Raccomandata
Incarto n. 30.2016.30+31
cs
Lugano 10 ottobre 2016
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 6 giugno 2016 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 5 maggio 2016 emanata da
chiamato in causa:
CO 1
TERZ 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 23 dicembre 2015, sostanzialmente confermata dalla decisione su opposizione del 5 maggio 2016, la CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione quale indipendente del 22 giugno 2015 inoltrata da TERZ 1, nato nel 1956, e lo ha qualificato quale salariato della RI 1 (doc. A1 e A2).
1.2. La RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e domandando di concedere l’effetto sospensivo al ricorso (doc. I). La ricorrente evidenzia di aver sottoscritto con l’interessato un contratto nell’attività di “__________”, che consiste nel supportare la banca nel coordinamento delle attività con la società che si occupa in outsourcing della piattaforma informatica e nel supporto e consulenza per eventuali progetti ad hoc in ambito di sviluppo IT. L’insorgente evidenzia che TERZ 1 è retribuito secondo l’attività effettivamente prestata, presentando regolare fattura, non è retribuito con un salario a tempo, si assume autonomamente le spese della propria attività, ad esempio spese di formazione, di trasferta, pasti, assicurazioni infortuni, eccetera. Le parti hanno fissato contrattualmente la tariffa per le prestazioni fornite, fatturate in base all’attività. La ricorrente ha la facoltà di contestare le prestazioni svolte nel caso non dovessero essere prestate a regola d’arte, per cui il rischio d’incasso viene assunto dal mandatario. Inoltre, l’attività quale consulente IT non richiede un volume importante d’investimenti. TERZ 1 non è vincolato ad orari particolari e nemmeno dall’obbligo di presenza sul posto di lavoro. Pianifica autonomamente la propria attività a dipendenza dei progetti mandatigli di volta in volta secondo un programma da lui stabilito. La ricorrente si avvale e si è avvalsa anche di altri prestatori di servizio. Nel frattempo TERZ 1 ha del resto ottenuto ulteriori mandati ed è tuttora titolare della sua società con sede in __________ dove svolge alcuni mandati. L’insorgente ha allegato una presa di posizione di TERZ 1, che afferma di voler lavorare come indipendente, di volersi assumere le spese generali così come tutte le assicurazioni e i contributi sociali connessi al reddito. L’interessato aggiunge che “oltre che lavorare per voi e avere un’attività commerciale in __________, dallo scorso 1 di febbraio ho stipulato un accordo di agenzia con l’azienda __________ di __________ e questo rafforza il fatto che lavoro veramente come consulente indipendente”.
1.3. Con risposta del 23 giugno 2016 la Cassa propone la reiezione del ricorso rilevando in particolare che TERZ 1 stima un grado di occupazione del 70% con la ricorrente, riceve una retribuzione giornaliera, non dispone di locali di lavoro equipaggiati, i mezzi d’esercizio importanti per lo svolgimento del suo lavoro sono l’autovettura e il personal computer, non occupa personale, lavora in locali appartenenti alla ricorrente ma esegue anche lavori da casa e a volte si reca a __________ per delle riunioni, ha diritto all’indennizzo separato per le spese di trasporto, lavora per obiettivi predeterminati, non ha alcun rischio imprenditoriale per la sua attività. L’amministrazione rammenta inoltre che anche la Cassa __________ condivide la qualifica di dipendente (doc. III).
1.4. Con decreto del 1° luglio 2016 il Giudice delegato del TCA ha dichiarato priva di oggetto la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso ed ha chiamato in causa TERZ 1, assegnandogli un termine scadente il 19 settembre 2016 per esaminare gli atti e determinarsi in merito (doc. V).
1.5. Il 4 luglio 2016 la ricorrente, a sostegno delle sue motivazioni, ha prodotto uno scritto di TERZ 1, che ha affermato:
" (…)
Lavoro in forma indipendente dall’anno 2003 in diversi paesi e sono abituato ad assumere i miei rischi economici. Per ragioni personali il primo giugno 2015 ho ripreso il domicilio in Svizzera dopo 18 anni di residenza all’estero ed è mia volontà di continuare a lavorare come consulente indipendente, cioè non voglio sottostare alle condizioni di impiegato. Per svolgere il mio lavoro necessito unicamente del mio PC, una stampante e un cellulare. Ho sempre lavorato sia da casa, sia usando gli uffici dei committenti, a dipendenza dei lavori che ho dovuto eseguire. Non necessito effettuare pubblicità dato che gli accordi di lavoro, per la loro natura, li ottengo unicamente attraverso contatti personali.
Riguardo al questionario di accertamento del 7 settembre 2015, effettivamente stimai una percentuale di attività del 70% circa, faccio notare che dal 1 gennaio 2016 la banca ha ridotto il budget dedicato alla consulenza IT e quindi la mia percentuale si è ridotta a circa il 50%, se non si considera questo come un ulteriore rischio economico allora non so cosa si intende.
L’accordo di agenzia con __________ l’ho firmata con un chiaro obiettivo, aiutare l’azienda a vendere, tramite miei contatti, i loro prodotti soprattutto all’estero, quindi non ha nulla a che vedere con l’accordo che ho con la RI 1. Che poi la cassa di compensazione trovi “strano” l’accordo è un po’ come fare un processo alle intenzioni e lo trovo ingiusto. Sto anche trattando con altre aziende accordi di collaborazione per aggiungere del fatturato.
Per quanto concerne l’IVA, se attualmente non la fatturo è semplicemente perché lo scorso anno non ho raggiunto la soglia oltre la quale sono obbligato ad assoggettarmi, comunque sono già in contatto con l’ufficio preposto.
Termino affermando che in generale non riesco a capire questo impegno a non riconoscermi come indipendente, io ho ribadito che lo voglio essere e voglio pagare le quote AVS corrispondenti. Mi serve questo statuto per potermi proporre sul mercato della consulenza dato che come dipendente mi pregiudica la possibilità di ottenere nuovi contratti con altri committenti.” (doc. VI/1)
1.6. Chiamata ad esprimersi in merito, la Cassa si è riconfermata nelle sue posizioni (doc. VIII).
in diritto
2.1. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.4. Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.5. Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).
Per quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).
Infine, laddove gli elementi in favore di un’attività dipendente ed indipendente si equivalgono, vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 2.2; DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).
2.6. A proposito dei consulenti in generale va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, al consid. 4 l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), ha dovuto esaminare la qualifica (dipendente oppure indipendente) di un “consigliere tecnico d’impresa.” L’attività consisteva nel fornire una consulenza nell’ambito della costruzione di 2 fabbriche di colori e della formazione del personale attivo in entrambe le strutture.
Al fine di un’accurata analisi del caso di specie, l’Alta Corte ha modificato la sentenza di prima istanza ed ha stabilito che l’interessato andava affiliato quale indipendente.
Per l’Alta Corte il contenuto del contratto sottoscritto dalle parti conteneva maggiormente elementi in favore di un’attività indipendente. In particolare l’interessato poteva svolgere la sua funzione senza essere inserito nell’organizzazione dell’azienda e senza dover sottostare a particolari direttive degli amministratori della società. Non era neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo e la dipendenza economica si esauriva nella circostanza che l’interessato, nel periodo in esame, poteva lavorare unicamente per la medesima società (consid. 4: “[…]
Die erwähnten Bestimmungen, welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art. 11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin, dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt“).
Nei contratti di consulenza il rischio imprenditoriale consiste proprio in questa unilateralità che viene ancor più esacerbata dalle citate possibilità di scioglimento del contratto (“Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird“). Rientra del resto nella natura dell’attività di consulenza il fatto che il consulente investe poco o nulla (“Anderseits liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu betrachten“).
In una sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012, il TF ha citato la DTF 110 V 72, rammentando al consid. 5.1.1. che in quell’occasione il carattere indipendente dell’attività di consulente derivava dal rigore con il quale nel contratto erano regolate le possibilità di disdetta del medesimo e dalla circostanza che l’interessato non fosse integrato nell’amministrazione della società e neppure dovesse sottostare a particolari direttive (“In BGE 110 V 72 ging es um einen Versicherten, dessen Tätigkeit für eine (ausländische) Firma in der Beratung bei der Errichtung zweier Farbfabriken und bei der Ausbildung des für den Betrieb dieser Produktionsstätten vorgesehenen Personals bestand. Das damalige Eidg. Versicherungsgericht hielt u.a. fest, es sei eine bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches Fachgebiet spezialisiert seien, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf bestimmte oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in Beraterfunktion zur Verfügung stellten. Ein typisches solches selbständiges Beratungsverhältnis liege im konkreten Fall vor, worauf insbesondere die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung gemäss Art. 11 des "Contrat pour une mission de conseiller" hinwiesen. Anderseits sei der Versicherte nicht in die Administration der Auftraggeberin eingegliedert und keinem speziellen Weisungsrecht unterstellt gewesen. Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit lasse sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit habe sich darin erschöpft, dass der Versicherte während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für dieselbe Firma habe tätig sein müssen, was für sich allein jedoch nicht entscheidend sei (E. 3b)“).
Nel caso giudicato nella sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012 si trattava di un’assicurata, amministratrice unica di una SA, la quale è stata assunta inizialmente quale consulente (consid. 3.1: […] Die Tätigkeit war zu Beginn beratender Natur, wobei sie bereits damals in ihrer Funktion als Ambassador der Geschäftsführung operative Aufgaben übernahm […])”, dapprima per un giorno a settimana, poi all’80% presso la ETH Zürich Foundation e che è stata dichiarata dipendente di quest’ultima fondazione in virtù del chiaro rapporto di subordinazione organizzativo-lavorativo nei confronti della società di cui doveva pure seguire le direttive (consid. 5 della citata sentenza).
Va qui evidenziato che la citata sentenza è stata oggetto di un’interpellanza dell’11 dicembre 2013 (n. 13.4126: “Abgrenzung zwischen selbstständig- und unselbstständigerwerbend. Wer ist mein Arbeitgeber?“) del Consigliere agli Stati Konrad Graber, sfociata in una presa di posizione scritta del Consiglio federale. L’autore dell’interpellanza, pur dicendosi soddisfatto della risposta dell’Esecutivo federale, ha chiesto la discussione. Il Consigliere federale Alain Berset, il 19 marzo 2014, ha tra l’altro affermato che:
«(…)
En fait, ce que j'aimerais souligner ici, c'est que, dans l'arrêt du Tribunal fédéral qui est à l'origine de votre interpellation, cette question ne se posait même pas. Il ne s'agissait pas d'une activité
typique de conseil en entreprise; la mandataire était déléguée du conseil de fondation de l'EPFZ et directrice du secrétariat et, pour ces fonctions-là, elle était clairement intégrée dans l'organisation du travail de la fondation et soumise à ses instructions. En conclusion, le Conseil fédéral estime que la jurisprudence et la pratique en matière de statut AVS des conseillers d'entreprise ainsi que de leurs collaborateurs ne sont absolument pas remises en cause et qu'à partir de là, aucune action politique n'est nécessaire.»
Va ancora segnalata la sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, dove il TF ha confermato la qualifica di dipendente di un consulente che svolgeva, in seno alla medesima società, anche altre attività e il cui contratto conteneva numerose clausole che facevano propendere per una subordinazione in ambito organizzativo-lavorativo (consid. 3: “[…] Ausgehend davon, dass das Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als Unterscheidungsmerkmal in den Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf die Frage nach der betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit. Dabei zog es namentlich den Beratervertrag vom 13. Dezember 2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als gewichtige Indizien für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische Abhängigkeit sprächen. Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie Akquisition, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und Vorfinanzierung von Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der Beschwerdeführerin entsprechen, stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit dem Verwaltungsratsmandat. Dies erlaube den Schluss, dass J.________ diese Tätigkeit nicht ausführen würde, wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft wäre. Auch deshalb sei er mit Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete Arbeit als Unselbstständigerwerbender zu betrachten.“ e consid. 4: “Die Tatsache sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.), führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________ ist nicht nur oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat auch zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene Beratung, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“).
In una sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti e concernente un informatico indipendente attivo presso la Confederazione e che in occasione di un controllo da parte della Cassa federale di compensazione è stato considerato dipendente del Dipartimento federale per il quale aveva lavorato. Dopo aver riassunto, al consid. 3.2 la giurisprudenza in merito alla qualifica dell’attività dipendente o indipendente di un’attività, che questo Tribunale ha rammentato nei considerandi precedenti, il TF ha confermato il carattere dipendente del lavoro svolto dall’assicurato. L’Alta Corte, con riferimento agli accertamenti dell’istanza inferiore, ha segnatamente rilevato come il ricorrente fosse, dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, dipendente dal proprio mandante: ha lavorato, percependo un reddito orario, in postazioni di lavoro messe a disposizione dal mandante, seguendo precise direttive, partecipando alle sedute stabilite dal mandante, allestendo, ogni mese, i rapporti di lavoro. Era tenuto a svolgere l’attività personalmente, anche se una sua sostituzione con l’accordo scritto del mandante sarebbe stata possibile. Non è incorso in alcun rischio imprenditoriale, non ha dovuto effettuare alcun investimento notevole, non ha dovuto accollarsi alcun rischio d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale sarebbe incorso un lavoratore nell’ambito di pretesa per salari (consid. 4.1 della citata sentenza: „Die Vorinstanz hat festgestellt, der Beschwerdeführer sei in arbeitsorganisatorischer Hinsicht vom Auftraggeber abhängig: Er habe im Stundenlohn mit den Einrichtungen des Bundes am Ort des beauftragenden Amtes gearbeitet, an periodischen, praxisgemäss durch den Auftraggeber festgelegten Sitzungen teilgenommen und monatliche Arbeitsrapporte erstellt. Er sei vertraglich zur persönlichen Arbeitsleistung verpflichtet gewesen, auch wenn eine Substitution mit schriftlicher Zustimmung des Auftraggebers zulässig gewesen wäre. Weiter trage er im Hinblick auf die Tätigkeiten beim UVEK kein nennenswertes Unternehmerrisiko: Er habe keine erheblichen Investitionen getätigt. Die Aufwendungen für Buchhaltung, Büromaterial, Infrastruktur, Versicherungen und Mitgliederbeiträge stünden zwar im Kontext der Erwerbstätigkeit, aber nicht im direkten Zusammenhang mit der Betätigung beim UVEK oder den diesem unterstehenden Ämtern. Weiter habe er kein Inkasso- und Delkredererisiko zu tragen, welches nicht in ähnlicher Form auch für Arbeitnehmer in Bezug auf Lohnforderungen bestehe.”). Dopo aver rilevato che le censure sollevate dal ricorrente andavano respinte od erano inammissibili, il TF ha aggiunto che dagli atti non risultava che l’insorgente, con l’eccezione di un ulteriore mandato per un importo di fr. 4'000 e dunque di un’importanza nettamente inferiore in rapporto a quanto conseguito con l’attività svolta in favore della Confederazione (fr. 47'740), fosse attivo per altre società e/o persone ed ha concluso rilevando che lo svolgimento di un solo mandato è un ulteriore indizio in favore di un’attività dipendente (consid. 4.3: “Aus den (vorinstanzlichen) Akten ist nicht ersichtlich, dass der Beschwerdeführer für andere Auftrag- oder Arbeitgeber als die dem UVEK unterstellten Bundesämter tätig war (vgl. E. 3.2); eine Ausnahme bildet einzig der undatierte Subplanervertrag mit der A.________ Consulting, welcher angesichts der Vergütungssumme von Fr. 4'000.- im Vergleich zu den übrigen Verträgen eher von untergeordneter Bedeutung ist und ebenfalls ein Projekt eines solchen Bundesamtes betrifft. Diese Konzentration auf einen einzigen Vertragspartner stellt ein weiteres Indiz für den unselbstständigen Charakter der Tätigkeit dar. […]”).
In una sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, il TF ha invece confermato la qualifica di indipendente attribuita dal Tribunale cantonale e contestata in sede federale dall’UFAS ad un assicurato che aveva continuato a lavorare in maniera importante per l’azienda presso la quale era dipendente prima di costituire una propria società e che aveva concluso anche un’ulteriore collaborazione con un'altra ditta.
L’Alta Corte ha rilevato che secondo il Tribunale cantonale quali criteri per l’attività indipendente nel caso di specie vi era la circostanza che l’assicurato ha iscritto la sua ditta a registro di commercio, ha concluso un’assicurazione responsabilità civile e contro la perdita di guadagno in caso di malattia, ha utilizzato proprie carte di visita, ha offerto le sue prestazioni ad altre ditte ed è attivo per altre società, rispettivamente ha in previsione di lavorare per altre ditte. Il fatto che l’interessato continua ad esercitare la sua attività anche presso il precedente datore di lavoro, comporta una maggiore severità nell’apprezzamento degli elementi qualificativi. In concreto, l’assenza di grossi investimenti è nella natura delle cose, trattandosi di un’attività nell’ambito dei servizi l’accento va semmai posto sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (consid. 3.1: “Die Vorinstanz erwog, als "Hilfskriterien" seien zu berücksichtigen, dass der (letztinstanzliche) Beschwerdeführer seine Firma ins Handelsregister habe eintragen lassen, eine Berufshaftpflicht- und eine Krankentaggeldversicherung abgeschlossen, eigene Visitenkarten verwendet und eigenständige Offerten ausgestellt habe sowie für mehrere Auftraggeber tätig gewesen sei (bzw. Aufträge mehrerer Firmen in Aussicht gehabt habe). Weil es sich bei der P.________ AG um die vormalige Arbeitgeberfirma handle, müssten zwar die für eine selbständige Erwerbstätigkeit sprechenden Elemente klar überwiegen. Auch fehle es an grösseren Investitionen, was jedoch in der Natur der Tätigkeiten im Dienstleistungssektor liege. Ausschlaggebend sei das Mass der arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit.”).
I giudici cantonali hanno accertato che il contratto non prevedeva né l’utilizzo di spazi di lavoro presso il precedente datore di lavoro, né l’obbligo di seguire direttive particolari. L’interessato è vincolato unicamente dall’obbligo di sottoscrivere dei rapporti di lavoro orari e di lasciare al proprio committente la possibilità di esaminare mensilmente sia l’avanzamento dello stato dei lavori sia di controllarne la qualità. Non vi è pertanto alcuna dipendenza lavorativa. Inoltre l’assicurato non fa parte dell’organizzazione della società. Anche il fatto che gli onorari sono fatti valere nei confronti della società e non dei clienti finali è stato considerato di secondaria importanza. Del resto non è previsto alcun divieto di concorrenza. Il termine di disdetta di un mese è certo inusuale, ma altri elementi fanno piuttosto propendere per un’attività indipendente (“Im Vertrag mit der P.________ AG sei weder die Benutzung eines Arbeitsplatzes in den Räumlichkeiten jener Firma noch eine inhaltliche Weisungsgebundenheit vorgesehen gewesen, sondern lediglich die Verpflichtung, Stundenrapporte von den Kunden visieren zu lassen und monatliche Fortschritts- und Qualitätskontrollen durch diese zuzulassen. Das für solche Verhältnisse übliche Mass an Anordnungen werde damit nicht überstiegen. Wann und wo die erforderlichen Arbeitsschritte vorzunehmen waren, sei ihm nicht vorgeschrieben gewesen. Von einer arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit oder einer organisatorischen Einbindung in die Betriebsstruktur der P.________ AG könne daher nicht gesprochen werden. Dass die Honoraransprüche gegenüber der P.________ AG und nicht gegenüber den Endkunden geltend zu machen waren und das Werk für einen Drittkunden zu erstellen war, spreche nicht gegen die Selbständigkeit. Im Übrigen sei der Versicherte unter Wahrung der Geheimhaltung frei gewesen, auch für andere Auftraggeber tätig zu sein. Die vereinbarte Kündigungsfrist von einem Monat bei besonderen Voraussetzungen sei zwar aussergewöhnlich. Indes habe er gegenüber der P.________ AG ein Inkassorisiko getragen und es sei bei klassischen selbständigen Dienstleistungen durchaus üblich, dass Auslagen nicht selbst getragen würden. Auch der Offerte zu Handen der Firma H.________ AG sei kein Hinweis auf eine organisatorische Eingliederung des Beschwerdegegners zu entnehmen. Weder die Vereinbarung von Zahlungszielen noch die Pflicht, Stundenrapporte visieren zu lassen stehe einer selbständigen Erwerbstätigkeit entgegen, zudem sei der vereinbarte Stundenansatz nach Darstellung des Beschwerdegegners das Ergebnis von Vertragshandlungen gewesen.”).
L’UFAS, nel suo ricorso, ha rilevato che, siccome l’assicurato svolge in pratica un’attività in subappalto presso la ditta per la quale era in precedenza dipendente, gli elementi in favore di un’attività indipendente devono essere esaminati con maggior rigore e le condizioni per non ritenerlo dipendente devono essere soppesate attentamente. Il contratto sottoscritto dalle parti contiene numerosi elementi in favore di un’attività dipendente, segnatamente per quanto concerne l’assenza di un rischio imprenditoriale, le modalità di disdetta del contratto e la responsabilità (consid. 3.2: “Das Beschwerde führende Bundesamt rügt, die Vorinstanz habe zu Unrecht den für Subunternehmer geltenden erhöhten Anforderungen zur Annahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit nicht Rechnung getragen. Für die beitragsrechtliche Qualifikation der fraglichen Tätigkeit(en) hätten doppelt strenge Anforderungen zu gelten, nachdem der Beschwerdegegner einerseits vorwiegend für seinen bisherigen Arbeitgeber tätig gewesen und diese Tätigkeit anderseits als Unterakkordant/Subunternehmer erbracht habe. Der zwischen den Parteien abgeschlossene "Werkvertrag" weiche in vielen Punkten von den typischen Eigenschaften ab, namentlich hinsichtlich des Unternehmerrisikos, der Kündigungsmodalitäten und der Haftung.”).
La remunerazione sulla base di un calcolo orario, versata mensilmente, e il rischio di incasso simile a quello di un dipendente nei confronti del proprio datore di lavoro, fanno chiaramente propendere per un’attività dipendente. Nulla cambia la circostanza che dopo una fase d’avvio, l’assicurato ha trovato un secondo incarico. L’inusuale termine di disdetta contenuto nel contratto conferma che oggetto del medesimo non era la fornitura di un’opera ma la continuazione della propria attività lavorativa. Anche se non vi sono direttive da seguire, il fatto che il committente deve sottoscrivere mensilmente i rapporti di lavoro e controllare qualitativamente e quantitativamente l’attività, significa che vi è una dipendenza dell’assicurato nei confronti della società. Del resto anche attività altamente qualificate prevedono la possibilità per il dipendente di godere di una grande libertà ed indipendenza. L’iscrizione nel registro di commercio e l’utilizzo di carte da visita non devono far dimenticare che la ditta costituita dall’assicurato non ha alcuna organizzazione propria, avendo l’interessato utilizzato la società per la quale era dipendente per l’incasso dei redditi, l’acquisizione della clientela, la fatturazione, la pubblicità, ecc.. Inoltre nei confronti dei clienti finali non si è mai presentato a proprio nome. Per cui non solo manca il rischio aziendale, ma non vi è neppure un’indipendenza economica. Semmai è presente una dipendenza dal punto di vista strutturale (“Dass der Arbeitseinsatz aufgrund einer Stundenabrechnung fortlaufend monatlich entlöhnt und Spesen zusätzlich vergütet worden seien, sowie das Inkassorisiko gegenüber der P.________ AG dem typischen Inkassorisiko eines Arbeitnehmers gegenüber seinem Arbeitgeber betreffend die Lohnzahlung entspreche, lasse klar auf eine Abhängigkeit schliessen. Daran ändere nichts, dass nach der Startphase ein zweiter Auftrag hinzugekommen sei. Die für einen Werkvertrag vollkommen unübliche Kündigungsregelung bestätige, dass nicht die Ablieferung eines Werks, sondern der fortlaufende Arbeitseinsatz im Vordergrund gestanden habe. Auch wenn dem Werkvertrag keine ausdrückliche Weisungsgebundenheit entnommen werden könne, hätten doch die Endkunden Arbeitszeiten und Ergebnis monatlich zuhanden der P.________ AG visieren und so die Arbeit quantitativ und qualitativ kontrollieren müssen. Ausserdem erforderten sehr qualifizierte und spezialisierte Tätigkeiten auch im Rahmen eines Arbeitsverhältnisses ein grösseres Mass an Freiheit und Selbständigkeit. Der Handelsregistereintrag als Einzelfirma und die Verwendung eigener Visitenkarten vermöchten nichts daran zu ändern, dass eine Betriebsorganisation vollständig fehlte, der Beschwerdegegner die bestehende Struktur der P.________ AG für Kundenakquirierung, Rechnungsstellung, Inkasso, Werbung etc. genutzt habe und gegenüber den Endkunden nicht in eigenem Namen aufgetreten sei. Damit fehle es nicht nur an einem Unternehmerrisiko sondern es habe auch eine wirtschaftliche Abhängigkeit gegenüber der ehemaligen Arbeitgeberfirma und eine Einbindung in die Betriebsstruktur bestanden. Hinsichtlich der Tätigkeit für die H.________ AG schienen die Verhältnisse grundsätzlich ähnlich, weshalb sinngemäss das Gesagte auch hiefür gelte”).
Il TF ha respinto il ricorso dell’UFAS. Ha evidenziato che il contratto in essere non contempla l’obbligo per l’assicurato di seguire delle direttive, ma lascia all’interessato una grande libertà per quanto concerne l’organizzazione del proprio lavoro. L’utilizzo delle strutture della società non è previsto. Inoltre l’interessato è attivo anche per altre ditte o ha perlomeno, come emerge dai documenti prodotti, la possibilità di esserlo. Le affermazioni dell’UFAS secondo cui l’interessato per l’acquisizione della clientela o la pubblicità utilizza le strutture della società non sono invece comprovate. Al contrario il fatto di utilizzare una carta da visita propria fa semmai ritenere che l’interessato agisce in nome proprio e per proprio conto. La remunerazione in funzione del tempo di lavoro, controllato dal committente, la presentazione di una lista delle spese separata e l’obbligo di produrre dei rapporti di lavoro contemplano effettivamente i tipici elementi di un’attività dipendente. Tuttavia queste modalità sono presenti anche in attività che sono palesemente indipendenti (avvocati, medici, ecc.). Anche il fatto che non è il lavoro in sé, bensì il tempo di lavoro ad essere remunerato e che il contratto prevede una clausola di disdetta inusuale potrebbe far ritenere un’attività dipendente. Tuttavia il precedente datore di lavoro non ha garantito all’assicurato un lavoro determinato che gli permette di avere una certezza circa il compenso conseguito. Inoltre, l’assenza di un’assicurazione in caso di perdita di guadagno per malattia o servizio militare è tipica dell’attività indipendente (consid. 4.2: “Unbestritten sah der zwischen der P.________ AG und dem Beschwerdegegner am 6. Juli 2011 abgeschlossene Vertrag keine (ausdrückliche) Weisungsgebundenheit vor. Er beliess dem Beschwerdegegner hinsichtlich der (arbeitsorganisatorischen) Vorgehensweise (Ziff. 5 Vertrag; ein Arbeitsplan war nicht einzuhalten, ein detaillierter Stellenbeschrieb existierte nicht) und der zeitlichen Arbeitsgestaltung (Ziff. 6 Vertrag) grosse Freiheit. Eine Inanspruchnahme der Räumlichkeiten der P.________ AG war nicht vorgesehen (vgl. Ziff. 11 Vertrag). Sodann war der Beschwerdegegner für mehrere Auftraggeber tätig oder er hatte mindestens entsprechende, aktenmässig ausgewiesene Absichten (vertraglich war es ihm ausdrücklich erlaubt, unter Einhaltung der Geheimhaltungspflichten mit weiteren Auftraggebern Geschäfte abzuschliessen; Ziff. 12 Vertrag). Die Behauptung des Beschwerde führenden Bundesamtes, der Beschwerdegegner habe für Kundenakquirierung oder Werbung "etc." die Infrastruktur seiner ehemaligen Arbeitgeberfirma in Anspruch genommen, wird nicht näher belegt und findet in den Akten keine Stütze. Im Gegenteil lässt die vom Beschwerdegegner eingereichte Visitenkarte mit dem Schriftzug der Firma "F." darauf schliessen, dass er gegenüber potenziellen Kunden, namentlich auch im Rahmen der nicht bestrittenen Akquisitionstätigkeiten, in eigenem Namen auftrat. Die Vergütung nach Zeitaufwand (unter Voraussetzung eines monatlich vom Endkunden zu prüfenden, den Anforderungen der P. AG entsprechenden Erfolgs und der vom Endkunden visierten/bestätigten "verbrauchten Arbeitszeit"), die separate Spesenabrechnung und das Erfordernis der Arbeitszeitrapporte kommen nach den zutreffenden Vorbringen in der Beschwerde typischerweise bei unselbständigen Erwerbstätigkeiten vor. Gleichwohl kann allein daraus nicht zwingend auf eine Abhängigkeit des Beschwerdegegners geschlossen werden, umso weniger als solche Modalitäten beispielsweise bei selbständig erwerbenden Anwälten, Ärzten oder anderen (Dienst-) Leistungserbringern ebenfalls durchaus üblich sind (vgl. Urteil 9C_1094/2009 vom 31. Mai 2010 E. 3.7, in: SVR 2010 AHV Nr. 12 S. 42). Dass nicht der angestrebte Erfolg (das "Werk"), sondern der hiefür notwendige Zeitaufwand zu entschädigen und bei "schwerwiegenden Gründen" eine für Werkverträge unübliche Kündigungsfrist von einem Monat vorgesehen war (Ziff. 10 Vertrag; Art. 375 ff. OR), ist zwar für die zivilrechtlichen Qualifikation eines Werkvertrages relevant, es handelt sich dabei aber nicht um Merkmale, welche einer selbständigen Erwerbstätigkeit zwingend entgegen stünden. Im Übrigen stellte die ehemalige Arbeitgeberfirma dem Beschwerdegegner keine anderweitigen Dienstleistungen zur Verfügung, welche es diesem beispielsweise ermöglicht hätten, die Tätigkeit mit einem von vornherein klar kalkulierbaren, einfach zu begrenzenden Risiko auszuüben oder auch wieder einzustellen, was für eine unselbständige Erwerbtätigkeit sprechen würde (vgl. Urteil 9C_246/2011 vom 22. November 2011 E. 6.2, in: SVR 2012 AHV Nr. 6 S. 21 ff.). Schliesslich hatte er bei Krankheit, Militärdienst oder ähnlichen Gründen keinen Entschädigungsanspruch, wie dies in einem Arbeitsvertrag üblich ist (z.B. Urteil 9C_946/2009 vom 30. September 2010 E. 5.2.2, in: SVR 2011 AHV Nr. 11 S. 33).”).
L’Alta Corte ha poi precisato che l’attività svolta dall’interessato nell’ambito del contratto concluso con il precedente datore di lavoro contiene effettivamente numerosi elementi di un’attività dipendente. Tuttavia in un lavoro in cui gli investimenti non sono per forza importanti occorre mettere l’accento sull’aspetto organizzativo dell’attività. In virtù della grande libertà di cui dispone l’interessato sia dal punto di vista dell’orario di lavoro che dal punto di vista dell’attività stessa, gli sforzi per ottenere altri lavori presso altre società e l’assenza di altri incarichi da parte del precedente datore di lavoro fanno sì che gli elementi a favore di un’attività indipendente sono maggiori. Ciò vale a maggior ragione se si tien conto che l’interessato è all’inizio dell’attività indipendente e dunque una certa dipendenza economica nei confronti di un solo committente è usuale (consid. 4.3: “Die Tätigkeit des Beschwerdegegners im Rahmen des in Frage stehenden "Werkvertrages" vom 6. Juli 2011 weist nach dem Gesagten zwar verschiedene Elemente auf, wie sie (auch) bei einer unselbständigen Tätigkeit vorkommen. Bei - wegen der Tätigkeitsart - fehlenden erheblichen Investitionen und eher geringem Unternehmerrisiko ist indes der arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit entscheidendes Gewicht beizumessen (E. 4.1 hievor). Mit Blick auf die dargelegten grossen Freiheiten des Beschwerdegegners in der sachlichen und zeitlichen Arbeitsorganisation, die ausgewiesenen Bemühungen um weitere Aufträge (wobei nichts darauf hindeutet, dass der Beschwerdegegner gegenüber potenziellen Vertragspartnern nicht in eigenem Namen aufgetreten wäre) und fehlenden weiteren Dienstleistungen der P.________ AG (vgl. E. 4.2 hievor) überwiegen eindeutig Gesichtspunkte, welche für eine selbständige Erwerbstätigkeit sprechen. Dies gilt umso mehr, als der Beschwerdegegner im Verfügungszeitpunkt erst ganz am Anfang seiner Selbständigkeit stand, weshalb selbst einer - vorübergehenden - erheblichen wirtschaftlichen Abhängigkeit von der ehemaligen Arbeitgeberfirma keine entscheidende Bedeutung beigemessen werden dürfte, zumal es ihm in der Folge nachgewiesenermassen gelang, auch mit anderen Firmen Verträge abzuschliessen. Ob sich der von der Ausgleichskasse unlängst (E-Mail vom 8. Januar 2013) als selbständige Erwerbstätigkeit anerkannte Vertrag mit einer weiteren Firma mit dem hier in Frage stehenden vergleichen lässt - was grundsätzlich unter koordinationsrechtlichen Gesichtspunkten (E. 2.2 hievor) relevant sein könnte - spielt in diesem Verfahren keine Rolle.”).
Infine, per quanto concerne i consulenti informatici ed aziendali va pure segnalata la sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, dove il TF ha annullato una pronunzia di questo Tribunale, qualificando l’assicurato, che aveva sottoscritto un contratto per l’attività di “sviluppo e manutenzione del software bancario” come indipendente. La convenzione prevedeva che l’interessato poteva lavorare presso la banca o presso i clienti della medesima, l’accordo era stato concluso per un anno rinnovabile e l’assicurato si era impegnato a lavorare almeno 80 giorni lavorativi. La remunerazione avveniva tramite una tariffa giornaliera, comprensiva di ogni e qualsiasi spesa, tranne quelle straordinarie. Alla tariffa giornaliera era stata aggiunta l’IVA.
2.7. In concreto occorre stabilire se TERZ 1, nato nel 1956, deve essere qualificato quale dipendente della RI 1.
Per i motivi che seguono, alla luce della documentazione prodotta dalle parti e dalla giurisprudenza riportata nei precedenti considerandi, questo TCA, sulla base delle sentenze H 194/05 del 19 marzo 2007, 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013 e DTF 110 V 72, non può confermare la decisione impugnata.
L’interessato, dopo essere stato domiciliato all’estero per 18 anni (cfr. doc. VI/1), al rientro in Svizzera ha inoltrato, il 22 giugno 2015, una richiesta di affiliazione quale indipendente con effetto dal 1° maggio 2015 come consulente informatico, stimando in circa fr. 60'000 l’utile netto annuo (doc. 20). Chiamato a fornire ulteriori informazioni, l’assicurato ha precisato di esercitare l’attività di consulenza informatica strategica per la ricorrente dal 1° giugno 2015, nella misura del 70% (doc. 18a). Egli ha rilevato di lavorare in un locale appartenente alla società ricorrente e di eseguire anche lavori da casa e varie volte di recarsi a __________ per fare lavori per il committente (riunioni; doc. 18a).
Il 7 settembre 2015 TERZ 1 ha prodotto due fatture emesse “al mio cliente come dimostrazione della mia attività indipendente”: la prima del 22 luglio 2015 di fr. 8'550 relativa a “”; la seconda del 24 agosto 2015 di fr. 10'237.50 per “”; entrambe sono indirizzate alla società ricorrente (doc. 18b e c).
A questo proposito tra le parti, il 20 maggio 2015, è stato sottoscritto un contratto, tramite il quale la ricorrente ha attribuito a TERZ 1 un “mandato ai sensi degli art. 394 e seg. CO, quale supporto esterno per le attività di Information Technology” (doc. 6a). La sua attività consiste nel “__________”.
Gli elementi in favore di un’attività indipendente sono numerosi. L’assicurato non è tenuto ad osservare istruzioni per quanto riguarda l’orario di lavoro, l’organizzazione e l’esecuzione del lavoro (cfr. doc. 18a, pag. 2), ma lavora per “obiettivi predeterminati” (doc. 18a). TERZ 1, che fino al suo ritorno in Svizzera nel corso del 2015 lavorava come indipendente in __________, non è sottoposto ad alcun divieto di concorrenza e gode, in questo ambito, della massima libertà imprenditoriale (cfr. doc. 18a, pag. 2), riservato il segreto professionale secondo gli art. 47 e 48 della Legge federale sulle banche e le casse di risparmio (doc. 6a).
L’interessato non ha diritto a vacanze retribuite e neppure ad un salario in caso di malattia od infortunio (doc. 18a), come è invece usuale nell’ambito di una attività di carattere dipendente (cfr. sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2; sentenza 9C_946/2009 del 30 settembre 2010 consid. 5.2.2 pubblicata in SVR 2011 AHV Nr. 1 pag. 33).
La retribuzione giornaliera di fr. 675, subordinata alla presentazione di rapporti di lavoro giornalieri con indicazione delle attività svolte secondo la pianificazione concordata (doc. 6a) e la presentazione separata delle spese di trasporto (doc. 18a), non può invece portare automaticamente a qualificare l’attività di dipendente, ritenuto che anche altre attività tipicamente indipendenti (avvocati, medici od altri fornitori di servizi), prevedono forme di retribuzione simili (cfr. sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2: “[…] Die Vergütung nach Zeitaufwand (unter Voraussetzung eines monatlich vom Endkunden zu prüfenden, den Anforderungen der P.________ AG entsprechenden Erfolgs und der vom Endkunden visierten/bestätigten "verbrauchten Arbeitszeit"), die separate Spesenabrechnung und das Erfordernis der Arbeitszeitrapporte kommen nach den zutreffenden Vorbringen in der Beschwerde typischerweise bei unselbständigen Erwerbstätigkeiten vor. Gleichwohl kann allein daraus nicht zwingend auf eine Abhängigkeit des Beschwerdegegners geschlossen werden, umso weniger als solche Modalitäten beispielsweise bei selbständig erwerbenden Anwälten, Ärzten oder anderen (Dienst-) Leistungserbringern ebenfalls durchaus üblich sind (vgl. Urteil 9C_1094/2009 vom 31. Mai 2010 E. 3.7, in: SVR 2010 AHV Nr. 12 S. 42) […]”).
Rilevante, nel caso di specie, è invece la circostanza che il contratto può essere disdetto da entrambe le parti in qualsiasi momento senza alcun preavviso (doc. 6a), ciò che comporta un rischio aziendale estremamente elevato, e che l’interessato svolge la sua funzione senza essere inserito nell’organizzazione o nell’amministrazione della società ricorrente. A questo proposito, ed in relazione all’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).
In concreto sia il rischio aziendale estremamente elevato, sia l’assenza di dipendenza organizzativa-lavorativa, fanno propendere per un’attività indipendente.
Quanto alla dipendenza economica nei confronti della ricorrente, per la quale nel 2015 l’assicurato lavorava al 70% (doc. 18a), percentuale poi diminuita al 50% all’inizio del 2016 (doc. VI), va rammentato che all’avvio di una nuova attività indipendente è abbastanza usuale che un unico grande cliente costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti potendo per contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013 consid. 4.3; sentenza H 149/06- H155/06 del 24 gennaio 2008; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007 consid. 7.1; sentenza H 155/04 del 14 febbraio 2005 consid. 4.3).
Abbondanzialmente va del resto rilevato che TERZ 1 afferma di aver nel frattempo concluso, dal 1° febbraio 2016, un contratto di agenzia con un’altra società (__________) per aiutare l’azienda a vendere tramite i suoi contatti i prodotti all’estero (doc. VI/1) e di continuare a svolgere la sua attività commerciale in __________ (doc. A4).
La circostanza che TERZ 1 sia tenuto a recarsi a __________ per eseguire dei lavori e per le riunioni con il committente, rientra nelle caratteristiche stesse dell’attività di supporto informatico che necessita, in certi casi, la presenza fisica della persona sul posto. Del resto parte dell’attività viene svolta anche da casa (doc. 18a).
Alla luce di tutto quanto sopra esposto questo Tribunale deve concludere che gli elementi a favore di un’attività indipendente sono predominanti rispetto a quelli a favore di un’attività dipendente. La decisione impugnata deve pertanto essere annullata e l’incarto rinviato alla cassa di compensazione per l’affiliazione di TERZ 1 quale indipendente.
Questo TCA rileva comunque che l’attività di TERZ 1 dovrà continuare ad essere monitorata dall’amministrazione e che lo statuto, per il futuro, può essere modificato.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.Il ricorso è accolto.
§ La decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per i suoi incombenti.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti