso del signor __________ che dall'inizio degli anni '90 godeva come dipendente della ditta __________ della previdenza professionale sovra-obbligatoria con una copertura presso la __________. (…)" (I)

1.9. Con risposta 30 aprile 2002 la Fondazione, rappresentata dall'avv. __________ (V), ha postulato la reiezione della petizione evidenziando, tra l’altro, quanto segue:

" (…)

a) Le prestazioni contemplate nel contratto tra il datore di lavoro di __________ e la convenuta, il cui regolamento è definito nell'allegato 1, le relative prestazioni non sono assicurate nell'ambito della previdenza professionale obbligatoria descritte nella LPP come prestazioni minime legali. Questo risulta da una parte che le prestazioni sono state chiaramente fornite dalla Fondazione per la previdenza complementare. Si tratta di prestazioni extra-obbligatorie, fuori dalla previdenza professionale obbligatoria, come risulta dalla cifra 1.2.1 del regolamento. Solo così è anche spiegabile perché le prestazioni contemplate nella cifra 3.1.1, come suindicato, non comprendono l'intera gamma delle prestazioni ascritte nell'art. 7 seg. LPP. Appare evidente al primo colpo d'occhio che, in base al regolamento esistente, non vengono corrisposte delle prestazioni di vecchiaia ed in special modo non vengono corrisposte né una rendita di vecchiaia, né una rendita per figli di pensionato. Queste prestazioni sarebbero invece costrittive per una Fondazione operante nell'ambito della previdenza professionale obbligatoria.

Così può essere stabilito che il precitato contratto d'assicurazione corrisponda unicamente delle prestazioni extra-obbligatorie.

Inoltre, alla cifra 3.4.6 del regolamento viene definito che il diritto alle prestazioni d'invalidità termina se il grado d'invalidità è inferiore ad un quarto, se viene raggiunto l'età termine oppure in caso di decesso di un assicurato. Anche la stesura dimostra in modo inequivocabile che non si tratta di prestazioni della previdenza professionale obbligatoria ma fondamentalmente di prestazioni extra-obbligatorie le cui disposizioni vengono emanate unicamente e solamente a giudizio della Fondazione di previdenza.

(…)

c) La rappresentante del signor __________ si appella anche alla recente decisione del TFA del 24 luglio 2001 in merito alla rendita d'invalidità vitalizia (DTF 127 V 259 s.). Questa sentenza concerne un caso di un'Istituzione di previdenza con prestazioni extra-obbligatorie. Il Tribunale Federale delle Assicurazioni ha deciso che anche una rendita d'invalidità temporanea pattuita contrattualmente che, con il raggiungimento dell'età termine, viene sostituita con una rendita di vecchiaia regolamentare deve essere continuata ad essere versata dopo il raggiungimento dell'età termine, basato sul principio che la rendita d'invalidità della previdenza professionale sia dovuta vita natural durante. Questo però è altrettanto errato. Da una parte il tribunale federale delle assicurazioni interviene in una materia che il legislatore ha espressamente delegato all'autonomia regolamentare delle Istituzioni di previdenza. Questa intenzione risulta già dal messaggio alla LPP (BBI 1976 I, pag. 254 e pag. 160). Nel dibattito parlamentare questo principio non è mai stato messo in discussione.

(…)

Infine, tuttavia, è da notare che il citato DTF 127 V 259 s. non è decisivo per il presente caso dato che le prestazioni previdenziali extra-obbligatorie secondo il regolamento coprono unicamente il rischio in caso di decesso e d'invalidità e non viene fornita alcuna prestazione di vecchiaia. In relazione a questo è di massima importanza l'accertamento del regolamento secondo cui, alla cifra 3.4.6, il diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue se il grado d'invalidità è inferiore ad un quarto, se viene raggiunto l'età termine oppure in caso di decesso di un assicurato. Il regolamento prevede quindi il termine dell'erogazione delle prestazioni d'invalidità con il raggiungimento dell'età termine, cosa che indubbiamente è ammissibile nella concezione extra-obbligatoria delle condizioni previdenziali." (VII)

1.10. Il TCA ha in seguito chiesto dalle parti la produzione di diversa documentazione, intimando loro le relative risultanze. L'attore si è riconfermato nelle proprie posizioni con scritti datati 12 settembre 2002 e 20 novembre 2002 , così come pure la convenuta con lettere del 19 settembre 2002 e del 28 ottobre 2002.

in diritto

In ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel merito

2.2. Oggetto del contendere è la continuazione dell'erogazione a __________ della rendita d'invalidità della previdenza professionale complementare da parte della Fondazione per la previdenza complementare della __________ (in seguito: __________) dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento. A far tempo dal

  1. gennaio 2002 detta Fondazione ha infatti riconosciuto unicamente il versamento di una rendita di vecchiaia di fr. 1'190 annui, in luogo della prestazione d'invalidità di fr. 4'748 annui erogata sino a tale momento o, in alternativa, di un versamento in capitale di fr. 16'335. L'istituto previdenziale ritiene in sostanza che il principio per cui la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio è applicabile solo nella previdenza professionale obbligatoria, censurando la più recente giurisprudenza del TFA. Rileva poi che in concreto le prestazioni in discussione si riferiscono ad una copertura previdenziale esclusivamente extraobbligatoria basata su due contratti stipulati dalla __________ in base ai quali la rendita d'invalidità è concessa, in forza del contratto n. __________, solo sino al raggiungimento dell'età di pensionamento; a partire da questo momento è invece dovuta una rendita di vecchiaia (o un versamento unico di un capitale di vecchiaia) sulla base del contratto n. __________.

L'attore, per contro, ribadisce il diritto all'attribuzione, anche dopo il pensionamento, di una rendita di importo pari a quella percepita in precedenza, in quanto la pretesa è vitalizia. Si appella in modo particolare alla sentenza resa il 24 luglio 2001 dal Tribunale federale delle assicurazioni (I).

2.3. Dalla documentazione acquisita agli atti risulta che la ditta __________ ha affidato l'attuazione della previdenza professionale obbligatoria alla Fondazione per la previdenza professionale __________. A favore di suoi dipendenti ha inoltre stipulato una copertura sovraobbligatoria con la __________; quest'ultimo rapporto assicurativo è poi stato integralmente rilevato, dal 1. gennaio 1993, dalla __________ sulla base di due contratti: il n. __________contemplante il versamento di una rendita in caso d'invalidità, oltre all'esonero dal pagamento dei contributi, e di un capitale di decesso (doc. _) e il n. __________prevedente l'erogazione, all'età termine, di una rendita o di un capitale di vecchiaia e di un capitale di decesso (doc. _). Secondo il Regolamento della Fondazione convenuta relativo al contratto __________, in vigore dal 1. gennaio 1993, il diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue, fra l'altro, quando la persona assicurata raggiunge l'età di pensionamento (art. 3.4.6. doc. _). Da questo momento l'assicurato ha diritto a una rendita di vecchiaia (o al versamento di un capitale di vecchiaia) in virtù del contratto n. __________ (doc. _).

Nell'ambito della copertura previdenziale sovraobbligatoria stipulata con la __________ dalla __________ a favore dei suoi dipendenti vale quindi il principio secondo cui all'insorgere dell'età di pensionamento la rendita d'invalidità si estingue e viene sostituita da una rendita di vecchiaia.

2.4. In base alle disposizioni della LPP e alla relativa giurisprudenza, nel caso in cui l’assicurato, prima dell’età del pensionamento, percepisce una rendita di invalidità dell'assicurazione obbligatoria, questa continua ad essere erogata, poiché, secondo l’art. 26 cpv. 3 LPP, tale prestazione è vitalizia (cfr. DTF 123 V 126 consid. 4 e 118 V 100; FF 1976 I 208; STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).

In una recente pronunzia l'alta Corte federale, esprimendosi sulla sorte giuridica della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio a far tempo dall'età di pensionamento, ha precisato che la giurisprudenza sviluppata nell'ambito della previdenza obbligatoria, secondo la quale appunto la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio, vale, quale esigenza minima, anche nella previdenza sovraobbligatoria. Ciò non impedisce a un istituto di previdenza di disciplinare, nel suo regolamento, che una rendita di invalidità sia sostituita, al raggiungimento dell'età di pensionamento, da una rendita di vecchiaia. Nel campo obbligatorio così come in quello sovraobbligatorio, essa deve tuttavia corrispondere quantomeno al valore equivalente alla rendita d'invalidità erogata sino al pensionamento (cfr. DTF 127 V 259 segg. = RDAT II-2001 pag. 610-611; cfr. anche U. Meyer/Blaser, 1990-1994, Die Rechtssprechung vom Eidgenössischen Versicherungsgericht und Bundesgericht zum BVG, SZS 1995 p. 103/104; H.U. Stauffer, “Die berufliche Vorsorge”. Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p. 30; cfr. STCA non pubblicata del 31 marzo 1995 nella causa A. C., pag. 6 e 10; cfr. anche STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).

2.5. Come rilevato dalla Fondazione convenuta, questa sentenza è stata oggetto di vigorose critiche da parte della dottrina, per la quale il TFA, con la sua pronunzia, avrebbe ignorato i limiti posti dal principio costituzionale della separazione dei poteri operando un’inspiegabile ingerenza in un campo, quello della previdenza professionale sovraobbligatoria, che il legislatore ha voluto espressamente riservare alla libertà dispositiva degli istituti di previdenza.

L’estensione dei principi LPP alla previdenza professionale sovraobbligatoria non sarebbe del resto giustificata nemmeno dal richiamo all'obiettivo costituzionale del mantenimento del tenore di vita abituale sancito dall'art.113 CF, non essendo manifestamente compito del giudice quello di intervenire in un settore così complesso come quello della previdenza professionale.

La pronunzia in oggetto partirebbe inoltre da presupposti errati e misconoscerebbe in particolare che i diritti scaturenti da un’invalidità non si esauriscono nel diritto alla rendita d’invalidità. Nel senso di una prestazione accessoria e nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto di previdenza deve infatti continuare a tenere il conto di vecchiaia dell’invalido fino al momento in cui questi ha riacquistato la capacità di guadagno o ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia (art. 34 cpv. 1 lett. b LPP e art. 14 OPP 2). L'avere di vecchiaia continua pertanto ad essere incrementato anche dopo il sopraggiungere dell'invalidità mediante accrediti di vecchiaia calcolati sulla base dell’ultimo salario assicurato (art. 24 cpv. 3 LPP, art. 18 OPP 2 e art. 34 cpv. 1 lett. a LPP). Siffatto ordinamento vuole fare in modo che l’invalido possa disporre, nel caso di ripresa della capacità lavorativa, di un avere di vecchiaia più o meno uguale a quello che avrebbe avuto senza invalidità. Di conseguenza, secondo la dottrina, non può essere seguito il TFA quando osserva che la diminuzione delle prestazioni previdenziali al raggiungimento dell'età di pensionamento, nel caso di un assicurato invalido, è da ricondurre direttamente all’invalidità stessa che ha ostacolato il finanziamento delle medesime e, in particolare, l'incremento dell'avere di vecchiaia.

In linea generale invece - argomenta ancora la dottrina - la rendita di vecchiaia corrisponde (almeno) alla proiezione degli accrediti di vecchiaia obbligatori, inclusi gli interessi, sulla base dell’ultimo salario assicurato prima dell’insorgenza dell’incapacità di guadagno. In definitiva quindi l'argomentazione del TFA costituirebbe una critica alle modalità di calcolo delle rendite previste dalla legge in caso d'invalidità in virtù dell'art. 24 cpv. 2 LPP.

La dottrina sottolinea infine che il mantenimento di una simile giurisprudenza – di cui in ogni modo auspica l’immediato cambiamento – avrebbe conseguenze disastrose per l’equilibrio finanziario degli istituti di previdenza e, di conseguenza, mutamenti drammatici a livello di piani di previdenza. Evidenti sarebbero inoltre gli svantaggi per gli assicurati attivi e i loro aventi diritto i quali si vedrebbero imporre contributi supplementari destinati a coprire gli importanti deficit tecnici che ne deriverebbero. Siffatta conseguenza costituirebbe una crassa disparità di trattamento rispetto agli assicurati invalidi (cfr. Moser, Stauffer, Vetter, Das Urteil des EVG Nr. B 48/98 vom 24 Juli 2001 – Desaster oder einmalige “Entgleisung”?, in: AJP 12/2001, p. 1376 segg. e in: Schweizer Personalvorsorge 12/01, p. 865 segg.; Schweizer Personalvorsorge 1/02, p. 11; H. Walser, "Ein Urteil mit Folgen für die Vorsorgepläne der beruflichen Vorsorge: Kommentar zum Urteil des EVG vom 24 Juli 2001 "in SZS 2002 pag. 159 seg.; H.M. Riemer "Die überobligatorische berufliche Vorsorge im Schnittpunkt von BVG - obligatorium und vertragsrecht" in SZS 2002 pag. 168; G. Wirz, "Das eidgenossische Versicherungsgericht schiesst den vogel ab" in plädoyer 2/02 pag. 3; si veda anche il parere giuridico dell'avv. dott. Jacques-André Schneider dal titolo: "Portée de l'ATF 127 V 259: La fin du système de la bi-primauté des prestations dans la prévoyance professionnelle ?").

Questo Tribunale ha preso atto delle critiche della dottrina appena riassunte. Tuttavia, considerato come la sentenza federale in questione è stata emessa in una vertenza ticinese dalla Ia Camera del TFA , nella composizione di cinque giudici, ed è stata inoltre pubblicata nella Raccolta ufficiale (DTF 127 V 259) e nel Bollettino della previdenza professionale dell'ufas (n° 58 del 10 ottobre 2001 pag. 8), il TCA non può far altro che conformarvisi.

Spetterà semmai all’Alta Corte, se lo riterrà opportuno, modificare tale giurisprudenza, o, se del caso, al legislatore adottare eventuali correttivi (cfr. le STCA non pubblicate del 18 febbraio 2002 in nella causa P., __________; del 3 maggio 2002 nella causa O., __________; del 25 novembre 2002 nella causa S., __________; tutte cresciute in giudicato).

2.6. Nella fattispecie, in applicazione della citata giurisprudenza federale, questo Tribunale deve dunque concludere che a __________ deve essere garantita, anche dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento, una rendita di vecchiaia di valore equivalente a quello della rendita d'invalidità, parte sovraobbligatoria inclusa, versatagli sino a quel momento, pari a fr. 4'748 annui per la parte complementare erogata dalla __________.

2.7. A siffatta conclusione non possono mutare le allegazioni della Fondazione convenuta. In effetti, essa si limita in sostanza a riproporre le critiche espresse alla recente sentenza del TFA dalla dottrina (consid. 2.5), le quali tuttavia, per i motivi già evocati, non possono esimere questo Tribunale dall’applicare la giurisprudenza federale.

L'esito della presente vertenza non può nemmeno essere modificato dall'argomentazione della __________ secondo cui in concreto le prestazioni previdenziali sarebbero state espressamente concordate nel senso che le prestazioni d'invalidità previste dal contratto n. __________vengono a cadere al momento del raggiungimento dell'età termine, subentrando a questo momento la prestazione di vecchiaia prevista dall'altro contratto n. __________. In effetti, non vi è chi non vede che i due contratti in oggetto formino un tutt'uno, essendo l'uno complementare all'altro, nell'ambito della copertura previdenziale sovraobbligatoria stipulata dalla __________ a favore dei suoi dipendenti. Ma a prescindere da questa constatazione, non può evidentemente essere di rilievo il fatto che la copertura sovraobbligatoria per i dipendenti della __________ sia stata suddivisa in due contratti distinti, tale circostanza non avendo manifestamente rilevanza alla luce delle motivazioni su cui si basa la giurisprudenza introdotta dalla massima Corte federale con la citata sentenza pubblicata in DTF 127 V 259segg. Basterà ricordare che nel medesimo giudizio il TFA, esprimendosi appunto sulla sorte giuridica della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio a far tempo dall'età di pensionamento, ha tra l'altro fatto specifico riferimento al principio generale della previdenza professionale per il quale l'assicurato, al pensionamento, deve poter mantenere il suo livello di vita abituale (DTF 127 V 259 seg.). Ora, tale principio non è garantito nel caso in cui, come in concreto, l'assicurato si vede confrontato con una diminuzione delle sue entrate di considerevole importanza al momento della sostituzione di una rendita di invalidità sovraobbligatoria di fr. 4'748 annui con una rendita di vecchiaia di fr. 1'190 annui e questo evidentemente a prescindere dal fatto che la prestazione sia dovuta in forza di uno o più contratti.

Nemmeno può essere di rilevo il fatto che la fondazione abbia già versato all'attore il capitale di vecchiaia di fr. 16'335 (doc. _ e _). In effetti, aperto il tema di sapere se detto versamento sia avvenuto o meno con l'accordo validamente espresso dell'interessato (cfr. doc. _), in corso di causa la convenuta si è comunque dichiarata disposta a procedere alla sostituzione del capitale con la rendita di vecchiaia contrattuale, previa restituzione del capitale da parte dell'interessato, il quale si è peraltro già dichiarato disposto in tal senso (cfr. I).

2.8. La petizione merita pertanto accoglimento. Di conseguenza, a far tempo dal 1. gennaio 2002 a __________ è riconosciuta una rendita di vecchiaia di importo equivalente a quello della rendita d'invalidità versatagli in precedenza.

Il TCA deve ancora rilevare che il capitale di vecchiaia già versato dalla convenuta su un conto di pertinenza dell'attore le dovrà essere restituito.

2.9. Visto l'esito della vertenza, la __________, Fondazione per la previdenza complementare verserà a __________ i, rappresentato da __________ (DTF 122 V 278; cfr. anche DTF 126 V 11 e riferimenti; STFA non pubblicata dell'8 luglio 1997 in re D., I 73/96; STFA non pubblicata 3 febbraio 1998 in re M.P., I 7/97; STFA non pubblicata del 30 settembre 1998 in re A.C.F.R., I 462/97 e STFA non pubblicata del 13 gennaio 2000 in re K.K., U 284/99 circa il diritto a ripetibili della persona cognita in materia; STCA non pubbl. del 28 maggio 2002 in re G.T-V, 38.2001.218), un'indennità per spese ripetibili di fr. 1'000.

Per quel che riguarda invece l'addebito di tasse e spese relative alla presente procedura, si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20 cpv. 1), applicabile in virtù dell'art. 8 cpv. 2 LALPP, la procedura è di principio gratuita.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- La petizione è accolta.

§ La __________ è condannata a versare a __________ una rendita di vecchiaia di fr. 4'748 annui a far tempo dal 1. gennaio 2002 .

2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La __________, Fondazione per la previdenza complementare verserà a __________ fr. 1'000 a titolo di spese ripetibili.

3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio Zocchetti

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TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 34.2002.8
Entscheidungsdatum
10.02.2003
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026