Raccomandata
Incarto n. 30.2008.41
cs
Lugano 20 aprile 2009
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso dell’11 settembre 2008 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 4 luglio 2008 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nata il __________, di professione __________ presso la __________ di __________, è stata vittima di un incidente della circolazione il 31 luglio 2005 a causa del quale ha riportato la frattura del corpo vertebrale di L4 stabile, la frattura del capitello radiale destro, un trauma cervicale distorsivo, la rottura del tendine del muscolo sovraspinato e infraspinato con sospetta lesione di tipo SLAP di I. grado, una contusione/distorsione del V. dito della mano sinistra, una contusione del ginocchio sinistro, nonché una commotio cerebri.
Dal 1° luglio 2006 RI 1 è stata messa al beneficio di una rendita d’invalidità al 100%, sostituita, con effetto dal 1° gennaio 2008, da una rendita semplice di vecchiaia calcolata provvisoriamente in attesa dei dati definitivi relativi ai contributi degli anni 2005, 2006 e 2007.
1.2. Il 14 novembre 2007 la Cassa __________ ha comunicato a RI 1 di averla affiliata d’ufficio dal 1° gennaio 2006 quale persona che non esercita un’attività lucrativa (doc. 12).
1.3. Con decisione formale del 26 novembre 2007 l’amministrazione ha fissato il contributo provvisorio per il 2006, con riserva di rettifica in applicazione dell’art. 25 OAVS, chiedendo alla ricorrente il pagamento di fr. 425 oltre a spese amministrative per fr. 8.50, corrispondente all’ammontare del contributo minimo di legge. Nella decisione figura che l’interessata viene esonerata dal pagamento del contributo 2007 “in quanto ha versato sufficienti contributi AVS quale salariata” (doc. 11).
1.4. In seguito all’opposizione inoltrata da RI 1, rappresentata dalla figlia, avv. RA 1, il 29 gennaio 2008 l’amministrazione ha informato l’interessata della possibilità di una reformatio in peius:
" (…)
Osserviamo che l’assicurata in oggetto, per l’anno 2006 ha percepito dalla Cassa malati __________ delle indennità giornaliere per un totale di fr. 38'714.-.
Va ricordato che, giusta l’art. 6 cpv. 2 lett. b dell’Ordinanza AVS, le prestazioni di assicurazione in caso d’infortunio e malattia, non fanno parte del salario determinante.
A mente della Cassa, non ci sono più i requisiti sanciti dal diritto delle assicurazioni sociali, per emettere una decisione di fissazione dei contributi al minimo.
Ne consegue che, la nostra decisione provvisoria del 26 novembre 2007, verrebbe infatti riformata sulla scorta di un reddito percepito sotto forma di rendite di ogni genere di fr. 38'714.- (contributi AVS dovuto fr. 1'414.-).
Le assegniamo pertanto un termine di 20 giorni per comunicarci se è sua intenzione mantenere l’opposizione.” (doc. 8)
1.5. Con scritti del 29 e del 31 gennaio 2008 l’assicurata ha deciso di mantenere l’opposizione, rilevando che al caso di specie andrebbe applicato l’art. 7 lett. m OAVS, secondo cui il salario determinante è costituito, tra l’altro, dai pagamenti continui del salario a seguito di infortunio o malattia. Per cui il suo ex datore di lavoro, dal 1° luglio 2005 al 20 luglio 2007, sarebbe obbligato a pagare i contributi AVS/AI sullo stipendio lordo annuo conseguito in quegli anni, tenuto conto anche dell’art. 43 del Regolamento __________, secondo cui al dipendente impedito per infortunio è versato il salario completo (per 6 mesi) ed in seguito l’80% dello stipendio e ciò fino al raggiungimento del 720.mo giorno (doc. 6 e 7). A sostegno della sua tesi l’interessata ha citato una sentenza della __________, che ha obbligato il datore di lavoro a restituirle le decurtazioni prelevate per i giorni di ospedalizzazione successivi all’incidente stradale ed ha affermato:
" (…)
L’applicazione delle norme relative agli indennizzi per il personale infortunato o malato, riguarda esclusivamente il rapporto contrattuale tra __________ e __________. Il datore di lavoro della mia cliente – __________ – deve invece applicare le norme __________ nei confronti della dipendente infortunata, che come innanzi indicato, prevedono una copertura integrale dello stipendio per i primi 6 mesi e successivamente l’80% fino al 720° giorno, scaduto per mia madre in data 20 luglio 2007. Inutile sottolineare che tale norma non prevede alcuna circostanza esimente per quanto attiene all’assoggettamento all’AVS/AI.
Il predetto Regolamento è oltremodo chiaro e non soggetto ad interpretazione alcuna. Al proposito preme ricordare ancora il tenore dell’art. 357 cpv. 2 i.f. CO, nonché dell’art. 358 CO, secondo cui le deroghe stipulate in favore dei lavoratori prevalgono sul diritto federale.” (doc. 6)
1.6. Il 6 giugno 2008 l’amministrazione ha nuovamente scritto all’assicurata, ribadendo di voler procedere ad una “reformatio in peius” se l’opposizione non fosse stata ritirata, e fissando il contributo dovuto per il 2006 in fr. 1'414, oltre le spese di amministrazione e dedotto l’importo di fr. 240,70 versato quale salariata (art. 30 OAVS; doc. 3).
1.7. Con scritto del 26 giugno 2008 l’interessata ha confermato di voler mantenere l’opposizione (doc. 2).
1.8. Tramite decisione su opposizione del 4 luglio 2008 la Cassa CO 1 ha respinto l’opposizione e stabilito che “la decisione di fissazione dei contributi del 26 novembre 2007 della Cassa CO 1 verrà riformata in base alle indennità giornaliere Lainf erogate dalla __________ per l’anno 2006 in ragione di fr. 38'714.- -“ (doc. 1). L’amministrazione ha aggiunto:
" (…)
La Cassa è di tutt’altro parere, ritiene infatti che deve essere applicato l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS, ossia che tali indennità non vanno considerate reddito proveniente da un’attività lucrativa.
Ne discende che, giusta l’art. 28 OAVS, queste indennità giornaliere Lainf, devono essere utilizzate per il calcolo dei contributi riguardante l’affiliazione nella categoria delle persone non attive (cfr. marg. 2072 DIN).
Va ricordato che, retribuzioni derivanti da un contratto di lavoro possono far parte del salario determinante. Il rapporto del diritto civile può fornire qualche indizio per la qualificazione in materia d’AVS, senza tuttavia essere decisivo.
Giova sapere che, se nella circostanza, la __________ ha trattenuto gli oneri sociali delle indennità giornaliere Lainf versate dalla __________, l’opponente potrà chiedere il rimborso dei contributi ingiustamente defalcati, direttamente al suo datore di lavoro, in quanto questo modo di agire è in contrasto con le normative di legge AVS.” (doc. 1)
1.9. RI 1, sempre rappresentata dalla figlia, avv. RA 1, è tempestivamente insorta contro la predetta decisione (doc. I).
L’insorgente chiede innanzitutto di congiungere la causa con quelle pendenti innanzi al TCA e relative ai ricorsi presentati il 31 dicembre 2007 (inc. 32.2008.3), il 3 marzo 2008 (inc. 32.2008.35) ed il 25 giugno 2008 (inc. 30.2008.36) contro le decisioni di assegnazione di una rendita d’invalidità, rispettivamente di una rendita semplice di vecchiaia.
La ricorrente rammenta di aver sporto una denuncia penale contro la dirigente della sua ex datrice di lavoro, in particolare per sottrazione di pagamento dei contributi paritetici e mendace compilazione della modulistica prescritta e riporta i calcoli degli stipendi lordi effettivamente conseguiti e degli errori commessi dalla sua ex-datrice di lavoro per gli anni dal 2005 al 2007.
In particolare per il 2005 vi sarebbe una differenza di fr. 384 di contributi sociali pagati in meno (contributi dichiarati in fr. 2'779 anziché in fr. 2'971), per il 2006 il salario lordo totale ammonterebbe a fr. 41'098, ma, poiché la datrice di lavoro nel certificato di salario avrebbe omesso di dichiarare la somma corrispondente al 2.2% detratta dallo stipendio a titolo di contributo di solidarietà, lo stipendio lordo effettivamente usato quale base di calcolo è di fr. 40'432. Infine per il 2007, il cui salario ammonterebbe a fr. 28'028, la tredicesima non sarebbe stata calcolata correttamente.
L’insorgente ribadisce che al caso di specie va applicato l’art. 7 lett. m OAVS e che tutti gli importi versati dall’assicuratore contro gli infortuni devono essere assoggettati al prelievo dei contributi. Ciò in virtù del già citato art. 43 __________, il quale prevede che il dipendente impedito a lavorare per infortunio, ha diritto a percepire l’intero stipendio per i primi 6 mesi e dopo l’80% fino al 720.mo giorno.
A questo proposito l’insorgente rammenta che già un litigio che verteva essenzialmente attorno alla preminenza dell’art. 43 __________ sulla LAINF è stato risolto a suo favore con sentenza della __________ e “questo esclude definitivamente ogni possibilità per il datore di lavoro di opporre alle citate censure il fatto che la denunciante sia stata inabile al lavoro per infortunio, poiché il datore di lavoro ha corrisposto alla mia cliente il salario a tutti gli effetti legali assolutamente soggetto ai contributi e determinante ai fini AVS (cfr. anche art. 48 __________ in tema di surrogazione). E ciò sino al licenziamento con effetto al 20 luglio 2007.”.
L’insorgente contesta infine l’ammontare della rendita AVS e l’inizio del diritto alla rendita e nel suo petitum chiede la modifica della relativa decisione (doc. I).
1.10. Tramite risposta del 7 ottobre 2008 la Cassa propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. VI).
1.11. Il 24 ottobre 2008 l’insorgente ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. VIII). L’assicurata ha trasmesso una sentenza del 17 aprile 1989 del Tribunale federale nella causa I 466/88 a sostegno della sua tesi di assoggettamento ai contributi AVS/AI delle indennità versate dall’assicuratore contro gli infortuni. La ricorrente richiama tutta la documentazione già prodotta nelle procedure parallele pendenti presso questo Tribunale (inc. 32.2008.3, 32.2008.35 e 30.2008.36) e contesta di doversi annunciare come persona senza attività lucrativa ritenendo di aver già contribuito a sufficienza grazie alle deduzioni che il suo datore di lavoro avrebbe dovuto effettuare.
L’insorgente sostiene inoltre che la sentenza del Tribunale federale prodotta in sede di osservazioni distingue tra la situazione ove le indennità sono versate direttamente al lavoratore e sono pertanto esenti dai contributi sociali (art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS) e la situazione dove sono versate al datore di lavoro che paga al dipendente un salario e allora sono considerate soggette all’AVS (art. 7 lett. m OAVS). L’assicurata ritiene che questa giurisprudenza è esattamente sussumibile al suo caso, essendo stata una dipendente che dal 31 luglio 2005 al 20 luglio 2007 ha percepito un regolare stipendio. Infatti l’assicuratore contro gli infortuni __________ ha pagato le prestazioni direttamente al datore di lavoro, la __________ di __________, in virtù del contratto LAINF che li lega e, che, per la ricorrente, è un res inter alios acta. Soltanto successivamente alla data del 20 luglio 2007 la ricorrente ha percepito le indennità infortunio direttamente da __________. Per cui solo da tale data può essere considerata come persona senza attività lucrativa ed essere affiliata in tale qualità. L’insorgente chiede l’allestimento di una perizia giudiziaria in cui un esperto in materia delle assicurazioni sociali, in particolare AVS, dovrebbe rispondere alla questione a sapere se applicabile al caso di specie è l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS oppure l’art. 7 lett. m OAVS.
La ricorrente rileva poi che nell’ambito dell’ispezione che la Cassa CO 1 ha effettuato presso la __________ il 1° aprile 2008, sono stati riscontrati alcuni errori che non le sono mai stati opposti o significati. Anzi, allorquando vi è stato un incontro con l’avv. __________ e con __________ della Cassa, le sarebbe stato comunicato che il datore di lavoro avrebbe prelevato importi non dovuti che le avrebbe dovuto restituire. L’interessata chiede pertanto che venga prodotto il rapporto dell’ispezione avvenuta presso il suo ex-datore di lavoro.
1.12. Chiamata a presentare osservazioni scritte in merito l’amministrazione ha confermato la sua posizione (doc. X).
1.13. Nell’ambito dei ricorsi di cui agli inc. 32.2008.3, 32.2008.35 e 30.2008.36 il TCA ha richiamato l’incarto penale relativo alla denuncia della ricorrente ed ha posto alcune domande alla Cassa CO 1 a proposito dell’ispezione presso la __________ del 1° aprile 2008, chiedendo nel contempo la trasmissione dell’incarto completo.
Per quanto concerne l’aspetto penale va evidenziato come il Giudice delegato del TCA, nell’ambito della procedura di cui all’inc. 32.2008.3, ha comunicato alle parti quanto segue:
" con riferimento al mio scritto del 21 ottobre 2008, vi informo che la __________ ha trasmesso a questo Tribunale gli atti formanti gli incarti __________ e __________ del __________ aperti in seguito ad un esposto di RI 1.
In tale ambito il __________ ha aperto un procedimento penale a carico di una persona attiva presso l’ex datore di lavoro di RI 1, tra l’altro per appropriazione indebita di trattenute salariali.
Il procedimento si è concluso con un decreto di non luogo a procedere del __________ (__________), avverso il quale è stata presentata un’istanza di promozione dell’accusa respinta dalla __________ il __________ (inc. ). Con ulteriori esposti, RI 1 ha chiesto al __________ la riapertura del procedimento penale. La richiesta è stata respinta con decisione di non luogo a procedere del __________ (), confermata dalla sentenza del __________ della __________ (inc. __________).
Rilevo in particolare che con il decreto di non luogo a procedere del __________ il __________ ha affermato:
“Dalla denuncia si evince che il reddito indicato alla [… omissis ….], da parte della denunciata X, in qualità di datore di lavoro della signora RI 1 [… omissis ….], sarebbe errato, poiché inferiore a quello rivendicato da quest’ultima, con conseguente asserita diminuzione della rendita AI riconosciutale dall’istituto delle assicurazioni sociali, Ufficio assicurazione invalidità.
Orbene, a prescindere dal fatto che dai conteggi allegati alla denuncia (certificati di salario e conteggi mensili di stipendio) non emerge che fra gli stessi vi siano delle divergenze, nel senso che vi sia una differenza fra lo stipendio effettivamente versato alla Sua patrocinata e quello indicato, invece, dal datore di lavoro, nei certificati di stipendio, non è comunque assolutamente dimostrato, né reso altamente verosimile, che il datore di lavoro si sia appropriato delle trattenute salariali e/o dei contributi sociali dedotti dallo stipendio della signora [… omissis ….].”"
In diritto
In ordine
2.1. L’insorgente ha chiesto di congiungere le due cause inerenti il calcolo della rendita AI (inc. 32.2008.3 e 32.2008.35), con gli incarti pendenti presso questo Tribunale in ambito AVS, e meglio con il ricorso del 25 giugno 2008 contro il calcolo provvisorio della rendita di vecchiaia (inc. 30.2008.36) e con l’impugnativa dell’11 settembre 2008 contro la decisione di fissazione dei contributi del 2006 (inc. 30.2008.41).
L'art. 72 del Codice di procedura ticinese (CPC), applicabile in virtù del rinvio al diritto sussidiario dell'art. 23 della Legge di procedura davanti al TCA del 6 aprile 1961, applicabile ai casi di specie a norma dell’art. 32 della nuova Lptca in vigore dal 1° ottobre 2008, giusta il quale le contestazioni promosse sotto il regime della procedura anteriore restano disciplinate da quest’ultima, prevede che il giudice può ordinare la congiunzione di azioni:
a) quando sia dato un caso di litisconsorzio e una delle azioni non sia riservata ad altro giudice per ragione di materia;
b) quando, essendo dirette contro un medesimo convenuto, derivino dal medesimo fatto o atto giuridico.
Nell'evenienza concreta, con sentenza del 23 marzo 2009, questo Tribunale ha congiunto gli incarti 32.2008.3, 32.2008.35 e 30.2008.36, trattandosi in tutti e tre i casi del calcolo di una rendita, dapprima d’invalidità e poi di vecchiaia, che si basava sui medesimi parametri, ma ha rinunciato a congiungere le procedure con l’incarto in esame giacché l’interessata è stata messa al beneficio delle rendite massime previste dalle rispettive scale di rendita ed un aumento del reddito registrato nel conto individuale della ricorrente per gli anni dal 2005 al 2007 non avrebbe avuto alcuna influenza sull’ammontare della medesima.
La richiesta di congiunzione diventa quindi priva di oggetto, ritenuto comunque che tutta la documentazione prodotta ed acquisita nell’ambito delle citate procedure viene richiamata nella vertenza in esame.
2.2. Per costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. sentenza C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414 consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).
Nella misura in cui l’interessata contesta l’inizio e l’ammontare della rendita di vecchiaia il ricorso si rivela irricevibile, giacché la decisione impugnata porta sull’ammontare del contributo dovuto nel 2006 e l’esame del calcolo della rendita di vecchiaia è già stato effettuato nell’ambito dell’evasione del ricorso del 25 giugno 2008, sfociato nella sentenza del 23 marzo 2009 (inc. 30.2008.36).
Nel merito
2.3. Oggetto del contendere è la questione di sapere se le indennità giornaliere versate dall’assicuratore contro gli infortuni alla ricorrente fanno parte del salario determinante oppure no, e meglio se nel caso di specie trova applicazione l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS oppure l’art. 7 lett. m OAVS.
2.4. Per l’art. 5 cpv. 1 LAVS dal reddito di un’attività dipendente, chiamato qui di seguito «salario determinante», è prelevato un contributo del 4,2 per cento.
A norma dell’art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d’altri per un tempo determinato od indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro.
2.5. Giusta l'art. 10 cpv. 1 LAVS, le persone che non esercitano un'attività lucrativa pagano, secondo le loro condizioni sociali, un contributo da Fr. 324.- (nel 2005 e 2006: Fr. 353.-) a Fr. 8'400.-. Gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa e che, durante un anno civile, pagano, incluso il contributo di un eventuale datore di lavoro, contributi inferiori a Fr. 324.- (Fr. 353.-), sono considerati non esercitanti un'attività lucrativa.
Per l'art. 10 cpv. 2 LAVS, gli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa, se mantenuti o assistiti da enti pubblici o da terzi, pagano il contributo minimo.
Il contributo AVS è dunque pagato "secondo le condizioni sociali" dell'assicurato. Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla sostanza, sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato per 20, ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2 OAVS; RCC 1990 pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).
Nella sua giurisprudenza, il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha costantemente interpretato la nozione di "reddito conseguito in forma di rendite" in senso lato. In effetti se ciò non dovesse essere il caso, prestazioni di importi considerevoli e versate in modo irregolare verrebbero sottratte alla riscossione dei contributi con il pretesto che non si tratterebbe né di una rendita in senso stretto, né di un reddito determinante.
L'Alta Corte ha stabilito che se le prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che presentino o no le caratteristiche delle rendite, contribuiscono al mantenimento dell'assicurato, occorre qualificare queste ultime come delle rendite. Infatti, si tratta di elementi del reddito che esercitano un'influenza sulle condizioni sociali di una persona senza attività lucrativa (Pratique VSI 1994, pag. 207 e 176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina e di giurisprudenza).
2.6. La giurisprudenza dell’allora TFA considera come reddito conseguito sotto forma di rendite: le rendite d’invalidità dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le indennità giornaliere dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le rendite del secondo pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza accorda ad un assicurato prima dell’età che dà diritto alla rendita AVS (RCC 1988 pag. 184), le rendite d’invalidità e le indennità giornaliere dell’assicurazione infortuni obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per perdita di guadagno versate dalle assicurazioni-vita private e le rendite versate da istituti stranieri d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC 1985 pag. 158), le rendite di invalidità versate da assicurazioni sociali estere (RCC 1991 pag. 433), le rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994 pag. 207), i redditi del coniuge conseguiti all'estero (Pratique VSI 1999 pag. 204).
Al contrario, non rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto, le rendite dell’AVS e dell’AI (comprese le PC), come pure le indennità giornaliere AI (RCC 1991 pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).
Va poi ricordato che non sono considerati reddito determinante conseguito sotto forma di rendite nemmeno le rendite e le pensioni per i figli, a condizione che i figli vi abbiano un diritto proprio (ad esempio le rendite per orfani ai sensi della LAINF) e il provento della sostanza se l'importo di quest'ultima è noto o può essere stabilito dalla cassa di compensazione (RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994 pag. 207).
Per sostanza ai fini dell’art. 28 OAVS si deve intendere l’insieme dei beni mobili o immobili di proprietà dell’assicurato, situati sia in Svizzera che all’estero (RCC 1952, pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse et Survivants II, FJS no. 468, pag. 15). Fanno pure parte della sostanza determinante del marito i beni della moglie qualunque sia il regime matrimoniale dei coniugi (Pratique VSI 1994 pag. 174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4 b, DTF 105 V 241), i beni di cui l’assicurato ha l’usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC 1976 pag. 153).
Ciò nondimeno, computabile è unicamente la sostanza al netto, vale a dire che dal valore lordo devono essere detratti, fra l’altro, i relativi debiti (Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pag. 228, N. 10.28; Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 347 n. 24 ad art. 10 LAVS).
2.7. Il contributo delle persone che non esercitano un'attività lucrativa è fissato per ciascun anno di contribuzione (art. 29 cpv. 1 OAVS).
I contributi sono calcolati sul reddito effettivo conseguito in forma di rendita durante l'anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art. 29 cpv. 2 OAVS).
Le autorità fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei contributi in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicato (art. 29 cpv. 3 OAVS). Tali comunicazioni sulla sostanza sono vincolanti per l’amministrazione (Käser, op. cit., pag. 231, N. 10.34).
La determinazione del reddito conseguito in forma di rendita incombe alle casse di compensazione, che si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali cantonali (art. 29 cpv. 4 OAVS).
Gli art. 22 a 27 OAVS, riferiti ai lavoratori indipendenti, sono per il resto applicabili per analogia al calcolo dei contributi per le persone senza attività lucrativa (art. 29 cpv. 6 OAVS).
Per l’art. 30 cpv. 1 OAVS gli assicurati, considerati per un anno civile come persone senza attività lucrativa, possono chiedere che i contributi pagati per l’anno in questione vengano imputati a quelli che pagano in qualità di persone senza attività lucrativa.
A norma dell’art. 30 cpv. 2 OAVS gli assicurati, senza attività lucrativa, che chiedono l’imputazione, devono comprovare il versamento di contributi sul reddito di un’attività lucrativa alla cassa di compensazione cui sono affiliati come persone senza attività lucrativa.
2.8. A norma dell’art. 6 cpv. 1 OAVS con riserva delle eccezioni indicate espressamente nelle disposizioni che seguono, il reddito proveniente da un’attività lucrativa comprende qualsiasi reddito in denaro o in natura conseguito nella Svizzera o all’estero con l’esercizio di un’attività, inclusi i guadagni accessori.
Per l’art. 6 cpv. 2 OAVS non sono considerati reddito proveniente da un’attività lucrativa:
a. il soldo militare, l’indennità di funzione nella protezione civile e le indennità analoghe al soldo nei servizi pubblici antincendio, nei corsi per monitori di giovani tiratori e nei corsi di monitore di «Gioventù e Sport»;
b. le prestazioni di assicurazione in caso d’infortunio, malattia o invalidità, eccettuate le indennità giornaliere giusta l’articolo 25 della legge federale del 19 giugno 1959 sull’assicurazione per l’invalidità (LAI) e l’articolo 29 della legge federale del 19 giugno 1992 sull’assicurazione militare;
c. le prestazioni d’istituzioni assistenziali e di soccorso;
d. …(abrogata)
e. …(abrogata)
f. gli assegni familiari accordati come assegni per i figli, la formazione professionale, l’economia domestica, il matrimonio e la nascita, nell’ambito degli usi locali o professionali;
g. le prestazioni per la formazione e il perfezionamento; se versate dal datore di lavoro, sono tuttavia escluse dal reddito da attività lucrativa soltanto se la formazione o il perfezionamento sono strettamente legati all’attività professionale del beneficiario;
h. le prestazioni regolamentari di istituzioni di previdenza professionale se il beneficiario può pretenderle personalmente all’insorgenza dell’evento assicurato o allo scioglimento dell’istituzione di previdenza;
i. e k…(abrogate)
A norma dell’art. 7 OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare:
a. il salario a tempo, il salario a fattura (a cottimo) e a premi, comprese le indennità per le ore di lavoro supplementare, per il lavoro notturno e per le supplenze;
b. le indennità di residenza e di rincaro;
c. le gratificazioni, i premi di fedeltà e di produzione, come pure il valore di azioni dei salariati, nella misura in cui esso superi il prezzo d’acquisto ed il lavoratore ne possa disporre; per quanto riguarda le azioni vincolate dei salariati, il valore e il momento della realizzazione del reddito sono stabiliti secondo le disposizioni dell’imposta federale diretta.
d. i redditi degli accomandanti derivanti da un rapporto di servizio con la società in accomandita; le partecipazioni dei salariati agli utili, nella misura in cui tali proventi eccedono l’interesse di un capitale eventualmente investito;
e. le mance, qualora esse costituiscano un elemento importante della retribuzione del lavoro;
f. le prestazioni in natura regolari;
g. le provvigioni e le commissioni;
h i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri dell’amministrazione e degli organi direttivi delle persone giuridiche;
i. il reddito dei membri delle autorità federali, cantonali e comunali;
k. le sportule e le indennità fisse ricevute da assicurati la cui attività è disciplinata dal diritto pubblico; sono riservate le disposizioni cantonali contrarie;
l. le rimunerazioni dei liberi docenti e degli altri insegnanti retribuiti in modo analogo;
m. le prestazioni dei datori di lavoro per la perdita di salario subita a causa d’infortunio o di malattia;
n. le prestazioni eseguite dai datori di lavoro per compensare la perdita di salario subìta a causa di servizio militare;
o. le indennità di vacanza o per i giorni festivi;
p. le prestazioni del datore di lavoro risultanti dall’assunzione del pagamento del contributo dovuto dal salariato all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, all’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno e all’assicurazione contro la disoccupazione come pure del pagamento delle imposte; è eccettuata l’assunzione del pagamento dei contributi dovuti dal salariato sui redditi in natura e sui salari globali;
q. le prestazioni del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro, per quanto non siano escluse dal salario determinante conformemente agli articoli 8bis o 8ter. Le rendite sono convertite in capitale. L’Ufficio federale allestisce a tal fine tavole vincolanti.
2.9. La ricorrente sostiene che, al caso di specie, per le indennità versate dall’assicuratore contro gli infortuni in seguito all’incidente della circolazione del 31 luglio 2005 vada applicato l’art. 7 lett. m OAVS che prevede l’assoggettamento ai contributi sociali delle prestazioni dei datori di lavoro per la perdita di salario subita a causa d’infortunio o di malattia.
Per cui gli importi versati dal 31 luglio 2005 al 20 luglio 2007 farebbero parte del salario determinante.
Da parte sua l’amministrazione ritiene applicabile l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS per il quale non sono considerati reddito proveniente da un’attività lucrativa le prestazioni di assicurazione in caso d’infortunio, malattia o invalidità eccetto le indennità dell’art. 25ter LAI.
Secondo la Cassa nel 2006 la ricorrente dovrebbe dunque pagare i contributi quale persona senza attività lucrativa poiché le deduzioni salariali non permettono di raggiungere il contributo minimo.
2.10. In ambito di assicurazione contro la disoccupazione, con sentenza C 343/01 del 30 aprile 2002, pubblicata in DTF 128 V 76, al consid. 3, l’allora TFA, a proposito degli art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS e 7 lett. m OAVS ha stabilito quanto segue:
" c) Nach Art. 5 Abs. 2 Satz 1 AHVG gilt als massgebender Lohn jedes Entgelt für in unselbstständiger Stellung auf bestimmte oder unbestimmte Zeit geleistete Arbeit. Die zum massgebenden Lohn gehörenden Bestandteile werden in Art. 7 AHVV beispielhaft näher aufgeführt, während Art. 8 AHVV die Ausnahmen davon umschreibt. Demgegenüber bestimmt Art. 6 Abs. 2 AHVV als Ausführungsnorm zu Art. 4 Abs. 1 AHVG, was nicht zum Erwerbseinkommen (aus unselbstständiger oder selbstständiger Tätigkeit) zählt.
Zum massgebenden Lohn im Sinne der AHV-Gesetzgebung gehören begrifflich sämtliche Bezüge des Arbeitnehmers und der Arbeitnehmerin, die wirtschaftlich mit dem Arbeitsverhältnis zusammenhängen, gleichgültig, ob dieses Verhältnis fortbesteht oder gelöst worden ist und ob die Leistungen geschuldet werden oder freiwillig erfolgen. Als Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit gilt somit nicht nur unmittelbares Entgelt für geleistete Arbeit, sondern grundsätzlich jede Entschädigung oder Zuwendung, die sonstwie aus dem Arbeitsverhältnis bezogen wird, soweit sie nicht kraft ausdrücklicher gesetzlicher Vorschrift von der Beitragspflicht ausgenommen ist (BGE 126 V 222 Erw. 4a, BGE 124 V 101 Erw. 2, je mit Hinweisen).
d) Nach Art. 5 Abs. 4 AHVG kann der Bundesrat Sozialleistungen sowie anlässlich besonderer Ereignisse erfolgende Zuwendungen eines Arbeitgebers an seine Arbeitnehmer vom Einbezug in den massgebenden Lohn ausnehmen. Der Bundesrat hat von dieser Befugnis u.a. in Art. 6 Abs. 2 AHVV Gebrauch gemacht. Nicht zum Erwerbseinkommen gehören gemäss Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV Versicherungsleistungen bei Unfall, Krankheit oder Invalidität, ausgenommen die Taggelder nach Art. 25ter IVG. Zum massgebenden Lohn dagegen gehören Leistungen des Arbeitgebers für den Lohnausfall infolge Unfalles oder Krankheit (Art. 7 lit. m AHVV).
e) Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV enthält keine Einschränkung in dem Sinne, dass Versicherungsleistungen dann, wenn sie in Abgeltung der obligationenrechtlichen Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitgebers bei unverschuldeter Verhinderung des Arbeitnehmers an der Arbeitsleistung wegen Krankheit oder Unfalls erbracht werden (Art. 324a und b OR), zum beitragspflichtigen Erwerbseinkommen gehören. Die AHVV unterscheidet bei den Leistungen für krankheits- oder unfallbedingten Lohnausfall einzig nach deren Herkunft. Werden sie vom Arbeitgeber selbst erbracht, unterliegen sie aufgrund von Art. 7 lit. m AHVV der Beitragspflicht, werden sie hingegen von betriebsfremden Versicherungen erbracht, gehören sie nach dem klaren Wortlaut von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV nicht zum Erwerbseinkommen (ZAK 1983 S. 21, 1969 S. 372 Erw. 3, 1952 S. 185 f.; nicht veröffentlichtes Urteil T. vom 17. April 1989, I 466/88).
f) Deswegen musste in Art. 7 Abs. 1 lit. b UVV im Hinblick auf das Ende der Versicherung als Ausnahme festgeschrieben werden, dass Taggelder, welche die Lohnfortzahlung ersetzen, als Lohn im Sinne von Art. 3 Abs. 2 UVG gelten. Denn lit. a von Art. 7 Abs. 1 UVV hält als Grundsatz bereits fest, dass als Lohn im Sinne von Art. 3 Abs. 2 UVG der nach AHVG massgebende Lohn gilt.“ (sottolineatura del redattore)
Nella sentenza appena riprodotta l’Alta Corte ha citato la pronunzia nella causa T, I 466/88 del 17 aprile 1989, allegata dalla ricorrente a sostegno della sua tesi, da cui emerge che:
" A.- V. T. (geboren 1944) war seit 1. Juli 1972 als Dreher bei der Firma AG, Schlieren, tätig. Ab 30. April 1983 musste er der Arbeit krankheitshalber fernbleiben. Mit Verfügung vom 9. September 1985 sprach ihm die Ausgleichskasse der Schweizerischen Maschinen- und Metall-Industrie rückwirkend ab 1. April 1984 eine ganze Invalidenrente zu. Am 11. November 1987 meldete die frühere Arbeitgeberin der Ausgleichskasse in Form eines Nachtrages zum individuellen Konto, dass sie für V.T. im Jahre 1983 auf Versicherungsleistungen in der Höhe von Fr. 28 718.- zu Unrecht AHV-Beiträge abgerechnet habe. Gestützt auf diese Mitteilung nahm die Kasse eine neue Berechnung der dem Versicherten seit 1. April 1984 gewährten Invalidenrente vor. Es resultierte ein tieferes massgebendes durchschnittliches Jahreseinkommen mit einer entsprechenden Reduktion der bisher ausgerichteten und der laufenden Invalidenrente, weshalb die Ausgleichskasse von V. T. mit Verfügung vom 21. Januar 1988 die in den Monaten April 1984 bis Januar 1988 zu unrecht ausbezahlten Rentenbetreffnisse im Gesamtbetrag von Fr. 4885.40 zurückforderte und gleichzeitig die laufende Invalidenrente um Fr. 113.- herabsetzte.
B.- Der Versicherte führte hiegegen Beschwerde, mit welcher er sinngemäss die Aufhebung der Rückerstattungsverfügung und die Weitergewährung der Invalidenrente in der bisherigen Höhe beantragte. Die Ausgleichskasse anerkannte, dass sich die Rückforderung für die Zeit vom 1. April 1984 bis 30. April 1985 gegen die Firma AG richten müsse; dies habe zur Folge, dass nur im Betrage von Fr. 3546.40 rückerstattungspflichtig sei. Das Versicherungsgericht des Kantons Aargau hiess die Beschwerde in diesem Umfang teilweise gut, indem sie die Rückforderung der Ausgleichskasse auf Fr. 3546.40 reduzierte (Entscheid vom 8. November 1988).
C.- Mit Verwaltungsgerichtsbeschwerde beantragt V. T., der vorinstanzliche Entscheid sei aufzuheben und das für die Rentenberechnung massgebende durchschnittliche Jahreseinkommen und - gestützt darauf - die ihm zustehende Invalidenrente seien neu festzusetzen, wobei die ihm von der früheren Arbeitgeberfirma in der Zeit von Mai bis August 1983 geleisteten Zahlungen als ahv-pflichtiger Lohn anzuerkennen seien.
Während die Ausgleichskasse unter Hinweis auf ihre Vernehmlassung an die Vorinstanz auf eine Stellungnahme zur Verwaltungsgerichtsbeschwerde verzichtet, schliesst das Bundes
amt für Sozialversicherung (BSV) auf deren Abweisung.
(...)
4.- Das kantonale Gericht hat festgestellt, dass nach den von der Firma AG eingereichten Krankenkassenunterlagen die Korrektur der Einkommensmeldung für 1983 daher rühre, dass der Firma nachträglich Taggeldleistungen von Fr. 28'718.- von der Krankenversicherung erstattet worden seien, auf welcher Summe aufgrund der vorschussweisen Lohnauszahlung durch den Arbeitgeber bereits AHV-Beiträge in Abzug gebracht worden waren. Nach Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV gehörten Leistungen für Unfall, Krankheit oder Invalidität von betriebsfremden Institutionen nicht zum beitragspflichtigen Erwerbseinkommen. Die hier fraglichen Leistungen der Kollektiv-Krankengeldversicherung seien daher der Beitragspflicht nicht unterstellt, wodurch sich die Summe des Erwerbseinkommens und das durchschnittliche massgebliche Erwerbseinkommen reduzierten.
Demgegenüber macht der Beschwerdeführer geltend, die fraglichen Zahlungen könnten nicht als Versicherungsleistungen im Sinne von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV qualifiziert werden, sondern stellten Leistungen des Arbeitgebers nach Art. 7 lit. m AHVV dar. Er habe bis Ende April 1983 bei der Firma AG gearbeitet und dafür Lohn bezogen. Gemäss Personalreglement habe er im zehnten Dienstjahr einen Lohnfortzahlungsanspruch von 100 % während vier Monaten gehabt. Erst nach Beendigung dieser Lohnzahlungspflicht Ende August 1983 seien die Taggeldleistungen nicht mehr ahv-pflichtiges Einkommen gewesen. Zwar habe auch in der Zeit von Mai bis Ende August 1983 die Versicherung dem Arbeitgeber gegenüber, die Lohnzahlungspflicht abgenommen; diese hätte aber nach Obligationenrecht und Personalreglement auch ohne die Versicherungsleistung bestanden.
Das BSV vertritt die Auffassung, unter Leistungen des Arbeitgebers für Lohnausfall im Sinne von Art. 7 lit. m AHVV seien nur die Leistungen des Arbeitgebers selbst, nicht aber Drittleistungen zu verstehen.
5.- a) Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV enthält keine Einschränkung in dem Sinne, dass Versicherungsleistungen dann, wenn sie in Abgeltung der obligationenrechtlichen Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitgebers bei unverschuldeter Verhinderung des Arbeitnehmers an der Arbeitsleistung wegen Krankheit oder Unfalls erbracht werden (Art. 324a und b OR), zum beitragspflichtigen Erwerbseinkommen gehören. Die AHVV unterscheidet bei den Leistungen für krankheits- oder unfallbedingten Lohnausfall einzig nach deren Herkunft. Werden sie vom Arbeitgeber selbst erbracht, unterliegen sie aufgrund von Art. 7 lit. m AHVV der Beitragspflicht, werden sie hingegen von betriebsfremden Versicherungen erbracht, gehören sie nach dem klaren Wortlaut von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV nicht zum Erwerbseinkommen (ZAK 1983 S. 21, 1969 S. 372 Erw. 3, 1952 S. 185 f.). Auf die (Mit-) Finanzierung der Prämien durch den Arbeitgeber kommt es nicht an. Vorbehältlich gesetzlicher Ausnahmen sind Ersatzeinkommen, die in Form von Versicherungsleistungen zur Ausrichtung gelangen, beitragsfrei. Ob mit den Versicherungsleistungen eine privatrechtliche (obligationenrechtliche) oder eine öffentlichrechtliche Pflicht (bundesrechtliches Versicherungsobligatorium) erfüllt wird, ist ahv-rechtlich ohne Belang. Es besteht kein sachlicher Grund, bezüglich Beitragspflicht einerseits zwischen Versicherungsleistungen, die für die Dauer der Lohnfortzahlungspflicht nach Obligationenrecht fliessen, und andererseits solchen, die nach dieser Zeit bzw. aufgrund eines Versicherungsobligatoriums im Sinne von Art. 324b Abs. 1 OR ausgerichtet werden, zu unterscheiden. Der Auffassung von Ausgleichskasse, Vorinstanz und BSV, dass die dem Beschwerdeführer ausgerichteten Taggelder der Kollektiv-Krankenversicherung nicht massgebenden Lohn darstellen, ist somit beizupflichten.
b) Die gegenteilige Ansicht des Beschwerdeführers hätte im übrigen - abgesehen von administrativen Schwierigkeiten - eine erhebliche Ungleichbehandlung der Versicherten beim Beitragsbezug und damit unter Umständen auch bei der Rentenhöhe zur Folge. Weil das Obligationenrecht die Dauer der Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitgebers nur unbestimmt regelt, müsste bei Fehlen entsprechender Bestimmungen in Normal- und Gesamtarbeitsverträgen oder Personalreglementen die Dauer des Lohnfortzahlungsanspruchs und damit der AHV-Beitragspflicht anhand der von den kantonalen Gerichten entwickelten Richtlinien (sogenannte Basler, Berner oder Zürcher Skala; vgl. dazu Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 9. Aufl., S. 68 f.; Brühwiler, Handkommentar zum Einzelarbeitsvertrag, Bern 1978, S. 99) festgestellt werden. Je nach Kanton ergäben sich dadurch unterschiedliche Lösungen.
c) Hat der erkrankte oder verunfallte Arbeitnehmer nach obligationenrecht noch für eine beschränkte Zeit Anspruch auf Lohn, ohne dass dieser obligatorisch oder freiwillig versicherungsmässig abgedeckt ist, liegt im übrigen entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers ohnehin kein Tatbestand von Art. 7 lit. m AHVV vor; in einem solchen Fall bezahlt der Arbeitgeber vielmehr weiterhin den beitragspflichtigen Lohn und erbringt keine Leistungen "für den Lohnausfall".
Die Berufung des Beschwerdeführers auf BGE 113 V 161 ist unbehelflich. Die in jenem Urteil in Frage stehenden Taggel
der wurden gemäss Reglement über die Krankenbeihilfe aus einem vom Arbeitgeber finanzierten Fonds ausbezahlt. Es handelte sich um eine Leistung für ganzen oder teilweisen Lohnausfall und damit im Sinne von Art. 7 lit. m AHVV um einen Bestandteil des massgebenden Lohnes nach Art. 5 Abs. 2 AHVG.
d) Die heutige gesetzliche Regelung, welche gewisse Ersatzeinkünfte (Taggelder der Arbeitslosenversicherung: Art. 22 Abs. 2 AVIG; der Invalidenversicherung: Art. 25ter IVG; Tagesentschädigungen der Erwerbsersatzordnung: Art. 19a EOG) der Beitragspflicht unterstellt, andere - wie die vorliegend interessierenden Taggelder der Krankenversicherung und diejenigen der Unfallversicherung - jedoch nicht, ist unbefriedigend. Eine Vereinheitlichung kann indessen nicht vom Richter, sondern müsste vom Gesetzgeber herbeigeführt werden.
6.- Die Firma AG entrichtete auch in der Zeit, als der Beschwerdeführer ab Mai 1983 krankheitshalber der Arbeit fernbleiben musste, AHV-Beiträge vom vollen Lohn, was sie ihm am 21. Oktober 1983 schriftlich mitteilte. Gleichzeitig machte sie ihn darauf aufmerksam, dass die Leistungen der Kollektiv-Taggeldversicherung beitragsfrei seien und ihm nach definitiver Abrechnung durch die Versicherung die abgezogenen AHV-Beiträge zurückerstattet würden. Am 21. Oktober 1986 vergütete sie dem Beschwerdeführer den auf ihn entfallenden Anteil dieser Beiträge. Dieses Vorgehen steht im Einklang mit der Verwaltungspraxis (Merkblatt des BSV über die AHV/IV/EO Beiträge, Ausgabe 1988). Aus dem erwähnten Schreiben der Firma AG vom 21. Oktober 1983 ergibt sich jedoch, dass die Kollektiv-Krankentaggeldversicherung erst nach einer Aufschubszeit von 30 Tagen für die Gehaltsfortzahlung aufkam. Folglich hat die Arbeitgeberfirma dem Beschwerdeführer für den ersten Monat seiner krankheitsbedingten Arbeitsverhinderung den Lohn aus eigenen Mitteln weiter entrichtet und nicht Krankentaggeldleistungen bevorschusst. Aufgrund der Akten lässt sich nicht zuverlässig feststellen, ob auf den Auszahlungen für den Monat Mai 1983 Beiträge geleistet wurden. Vom ursprünglichen Eintrag im individuellen Konto 1983 von Fr. 44'864.- wurden Fr. 28'718.- ausgebucht, womit sich noch eine beitragspflichtige Lohnsumme von Fr. 16'146.- ergäbe. Laut Auskunft der Firma S AG vom 11. Mai 1984 belief sich das effektive beitragspflichtige Einkommen des Beschwerdeführers 1983 auf Fr. 19'763.-. Dies deutet darauf hin, dass der Lohn von Fr. 3'086.05 für den Monat Mai 1983 unzulässigerweise ebenfalls als Versicherungsleistung von der Korrektur des individuellen Kontos miterfasst worden ist. Da von der Arbeitgeberfirma indessen auch noch Schichtzulagen und Prämien aufgeführt werden, ist der Sachverhalt in diesem Punkt nicht hinreichend erstellt. Auf eine Rückweisung an die Verwaltung zu ergänzenden Abklärungen kann jedoch verzichtet werden, weil eine Aufrechnung des Mai-Lohnes von Fr. 3'386.05 trotz Aufrundens auf den nächsten Tabellenwert zu keinem höheren massgebenden durchschnittlichen Jahreseinkommen fuhren würde (vgl. Rententabellen des BSV 1984, Band 1, S. 70). Eine entsprechende Berichtigung des individuellen Kontos hätte somit keine höhere Invalidenrente und damit auch keine Verminderung der verfügten Rückerstattung zur Folge.“ (Doc. B1)
Per quanto concerne le sentenze citate dall’Alta Corte, va evidenziato come in RCC 1969, pag. 342, l’allora TFA ha affermato, a proposito dell’art. 6 cpv. 2 lettera b OAVS, che “le prestazioni d’assicurazione versate da istituzioni straniere all’impresa non sono considerate come reddito proveniente dal lavoro”, affermando:
" La maison X a conclu avec une société d’assurance un contrat d’assurance-accidents collective en faveur de son personnel. Ce contrat prévoit qu’en cas d’accident, l’assurance verse à l’assuré, entre autres prestations, une indemnité journalière égale à la perte de salaire. (….)
c. Dans l’espèce, les indemnités en cas d’accident sont versées par une société étrangère à l’entreprise. Selon l’article 6, 2e alinéa, lettre b, RAVS, elles ne font pas partie du salaire déterminant, à moins qu’on ne doive les considérer comme <<paiement indirect d’un salaire>>. Cette restriction vise à empêcher les abus. Considérant le sens et le but de cette disposition, on ne peut parler de <<paiement indirect d’un salaire>> que si la prestation correspond réellement à un travail. Il en va ainsi là où il y a versement effectif d’un salaire, le versement étant toutefois dissimulé sous une telle prestation pour éluder l’obligation d’acquitter les cotisations (cf. ATFA 1952, p. 46 = RCC 1952, p. 168).”
In RCC 1952 pag. 168, l’Alta Corte aveva stabilito che le prestazioni della cassa malati di un’associazione professionale, versate a titolo d’indennità per la perdita di salario subìta a causa dell’incapacità al lavoro, non costituiscono, giusta l’articolo 6, capoverso 2, lettera b, OAVS, reddito proveniente da un’attività lucrativa e non sono pertanto imponibili ai fini dell’AVS, affermando:
" L’assuré, né le 3 septembre 1884, travailla du 18 mai au 31 décembre 1948 comme ouvrier chez un horticulteur. Celui-ci l’assura contre les accidents auprès de la caisse-maladie de l’Association suisse des horticulteurs, conformément au chiffre 20 du contrat collectif ayant force obligatoire générale pour l’horticulture. Ayant dû interrompre le travail du 31 août au 9 octobre 1948 par suite d’un accident, S. reçut de la caisse d’assurance prénommée, par l’intermédiaire de son employeur, une indemnité de 620 francs couvrant complètement la perte de salaire. Aucune cotisation AVS ne fut prélevée sur cette somme.
(…)
Le problème litigieux est de savoir si les prestations d’assurance versées à un salarié à titre d’indemnités pour perte de salaire pendant la durée d’une maladie consécutive à un accident font ou ne font pas partie du revenu de l’activité lucrative soumis à cotisations.
(…)
A l’application de cette norme (ndr art. 7 let. m OAVS) s’oppose en l’espèce le fait que les 620 francs en question ne sont pas une prestation de l’employeur, mais ont été versés par la caisse-maladie de l’association professionnelle. Certes, c’est l’employeur qui a assuré le bénéficiaire auprès de cette caisse, conformément au chiffre 20 du contrat collectif ayant force obligatoire générale dans l’horticulture. L’autorité de première instance admet, il est vrai, que, en vertu de l’article 335 CO, l’employeur était de toute façon tenu de payer le salaire complet – soit 620 francs – à son ouvrier pour la durée de l’incapacità de travail. De la sorte, la conclusion d’un contrat d’assurance ne pourrait pas modifier la nature de la prestation qui représenterait toujours le paiement d’un salaire. Mais il faudrait, pour accorder à l’assuré des prestations dues selon l’article 335 CO et considérées comme salaire, que l’engagement de l’ouvrier chez l’horticulteur ait au moins été effectivement d’une longue durée. Or, cette condition essentielle n’est en tous cas pas remplie en l’espèce, puisque S. a interrompu son travail, après trois mois et demi déjà.
(…)
Des considérations sociales peuvent militer en faveur de cette réglementation. Que l’on pense, par exemple, aux dépenses supplémentaires encourues par un assuré par suite de maladie ou d’accidents et combien lourde serait pour l’assuré lobligation de payer des cotisations destinées à couvrir ces dépenses. Elle le serait d’autant plus dans les cas où les prestations de secours sont sensiblement inférieures à la perte de salaire. Il faudrait mentionner en outré les difficultés sérieuses que l’on rencontrerait auprés des institutions d’assurance ou de prévoyance s’il fallait réclamer la cotisation de l’employeur."
A proposito delle due norme qui in esame, Scartazzini, in Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), Greber, Duc, Scartazzini, Basilea 1997, n. 63 ad art. 5, pag. 168 seguenti, rileva che:
" Selon l’art. 7 let. m RAVS le salaire déterminant comprend les prestations accordées par les employeurs pour compenser les pertes de salaire par suite d’accident ou de maladie. Toutefois, d’après l’art. 6 al. 2 let. b RAVS, dans le revenu provenant d’une activité lucrative ne sont pas comprises les prestations d’assurance en cas d’accident, de maladie ou d’invalidité, à l’exception des indemnities journalières selon l’article 25ter LAI. Ainsi, ne font pas partie du salaire determinant les indemnités journalières de l’assurance-maladie ou de l’assurance-accidents, alors meme qu’elles sont versées, conformément aux art. 324a et b CO, en vertu des obligations imposées par la loi à l’employeur de verser le salaire au travailleur empêché de travailler sans faute de sa part pour des causes inhérentes à sa personne, telles que maladie ou accident.
Dans l’arrêt en question (ndr: I 466/88 del 17 aprile 1989), le Tribunal federal des assurances a souligné le caractère insatisfaisant de la réglementation en vigueur, selon laquelle certaines prestations accordées pour compenser les pertes de salaire telles que les indemnités journalières de l’assurance-chômage (art. 22 al. 2 LACI), de l’assurance-invalidité (art. 25ter LAI) et les allocations pour perte de gain (art. 19a LAPG), sont soumises à la perception de cotisations, alors que d’autres, telles que les indemnités journalières de l’assurance-maladie et de l’assurance-accidents, ne le sont pas. Il a précisé qu’il n’appartient cependant pas au juge, mais au législateur d’adopter une solution uniforme sur le plan législatif.
Ne font donc pas partie du salaire déterminant, en vertu de l’art. 6 al. 2 let. b RAVS, les prestations d’institutions d’assurances indépendantes. Il en va de meme des prestations qui sont financées par des contributions versées par le travailleur. Cela résulte de l’interdiction de percevoir à plusieures reprises des contributions sur le meme revenu. Font en revanche toujours partie du salaire déterminant des prestations de cette nature lorsqu’elles sont fournies par l’employeur lui-même ou par une institution qui lui est proche, par exemple par un fonds de prévoyance. Ainsi, les indemnités journalières en cas de maladie ou d’accident qu’un assureur contre la maladie ou les accidents verse à ses employés font partie du salaire déterminant.”
Da parte sua, Käser, in Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.a edizione, Berna 1996, a pag. 147 e seguenti, n. 4.106 e seguenti, ha affermato:
" (…)
Letzteren werden u.a auch Leistungen des Arbeitsgebers zugeordnet, die in der teilweisen oder vollständigen Weiterzahlung des Lohnes während Krankheits- oder Unfallabwesenheiten bestehen. Ob dies in Erfüllung einer gesetzlichen oder vertraglichen Pflicht oder freiwillig geschieht, ist für die AHV-mässige Beurteilung unerheblich. Von Bedeutung ist hingegen die Frage, wieweit es die Arbeitgeber und nicht etwa Dritte (z.B. Versicherungsgesellschaften, Kranken- und Unfallkassen) sind, welche solche Vergütungen auszahlen. Unbestritten gehören aufgrund von Art. 6 Abs. 2 Bst. b AHVV seit jeher Leistungen von selbständigen Versicherungseinrichtungen nicht zum massgebenden Lohn. Ebenso werden Leistungen vom massgebenden Lohn ausgenommen, welche durch Arbeitnehmerbeiträge finanziert sind. Dies ergibt sich aus dem Verbot der mehrmaligen Beitragserhebung auf dem gleichen Einkommen (soweit die Arbeitnehmerbeiträge Bestandteil des abgerechneten Lohnes darstellen, würden sie bei der Beitragserhebung auf zugehörigen Leistungen noch einmal belastet). Zum massgebenden Lohn gehören solche Zuwendungen jedoch immer dann, wenn sie vom Arbeitgeber selber erbracht werden. Auf diese Weise gehören bis heute Kranken- oder Unfalltaggelder, die ein Kranken- oder Unfallversicherer seinen Angestellten bezahlt, zum massgebenden Lohn."
2.11. A norma dell’art. 43 cpv. 1 del __________ (__________), il dipendente impedito senza sua colpa di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come malattia, infortuni, adempimento di un obbligo legale o d’una funzione pubblica ha diritto al salario completo per:
(…)
sei mesi dal principio del quarto anno di servizio in poi.
Per i contratti di lavoro stipulati per la durata di tre mesi o inferiori sono applicabili i disposti dell’art. 324a CO.
In caso d’incapacità lavorativa parziale l’assenza viene conteggiata proporzionalmente al grado d’invalidità.
La __________ verserà al dipendente l’80% dello stipendio dal giorno in cui cessa il versamento del salario completo e ciò fino al raggiungimento del 720.mo giorno dall’inizio della malattia.
L’indennità per economia domestica e l’assegno figli non subiscono riduzioni.
Per il cpv. 2 in caso di assenza per infortunio professionale, o per evento di cui risponde l’assicurazione militare, il dipendente percepisce l’intero stipendio per due anni.
A norma dell’art. 48 cpv. 1 __________ le indennità giornaliere o le rendite versate dall’assicurazione federale per l’invalidità spettano alla __________, ritenuto che lo stipendio di cui all’art. 43 sia pagato integralmente.
L’art. 48 cpv. 2 __________ prevede che le indennità versate dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e dall’assicurazione militare spettano alla __________, sino alla copertura dello stipendio corrisposto: se esse sono superiori l’eccedenza spetta al dipendente.
Secondo l’art. 48 cpv. 3 __________ le rendite (indennità uniche) versate dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni o dall’assicurazione militare federale sono computabili sul salario secondo lo speciale regolamento dello Stato.
Per l’art. 48 cpv. 4 __________ la __________ subentra fino a copertura dello stipendio corrisposto nei diritti del dipendente contro il terzo responsabile.
Va ancora evidenziato come con sentenza del __________ (inc. __________), la __________, accogliendo un ricorso dell’insorgente contro una decisione della __________, ha tra l’altro affermato:
" (…)
Durante il periodo di degenza ospedaliera, la __________ ha decurtato di fr. 20.- - al giorno, in virtù dell’art. 27 cpv. 1 OAINF, lo stipendio corrisposto alla lavoratrice (…). Quest’ultima ha sottoposto il 27 febbraio 2006 la fattispecie alla __________ (in seguito __________), sostenendo da un lato di aver diritto, sulla base dell’art. 43 cfr. 1 __________, all’intero stipendio per i primi 6 mesi di impedimento al lavoro, dall’altro che la quota-parte di tredicesima ammonta a fr. 1'888.60 e non, come calcolato (…) a fr. 1'573.80 (…).
(…)
Anche il __________ ha indicato che secondo l’art. 43 cfr. 1 __________ il dipendente ha diritto al 100% dello stipendio (pag. 2 in fondo). Gli arbitri hanno tuttavia reputato che in tale importo dev’essere compreso anche quanto risparmiato dalla lavoratrice poiché degente in ospedale (spese di sostentamento). Se non che, come affermato dalla ricorrente, il Regolamento __________ non prevede alcuna deduzione. Il testo del Regolamento, in entrambe le versioni citate sopra, è peraltro chiaro e sancisce proprio il contrario di quello che il __________ ha invece deciso, ossia il diritto allo stesso salario cui il dipendente avrebbe diritto se non fosse impedito senza sua colpa di lavorare."
2.12. In concreto, in seguito all’infortunio occorso all’interessata il 31 luglio 2005, l’assicuratore __________ ha erogato un importo di fr. 14'687.50 per il periodo dal 3 agosto 2005 al 31 dicembre 2005, di fr. 38'714 nel 2006 e di fr. 36'590.40 nel 2007, a titolo di indennità giornaliere. L’insorgente ritiene che le prestazioni fanno parte del salario determinante giacché versate direttamente dal datore di lavoro.
Come visto (cfr. consid. 2.10), sin dalla sentenza del 1952, l’Alta Corte ha affermato che la LAVS distingue le prestazioni di malattia e infortunio versate in sostituzione del salario unicamente in funzione della loro origine. Se sono versate dal datore di lavoro stesso sono soggette al prelievo dei contributi (art. 7 lett. m OAVS), se per contro vengono versate da un assicuratore indipendente dal datore di lavoro non fanno parte del salario determinante (art. 6 cpv. 1 let. b OAVS).
Questa giurisprudenza è stata confermata sia con la sentenza del 17 aprile 1989 (“Die AHVV unterscheidet bei den Leistungen für krankheits- oder unfallbedingten Lohnausfall einzig nach deren Herkunft. Werden sie vom Arbeitgeber selbst erbracht, unterliegen sie aufgrund von Art. 7 lit. m AHVV der Beitragspflicht, werden sie hingegen von betriebsfremden Versicherungen erbracht, gehören sie nach dem klaren Wortlaut von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV nicht zum Erwerbseinkommen (ZAK 1983, s. 21, 1969 s. 372 Erw. 3, 1952 s. 185 f.).“), sia con quella pubblicata in DTF 128 V 76 consid. 3e („Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV enthält keine Einschränkung in dem Sinne, dass Versicherungsleistungen dann, wenn sie in Abgeltung der obligationenrechtlichen Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitgebers bei unverschuldeter Verhinderung des Arbeitnehmers an der Arbeitsleistung wegen Krankheit oder Unfalls erbracht werden (Art. 324a und b OR), zum beitragspflichtigen Erwerbseinkommen gehören. Die AHVV unterscheidet bei den Leistungen für krankheits- oder unfallbedingten Lohnausfall einzig nach deren Herkunft. Werden sie vom Arbeitgeber selbst erbracht, unterliegen sie aufgrund von Art. 7 lit. m AHVV der Beitragspflicht, werden sie hingegen von betriebsfremden Versicherungen erbracht, gehören sie nach dem klaren Wortlaut von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV nicht zum Erwerbseinkommen (ZAK 1983 S. 21, 1969 S. 372 Erw. 3, 1952 S. 185 f.; nicht veröffentlichtes Urteil T. vom 17. April 1989, I 466/88).”).
L’Alta Corte ha precisato che il (co-)finanziamento dei premi assicurativi da parte del datore di lavoro non è rilevante, così come la questione di sapere se con queste prestazioni sono coperti obblighi derivanti dal diritto privato o pubblico. Riservate le eccezioni di legge i redditi sostitutivi percepiti nella forma di prestazioni assicurative sono esenti da contributi. Per la LAVS non è neppure rilevante se le prestazioni assicurative sono state versate per adempiere un obbligo di diritto privato (e meglio del diritto delle obbligazioni) o di diritto pubblico (assicurazione sociale obbligatoria).
Determinante è invece la questione di sapere se le prestazioni vengono erogate da imprese d’assicurazione indipendenti oppure se sono versate dal datore di lavoro stesso o da un’istituzione che gli è vicina, come i fondi di previdenza (Scartazzini, op. cit., loc. cit.). Per cui le indennità giornaliere versate dall’assicuratore contro le malattie o gli infortuni ai propri dipendenti fanno parte del salario determinante (cfr. Scartazzini, op. cit., loc. cit.: “Ainsi, les indemnités journalières en cas de maladie ou d’accident qu’un assureur contre la maladie ou les accidents versées à ses employés font partie du salaire déterminant.” e Käser, op. cit., loc. cit.: “Auf diese Weise gehören bis heute Kranken- oder Unfalltaggelder, die ein Kranken- oder Unfallversicherer seinen Angestellten bezahlt, zum massgebenden Lohn.“, sottolineature del redattore), se invece, come nel caso di specie, le indennità vengono erogate dall’assicuratore contro gli infortuni al datore di lavoro della persona assicurata, il quale a sua volta esegue il versamento a favore del lavoratore, le prestazioni non vanno assoggettate al pagamento dei contributi (Scartazzini, op. cit., loc. cit.: “Ne font donc pas partie du salaire déterminant, en vertu de l’art. 6 al. 2 let. b RAVS, les prestations d’institutions d’assurances indépendantes”. e Käser, op. cit., loc. cit.: “Unbestritten gehören aufgrund von Art. 6 Abs. 2 Bst. b AHVV seit jeher Leistungen von selbständigen Versicherungseinrichtungen nicht zum massgebenden Lohn.”), neppure se per contratto, o, come in casu, per regolamento, il datore di lavoro è tenuto a versare il salario completo.
Non vi è infatti nessuna ragione oggettiva di distinguere tra le prestazioni assicurative volte ad assicurare la continuazione del pagamento del salario in virtù del diritto federale e le prestazioni assicurative erogate dopo il periodo durante il quale permane l’obbligo di continuare a versare il salario secondo il CO (cfr. sentenza I 466/88 del 17 aprile 1989).
In concreto, come si vedrà meglio in seguito, il datore di lavoro ha agito correttamente, riconoscendo, conformemente all’art. 43 __________ il salario al 100% per i primi sei mesi di infortunio, ossia fino al 31 gennaio 2006 ed in seguito il salario all’80% dal 1° febbraio 2006. Il riconoscimento del salario al 100% e poi all’80% da parte del datore di lavoro non significa tuttavia che dall’importo versato sono dedotti i contributi sociali.
Nel caso di specie, secondo questo Tribunale, poiché gli importi sono stati erogati da __________, ossia un’impresa di assicurazione privata sottoposta alla legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA), le prestazioni di indennità giornaliere versate all’insorgente non vanno considerate reddito da attività lucrativa in applicazione dell’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS.
A questo proposito il marg. 2065 sul salario determinante (DSD) prevede del resto che le prestazioni di casse malati riconosciute dalla Confederazione secondo la LAMal, di compagnie d’assicurazione private sottoposte alla legge del 17 dicembre 2004 sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) e di istituti d’assicurazione di diritto pubblico (casse pubbliche, Suva) non fanno parte del salario determinante (cfr. anche RCC 1952 pag. 168, RCC 1969 pag. 342 e DTF 128 V 176 consid. 3e). Il datore di lavoro che versa temporaneamente l’intero salario anche durante il periodo nel quale il salariato non può lavorare a causa d’infortunio o di malattia deve pagare i contributi sulla parte di salario che completa le prestazioni assicurative. Questo è valido anche se il datore di lavoro calcola il suo complemento in modo che il lavoratore non riceva un salario superiore a quello versatogli quando lavora (DSD 2068). Se i datori di lavoro deducono i contributi dalle prestazioni assicurative e li versano alla cassa di compensazione, quest’ultima deve restituirli (mar. 2070 DSD).
Per contro l’art. 7 lett. m OAVS, cui si riferisce la ricorrente, concerne le indennità concesse al salariato dal datore di lavoro o da un’istituzione che gli è legata (per esempio un fondo) per compensare le perdite di salario subite a causa d’infortunio, malattia o invalidità e fanno parte del salario determinante (RCC 1956 pag. 188, RCC 1956 pag. 404, RCC 1959 pag. 393 e RCC 1961 pag. 20).
Ai fini del calcolo dei contributi sociali è pertanto unicamente determinante la provenienza delle prestazioni e non la modalità di versamento delle stesse all’assicurato (cfr. DTF 128 V 176, consid. 3e: „Werden sie vom Arbeitgeber selbst erbracht, unterliegen sie aufgrund von Art. 7 lit. m AHVV der Beitragspflicht, werden sie hingegen von betriebsfremden Versicherungen erbracht, gehören sie nach dem klaren Wortlaut von Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV nicht zum Erwerbseinkommen“).
La circostanza che le medesime siano versate direttamente dall’assicuratore LAINF o indirettamente, tramite il datore di lavoro, è irrilevante.
In conclusione, la decisione della Cassa CO 1 di non ritenere le indennità versate dall’assicuratore contro gli infortuni quale salario determinante, bensì di assoggettare l’interessata quale persona senza attività lucrativa non avendo contribuito a sufficienza nel 2006 e di considerare le prestazioni dell’assicuratore contro gli infortuni quale “reddito sotto forma di rendita” è corretta.
Va ora esaminato se la Cassa ha calcolato correttamente l’importo da assoggettare.
2.13. Come già evidenziato nella sentenza del 23 marzo 2009, nel corso del controllo del datore di lavoro, riferito al periodo dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007, eseguito dalla Cassa in data 1° aprile 2008, è stato accertato che per l’anno 2005 il salario determinante della ricorrente ammonta a fr. 34'415, per il 2006 a fr. 2'384 e nel 2007 a fr. 2'948 (cfr. l’estratto del conto individuale trasmesso alla ricorrente il 12 febbraio 2009 nell’ambito dell’incarto 32.2008.3, doc. XXXV).
Interpellata nelle more della causa 32.2008.3+35 (cfr. sentenza 23 marzo 2009), la Cassa CO 1, con scritto del 6 febbraio 2009, ha affermato che la tassazione d’ufficio emanata in seguito all’ispezione del 1° aprile 2008, non è stata notificata alla ricorrente poiché nel caso di specie si tratta di contributi che il datore di lavoro ha pagato in più. “In questi casi non si notifica alcuna decisione di tassazione d’ufficio neppure nei confronti del datore di lavoro, che è però reso edotto, dapprima verbalmente in sede di revisione e poi in forma scritta con il rapporto di revisione, che al salariato deve essere restituita la parte dei contributi paritari da esso pagati su tali salari.” L’amministrazione ha poi evidenziato come sia “stata notificata una decisione di tassazione d’ufficio nei confronti del DL (cresciuta in giudicato incontestata), siccome sono state effettuate anche delle riprese per salari notificati in meno, riguardanti altri dipendenti.” (doc. XXXIV, inc. 32.2008.3).
Dalla distinta di rettifica dei conti individuali (allegata al doc. XXXV, inc. 32.2008.3), si evince che in seguito al controllo del datore di lavoro del 1° aprile 2008, per l’anno 2005 sono stati “stornati”, a favore della ricorrente, fr. 8'771 sui quali erano stati erroneamente pagati contributi sociali, per il 2006 sono stati ripresi fr. 2'384 sui quali non erano ancora stati prelevati i contributi sociali ed infine per il 2007 l’amministrazione ha “stornato” a favore della ricorrente fr. 2'043, importo sul quale erano stati prelevati contributi sociali in troppo.
Nel dettaglio l’assicurata nel 2005 ha ridotto la sua attività lavorativa al 70%, conseguendo, invece di fr. 5'395.90 al mese, fr. 3'777.15 per tredici mensilità, per complessivi fr. 49'103, come emerge dalla dichiarazione di salario (compresi dunque 5 mesi di salario al 100% dal 1° agosto 2005 al 31 dicembre 2005 conformemente all’art. 43 __________).
L’importo non può tuttavia essere assoggettato completamente al prelievo dei contributi sociali in virtù dell’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS. Per cui dall’importo di fr. 49'103 vanno dedotti fr. 14'687.60, corrispondenti alle indennità giornaliere per infortunio versate dall’assicuratore fino al 31 dicembre 2005 (doc. 2, inc. 30.2008.36), per un reddito soggetto a contribuzione AVS di fr. 34'415 (49'103 – 14'687.60), corrispondente all’importo stabilito dalla Cassa nel rapporto di revisione.
Considerato che il datore di lavoro aveva pagato contributi AVS su fr. 43'186, l’importo di fr. 8'771 è stato “stornato”.
Rilevato che nel 2005 le deduzioni salariali di fr. 3'476 superano abbondantemente l’ammontare del contributo minimo, a giusta ragione la Cassa ha esonerato la ricorrente da ogni ulteriore pagamento.
Per l’anno 2006, anno del contendere, il datore di lavoro, conformemente a quanto previsto dall’art. 43 __________ ha versato il 100% del salario nel mese di gennaio e l’80% in seguito. Va tuttavia ribadito che le prestazioni dell’assicuratore contro gli infortuni non vanno assoggettate al prelievo dei contributi AVS.
Per cui dall’importo conseguito di fr. 41'098 (cfr. dichiarazione di salario per la dichiarazione d’imposta, doc. K, inc. 32.2008.3) vanno dedotte le indennità giornaliere erogate nel 2006, ossia fr. 38'714 (doc. 1, inc. 30.2008.36), per un reddito soggetto a contribuzione di fr. 2'384 ed un contributo di fr. 240,70 (10,1%), come calcolato dalla Cassa. La censura della ricorrente circa il contributo di solidarietà del 2.2% dedotto dal salario diventa priva di oggetto poiché i primi fr. 20'000 ne sono esenti.
In altre parole, per quanto concerne gli anni 2005 e 2006, l’assicurata, conformemente all’art. 43 cpv. 1 __________, ha conseguito il salario completo dal 31 luglio 2005 fino al 31 gennaio 2006 ed all’80% dal 1° febbraio 2008. Tuttavia, poiché sull’indennità per perdita di guadagno erogata dall’assicuratore contro gli infortuni non vanno prelevati contributi sociali, l’importo registrato nel 2005 nel conto individuale della ricorrente non corrisponde all’importo effettivamente conseguito, bensì all’importo percepito, dedotte le indennità per malattia. Allo stesso modo nel 2006, anno oggetto del contendere, l’interessata ha percepito il 100% del salario solo in gennaio e l’80% dal mese febbraio. Tuttavia, per i motivi sopra esposti, sono stati prelevati i contributi sociali solo sulla parte del salario non coperto dall’assicuratore, ossia fr. 2’384.
Considerato come le deduzioni dal salario conseguito nel 2006 (fr. 240,70) non permettono alla ricorrente di adempiere al pagamento del contributo minimo (fr. 425 oltre fr. 8.50 di spese), essa va iscritta quale persona senza attività lucrativa e deve pagare, in tale qualità, il contributo calcolato sul reddito effettivo conseguito in forma di rendita durante l'anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (cfr. art. 29 cpv. 2 OAVS).
In attesa dell’emanazione della tassazione 2006 la Cassa ha correttamente deciso di calcolare il contributo sulla base dell’importo di fr. 38'714 che l’assicuratore contro gli infortuni ha dichiarato di aver erogato in favore della ricorrente (doc. 9), moltiplicato per venti, per una sostanza determinante di fr. 774'280, che, arrotondata al multiplo di fr. 50'000 inferiore, ammonta a fr. 750'000, per un contributo di fr. 1'414 come calcolato dalla Cassa (fr. 505 per i primi fr. 300'000 e fr. 101 per ogni ulteriore importo di fr. 50'000, per un totale di fr. 1'414, cfr. art. 28 OAVS).
Da questo importo vanno dedotti i contributi già versati quale salariata in applicazione dell’art. 30 cpv. 1 OAVS, ossia fr. 240.70, per un ammontare complessivo di fr. 1'173.30, cui andranno aggiunte le spese amministrative.
Infine, per quanto concerne il 2007, va evidenziato quanto segue.
Il dispositivo della decisione su opposizione (dopo la reformatio in peius effettuata dalla Cassa), emanata in seguito all’opposizione presentata contro la decisione “provvisoria” (in attesa dell’emissione della tassazione fiscale determinante) di fissazione dei contributi del 26 novembre 2007, si riferisce solo al 2006 (“1.1 La decisione di fissazione dei contributi del 26 novembre 2007 della Cassa CO 1 verrà riformata in base alle indennità giornaliere Lainf erogate dalla __________ per l’anno 2006 in ragione di fr. 38'714.--“).
Tuttavia, abbondanzialmente, viste le contestazioni della ricorrente, va rilevato che l’assicurata nel 2007 avrebbe potuto conseguire, lavorando al 70%, un salario di fr. 3'880.80 al mese (70% di fr. 5'544), ridotto a fr. 3'104.65, poiché il datore di lavoro, in caso d’infortunio, garantisce l’80% del salario dovuto. Dal 1° gennaio 2007 al 20 luglio 2007, l’insorgente ha conseguito fr. 22'422.45 (3'104.65 X 6 mesi
Poiché il datore di lavoro aveva prelevato contributi su fr. 4'991, fr. 2'043 sono stati “stornati” a favore della ricorrente, come indicato nella distinta di rettifica dei conti individuali (doc. 4).
In definitiva per la ricorrente sono stati “stornati” fr. 10'814 (8'771 nel 2005 + 2'043 nel 2007), cui vanno dedotti i fr. 2'384 ripresi nel 2006. L’importo complessivo di fr. 8'430 non è tuttavia il salario da restituire alla ricorrente, bensì l’ammontare (lordo) sul quale erano stati calcolati contributi sociali in troppo.
2.14. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, nel caso di specie le indennità versate in seguito all’incidente della circolazione di cui è stata vittima la ricorrente il 31 luglio 2005, non fanno parte del reddito determinante.
Per il 2005 l’interessata va esonerata dal pagamento di ulteriori contributi, avendo già pagato più dell’ammontare del contributo minimo. Per il 2006 la Cassa ha correttamente calcolato il contributo, provvisorio (in attesa della tassazione fiscale 2006), dovuto.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va respinto mentre la decisione impugnata merita conferma.
2.15. L’interessata ha chiesto l’assunzione di numerose prove, tra le quali testi, perizie, interrogatorio formale ed informale, edizione documenti, ispezione, sopralluogo, il richiamo degli incarti della Cassa, dell’UAI, di __________, della __________, dal __________, dal __________, nonché l’allestimento di una perizia ad opera di un esperto in ambito AVS per risolvere il quesito circa l’applicabilità degli art. 7 lett. m OAVS o 6 cpv. 2 lett. b OAVS.
Questo Tribunale ha richiamato nella presente procedura tutta la documentazione presentata dalla ricorrente, dalle parti e già acquisita dal TCA nell’ambito degli incarti 30.2008.36, 32.2008.3 e 32.2008.35, oggetto della sentenza del 23 marzo 2009.
Il TCA ritiene che questa documentazione sia sufficiente per poter giudicare la vertenza in esame e rinuncia ad assumere ulteriori prove.
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti