Raccomandata
Incarto n. 33.2016.3
TB
Lugano 8 giugno 2016
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 9 marzo 2016 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 26 febbraio 2016 emanata da
Cassa cantonale di compensazione – Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona
in materia di prestazioni complementari
ritenuto in fatto
1.1. Il 30 settembre 2015 (doc. 56) RI 1, nata nel 1946 e degente in casa anziani dal 2012, per il tramite della sua curatrice __________ ha chiesto di potere beneficiare di prestazioni complementari, indicando il valore di stima di un immobile di oltre Fr. 158'000.-, ma precisando di avere venduto detta proprietà per Fr. 95'000.-.
Con decisione del 6 ottobre 2015 (doc. 60) la Cassa ha respinto la domanda di PC stante un’elevata eccedenza di reddito.
1.2. Il 6 novembre 2015 (doc. C) l’avv. __________ dello Studio legale RA 1 si è opposta al rifiuto delle PC, poiché l’immobile che è stato computato alla sua assistita a titolo di rinuncia di sostanza era nel frattempo stato venduto e per di più per una cifra nettamente inferiore al suo valore di mercato. Di conseguenza, come già ammesso anche dall’autorità regionale di protezione, che ha ritenuto tale prezzo comunque accettabile, la sostanza doveva essere eliminata dal suo calcolo e quindi ella avrebbe avuto diritto alle prestazioni complementari.
Contestualmente, l’assicurata ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria.
1.3. Con scritto del 10 novembre 2015 (doc. D) la Cassa cantonale di compensazione ha informato l’assicurata che avrebbe riformato la decisione come dall’allegata tabella e quindi le avrebbe concesso delle prestazioni complementari di Fr. 1'081.- al mese fermo restando il ritiro dell’opposizione, che la patrocinatrice dell’assicurata avrebbe accettato solo se fosse stato riconosciuto il pagamento della sua nota d’onorario di Fr. 844,65 (doc. E).
Sono seguiti numerosi solleciti dello Studio legale alla Cassa volti all’emanazione di una nuova decisione, formale o su opposizione, che tenesse conto delle nuove condizioni (docc. E, G, H ed I).
1.4. Il 5 febbraio 2016 (doc. L) la Cassa cantonale di compensazione ha emanato la decisione formale con cui ha accolto l’opposizione concedendo all’assicurata dal 1° agosto 2015 una prestazione complementare mensile di Fr. 1'081.-, mentre ha rifiutato, ma solo nelle motivazioni e non anche nel dispositivo, l’assistenza giudiziaria.
L’assicurata ha fatto presente alla Cassa questa svista (doc. M) e il 26 febbraio seguente (doc. A) l’amministrazione ha emanato un’identica decisione su opposizione, che però al punto 2 del dispositivo respingeva espressamente l’assistenza giudiziaria.
1.5. Sempre patrocinata dallo Studio legale RA 1, il 9 marzo 2016 (doc. I) RI 1 ha riassunto la sua precedente ed attuale situazione economica, rievocando i passi che l’hanno portata a vendere un immobile di sua proprietà a Fr. 90'000.-, quando il suo valore era stato inizialmente peritato a Fr. 280'000.-. Ritenendo che l’intera questione fosse complicata da evadere e che da sola non sarebbe stata in grado di rivolgersi ai preposti uffici per fare ottenere delle prestazioni complementari alla sua pupilla, la curatrice dell’assicurata si è rivolta ad un legale, il quale ora chiede non solo che gli sia riconosciuto il gratuito patrocinio per la procedura amministrativa ma anche per i passi intrapresi davanti al TCA, allegando a tale scopo una nuova nota d’onorario di Fr. 968,76 (doc. S) per prestazioni dal 26 novembre 2015 al 9 marzo 2016, per una pretesa totale di gratuito patrocinio di Fr. 1'813,41.
1.6. Nella risposta del 5 aprile 2016 (doc. VII) l’amministrazione ha proposto di respingere il ricorso, ricordando che l’art. 37 cpv. 4 LPGA prevede delle condizioni restrittive per ammettere il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa e che nel caso concreto non v’erano difficoltà reali e giuridiche che non potevano essere risolte dall’assicurata o da rappresentanti di associazioni invalidi, assistenti sociali o simili, ritenuto tutt’al più che in specie una curatrice ha seguito personalmente la vicenda della compravendita immobiliare ed aveva fornito le necessarie spiegazioni alle altre autorità amministrative interessate. Quindi, l’intervento di un legale non era giustificato.
1.7. La ricorrente ha esposto il 21 aprile 2016 (doc. IX) le sue condizioni economiche e ha ricordato di non avere ancora ricevuto il versamento delle PC malgrado su questo punto la decisione su opposizione sia cresciuta incontestata in giudicato, essendo infatti litigioso soltanto l’assistenza giudiziaria negata.
La Cassa cantonale di compensazione ha risposto il 3 maggio 2016 (doc. XI) che nei prossimi giorni avrebbe proceduto al versamento della prestazione complementare di diritto.
considerato in diritto
2.1. Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza (vedi, per l'assicurazione invalidità: DTF 114 V 228, per l'assicurazione contro gli infortuni: DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid. 5b).
L'allora TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (SVR 2000 KV Nr. 2, consid. 4c, pag. 6, in fine).
L'art. 37 cpv. 4 LPGA, relativo alla rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti all'assicuratore, prevede che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del patrocinio gratuito.
Qualora, dunque, un assicurato non disponga di sufficienti mezzi finanziari, le sue conclusioni non siano sprovviste di possibilità di successo e la lite non sia priva di difficoltà di ordine fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito patrocinio nella procedura di opposizione del diritto delle assicurazioni sociali (SVR 2004 EL Nr. 4).
Queste condizioni di concessione dell'assistenza giudiziaria, poste dalla giurisprudenza sotto l'egida dell'art. 4 vCost. fed., sono applicabili alla concessione dell'assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella procedura d'opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre 2004, consid. 2.1; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2). Tuttavia, la questione di sapere se esse sono realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più severi nella procedura amministrativa (Kieser, ATSG-Kommentar, 3a ed., Zurigo, Basilea, Ginevra 2015, n. 28 e n. 35 ad art. 37, pagg. 528 e 530).
A tal proposito, occorre tenere conto delle circostanze del caso concreto, della particolarità delle regole di procedura applicabili, così come delle specificità della procedura amministrativa in corso. In particolare, occorre menzionare, oltre alla complessità delle questioni di diritto e dei fatti, le circostanze concernenti la persona in oggetto, come la sua capacità di orientarsi in una procedura. Quale regola generale, il gratuito patrocinio è necessario quando la procedura è suscettibile di riguardare in maniera particolarmente grave la situazione giuridica della persona interessata. Altrimenti, una tale necessità esiste soltanto quando alla relativa difficoltà del caso si aggiunge la complessità della fattispecie o dei quesiti giuridici, alla quale il richiedente non è in grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182 consid. 2.2; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2).
Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser, op. cit., n. 35 ad art. 37, pag. 530 e seguenti; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).
Peraltro, giusta l'art. 37 cpv. 4 LPGA, la concessione del gratuito patrocinio richiede una domanda in questo senso (Kieser, op. cit., n. 33 ad art. 37, pag. 529).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole (FF 1999 3965).
La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag. 504-505).
Quindi, le tre condizioni cumulative per la concessione dell'assistenza giudiziaria sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (STF I 134/06 del 7 maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002; DTF 125 V 202 consid. 4a; DTF 125 V 372 consid. 5b e riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).
2.2. Nella sentenza I 928/05 del 4 dicembre 2006 in una vertenza relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione.
Con sentenza 9C_991/2008 del 18 maggio 2009, al consid. 4.4.1 il TF ha confermato questa giurisprudenza, rammentando che di principio la presenza di un legale già in sede amministrativa non è necessaria:
" Es trifft nicht zu, dass die Erforderlichkeit einer anwaltlichen Vertretung im Einspracheverfahren grundsätzlich anzunehmen sei und den Regelfall bilde. Die gegenteilige Auffassung (vgl. Kieser, a.a.O., N. 21 zu Art. 37 ATSG) hat das Eidg. Versicherungsgericht im Urteil I 746/06 vom 8. November 2006 E. 3.1 in fine verworfen. Nichts anderes ergibt sich aus BGE 132 V 200. Gegenteils wurde in diesem Urteil auf den klaren Willen des (historischen ATSG-)Gesetzgebers hingewiesen, an die sachliche Gebotenheit der unentgeltlichen Verbeiständung mit Blick auf die bisherige Praxis im sozialversicherungsrechtlichen Verwaltungsverfahren einen «sehr strengen Massstab» anzulegen (BGE 132 V 200 E. 5.1.3 in initio S. 204).“.
Nella sentenza I 746/06 dell'8 novembre 2006, il TFA ha indicato i seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:
" (…)
3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkommensberechnung in der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12. Oktober 2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände. (…)“.
Nella summenzionata DTF 132 V 200, al considerando 4.1 il Tribunale federale ha affermato che la necessità di patrocinio da parte di un legale è data nei casi in cui oltre alla relativa complessità della fattispecie si aggiungono anche difficoltà reali e giuridiche che non possono essere risolte dal richiedente stesso oppure se l’assistenza di rappresentanti di associazioni di invalidi, assistenti sociali o altre persone nel settore sociale non può essere presa in considerazione.
A questo proposito, con sentenza dell'8 ottobre 2008 (inc. n. 32.2007.250) questo TCA ha affermato:
" (…)
2.11.2. Nella presente fattispecie l'Ufficio AI – lasciata aperta la questione a sapere se la vertenza non fosse di primo acchito votata all'insuccesso – ha negato all'assicurata il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa in quanto ha ritenuto – rientrando il caso nella casistica più consueta delle pratiche AI – non necessario o perlomeno non indicato l'intervento di un avvocato.
Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non sono in concreto sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.
Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari per riconoscere il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, in particolare sulla necessità dell'assistenza di un avvocato “sachliche Gebotenheit des Beizugs eines Anwalts”, l'Alta Corte, in una sentenza I 911/06 del 2 febbraio 2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
Hinsichtlich der sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die Eigenheiten der anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des jeweiligen Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität der Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der Person des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit, sich im Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu BGE 122 I 8, in: AJP 1996 S. 495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen ist (BGE 130 I 182 Erw. 2.2 mit Hinweisen), und wenn auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt (BGE 125 V 34 Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S. 163 f. Erw. 2a und b). Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen, dass das in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (BGE 130 I 183 f. Erw. 3.2 und 3.3 mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 35 f. Erw. 4b; Anwaltsrevue 2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10. März 2006 Erw. 7.1, I 692/05). (…)”.
La necessità o meno dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei casi di applicazione cfr. consid. 2.11.1).
Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di valutare il diritto dell'assicurata ad una rendita AI o ad una riformazione professionale, l'Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto ricorrere ad una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 35).
Contro la decisione che negava all'assicurata il diritto a prestazioni, l'avv. X ha poi interposto opposizione, criticando in particolare la valutazione psichiatrica inerente la sindrome somatoforme dolorosa.
Analogamente a quanto già deciso dal TFA, come visto (consid. 2.11.1. in fine), trattandosi nel caso di specie dell'applicazione della giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore somatoforme, la necessità dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione va quindi ammessa (cfr. sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006).
Alla luce di quanto appena esposto è a torto che l'Ufficio AI ha ritenuto non necessario o perlomeno non indicato l'intervento di un avvocato e concluso che l'insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad un legale.
Per quanto riguarda gli altri presupposti – non analizzati dall'Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva che l'assicurata, come verrà esposto di seguito (cfr. consid. 2.13.), non può essere considerata indigente.
Il rifiuto dell'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, inoltrata dall'assicurata in data 17 ottobre 2006, deve pertanto essere confermato.".
Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008 sempre in ambito di assicurazione invalidità, riguardo all'assistenza giudiziaria nella procedura amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:
" (…)
4.1 Dans la procédure administrative en matière d'assurances sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est accordée au demandeur lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA). La LPGA a ainsi introduit une réglementation légale de l'assistance juridique dans la procédure administrative (ATF 131 V 155 consid. 3.1; Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37).
4.2 Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence, les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins indiquée (ATF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b et les références).
Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans l'hypothèse où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un avocat serait judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même des connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un jugement justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V 118; cf. aussi ATF 130 I 182 consid. 2.2, 128 I 232 consid. 2.5.2 et les références).
4.3 Ces conditions d'octroi de l'assistance judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, consid. 2.1, publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).
En ce qui concerne le point de savoir si l'assistance d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement justifiée par les circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier 2006, I 812/05, consid. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de tenir compte des circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles de procédure applicables, ainsi que des spécificités de la procédure administrative en cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la complexité des questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui tiennent à la personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une procédure. Dès lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance de représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes ou de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet d'inférer que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, déjà cité, consid. 2.2). En règle générale, l'assistance gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible d'affecter d'une manière particulièrement grave la situation juridique de l'intéressé. Sinon, une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative difficulté du cas s'ajoute la complexité de l'état de fait ou des questions de droit, à laquelle le requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182 consid. 2.2 et les références). (…)"
Con sentenza 32.2008.164 dell’11 maggio 2009 questo Tribunale, nell’ambito di una procedura inerente l’assicurazione invalidità, ha rifiutato ad un’assicurata l’assistenza giudiziaria in sede amministrativa (mentre l’ha ammessa in sede ricorsuale), poiché, pur essendo oggetto del contendere il diritto ad una rendita AI, sulla base della rigorosa giurisprudenza federale, non ha ritenuto necessaria la presenza di un patrocinatore già in sede amministrativa ritenuto che la fattispecie non era particolarmente complessa.
Anche nella STCA 36.2012.50 del 12 settembre 2012 questo TCA ha ritenuto sproporzionato far capo ad un rappresentante allorché la questione del mancato pagamento delle prestazioni farmaceutiche è stata risolta senza neppure la necessità di dover avviare una procedura amministrativa tramite l’emanazione della decisione formale e poi della decisione su opposizione per poter utilizzare correttamente la propria tessera farmaceutica. Il Tribunale ha rilevato che si trattava semplicemente di intervenire presso l’assicuratore per capire cosa fosse successo e quindi era sufficiente scrivere autonomamente, senza far capo ad un esperto, una lettera alla Cassa malati, chiedendo per quale motivo le prestazioni farmaceutiche del figlio non erano state rimborsate, rispettivamente perché le tessere di farmacia dei figli apparivano bloccate.
Il 4 febbraio 2015 con STCA 32.2014.48 il TCA ha concluso che rettamente l’Ufficio AI ha ritenuto non giustificato l’intervento di un legale, visto che quel caso, in cui un’assicurata è stata ritenuta inabile al lavoro al 100% per motivi psichici solo come salariata e non anche come casalinga con conseguente rifiuto di una rendita di invalidità (grado AI del 26%), rientrava nella consueta casistica di questo genere di problematiche. Pertanto, giustamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di gratuito patrocinio, senza accertare l’eventuale indigenza dell’assicurata, né valutare se la causa fosse palesemente priva di successo.
2.3. Nell’evenienza concreta, nel 2013 è stata istituita a favore della ricorrente una curatela di rappresentanza con gestione del patrimonio ai sensi degli artt. 394 e 395 CC; prima ancora, ella era sotto curatela volontaria.
Come risulta dalla decisione del 1° luglio 2015 (doc. N) dell’Autorità regionale di protezione __________, sede di __________, già nel giugno 2013 era stata autorizzata la vendita agli incanti pubblici del mappale 5025 RFD di __________ e la quota di 3/6 del fondo n. 5438 RFD di __________, di proprietà dell’assicurata, al prezzo di Fr. 280'000.- stabilito da un perito.
Un anno dopo, non avendo avuto esito positivo i precedenti tentativi di vendita al prezzo di Fr. 155'000.-, individuato un compratore per Fr. 90'000.-, l’ARP ha autorizzato la vendita di questi fondi a un prezzo inferiore addirittura a quello di stima.
Nemmeno questo tentativo è però andato a buon fine nel 2014.
Così, la curatrice __________ ha ottenuto l’autorizzazione di dare il mandato ad un’agenzia immobiliare sempre per il prezzo di Fr. 90'000.- e nel giugno 2015 si è trovato un compratore.
Con l’autorizzazione di vendita del 1° luglio 2015 l’autorità di protezione ha spiegato i motivi per cui ha ammesso un prezzo di vendita di gran lunga inferiore al valore reale dei fondi.
Il 16 ottobre 2015 (doc. O) l’Ufficio delle imposte di successione e donazione ha interpellato la curatrice in merito alla differenza fra il valore ufficiale di stima delle proprietà (Fr. 158'492.-) e il prezzo pattuito di Fr. 95'000.- (di cui Fr. 5'000.- di commissione), rilevando che avrebbero potuto esserci gli estremi per imporre una liberalità ai sensi dell’art. 142 cpv. 2 lett. e LT. Detto Ufficio ha quindi chiesto se il prezzo fissato era da considerare di favore o se esistevano dei legami di parentela con il compratore.
Con lettera del 29 ottobre 2015 (doc. O1) la curatrice __________ ha spiegato che il prezzo di compravendita non era di favore e che era inferiore rispetto a quello di stima, perché lo stato reale dell’immobile non aveva permesso negli anni precedenti di riuscire a venderlo ad una cifra superiore a quanto poi ottenuto. La curatrice ha allegato al suo scritto la decisione dell’ARP che confermava che la casa era in cattivo stato e che negli anni precedenti non era riuscita a venderla ad un prezzo superiore. Inoltre, non v’era nessun legame di parentela tra la venditrice e l’acquirente presentato dall’agente immobiliare. La vendita della casa, ormai in rovina, è stata dettata dalla necessità di coprire i costi derivanti dal suo soggiorno in casa anziani.
Il 2 novembre 2015 (doc. O2) l’Ufficio delle imposte di successione e donazione ha comunicato alla curatrice della ricorrente che, viste le spiegazioni fornite, l’operazione non doveva essere assoggettata all’imposta di donazione.
Sulla scorta di quest’ultima decisione l’assicurata, patrocinata da un legale, il 6 novembre 2015 (doc. 86) ha formulato opposizione alla decisione di rifiuto delle prestazioni complementari del 6 ottobre 2015, chiedendo di non computare un importo a titolo di rinuncia di sostanza e quindi avrebbe potuto ottenere le PC.
La Cassa cantonale di compensazione ha accolto le motivazioni addotte dall’assicurata e ha subito ricalcolato il suo diritto alle PC senza computare della sostanza alienata, ciò che ha comportato il riconoscimento di un diritto mensile di Fr. 1’081.- (doc. 88).
2.4. Alla luce di come si sono svolti i fatti esposti, d’avviso di questo TCA nel caso di specie faceva manifestamente difetto la necessità di un patrocinio dell’interessata per difendere i suoi interessi davanti alla Cassa cantonale di compensazione.
Nulla avrebbe infatti impedito all’insorgente, e per essa alla sua curatrice, di scrivere essa stessa l’opposizione alla decisione di rifiuto senza l’ausilio di una terza persona, non risultando che __________ sia stata, in quel periodo, in qualche modo impedita di agire in tal senso.
La curatrice avrebbe dunque potuto scrivere autonomamente, senza far capo ad un esperto, una lettera alla Cassa spiegando, come già aveva d’altronde ben fatto con l’Ufficio delle imposte di successione e donazione, che gli immobili di sua proprietà erano stati venduti ad un prezzo inferiore a quello di mercato e di stima perché, dopo anni di infruttuosi tentativi di venderli a un prezzo superiore a quanto inizialmente previsto, le condizioni di manutenzione dello stabile, ormai fatiscente, avevano costretto la proprietaria ad abbassare di gran lunga il prezzo ed a portarlo a un prezzo più adeguato e più rispecchiante la realtà.
Pertanto, conoscendo perfettamente la situazione degli immobili e l’iter legato alla loro compravendita che essa stessa aveva sin da subito seguito per conto della sua pupilla, la curatrice avrebbe senz’altro potuto ben destreggiarsi anche nei confronti della Cassa di compensazione in ambito di prestazioni complementari e quindi fornire le stesse spiegazioni già date soltanto qualche giorno prima all’Ufficio delle imposte di successione e donazione ed evitare di interpellare un legale per una questione già da lei stessa risolta, indipendentemente dal fatto che ha affermato di aver ricevuto da detto Ufficio tale scritto solo il 5 novembre 2015.
D’altronde, come lo Studio legale ha avuto un giorno soltanto di tempo per esaminare la pratica ed inoltrare un’opposizione alla Cassa di compensazione, così anche __________ avrebbe avuto lo stesso tempo per agire, senza dimenticare che era (più) avvantaggiata conoscendo perfettamente l’intera questione e avendo ricevuto personalmente lo scritto del 2 novembre 2015 in risposta alla sua lettera di spiegazioni del 29 ottobre 2015.
La circostanza che con risoluzione del 5 novembre 2015 (doc. VI/7) l’ARP __________ di __________ l’abbia autorizzata a stare in causa contro la decisione del 6 ottobre 2015 della Cassa cantonale di compensazione non significa ancora che la curatrice sia stata autorizzata ad affidarsi ad un legale per fare valere i diritti della sua pupilla, malgrado questa decisione sia stata intimata anche allo Studio legale RA 1, che poi ha inoltrato l’opposizione in questione. Per contro, questa decisione ha semplicemente autorizzato __________ ad introdurre un’opposizione nell’interesse della sua curatelata.
L’essersi rivolta ad un legale ha comportato che quest’ultima si sia assunta il rischio di non vedersi riconosciute le spese legali derivanti dall’intervento di un esperto, non essendovi i necessari presupposti legali. Ritenuto infatti che la questione da chiarire era semplice e chiara avendola già risolta in ambito fiscale con le spiegazioni del 29 ottobre 2015 fornite all’Ufficio delle imposte di successione e donazione, non v’era alcun valido motivo che l’assicurata si rivolgesse ad un rappresentante legale.
D’altronde, l’esposta giurisprudenza ha da tempo precisato che la necessità di interpellare un patrocinatore legale è data solo nei casi in cui la fattispecie è complessa e vi sono difficoltà reali e giuridiche che non possono essere risolte dall’assicurato stesso o da persone cognite in materia appartenenti ad associazioni che operano in difesa degli assicurati, assistenti sociali e simili versati nella materia, come possono essere Pro Senectute, Pro Infirmis e altre associazioni di categoria, alle quali, semmai, la curatrice avrebbe potuto rivolgersi anziché assumere un legale.
Da quanto precede discende che le circostanze concrete non esigevano che l’assicurata facesse capo ad un legale per fare valere i suoi diritti davanti alla Cassa.
Pertanto, RI 1 non può beneficiare del gratuito patrocinio nella procedura amministrativa e, facendo difetto una delle tre condizioni cumulative, non occorre verificare neppure se la richiedente si trovava nel bisogno e se le sue conclusioni non sembravano avere esito sfavorevole.
2.5. Per quanto concerne la domanda di assistenza giudiziaria in sede ricorsuale, il TCA osserva che, ai sensi dell'art. 61 lett. f LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Di principio, anche se un assicurato è soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, sempre che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).
L'art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362, consid. 1b; Kieser, op. cit., n. 102 ad art. 61, pag. 788).
L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio (LAG).
L'art. 2 LAG definisce il principio secondo cui l'assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.
L'estensione di questo diritto è regolato dall'art. 3 LAG:
" 1 L'assistenza giudiziaria si estende:
all'esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;
all'esenzione dalle tasse e spese processuali;
all'ammissione al gratuito patrocinio.
2 L'assistenza giudiziaria è concessa, su istanza, integralmente o in parte; se ne sono dati i presupposti, l'autorità è tenuta ad accordarla in modo parziale.
3 Essa è esclusa se la procedura non presenta possibilità di esito favorevole per l'istante."
I tre presupposti (cumulativi) per la concessione dell'assistenza giudiziaria sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno, se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
I criteri posti nella legge cantonale sono quindi identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).
L'intervento dell'avvocato deve essere necessario o perlomeno indicato. Il TF ha stabilito che la necessità dell'intervento di un avvocato è data nella misura in cui le questioni controverse non sono di facile soluzione e la parte oppure il suo rappresentante civile non possiedono conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265).
Inoltre, il requisito della probabilità di esito favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 129 I 135, consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3; DTF 125 II 275, consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 492, n. 1).
A tal proposito, si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304, consid. 2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel caso concreto, alla luce delle considerazioni esposte, il ricorso era sin dall'inizio sprovvisto di possibilità di esito favorevole, visto che la giurisprudenza in materia di assistenza giudiziaria davanti all’amministrazione è consolidata da tempo e lo Studio legale RA 1 avrebbe dovuto conoscerla e concludere che la curatrice avrebbe potuto, semmai, rivolgersi a delle associazioni di categoria per difendere gli interessi della ricorrente anziché far capo al parere di un avvocato. Ricorrendo invece ugualmente davanti al TCA per fare valere le proprie ragioni, l’assicurata si è assunta il rischio di non vedersi riconosciuto l’onorario fatturato dal legale interpellato per la sede giudiziaria.
Facendo quindi difetto già uno solo dei tre presupposti cumulativi necessari per ottenere l'assistenza giudiziaria, non occorre verificare oltre l'adempimento delle altre due condizioni.
L'istanza di assistenza giudiziaria in sede ricorsuale deve di conseguenza essere respinta.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria in sede ricorsuale è respinta.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti